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I Romani Roma NEL PERIODO Imperiale. Il tempo libero nella roma antica Le terme Le terme romane erano degli edifici pubblici con degli impianti che oggi.

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Presentazione sul tema: "I Romani Roma NEL PERIODO Imperiale. Il tempo libero nella roma antica Le terme Le terme romane erano degli edifici pubblici con degli impianti che oggi."— Transcript della presentazione:

1 I Romani Roma NEL PERIODO Imperiale

2 Il tempo libero nella roma antica Le terme Le terme romane erano degli edifici pubblici con degli impianti che oggi chiameremmo igienico-sanitari. Sono i precursori degli impianti odierni e rappresentavano uno dei principali luoghi di ritrovo durante l'antica Roma. Esistevano due classi di terme, una più povera destinata alla popolazione meno abbiente e una destinata ai alla classe aristocratica, che erano dei veri e propri monumenti e piccole città all'interno della città. Le prime terme nacquero in luoghi dove era posibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doti curative. Col tempo, soprattutto in età imperiale, si diffusero anche dentro le città, grazie allo sviluppo di tecniche di riscaldamento delle acque sempre più evolute.

3 La sviluppo interno tipico era quello di una successione di stanze, con all'interno una vasca di acqua fredda (il frigidarium ), tiepida (tepidarium) e calda (calidarium). Attorno a questi spazi principali, si sviluppavano gli spazi accessori: l'apoditerio (spogliatoio), il sudatorio e il laconico (simili ad una sauna), il destrictorio (sala di pulizia), il ginnasio (una sorta di palestra). All'interno delle terme più sontuose (come le Terme di Caracalla) potevano trovare spazio anche piccoli teatri, biblioteche, sale di studio e addirittura negozi.

4 L’esercito romano Esercito romano è il nome dato al sofisticato insieme di soldati ed altre forze militari che servirono la Repubblica Romana ed in seguito l'Impero Romano. L'esercito romano conquistò gran parte dei territori che circondano il Mar Mediterraneo, arrivando, all'apice dello splendore imperiale, ad occupare le province dell'Asia Minore e della Britannia. Inizialmente composto da comuni cittadini romani, in seguito alla riforma di Gaio Mario (100 a.C.) divenne un esercito di soldati professionisti. Tutti conoscono questo poderoso esercito per le sue temute legioni, a cui si arrivò, però, per gradi.

5 Il CARDINE di roma

6 La legione romana (dal latino legio, derivato del verbo legere, "raccogliere assieme") era l'unità militare di base dell‘esercito romano. Corrispondeva, grosso modo, alla divisione di un esercito odierno, e normalmente era stanziata in una provincia, di cui aveva la responsabilità della sicurezza e della difesa militare. Nella storia di Roma, l'esercito romano ha potuto contare su un massimo di 60 legioni all'apice della sua potenza, e su un minimo di 18 nel periodo di massima crisi. Nel passaggio dalla repubblica romana all‘Impero Romano l'esercito, e con esso la struttura della legione, venne ristrutturato profondamente. A causa del grande successo militare della Repubblica Romana ed, in seguito, dell'Impero Romano la legione è stata a lungo considerata un modello da seguire in efficienza militare ed abilità. All'inizio della storia di Roma la legione si componeva di fanti e 300 cavalieri. Fanti e cavalieri venivano arruolati nell'ordine di fanti e 100 cavalieri per tribù: le tribù presenti erano 3, ovvero i Tities, i Ramnes e i Luceres. I fanti erano comandati da 3 tribuni militum, ognuno di essi comandava fanti, mentre i cavalieri erano comandati da 3 tribuni celerum, uno ogni 100 cavalieri. La legione, normalmente, utilizzava in combattimento la formazione a falange. Questa disposizione era vantaggiosa in caso di combattimenti su terreni pianeggianti, tuttavia, quando l'esercito romano si trovò a dover operare nei territori montuosi dell'Italia centrale, come nelle guerre contro i Sanniti, si resero necessari profondi cambiamenti.

7 Per ogni linea vi erano 10 MANIPOLI (in totale quindi vi erano 30 Manipoli). I Manipoli della 1^ e 2^ linea erano composti da 120 uomini, mentre quelli della 3^ linea erano composti da 60 uomini. In totale quindi vi erano : 1200 uo. nella 1^ linea ; 1200 uo. nella 2^ linea ; 600 uo. nella 3^ linea, per un totale di 3000 uo. nei ranghi. Il Manipolo venne successivamente suddiviso in 2 CENTURIE (totale 60 Centurie). Ad ogni Centuria erano aggregati 20 VELITI, cioè soldati con armamento leggero. In totale i VELITI erano 1200 (20 veliti per 60 Centurie). Quanto abbiamo descritto si riferisce alla Fanteria presente nella Legione. La Cavalleria completava l’unità nella misura di un decimo della Fanteria pesante ; quindi in una Legione erano inseriti 300 Cavalieri divisi in 10 TORME di 30 uo. ciascuna. Di norma l’aliquota di Cavalleria era suddivisa in due parti ( uo.) e dislocata sulle ali della Legione.

8 Complessivamente quindi la Legione disponeva di : 3000 uo. di Fanteria pesante (ASTATI, PRINCIPES e TRIARI); 1200 uo. di Fanteria leggera (VELITI); 300 uo. di Cavalleria (TORME), per un complessivo di uomini.

9 Medicina romana Anche i Romani, proprio come noi, si ammalavano e avevano medici che li curavano. Tuttavia la loro azione poteva essere solo molto limitata, perchè non si conoscevano le cause nè i modi di trasmissione delle malattie (batteri e virus) che sono state scoperte solo nel Le sostanze semplici più usate da medici e farmacisti erano di natura vegetale. Delle piante officinali venivano adoperate varie parti, dalla radice al fiore, in base alla malattia da curare. Spesso la ricerca di determinate erbe piuttosto rare, richiedeva molto tempo. Fu questo il caso di Galeno, uno dei più noti fra medici e farmacisti dell'antichità, il quale a tale scopo trascorse gran parte della sua vita in viaggio. Alle sostanze di natura vegetale si affiancavano quelle di origine animale ( come il grasso d'oca e le corna di cervo) e sostanze di natura minerale, in particolare le argille.

10 Nei primi tempi, la pratica della medicina si imparava a casa, tanto che le sue conoscenze venivano tramadate di padre in figlio. Non esistevano perciò persone specializzate per esercitare la professione medica, quindi tutti la potevano praticare. E' solo dopo la legge emanata da Giulio Cesare che nascono le prime scuole dove si insegna la medicina. Oltre allo studio dei libri, si imparava anche a livello pratico: il maestro portava gli alunni nelle visite dei pazienti: ci si esercitava a tastare il polso, ad esplorare gli occhi, a sentire il battito del cuore appoggiando l'orecchio sul petto, in modo da poter poi diagnosticare la malattia attraverso l'esame dei sintomi. L'insegnamento in queste scuole era di carattere privato, nel senso che agli studenti non veniva rilasciato nessun diploma o attestato, e di conseguenza non esisteva alcun controllo sulla preparazione dei medici. Ecco perchè abbondavano i ciarlatani, imbroglioni che si improvvisavano medici senza avere nessuna o poca conoscenza in campo medico.

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