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Talcott Parsons (1902-1979). La struttura dell’azione sociale (1937) Parsons elabora una teoria dell’azione sociale. Prima però critica una serie di teorie:

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1 Talcott Parsons ( )

2 La struttura dell’azione sociale (1937) Parsons elabora una teoria dell’azione sociale. Prima però critica una serie di teorie:  l’atomismo: la teoria economica classica concepisce l’uomo come un atomo isolato dal contesto in cui agisce. Ma come insegna Durkheim ne Il suicidio, l’azione dell’uomo non può essere considerata avulsa dall’insieme di norme che inevitabilmente la condizionano

3  l’utilitarismo: Parsons rifiuta l’idea che l’uomo faccia coincidere il bene con l’utile e che agisca sempre razionalmente sulla base di un calcolo costi-benefici. Come ci ha insegnato Weber, l’uomo può agire anche sulla base dei valori.  Parsons rigetta anche l’interpretazione positivistica dell’azione, secondo cui l’attore sociale agisce soltanto in reazione ad uno stimolo esterno. Parsons mette in evidenza l’aspetto VOLONTARISTICO dell’azione Parsons mette in evidenza l’aspetto VOLONTARISTICO dell’azione

4 L’atto elementare ATTORE (Ego) CONDIZIONI SITUAZIONALI (biologiche, economiche, ecc.) ORIENTAMENTO NORMATIVO (valori, norme, credenze …) MEZZI FINI (Alter)

5 L’azione dell’uomo si forma nella continua tensione tra SITUAZIONE e NORMA, tra “essere” e “dover essere”, tra ciò che il mondo è e ciò che dovrebbe essere. Primato all’aspetto NORMATIVO dell’azione sociale “non si ha azione se non come sforzo per conformarsi alle norme” “gli uomini non soltanto rispondono a stimoli ma, in un certo senso, cercano di conformare la loro azione a modelli i quali sono ritenuti desiderabili dall’attore e da altri membri della collettività”

6 Nelle interazioni sociali, non possiamo anticipare tutte le reazioni di ego. Sarebbe impossibile avere rapporti con gli altri! Noi agiamo sulla base di un ORDINE NORMATIVO CONDIVISO, radicato in una cultura comune e sostenuto da un sistema condiviso di sanzioni, positive o negative, riconosciuto dalla maggior parte dei partecipanti

7 CULTURA (Simboli, valori, norme…) SISTEMA SOCIALE (aspettative, ruoli) PERSONALITÀ (motivazioni) AZIONE ISTITUZIONALIZZAZION E INTERIORIZZAZION E

8 Il sistema sociale (1951) Non per imposizione coercitiva; non per pura convenienza dei singoli; ma perché esiste un modello prevalente di valori etico-sociali interiorizzati dagli individui. Questione centrale: come è possibile l’ordine sociale?

9 Il sistema sociale (la società) è dinamico, attraversato da disfunzioni, crisi, conflitti… Il sistema sociale riesce comunque a sopravvivere a patto che garantisca l’espletamento di 4 funzioni essenziali. Queste 4 funzioni sono comuni a tutti i tipi di società e permettono così di analizzare modelli societari molto diversi.

10 Lo schema AGIL ADAPTIVE Funzione adattativa (sottosistema economico) Funzione esterna e MEZZO per garantire la sopravvivenza del sistema GOAL ATTAINMENT Raggiungimento dei fini (sottosistema politico) Funzione esterna e FINE LATENT PATTERN MAINTENANCE Mantenimento del modello latente (famiglia, scuola, istituzioni che garantiscono la socializzazione) Funzione interna e MEZZO INTEGRATIVE Funzione integrativa (sistema giuridico e religione) Funzione interna e FINE


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