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LA LOGICA DEL RAV: PRIORITÀ STRATEGICHE, OBIETTIVI A LUNGO TERMINE & OBIETTIVI DI PROCESSO RETE MUSA – Polo Qualità di Napoli.

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Presentazione sul tema: "LA LOGICA DEL RAV: PRIORITÀ STRATEGICHE, OBIETTIVI A LUNGO TERMINE & OBIETTIVI DI PROCESSO RETE MUSA – Polo Qualità di Napoli."— Transcript della presentazione:

1 LA LOGICA DEL RAV: PRIORITÀ STRATEGICHE, OBIETTIVI A LUNGO TERMINE & OBIETTIVI DI PROCESSO RETE MUSA – Polo Qualità di Napoli

2 DOPO AVER AFFRONTATO IL CONTESTO CON LE SUE MINACCE E LE SUE OPPORTUNITÀ, DOPO AVER RIFLETTUTO E RAGIONATO SUI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DEGLI ESITI E DEI PROCESSI ED AVER «CERCATO» UN PROPRIO POSTO NELLE RUBRICHE DI VALUTAZIONE, È GIUNTO IL MOMENTO FINALE: CONCLUDERE IL RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE

3 COSA CI ASPETTA? L’ULTIMA SEZIONE DEL RAV RIGUARDA L’INDIVIDUAZIONE DELLE «PRIORITÀ SU CUI SI INTENDE AGIRE AL FINE DI MIGLIORARE GLI ESITI, IN VISTA DELLA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO DI MIGLIORAMENTO» 3

4 IL RAV QUINDI CHIEDE: 1.L’IDENTIFICAZIONE DELLE CRITICITÀ DA FARE OGGETTO DI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO 2.DEFINIRE I RISULTATI ATTESI E LE AZIONI CHE SI INTENDE PERSEGIRE PER IL CONSEGUIMENTO DEI RISULTATI 4

5 5 PRIORITA’ RIFERITE AGLI ESITI DEGLI STUDENTI TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO PIANO TRIENNALE Obiettivo di processo

6 UN’OPERAZIONE INDISPENSABILE DIVENTA IL «CHIARIRSI SUI CONCETTI» PER SVOLGERE IN MODO ADEGUATO LE OPERAZIONI RICHIESTE. 6

7 LA «NOMENCLATURA» DELLA SEZIONE 5 DEL RAV … PER CHIARIRSI LE IDEE … 7

8 UNA CONSIDERAZIONE DALL’APPROVAZIONE DELLA LEGGE 150/2009, OGNI SETTORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SI è DOTATO DI UN PROPRIO SISTEMA DI VALUTAZIONE, SVILUPPANDO UNA NOMENCLATURA APPROPRIATA E SPECIFICA COERENTE CON LE CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO EROGATO. ES: in ambito sanitario, troviamo gli «indicatori clinici» o gli «indicatori di struttura» 8

9 UNA CONSIDERAZIONE ANCHE LA SCUOLA EROGA SERVIZI E, QUINDI, IL COMPITO DELL’INVALSI È STATO ANCHE QUELLO DI STRUTTURARE UNA NOMENCLATURA APPROPRIATA, RISPETTOSA DELLA LETTERATURA E DELLE ESPERIENZE DI AUTOVALUTAZIONE PREESISTENTI, MA CHE FOSSE ANCHE SPECIFICA DEL PROCESSO STRUTTURATO. 9

10 LA PRIORITÀ STRATEGICA NEL RAV Nel RAV le priorità «si riferiscono agli obiettivi generali che la scuola si prefigge di realizzare nel lungo periodo attraverso l’azione di miglioramento».

11 LA PRIORITÀ STRATEGICA NEL RAV «Le priorità che la scuola si pone devono necessariamente riguardare gli esiti degli studenti. Si suggerisce di specificare quale delle quattro aree degli Esiti si intenda affrontare (Risultati scolastici, Risultati nelle prove standardizzate nazionali, Competenze chiave e di cittadinanza, Risultati a distanza) e di articolare all'interno quali priorità si intendano perseguire.»

12 LA PRIORITÀ STRATEGICA NEL RAV Esempi di priorità strategiche: -Diminuzione dell’abbandono scolastico -Riduzione della variabilità tra le classi -Sviluppo delle competenze sociali degli studenti della scuola secondaria di I grado

13 OBIETTIVI A LUNGO TERMINE In generale, quando si parla di obiettivi a lungo termine, si fa riferimento ad uno step preciso della PIANIFICAZIONE, che consiste nello stabilire le azioni utili e funzionali al loro conseguimento nonché la predisposizione dei mezzi e delle vie per realizzarli (le cosiddette strategie) Quando si parla di medio-lungo termine, ci si riferisce ad un orizzonte temporale di 3-5 anni. Quindi, e più precisamente, gli obiettivi di LUNGO termine rappresentano le mete che l’organizzazione, nello svolgimento dell’attività, vuole raggiungere.

14 DEFINIZIONE DI TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO NEL RAV I traguardi di lungo periodo riguardano i risultati attesi in relazione alle priorità strategiche. Si tratta di risultati previsti a lungo termine (3 anni). Essi articolano in forma osservabile e/o misurabile i contenuti delle priorità e rappresentano le mete verso cui la scuola tende nella sua azione di miglioramento. Per ogni priorità individuata deve essere articolato il relativo traguardo di lungo periodo. Essi pertanto sono riferiti alle aree degli Esiti degli studenti … È opportuno evidenziare che per la definizione del traguardo che si intende raggiungere non è sempre necessario indicare una percentuale, ma una tendenza costituita da traguardi di riferimento a cui la scuola mira per migliorare, ovvero alle scuole o alle situazioni con cui è opportuno confrontarsi per migliorare.

15 I TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO I traguardi di lungo periodo “riguardano i risultati attesi in relazione alle priorità strategiche. Si tratta di risultati previsti a lungo termine (3 anni). Essi articolano in forma osservabile e/o misurabile i contenuti delle priorità e rappresentano le mete verso cui la scuola tende nella sua azione di miglioramento. Per ogni priorità individuata deve essere articolato il relativo traguardo di lungo periodo.”

16 I TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO I traguardi di lungo periodo concretizzano l’intenzione strategica in un esito preciso, controllabile. …. MA …. COME PUÒ ESSERE GARANTITA LA CONTROLLABILITÀ?

17 I TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO: COME GARANTIRNE LA CONTROLLABILITÀ 1.DEFINENDO IL RISULTATO SPECIFICO CHE LA SCUOLA CERCHERÀ DI RAGGIUNGERE: ESEMPIO: in un liceo PORTARE DAL 91 AL 93 % LA PERCENTUALE DI ALUNNI AMMESSI ALLA SECONDA CLASSE

18 I TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO: COME GARANTIRNE LA CONTROLLABILITÀ 2.«INDICARE UNA PERCENTUALE, MA UNA TENDENZA COSTITUITA DA TRAGUARDI DI RIFERIMENTO A CUI LA SCUOLA MIRA PER MIGLIORARE, OVVERO ALLE SCUOLE O ALLE SITUAZIONI CON CUI È OPPORTUNO CONFRONTARSI PER MIGLIORARE» ESEMPIO: in un istituto comprensivo RIDURRE LA DIFFERENZA NEGATIVA NEI RISULTATI DELLE PROVE INVALSI DI ITALIANO E MATEMATICA NEGLI ALUNNI DELLE CLASSI QUINTE DELLA SCUOLA PRIMARIA RISPETTO AL PUNTEGGIO MEDIO DELLE SCUOLE CON CONTESTO SOCIO – ECONOMICO SIMILE

19 DEFINIZIONE DI OBIETTIVO DI PROCESSO NEL RAV Gli obiettivi di processo rappresentano una definizione operativa delle attività su cui si intende agire concretamente per raggiungere le priorità strategiche individuate. Essi costituiscono degli obiettivi operativi da raggiungere nel breve periodo (un anno scolastico) e riguardano una o più aree di processo.

20 GLI OBIETTIVI DI PROCESSO GLI OBIETTIVI DI PROCESSO NEL RAV SONO DI FATTO OBIETTIVI OPERATIVI E DECLINANO L’ORIZZONTE STRATEGICO PLURIENNALE IN PERIODI PIÙ LIMITATI CORRISPONDENTI ALL’ANNO SCOLASTICO, RIFERIMENTO ABITUALE PER LA SCANSIONE DELLA PROGETTAZIONE NELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE.

21 GLI OBIETTIVI DI PROCESSO NELLA DEFINIZIONE DELL’OBIETTIVO DI PROCESSO NEL RAV BISOGNA TENER CONTO DELL’INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI DI FORZA E DEI PUNTI DI DEBOLEZZA DEFINITI PER GARANTIRE COERENZA E FATTIBILITÀ. NON SONO OBIETTIVI GENERALI MA SONO SPECIFICAMENTE RELATIVI AI PROCESSI INDIVIDUATI PER LA COMPILAZIONE DEL RAV E PER QUESTO OPERATIVI

22 22 MIGLIORARE I PROCESSI PER MIGLIORARE GLI ESITI. PRIORITÀOBIETTIVI DI PROCESSO TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO Obiettivi generali che la scuola si prefigge di raggiungere nel lungo periodo attraverso l’azione di miglioramento. Le priorità che la scuola si pone devono necessariamente riguardare gli esiti degli studenti. Gli obiettivi di processo rappresentano una definizione operativa delle attività su cui si intende agire concretamente per raggiungere le priorità strategiche individuate. Essi costituiscono degli obiettivi operativi da raggiungere nel breve periodo (un anno scolastico) e riguardano una o più aree di processo. Si tratta dei risultati previsti a lungo termine (3 anni). Essi articolano in forma osservabile e/o misurabile i contenuti delle priorità e rappresentano le mete verso cui la scuola tende nella sua azione di miglioramento.

23 NECESSITÀ DELLA CONSAPEVOLEZZA DEL RAPPORTO TRA ESITI E PROCESSI INDICARE IN CHE MODO GLI OBIETTIVI DI PROCESSO POSSONO CONTRIBUIRE AL RAGGIUNGIMENTO DELLE PRIORITÀ STRATEGICHE

24 LA LOGICA DEL RAV NELLA COMPILAZIONE DELLA SEZIONE 5

25 LE FUNZIONI DEL RAV AL RAV È SOTTESA UNA STRUTTURA LOGICA ARTICOLABILE IN FUNZIONI:  FUNZIONE ANALITICA: 1. FUNZIONE ORIENTATIVA: CONTESTO 2. FUNZIONE VALUTATIVA: ESITI E PROCESSI  FUNZIONE DOCUMENTATIVA IL PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE  FUNZIONE OPERATIVA INDIVIDUAZIONE DELLE PROPRITÀ

26 LA FUNZIONE OPERATIVA DEL RAV IN QUESTA FASE, LA SCUOLA DEVE INDIVIDUARE, MOTIVANDOLE, LE METE (= PRIORITÀ) CHE FISSA PER LA SUA AZIONE RISPETTO AL PROCESSO VALUTATIVO APPENA COMPIUTO. CONNESSE ALLE PRIORITÀ SONO I TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO CHE NEL TRIENNIO SI INTENDE RAGGIUNGERE IN RELAZIONE AL MIGLIORAMENTO DEGLI ESITI DEGLI STUDENTI.

27 LA LOGICA DEL RAV IL FORMAT DEL RAV CHIARISCE CHE  GLI OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO RIGUARDANO DUNQUE GLI ESITI DEGLI STIDENTI  PER OTTENERE I MIGLIORAMENTI ATTESI BISOGNA LAVORARE SUI PROCESSI LA SCELTA DEL RAV RISULTA COERENTE COL SISTEMA DI INDICATORI DEL SITEMA TEORICO.

28 CONTESTO SOCIO - ECONOMICO RISORSE ASSEGNATE IN PARTE SECONDO CRITERI NAZIONALI IN PARTE DIPENDENTI DALLO SPECIFICO CONTESTO TERRITORIALE VARIABILI ASSEGNATE ALL’IS (scarsamente modificabili) PROCESSI DELL’ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA MODALITÀ DI ESERCIZIO DELLA AZIONE DIDATTICA VARIABILI AUTONOME DELL’IS (fortemente modificabili = PROCESSI)

29 PER MIGLIORARE BISOGNA AGIRE SUI PROCESSI VARIABILI ASSEGNATE ALL’IS VARIABILI AUTONOME DELL’IS

30 Individuare le priorità strategiche Definire i traguardi di lungo periodo riferiti agli esiti e in loro funzione Stabilire i processi da migliorare ESSERE CONSAPEVOLI DELLE RELAZIONI TRA PROCESSI ED ESITI (indicare in che modo gli obiettivi di processo possono contribuire al raggiungimento delle priorità)

31 AREE DI ESITOINDICATORIDESCRITTORIIPOTESI DI MIGLIORAMENTO RISULTATI SCOLASTICI ESITI DEGLI SCRUTINI Studenti ammessi alla classe successiva Aumento della percentuale di studenti ammessi alla classe successiva Studenti diplomati per votazione conseguita all’esame Riduzione della  di studenti collocate nelle fasce di voto pi alte * TRASFERIMENT I E ABBANDONI Studenti che hanno abbandonato gli studi in corso d’anno Riduzione della  degli abbandoni Studenti trasferiti – in entrata – in corso d’anno Studenti trasferiti – in uscita – in corso d’anno Riduzione della  di studenti trasferiti in uscita a causa di un rapporto non positivo con la scuola. 31

32 AREE DI ESITOINDICATORIDESCRITTORIIPOTESI DI MIGLIORAMENTO RISULTATI NELLE PROVE STANDARDIZZA TE NAZIONALI Risultati degli studenti nelle prove di Italiano e Matematica Punteggio della scuola in Italiano e Matematica Migliorare il punteggio della scuola in Italiano e Matematica Punteggio delle classi in Italiano e Matematica Migliorare il punteggio della/e classe/i in Italiano e Matematica Punteggio delle classi in Italiano e Matematica Migliorare il punteggio del/i plesso/i in Italiano e Matematica Differenza nel punteggio rispetto a scuole con contesto socio-economico e culturale simile (ESCS) Ridurre la differenza in positivo (o in negativo) rispetto a scuole con contesto socio-economico e culturale simile 32

33 AREE DI ESITOINDICATORIDESCRITTORIIPOTESI DI MIGLIORAMENTO RISULTATI NELLE PROVE STANDARDIZZA TE NAZIONALI Livelli di apprendiment o degli studenti Alunni collocati nei diversi livelli in Italiano e Matematica Ridurre le % di alunni collocati dei livelli 1 e 2 / Aumentare le % di alunni collocati dei livelli 3,4 e 5 Variabilità dei risultati fra le classi Varianza interna alle classi e fra le classi Ridurre la varianza fra le classi COMPETENZE CHIAVE E DI CITTADINANZA Indicatori da elaborare a cura della scuola Descrittori da elabora a cura della scuola Migliorare i livelli nelle competenze chiave e di cittadinanza 33

34 AREE DI ESITO INDICATORIDESCRITTORIIPOTESI DI MIGLIORAMENTO RISULTATI A DISTANZA Prosecuzione negli studi universitari Studenti diplomati che si sono immatricolati all’Università Aumentare la % degli studenti diplomati che si iscrivono all’Università Successo negli studi universitari Crediti conseguiti dai diplomati nel I e nel II anno di Università Successo negli studi secondari di II grado Consiglio orientativo per tipologia Corrispondenza fra consiglio orientativo e scelta effettuata Aumentare la % di alunni che seguono il consiglio orientativo Promossi al I anno che hanno seguito il C. O. Promossi al I anno che non hanno seguito il C. O. Inserimenti nel mondo del lavoro Numero inserimenti nel mondo del lavoro Aumentare la % di studenti inseriti nel mondo del lavoro tra coloro che non si iscrivono all’Università

35 È IMPORTANTE RICORDARE CHE … I PUNTI DI DEBOLEZZA INDIVIDUABILI POSSONO ESSERE MOLTI NON SI PUÒ MIGLIORARE TUTTO CONTEMPORANEAMENTE È OPPORTUNO CONCENTRARSI SU UN NUMERO LIMITATO DI CRITICITÀ*

36 COME SCEGLERE LE PRIORITÀ L’INDIVIDUAZIONE DELLE PRIORITÀ VA EFFETTUATA IN BASE A CRITERI PRECISI: L’importanza che determinati esiti hanno per la scuola; Il livello di criticità rilevato: l’urgenza La fattibilità

37 COME SCEGLIERE LE PRIORITÀ: GERARCHIZZARE GLI ESITI ESITI DI PIÙ ALTO LIVELLO DI IMPORTANZA E DI PIÙ ELEVATA CRITICITÀ ESITI LEGGERMENTE MENO IMPORTANTI MA COMUNQUE DI ELEVATA CRITICITÀ ESITI DI ELEVATA IMPORTANZA E DI SEGNO POSITIVO ( da mantenere o migliorare) ESITI UN PO’ MENO IMPORTANTI E DI SEGNO POSITIVO

38 PER OGNI PRIORITÀ TRAGUARDO DI LUNGO PERIODO NEL FORMAT “SI SUGGERISCE DI INDIVIDUARE UN TRAGUARDO PER CIASCUNA DELLE PRIORITÀ INDIVIDUATE

39 VERIFICARE SE I RISULTATI PREVENTIVATI SONO STATI RAGGIUNTI, SE SONO STATI AVVICINATI O SUPERATI ESISTENZA DI STRUMENTI DI MISURAZIONE DEI TRAGUARDI SCELTI O DELLE SITUAZIONI DI CONFRONTO I TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO DEVONO ESSERE: OSSERVABILI E/O MISURABILI O RELAZIONABILI A SITUZAIONI CON CUI È POSSIBILE RELAZIONARSI IMPLICA PER

40 DEFINIRE I TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO È UN’OPERAZIONE COMPLESSA RICHIEDE COMPETENZA EQUILIBRIO REALISMO

41 TRAGUARDI DI L. P. TROPPO BASSI NON PRODURREBBERO MIGLIORAMENTI SIGNIFICATIVI. TRAGUARDI DI L. P. TROPPO ALTI RISCHIEREBBERO DI NON ESSERE RAGGIUNTI: NASCEREBBE SENSO DI FALLIMENTO E DI FRUSTRAZIONE.

42 “SFIDANTI MA RAGGIUNGIBILI”

43 DI FRONTE ALLE POSSIBILI DIFFICOLTÀ EMERGENTI NELLA FORMULAZIONE DEI TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO … … «NIENTE PAURA!» SIAMO TUTTI ALL’ANNO ZERO E… IN MANCANZA DI UNA LUNGA ESPERIENZA STORICA, DIVENTA OPPORTUNO FARE GRANDE ATTENZIONE ALLA SITUAZIONE DI CONTESTO E ALLE RISORSE.

44 ESITI DEGLI STUDENTI DESCRIZIONE DELLA PRIORITÀ DESCRIZIONE DEL TRAGUARDO DI LUNGO PERIODO RISULTATI SCOLASTICI Diminuire la % di studenti collocate nelle fasce di voto basse Diminuire del 15% il numero degli studenti collocati nelle fasce di voto basse RISULTATI NELLE PROVE STANDARDIZZA TE NAZIONALI Diminuire la varianza interna alle classi e fra le classi Diminuire la varianza interna alle classi del 20% Diminuire la varianza fra le classi del 10% COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA Migliorare gli esiti nelle competenza chiave di italiano e matematica Migliorare del 10% gli esiti nelle competenza chiave di italiano e matematica. RISULTATI A DISTANZA Aumento della % di studenti che seguono il Consiglio Orientativo Aumentare del 25% il numero degli studenti che seguono il Consiglio Orientativo

45 A questo punto, viene richiesto di motivare la scelta delle priorità, motivandole. Nel caso specifico, si è considerata una scuola con un contesto socio – culturale medio – basso, dove – appunto – la maggior parte degli studenti si collocano nelle fasce basse dei risultati e che ha come esiti nelle prove standardizzate una forte varianza nelle classi e fra le classi.

46 La motivazione delle priorità. I docenti del gruppo di lavoro (sentito il Collegio dei Docenti), avendo rilevato uno scarso tasso di abbandono e un buon controllo della dispersione – anche attraverso una fattiva collaborazione con i servizi sociali - ritiene di dare priorità alle azioni per il miglioramento dei livelli di apprendimento degli alunni sia negli esiti in uscita sia nelle rilevazioni del SNV.

47 La motivazione delle priorità. Un fattore prioritario è stato identificato nella riduzione delle varianze sia interne alle classi sia fra le classi. Ciò si ritiene utile sia per implementare forme di condivisione nel Collegio dei Docenti – attraverso l’utilizzo di procedure condivise di progettazione e di valutazione – sia per rispondere ad una specifica esigenza del territorio, che richiede un miglioramento della formazione dei propri cittadini.

48 DAI TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO AGLI OBIETTIVI DI PROCESSO L’ultimo step consiste nella definizione e nella descrizione degli obiettivi di processo, ossia delle azioni da attuare nell’ambito dei processi organizzativi e didattici per raggiungere i traguardi dichiarati e perseguire le priorità individuate.

49 Nell’ultima tabella, tra le priorità mostrate come esempio ci soffermiamo sulle prime due: 1.Diminuire la % di studenti collocate nelle fasce di voto basse 2.Diminuire la varianza interna alle classi e fra le classi.

50 Quali sono i processi funzionali e strategici per raggiungere gli obiettivi a lungo termine? Sicuramente almeno «Curricolo, progettazione e valutazione», «Ambiente di apprendimento», «Inclusione e differenziazione»: è qui che bisogna andare a strutturare gli obiettivi di processo, cioè le azioni da compiere per migliorare le priorità individuate.

51 PROCESSO: «Curricolo, progettazione e valutazione»

52 PROCESSO: «Ambiente di apprendimento»

53

54 PROCESSO: «Inclusione e differenziazione»

55 AREA DI PRODESSODEFINIZIONE DELL’OBIETTIVO DI PROCESSO Curricolo, progettazione e valutazione Elaborazione di una progettazione didattica condivisa Elaborazione di strumenti di monitoraggio Aumento di 10 punti % di utilizzo degli strumenti di monitoraggio utilizzati Incremento di 15 punti % delle azioni correttive documentate messe in atto Ambiente di apprendimento Strutturazione dell’orario in funzione degli interventi di recupero, consolidamento, potenziamento Nel pof sono previste attività finalizzate al recupero e al potenziamento Si organizzano attività di aggiornamento finalizzate all’acquisizione di metodologie inclusive

56 AREA DI PRODESSODEFINIZIONE DELL’OBIETTIVO DI PROCESSO Inclusione e differenziazioneUniformare gli strumenti di rilevazione dei bisogni di recupero e di potenziamento Continuità e orientamento Orientamento strategico e organizzazione della scuola Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie

57 IN CHE MODO GLI OBIETTIVI POSSONO CONTRIBUIRE AL RAGGIUNGIMENTO DELLE PRIORITÀ I processi individuati sono i più direttamente coinvolti e funzionali alle priorità individuate. 57

58 IDENTIFICARE UN NUMERO DI OBIETTIVI CIRCOSCRITTI È UN DELICATO ESERCIZIO DI EQUILIBRIO SPESSO I PROBLEMI RICHIEDONO DI ESSERE AFFRONTATI CON UNA PLURALITÀ DI AZIONI CONVERGENTI RELATIVE A VARI PROCESSI DIDATTICI E ORGANIZZATIVI

59 Diminuire la % di studenti collocate nelle fasce di voto basse Diminuire la varianza interna alle classi e fra le classi Diminui re del 15% il numero degli studenti collocati nelle fasce di voto basse Diminuire la varianza interna alle classi del 20% Diminuire la varianza fra le classi del 10% PIANO TRIENNALE Elaborazione di una progettazione didattica condivisa Elaborazione di strumenti di monitoraggio Aumento di 10 punti % di utilizzo degli strumenti di monitoraggio utilizzati Incremento di 15 punti % delle azioni correttive documentate messe in atto Elaborazione di una progettazione didattica condivisa Elaborazione di strumenti di monitoraggio Aumento di 10 punti % di utilizzo degli strumenti di monitoraggio utilizzati Incremento di 15 punti % delle azioni correttive documentate messe in atto Strutturazione dell’orario in funzione degli interventi di recupero, consolidamento, potenziamento Nel pof sono previste attività finalizzate al recupero e al potenziamento Si organizzano attività di aggiornamento finalizzate all’acquisizione di metodologie inclusive Strutturazione dell’orario in funzione degli interventi di recupero, consolidamento, potenziamento Nel pof sono previste attività finalizzate al recupero e al potenziamento Si organizzano attività di aggiornamento finalizzate all’acquisizione di metodologie inclusive Uniformare gli strumenti di rilevazione dei bisogni di recupero e di potenziamento

60 IL SISTEMA RAV È STRUTTURATO PER FAVORIRE L’APPRENDIMENTO ORGANIZZATIVO ATTRAVERSO L’AUTOVALUTAZIONE. PER ESSERE EFFICACE, L’AUTOVALUTAZIONE DEVE COINVOLGERE ED UNIRE LA COMUNITÀ SCOLASTICA NELLA RICERCA DI UN SENSO COMUNE E NELLA MOTIVAZIONE PROFESSIONALE E RESPONSABILE DI TUTTE LE SUE COMPONENTI.

61 E DOPO IL RAV? RIALLINEARE IL POF ALLE MISURE DI MIGLIORAMENTO RIMODULARE L’ORGANIZZAZIONE IN FUNZIONE DEL MIGLIORAMENTO


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