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ANGUILLA Salviamo le specie d’acqua dolce a Battipaglia!!!! ANGUILLA BARBO RANATROTA.

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Presentazione sul tema: "ANGUILLA Salviamo le specie d’acqua dolce a Battipaglia!!!! ANGUILLA BARBO RANATROTA."— Transcript della presentazione:

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2 ANGUILLA Salviamo le specie d’acqua dolce a Battipaglia!!!! ANGUILLA BARBO RANATROTA

3 SPECIE D’ACQUA DOLCE IL BARBO E’ un pesce d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei Ciprinidi, dell'ordine Cypriniformes. E’ possibile trovarlo in quasi tutti i fiumi e torrenti, raramente nei laghi, predilige infatti le acque correnti e limpide, con fondi ghiaiosi. In seguito ad immissioni è ora presente anche in Italia centrale e meridionale. Il barbo comune ha dieta onnivora: si nutre di invertebrati, alghe, portasassi, larve e non raramente di piccoli pesci

4 SPECIE D’ACQUA DOLCE LA TROTA Le trote vivono nelle acque costiere e interne fresche e chiare. La trota è un predatore molto vorace, la cui dieta è costituita da insetti, crostacei, pesci, rane, vermi. Hanno corpo allungato, rivestito di piccole squame, con capo di forma conica e grande bocca. Presentano una pinna adiposa, pinne ventrali arretrate e pinna caudale a bordo diritto.

5 SPECIE D’ACQUA DOLCE L’ANGUILLA E’ una specie diffusa nelle acque dolci, salmastre e marine In genere popola ambienti a corrente debole o assente ma non si può escludere di trovarla in acque anche molto mosse. I maschi stazionano spesso in acque salmastre senza risalire i fiumi come invece fanno regolarmente le femmine. Presenta un corpo allungato, subcilindrico, serpentiforme; la pinna dorsale, di modesta altezza, è allungata fino a unirsi alle pinne caudale Si nutre di animali, sia vivi che morti. Caccia la notte o quando l'acqua è molto torbida, anche in condizioni di piena, affidandosi prevalentemente all'olfatto.

6 SPECIE D’ACQUA DOLCE LA RANA E’ una specie endemica dell'Appennino, dalla Liguria centrale alla Calabria. Dimensioni fino a 7 - 7,5 cm, Gola di colore scuro con al centro una linea irregolare chiara, ai lati del muso dietro gli occhi ci sono due striature scure. Sul dorso possono esserci piccoli punti neri o a volte un disegno scuro come una V capovolta. Durante l'inverno molti individui vanno ad ibernarsi sotto le radici degli alberi, per questo, insieme col fatto di trovarsi nei boschi, sono conosciute pure come "rane di terra". Come tutte le altre rane si nutre per lo più di insetti e in generale di tutto quello che riesce a catturare.

7 CAUSE DELL’INQUINAMENTO IDRICO Esso è causato da numerosi e differenti fattori, quali gli scarichi delle attività industriali e agricole e delle normali attività umane che giungono nei fiumi, nei laghi e nei mari.

8 LE CAUSE E GLI EFFETTI SULLA FAUNA ITTICA Inquinamento industriale: quotidianamente vengono scaricate sostanze inquinanti in quantità elevate da parte delle industrie, provocando danni all'intero ecosistema acquatico. Inquinamento urbano: fa riferimento alle acque che derivano dagli scarichi di abitazioni, uffici e altre strutture che se non vengono sottoposte a trattamenti di depurazione andranno ad incidere nell'inquinamento idrico. Inquinamento agricolo: deriva dall'utilizzo di fertilizzanti e pesticidi in quantità notevoli, e inoltre dallo spandimento di liquami provenienti dagli allevamenti. Inquinamento naturale: è una fonte di inquinamento quasi irrilevante. Provocata da eventi atmosferici e stagionali, alluvioni e frane. Inquinamento da idrocarburi:è causato soprattutto dal petrolio che fuoriesce dalle petroliere, danneggiate o naufragate, o che è presente negli scarichi delle acque usate per lavare le cisterne petrolifere. Inquinamento termico:è un tipo di inquinamento che va diffondendosi sempre più. Ne è causa l’eccessivo impiego dell’acqua per raffreddare gli impianti delle industrie

9 PREVENZIONE Ciò che viene richiesto non è di sopprimere totalmente l’inquinamento, cosa impossibile per la società industriale, si richiede solamente di ridurlo, di controllarlo e, principalmente, di prevenirlo. Potrebbe essere ridotto l’inquinamento del mare causato dal rilascio di idrocarburi attraverso l’inserimento di attrezzature appropriate che permettano di recuperare l’acqua utilizzata per il lavaggio delle cisterne e che consentano altresì l’uso come combustibile del restante idrocarburo; oppure si potrebbe ricorrere a petroliere aventi serbatoi adatti al contenimento e alla depurazione dell’acqua di lavaggio. Sarebbe necessario evitare lo scarico di contenitori metallici di scorie radioattive negli abissi oceanici vista la superficiale e sintetica conoscenza della dinamica oceanica.

10 LE SPECIE D’ ACQUA DOLCE A BATTIPAGLIA BY MITICI MICI ELEONORA P. & GAIA C.

11 I MITICI MICI


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