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Introduzione allo Humanistic Management Marco Minghetti Lezioni 7-8 Pavia 2012.

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Presentazione sul tema: "Introduzione allo Humanistic Management Marco Minghetti Lezioni 7-8 Pavia 2012."— Transcript della presentazione:

1 Introduzione allo Humanistic Management Marco Minghetti Lezioni 7-8 Pavia 2012

2 Alice la sensemaker: l'identità mutante (Alice annotata 15b) Alice la sensemaker: il futuro crea il passato (Alice annotata 16a) Alice la sensemaker: la visione retrospettiva (Alice annotata 16b) Alice la sensemaker: la Grande Legge della Metamorfosi (Alice annotata 16c)

3 Ricordi di flusso e ricordi di stock Il paradosso della luce e dell’ombra Il paradosso della luce e dell’ombra Memoria di stock: il ricordo cristallizzato, il ricordo incerto che diviene indirizzo, la one best way ma anche il disegno preistorico, la foto Memoria di stock: il ricordo cristallizzato, il ricordo incerto che diviene indirizzo, la one best way ma anche il disegno preistorico, la foto Memoria di flusso: impermanente, ogni momento ripensato e rivissuto Memoria di flusso: impermanente, ogni momento ripensato e rivissuto Il paradosso di Will Coyote. Vive in un paesaggio metafisico,luce accecante, in un flusso perenne, dimenticando continuamente il passato. Rincorre il Bip bip come Amleto il fantasma del padre. Il paradosso di Will Coyote. Vive in un paesaggio metafisico,luce accecante, in un flusso perenne, dimenticando continuamente il passato. Rincorre il Bip bip come Amleto il fantasma del padre. Ma quando cristallizza il passato, precipita. Così Amleto quando accetta il passato muore. Ma quando cristallizza il passato, precipita. Così Amleto quando accetta il passato muore. Soluzione: a) storytelling. Orazio per Amleto. Marco Polo per Kublai Kan. Soluzione: a) storytelling. Orazio per Amleto. Marco Polo per Kublai Kan. b)Dialogo: le conversazioni offline e online. Convivialità. b)Dialogo: le conversazioni offline e online. Convivialità.

4 Dalla poesia l’apprendimento La multimedialità, l'ipertestualità, il networking, le diverse possibilità di interazione tra chi ascolta e chi racconta consentono di indagare la complessità in cui siamo immersi con tutte le sue contraddizioni. Dalla prosa del taylorismo si è passati a quella poesia manageriale che sola può guidare la riflessione continua e diffusa sugli obiettivi, oltre che sui mezzi per perseguirli; l’assunzione di responsabilità a tutti i livelli rispetto a fini anche non strettamente economici; la socializzazione e valorizzazione delle conoscenze; ovvero la costruzione delle imprescindibili basi delle organizzazioni attuali, siano esse private o pubbliche

5 Forma e contenuto Elementi oggettivi e soggettivi, forma e contenuto, devono essere perfettamente integrati. Elementi oggettivi e soggettivi, forma e contenuto, devono essere perfettamente integrati. I due piani devono coesistere per poter "dire" il cambiamento in atto. L'idea musicale di Variazione pensa proprio questa persistenza nel cambiamento. Lo stesso vale evidentemente per la più musicale delle discipline letterarie: la poesia. I due piani devono coesistere per poter "dire" il cambiamento in atto. L'idea musicale di Variazione pensa proprio questa persistenza nel cambiamento. Lo stesso vale evidentemente per la più musicale delle discipline letterarie: la poesia.

6 Difficoltà Ha scritto Borges: Ha scritto Borges: “ Non possiamo definire la poesia proprio come non possiamo definire il gusto del caffè, il colore rosso o l’amore per il nostro paese. Sono cose così profonde dentro di noi, che possono essere espresse solo da quei simboli comuni che tutti condividiamo.”

7 La poesia rivela o occulta? Opzioni per un poeta Dire la stessa cosa con altre parole, ma sempre la stessa. Con sempre le stesse parole dire una cosa tutta diversa o in modo diverso la stessa. Oppure tacere in modo eloquente. Hans Magnus Enzensberger

8 Dalla poesia l’apprendimento La multimedialità, l'ipertestualità, il networking, le diverse possibilità di interazione tra chi ascolta e chi racconta consentono di indagare la complessità in cui siamo immersi con tutte le sue contraddizioni. Dalla prosa del taylorismo si è passati a quella poesia manageriale che sola può guidare la riflessione continua e diffusa sugli obiettivi, oltre che sui mezzi per perseguirli; l’assunzione di responsabilità a tutti i livelli rispetto a fini anche non strettamente economici; la socializzazione e valorizzazione delle conoscenze; ovvero la costruzione delle imprescindibili basi delle organizzazioni attuali, siano esse private o pubbliche

9 AD ALCUNI PIACE LA POESIA Ad alcuni - cioè non a tutti. E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza. Senza contare le scuole, dove è un obbligo, e i poeti stessi, ce ne saranno forse due su mille. Piace - ma piace anche la pasta in brodo, piacciono i complimenti e il colore azzurro, piace una vecchia sciarpa, piace averla vinta, piace accarezzare un cane. La poesia - ma cos'è mai la poesia? Più d'una risposta incerta è stata già data in proposito. Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo come alla salvezza di un corrimano. Cfr: Wislawa Szymborska: dalla prosa del taylorismo alla nuova poesia manageriale

10 Ma, e questo è il paradosso, è memoria di una realtà che è continuamente mutevole, cangiante, imprevedibile come denuncia la struttura stessa, ad un primo sguardo semplicissima, quasi ingenua, di questa poesia in cui ci si domanda, come in un gioco di specchi o labirinto borgesiano, cosa sia la poesia. Di fatto l’articolazione tripartita adotta la stessa modalità con cui ci viene insegnato a fare l’analisi logica alle scuole medie. Cosa c’è di più banale? Eppure non appena solleviamo il della banalità facciamo una scoperta vertiginosa: ciascuno dei tre termini – soggetto, oggetto, complemento oggetto - che apparentemente rimandano a definizioni inequivocabili nel quadro di una frase scontata, di un vero e proprio luogo comune (ad alcuni piace la poesia), è invece carico di ambiguità, è passabile di interpretazioni molteplici. Alcuni non sono tutti, ma neanche pochi, non sono la maggioranza ma neppure la minoranza, e fra gli stessi cosiddetti poeti c’è ne sono (forse!) due su mille. Il verbo piacere? Ma cosa significa, piacere? Il piacere dato da una pasta in brodo non è quello offerto dalla visione estetica del colore azzurro. E la poesia, infine, chi può dire veramente che cosa è. Nessuno: perché anche la poesia, come la vita, è inafferrabile, se ci si illude di racchiuderla in una frase, in un significato precostituito o, come fa lo scientific manager, in una formula.

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12 “L’ispirazione non è un privilegio esclusivo dei poeti o degli artisti in genere. C’è, c’è stato e sempre ci sarà un gruppo di individui visitati dall’ispirazione. Sono tutti quelli che coscientemente si scelgono un lavoro e lo svolgono con passione e fantasia. Ci sono medici siffatti, ci sono giardinieri siffatti, ci sono insegnanti siffatti e ancora un centinaio di altre professioni.... Di persone così non ce ne sono molte. La maggioranza degli abitanti di questa terra lavora per procurarsi da vivere, lavora perché deve. Non sono essi a scegliersi il lavoro per passione, sono le circostanze della vita che scelgono per loro. Un lavoro non amato, un lavoro che annoia, apprezzato solo perché comunque non è a tutti accessibile, è una delle più grandi sventure umane.” W. Szymborska Il senso del lavoro

13 “Un buon lavoro” di Charles Bukoswki “Un buon lavoro” di Charles Bukoswki Certi mestieri non sono male, c’è un che di puro, di gentile, in alcuni, come quando scaricavo dai vagoni merci il pesce surgelato. il pesce arrivava imballato in confezioni grosse quanto casse da morto stupendamente pesanti e quasi impossibili da spostare. ti davano dei guanti spessi e un uncino, e dovevi arpionare uno di quei maledetti affari e sbatterli giù sul pavimento facendoli scivolare fuori, fino a dentro il camion che aspettava. la cosa strana è che non c’era nessun caporeparto. ci lasciavano semplicemente a noi stessi, lì dentro, sapendo che avremmo fatto ciò che dovevamo

14 spedivamo sempre qualcuno dei ragazzi a prendere un’altra bottiglia di vino. quelle celle frigorifere erano fredde e scivolose. tiravamo fuori quel pesce surgelato ci scolavamo il vino e le stronzate volavano. ogni tanto ci scappava qualche rissa ma mai niente di davvero violento. io ero quello che metteva pace. “basta con queste cazzate! portiamo questo pesce fuori di qua! dai!” poi riprendevamo a ridere e a sparare stronzate. verso sera diventavamo tutti silenziosi. il pesce ci sembrava sempre più pesante.

15 i polpacci cedevano, le ginocchia si riempivano di lividi e il vino nello stomaco si faceva sentire. e quando arrivavi all’ultima cassa la scaraventavi fuori solamente con la forza dei nervi. quando timbravi l’uscita anche il cartellino ti sembrava pesante. ti ritrovavi poi nella tua vecchia macchina e tornavi a casa, alla tua baracca, chiedendoti se quel che ti aspettava era una bella serata o l’inferno. ma tutto quel lavoro col pesce surgelato, era un pensiero gradevole e confortante.

16 e saresti tornato a farlo ancora, ad arpionare e trascinare quelle casse. la notte scendeva e tu accendevi i fari e in quel momento esatto il mondo non era niente male.

17 Humanistic Management 2.0 A partire dal 2006 la massiccia diffusione del web 2.0 e del social networking, sintomo evidente non solo della pervasività delle nuove tecnologie della comunicazione, ma di un profondo mutamento sociale, pone alle organizzazioni una sfida cruciale. Questo cambiamento investe infatti i dipendenti come i clienti, gli shareholder e gli stakeholder, insomma ciascuno di noi. Diventa necessario rivedere le proprie politiche e i propri strumenti di comunicazione, di formazione, di change management, di relazione con il territorio e le comunità. In una parola, la propria cultura d’impresa. La capacità di comprendere la natura conversazionale e web based di questa svolta epocale è essenziale per la sopravvivenza stessa delle aziende. A partire dal 2006 la massiccia diffusione del web 2.0 e del social networking, sintomo evidente non solo della pervasività delle nuove tecnologie della comunicazione, ma di un profondo mutamento sociale, pone alle organizzazioni una sfida cruciale. Questo cambiamento investe infatti i dipendenti come i clienti, gli shareholder e gli stakeholder, insomma ciascuno di noi. Diventa necessario rivedere le proprie politiche e i propri strumenti di comunicazione, di formazione, di change management, di relazione con il territorio e le comunità. In una parola, la propria cultura d’impresa. La capacità di comprendere la natura conversazionale e web based di questa svolta epocale è essenziale per la sopravvivenza stessa delle aziende.

18 “What is the use of a book without pictures or conversation?” E’ la prima frase articolata da Alice, nell’incipit di Alice in Wonderland. “A che serve un libro senza figure e dialoghi?” che anticipa le forme contemporanea di comunicazione: il film, la televisione, l’ebook. E cosa è Facebook, il più rilevante fenomeno del web 2.0, se non un libro con immagini e conversazioni? E così non ci sorprende scoprire nel primo pensiero di Alice, cui è dedicato il Progetto multipiattaforma di Education 2.0 Alice Postmoderna, il perché delle strane strutture assunte dai testi e dagli strumenti che hanno segnato le tappe dello sviluppo dello Humanistic Management dal 1997 a oggi (lo Humanistic Management è Nativo Digitale!): L’Impresa shakespeariana (sintesi dei concetti elaborati nel laboratorio della rivista Hamlet fra il 1997 e il 2003, illustrata da Milo Manara), Il Manifesto dello Humanistic Management (2004, frutto delle conversazioni con 12 personalità “mutanti”), Nulla due volte (2006, libro-portmanteau in bilico fra la grande poesia di Wislawa Szymborska, fotografia, testimonianze metadisciplinari e riflessione personale), Le Aziende InVisibili (2008, romanzo collettivo a colori, mutazione de Le città invisibili calviniane, scritto a duecento mani e con i disegni di Luigi Serafini, che diviene blog, cortometraggio, Web Opera), il social media ideaTRE60 (intelligenza collettiva per un mondo vitale, come recitava il playoff originale, quando fu lanciato nel marzo 2010), La Mente InVisibile, 2011, ideato come Romanzo Nativo Digitale e pubblicato sperimentando le nuove frontiere del self publishing su Internet. Il primo pensiero di Alice: la quintessenza dello Humanistic Management. “What is the use of a book without pictures or conversation?” E’ la prima frase articolata da Alice, nell’incipit di Alice in Wonderland. “A che serve un libro senza figure e dialoghi?” che anticipa le forme contemporanea di comunicazione: il film, la televisione, l’ebook. E cosa è Facebook, il più rilevante fenomeno del web 2.0, se non un libro con immagini e conversazioni? E così non ci sorprende scoprire nel primo pensiero di Alice, cui è dedicato il Progetto multipiattaforma di Education 2.0 Alice Postmoderna, il perché delle strane strutture assunte dai testi e dagli strumenti che hanno segnato le tappe dello sviluppo dello Humanistic Management dal 1997 a oggi (lo Humanistic Management è Nativo Digitale!): L’Impresa shakespeariana (sintesi dei concetti elaborati nel laboratorio della rivista Hamlet fra il 1997 e il 2003, illustrata da Milo Manara), Il Manifesto dello Humanistic Management (2004, frutto delle conversazioni con 12 personalità “mutanti”), Nulla due volte (2006, libro-portmanteau in bilico fra la grande poesia di Wislawa Szymborska, fotografia, testimonianze metadisciplinari e riflessione personale), Le Aziende InVisibili (2008, romanzo collettivo a colori, mutazione de Le città invisibili calviniane, scritto a duecento mani e con i disegni di Luigi Serafini, che diviene blog, cortometraggio, Web Opera), il social media ideaTRE60 (intelligenza collettiva per un mondo vitale, come recitava il playoff originale, quando fu lanciato nel marzo 2010), La Mente InVisibile, 2011, ideato come Romanzo Nativo Digitale e pubblicato sperimentando le nuove frontiere del self publishing su Internet. Il primo pensiero di Alice: la quintessenza dello Humanistic Management.Progetto multipiattaforma di Education 2.0 Alice PostmodernaProgetto multipiattaforma di Education 2.0 Alice Postmoderna

19 Le Aziende In-Visibili: Romanzo collettivo, blog e web opera

20 Un romanzo collettivo a colori Le Aziende In-Visibili: piattaforma per la generazione di percorsi narrativi alla cui declinazione letteraria, ovvero un romanzo collettivo pubblicato da Libri Scheiwiller, cui hanno lavorato un centinaio di personalità dell’economia, dell'arte e della cultura virtualmente costituenti la LMS, Living Mutants Society.

21 La Living Mutants Society La sfida che hanno accettato: racchiudere la propria conoscenza umana e professionale in un breve apologo, che rivisita una delle Città Invisibili di Italo Calvino, divenendo al tempo stesso uno dei 128 episodi del romanzo Le Aziende In-Visibili. Si è così aperta la strada ad una ricerca individuale e collettiva che varca, grazie alla forza dell'analogia, i confini del tradizionale modo di guardare al mondo imprenditoriale, ma che soprattutto utilizza la metafora dell’azienda per parlare della nostra contemporaneità. Si è così aperta la strada ad una ricerca individuale e collettiva che varca, grazie alla forza dell'analogia, i confini del tradizionale modo di guardare al mondo imprenditoriale, ma che soprattutto utilizza la metafora dell’azienda per parlare della nostra contemporaneità.

22 Lo Schema Le città invisibili sono organizzate intorno ad undici diverse categorie di città, ognuna dal nome di donna, che presentano, nella mappa dell’Impero di Kublai Kan descritta da Marco Polo, ciascuna cinque varianti : Le città e la memoriaLe città e il desiderioLe città e i segni Le città sottiliLe città e gli scambi Diomira Isidora Zaira Zora Maurilia Dorotea Anastasia Despina Fedora Zobeide Tamara Zirma Zoe Ipazia Olivia Isaura Zenobia Armilla Sofronia Ottavia Eufemia Cloe Eutropia Ersilia Smeraldina Le città e gli occhiLe città e il nomeLe città e i morti Le città e il cielo Le città continue Le città nascoste Valdrada Zemrude Bauci Fillide Moriana Aglaura Leandra Pirra Clarice Irene Melania Adelma Eusapia Argia Laudomia Eudossia Bersabea Tecla Perinzia Andria Leonia Trude Procopia Cecilia Pentesilea Olinda Raissa Marozia Teodora Berenice

23 Rendere visibile l’invisibile Ne Le città invisibili le città del mondo prendono forma attraverso i desideri dei loro abitanti e attraverso i racconti del viaggiatore che le attraversa. Ne Le città invisibili le città del mondo prendono forma attraverso i desideri dei loro abitanti e attraverso i racconti del viaggiatore che le attraversa. Lo stesso vale per le aziende. Lo stesso vale per le aziende. E’ ciò che si chiama sensemaking. E’ ciò che si chiama sensemaking.

24 La struttura de Le Aziende In- Visibili Le immagini di Luigi Serafini arricchiscono pregevolmente lo spirito visionario dell’opera, orientando l’immaginazione verso scenari surreali. Ogni Episodio è accompagnato da una In-Visible Scorecard.

25 Le Aziende In-Visibili: il blog e il gruppo su Facebook Il romanzo ha trovato una prima declinazione nel blog-network di Nova100 (http://marcominghetti.nova100.ilsole 24ore.com/)http://marcominghetti.nova100.ilsole 24ore.com/ e in un gruppo su FB 4 4

26 Video Pensionamento per limiti di età Video Pensionamento per limiti di età Accademia dell’Immagine Università dell’Aquila Verso la web opera Brain Process Reengeenering di Paolo Palmacci Introretro 6 e Improvvisamente di Gianluca Garrapa

27 Il format Ognuno dei 128 episodi del romanzo si configura come base dati da cui ricavare una piccola sceneggiatura: da qui l’idea di realizzare Le Aziende In-visibili: la Web- Opera (ibrido fra la Rock Opera musicale e la Soap Opera televisiva, nello spirito dell’Opera Totale di wagneriana memoria, da veicolare attraverso qualche canale tv in Rete) così concepita: 128 video, uno per ogni episodio, durata massima 3 minuti l'uno. Ognuno dei 128 episodi del romanzo si configura come base dati da cui ricavare una piccola sceneggiatura: da qui l’idea di realizzare Le Aziende In-visibili: la Web- Opera (ibrido fra la Rock Opera musicale e la Soap Opera televisiva, nello spirito dell’Opera Totale di wagneriana memoria, da veicolare attraverso qualche canale tv in Rete) così concepita: 128 video, uno per ogni episodio, durata massima 3 minuti l'uno. Una Wiki-Opera “manifesto” di tutti gli artisti che, pur nella diversità dell’ispirazione e delle estetiche, si riconoscono nella necessità di proporsi unitariamente al “mondo esterno”, riconoscendosi nei valori etici del “Wiki- romance” Le Aziende In-Vibili. Una Wiki-Opera “manifesto” di tutti gli artisti che, pur nella diversità dell’ispirazione e delle estetiche, si riconoscono nella necessità di proporsi unitariamente al “mondo esterno”, riconoscendosi nei valori etici del “Wiki- romance” Le Aziende In-Vibili.

28 Call for artists e avvio webopera.blogspot.com/

29 Risultati raggiunti Ad oggi sono stati realizzati una ventina di video, per la maggior parte in Second Life

30 Intelligenza collettiva per un mondo vitale Intelligenza Collettiva: “consente ad una comunità umana di evolvere verso una capacità superiore di risolvere problemi, di pensiero e di integrazione attraverso la collaborazione e l'innovazione". Intelligenza Collettiva: “consente ad una comunità umana di evolvere verso una capacità superiore di risolvere problemi, di pensiero e di integrazione attraverso la collaborazione e l'innovazione". Mondo Vitale: “Mondo Vitale” è, secondo Erwing Goffman, un sistema relazionale guidato nella sua performance collettiva da convincimenti condivisi aproblematici e da empatia sistemica, dove "sistemica" equivale a "non occasionale" ma "strutturale". Come in un quartetto d'archi, in una compagnia teatrale, in una équipe sportiva che vince, in un laboratorio di ricerca o in uno studio di professionisti associati. E, aggiungo, in molte piccole e medie imprese italiane nelle quali il genius della empatia sistemica vige, perché è connaturato al carattere nazionale e non è stato soffocato da uno scientific management d'importazione. E’ l’esatto contrario delle Istituzioni totali: la prigione, il lager, lo stato dittatoriale, l’azienda tayloristica. Mondo Vitale: “Mondo Vitale” è, secondo Erwing Goffman, un sistema relazionale guidato nella sua performance collettiva da convincimenti condivisi aproblematici e da empatia sistemica, dove "sistemica" equivale a "non occasionale" ma "strutturale". Come in un quartetto d'archi, in una compagnia teatrale, in una équipe sportiva che vince, in un laboratorio di ricerca o in uno studio di professionisti associati. E, aggiungo, in molte piccole e medie imprese italiane nelle quali il genius della empatia sistemica vige, perché è connaturato al carattere nazionale e non è stato soffocato da uno scientific management d'importazione. E’ l’esatto contrario delle Istituzioni totali: la prigione, il lager, lo stato dittatoriale, l’azienda tayloristica.

31 E’ il sogno espresso nell’Episodio 107 de Le Aziende In-Visibili: “Piccoli mondi umanamente vitali crescono e cercano di resistere all’entropia montante del non senso: una jazz band, un’orchestra sinfonica, una squadra di football, una barca a vela, un laboratorio di ricerca, un’associazione no-profit, un circo, una compagnia teatrale, una comunità di pratica. Zone d’ordine, porzioni d’esistente che tendono ad una forma, ad un senso sia pure non definitivo, non fisso, non inghiottito in una fissità minerale o nella vuotezza spirituale, perché priva di cattiva coscienza, degli animali.” “Piccoli mondi umanamente vitali crescono e cercano di resistere all’entropia montante del non senso: una jazz band, un’orchestra sinfonica, una squadra di football, una barca a vela, un laboratorio di ricerca, un’associazione no-profit, un circo, una compagnia teatrale, una comunità di pratica. Zone d’ordine, porzioni d’esistente che tendono ad una forma, ad un senso sia pure non definitivo, non fisso, non inghiottito in una fissità minerale o nella vuotezza spirituale, perché priva di cattiva coscienza, degli animali.”

32 idea TRE60: il social network per l’innovazione a favore della collettività

33 Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved. Fondazione Italiana Accenture La Fondazione Italiana Accenture nasce nel 2002 dalla volontà di Accenture di dotarsi di uno strumento agile ed efficace in grado di realizzare progetti concreti a favore della collettività, senza scopi di lucro e con chiarissime finalità sociali. La Fondazione opera principalmente in tre ambiti:  sviluppo sostenibile, in termini di: - promozione di una cultura che incoraggi una condotta etica e il rispetto delle norme sociali, - miglioramento del benessere della società civile e promozione di nuovi modelli di sviluppo;  educazione dei giovani: attraverso la diffusione e la conoscenza delle nuove tecnologie per contribuire alla loro formazione, istruzione e cultura;  cultura digitale: intesa come metodologia e strumenti per la conservazione, fruizione e diffusione del patrimonio artistico e culturale nazionale. Elementi differenzianti Know how e risorse di Accenture: volontà di mettere a disposizione della collettività non solo risorse economiche, ma anche il patrimonio di conoscenze e competenze di cui Accenture dispone e che quotidianamente utilizza per aiutare i clienti a migliorare il loro modo di fare business. Ruolo di catalizzatore: in via operativa, il perseguimento dei fini istituzionali della Fondazione è attuato anche attraverso il forte impegno nella ricerca di forme di networking con altre fondazioni, con istituzioni, imprese e organismi.

34 ideaTRE60 rappresenta il passaggio, per la Fondazione Italiana Accenture, tra due fasi, due stili di comunicazione, due mondi: quello istituzionale, tipico delle fondazioni, e quello informale e partecipativo del web 2.0, dei social media e delle community. Con ideaTRE60 la Fondazione ha voluto creare uno strumento che attiva l’intelligenza collettiva e la trasforma in progetti concreti attraverso lo strumento delle call for ideas. A chi ci rivolgiamo La community creativa: la community di ideaTRE60 è fatta da innovatori, sperimentatori, talenti ad alto potenziale, università, fondazioni, mondo della ricerca, piccole imprese e organizzazioni, che cercano un luogo in cui trasformare le loro idee in progetti concreti a vantaggio della collettività. Stakeholder: grandi aziende, istituzioni pubbliche e private alla ricerca di progettualità innovativa per le loro politiche di CSR e sviluppo sociale della collettività, possono lanciare i loro concorsi per idee attingendo alla creatività e all’intelligenza della community di ideaTRE60. Gli strumenti 2.0 Un sistema integrato di comunicazione, la presenza su tutti i principali social network con approfondimenti specifici, l’impiego e la condivisione di soluzioni web 2.0 (web television, blog, newsletter dedicata, personal library, videostreaming) e il loro costante aggiornamento in una logica fortemente orientata all’utente e funzionale agli obiettivi di ideaTRE60, delineano il modus operandi della piattaforma. ideaTRE60 - la prima Fondazione 2.0 Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved.

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36 I moduli di ideaTRE60 Concorri Ospita concorsi per idee e bandi della Fondazione Italiana Accenture e/o di autorevoli terze parti per la realizzazione di progetti innovativi. Condividi Utilizza strumenti e servizi partecipativi web 2.0 per la creazione della community e per facilitare, all’interno di questa, la discussione e l’approfondimento di temi di innovazione. Si articola su un forum pubblico e stanze di approfondimento tematico su invito. Sostieni Mette in contatto i proponenti di progetti innovativi al servizio della collettività in cerca di finanziamento con potenziali finanziatori e catalizza l’incontro tra domanda e offerta. Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved.

37 Approfondimento : area Concorri ideaTRE60 offre, da un lato, alle grandi aziende e alle organizzazioni pubbliche e private, uno strumento per sviluppare la CSR in maniera nuova; dall'altro, ai talenti ad alto potenziale della community, l’opportunità di veder realizzate le loro idee sull’innovazione a vantaggio della collettività. I concorsi sono finalizzati alla raccolta, selezione e successiva realizzazione di idee progettuali rispetto ad ambiti di interesse specifico dell’organizzazione che lo indice, coerenti con la mission della Fondazione e dedicati all’innovazione sociale. Giovani talenti, appassionati, studenti, ricercatori e chiunque lo desideri, possono partecipare inviando le proprie idee. idea TRE60 premia le idee migliori con € e le trasforma in progetti operativi dotati della necessaria copertura finanziaria. Concorsi per idee e Bandi di gara ideaTRE60 emette un bando di concorso per la realizzazione di un progetto innovativo a favore della collettività, vincitore del concorso per idee di riferimento. Possono rispondere al bando le persone fisiche o giuridiche con le necessarie competenze purché si impegnino a realizzarlo senza fini di lucro. ideaTRE60 metterà a disposizione un budget per la realizzazione dell’idea vincitrice. Bandi di gara Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved. Concorsi per idee

38 ideaTRE60 Condividi 1 Condivisione ideaTRE60 è il punto di riferimento nel dibattito sull’innovazione di utilità sociale (con particolare attenzione all’innovazione tecnologica). Concorsi per idee ideaTRE60 è il primo social innovation contest provider. Le idee innovative più qualificate saranno trasformate in progetti concreti a favore della collettività. Visibilità e fund raising ideaTRE60 è il luogo dove si realizza l’incontro tra bisogni di innovazione di pubblica utilità e risorse economiche, intellettuali e tecnologiche. Concorri 2 Sostieni 3 Obiettivi Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved.

39 Value proposition Con le tre aree Concorri, Sostieni e Condividi, ideaTRE60 diventa il social media che concretizza l’incontro tra bisogni di innovazione e la disponibilità di risorse economiche, umane e tecnologiche. Uno strumento innovativo per la CSR FIA sta costruendo un’importante rete di relazioni attorno ad ideaTRE60, mettendo a disposizione di istituzioni e grandi aziende uno strumento per sviluppare la Corporate Social Responsibility in maniera nuova, attraverso l’attuazione di concorsi per idee finalizzati alla realizzazione di progetti di innovazione sociale. A vantaggio della collettività I talenti ad alto potenziale, i giovani, gli innovatori e le organizzazioni che necessitano di risorse per attuare le proprie idee hanno un luogo dove presentarle ad aziende, fondazioni ed enti interessati a fornire mezzi economici, tecnici e umani per trasformarle in progetti concreti a favore della collettività. Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved.

40 ideaTRE60 si rivolge ad una platea differenziata di soggetti che possono intervenire come esperti, operatori alla ricerca di finanziamenti o persone giuridiche in grado di offrire risorse ideaTRE60 Persone giuridiche interessate ad offrire risorse economiche, tecniche, applicative e/o umane per la realizzazione di progetti (es. Imprese, Fondazioni bancarie) Persone giuridiche interessate a trovare finanziamenti ed in grado di offrire contributi culturali ed intellettuali al dibattito (es. Associazioni, Università, Musei, Istituzioni Culturali) Enti della Pubblica Amministrazione (istituzioni coerenti con la visione) Soggetti già coinvolti in altri progetti FIA Dipendenti disposti a collaborare a titolo personale per progetti di utilità sociale Appassionati, ricercatori, neolaureati, studenti Persone fisiche che operano all’interno di società o istituzioni pubbliche Media interessati ai temi dibattuti in ideaTRE60 Partner economici Partner di expertise Istituzioni e P.A. Persone fisiche Partner FIA Dipendenti di Accenture Rappresentanti di società Media Relations

41 Il primo concorso per idee

42 Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved.

43 Il Concorso  I progetti vengono giudicati in prima battuta da una Giuria on line, formata da persone competenti nelle diverse discipline che impattano sul tema del concorso, che definirà una graduatoria. Attualmente sono state postate 115 idee, che stanno generando una classifica in tempo reale.  Le 10 idee che risulteranno prime in classifica saranno esaminate dal Comitato Consultivo degli Esperti di Fondazione Italiana Accenture che, integrato con personalità di alto livello, identificherà l’idea vincente.  Per attivare i talenti e promuovere il Concorso, sono state messo in atto le seguenti attività a supporto: discussioni online su un Forum dedicato, gestito dal Food Blogger Dan Lerner viralizzazione sugli 8 Social Network in cui è presente ideaTRE60 organizzazione di 2 Barcamp, i Social Innovation Camp // Food realizzazione di alcune video interviste per la web tv di ideaTRE60: 2 sui temi dell’alimentazione (Maria Pierdicchi - Direttore Generale Standard & Poor’s; Davide Oldani - Cuoco)e 1 dedicata al Concorso (Fiorenzo Galli - Direttore Generale Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia) invio di 4 Newsletters dedicate PR online e Social Posting mirato Rassegna Stampa. Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved.

44 Il Concorso: gli eventi Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved marzo maggio maggio maggio 2010

45 Il Concorso: la Giuria Copyright © 2010 Accenture All Rights Reserved. 45 Giuria online Giuria offline

46 Il concorso: i risultati Titolo di studioN° Licenza media inferiore4 Maturità19 Laurea92 Grand Total115 Distribuzione delle idee per titolo di studio dei partecipanti: ProfessioneN° Studente universitario32 Impiegato10 Ricercatore universitario6 Consulente direzione aziendale5 Libero professionista4 Giornalista4 Imprenditore4 Ingegnere4 Laureando3 Medico3 Marketing manager3 Artista3 Dietista2 Docente universitario2 Art director2 Cuoco e chef2 Responsabile comunicazione2 In cerca di prima occupazione2 Sviluppatore Software/Analista funzionale2 Insegnante2 Biologo 2 Web designer 1 Sistemisti/Amministratore di rete 1 Responsabile finanziario 1 Dirigente aziendale 1 Grafico/Web Designer 1 Analista finanziario 1 Allenatore e preparatore atletico 1 Information Architect 1 Amministratore delegato 1 Multimedia designer 1 Sociologo 1 Operaio 1 Internet Marketing Manager 1 Progettista software applicativo 1 Docente formazione professionale 1 Psicologo 1 Grand Total 115 Distribuzione delle idee per professione: 115 idee progettuali inviate

47 Le 115 idee: analisi degli output proposti L’analisi delle soluzioni proposte dai partecipanti al Concorso mette in evidenza alcuni fenomeni che si possono così riassumere: 1.MULTICANALITA’.Circa un quarto delle proposte non è focalizzato su un unico output, ma prevede (in maniera più o meno complessa o fantasiosa) un approccio multicanale: web+applicazione smartphone, per esempio oppure percorsi educativi sia online che offline, piani di comunicazione che si avvalgono sia di nuovi media sia di media tradizionali, eccetera. 2.PORTALI.43 progetti hanno al loro centro la realizzazione di un portale: in 30 casi si tratta di piattaforme variamente configurate ma sempre con finalità spiccatamente informative e/o educative, in 13 l’accento è posto su funzioni interattive e di utilità (es. market place per prodotti a Km 0). 3.MOBILITA’. 23 proposte sono incentrate su device da usare in mobilità: in particolare abbiamo 11 proposte di applicazioni per smartphone e 10 soluzioni che in vari modi passano per l’utilizzo del telefonino. Si registrano anche 2 progetti legati all’utilizzo di smart card. Molto gettonato il collegamento fra device mobile e codice QR da applicare ai prodotti per trarne informazioni (7 proposte).

48 Le 115 idee: analisi degli output proposti 4.SCUOLA. 11 progetti hanno al loro centro percorsi didattici per i bambini delle scuole primarie e/o secondarie. 5.GIOCO. Molto presenti le proposte ludiche: in 11 casi centrate su giochi online, in 2 su giochi da tavolo. 6.SOCIAL NETWORKING. In 10 casi la proposta ruota intorno alla creazione di Social network, Forum, Community on line. In 7 proposte è fortemente presente l’idea di utilizzare un wiki. In 4 casi si guarda a soluzioni geo-localizzate. 7.MARKETING. 10 proposte si qualificano come veri e propri Piani di Comunicazione/marketing che utilizzano strumenti vari: cartellonistica, totem, inserzioni pubblicitarie, spot, eccetera. 8.APPARATI TECNOLOGICI. Vi sono poi una miriade di proposte legate alla realizzazione di artefatti tecnologici: palmari (1), touchscreen (3), installazioni museali/laboratori (3), sistemi multimediali (2), grafica 3D (2), Editoria digitale (1), web radio (1), digitale terrestre (1). 9.EVENTI LIVE. Una serie di proposte ruota intorno ad eventi od iniziative offline: 4 riguardano orti e frutteti, 5 fiere e altre manifestazioni itineranti, percorsi enogastronomici (1), cene tematiche (1), ristoranti innovativi (1) 10.PROGETTI ISTITUZIONALI. Vi sono infine alcune proposte di carattere spiccatamente istituzionale: creazione di Concorsi (2), di organizzazioni (1) o di progetti di integrazione (1) dedicati.


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