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MARCO GALLERI strategia organizzazione comunicazione marketing MARCO GALLERI strategia organizzazione comunicazione marketing Il Poggio 58036 Sassofortino.

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Presentazione sul tema: "MARCO GALLERI strategia organizzazione comunicazione marketing MARCO GALLERI strategia organizzazione comunicazione marketing Il Poggio 58036 Sassofortino."— Transcript della presentazione:

1 MARCO GALLERI strategia organizzazione comunicazione marketing MARCO GALLERI strategia organizzazione comunicazione marketing Il Poggio Sassofortino (GR) tel. & fax mobile DONNE E UOMINI Quarta parte: la divisione del lavoro domestico Estratti commentati da Psicologia delle differenze di genere (V. Burr, 1998) Edizione del luglio 2014

2 INDICE DELL’INTERA SERIE 2 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda. 1.Le differenze di genere 2.Natura e Cultura 3.Concetti chiave e teorie femministe 4.La divisione del lavoro domestico 5.Rappresentazione e linguaggio 6.Femminilità e mascolinità 7.Bassa autostima

3 3 INDICE DI QUESTA PRESENTAZIONE MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda. Premessa generale Differenze in quattro settori Natura e cultura Teorie della sessualità e dell'aggressività Teorie sulla divisione del lavoro domestico Un contratto di lavoro Per onestà intellettuale Approfondimenti 4. La divisione del lavoro domestico

4 Premessa generale 4 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda. Negli ultimi vent’anni è aumentata la presenza, ma anche il ruolo, delle donne nelle organizzazioni. Ho tenuto il mio primo corso a un gruppo di sole donne nel 2006; era “Imprenditoria al femminile” e durò 36 ore; al termine fu molto ben valutato. La sua preparazione mi costrinse a sistemare i diversi materiali che avevo distribuiti nell’archivio; da allora c’è una sezione dedicata alle donne in azienda. La arricchisco con questa serie di presentazioni dove integro tre testi di Burr (1998), Rumiati (2010) e Kay-Shipman (2014). Le manchevolezze del secondo – quasi ignora che le donne fanno i figli, i comportamenti sessuali e sociali - sono colmate dal primo e ben aggiornate dal terzo, con particolare riferimento all’autostima. Segnalo il libro Come sopravvivere alla propria azienda (2010) in cui intervisto un’imprenditrice di successo sul tema della condizione femminile nelle PMI.

5 5 Edito nel 1998 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

6 1. capacità verbale: nel corso della crescita, le ragazze aquistano una competenza verbale maggiore dei ragazzi, misurabile attraverso prove di fluidità, di comprensione ecc. 2. Capacità visuospaziali: con la crescita, i ragazzi riescono meglio nell'esecuzione di compiti visuospaziali (test delle figure sovrapposte e similari). 3. Capacità matematiche: dopo i dodici anni, i ragazzi dimostrano capacità matematiche superiori alle ragazze. Forse per le superiori capacità visuospaziali che avvantaggiano nella soluzione di problemi che implicano rappresentazioni geometriche. 4. Aggressività: è l'area dove si manifesta più chiaramente una differenza fra i due sessi. Fin dalla prima infanzia, i ragazzi si dimostrano più aggressivi delle ragazze tanto su un piano verbale, quanto su un piano fisico e tendono ad abbandonarsi più frequentemente a giochi di lotta e a fantasie aggressive. Differenze in quattro settori 6 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

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8 Il dibattito natura-cultura è ampio e interessante. Qui basti accennare che esiste una gamma di interpretazioni tra i due termini assoluti. Il ruolo della biologia, degli ormoni, della genetica, dell’evoluzione sono stati trattati nelle presentazioni precedenti e verranno ripresi nell’ultima, basata sul libro del 2014 di Kay-Shipman. Natura e cultura 8 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

9 La tesi di fondo del femminismo radicale è che la sessualità è definibile pressoché esclusivamente come area del predominio maschile e della sottomissione femminile. Data l'importanza tanto cruciale nella vita umana di questa relazione di potere, non stupisce che questo quadro di predominio/sottomissione sia proprio anche di altri contesti come quello lavorativo e familiare. Alcune esponenti si sono fatte paladine della separazione sessuale o di relazioni omosessuali fra le donne. Teorie della sessualità e dell'aggressività 9 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

10 La violenza sessuale non è espressione di devianza, ma un esempio particolarmente drammatico dello sfruttamento maschile della sessualità delle donne. La sessualità è il terreno, il campo sul quale gli uomini e le donne acquisiscono per gradi un'identità stabile di genere. Per una ragazza, questo processo comincia nel momento in cui diventa consapevole della natura coattiva della sessualità maschile. Il padre, i fratelli, i compagni di gioco a scuola, i media, i libri che legge, la sua stessa madre, le altre donne e ragazze, ogni cosa conferma in qualche misura la passività delle donne. Femminismo radicale 10 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

11 Secondo la Brownmiller (1975) la violenza sessuale è «null'altro che un consapevole tentativo di intimidazione attraverso cui la totalità degli uomini cerca di mantenere la totalità delle donne in uno stato di soggezione». La costante minaccia dello stupro incoraggia fortemente le donne a isolarsi nella sfera domestica, sotto la protezione di un unico uomo (il marito) che riserva a se stesso i servizi sessuali della moglie. Fu il femminismo radicale a coniare l'espressione «ciò che è personale è politico», per sottolineare il fatto che le stesse relazioni più intime e personali fra i due sessi non potevano essere disgiunte dalle lotte politiche femminili, solitamente limitate alla sola sfera politica del lavoro retribuito. Violenza sessuale 11 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

12 Le donne e gli uomini che non esprimono comportamenti e desideri coerenti con gli stereotipi sessuali vengono patologizzati. Per fare un solo esempio, le ipotesi biologiche non riescono a spiegare perché alcune donne non desiderino diventare madri, con il risultato di trasformarsi agli occhi di molti in persone snaturate, malate o egoiste. La medicina ha a lungo considerato la maternità il punto di arrivo dello sviluppo femminile. Per Fromm (1967): “Il solo fatto che una donna non riesca a tollerare la gravidanza e la nascita di un figlio, o le viva in modo intensamente conflittuale, indica che la sua personalità premorbosa era immatura e quindi, in questo senso, psicopatologica [... ] la gravidanza e la nascita sono il vero terreno di prova della donna.” 12 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda. La maternità

13 Le ipotesi che si rifanno a modelli di socializzazione si incentrano sulle esperienze di apprendimento alle quali le persone vengono sottoposte fin dalla più tenera età, in famiglia, a scuola e nella società allargata. Le differenze nei giochi, nelle aspettative genitoriali, nelle rappresentazioni stereotipiche dei due sessi diffuse dalla letteratura e dai programmi televisivi, sono state identificate come altrettanti possibili generatori delle differenze nelle aspirazioni professionali dei soggetti dei due sessi. Esperienze di apprendimento 13 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

14 Secondo un'indagine le donne dedicano mediamente 34 ore alla settimana alle spese, alla cucina e alle pulizie contro una media maschile di 13 ore. Nei casi in cui entrambi i partner hanno un lavoro retribuito a tempo pieno, il tempo medio settimanale speso dalle donne nei compiti domestici è pari a 24 ore contro le 14 degli uomini. Le conclusioni sono: “I ruoli domestici restano sorprendentemente legati alla tradizione. Gli uomini danno una mano in casa più di guanto non facessero in passato, ma non guanto dovrebbero secondo loro stessi e le loro partner. “ Quasi tre volte di più 14 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

15 Teorie dell’equità Il contributo dei due sessi all'andamento domestico è diverso ma equo. Non si può parlare di un contributo uguale, perché esso si esprime in compiti diversi e ha una diversa estensione, ma di contributi equi perché complessivamente equivalenti. I ruoli di genere sarebbero complementari: quello maschile sarebbe strumentale (dare sostegno finanziario alla famiglia con il proprio lavoro retribuito); quello femminile sarebbe espressivo (prendersi cura del marito e dei figli). Secondo Parsons [1953], queste differenze nei ruoli di genere hanno un significato funzionale per la società. L'istituto sociale familiare assolve i compiti essenziali della socializzazione primaria dei nuovi nati e della formazione di adulti integrati. Teorie sulla divisione del lavoro domestico 15 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

16 La teoria psicosociale dello scambio è strettamente collegata alla teoria dell'equità ed è stata applicata all'interpretazione dei ruoli di genere. Scanzoni [1970] sosteneva che i mariti scambiassero il loro ruolo di mantenimento con il supporto emotivo e i servizi domestici offerti dalle mogli. Il contributo di ciascun partner determina un obbligo psicologico dell'altro a dare il proprio contributo complementare stabilendo così una situazione di equilibrio stabile. Questa teoria non riesce, in linea di principio, a spiegare una questione importante benché negletta: perché la divisione del lavoro assuma una forma particolare, dando un contenuto specifico ai ruoli di genere. Teoria dello scambio 16 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

17 Per Pleck (1979) non è sostenibile pensare che il ruolo limitato degli uomini in famiglia sia il frutto di uno scambio equo fra marito e moglie compiuto a partire dalla negoziazione di risorse diverse. Questa teoria tradizionale può essere applicabile a quella minoranza in declino di famiglie in cui il marito è l'unica fonte di reddito, ma perde valore se applicata alla emergente maggioranza di famiglie a doppio reddito. Mia nota: con il declino economico in corso questa posizione risulta più difficile da sostenere. Vale solo per una minoranza in declino? 17 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

18 Il concetto di equità implica quello di consenso, e impone che la divisione del lavoro fra mariti e mogli sia il risultato di una negoziazione che tenga conto degli interessi comuni. La scelta femminile di non accedere a un lavoro retribuito è il frutto di una «strategia di lavoro familiare» concordata che opera nell'interesse di entrambi i partner. Questa situazione, forse reale in alcune famiglie, non è però quella vissuta dalla maggioranza delle persone che esprimono insoddisfazione per i loro ruoli. Numerose donne considerano iniqua la divisione del lavoro domestico e lottano per raggiungere una divisione più equilibrata delle responsabilità. Consenso? 18 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

19 In una certa prospettiva il massimo che gli uomini possono fare è diventare un aiuto per le loro mogli, svolgendo i compiti che richiedono meno esperienza. La ragione per la quale le donne si fanno carico di numerosi compiti domestici è che hanno imparato a svolgerli con rapidità ed efficienza: un coinvolgimento maschile diminuirebbe questa efficacia e comporterebbe un aumento dei tempi. Ma è poco plausibile sostenere che gli uomini preferiscano fare la spesa piuttosto che lavare i panni, o nutrire i bimbi invece di cambiare i pannolini semplicemente perché questi compiti sono più in linea con il ruolo maschile o perché richiedono meno esperienza. Una questione di efficienza? 19 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

20 Un'ipotesi alternativa sostiene che gli uomini e le donne hanno una diversa possibilità di scelta in materia e che gli uomini non si farebbero carico dei compiti domestici e della cura dei figli per la semplice ragione che possono decidere di non farlo. Non solo, ma, in caso di partecipazione, hanno la possibilità di scegliere i compiti meno spiacevoli e impegnativi. Le donne si fanno soprattutto carico della cucina, della pulizia e della cura dei figli, mentre gli uomini si occupano della manutenzione della casa e dell'auto. I compiti meno spiacevoli ai maschi 20 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

21 “Nelle interviste di coppia, i coniugi si rassicuravano l'un l'altro affermando di avere adottato la soluzione più equa date le circostanze. Successivamente sostenevano questa tesi sottolineando che il padre a) era disposto a fare delle cose per i figli se necessario; b) era in grado di farlo se necessario; c) aveva dimostrato questa volontà e questa capacità in precedenti occasioni. Questa affermazione finale è di importanza cruciale, perché sottolinea come le «dimostrazioni pratiche» di coinvolgimento non debbano avvenire su una base regolare e nemmeno raggiungere standard paragonabili a quelli della madre, per essere considerate probanti dalla coppia.” (Backett, 1987). Strategie di difesa 21 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

22 La Chodorow [1978] attacca la visione per cui le donne si farebbero carico della maggior parte dei compiti materni per effetto di una scelta deliberata degli uomini a non fare altrettanto. “L'assunzione di compiti materni da parte delle donne non è evidentemente qualcosa che possa essere insegnato giocando alle bambole o prescrivendo loro di fare le madri. Non è qualcosa che si possa apprendere attraverso la sola imitazione di comportamenti o per effetto della decisione di fare quel che fanno altre donne. Nemmeno la supremazia maschile può spiegare l'assunzione di un ruolo materno. Gli uomini non avrebbero mai il potere di richiedere o costringere le donne a esercitare comportamenti genitoriali adeguati se esse in qualche misura e a qualche livello conscio o inconscio non avessero la capacità e il senso di sé per poterlo fare”. Insegnare le cure parentali? 22 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

23 La Firestone (1971) osserva che “La diseguaglianza di fondo l'ha creata la natura facendo sì che metà della razza umana dovesse far nascere e allevare i figli di tutti. Poi, questa diseguaglianza si è consolidata, istituzionalizzata nell'interesse maschile. Le donne sono state le schiave che hanno mantenuto la specie per consentire alla metà maschile il controllo del mondo.” Secondo Delphy [1980] il matrimonio è un particolare contratto di lavoro nel quale le donne «accettano» di svolgere compiti domestici non remunerati. Gli uomini diventano pertanto i «principali» delle donne di cui sfruttano il lavoro. Per la sua posizione economica, la classe femminile non può competere nel mercato del lavoro retribuito e finisce per aderire al matrimonio come alla migliore opzione economica a disposizione. Un contratto di lavoro 23 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

24 Per onestà intellettuale 24 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda. Faccio parte di una minoranza, talvolta minorata. Mia moglie e io ci siamo fidanzati quando lei aveva 16 e io 18 anni. Meno di cinque anni dopo nacque Arlo; correva l’anno Entrambi abbandonammo gli studi, lei faceva la maestra supplente, io andai a fare il capoturno in fonderia e, nell’altro “turno”, il camionista. 15 ore al dì non mi consentivano di aiutarla in casa e si stabilì un patto implicito; ovviamente io portavo la più parte del denaro. Il caso ricade sull’orlo di quella definita da Pleck - proprio nel una famiglia appartenete a una “minoranza in declino”. Già l’anno dopo il mio impegno lavorativo si era drasticamente ridotto (avevo trovato lavoro nel gruppo tedesco Basf), ma ero comunque fuori casa almeno una decina di ore mentre mia moglie la metà. Ammetto che – in casi d’emergenza - ricorsi anche al laido trucco di dimostrarmi incapace nei lavori domestici. Essere poco efficienti è efficacissimo: mi ero dimostrato disposto a fare delle cose e mi venivano affidati, raramente, i compiti meno spiacevoli.

25 25 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda. Gli incarichi successivi mi portarono oltre le 12 ore diarie. La questione dei lavori domestici era consolidata: toccavano alla maestra. In alcuni periodi una “donna delle pulizie” (mai sentito il termine al maschile …) l’ha aiutata ma, da vent’anni, viviamo in piena campagna e Teresa non sta ferma un attimo. Specificamente interrogata dichiara che si “trova benissimo”. Come accennavo all’inizio facciamo – forse - parte di una minoranza. Forsanche in declino. Sono 40 anni che ci sopportiamo (gli sterchi reciproci) e anche che ci amiamo (l’oro reciproco). Vorrei concludere con il fatto che ha dimostrato capacità logico- matematiche triple rispetto alle mie. Però è ancora terrorizzata dai topi. Grazie T. Per onestà intellettuale

26 26 INDICE DELLA PROSSIMA PRESENTAZIONE MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda. Premessa generale Corpi maschili e femminili Un automonitoraggio continuo Pensiero e linguaggio Vezzeggiativi Duecentoventi insulti maschilisti Cambiare linguaggio Approfondimenti 5. Rappresentazione e linguaggio

27 Nell’Archivio del mio sito sono disponibili dei materiali sulle differenze di genere. Oltre a questa serie segnalo le presentazioni aggiornate mensilmente: Genere e organizzazioni Strategie di genere Donne in azienda E le serie di presentazioni tratte da: Stereotipi e pregiudizi, B.M. Mazzara, 1997 Amore e sesso in ufficio, A. Samson, 2005 Approfondimenti 27 MARCO GALLERI Teoria e Pratica d’Azienda.

28 ANALISI STRATEGICHE PIANI D’AFFARI E OPERATIVI SOLUZIONI ORGANIZZATIVE SELEZIONE E GESTIONE DEI COLLABORATORI SUCCESSIONE GENERAZIONALE RICERCHE DI MERCATO COSTRUZIONE DELL’IMMAGINE CORSI PER IMPRENDITORI MARCO GALLERI strategia organizzazione comunicazione marketing MARCO GALLERI strategia organizzazione comunicazione marketing Il Poggio Sassofortino (GR) tel. & fax mobile Grazie per l’attenzione 28


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