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Il processo comunicativo Il processo comunicativo Che cosa significa?? è un “processo attraverso il quale i partecipanti creano e condividono informazioni”.

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Presentazione sul tema: "Il processo comunicativo Il processo comunicativo Che cosa significa?? è un “processo attraverso il quale i partecipanti creano e condividono informazioni”."— Transcript della presentazione:

1 Il processo comunicativo Il processo comunicativo Che cosa significa?? è un “processo attraverso il quale i partecipanti creano e condividono informazioni”. Gli elementi fondamentali della comunicazione sono sei: · Emittente: la persona che emette il messaggio · Ricevente: colui che riceve il messaggio emanato dall’emittente · Messaggio: corpo della comunicazione · Referente: scopo ed argomento della comunicazione · Codice: insieme delle regole utilizzate per comunicare · Canale: strumento della comunicazione

2 La comunicazione interpersonale La comunicazione interpersonale è costituita dall'insieme dei fenomeni che veicolano lo scambio di informazioni tra due o più persone sia attraverso il linguaggio verbale sia quello corporeo. la comunicazione avviene sempre su due piani, quello del contenuto: "cosa si dice" e quello della relazione: "come lo si dice“. La comunicazione interpersonale si suddivide in 3 parti: Verbale(7-10%) che avviene attraverso l'uso del linguaggio Paraverbale (40%) la quale invece avviene senza l'uso delle parole; Ci si rieferisce al tono, alla velocità, al timbro, al volume, ecc. della voce. Non verbale (50%) tutto quello che si trasmette attraverso la propria postura, i propri movimenti, la mimica facciale,i gesti … La comunicazione è alla base dei rapporti umani

3 “TUTTO è COMUNICAZIONE : E’ IMPOSSIBILE NON COMUNICARE” Primo assioma della comunicazione della Scuola di Palo Alto (Paul Watslawick) Anche il silenzio è comunicazione Ascolto : uno strumento chiave per il miglioramento continuo del proprio stile di comunicazione (atto volontario nei confronti dell'interlocutore) 1. Osservare il proprio interlocutore 2. Comprensione del contenuto 3. Capire quando il vostro interlocutore sta mentendo 4. Capacità di ascolto su due binari: ascolto delle parole e ascolto delle emozioni 5. Saper ascoltare in modo attivo ’’un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa’’ e, comunque, non giudicata.

4 Empatia E’ la capacità di comprendere appieno lo stato d'animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. La parola deriva dal greco " εμπαθεία " (empatéia, a sua volta composta da en-, "dentro", e pathos, "sofferenza o sentimento").Empatia significa sentire dentro[grecopathos[ In medicina l'empatia è considerata un elemento fondamentale della relazione di cura. l'empatia permetterebbe al curante di comprendere i sentimenti e le sofferenze del paziente, incorporandoli nella costruzione del rapporto di cura ma senza esserne sopraffatto perché altrimenti sarebbe un ostacolo ad un giudizio clinico efficacemedicina

5 La comunicazione è alla base dei rapporti sociali, è un pre-requisito indispensabile per l’esistenza di un gruppo. Un gruppo sociale è, pertanto, una aggregazione di più individui che interagiscono tra loro per un tempo prolungato secondo determinati modelli di comportamento, allo scopo di conseguire determinati obiettivi. La comunicazione in gruppo si può sostanzialmente suddividere su quattro livelli: quello dei contenuti - cosa si dice o si fa quello dei metodi - come si organizza quello dei processi comunicativi - chi dice o fa cosa, a chi, in che modo quello delle dinamiche di gruppo - cosa accade tra i membri che comunicano. La comunicazione all’interno di un gruppo può essere condotta con varie tecniche, una delle quali è quella del brainstorming molto utile quando la comunicazione in un gruppo è finalizzata alla produzione e creazione di idee

6 Il brainstorming traducibile in italiano con l’espressione ’’tempesta di cervelli’’. è una tecnica utilizzata per incoraggiare il pensiero creativo e la produzione di molteplici idee su una questione specifica o un particolare problema. Il brainstorming prevede infatti due distinte fasi: - una prima fase, detta divergente, in cui viene stimolata la produzione di idee a ruota libera. Una volta messo a fuoco il problema e fissato un tempo limite per l’incontro, ciascuno esprimerà, per risolvere il problema posto all’attenzione del gruppo, la ’’prima idea che gli viene in mente’’, in rapida sequenza e per associazione di idee. Il moderatore inviterà i membri del gruppo a non esprimere giudizi di valore o critiche e cercherà di favorire lo scorrere della discussione. - una seconda fase, detta convergente, in cui le idee vengono selezionate e valutate al fine di individuare e condividere quelle più interessanti. Sottoponendo le proposte emerse ad un processo sempre più affinato di rielaborazione, di approfondimento, di revisione da parte del gruppo si ritiene di poterle ’’tradurre’’ in idee più realistiche e realizzabili. Può risultare produttivo, in molti casi, affrontare tale fase di valutazione con un gruppo diverso di soggetti, magari più specializzato ed esperto, per migliorare la qualità dei risultati.

7 Il role-play Il role-play è un particolare tipo di esercitazione che richiede ai partecipanti di svolgere, per un tempo limitato, il ruolo di “attori”, di rappresentare cioè alcuni ruoli in interazione tra loro, mentre altri partecipanti fungono da “osservatori” dei contenuti e dei processi che la rappresentazione manifesta. Le caratteristiche di questo metodo forniscono molteplici stimoli all’apprendimento attraverso l’imitazione e l’azione, attraverso l’osservazione del comportamento degli altri e i commenti ricevuti sul proprio, attraverso l’analisi dell’intero processo.

8 Empowerment Con il termine viene indicato un processo di crescita, sia dell'individuo sia del gruppo, basato sull'incremento della stima di sé, dell'autoefficacia e dell'autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l'individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale.

9 Stereotipi e pregiudizi Per la psicologia sociale uno stereotipo corrisponde a una credenza o a un insieme di credenze in base a cui un gruppo di individui attribuisce determinate caratteristiche a un altro gruppo di persone. Gli stereotipi assomigliano molto dunque a degli schemi mentali; si tende in genere ad attribuire in maniera indistinta determinate caratteristiche a un'intera categoria di persone Non si basa su una conoscenza di tipo scientifico, ma piuttosto rispecchia una valutazione che spesso si rivela rigida e non corretta dell'altro Un pregiudizio è un'opinione preconcetta concepita non per conoscenza precisa e diretta del fatto o della persona, ma sulla base di voci e opinioni comuni. Cosa fare per eliminarli?

10 1. Favorire contatti tra gruppi diversi, 2. migliorare la conoscenza delle persone che per qualche motivo vengono percepite come “diverse” 3. ma naturalmente occorre che le persone siano effettivamente disposte a rivedere le proprie convinzioni

11 Emarginazione Emarginazione è uno status o condizione, individuale o collettivo, di esclusione dai rapporti sociali, e può giungere fino alla negazione dei diritti civili.

12 Handicap Nella classificazione dell'OMS, ICIDH (International Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps, classificazione internazionale delle menomazioni, disabilità e handicap) del 1980 si definiva con handicap lo svantaggio sociale della persona con disabilità. Questo documento è ora superato dall'International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF), classificazione internazionale del funzionamento, disabilità e salute del 2001 dove il termine disabilità comprende le difficoltà sia a livello personale che sociale. La condizione di disabilità tocca vari aspetti di vita della persona: fisico, psichico, relazionale, culturale, sociale, giuridico, ecc. L’ICF vuole fornire un’ampia analisi dello stato di salute degli individui ponendo la correlazione fra salute e ambiente, arrivando alla definizione di disabilità, intesa come una condizione di salute in un ambiente sfavorevole.

13 Disabilità Si considerano anche i fattori sociali, e non più solo quelli organici. La disabilità è la condizione personale di chi, in seguito ad una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale.

14 Progetto “mattone” del ministero della salute Principali linee di attività: Assistenza residenziale a lungo termine Assistenza residenziale riabilitativa Assistenza residenziale a disabili fisici, psichici e sensoriali Assistenza residenziale a pazienti psichiatrici lungodegenti Nell’ambito di questo livello assistenziale, si è ritenuto di dover individuare almeno tre principali tipologie di utenza, che qualificano diversi modelli organizzativi e di flusso informativo: 1) Gli Anziani 2) I Disabili 3) Le persone affette da patologie psichiatriche

15 DEFINIZIONE DI PRESTAZIONI RESIDENZIALI PER ANZIANI Si intende il complesso integrato di prestazioni socio- sanitarie erogate a persone non autosufficienti non assistibili a domicilio all’interno di nuclei accreditati per la specifica funzione. Ogni 90 giorni viene fatta una rivalutazione dell’ospite al fine di qualificare nel tempo la prestazione e verificare l’esatta corrispondenza tra gli specifici bisogni e l’assistenza erogata. che consiglino la permanenza in ambiente ospedaliero (Unità di Lungodegenza) o richiedano trattamenti riabilitativi intensivi (Unità di Riabilitazione). Al fine della corretta pianificazione delle cure e della individuazione del corretto livello di assistenza da erogare l’accesso alle strutture residenziali è subordinato alla compilazione e utilizzo di uno strumento di Valutazione Multidimensionale dei bisogni (VMD) che costituisce debito informativo a livello di ASL.

16 FAR :flusso di assistenza residenziale Per una corretta definizione delle prestazioni si ritiene quindi di dover procedere ad una classificazione dei “nuclei erogativi” basata sulle loro caratteristiche tecnico-organizzative, individuando i seguenti “codici di prestazione”. R1 Prestazioni erogate in nuclei specializzati (Unità di Cure Residenziali Intensive) a persone non autosufficienti ad alto grado di intensità assistenziale, essenziale per il supporto alle funzioni vitali ed in particolare: ventilazione meccanica, ossigenoterapia continua, nutrizione enterale o parenterale protratta, trattamenti specialistici ad alto impegno (riferiti a persone in condizione di stato vegetativo o coma prolungato, persone con gravi insufficienze respiratorie, pazienti terminali etc.). R2 Prestazioni erogate in nuclei specializzati (Unità di Cure Residenziali Estensive) a persone non autosufficienti con elevata necessità di tutela sanitaria: cure mediche e infermieristiche quotidiane, trattamenti di recupero funzionale, somministrazione di terapie e.v., nutrizione entrale etc. R2D Prestazioni erogate in nuclei specializzati a persone con demenza senile nelle fasi in cui il disturbo mnesico è associato a disturbi del comportamento e/o dell’affettività (Nuclei Alzheimer). R3 Prestazioni erogate a persone non autosufficienti con bassa necessità di tutela sanitaria (Unità di Cure Residenziali di Mantenimento). SR1 Prestazioni Semiresidenziali – Prestazioni di cure estensive o di mantenimento per anziani erogate in centri diurni. SR2 Prestazioni Semiresidenziali Demenze – Prestazioni di cure estensive o di mantenimento per persone con demenza senile erogate in centri diurni.

17 PRESTAZIONI RESIDENZIALI E SEMIRESINDENZIALI PER DISABILI PRESTAZIONI RESIDENZIALI E SEMIRESINDENZIALI PER DISABILI Il Decreto sui Livelli Essenziali di Assistenza (DPCM 29 novembre 2001) individua come “Livello Essenziale di Assistenza” l’ assistenza territoriale semiresidenziale e residenziale riferibile ad “attività sanitaria e socio- sanitaria nell’ambito di programmi riabilitativi a favore di disabili fisici, psichici e sensoriali” erogata con le caratteristiche “dei presidi di riabilitazione extra-ospedaliera a ciclo diurno o continuativo e delle RSA per disabili”

18 Prestazioni residenziali per i disabili RD1 Prestazioni di assistenza residenziale ad elevata integrazione sanitaria erogate in nuclei dedicati a persone non autosufficienti gravi o con responsività minimale che necessitano di curemedico/infermieristiche complesse per il supporto a funzioni vitali- (DPCM , Allegato 1.C. punto 9, disabili, livello a) RD2 Prestazioni di assistenza residenziale ad elevata integrazione sanitaria, con terapia riabilitativa,attività psico-educative e socio-relazionali erogate in nuclei specializzati a persone non autosufficienti, in età evolutiva, affette da minorazioni plurisensoriali.- (DPCM , Allegato 1.C. punto 9, disabili, livello a) ).Le prestazioni di questo tipo sono connotate dalla stretta integrazione tra le attività assistenziali e riabilitative e quelle psico-educative e didattiche. RD3 Prestazioni di assistenza residenziale ad elevata integrazione sanitaria, con terapia riabilitativa,attività psico-educative e socio-relazionali erogate in nuclei specializzati a persone non autosufficienti in età evolutiva affetti da disturbi del comportamento o da patologie di interesse neuropsichiatrico - (DPCM , Allegato 1.C. punto 9, disabili, livello b) )Le prestazioni di questo tipo sono connotate dalla stretta integrazione tra le attività assistenziali e riabilitative e quelle psico-educative e didattiche. RD4 Prestazioni di assistenza residenziale ad elevata integrazione sanitaria erogate in nuclei dedicati a persone non autosufficienti ad alto grado di intensità assistenziale (disabili gravi) che necessitano diassistenza continuativa per lo svolgimento delle attività quotidiane. - (DPCM , Allegato 1.C. punto 9, disabili, livello c)/gravi ). RD5 Prestazioni di assistenza residenziale e socializzazione erogate in nuclei dedicati a persone nonautosufficienti prive di supporto familiare che conservano parziali ambiti di autonomia. - (DPCM , Allegato 1.C. punto 9, disabili, livello c) privi di sostegno familiare).

19 PRESTAZIONI RESIDENZIALI E SEMIRESINDENZIALI PSICHIATRICHE Il progetto Obiettivo Salute Mentale (DPR 10 novembre 1999) definisce le strutture residenziali come : STRUTTURE RESIDENZIALI: Sono strutture extraospedaliere che accolgono persone che necessitano di interventi terapeutico-riabilitativi o socio riabilitativi. Sono differenziate a seconda del livello di assistenza erogata dal personale sanitario, nell’arco delle 24 ore: a) SR con presenza continua di personale sanitario lungo l’arco delle 24 ore; b) SR con presenza di personale sanitario nelle 12 ore diurne nei giorni feriali, mentre nei giorni festivi questa presenza può essere ridotta; c) SR con presenza di personale sanitario per fasce orarie nei giorni feriali o al bisogno. Nei giorni festivi questa presenza può essere assente.

20 Classificazione delle prestazioni Si è quindi proposto un modello di classificazione delle prestazioni, con i relativi codici di attività, che viene presentato di seguito. RP1 Prestazioni residenziali psichiatriche terapeutico-riabilitative :Sono erogate in strutture per persone che, nella fase di acuzie e post acuzie, necessitano diprogetti terapeutici riabilitativi. Deve essere definita la durata massima di degenza sulla base degli specifici obiettivi terapeutici. RP1.1 Prestazioni terapeutiche riabilitative intensive Sono erogate in strutture nelle quali vengono accolte persone, anche nella fase post acuzie,che richiedono interventi di riabilitazione intensiva e l’attuazione di programmi di reinserimento sociale. Il personale sanitario è presente nelle 24 ore. La durata massimadella degenza è indicativamente di 18 mesi. RP1.2 Prestazioni terapeutico-riabilitative estensive Sono erogate in strutture che accolgono persone con problematiche psichiatriche in fase distabilizzazione per i quali non è opportuno un trattamento intensivo sotto il profilo riabilitativo ma che necessitano di assistenza e di riabilitazione di tipo estensivo. La duratadella degenza può essere protratta in rapporto allo sviluppo dei programmi riabilitativi. Le strutture sono differenziate in base al numero di ore di presenza del personale, calcolato inragione dei bisogni assistenziali degli ospiti: RP1.2.1 Il personale sanitario è presente nelle 24 ore. E’ definita una durata massima della degenza di 36 mesi, eventualmente prorogabile nei casi in cui l’equipe curante ne motivi la proroga. RP1.2.2 Il personale sanitario è presente sulle 12 ore. E’ definita una durata massima della degenza di 36 mesi, eventualmente prorogabile nei casi in cui l’equipe curante ne motivi la proroga. RP2 Prestazioni residenziali psichiatriche socio-riabilitative Sono erogate in strutture che rispondono ai bisogni di persone caratterizzate da un relativo grado di autonomia nella vita quotidiana ma che necessitano di una soluzione abitativa protetta. Il personale sanitario è presente solo in determinate fasce orarie. Non viene individuata una durata massima di degenza. SRP Prestazioni semiresidenziali psichiatriche (SRP) L’attività semiresidenziale è erogata in strutture collocate nel contesto territoriale che accolgono le persone durante le ore diurne. Sono strutture gestite direttamente da soggetti erogatori pubblici (Dipartimento di Salute Mentale) o da soggetti erogatori privati accreditati, che operano comunque nell’ambito del sistema di offerta del DSM, attive almeno 8 ore al giorno per 6 giorni la settimana, dotate di équipe multiprofessionali.


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