La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La cura del paziente psicotico ad alto rischio di disabilità.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "La cura del paziente psicotico ad alto rischio di disabilità."— Transcript della presentazione:

1 La cura del paziente psicotico ad alto rischio di disabilità

2 Ferrannini e Pirfo, 2004 I percorsi della psichiatria Dal manicomio ai servizi Dall’obbligatorietà al consenso Dal ricovero alla presa in carico Dai bisogni ai diritti

3 Premessa (1) La nostra concezione dei bisogni si lega alle idee sul carattere prevenibile di alcune condizioni negative, nonché alla valutazione su ciò che si può fare per evitarle. Nella formazione di queste idee e convinzioni la discussione pubblica ha un ruolo essenziale. I diritti politici, inclusa la libertà di espressione e discussione, hanno un’importanza fondamentale non soltanto per stimolare risposte sociali ai bisogni economici, ma anche per giungere alla definizione concettuale di questi stessi bisogni. Amartya Kumar Sen, 2004

4 Premessa (2) “L’appello alla ragione è vuoto e deve essere sostituito da una nozione di scienza che la subordini ai bisogni del cittadino e delle comunità” Paul K. Feyerabend, 1993

5 Premessa (3) “ Ritengo che il futuro del lavoro sociale, e più in generale dello stato sociale, non dipenda da classificazioni o procedure né da un atteggiamento riduzionistico rispetto alla varietà e alla complessità dei bisogni e dei problemi umani. Dipende, invece dagli standard morali della società di cui siamo tutti abitanti. Sono questi standard etici, ben più della razionalità e dell’accuratezza degli operatori sociali, a trovarsi, oggi, in crisi e a repentaglio” Zygmunt Bauman, 2002

6 Premessa (4) Accettare che i fatti mentali (e i loro disturbi) sono biologici e hanno una causalità multifattoriale Superare una pre-scientifica “battaglia di paradigmi” Riflettere sulla crisi del modello bio-psico-sociale Kendler, Am J Psych. 2005; 162:433-40

7 Premessa (5) M. Trabucchi, 2005 “La psichiatria è moderna perché riconosce, in quanto scienza biologica, di non dare risposte sul senso dell’esistenza e perché accetta, in quanto scienza della relazione, di partecipare all’avventura umana e alla sua storia”.

8 Premessa (6) Centralità della storia delle persone vs la diagnosi per la prognosi e gli esiti Interventi clinici vs percorso di cura: importanza delle variabili istituzionali Qualità correlate alla coerenza/continuità dei circuiti/ percorsi Bisogni (malattie, disabilità, …) come parte dei diritti non negoziabili di cittadinanza G. Tognoni, 2002

9 La persona tra bisogni, domande e programmi di cura

10 I bisogni di cura (1) Munizza et al., 2002 Bisogni del paziente Bisogni della famiglia Bisogni della società

11 I bisogni di cura (2) Competenze professionali Fenomeni psicopatologici Mandato sociale Problemi di cura

12 I bisogni di cura (3) Sartorius, 2004 Le priorità nelle cure Domanda di cura Disturbi classificati Interventi possibili

13 Variabili della cura: aspetti disciplinari Classificazioni teoriche e classificazioni operative -Categorie nosografiche -Dimensioni sintomatologiche -Funzionamento psichico Fenomenologia attuale dei disturbi Variabili patogenetiche -Uso/abuso di -Traumi psichici

14 Variabili della cura: aspetti etici Autodeterminazione Consenso Compliance Adesione

15 Variabili della cura: il contesto (1) Modificazione dei valori culturali dominanti di normalità e delle culture (migrazioni…, meticciato…) Rottura delle reti sociali e istituzionali (famiglie allargate, deficitarietà della scuola, competizione sui luoghi di lavoro) Non sostenibilità della vita quotidiana Diffusione/legittimazione dell’abuso di sostanze che drogano o dopano

16 Variabili della cura: il contesto (2) Deprivazione, disuguaglianze sociali e nella distribuzione delle risorse economiche Psichiatrizzazione dei bisogni sociali, effetti collaterali da media

17 Variabili della cura: identità dello psichiatra (1) Anni ‘60  1978 Rottura del passaggio generazionale tra professionisti e costruzione in itinere di processi complessi (decisionali e scientifici) in discontinuità con la cultura precedente.

18 Variabili della cura: identità dello psichiatra (2) Anni 1978  1996 Ingresso della psichiatria in medicina con: vantaggi -de-ghettizzazione di pazienti e curanti, riconoscimento della psichiatria come branca medica, forte identità e motivazione degli operatori psichiatrici come leader di una medicina della persona e non dell’organo svantaggi -rottura dell’unico sapere psichiatrico fin lì garantito dal monolitismo manicomiale e sviluppo dello specialismo con appiattimento delle competenze professionali sulle mansioni dei servizi

19 Variabili della cura: identità dello psichiatra (3) Anni 1996  oggi Crisi di identità data da: Ricerca di legittimazione dal e omologazione al mondo medico Tendenza alla prevalenza dei riduzionismi sulla complessità Perdita progressiva di specificità (Todos caballeros) Richiesta di controllo sociale

20 Bisogni e domande di cura Vecchi bisogni e vecchie domande Vecchi bisogni e nuove domande Nuovi bisogni e vecchie domande Nuovi bisogni e nuove domande Nuovi bisogni inespressi False domande

21 Modelli di malattia e di organizzazione delle cure (1) La Psichiatria di Comunità fa riferimento a un modello di malattia multifattoriale cosiddetto bio-psico-sociale e, quindi, a un’eziopatogenesi comprendente fattori individuali biologici e psichici correlati a dinamiche interpersonali con i propri gruppi micro- e macrosociali di riferimento, oltre che alle variabili ambientali e socio-culturali di appartenenza della persona.

22 Modelli di malattia e di organizzazione delle cure (2) A questo tipo di modello di malattia corrisponde un modello di cura basato sulla multidisciplinarietà e multiprofessionalità nel senso di équipe costituite da professionisti sanitari diversi (specialisti in psichiatria o psicologia clinica, psicologi, assistenti sociali, infermieri, socioterapeuti di vari ambiti) di cui diversi ricoprono posizioni organizzative dirigenziali e con riconosciute autonomie operative.

23 Modelli di malattia e di organizzazione delle cure (3) Le pratiche operative, soprattutto nei casi più gravi-gravosi- complessi, prevedono il cosiddetto disease management, cioè un programma di cura articolato su percorsi diagnostico-terapeutici dove intervengono, sovente con autonomia elevatissima, tutte le figure elencate rispetto alla propria professionalità con il coordinamento operativo dello psichiatra.

24 Modelli di malattia e di organizzazione delle cure (4) Il modello di riferimento dell’assistenza psichiatrica in Italia, quello che supporta cioè l’attuale funzionamento dei Dipartimenti di Salute Mentale, prevede la costituzione di reti dipartimentali di presidi ambulatoriali, semiresidenziali, residenziali e ospedalieri che garantiscono la presa in carico del paziente secondo il concetto della continuità assistenziale.

25 I punti critici della psichiatria di comunità (1) Lo scarto fra i risultati della de-istituzionalizzazione e della psichiatria di comunità e la loro immagine sociale La scarsa soddisfazione di utenti e familiari La naturale “invisibilità” del servizio psichiatrico territoriale, a fronte dell’estrema visibilità dei pazienti gravi e dei comportamenti disturbanti Le vecchie e nuove domande di cura La fragilizzazione/indebolimento delle reti sociali

26 Leff, 2002 I punti critici della psichiatria di comunità (2) La perdita della qualità della vita per vaste aree di popolazione, tra cui quelle maggiormente a rischio per vulnerabilità e/o malattia La scarsa soddisfazione di utenti e familiari La spinta all’istituzionalizzazione di persone e problemi di difficile gestione in territori frammentati e poco solidali

27 È iniziata l’era della re-istituzionalizzazione? 1. I limiti della de-istituzionalizzazione: realizzazione disomogenea prevalenza della deospedalizzazione rapporto intrinseco con le politiche per i diritti di cittadinanza … 2. La spinta alla re-istituzionalizzazione: cambiamenti demografici (anziani, famiglie nucleari, flussi migratori) delega ai servizi pubblici fragilizzazione del capitale sociale deinvestimento nel valore delle relazioni interpersonali cattive pratiche dei servizi …

28 È iniziata l’era della re-istituzionalizzazione? 3. Gli indizi: aumento dei p.l. nelle strutture psichiatrico-forensi (con allargamento dei criteri di accesso) cambiamento dei professionisti verso i criteri/luoghi per/del TSO forte aumento dell’offerta (domanda?) di residenzialità sviluppo di trattamenti assertivi (“no drop-out policy“) proposte legislative in vari Paesi Priebe e Fioritti, 2004

29 Problemi che attendono risposte (1) Il miglioramento dell’accessibilità dei servizi, quale garanzia per la tempestività delle risposte La flessibilità dei percorsi di cura Il potenziamento degli interventi domiciliari (ordinari e di urgenza) La garanzia della continuità terapeutico-assistenziale L’intervento precoce

30 SIP, 2004 Problemi che attendono risposte (2) Lo sviluppo di programmi di sostegno alle famiglie Il funzionamento in rete e la reale integrazione tra DSM e servizi accreditati Il coinvolgimento dei pazienti e delle associazioni di familiari nelle scelte dei servizi Formazione e aggiornamento continuativi (competenza e motivazione)

31 I trattamenti: nuove sfide Quando  il problema della soglia (stato premorboso, esordio, patologie sottosoglia, …) Come  il problema della appropriatezza e della competenza Dove  i luoghi (i servizi di vario tipo, la casa, …) e i non-luoghi (il territorio, gli interstizi, le strade, le carceri, …)

32 Fattori che condizionano l’organizzazione delle cure Modelli sociali di riferimento Gravità/gravosità dei pazienti Nuovi scenari/controllo sociale

33 Fattori che condizionano l’organizzazione delle cure: le patologie di confine (1) La persona: tratto, comportamento, malattia La famiglia e i suoi fattori di rischio Il contesto e le sue relazioni/interdipendenze con la persona Le istituzioni (sociale, sanità, educazione, giustizia, …) e i loro rapporti (alleanze, deleghe, collusioni, complicità, …)

34 Fattori che condizionano l’organizzazione delle cure: le patologie di confine (2) Nuove patologie (es. DdP, DCA,…) e vecchie patologie in nuove forme Nuovi soggetti (anziani, immigrati, homeless, …) con culture e bisogni/aspettative diversificate Nuovi comportamenti (abusi, comportamenti a rischio, comportamenti-reato, …) Diffusione dei fenomeni di comorbidità (intra- e interassiale)

35 Esiti Programmi di cura Politiche sanitarie Costi/ finanziamenti Domanda espressa Modelli dominanti di salute e malattia mentale Formazione di base e continua Capacità degli operatori

36 Conclusioni (1) “La cultura, in ogni campo, è anzitutto una sintassi, un ordine delle cose. La capacità di non sommare chili a litri e di non mettere il soggetto all’accusativo, perché in tal modo si scambiano i ruoli tra chi ruba e chi viene derubato, tra chi uccide e chi viene ucciso. Oggi è questa sintassi – linguistica, culturale, intellettuale, morale – che sta disgregandosi in un budino appiccicoso in cui è possibile dire tutto ed il contrario di tutto” C. Magris, 2004

37 Conclusioni (2) “La sofferenza umana non è lineare. Perché dovrebbe esserlo la risposta?” B. Saraceno, 2005

38 Marc Augè, 2005 Conclusioni (3) E quindi … quale spirito del tempo dobbiamo interpretare? L’utopia oggi pare un’eresia perché nel mondo regna un’ideologia del presente e dell’evidenza che sembra rendere obsoleti sia le lezioni del passato, sia il desiderio di immaginare l’avvenire.


Scaricare ppt "La cura del paziente psicotico ad alto rischio di disabilità."

Presentazioni simili


Annunci Google