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Filosofia e cultura ebraica 3. L’Illuminismo ebraico e Moses Mendelssohn Lezioni d'Autore.

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Presentazione sul tema: "Filosofia e cultura ebraica 3. L’Illuminismo ebraico e Moses Mendelssohn Lezioni d'Autore."— Transcript della presentazione:

1 Filosofia e cultura ebraica 3. L’Illuminismo ebraico e Moses Mendelssohn Lezioni d'Autore

2 Per Illuminismo ebraico, Haskalah, s’intende quel movimento filosofico e culturale che portò la cultura e la tradizione religiosa ebraica a contatto con la cultura filosofica tedesca del XVIII secolo. Moses Mendelssohn ( ) è l’esponente più illustre e l’iniziatore dell’Haskalah. In Mendelssohn s’incontrano e si fondono due culture, quella tedesca del Settecento e quella ebraica della quale era un profondo studioso.

3 Moses Mendelssohn

4 Di famiglia israelita molto povera. Si reca adolescente a Berlino dove, formatosi una vasta cultura filosofica e letteraria, diviene amico e sodale dei giovani illuministi tedeschi. Nel 1763, Federico di Prussia gli concede il privilegio di riscatto dall’inferiorità civile alla quale doveva sottostare in quanto ebreo. Mendelssohn: cenni biografici

5 Dialoghi filosofici (1755) Commento al Millot Ha-Hagaion di Maimonide ( ) Saggio sull’evidenza delle scienze metafisiche (1763) Fedone, ossia della spiritualità ed immortalità dell’anima (1767) Jerusalem: ovvero sul potere religioso e il giudaismo (1783) Tra le opere:

6 Critico e avversario sia dell’antisemitismo cristiano sia dell’ortodossia rabbinica Mendelssohn s’impegna in un’attività incessante di divulgazione della filosofia. Con lui lo spirito illuminista diviene una pratica etica profondamente impegnata nell’esistente concreto. Una pratica etica impegnata nel concreto

7 L’impegno costante di Mendelssohn è per l’integrazione tra ebraismo e filosofia. Nel Fedone fa esporre le sue tesi a Socrate con l’intenzione dichiarata di evitare la rivelazione nell’approccio al problema dell’eternità dell’anima → Evidenzia in questo modo la scelta di argomentare sul piano della ragione, in piena coerenza con lo spirito del suo tempo. Religione e filosofia

8 Lo studio della logica non è in contraddizione con gli studi religiosi, in particolare della Torah. L’integrazione tra la filosofia e la religione aiuta l’uomo religioso a distinguere tra verità ed errore, evitando gli inganni e le superstizioni. → La logica di Maimonide diviene la chiave attraverso la quale far confluire nel pensiero religioso a lui contemporaneo la razionalità e il pensiero scientifico dell’Illuminismo. Il commento a Maimonide

9  Da una parte, Mendelssohn vuole portare la filosofia dei lumi all’interno della cultura religiosa  dall’altra, vuole partecipare alla cultura – filosofica, ma non solo – del suo tempo, con la ricchezza interpretativa ed etica dell’ebraismo. Il filosofo afferma insieme la sua fede illuminista e la sua fede ebraica, e in queste affermazioni e in questa pratica non vede contraddizioni. Jerusalem: Un percorso a due vie

10 Le uniche verità eterne sono quelle che non solo la ragione concepisce, ma che essa è in grado di esporre e dimostrare. Vi sono verità eterne, accessibili alla ragione ‘comune’, che sono patrimonio di tutti gli uomini e per tutti gli uomini hanno valore: sono le verità che fanno parte dell’ambito morale. Esse non sono patrimonio di una singola religione. Poi esistono verità temporali, storiche, che sono temporalmente definite e determinate come quella della religione ebraica (la rivelazione ebraica della Legge). Verità eterne e verità storiche

11 FINE Lezioni d'Autore


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