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Facoltà di Scienze Politiche Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali Corso di Laurea in Scienze dell'Amministrazione Processi migratori, territorio.

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1 Facoltà di Scienze Politiche Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali Corso di Laurea in Scienze dell'Amministrazione Processi migratori, territorio e politiche Scienza della pubblica amministrazione DISPES - UNICAL Docente: Anna Elia a.a. 2013/14

2  Migrazioni e globalizzazione: cause ed effetti  Le migrazioni in Italia: la produzione legislativa in materia di immigrazione; il ruolo delle istituzioni locali nella predisposizioni delle politiche per gli immigrati; il carattere territoriale delle politiche di welfare; innovazioni istituzionali e migrazioni  Identità e diritti di cittadinanza: il tema dell’asilo, delle seconde generazioni e dei minori non accompagnati.

3 Premesse teoriche

4 La sociologia delle migrazioni guarda al fenomeno delle migrazioni come un complesso di relazioni sociali che coinvolgono migranti, non migranti e coloro che migranti potrebbero diventarlo (Zanfrini 2004). Confini labili verso altre discipline. Le ricerche sociologiche ricorrono sovente agli approcci adottati da altre discipline: l’antropologia, la storia, l’economia, la psicologia sociale (Cavalli 2001)

5 Migrazioni, migranti e non migranti

6 Chi sono i migranti? Migrante: una persona che si è spostata in un paese diverso da quello di residenza abituale e che vive in quel paese da più di un anno (definizione Nazioni Unite).

7 La costruzione sociale e politica della figura del migrante Nel linguaggio comune, nelle norme di legge e nei dispositivi istituzionali sono definiti come “immigrati” solo una parte dei cittadini stranieri residenti in Italia. cittadini “extra-comunitari” : “non appartenenti all’Unione Europea” (si applica comunemente ai cittadini rumeni) Difficoltà ad individuare chi siano i migranti: es. figli di immigrati

8 Le migrazioni: alcune specificazioni E-migrazione e Im-migrazione Migrazioni interne e migrazioni internazionali Migrazioni come processi e come sistemi di relazioni Migrazioni trasnazionali

9 Chi sono i migranti? PROBLEMA Difficoltà ad individuare chi siano gli immigrati: es. seconde generazioni; cittadini comunitari e neo- comunitari

10 Chi sono i migranti? Non arrivano dai paesi più poveri del mondo Non sono di solito i più poveri dei loro paesi Hanno spesso titoli di studio e competenze difficilmente riconosciute

11 Europa meta di immigrazione il periodo della ricostruzione, dal 1945 ai primi anni ’50 il periodo del boom economico (dalla metà degli anni ’50 al primo choc petrolifero del ’74) Recessione economica e blocco ufficiale delle frontiere (dal ‘74 in avanti). Il nuovo contesto post-fordista (accordi di Schengen, allargamento dell’Unione)

12 Migrazioni fordiste e post-fordistI (Ambrosini 2005) Società industrialeEconomia post- fordista Settori di inserimento Industrie, miniereTerziario povero, ec. sommersa Politiche di reclutamento Accordi internazionali Ingressi irregolari, reti migranti, sanatorie Orizzonte temporale delle migrazioni Temporaneità (smentita) migrazione stabilizzata; stagionale Offerta di lavoroSubordinataParziale autonomia

13 Cause e caratteristiche dell’emigrazione nel periodo della globalizzazione (1) Flussi migratori indipendenti dalle politiche di programmazione dei paesi riceventi; Paesi di destinazione: “Importatori riluttanti” Il progressivo estendersi dell’economica sommersa: richiesta di manodopera flessibile e adattabile alle mansioni di cura e di servizio; fenomeni di sfruttamento strumentali alle carenze di manodopera locale (caso italiano); femminilizzazione dei processi migratori (crescita del numero delle donne che emigrano da sole – le donne rappresentano il 51% dei migranti internazionali dei paesi in via di sviluppo); Nuovi paesi di immigrazione in Europa: Italia e Spagna

14 Cause e caratteristiche dell’emigrazione nel periodo della globalizzazione (2) Fattori di espulsione dovuti al divario tra i paesi del centro e della periferia; Cause insite nel mutamento degli stili di vita e dei modelli di consumo tradizionali; Aspettative di mobilità sociale conseguenza degli accresciuti livelli di scolarizzazione; Richiesta di manodopera qualificata da parte dei paesi riceventi piuttosto che di lavoratori a bassa qualifica, contrariamente a quanto avveniva nel periodo dell’industrializzazione di massa.

15 Fattori che favoriscono le migrazioni nonostante la chiusura delle frontiere negli anni ’70 dei paesi del centro-nord Europa Riunione familiare e sviluppo demografico: crescita della popolazione straniera nelle società riceventi nonostante la chiusura delle frontiere; Accresciuta possibilità di circolazione delle idee e delle persone nel periodo della globalizzazione. Immigrazione come emergenza dalla quale difendersi: una questione non più economica, ma oggetto di strategie di marketing politico da parte dei governi dei paesi di immigrazione: Nascita di organizzazioni specializzate nel favorire l’immigrazione “clandestina” Anni ’80: i trasmigranti – fenomeni di pendolarismo tra due paesi dovuti a legami sociali, economici e politici; le migrazioni stagionali.

16 Le migrazioni emergenti nel periodo della globalizzazione Esplosione del fenomeno delle migrazioni forzate (rifugiati); nascita del fenomeno dei minori non accompagnati; le vittime di tratta. Eterogeneità dei paesi di provenienza: anni ‘90 incremento delle migrazioni e differenziazione della composizione della popolazione migrante nonostante le restrizioni delle politiche migratorie. Nuovi paesi di emigrazione: Europa dell’Est, Africa sub-sahariana; Vecchi paesi di immigrazione verso le nuove destinazioni dell’Europa meridionale: Brasile, Argentina, Ecuador, Cina Filippine, Senegal, Capo Verde, Mali, Mauritania, Sud Africa

17 Le cause delle migrazioni internazionali Spiegazioni macro Spiegazioni micro Spiegazioni intermedie

18 Spiegazioni macro Spiegazioni basate sui fattori di spinta e sui fattori di attrazione Teoria della dipendenza Teoria del sistema mondo Teorie della domanda

19 fattori di spinta e fattori di attrazione Push factors: fuga da condizioni di sottoviluppo e di miseria Pull factors: fattori di attrazione economici da parte dei sistemi economici più sviluppati Dinamiche analoghe a quelle dei vasi comunicanti: pressione migratoria dalla sponda sud a quella nord del mediterraneo

20 Teoria della dipendenza (Amin) Migrazioni indotte dalle relazioni coloniali e neocoloniali che riproducono lo sfruttamento del Terzo mondo attraverso rapporti di scambio ineguali. La fuga dei cervelli (brain drain) accresce il divario tra luoghi di origine e di destinazione dei migranti

21 Teoria del sistema mondo (Wallerstein ) (1) Globalizzazione degli scambi e delle comunicazioni effetti: migrazioni come conseguenza della dominazione dei paesi del centro su quelli della periferia colonizzazione delle culture diverse da quelle occidentali. Creazione di condizioni culturali e materiali che favoriscono e accrescono le migrazioni dalle ex-colonie verso i paesi dominanti.

22 Teoria del sistema mondo (Wallerstein) (2) Integrazione dei paesi in via di sviluppo nel mercato internazionale attraverso forme di sfruttamento da parte delle economie dominanti

23 Le dinamiche di scambio ineguale e le forme di sfruttamento dei paesi in via di sviluppo (1) appropriazione delle risorse naturali; smercio dei prodotti industriali fabbricati nelle imprese del mondo ricco; indebitamento di paesi in via di sviluppo con il ricorso ai prestiti internazionali; Migrazioni e dipendenza: fenomeni di fuga delle risorse umane più qualificate e scolarizzate (brain drain)

24 Le dinamiche di scambio ineguale e le forme di sfruttamento dei paesi in via di sviluppo (2) Esodo rurale: abbandono delle terre e movimenti migratori verso i centri urbani e verso le destinazioni extra- continentali; modernizzazione dell’agricoltura e processi di destrutturazione dell’economia e della società tradizionale basate su relazioni di reciprocità; nuove forme di dominio dello sviluppo capitalistico: gli investimenti produttivi delle multinazionali sfruttano la forza lavoro a basso costo del luogo (donne e bambini) e le risorse locali.

25 Le teorie della domanda del mercato del lavoro Il mercato del lavoro dualistico (Piore) Le città globali (Sassen) Gli studiosi marxisti: l’esercito industriale di riserva

26 La teoria dualistica del mercato del lavoro (Piore) (1): La presenza dei lavoratori stranieri soddisfa il fabbisogno di manodopera per i lavori più bassi nella gerarchia delle professioni da parte dei paesi industrializzati; processo di sostituzione tra lavoratori italiani e stranieri nel mercato del lavoro secondario; processi di sostituzione tra la forza lavoro immigrata;

27 La teoria dualistica del mercato del lavoro (Piore) (2): Disponibilità del lavoratore migrante dovuta all’idea di provvisorietà del soggiorno; consapevolezza sulle limitate possibilità di accedere ai lavori più qualificati; guadagni più alti rispetto al luogo di origine (fenomeni di sfruttamento che limitano le aspettative economiche); indisponibilità dei lavoratori autoctoni per le aspettative di mobilità sociale, e non solo economica, investite nel lavoro;

28 Castles e Piore Processi di separazione sociale tra autoctoni e immigrati (difficili i processi di assimilazione e di ascesa sociale) Processi di segmentazione e di etnicizzazione del mercato del lavoro – segmenti del mercato del lavoro distinti per nazionalità Aggravamento delle condizioni di lavori e fenomeni di competitività tra i lavoratori stranieri

29 La teoria delle città globali (S.Sassen) (1): polarizzazione nelle economie urbane (metropoli: New York, Los Angeles, Miami, Londra, Parigi, Francoforte, Milano, Tokyo, Osaka Sydney) di attività strategiche per l’economia globalizzata (finanza, amministrazione, servizi e terziario ad alta qualificazione); crescita del comparto dei servizi a bassa qualificazione (manutenzione, servizi alle persone)

30 La teoria delle città globali (S.Sassen; M. Castles) (2): Elevata presenza di lavoro qualificato Categorie vulnerabili (es. migranti illegali) che si concentrano nelle città danno luogo alle “enclave entiche”: catene migratorie spontanee e “reti etniche” che alimentano l’offerta di forza lavoro disponibile ad accettare bassi salati e condizioni di lavoro gravosi il lavoro straniero funzionale alla manutenzione delle infrastrutture urbane ed al mantenimento del tenore di vita delle classi professionalmente privilegiate

31 Segmentazione del mercato del lavoro Strumentalizzazione delle “diversità” legate ad una presunta “appartenenza etnica” (nazionalità, minoranze etniche) I migranti oggetto di esclusione sociale e causa dei problemi legati alla modernità (Bauman 1998)

32 Studiosi di orientamento marxista Esercito industriale di riserva. Una massa di lavoratori deboli serve a tenere a freno le rivendicazioni della classe operaia nazionale I migranti assolvendo i lavori peggiori restano separati dalla società ricevente così si evitano fenomeni di conflittualità sociale (pratiche discriminatorie verso seconde generazioni e migranti primo residenti, fenomeni di competizione tra lavoratori migranti)

33 Critiche delle teorie macro Migranti come soggetti passivi, mossi da forze strutturali che li dominano Soggettività e autodeterminazione dei migranti vengono offuscate Non spiegano perché, tra quanti sono sottoposti ai medesimi vincoli e pressioni, alcuni partono e altri no

34 I migranti nel mercato del lavoro contemporaneo La prospettiva liberale o assimilazionistica La prospettiva strutturalista (studiosi di orientamento marxista) La segmentazione del mercato del lavoro (sistema occupazionale suddiviso in nicchie dove si collocano le minoranze etniche) La prospettiva della nuova sociologia economica (risorse relazionali che facilitano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro straniero; l’azione delle reti etniche)

35 Spiegazioni micro Spiegazioni basate sull’economia neoclassica New economics of migrations (nuova economia delle migrazioni) – la migrazione risponde ad un progetto familiare

36 L’approccio neoclassico Migrazione come scelta individuale razionale sulla base di: Differenze salariali tra paesi di arrivo e di partenza Migranti esclusivamente come lavoratori (dimensione economica delle migrazioni) Le migrazioni innalzerebbero i salari dei paesi di origine

37 New economics of migrations Le migrazioni rispondono ad una scelta familiare finalizzata alla diversificazione dei rischi (investimento delle risorse della famiglia nella partenza; turnazione nei trasferimenti; reinvestimenti nelle rimesse; assicurazioni per le condizioni di vita dei familiari: acquisto proprietà, avvio attività economiche; assicurazione contro la disoccupazione e la vecchiaia); Incremento delle aspettative: dipendenza dalle migrazioni in assenza di garanzie politiche e sociali nel contesto di partenza.

38 Spiegazioni intermedie Teorie dei networks: le reti migratorie Definizione:complessi di legami interpersonali che collegano migranti, migranti precedenti e non migranti nelle aree di origine e di destinazione, attraverso i vincoli di parentela, amicizia e comunanza di origine (Massey)

39 La funzione delle reti Ruolo attivo dei migranti nei progetti di sviluppo dei luoghi di origine (associazionismo tra migranti) Reti come “ponti sociali” che attraversano le frontiere (Portes 1995) Migrante come attore sociale dinamico in grado di mutare la realtà di destinazione e di provenienza

40 La prospettiva della nuova sociologia economica Interazione tra domanda della società ricevente e offerta immigrata (nuove professionalità e forme di imprenditoria legate alle reti etniche); Autonomia relativa e spazi di iniziativa degli immigrati nel MDL. Polanyi (costruzione socaile dei processi economici)

41 Tre concetti: network, embeddedness (radicamento delle azioni economiche nella società) (Polanyi 1998). Datori di lavoro e migranti attori negoziano forme di collaborazione reciproca capitale sociale: l’insieme delle risorse relazionali come risorse di inserimento e di promozione sociale


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