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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA Metodi e tecniche di analisi dei processi psicologici “SENTIRSI BRILLO” Un progetto di prevenzione dei comportamenti.

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Presentazione sul tema: "UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA Metodi e tecniche di analisi dei processi psicologici “SENTIRSI BRILLO” Un progetto di prevenzione dei comportamenti."— Transcript della presentazione:

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA Metodi e tecniche di analisi dei processi psicologici “SENTIRSI BRILLO” Un progetto di prevenzione dei comportamenti alcol-correlati 15 Marzo 2012 Prof.ssa Paola Nicolini Dott.ssa Sabrina Pandolfi

2 IL PROGETTO PROMOZIONE DELLA SALUTE E PREVENZIONE DALL’ABUSO DI SOSTANZE ALCOLICHE 15 marzo 2012 Destinatari preadolescenti Adolescenti (Cultura giovanile) Collaborazione sinergica condivisione degli interventi e del lavoro svolto Metodologia della ricerca-azione a.s. 2006/2007 a.s. 2007/2008 Ambito Sociale n.8 comuni [Senigallia (AN)] Risorse finanziarie Regione Marche per progetti prevenzione Alcol = droga legale Tema del Sé Atteggiamento di rispetto

3 IL PROGETTO Approccio psico-sociale – relazioni dirette e implicanti con i destinatari – far emergere i significati – strumenti per raccogliere dati ma anche per attivare conoscenze e stimolare la riflessione nei partecipanti (R.A.) Radicato nel territorio Partecipativo – interattivo 15 Marzo 2012

4 IL PROGETTO : FINALITÀ E OBIETTIVI Aumentare la consapevolezza del rischio connesso con il consumo di sostanze alcoliche Ridurre il rischio di problemi alcolcorrelati Sostenere i giovani che scelgono di astenersi dal bere Mettere a disposizione strumenti che identifichino la popolazione scolastica maggiormente a rischio Aumentare la percezione della problematicità connessa al consumo di alcol Avviare i giovani al controllo dei propri comportamenti di uso/abuso 15 Marzo 2012

5 IL PROGETTO : OBIETTIVI pensati per i preadolescenti Rilevare le rappresentazioni condivise legate all’alcol Esplicitare i significati relativi all’uso/abuso Avere maggior consapevolezza rispetto alle differenze tra uso e abuso Aiutare gli adulti a capire le idee dei preadolescenti riguardanti il bere Accrescere la capacità degli adulti di avvicinarsi al mondo dei giovani (capirli e accompagnarli) 15 Marzo 2012

6 IL PROGETTO : OBIETTIVI pensati per gli adolescenti Suscitare l’attenzione alla conoscenza di sé Sostenere una maggiore consapevolezza del modo in cui percepiscono se stessi (imm.diretta) e del modo in cui pensano di essere percepiti (imm.riflessa) 15 Marzo 2012

7 IL PROGETTO : OBIETTIVO centrale/trasversale Sostenere una visione REALISTICA e DIFFERENZIATA dell’immagine di sé fornendo occasioni per -mentalizzare i propri punti di forza e di debolezza -comunicare tra pari gli aspetti problematici CONOSCENZA DI SÉ= capacità di entrare in relazione con gli altri per confrontarsi e cooperare; elemento cardine della propria salute psichica e fisica Ricaduta positiva della CONSAPEVOLEZZA DI SÉ se : - ATTENTA : ascoltarsi, riconoscere e dare un nome a quanto accade nel proprio mondo interno - PAZIENTE: accogliersi con serenità, senza lasciarsi imbrigliare dalle reazioni emotive negative - BENEVOLA: gli aspetti negativi di sé vengono accolti/accettati come parte integrante del proprio sviluppo 15 Marzo 2012

8 Sarà capace di conoscersi e riconoscersi se saprà distinguere gli aspetti positivi da quelli negativi della propria identità, avrà cioè aspettative realistiche su di sé saprà gratificarsi di fronte ai successi e accogliere gli insuccessi, sceglierà percorsi di vita consoni ai propri desideri e capacità. TENUTO CONTO CHE 15 Marzo 2012

9 Strumenti 21 marzo 2011 MAPPA CONCETTUALE * Modo schematico di rappresentare idee, informazioni, associazioni riguardo un concetto dato come riferimento * Rendere visivamente l’organizzazione delle idee, * coinvolgimento * leggibile a distanza di tempo * coinvolgimento relativo delle competenze linguistiche FOCUS GROUP Sperimentarsi come persone che ricevono e danno feedback sulle proprie e altrui caratteristiche Gruppo classe = gruppo di lavoro -Sperimentarsi capaci - Scoprirsi bisognosi dell’altro AUTOPRESENTAZIONE (ciò che uno dice di pensare di essere) = è una descrizione di sé riferita ad un interlocutore esterno in quanto risulta da una riflessione su invito [Zuczkowski, 1976] 5 domande, su fogli diversi, hanno costituito il protocollo di autopresentazione. - Esprimersi rispetto l’immagine che hanno di sé - individuare le qualità con cui si descrivono - valorizzare gli aspetti positivi che emergono nel racconto di sé QUESTIONARIO A domande aperte (maggiore libertà e spontaneità) e a risposta multipla. Coinvolgimento (..nei panni di…) Confronto (farsi/disfarsi idee) Presa di decisione (attivarsi per…)

10 Attuazione del progetto 1 ªannualità a.s. 2006/2007 II° superiore III classi I.C. Studenti coinvolti I.C. 550 Studenti coinvolti sc. Sup incontri finali di restituzione con i genitori (partecipazione esigua) 2 ª annualità a.s. 2007/2008 I° superiore III classi I.C. Studenti coinvolti I.C. 468 Studenti coinvolti sc. Sup incontri finali di restituzione con i genitori (partecipazione esigua) 15 Marzo 2012

11 Attuazione del progetto scuola media inferiore Contratto di lavoro con gli insegnanti Coinvolgimento: nella fase preliminare di illustrazione del progetto, nelle attività in classe come osservatori e nella gestione delle dinamiche della classe (facilitare la partecipazione degli studenti) Attività previste in classe – 3 incontri (1 h ciascuno) 21 marzo 2011 * Illustrazione del lavoro – anonimato - privacy * Somministrazione questionario – 3 fogli, uno alla volta, ritirati tutti insieme; tempo necessario, ascolto impressioni a caldo 1 * Mappe concettuali in piccoli gruppi * Raggruppare le parole in categorie (non meno di quattro) * Ogni gruppo illustra il proprio elaborato al resto della classe Rilevare punti di vista 2 * Discussione sui temi emersi nel 1° e nel 2° incontro 3 Riconoscere il cambiamento determinato dall’assunzione di sostanze alcoliche

12 Analisi dei dati raccolti con m.c. Criterio semantico – categorie emerse Luoghi e situazioni : bar capodanno ospedale compleanno ristorante feste pub ultimo giorno di scuola sabato sera Persone : amici giovani polizia alcolisti anonimi Stati d’animo: allegria non reale, bisogno di sfogarsi, angoscia, solitudine, odio Sensazioni: confusione, distrazione, divertimento, eccitazione, ubriachezza Cause: bisogno di sfogarsi, dispiacersi, essere figo, essere fuori di sé, essere una nullità, fare il matto, ira, bere per dimenticare, non amare la vita, delusione Nell’alcol cerchiamo: botta di vita, brivido, divertimento, eccitazione, far colpo, ti fa sembrare chi sa chi, insicurezza, sbornia Conseguenze: disoccupato, salute a rischio, rissa, morti, ubriachi, vomito, allucinazioni, mal di testa, rimorsi, violenza, perdita di amicizia, follia,dare da matto, voglia di sentirsi adulti Rimedi: aiuto, alcolisti anonimi, comunità terapeutiche, non seguire gli altri, sapersi regolare, non serve. 21 marzo 2011

13 Motivazioni principali Un aiuto a superare la timidezza L’inadeguatezza nella relazione con gli altri/altro sesso La possibilità di non pensare La possibilità di allontanare pensieri tristi e paure Conseguenze Perdita di controllo, morte, felicità momentanea, dipendenza, incidenti, incoscienza 15 Marzo 2012

14 Analisi dei dati raccolti con il questionario 4 categorie cambiamento FISICO cambiamento FISICO : ancorati a sensazioni corporee. Concordano sul fatto che il cambiamento fisico è pericoloso ma si ipotizza l’esistenza, sullo sfondo, di falsi pregiudizi cambiamento COGNITIVO cambiamento COGNITIVO : processi mentali e del pensiero coinvolti nelle alterazioni dovute all’assunzione di alcol. Pensare alle conseguenze, a soluzioni alternative cambiamento EMOTIVO-AFFETTIVOcambiamento EMOTIVO-AFFETTIVO: emozioni a valenza positiva e negativa. Volersi sentire accettato e riconosciuto cambiamento SOCIALE-RELAZIONALEcambiamento SOCIALE-RELAZIONALE: effetto sul modo di comportarsi, relazionarsi e affrontare gli altri. 2 dimensioni di significato: le azioni dirette al altri/cose; interpretazioni sulle motivazioni che spingono ad assumere sostanze alcoliche. Rapporto con l’appartenenza ad un gruppo (scarsa fiducia in sé uniformarsi a un’immagine richiesta dall’esterno) 15 Marzo 2012

15 Cambiamento FISICO Gli scoppia la testa Sente di vomitare Non riesce a reggersi in piedi Ha mal di stomaco, una specie di sonnolenza, sta molto male, inizia a sbandare Morte Incidenti Arrivi a fare cose pericolose per te e per gli altri Diventi aggressivo Violento Non riesci più a controllarti Ti senti più rilassato Ti senti calmo Si sente bene, più vivace Falsi pregiudizi Occhio benevolo degli adulti verso l’ubriacatura, vista come una ragazzata o un divertimento Trasgressione = oltrepassare i limiti 15 Marzo 2012

16 Cambiamento COGNITIVO Fa qualunque cosa senza pensare alle conseguenze Non capisce più ciò che è razionale e giusto Non si è consapevoli di quello che si fa Non pensa molto prima di fare le cose Non ha un ragionamento normale Non si capisce più quello che si fa Entra in un mondo falso dove gli sembra tutto più bello L’alcol ci fa dimenticare i problemi e le preoccupazioni Ne fai uso quando ti senti imcompleto e ti manca qualcosa Beve per togliersi la solitudine dalla testa Dopo si ritroverà sempre insoddisfatto, pieno di odio, e di essere solo al mondo Si sente di poter fare tutto ciò che vuole senza che nessuno lo possa fermare Dopo aver bevuto si è scrollato di dosso tutte quelle responsabilità che gli erano state imposte Stretto legame tra sviluppo cognitivo e affettivo SFIDA all’adulto e all’ambiente – desiderio indipendenza valvola di sfogo vs percezione della pesantezza delle attenzioni e aspettative 15 Marzo 2012

17 Cambiamento EMOTIVO-AFFETTIVO Si sente: Forte Allegro Felice In paradiso In un primo momento si sente allegro, felice, forte, ma quando inizia a tornare in sé starà male Felicità apparente Che gli è piaciuto e lo rifarebbe Superare la tristezza, la solitudine Sentirsi più grandi Più fighi dopo aver bevuto Crede di attirare l’attenzione di qualcuno Soffermarsi sulle valenze negative Uso di sostanze alcoliche per sentirsi più gradevoli e disinibiti, per migliorare l’immagine di sé con gli altri Ruolo dei pari/identificazione 15 Marzo 2012

18 Cambiamento SOCIALE-RELAZIONALE Fare a botte Risse Può rompere le cose Si rischia di danneggiare chi abbiamo intorno Essere “figo” Bullismo Ha bisogno di aiuto Si crede un dio Secondo me si sente grande e vuol farti invidia Si lascia andare…può fare tutto ciò che vuole Alle volte fa cose che neanche vuole fare ma che in quel momento si sente di fare Ha degli atteggiamenti che non fanno parte del suo carattere Si sente di aver fatto qualcosa magari nuova più grande e importante rispetto agli altri. Comportamenti violenti e illeciti Sperimenta parti di sé di cui sta cominciando a essere consapevole Contrasto interiore tra sentimenti e desideri di natura opposta Forma di trasgressione/rottura rispetto alle regole adulte 15 Marzo 2012

19 Alcune considerazioni Idea comune condivisa emergente del bere cultura giovanile : l’uso/abuso di alcol si inserisce come comportamento negativo, rischioso ma al tempo stesso con valore positivo Solo il bere molto porta a perdere il controllo della situazione --- la non pericolosità e il basso rischio sono legati ad un uso controllato ( essere brilli ma non troppo) Ottimismo irrealistico o ingiustificato : credenza a percepirsi immuni dai pericoli rispetto ad altri nella medesima situazione; sottovalutare rischio personale; si crede di non essere soli a correre dei rischi (condivisione con altri) Valutazione positiva del rischio e della capacità di saper rischiare 15 Marzo 2012

20 … far riflettere che l’assunzione di sostanze alcoliche ha il potere di trasformare una sensazione e un’emozione nel suo opposto --- diversi livelli di cambiamento tra loro interrelati--- il RISCHIO è forte a qualsiasi livello di consumo Fornire esperienze alternative sperimentarsi in situazioni difficili ma guidate Adulti = fornire feedback quotidiani utili alla formazione del sé 15 Marzo 2012

21 La voce degli adolescenti nella scuola media superiore Contratto di lavoro con gli insegnanti - conoscere obiettivi del lavoro e maturare la consapevolezza dell’importanza della loro presenza nella classe - osservatori partecipanti – indicazioni sulle modalità di collaborazione Attività previste in classe – 3 incontri (1 h ciascuno) 21 marzo 2011 *Questionario di autopresentazione (ciò che ritenevano più rilevante nel comunicare se stessi) *Confronto tra ragazzi a partire dalle impressioni a caldo * Presentazione dei tipi di cambiamento tematizzato riguardo al passaggio dalla preadolescenza all’età adulta * Individuare un titolo per ciascun raggruppamento e discuterne in classe * Partecipazione degli Alcolisti Anonimi. * 3 fasi: piccoli gruppi (cartelloni) + illustrare l’elaborato + gli A.A. rispondevano alle domande formulate dai ragazzi Avviare una riflessione su di sé, sul modo di relazionarsi,… 1 32 I vissuti espressi sono normali momenti dello sviluppo, funzionali alla crescita

22 Questionario di autopresentazione Parla di te: come pensi di essere? (imm.dir.) A tuo parre cosa pensano di te i tuoi familiari? (imm.rifl.) Che cosa apprezzano più in te? Che cosa apprezzano di meno? Come parlano di te i tuoi famigliari? A tuo parere cosa pensano di te i tuoi amici? Che cosa apprezzano più in te? Che cosa apprezzano di meno? Come parlano di te i tuoi amici? A tuo parere cosa pensano di te i tuoi insegnanti? Che cosa apprezzano più in te? Che cosa apprezzano di meno? Come parlano di te i tuoi insegnanti? A tuo parere cosa pensano di te i tuoi compagni di classe? Che cosa apprezzano più in te? Che cosa apprezzano di meno? Come parlano di te i tuoi compagni di classe? 15 Marzo 2012

23 Analisi dei dati Nelle autopresentazioni riportavano spesso gli stessi argomenti: – La ricerca di nuovi equilibri nei rapporti col mondo e col proprio Sé – L’antinomia tra l’essere adulti e l’essere ancora bambini – L’incremento dell’interesse verso i sentimenti e gli stati d’animo – Crescenti incertezze dovute ad un’identità che muta evolvendo 5 linee evolutive verso il cambiamento nell’immagine di Sé 1. DALL’ESTERNO ALL’INTERIORITÀDALL’ESTERNO ALL’INTERIORITÀ 2. dal PRESENTE, al PASSATO verso il FUTUROdal PRESENTE, al PASSATO verso il FUTURO 3. dal NOTO all’IGNOTOdal NOTO all’IGNOTO 4. dal semplice al COMPLESSOdal semplice al COMPLESSO 5. assunzione della MASCHERAassunzione della MASCHERA 15 Marzo 2012

24 DALL’ESTERNO ALL’INTERIORITÀ Passaggio da una descrizione centrata su aspetti fisici e sul richiamo alle azioni Sono alto, magro e ho gli occhi verdi. Mi piace andare in bici e giocare a pallone. ad una descrizione legata a dimensioni interne Sono una ragazza dolce e abbastanza carina, penso di essere intelligente e sensibile, di solito sono disponibile con gli altri. un mio difetto è che mi offendo facilmente anche se a volte non lo do a vedere per paura di risultare antipatica. Spesso sono lunatica e un po’ strana, per questo ogni tanto preferisco starmene da sola piuttosto che uscire sempre con gli amici. 15 Marzo 2012

25 Dal PRESENTE, al PASSATO verso il FUTURO Dal “qui e ora” ad una tripartizione del tempo per proiettarsi in avanti e programmare il proprio futuro … fermi in tempo presente Sono un ragazzo di 13 anni, che frequenta il primo superiore, nonostante sia un anno più piccolo. I miei sport preferiti sono il calcio e il basket. Ho un cane e un gatto e una sorella più piccola di me. …sono molto legata ai miei genitori, con loro sto molto bene, trascorro volentieri del tempo a casa perché nel pomeriggio faccio i compiti, il sabato esco e vado a catechismo. …blocco evolutivo Sono uno che vive il presente. Vorrei che il tempo si fermasse per rimanere così. …il pensiero di essere grande, con tante responsabilità, mi spaventa. … in uno stato di movimento Prima io ero molto ribelle, svogliato e disinteressato e adesso sono molto cambiato – mi spaventa un po’ il fatto di crescere, di avere troppe respindabilità 15 Marzo 2012

26 Dal PRESENTE, al PASSATO verso il FUTURO Il futuro… imprevedibile, vago, incerto, mutevole Io ancora non mi conosco bene. Infatti a questa età comincio a conoscermi, a capire come sono, com’è il mio carattere, il mio stile, il mio modo di pensare. Mi sto accorgendo che sto cambiando. Forse sono i primi passi dell’adolescenza. … la comparsa di un’attività riflessiva, di pensare alle conseguenze delle proprie azioni anche in un’ottica di futura A questa età non sono più un bambino, penso a quello che faccio e alle cose che dico. Non sono sempre quello che dicono i miei genitori perché voglio pensare con la mia testa e prendere delle decisioni da solo. Posso commettere degli errori: è umano no? A volte mi rendo conto di essere troppo critico con gli altri e severo con me stesso e questo mi crea qualche problema perché non vengo capito. 15 Marzo 2012

27 Dal NOTO all’IGNOTO Senso di insicurezza, incertezza, smarrimento circa se stessi e il mondo esterno. I cambiamenti fisici generano questo stato… Non so se agli altri piaccio fisicamente… Non so come rispondere a questa domanda… forse sono una persona troppo a volte partecipe, ma non saprei 15 Marzo 2012

28 Dal SEMPLICE al COMPLESSO Prima : conoscenza di sé più semplice e meno categorizzata Ora: conoscenza arricchita da molti elementi che rendono complessa e ricca la propria identità. Parti di sé contrastati, sentimenti opposti, comportamenti discordanti…allargare il proprio pensiero. Penso di essere simpatica, socievole, ma a volte quando mi gira posso essere borbottona e cattiva, sono anche abbastanza socievole e disponibile, ma anche molto permalosa e lunatica. Essendo entrata ora nell’adolescenza ho sempre cambiamenti di umore In questo momento sono felice, anche se a volte divento triste senza saperne la motivazione Alcuni pensano che sono simpatico, altri che sono antipatico Mi comporto bene solo quando voglio io, sono simpatico e intelligente quando voglio io Ho atteggiamenti diversi a seconda delle persone che mi circondano 15 Marzo 2012

29 Assunzione della MASCHERA Riferimenti espliciti a parti di sé che servono a nascondere il lato più profondo della propria natura Mi vergogno di mostrare agli altri che sono triste, per questo con i miei amici faccio sempre finta di essere felice Ultimamente mi sento molto confusa ma fingo di ostentare sicurezza in quello che faccio, per paura che gli altri se ne accorgano. È inutile che io dica ai miei di essere triste, tanto loro non lo capirebbero, allora faccio l’indifferente così nessuno mi chiede niente. Io di me penso che ho delle qualità, ma per paura di sbagliare queste qualità non le faccio vedere. Maschera: è un meccanismo psicologico adattivo utile nella relazione con l’ambiente, nell’interazione tra bisogni personali e richieste personali, tra desideri e reali possibilità (Nicolini,1999) - RISCHIO = carattere permanente nel fare ricorso ad essa… identificarsi con la maschera stessa 15 Marzo 2012

30 Le idee dei genitori Questionario strutturato (+ lettera di presentazione sottoscritta dai DS), anonimo, 2ª annualità Conoscere le idee dei genitori sull’uso/abuso di sostanze alcoliche dei giovani Restituire in modo mirato i risultati del questionario in modo che la famiglia possa avere maggiore conoscenza e consapevolezza di come i ragazzi affrontano questa problematica 15 Marzo 2012

31 Questionario - 5 domande 1.Secondo lei, i ragazzi delle scuole medie(superiori) bevono? Sì No qualche volta 2. Se sì, quando? nel fine settimana durante la settimana solo in occasioni particolari Opinione rispetto alla possibilità che i ragazzi bevano e alla frequenza. 15 Marzo 2012

32 3. Secondo lei per quale motivo alcuni ragazzi si avvicinano all’alcol? Quando vogliono rilassarsi Sì No Quando sono alle feste/pub/discoteche Quando vogliono socializzare con persone nuove Quando litigano in famiglia Quando si sentono tristi, depressi e/o incompresi Quando si sentono annoiati Quando vogliono allontanare il peso delle responsabilità Quando le cose sembrano andare tutte storte Quando devono fare una scelta importante Quando devono affrontare una situazione nuova Quando vogliono sentirsi grandi Quando vogliono sentirsi forti Altro (specificare)……………………………………………………………………………………… Quali motivi determinano l’avvicinarsi all’alcol 15 Marzo 2012

33 4. Come reagirebbe se un genitore le confidasse che il proprio figlio beve? A suo avviso cosa possono fare le istituzioni locali per la prevenzione dell’alcoldipendenza? Maggior libertà di espressione e possibilità di far emergere situazioni rispetto alle quali non sono state volutamente formulate affermazioni precise 15 Marzo 2012

34 Genitori istituti comprensiviGenitori scuole superiori Secondo lei i ragazzi delle scuole medie (superiori) bevono? Non ritengono che i ragazzi facciano molto ricorso alle sostanze alcoliche q.v. 55,76% Convinti che bevano alcol. Sì 50,25% Unendo i “sì ” con “qualche volta” la maggioranza dei g. ritiene che i giovani bevano Quando bevono i ragazzi?Fine settimana 71,43%Fine settimana 86,43% Secondo lei, per quale motivo alcuni ragazzi si avvicinano all’alcol? Sentirsi grandi Momenti di socializzazione Sentirsi forti Sentirsi tristi, depressi,… Momenti di socializzazione Sentirsi grandi Sentirsi forti Sentirsi tristi, depressi,… Altro: emulare, imitare gli altri,…insicurezza, debolezza, immaturità Come reagirebbe se un genitore le confidasse che il proprio figlio beve? Capire i motivi ( ma non si mette in discussione se stessi come genitori) Fare ricorso a punizioni Chiedere aiuto a professionisti (sentono maggiormente il peso della loro influenza) Capire i motivi Fare ricorso a punizioni Chiedere aiuto a professionisti Non so ( demotivazione all’intervento diretto, impotenza o difficoltà di intervenire) A suo avviso cosa possono fare le istituzioni locali per la prevenzione dell’alcoldipendenza? Fornire maggiori informazioni Maggior ricorso a leggi/controlli Niente Coinvolgimento famiglie Fornire maggiori informazioni Maggior ricorso a leggi/controlli Non risponde Coinvolgimento famiglie 15 Marzo 2012

35 Analisi dei dati Diversa distribuzione delle risposte tra i genitori dei figli degli I.C. e quelli delle sc.sup. Discrepanza tra le idee degli adulti e quelle dei ragazzi sui motivi che spingono a bere. I genitori non fanno riferimento al voler socializzare con persone nuove, al voler allontanare il peso delle responsabilità, ma ritengono che tra i motivi ci sia ad esempio il bisogno di sfogarsi, di dimenticare. Aumenta la percezione del rischio rispetto alla propensione all’uso di sostanze alcoliche con il passaggio da un ordine di scuola all’altro Fiducia nel potere della sola informazione (convinzione che così si responsabilizzano i ragazzi) mentre è la difficoltà nella costruzione dell’immagine di sé e del governo di sé nelle relazioni interpersonali e sociali il nocciolo del problema Principio di DELEGA delle responsabilità – ruolo di spicco dato al fornire informazioni e all’aumentare controlli contro un minor coinvolgimento della famiglia Incertezza nel trovare soluzioni o produrre rimedi. Probabilmente perché ci sono diverse misure preventive efficaci, più interventi che agiscono a livelli diversi sul coinvolgimento delle persone interessate. 15 Marzo 2012

36 “La parte non diventa il tutto” K. Lewin 15 Marzo 2012


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