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Rawlsnegrelli1 John RAWLS A Theory of Justice (1971) Lo stato di natura dei contrattualisti inteso come “posizione originaria”, situazione ipotetica caratterizzata.

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1 rawlsnegrelli1 John RAWLS A Theory of Justice (1971) Lo stato di natura dei contrattualisti inteso come “posizione originaria”, situazione ipotetica caratterizzata da “velo di ignoranza” ed “equità”.

2 rawlsnegrelli2 John RAWLS Velo di ignoranza: nessuno degli individui nella posizione originaria “conosce il suo posto nella società, la sua posizione di classe o il suo status sociale, la parte che il caso gli assegna nella suddivisione delle doti naturali, la sua intelligenza, forza o simili”.

3 rawlsnegrelli3 John RAWLS Giustizia come equità: la giustizia è frutto di una scelta compiuta da individui in condizioni di equità (accordo tra persone morali: razionali, libere ed eguali) (imperativi categorici e non quelli ipotetici degli utilitaristi).

4 rawlsnegrelli4 John RAWLS Scelta di due principi di giustizia basilari: 1) “Il primo richiede l’eguaglianza nella assegnazione dei diritti e dei doveri fondamentali; 2) il secondo sostiene che le ineguaglianze economiche e sociali, come quelle di ricchezza e di potere, sono giuste soltanto se producono benefici compensativi per ciascuno, e in particolare per i membri meno avvantaggiati della società.

5 rawlsnegrelli5 John RAWLS Questi principi escludono la possibilità di giustificare le istituzioni in base al fatto che i sacrifici di alcuni sono compensati da un maggior bene aggregato. Il fatto che alcuni abbiano meno affinché altri prosperino può essere utile, ma non è giusto” (30).

6 rawlsnegrelli6 John RAWLS Motivazioni: -egoistiche (pensare solo a se stessi) -utilitaristiche (pensare alla maggioranza) -morali (incondizionate o kantiane: pensare a tutti)

7 rawlsnegrelli7 John RAWLS “Primo: ogni persona ha un eguale diritto alla più estesa libertà fondamentale compatibilmente con una simile libertà per gli altri; Secondo: le ineguaglianze sociali ed economiche devono essere combinate in modo da essere: a) ragionevolmente previste a vantaggio di ciascuno; b) collegate a cariche e posizioni aperte a tutti” (66).

8 rawlsnegrelli8 John RAWLS Libertà fondamentali civili e politiche (prioritarie e inviolabili): -politica (diritto di voto, attivo e passivo) -di parola e riunione -di coscienza e di pensiero -personale e di possesso di proprietà personale -dall’arresto e dalla detenzione arbitrari

9 rawlsnegrelli9 John RAWLS Differenze e ineguaglianze nella distribuzione del reddito sono “ingiuste” se arrecano danno a qualcuno; sono ammesse se portano vantaggi non a pochi o a molti, ma a tutti, e in particolare ai meno avvantaggiati. Le cariche (autorità, responsabilità) devono essere aperte a tutti: eguaglianza delle opportunità. “L’ingiustizia, quindi, coincide semplicemente con le ineguaglianze che non vanno a beneficio di tutti” (67)

10 rawlsnegrelli10 John RAWLS “Gruppo meno favorito”: chi si trova in condizioni economiche precarie o chi per ragioni naturali, non dipendenti dalla società, sono meno avvantaggiati rispetto alla media (svantaggi “immeritati”). “Le società aristocratiche o castali sono ingiuste perché fanno di questi fatti contingenti la base ascrittiva su cui assegnare l’appartenenza a una classe sociale più o meno chiusa e privilegiata” (99).

11 rawlsnegrelli11 John RAWLS Principio di “riparazione”: “L’idea è quella di riparare torti dovuti al caso, in direzione dell’eguaglianza…maggiori risorse nell’educazione dei meno intelligenti invece che in quella dei più dotati, almeno in un determinato periodo della vita, quello dei primi anni di scuola” (97). Principio di differenza (parte dalla condizione dei più avvantaggiati anziché dei meno avvantaggiati): “richiede che le maggiori aspettative dei più avvantaggiati contribuiscano alle prospettive di quelli che lo sono meno” (93), cosicché “il benessere di ognuno dipende da uno schema di cooperazione sociale, in mancanza del quale nessuno potrebbe avere un’esistenza soddisfacente

12 rawlsnegrelli12 John RAWLS Passaggio da una condizione etica (scelta dei due principi di giustizia) a una condizione politica (scelta delle istituzioni conformi ai due principi): assemblea costituente: primo principio delle libertà fondamentali; assemblea legislativa: distribuzione delle risorse e garanzia delle pari opportunità per le cariche; fase applicativa: “applicazione, da parte dei giudici e amministratori, delle norme ai casi particolari, e del loro rispetto, in generale, da parte dei cittadini. In questo stadio, ognuno ha pieno accesso a tutti i fatti” (174). E’ caduto il velo d’ignoranza.


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