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Introduzione La questione dell’acqua

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Presentazione sul tema: "Introduzione La questione dell’acqua"— Transcript della presentazione:

1 Introduzione La questione dell’acqua
Rodolfo Soncini Sessa Abbi cura della Terra e dell’Acqua: non ci sono state donate dai nostri padri, ma prestate dai nostri figli. Detto dei pastori nomadi del Kenya MODSS Copyright 2002 © Rodolfo Soncini Sessa.

2 L’acqua nel XXI secolo Rodolfo Soncini Sessa Indo -delta
Ca 40/45 minuti + filmato alluvionato + filmato Verbano con annesse discussioni Rodolfo Soncini Sessa Politecnico di Milano Indo -delta

3 Il petrolio del XXI secolo?
Sarà l’acqua a plasmare il nuovo secolo, come il petrolio plasmò quello che si è appena chiuso? Lester brown, Earth Policy Institute, “How Water Scarcity Will Shape the New Century” Vale a dire se avrà lo stesso ruolo nel condizionare gli assetti geopolitici, e nell’influenzare gli usi e i costumi della popolazione mondiale. Lester Brown, How Water Scarcity Will Shape the New Century Earth Policy Institute

4 Alcuni dati Distribuzione mondiale: 98% acqua salata 2% acqua dolce
Salt Water 98% Fresh Water 2% Distribuzione mondiale: 98% acqua salata 2% acqua dolce Groundwater 12% RIvers & Lakes 1% Ice 87% Come sapete la percentuale Acqua di laghi e fiumi è lo 0,0002% dell’acqua disponibile!

5 Alcuni dati Ogni anno 7 milioni di persone muoiono per malattie indotte dall’acqua inquinata. 1900 2000 Popolazione Nell’ultimo secolo la popolazione è triplicata, ma il consumo d’acqua è cresciuto di 6-7 volte. Consumo La poca acqua accessibile è anche quella sottoposta a maggiore stress. La qualità delle acque superficiali e sotterranee è drasticamente peggiorata. Ogni anno 7 milioni di persone muoiono per malattie legate alla scarsa qualità dell’acqua. La qualità riduce la risorsa. Inoltre il consumo è pesantemente aumentato. Negli ultimi 50 la popolazione è raddoppiata ma il consumo idrico è più che quadruplicato.

6 Alcuni dati Oggi il 30% dell’umanità non ha acqua a sufficienza.
AmericaN Europa Oggi il 30% dell’umanità non ha acqua a sufficienza. Ex URSS Asia AmericaS Africa Il consumo nel primo mondo è doppio che nel terzo. 2004 2025 Soddisfatti “Assetati” La figura 2 illustra lo stress idrico, un indicatore calcolato come il rapporto tra volume prelevato e volume disponibile (withdrawal-to-availability ratio) nello scenario 0. Far notare alcune situazioni inattese nel primo mondo. Sintesi fino a questo punto. L’acqua dolce disponibile è poca. Quella direttamente captabile pochissima. Il resto è prevalentemente acqua salata o intrappolata nelle calotte polari. Essendo poca l’acqua dolce sotterranea e superficiale è anche sottoposta a grande stress perc ui la qualità di molti corpi indirci è egli ultimi anni decisamente peggiorata. Inoltre il fabbisogno individuale d’acqua sta crescendo a dismisura, con una velocità che è circa il doppio la velocità con cui crecse la popolazione mondiale. 30% della popolazione mondiale non ha acqua a sufficienza e il consumo non è distribuito in modo particolarmente equo. Le proiezioni dicono che nel giro di 20 iol 50% della popolazione mondiale non avrà< acqua a sufficientza. Questa mappa riporta una proiezione al 2025 delle condiioni di stress idrico, calcolato come rapporto tra il volume prelevato e quello disponibile (dunque rinormalizzato allo standard di vita esistente in ogni paese) nell’ipotesi si mantgna lo secenario attuale (Scenario 0) or BAU Bussiness as Usual Le previsioni dicono che nel 2025 la frazione di popolazione mondiale con carenze idriche salirà al 50%.

7 La domanda d’acqua Irrigazione 70% del consumo
Domestico 8% Industriale 22% 70% del consumo Agricolo 70% Competizione agricoltura-altri settori Da chi viene utilizzata lp’acqua, prevalentemente dall’agricoltura. La produzione di grano e di riso in primo luogo. Come sapete infatti il grano è uno degli elementi alla base della catena trofica. Questo dato stupisce? Il Fiume Giallo (Huang Ho) ha dato le prime avvisaglie nel 1972, dal 1985 il fenomeno si ripete ogni annuo, addirittura nel 1997 l’acqua non ha raffiunto il mare per circa 250 giorni consecutivi. Lo stesso vale per il delta Nilo e per il Gange. Il Nilo in particolare la situazione è critica anche per un altro motivo, come sapete il Nilo è molto limaccioso. Esiste quindi un equilibrio nel delta tra la forza erosiva del mare e la sedimentazione dovuta al limo. Questo equilibrio è stato in parte turbato dalla costruzione della diga di Assuan che trattiene gran parte del limo appunto, ma ora è drasticamente peggiorata. Addirittura si prevede che una dei posti della terra dove per prima si subiranno gli effetti del surriscaldamento terrestre e dell’innalzamento del livello del mare è proprio il delta, che tra l’altro non è proprio una paludetta deserta. E poi il Colorado Prosciugamento dei fiumi Fiume Giallo Nilo Gange Colorado ……..

8 Il delta del Colorado river
Gran Parte dell’Acqua viene derivata a scopo irriguo principalmete per sostenere l’agricoltura nella valle Imperiale (Mexicali, etc), dove tra l’altro si trova il Salaton lake, formato nel 1905 dall rottura di un canale irriguo e ora alimentato dal drennaggio dei terreni irrigui. Come si vede nella seconda figura, nel golfo di california non arriva più acqua, ma l’acqua salmastra risale il corso del fiume

9 Un esempio degli effetti della competizione
Negli anni 60, Krushev, la pianificazione sovietica stabilì che le vasta pianure, in gran parte desertiche, dell’Uzbekistan e del Kazakistan dovessero divenire il “cotonaio” del mondo. Iniziarono a derivare quasi la totalità delle portate da Syr Darya e Amu Darya. Il risultato si vede nelle immagini, il quarto lago più grande del mondo, un mare interno, si è ridotto a un pozza d’acqua salmastra.

10 Un esempio degli effetti della competizione il Lago d’Aral
Tra il 1957 e il 2000 il volume invasato si è ridotto del 95% (da 1075 a 54 km3). Oggi il porto di Muinak si trova a 87 Km dall’acqua. Tra Il 57 e il 2000 il volume invasato si è ridotto del 95%, il livello è sceso di 16 metri. Muinak da porto di pescatori si + trasformata in una città nel deserto. Intorno al 90 il lago si è spezzato in due parti il piccolo e il grande aral e ad oggi si ritiene che solo quest’ultima ha delle possibilità di essere salvato. Ad oggi si da per definitivamente perso il grande aral e si lavora per salvare il piccolo arall. Come vedete a seguito del distacco è stato ostruito il cnalae di collegamento tra I due e il syr darya è stato completamente deviato. Oltre a questo si parla della possibilità di deviare acqua dalla seiberia

11 Il piccolo Aral Si salverà solo il piccolo Aral. (syr daria è derivato verso nord)

12 Un esempio degli effetti della competizione il Lago d’Aral
Tra il 1957 e il 2000 il volume invasato si è ridotto del 95% (da 1075 a 54 km3). Oggi il porto di Muinak si trova a 87 Km dall’acqua. E la pesca che costituiva la principale fonte di indotto per la regione è crollata. Nel 1975 già il 75% era perso, addetti licenziati e ton/a di pescato volatilizzate. Oltre a questo, effetto clima e salinizzazione del lago. Di 24 specie ittiche ne rimangono 4, le uniche che si siano adattate al sale.

13 Il Lago d’Aral Vozrozhdeniye
L’iper-irrigazione ha portato ad un aumento di livello della falda, e quindi salinificazione di molti terreni, anche in virtù del clima, non più mitigato dall’effetto del lago. Ora si passa da meno 30 di inverno a quasi 50 d’estate. La popolazione: defolianti utilizzati per il cotone, anemia, tubercolosi, etc. Come se non bastasse nell’isola di Vozrozhdeniye (“Rinascita”) è stata fino a pochi anni fa base di esperimenti chimico batteriologicici per I russi, si trovano ancora gabbiette, maschere anti-gas e soprattutto antrace. Sintesi ARAL: Più grande disastro ecologico del 900. Il quarto lago mondiale, un lago interno a tutti gli effetti ridotto a una pozzanghera. Tra il 1957 e il 1000 ha perso be il 95% del proprio volume, vale a dire 16 metri di livello. Il pallino rosso rappresenta il porto di Muinak, ora a 80 km dal mare, e questa è una delle attrazioni che potete visitare se passata nella zona. I relitti dei pescherecci all’ormeggio. Se ossservate questo grafico vi fate un’idea di cosa ci si può attendere. Essenzialemnte se la domanda e dunque il prelievo idrico dovessero continuare al ritmo attuale nel 2025 non rimane più nulla del lago d’aral, se invece di seguire il trend di cresicta attuale bloccasimo la domanda al valore attuale e etc. In ogni caso è impossibile ricostruire il lago d’Aral l’obiettivo rimane quello di salvare il piccolo aral, tanto che nel 1997 il Syr Dajia è stato completamente deviato nel piccolo Aral. Ma torniamo alla questione della competiione intersettoriale. Lo sfruttamento a scopo irriguo dell’Aral ha portato alla distruzione dell’industria ittica, che rappresentava il settoro economico trainante nella regione. Già nel 1975 il 755 della pesca se ne era andato con licenziati e ton/anno di pescato volatilizzate. Ma non è tutto. Non solo la pesca ci ha rimesso. Ci ha rimesso anche l’ambiente e sotto molti aspetti. Innanzitutto la ridotta profondità del lago e I tassi di evaporazione della regione hanno reso salatissimo il lago e solo 4 specie sulle 24 esistenti si sono adattate. La region èpoi è completamente improtetta dai venti siberianoi e dunque polveri e defolianti circolano ovunque con l’effetto che l’aspettativa di vita nella zona è tra le più basse al mondo e tubrecolosi e anemia faclaino ancora grandi percentuali della popolazione. Come se non bastasse, l’isola di rinascita e infine un achiusa sull’efficienza del sistema

14 Competizione non solo tra settori: i bacini imbriferi transnazionali
I bacini imbriferi trans-nazionali raccolgono il 60% dell’acqua dolce mondiale. Sono trans.nazionali tutti quei bacini in cui l’utilizzo di una risorsa a monte pregiudica le possibilità di sviluppo a valle. E le competenze decisionali di valle non tocca ufficialmente in alcun modo la gestione della parte di monte. Ad esempio negli USA vi sono molti bacini condivisi da più stati. E varie volte questi sono in aperta competizione Colorado e Kansas sul fiume Arkansas, Kansas e Nebraska, Florida Georgia e Alabama. Il Bacino del Nilo ad esempio attraversa bene 10 paesi. In italia abbiamo bacini transfrontalieri?

15 I bacini imbriferi transnazionali in Europa
Ad esempio il Reno è sporcato in Germania e se lo devono pulire gli Olandesi ched per altro lo ricevo solo per cpochi km nel tratto terminale e a ben vedere non lo riesconp a sfruttare più di tanto nemmeno come via di trasporto. Tra la’ltro con la disgregazione della ex- unione sovietica tutti i grossi bacini russi sono diventati anch’essi transfrontalieri. L’italia ha solo il po e l’isonzo più il minuscolo Reia nelle Alpi marittime. Tra l’altro il Po è transfrontaliero solo per il lago Maggiore e l’Inn dalle parti di Livigno, ma non per molto di più. Anche perchè il confine è stato davvero messo sullo sparti acque e infatti se ci si pensa un tempo il Canton Ticino era Italia.

16 Le guerre per l’acqua Nei bacini trans-nazionali serve una cooperazione tra i diversi stati. Senza cooperazione si creano tensioni ed attriti che spesso sfociano in conflitti aperti per l’accaparramento della risorsa. Dal 1950 a oggi un quarto delle dispute sono state per l’acqua. In 37 casi si è giunti ad azioni militari.

17 Le guerre per l’acqua I conflitti più recenti:
Nilo, Giordano, Tigri-Eufrate, Mekong, Gange. Mostrare in linea la carta dei conflitti presente su quel sito

18 Il Giordano Giordano 1967 la Guerra dei sei giorni in cui israele sottrae non a caso Gaza e il Sinai all’Egitto nasce intorno allo sfruttamento del giordano. Israele attiva infatti il proprio piano nazionale delle Acque tutto basato sullo sfruttamento e la captazione di acqua dal Giordano. L’Egitto e la Giordania a monte costruiscono dei canali per deviare due importanti tributari del giordano e si scatena la battaglia. Israele e Giordania fanno pace nel 1994 e il trattato di pace contiene una precia clausola sulla divisione dell’acqua. Israele deve sempre garantirne un po’ alla Giordania. Tra l’altro a tuttora il ritiro di Israele dall’altopiano del golan occupato alla Siria è condizionato ad un accordo sullo sfruttamento delle risorse idriche sotterranee della Cisgiordania, d’altronde la Siria non è disposta a trattare se prima Israele non si ritira.

19 Il Nilo O ancora sul Nilo dove per ben 10 stati.
Fino ad ora solo l’Egitto a sfruttato l’acqua del Nilo, ma il bacino che lo alimenta attraversa diversi Paesi. La disputa coinvolge degli aspetti fondamentali nel diritto, legati alla necessità di stabilire chi debba o possa vantare priorità nell’utilizzo, se l’Egitto che effettivamente è quello che ne avrebbe più bisogno per alimentare la propria economia o gli altri Paesi che non hanno mai utilizzato la loro percentuale ma vorrebero iniziare a farlo o potrebbero pernsarci (equo utilizzo). Finora l’egitto ha sempre utilizzato la logica di finanziare la costruzione di grosse opere di captazione, e di tulizzare l’energia prodotta da Assuan e dalle cascate di owen per avere in cambio la possibilità di gestire altri sbarramenti. Con questa logica ha trovato un semi accordo con il Sudan per rettificare il corso del Nilo bianco nei pantani del Sudd, ma non ne sono mai arrivati a una. Allo stersso modo c’è una vecchia idea di costruire una diga sul lago Tana in Etiopia. L’Etiopia è l’ideale perchè il Nilo azzurro che fornisce più dell’80% dell’acqua del Nilo scorre lì a delle quote in cui l’evaporazione è pressocchè trascurabile. L’dea venne per la Prima volta al grande wilkock personaggio grandioso del genio civile inglese, che tra l’altro avevato fatto il primo progetto di Assuan poi costruita dai russi. Per il momento la situazione è stabile. L’Etiopia è impegnata nello scontro con l’Eritrea e qualsiasi finanziamento per sfruttare il nilo da parte delle nazioni unite è condizionato ad un accordo di pace tra i due paesi. Di cui l’economist ha detto che paiono due calvinio che si prendono per un pettine. L’egitto ha comunque detto che nel caso scatena la battaglia. IN Egitto d’altrone sono stati costruiti vari canali che passan o sotto Suez e portano miglioni di metri cubi nel deserto del Sinai, recuperato ad Israele dopo gli accordi di camp david. Altri conflitti infine tra India e Bangla Desh e tra Cina e Thailandia per il Mekong. Leshoto e sud africa epr il canale.

20 Il Tigri-Eufrate Sempre nella zona, la Turchia fin dagli anni 70 ha avviato questo immenso progetto GAP di sfruttamento del Tigri e delle Eufrate , che come ben saprete dalla Turchia scorre in Siria e poi in Iraq, per potenziare lo svilppo agricolo della Anatolia orientale. Prevista la costruzione di circa 20 dighe di cui la più grossa quella di Ataturk entrata in funazione pochi anni fa ha sommerso una suiperficie di circa 815 skm. Non si è arrivati ad uno scontro diretto ma a varie schermaglie. Ad esempio nel 1989 due MIG hanno tirato già un ricognitore Turco. Il problema ovviamente non si limita agli stati, ma spesso interessa le province (ad esempio in Pakistan il Punjab e il Sind) si stanno sparando per il basso Indo) o addirittu ra settori economici. Sullo Huang Ho i contadini hanno distrutto una diga che era stata costruita per portare acqua ai complessi industriali della Provincia dello Shandong. Ma anche in galles è successo lo stesso per due serbatoi costruiti allo scopo di alimentare Liverpool.

21 Che fare? .... Migliorare qualità e quantità dell’acqua utilizzabile a fini antropici e ambientali senza creare situazioni conflittuali. Il volume idrico globale è costante. L’acqua non può essere prodotta in volumi significativi e a costi accettabili (deflusso annuo di circa 34×1012 m3). L’acqua che c’era ai tempi delle civiltà mesopotamica c’e anche ora, solo che ai tempi c’erano 100 milioni di persone ore ce ne sono 7 miliardi. Non esiste nemmeno la possibilità di captarne più di quanto già se ne capti, siamo arrivati ad un limite tecnico. Ci sono sistemi abbastanza strani, utilizzati ad esmpio in Cile per catturare la condensa. Enormi parete delle cordigliera che danno sull’oceano pacifico vengono riempite di reti di polipropilene che catturano la condensa una rete 12 per quattro fornisce 42 litri al giorno. Si tratta tuttavia di soulzioni abbastanza inverosimili e dai costi elevati. Allo stesso modo gli impianti di desalinizzazione. Tra la’ltro l’acqua piovana è facile da catturare proprio dove ce ne è già in abbondanza diversamente diventa un problema di evaporazione. Riallovcare nello spazio e nel tempo. Raccoglierla quando c’è e utilizzarla quando e dove serve. Ma.... Neppure può essere ulteriormente captata.

22 Le grandi dighe Permettono di riallocare la risorsa nello spazio e nel tempo. Sono più di e intercettano il 16% del deflusso totale. TVA Narmada Valley Tutti in siti migliori sono stati occupati, inoltre non sempre si tratta di una soluzione ad impatto zero. La definizione di “grande diga” non è univoca; tuttavia, generalmente si riferisce a una diga alta più di 15 metri, o con una capacità di bacino di oltre tre milioni di metri cubi. Captiamo il 54% dell’acqua dolce: è impossibile captarne significativamente di più.

23 “trovate ... marginali” Fog collector Ci sono sistemi abbastanza strani, utilizzati ad esmpio in Cile per catturare la condensa. Enormi parete delle cordigliera che danno sull’oceano pacifico vengono riempite di reti di polipropilene che catturano la condensa una rete 12 per quattro fornisce 42 litri al giorno. Si tratta tuttavia di soulzioni abbastanza inverosimili e dai costi elevati. Allo stesso modo gli impianti di desalinizzazione Medusa bag a cina canada, turchia-israele acqua piovana, piove sul bagnato di solito dove piove l’acqua non serve dove piove poco l’acqua piovana evapora Acqua invernale nel Sael, copertone termiche – ricercstori MIT La più divertente è quella di rimorchiare iceberg In 1773, Captain James Cook collected fifteen tons of fresh water from Antarctic icebergs for his ship The Resolution, and today, Alaskan icebergs are harvested and sold as gourmet ice cubes in Japan. Impianti di desalinizzazione

24 1) Razionalizzare i consumi.
Che fare? .... Bisogna gestire meglio quello di cui già si dispone; spostando la risorsa tra regioni confinanti o tra i settori economici. Cosa fare? 1) Razionalizzare i consumi.

25 Razionalizzare i consumi
Consumi medi Europei nel settore civile WC 20% Bagno 20% Lavatrice 15% Giardinaggio 35% Cucina 10%

26 Ridurre i consumi Venezia ? NO! Las Vegas

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28 1) Razionalizzare i consumi.
Che fare? .... Bisogna gestire meglio quello di cui già si dispone; spostando la risorsa tra regioni confinanti o tra i settori economici. Cosa fare? 1) Razionalizzare i consumi. 2) Rendere più efficiente lo sfruttamento della risorsa. 28 28

29 La gestione deve considerare l’intero bacino.
Che fare? Integrare Occorre sviluppare un nuovo paradigma (IWRM, IRBM) per assumere decisioni che considerino in modo integrato tutti gli aspetti e tutti i portatori di interesse .... Aspetti fisici: idrologici, climatologici, ecologici La gestione deve considerare l’intero bacino. integrazione Aspetti non fisici: tecnici, sociologici, economici, amministrativi, legali Tre U da tener presenti La pluralità degli Utenti. L’incertezza (Uncertainty) degli afflussi. Complessità degli Usi.

30 Le decisioni devono essere negoziate tra i portatori
Che fare? Partecipare Occorre sviluppare un nuovo paradigma (IWRM , IRBM) per assumere decisioni che considerino in modo integrato tutti gli aspetti e tutti i portatori di interesse Le decisioni devono essere negoziate tra i portatori .... e queste decisioni devono essere assunte in modo partecipato. I Punti di vista di tutti i Portatori devono essere considerati. I Portatori devono essere coinvolti nelle decisioni. Dare l’idea del grano

31 Il paradigma è bloccato
Il cambio di paradigma chiede di risolvere problemi legali non trascurabili. Occorre un’azione collettiva. La comunità internazionale (UE, UNESCO, Water forum,..) si è mossa per definire il nuovo paradigma.

32 Il corso considera innanzitutto l’acqua, ma…
…. i metodi validi per la gestione dell’acqua valgono anche per le altre risorse: al cambiare della risorsa cambia il modello che la descrive, ma non le procedure per gestire il conflitto.

33 Partecipate attivamente!
Struttura del corso Come va visto il corso: Ambientali, informatici, automatici, matematici Come si svolge: Lezioni Progetti Laboratorio Partecipate attivamente! Seminari Peculiarità: Un corso di progetto Un corso che prima crea la necessità , poi formalizza il problema e infine fornisce gli strumenti per risolverlo Un corso interattivo

34 Materiale didattico: TESTI Rodolfo Soncini-Sessa teoria: MODSS
applicazione: Il Progetto Verbano McGraw-Hill, Milano, 2004 Oppure versioni in lingua inglese pubblicate da Elsevier ERRATA CORRIGE sul sito del corso DIAPO Scaricabili dal sito: non sono sufficienti da sole! PROGRAMMA sul sito.

35 Le presentazioni Powerpoint di questo corso sono state realizzate grazie all’aiuto dei seguenti studenti del Politecnico di Milano, che hanno seguito il mio corso negli AA , , , Caroli Andrea Massimiliano Barbi Omar Battisti Elena Bianchi Daniele Bignami Silvia Bozzi Marilina Campo Sabrina Canali Gabriele Candiani Cristina Carminati Andrea Carpanelli Diego Ciccarelli Matteo Cislaghi Daniele Coppi Massimo D’Avola Roberta Damioli Roberto Defendi Andrea De Ros Alessio Di Biasi Alessandro Fabbri Giulia Fiorese Fabio Forfori Dorina Graziani Salvatore Greco Mattia Guastaldi Alessandra Laghi Gloria Locatelli Michele Maina Elena Malinverni Laura Mariani Tiziano Orsenigo Simone Pagani Paolo Pasquini Marcello Patrini Enrico Pisoni Andrea Pizzarello Giovanni Rainoldi Luciano Raso Carlo Rega Guido Romagnoli Francesca Sirtori Massimo Suberini Adele Travaini Carlo Veber Roberto Vecchio Valerio Vergani Cesare Vergottini Eleonora Veronesi Giada Vitale Alessandro Zanchi Andrea Zecca Guido Wizermann e rese tra loro omogenee con l’aiuto di Luca Codecà e Andrea Zanatta. A tutti loro grazie! Un grazie particolare, infine, a Daniela Grossi che nel 2004 ha rivisto tutto il lavoro

36 Modalità di prova Punti acquistabili durante l’anno:
Correzione materiale didattico (diapo, testi appendici e testo inglese) 0.5 punti per errore matematico o logico ? punti per suggerimenti a seconda della qualità degli stessi I punti si sommano al voto d’esame se questo è superiore a 18. ESAME: Domande di filtraggio Un progetto da impostare oralmente Una domanda sul Progetto Verbano e i seminari

37 Orario Proposta: 8.40 -10.10 senza interruzione
Ammesso una sola entrata dopo l’inizio della lezione. Domande su lezione precedente all’inizio di ogni lezione.

38 I fantasmi e le leggende metropolitane
Va troppo veloce. Dipende da voi: se non fate domande significa che avete capito. Dopo un po’ non si capisce piu’ nulla. Effetto scollamento. Mette angoscia, perché non si capisce cosa si debba fare. E’ un corso di progetto e finale, è diverso dai precedenti e simile al mondo vero dell’ingegnere. I voti sono casuali: chi ha risposto male a volte ha preso dei bei voti, altre è stato bocciato. Tecnicamente all’esame tutti devono essere portati sino alla non-risposta.

39 Una lettera per voi dal … … passato prossimo
Sono una studentessa che sta per concludere il 3° anno di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Adesso che ho terminato il corso di GRN1 e ho dato l’esame, mi è chiaro come avrei dovuto studiare, stare a lezione, usare il materiale per fare meno fatica, ma il mio senno di poi ormai a me non serve più. Per questo vi scrivo … … continua sul sito

40 Leggere MODSS Introduzione

41 Per approndire Brown, L., How water scarcity will shape the new century. Water Science and Technology 43 (4), 17–22, 2001 Wolf, A., Conflict Prevention and Resolution in Water Systems, Edward Elgar Publishing Ltd., 2002. P. McCully, Silenced Rivers, Zed Books, 2001 D. Raines Ward, Water Wars. Storie dal Pianeta acqua, Carocci, 2004 M. de Villiers, Acqua. Storia e destino di una risorsa in pericolo, Sperling Paperback, 2003 Di

42 Orario Ora LUN MAR MER GIO VEN 8 ASGN 9 10 LAB 11 12 13 14 15 16 17


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