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Gabriele D’annunzio Lucidi a cura di Paolo Bernardi.

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Presentazione sul tema: "Gabriele D’annunzio Lucidi a cura di Paolo Bernardi."— Transcript della presentazione:

1 Gabriele D’annunzio Lucidi a cura di Paolo Bernardi

2 Parole-chiave della poetica dannunziana Decadentismo Simbolismo Estetismo Superomismo Panismo

3 Estetismo: Cfr. O. Wilde, (Il ritratto di D.G.) J.K. Huismans (Controcorrente) Panismo : deriva dal Dio PAN, divinità pagana del mondo pastorale, e da “pan”, in greco = “tutto” Superomismo : F. Nietzche in Così parlò Zarathustra ( ) aveva esposto Il concetto di “superuomo”

4 PANISMO Istintività Identificazione, fusione con l’elemento naturale, selvaggio Concezione pagana della natura come forza animata Sensualità: predominio dei sensi sulla ragione Rifiuto della storia: l’artista si pone al di fuori e al di là della storia

5 ESTETISMO Arte = bellezza classica Bello come pura raffinatezza Concezione aristocratica dell’arte come segno di superiorità La bellezza è al di sopra di tutto Bellezza = valore assoluto

6 SUPEROMISMO Il superuomo = modello dell’umanità futura Uomo libero dalle superstizioni, dalla religione (“Dio è morto”, Nietzche) Individuo singolo, in grado di realizzarsi pienamente Rifiuto della storia

7 Paradosso in D’Annunzio Costruzione di sé come MITO DI MASSA: Spettacolarizzazio- ne delle vicende biografiche Mito del “poeta vate” Nazionalismo Esibizionismo estetizzante Costruzione del mito del GENIO SOLITARIO Aristocratico senso di superiorità Raffinatezza esclusiva Disprezzo per le masse e per la democrazia

8 Confronto Pascoli-D’Annunzio Pascoli: Poetica delle cose semplici Natura umile: campagna Valori simbolo: Casa Famiglia Lavoro Patria (“La grande proletaria si è mossa”) D’Annunzio: Raffinatezza dell’esteta Natura “panica”, lussureggiante Valori simbolo: Individualismo Trasgressione Superomismo aristocratico Nazionalismo

9 Un esempio di “esteta”: Andrea Sperelli (Il Piacere – 1889) … il legittimo campione d’una stirpe di gentiluomini e di artisti eleganti, l’ultimo discendente di una razza intellettuale. Egli era, …, tutto impregnato di arte… Dal padre appunto ebbe il gusto delle cose d’arte, il culto appassionato della bellezza, il paradossale disprezzo dei pregiudizi, l’avidità di piacere. Il padre gli aveva dato, tra le altre, una massima fondamentale: “Bisogna fare la propria vita come si fa un’opera d’arte … La superiorità vera è tutta qui. … La regola dell’uomo d’intelletto, eccola: - Habere, non haberi”.


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