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La comunicazione aziendale Agenda Comunicazione Comunicazione Comunicazione e impresa Comunicazione e impresa Processo di comunicazione Processo di comunicazione.

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Presentazione sul tema: "La comunicazione aziendale Agenda Comunicazione Comunicazione Comunicazione e impresa Comunicazione e impresa Processo di comunicazione Processo di comunicazione."— Transcript della presentazione:

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2 La comunicazione aziendale

3 Agenda Comunicazione Comunicazione Comunicazione e impresa Comunicazione e impresa Processo di comunicazione Processo di comunicazione Teorie della comunicazione Teorie della comunicazione Aree della comunicazione d’impresa Aree della comunicazione d’impresa Marketing e comunicazione Marketing e comunicazione Comunicazione integrata Comunicazione integrata

4 Non è possibile non comunicare Non servono strumenti particolari Premessa

5  si comunica indipendentemente dai nostri specifici obiettivi;  la comunicazione può realizzarsi in una molteplicità di forme;  il significato del messaggio coincide con ciò che viene realmente compreso dal destinatario e non con ciò che noi volevamo far capire. Premessa

6 In ambito aziendale Comunicare non è più un atto facoltativo ma un compito da realizzare con determinazione da produttrice di beni a produttrice di messaggi ma nei modi e nei termini stabiliti dal mercato

7 Il processo di comunicazione Rumore canalemessaggioriceventemessaggioemittente Feed-back CodificaDecodifica Contesto - Gerarchia - Posizione - Luogo - Attese - Valori - Conoscenze

8 Le teorie della comunicazione Primo obiettivo: far percepire il messaggio  Teorie della percezione:  Attenzione selettiva  Distorsione selettiva  Ritenzione selettiva  Consonanza e dissonanza cognitiva Secondo obiettivo: persuadere  Teorie della persuasione  Razionalità  Condizionamento  Sogno  Conformismo

9 Attenzione selettiva: selezione degli stimoli al fine di garantire la consonanza tra le nuove informazioni e gli schemi preesistenti (dei messaggi pubblicitari quotidiani ne percepisco tra i 30-80) Distorsione selettiva: elaborazione del messaggio al fine di garantire la consonanza tra le nuove informazioni e gli schemi preesistenti (ne interpreto tra i 10-20) Ritenzione selettiva: ricordo selettivo con rimozione di quanto andrebbe a inficiare l’equilibrio dell’individuo (ne memorizzo meno di 10). Il cervello tende a memorizzare ciò che vuole Le teorie della comunicazione

10 Quanti pallini neri?

11 Le righe sono orizzontali o sono inclinate?

12 Le teorie della comunicazione  Come superare la barriera dell’attenzione selettiva? FATTORI DI PERCEZIONE Interni Bisogno Interesse Curiosità Esterni Dimensioni Movimento Intensità Ripetizione

13 La dissonanza cognitiva (Festinger, 1957) La dissonanza si verifica quando si manifesta un’inconsistenza tra due o più elementi cognitivi, che abbiano per il consumatore una certa rilevanza poiché è una situazione sgradevole, gli individui cercheranno di ridurre la dissonanza per raggiungere la consonanza se è presente una situazione di dissonanza, gli individui non solo tenteranno di ridurlo ma anche di evitare situazioni e informazioni che possono aumentare la dissonanza la forza della pressione a ridurre la dissonanza è proporzionale all’intensità della dissonanza La pubblicità è costantemente fonte di riduzione di dissonanza e di produzione di dissonanza Le teorie della comunicazione Es.: il consumatore condivide la nocività del fumo ma non vuole smettere di fumare

14 COME REAGISCE ALLA DISSONANZA COGNITIVA?  Il consumatore evita l’informazione che lo turba  il consumatore riduce l’importanza dell’informazione  il consumatore rimette in causa la credibilità della fonte  il consumatore cambia i suoi comportamenti o le sue opinioni Le teorie della comunicazione

15  Teorie della persuasione: il secondo obiettivo è persuadere Razionalità: comunicazione che cerca di convincere attraverso fatti e dimostrazioni (es. caso Cillit Bang con i 5 cent). Condizionamento: la ripetizione della pubblicità provoca un comportamento riflesso sul consumatore (es.tra tutte le compagnie telefoniche si considerino Vodafone e Wind) Sogno: la pubblicità deve essere suggestiva, deve far appello ai sentimenti (es. la Breil e l’ultimo spot della BMW) Conformismo: la pubblicità deve inserire il consumatore in un gruppo, in uno stile di vita (es.tutte le pubblicità di birre tra cui Ceres, Heineken, Peroni….)

16 Le 4 aree della comunicazione d’impresa Com. istituzionale ambiente Com. interna personale atteggiamenti motivazione Com. econ/finanz investitori fiducia Com.di marketing mercato comportamenti Area della comunicazioneTargetObiettivo

17 La comunicazione istituzionale Il saper fare Farlo sapere promuovere l’immagine di sé come ISTITUZIONE

18 La comunicazione interna Non posso vendere all’esterno ciò che prima non ho venduto all’interno ruolo strategico della risorsa umana

19 La comunicazione econ./finanziaria valorizzare l’impresa come operatore economico informare puntualmente i portatori di risorse accrescere la fiducia verso l’impresa (ad esempio a livello di rating)

20 La comunicazione di marketing Cliente potenzialeCliente effettivo “ La comunicazione di marketing informa il cliente potenziale che il prodotto giusto per il soddisfacimento del suo bisogno è disponibile al prezzo giusto nel posto giusto”.

21  Stimolare la domanda  Far conoscere, far agire, far ricordare  top of mind, notorietà spontanea, notorietà sollecitata  persuadere attraverso i differenti stadi all’acquisto  far ricordare i benefici ottenuti per motivare il riacquisto  Creare immagine di marca o d’impresa  differenziare il prodotto valorizzandone gli aspetti simbolici  differenziare l’impresa valorizzandone i tratti distintivi  Ridurre la dissonanza cognitiva Obiettivi della comunicazione di mktg

22 Immagine aziendale C. Istituzionale c. Marketing c. Interna C.Istituzionale C.Marketing C.Interna C.econ/fin La comunicazione integrata

23 ”L’immagine è una sorta di alone entro il quale ogni nuovo messaggio cade e viene codificato” Immagine dell’impresa= immagine attesa immagine riscontrata L’immagine di un’impresa

24 Esistono diversi livelli di immagini a seconda dei soggetti, delle relazioni esistenti tra questi, dei contesti di interazione. Tuttavia «La dinamica d'immagine - esterna o interna che sia - è fondamentalmente una. Un profilo di immagine - al di là dei vari livelli in cui può articolarsi - esprime, attraverso le multiformi circostanze di mercato a cui si riferisce - una comune realtà retrostante, l'identità dell'impresa» (Romano, 1988). Quante immagini?

25 “Credo che non vi sia manager, o imprenditore, che non sia consapevole di ciò. Che la comunicazione, se correttamente gestita, possa diventare l’asset più importante dell’operare dell’impresa”. (G.Fabris,2003) La comunicazione FABRIS G., “Introduzione. Una cabina di regia: l’orchestrazione” in FABRIS G. (a cura di), La comunicazione d’impresa, Sperling & Kupfer, 2003


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