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I libri profetici dell’Antico Testamento citati nel primo capitolo del vangelo di Matteo.

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Presentazione sul tema: "I libri profetici dell’Antico Testamento citati nel primo capitolo del vangelo di Matteo."— Transcript della presentazione:

1 I libri profetici dell’Antico Testamento citati nel primo capitolo del vangelo di Matteo

2 ISAIA Profeta nel regno di Giuda per 50 aa.dalla seconda metà dell’VIII sec. a.C. In un tempo di decadenza religiosa e morale, richiamò gli impegni dei re e del popolo con il Signore, proclamando la necessità della fede a coloro che volevano risolvere tutto con le leggi umane ed alleanze politiche. Ci sono vari spunti nel suo libro: situazione degli esuli Giudei in Babilonia restaurazione ebraica intonazione apocalittica. Queste ultime due parti sono attribuite a discepoli del profeta. Il contenuto della sua sterminata produzione ha meritato il titolo di “Profeta Evangelista”, in particolare per i suoi annunci messianici e soprattutto per il singolare apporto alla rivelazione dell’AT costituita dalla dottrina sul “Servo di Dio” che espia, innocente, i peccati del mondo. Mt. 1, 23

3 MICHEA Originario della Giudea, visse e predicò nella seconda metà del sec. VIII a.C. ed è perciò contemporaneo del grande Isaia, con il quale ha in comune alcuni temi profetici e un testo perfino. Della efficacia della sua predicazione è testimone Geremia. Nelle sue grandi linee, il libro alterna minacce a promesse, rivolte soprattutto al regno di Giuda, ma senza perdere di vista quello di Israele. Come Amos, è indignato per il disfacimento morale e le ingiustizie sociali commesse dal Popolo di Dio e annunzia il terribile “giorno” del giudizio divino; come Osea ha accenti di tenerezza per gli umili e gli sbandati. L’annuncio della nascita del Re Messia a Betlemme manteneva viva la memoria di questo profeta ai tempi del Vangelo. Mt. 2, 6

4 OSEA Visse e operò nel regno di Israele, di cui era anche originario, nella seconda metà del sec. VIII a.C., mentre maturava la rovina di quel regno scismatico (721 a.C.), che si era separato da Giuda dopo la morte di Salomone. A causa della sua missione profetica, ebbe una vita familiare drammatica (il suo matrimonio fu simbolico). Il libro è un’antologia di di testi senza un ordine logico; dopo aver parlato del suo matrimonio passa a deplorare i delitti di Israele e a minacciare il castigo per concludere con un invito alla conversione. TEMA PRINCIPALE: infedeltà di Israele al suo Dio, che viene, per la prima volta nella Bibbia, esaltato come Sposo del suo popolo: l’alleanza era dunque un patto d’amore. L’Amore di Dio viene descritto con accenti di intimità e tenerezza. Osea fissa lo sguardo sul periodo trascorso da Israele nel deserto, dopo l’uscita dall’Egitto, al riparo dall’idolatria: è l’ideale del deserto, come momento di solitudineche consente una maggiore fedeltà alla vocazione divina. Mt. 2, 15

5 GEREMIA Le caratteristiche di questo Profeta sono: la prevalenza dell’elemento biografico e la presenza di “confessioni”, che risultano preziose per la conoscenza del dramma personale di un inviato di Dio a contatto con una realtà che quasi lo schiaccia. Di origine sacerdotale, visse e predicò in Giuda tra il 622 e oltre il 587 a.C., nell’epoca in cui vi fu la tragedia della città santa, del tempio e delle istituzioni che reggevano il popolo di Dio. Perseguitato, incarcerato e malmenato come traditore e disfattista, lui che era mite e timido, a causa del suo messaggio che non incontrava i progetti dei governanti. Il Libro è stato riscritto almeno 2 volte; la versione greca è più corta di un ottavo rispetto a quella ebraica. E’ una raccolta di oracoli: oracoli contro Giuda e Gerusalemme; oracoli contro le nazioni pagane; oracoli di salvezza. Il messaggio si distingue per la profonda umanità e il fervore con il quale egli partecipò alla tragedia del suo popolo; dà risalto alla responsabilità religiosa, alla interiorità del rapporto fra uomo e Dio. Le vicende della sua vita gli meritarono di prefigurare le traversie del Messia sofferente. La vetta del libro è la profezia sulla nuova alleanza di salvezza, fondata sui valori interiori. Mt. 2, 18


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