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L’ISLAM E GLI IMPERI MUSULMANI NELL’ETA’ MODERNA Grande presenza dell’Islam (Africa, medio Oriente, Persia, India). Frattura tra sciiti (fedeli alla rivelazione)

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Presentazione sul tema: "L’ISLAM E GLI IMPERI MUSULMANI NELL’ETA’ MODERNA Grande presenza dell’Islam (Africa, medio Oriente, Persia, India). Frattura tra sciiti (fedeli alla rivelazione)"— Transcript della presentazione:

1 L’ISLAM E GLI IMPERI MUSULMANI NELL’ETA’ MODERNA Grande presenza dell’Islam (Africa, medio Oriente, Persia, India). Frattura tra sciiti (fedeli alla rivelazione) e sunniti (oltre il Corano valore della Sunna e dei commenti). Impero persiano (sciita). Controllo delle vie di commercio tra Europa ed Asia. Splendore con i Safawidi (processo di centralizzazione). Unificazione del regno con Ismail ( ). Momento culmine con lo scià Abbas il Grande ( ). Vittorie contro turchi (presa di Baghdad) e contro Moghul indiani ( ). Stato persiano ispirato a modelli europei (Ispahan capitale). Sostegno agli inglesi contro i portoghesi. Con i successori decadenza (attacchi dei popoli vicini). Rivalità tra nazioni europee per controllo traffici (inglesi, olandesi, francesi).

2 L’IMPERO PERSIANO

3 L’IMPERO OTTOMANO Nel tardo medio evo la crisi del mondo arabo favorisce espansione turca in Asia Minore, Grecia, Balcani). Conquiste di Selim I ( ): Armenia, Siria, Egitto. Solimano II il Magnifico ( ). Massima espansione in Europa, Asia, Africa. Esercito strumento fondamentale: organizzazione moderna (artiglieria, giannizzeri). Riforma legislativa. Casta militare e burocrazia controlla massa di contadini legata alla terra. Governo assoluto tramite Consiglio (Diwan), Gran Visir e Cancelleria (Sublime Porta). Il palazzo di Topkapi sede dei sultani. In periferia governatori (bey) e pascià. Commercio e manifatture in mano allo stato. Battaglia di Lepanto (1571). Stop all’espansione. Inizia processo di decadenza (anarchia feudale e militare).

4 LA GRANDE MOSCHEA DI SOLIMANO IL MAGNIFICO.

5 LA CINA DEI MING ( ). Dominazione mongola non favorisce coesione sociale (cinesi esclusi dalle cariche più importanti e dai commerci). Politica di conquista e non di integrazione (contadini sfruttati). Alleanza contadini-latifondisti contro i mongoli. Regno di Hong-wu fondatore dinastia Ming (luminosa). Sconfitta dei mongoli e unificazione Cina (1387). Terre ai latifondisti, ma più rigore nell’amministrazione. Periodo di benessere (sviluppo agricoltura con irrigazioni e bonifiche). Catasto e perequazione fiscale. Con i successori spostamento capitale da Nanchino a Pechino. Periodo delle esplorazioni (India, Vietnam, Giava, Persia). Motivi di instabilità: pirati giapponesi, minaccia tribù mongole del nord. Costruzione linea difensiva: la “Grande Muraglia”( ). Fine espansione e inizio fase difensiva.

6 L’IMPERO MING

7 LA CINA DAI MING AI MANCIU’ L’incontro con gli europei ( portoghesi). Crisi nella prima metà Cinquecento: pirati, attacchi mongoli, incursioni Manciù (dalla Corea). I portoghesi si stabiliscono a Macao. Ruolo dei gesuiti. L’opera di Matteo Ricci (adattamento del cristianesimo alla cultura cinese, ). Ripresa nel secondo Cinquecento nonostante lotte tra funzionari ed eunuchi per il controllo del governo. Rivolte contadine dal Ne approfittano i Manciù che conquistano Pechino e fondano la dinastia Quing (pura), destinata a regnare fino al I Manciù sconfiggono i Mongoli. Capacità di assimilare elementi cinesi. Stato fondato su un ceto di burocrati colti e preparati (mandarini). Alleanza con i latifondisti. Gli olandesi prendono il posto dei Portoghesi come mediatori commerciali con l’Europa.

8 IL GIAPPONE “FEUDALE”. Lo shogunato (dinastia Ashikaga, metà sec. XIV-1573, capitale Kyoto). Lo shogun, capo militare, controlla l’imperatore. Forte pressione fiscale sui contadini. Età Muromachi. Emerge ceto latifondisti (daymio, signori feudali, al loro servizio i samurai). 300 famiglie nobili che combattono tra loro, con le città e i monasteri buddisti. Anarchia feudale: Nobunaga cerca di pacificare il Giappone. La sua opera proseguita da Hideyoshi (fine XVI sec.). Riorganizzazione amministrativa e fiscale. Penetrazione del cristianesimo e scontro con confucianesimo e buddismo. Persecuzioni anticristiane. Crisi di successione. Vittoria dello shogun Ieyasu e inizio dinastia Tokugawa ( ). Emerge Edo (Tokyo). Creazione di un sistema feudale centralizzato (signori della terra daymio che controllano produzione riso). Nonostante immobilismo della società, sviluppo artigianale e commerciale (si crea ceto di mercanti).

9 L’IMPERO MOGHUL IN INDIA Nel XIII sec. Sultanato di Dehli controlla India del Nord. Incursione mongola (1398) e inizio crisi. All’inizio XVI secolo arrivo portoghesi. Lotte tra principi nell’India centro- meridionale. Emerge stato del Deccan. Fine sultanato di Dehli per intervento del principe afgano Babur di origine mongole, Inizio influenza moghul. Consolidamento potere Moghul (Akbar, ). Politica di integrazione nobiltà indu con nobiltà moghul (nonostante rivolte). Tolleranza religiosa (monoteismo di stato che fonde elementi induisti e musulmani). Società agraria basata sulla signoria fondiaria e sul sistema delle caste che non viene abolito. Elemento di debolezza: i musulmani sono una minoranza. Nel Seicento impero moghul si espande al sud. Tuttavia la politica militare crea tensioni economiche e religiose. Alla fine l’opera di integrazione non riesce e il paese si chiude, dando inizio a lungo periodo di decadenza.

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11 LE ORIGINI DELL’ OLANDA Abdicazione di Carlo V (1555). Paesi Bassi passano a Filippo II. Interessi spagnoli nella regione (commercio lana). Sentimento antispagnolo causato da fiscalismo, centralizzazione, repressione religiosa. Spedizione del duca d’Alba (1566). Sacco di Anversa (1576). Resistenza calvinista capeggiata dagli Orange e appoggiata dall’Inghilterra. Nel 1579 le sette province del Nord dichiarano l’indipendenza (Unione di Utrecht) e si staccano dalle dieci province meridionali (Unione di Arras). Guerra degli ottant’anni (fino al 1648). Stato delle Province Unite (confederazione repubblicana). Governo diviso tra Stati provinciali- Stati generali- Statholder (capo militare)- Gran pensionario (interni ed esteri). Emerge la supremazia dell’Olanda.

12 IL SEICENTO: IL SECOLO D’ORO OLANDESE. Una repubblica patrizia. Società stratificata: reggenti (ceto politico dominante), ceto medio (piccoli mercanti e piccoli proprietari), popolo (artigiani, poveri). Economia: agricoltura specializzata e condotta con metodi moderni (bonifiche). Commercio fondato su grande flotta (arsenali e compagnie di navigazione, VOC). Espansione coloniale (guerre navali con l’Inghilterra tra 1652 e 1667). Tolleranza religiosa. Accoglienza dei dissidenti (Spinoza). Sviluppo culturale. Università di Leida (fondata nel 1575). Filosofia (Grozio). Scienza (Huygens e Leeuwenhoek). La pittura: caravaggismo e naturalismo. Natura morta, paesaggio, pittura di genere (scene domestiche), ritratto (stili borghesi). Le scuole pittoriche (Haarlem, Utrecht, Delf). I maestri: Rembrandt e Vermeer.

13 I PAESI BASSI DOPO IL 1579

14 L’IMPERO COLONIALE OLANDESE

15 GLI ASBURGO D’AUSTRIA (IL CINQUECENTO) Abdicazione di Carlo V (1556). Il titolo imperiale e i domini austriaci passano al fratello Ferdinando I ( ), re di Boemia e Ungheria dal Vienna capitale. Lotta contro i Turchi. Stato centralizzato (Consiglio segreto). Cancelleria e Camera aulica. Massimiliano II ( ). Educazione umanistica e interessi artistici e musicali (Vienna centro cosmopolita). Tensioni con le periferie (Boemia-Ungheria). Continua politica di accentramento del potere. Tolleranza religiosa (sospetti di cripto protestantesimo). Alleanza matrimoniale con Asburgo di Spagna. Rodolfo II ( ). Spostamento della capitale a Praga (1583), che diventa centro politico dell’impero e ponte culturale con l’Est europeo. Tolleranza religiosa. Cultura manieristica (enciclopedismo- wunderkammer). Problema della successione. Mattia ( ). Ritorno a Vienna. Avvio della Controriforma nelle terre asburgiche.

16 GLI ASBURGO D’AUSTRIA (IL SEICENTO) Ferdinando II ( ). L’ Austria nella Guerra dei Trent’Anni. Evangelizzazione e repressione politico-religiosa (ruolo di cappuccini e gesuiti). La cultura della Controriforma (barocco artistico). Evoluzione della corte e formazione di un’aristocrazia sovranazionale (asburgica). Ferdinando III ( ). L’Impero perde il controllo della Germania. Mecenatismo e diffusione della cultura musicale italiana (Claudio Monteverdi e il melodramma). Continua il conflitto con i turchi. Leopoldo I ( ). Sviluppo dell’Austria come grande potenza (riforma dell’esercito e dell’amministrazione). Guerra ai turchi (1683, assedio di Vienna. 1699, recupero dell’Ungheria). Emulazione con la Francia di Luigi XIV.

17 L’ AUSTRIA DEL SETTECENTO Giuseppe I ( ) e Carlo VI ( ). La monarchia austriaca nelle Guerre di Successione spagnola ( ) e polacca ( ). Gli Austriaci in Italia: Milano, Toscana, Napoli (solo fino al 1734). Vittoria definitiva sui turchi (ruolo di Eugenio di Savoia). Pace di Passarowitz, 1718 (si definisce egemonia austriaca sui Balcani). Il problema della successione. La Prammatica Sanzione (1713) cambia la legge salica. Una donna al potere. Maria Teresa ( ) e la guerra di Successione austriaca. La crisi fa comprendere la necessità delle riforme. Inizia l’età teresiana. Vienna capitale dell’impero.

18 L’ ASSOLUTISMO ILLUMINATO: AUSTRIA E RUSSIA Maria Teresa ( ) e Giuseppe II ( ). Uniformità amministrativa (riduzione autonomie locali). Creazione ministeri. Catasto, istruzione primaria obbligatoria, riforma dei codici (abolizione tortura). Lotta privilegi ecclesiastici. Tolleranza religiosa. Dopo Pietro il Grande torna influenza di Chiesa e nobiltà. Caterina II ( ) programma di riforma (Nakaz del 1767). Simpatia per illuminismo (conosce Voltaire, Diderot, D’Alembert). Nazionalizzazione beni ecclesiastici. Accentramento burocratico (nobiltà di servizio). Continua però asservimento dei contadini (disagio sociale sfocia in rivolte: Pugacev, ).

19 LA PRUSSIA GRANDE POTENZA L’affermazione degli Hohenzollern. Federico Guglielmo il Grande Elettore ( ). Frammentarieta’ dei territori. L’ esercito strumento di potere. Riorganizzazione delle finanze. Nobiltà fondiaria trasformata in casta nobiliare inserita nella struttura assolutistica. Affermazione di un sistema gerarchico (capacità di ubbidire, rispetto assoluto dell’autorità). Federico I ( ). Continua il processo di centralismo militare e burocratico. Federico II ( ). Formazione umanistica. Volontà di potenza (guerre di Successione austriaca e dei Sette Anni). Istruzione elementare obbligatoria (1763). Berlino capitale. Aumento peso dell’esercito. Sottomissione della nobiltà (junkers), a spese dei contadini (sopravvivenza del servaggio).

20 IL GIGANTE DAI PIEDI D’ARGILLA: IL REGNO POLACCO LITUANO FATTORI DI DEBOLEZZA: DIVERSITA’ ETNICO RELIGIOSE (SLAVI, TEDESCHI, LITUANI, POLACCHI,EBREI). ELEMENTO URBANO SCARSO (VARSAVIA, CRACOVIA, DANZICA). FORTE PRESENZA NOBILIARE (LATIFONDISTI-MAGNATI) FINE DINASTIA JAGELLONI. LA MONARCHIA DA EREDITARIA DIVENTA ELETTIVA (POTERE DI VETO DELLA NOBILTA’). SUBENTRANO RE STRANIERI (SIGISMONDO III VASA, , COINVOLTO IN GUERRE CON RUSSIA E SVEZIA). RICOSTITUZIONE SISTEMA FEUDALE E SERVAGGIO (CORVEES) NELL’ AREA AD EST DELL’ ELBA (PRUSSIA, BOEMIA, AUSTRIA ORIENTALE, POLONIA, MOLDAVIA, BALCANI, RUSSIA). NEL SECONDO SEICENTO DECADENZA A FAVORE DI RUSSIA E SVEZIA. NEL ‘700 SUBENTRANO RE TEDESCHI (DINASTIA DI SASSONIA). POTENZE EUROPEE ARBITRE DEL DESTINO POLACCO. CONTINUA EGEMONIA DELLA NOBILTA’ E DELLA CHIESA.

21 EUROPA E MONDO NEL XVIII SECOLO I grandi domini: spagnoli e portoghesi (centro e sud America). Inglesi e francesi (nord America). Asia parzialmente toccata: insediamenti portoghesi, olandesi (Giava e Ceylon) inglesi e francesi. Filippine spagnole. Africa (solo porti e coste). Persistenza dei grandi imperi orientali: Ottomani, Persia, India, Cina, che controllano vaste zone dei continenti asiatico e africano. Portogallo e Spagna mantengono colonie nonostante decadenza. Motivo: la lotta è per il controllo delle rotte e delle materie prime, non dei territori. La scoperta del continente australe: viaggi di Bougainville ( ) e Cook ( ).

22 L’ AMERICA COLONIALE La Spagna: America meridionale (meno Brasile e parte Uruguay portoghesi, Messico, Caraibi). Al nord Florida. Amministrazione basata su viceregni, audiencias, Consiglio delle Indie. Società basata su divisioni tra ceti (aristocrazia di governo, funzionari, clero). Economia basata sulle piantagioni e sulle miniere d’argento (in ripresa nel Settecento). Società multietnica. America francese. Antille ( Martinica e Guadalupa producono zucchero e tabacco, la cui produzione necessita di schiavi neri). Canada (importanza soprattutto strategica come barriera contro l’espansione inglese). Scarsa popolazione. Amministrazione mutuata dalla Francia con scarsa autonomia. Colonizzazione dal XVII secolo (Quebec, Montrèal, ). Evangelizzazione e rapporti commerciali con le tribù pellerossa. Guerre indiane e organizzazione del territorio con Luigi XIV.

23 UNA GUERRA DI PROPORZIONI MONDIALI: LA GUERRA DEI SETTE ANNI ( ). In Europa scontro tra blocchi: Austria, Russia e Francia vs Inghilterra e Prussia. Guerra navale per il dominio dei mari tra inglesi e francesi. I riflessi coloniali del conflitto. Fronti principali: nord America, Caraibi, India. Guerra nel nord America: tensione nella zona dei Grandi Laghi e lungo il Mississippi. La Francia blocca espansione ad ovest delle colonie inglesi. Disparità demografica 60 mila abitanti contro 2 milioni. Alleanza francesi-pellerossa ( ). Riscossa inglese: caduta di Quebec e Montrèal ( ). Perdita del Canada. Rivalità nelle Antille per il commercio degli schiavi neri. Tra gli inglesi conquistano Guadalupa e Martinica. In India francesi presenti sulla costa orientale (Pondichery), gli inglesi sulla costa occidentale (Madras) con la Compagnia delle Indie.

24 ECONOMIA E SOCIETA’ IN EUROPA TRA ‘500 E ‘600. Il trend demografico. Dall’espansione (XVI secolo) alla stagnazione (XVII secolo) alla ripresa (XVIII secolo). Diversità: Europa occidentale più popolata di quella orientale, zone urbane e zone rurali, area mediterranea e area nord europea. Economia agraria diffusa: estensione delle terre coltivate (terre marginali). Problemi alimentari. Permanenza di sistemi agrari e di rapporti di produzione tradizionali. Commercio e industria si spostano progressivamente dal sud al nord Europa. Declino del ruolo centrale del Mediterraneo favorito dall’atlantizzazione. Economia commerciale e monetaria in espansione. Inflazione e rivoluzione dei prezzi. Artigiano e industria ancora legati alle campagne (sistema del mercante-imprenditore).

25 TRA CRISI E RIPRESA (‘600-’700) La crisi del Seicento: colpisce soprattutto area mediterranea (Italia, Spagna). Meno pesante altrove. La crisi è di crescita per realtà avanzate come Olanda e Inghilterra. Poi anche per paesi nordici (Svezia). Incidenza di guerre, carestie, epidemie (peste). Il «secolo di ferro» ( ). Il «filo rosso» delle rivolte: Spagna (Portogallo, Catalogna e Napoli ), Francia (Fronda e rivolte contadine ), Inghilterra ( ). Peggiorano le condizioni dei contadini: diminuzione proprietà, contratti onerosi, servaggio (nell’est europeo).

26 CRESCITA NEL ‘700 E RIVOLUZIONE AGRARIA Forte aumento demografico a partire metà ‘700. Diminuisce mortalità a favore natalita’. Vita media (29-35). Urbanizzazione (polizia, assistenza, crisi delle corporazioni e mercato del lavoro libero). Rivoluzione industriale fenomeno complesso (in realtà più rivoluzioni: agraria, demografica, tecnologica, energetica). Poche aree interessate: Inghilterra, Paesi Bassi, parte Francia). Terra realtà ancora dominante in Europa (3/4 popolazione vive in campagna). Recinzioni. Nuove tecniche permettono eliminazione maggese (agricoltura alternata). Più rotazioni e stretto rapporto tra agricoltura e allevamento (concime). Innovazioni tecnologiche (seminatrice meccanica di Jetrho Tull). Aumento della produttività: più braccia disponibili per l’industria.

27 LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Le industrie tessili settore trainante della trasformazione (lana, ma soprattutto cotone). Innovazioni tecniche: spoletta volante applicata al telaio (1750). Filatrice meccanica (usa la forza vapore). Si impone il sistema della fabbrica (concentrazione di manodopera in un solo ambiente organizzato secondo una precisa divisione del lavoro). Il processo si realizza in Inghilterra tra 1780 e inizi ‘800. Poi passa nel continente per «contagio». La rivoluzione passa ad altri settori: trasporti (ferrovie, navigazione). La teoria del saliente.


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