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1 Economia dell’Ambiente Prof. Francesco Saverio Nesci Dott.ssa M.Antonietta Cavaleri.

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Presentazione sul tema: "1 Economia dell’Ambiente Prof. Francesco Saverio Nesci Dott.ssa M.Antonietta Cavaleri."— Transcript della presentazione:

1 1 Economia dell’Ambiente Prof. Francesco Saverio Nesci Dott.ssa M.Antonietta Cavaleri

2 2 Ambiente ed etica Definizione di ambiente: 1.Ambiente come habitat fisico dell’uomo, caratteristiche fisiche- chimiche e biologiche (es. studi sull’ambiente e sulla salute); 2. Ambiente come quadro complessivo della vita, si considerano anche le variabili che riguardano le relazioni sociale e interpersonali; 3.Ambiente come ecosistema, relazioni di scambio di materia e di energia tra le componenti fisiche, chimiche biologiche del sistema ambientale. 4.Ambiente come territorio governato, si considerano le azioni umane, le norme che le regolano i progetti che tendono a utilizzare lo stato esistente di risorse.

3 3 Ambiente ed etica 5. Ambiente vissuto, si privilegia la percezione soggettiva dell’habitat in rapporto al significato che esso assume per la psicologia umana. In sintesi l’ambiente deve essere considerato come l’insieme degli elementi che determinano la cornice della vita umana, definendone le condizioni essenziali

4 4 Ambiente ed etica Le ideologie ambientaliste sono complesse, dal punto di vista economico esistono tre punti in comune: 1.I sistemi economici non devono perseguire il soddisfacimento dei bisogni senza alcun vincolo, si deve riflettere più sui bisogni collettivi che individuali. 2.Una economia verde è anche in grado di riprodursi in accordo con il criterio della sostenibilità. 3. Una economia verde deve evolversi nel tempo in modo da separare la crescita del prodotto economico dagli affetti sull’ambiente della stessa attività

5 5 Ambiente ed etica Esistono due posizione ideologiche sull’ambiente:  Il tecnocentrismo (Tecnocentrico della abbondanza e tecnocentrico accomodante).  L’ecocentrismo (Comunitario ed ecologico)

6 6 Ambiente ed etica

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8 8 Etica ambientale, la regola dello sviluppo economico sostenibile, (capitale costante) si fonda sull’equità del trasferimento di beni fra le persone e nel tempo Contratto sociale intergenerazionale che garantisca nel futuro le stesse opportunità disponibili nel passato. - le generazioni attuali hanno quindi degli obblighi nei riguardi delle generazioni future. - economia verde include i diritti e gli interessi delle generazioni future; - ecologia radicale amplia la categoria di riferimento includendo gli interessi della natura non umana. Dal punto di vista etico, lo sviluppo sostenibile ci spinge ad accrescere il benessere delle persone svantaggiate nelle società attuali, e contemporaneamente ad assicurarci che le prospettive delle generazioni future non siano danneggiate in maniera grave.

9 9 La relazione sistema economico- ambiente L’ambiente come attività -L’Ambiente fornisce materie prime, le quali vengono trasformate in prodotti di consumo ed energia, alla fine le materie prime e l’energia ritornano all’ambiente sotto forma di prodotti di scarto. -L’ambiente inoltre fornisce ai consumatori: l’area che respiriamo, il nutrimento fornitaci dal cibo e dalle bevande, l’eccitazione che si prova nell’andare in canoa tra le rapide,il trekking ecc -La relazione tra sistema economico e ambiente può essere considerata come un sistema economico chiuso, in quanto non riceve nessun input (energia, materia e cosi via..) e non trasferisce nessun input, al contrario un sistema aperto esporta ed importa materie ed energia.

10 10 La relazione sistema economico- ambiente -Se restringiamo il campo tra la terra e l’atmosfera è chiaro che non ci troviamo in un sistema chiuso, perché tutta l’energia utilizzata è ricavata direttamente ed indirettamente dal sole. Dal punto di vista storico, per ciò che concerne gli input e gli output di materiali (esclusa l’energia) il sistema può essere definito chiuso, perché l’ammontare di elementi esportati e importati è trascurabile. Il considerare la Terra e l’ambiente che la circonda come un sistema chiuso ha una implicazione importante che viene sintetizzato da: La prima e la seconda legge della termodinamica. (approccio di bilancio dei materiali).

11 11 La relazione sistema economico- ambiente

12 12 La relazione sistema economico- ambiente L’approccio di bilancio dei materiali L’interazioni tra economia e ambiente sono descritte nel modello di bilancio dei materiali, basato sulla prima e la seconda legge della termodinamica. Le leggi della dinamica conducono a due proposizioni di grande importanza: 1.Ogni estrazione, produzione e consumo di risorse comporta inevitabilmente la creazione di una quantità di prodotti di scarto uguale in termine di materia/energia, a quella delle risorse che vengono immesse nel processo economico. 1.La seconda legge della termodinamica(legge dell’entropia) stabilisce che non è possibile che il 100 per cento di questi prodotti di scarto venga riemerso nel flusso delle risorse (riciclaggio).

13 13 La relazione sistema economico- ambiente L’approccio economico -E’ possibile adottare due tipi diversi di analisi economiche: 1.Analisi economica positiva, che cerca di descrivere la situazione attuale, passata o futura 2.L’analisi normativa al contrario si occupa d’individuare quella che sarebbe la situazione migliore Entrambi ambiti sono utili, se per esempio si vuole studiare la relazione esistente fra il commercio è l’ambiente. Un esame di carattere positivo consentirebbe di descrivere, quali tipi d’impatto gli scambi commerciali generano sul sistema economico e dell’ambiente, ma non potrebbe fornire nessun parametro per il valutare se il fenomeno del commercio sia auspicabile o meno, un giudizio di questo tipo rientrerebbe necessariamente nell’ambito dell’economia normativa.

14 14 La relazione sistema economico- ambiente L’analisi di carattere normativo può essere utilizzata per valutare se la proposta di un nuovo regolamento per il controllo dell’inquinamento o l’ipotesi di preservare l’area che al momento è dichiarata edificabile siano opportune o no, in questo caso essa contribuisce a fornire numerosi elementi utili per riflettere sull’auspicabilità di un programma prima di metterlo in atto. In altri casi potrebbe essere adottata per valutare risultati ottenuti da un programma che è gia stato completato. La caratteristica comune a entrambe le situazioni è il fatto che le due alternative in esame sono ben definite a priori, per cui si tratta di stabilire se sia opportuno o no metterle in pratica.

15 15 La valutazione dell’ambiente La procedura per identificare il rischio prevede di prendere in esame una sostanza per stabilire se e a quale livello di esposizione risulta dannosa per la salute umana. Tossicità = la capacità relativa di qualsiasi agente a provocare effetti negativi sullo stato di salute dell’ambiente. Pericolo = la presenza di un agente in dosi tali da risultare dannose per una popolazione. Rischio = la determinazione della durata e del tipo di esposizione a un agente necessarie affinché si manifestano effetti nocivi.

16 16 La valutazione dell’ambiente Il processo per controllare i rischi si scompone in due parti:  Una relativa alla valutazione “ Identificazione e entità del rischio in esame”  Una relativa alla gestione dei rischi “ Prevede e Analizza quanto sono auspicabili le varie opzioni proposte per contrattarlo”

17 17 La valutazione dell’ambiente La valutazione del rischio prevede di prendere in esame una sostanza per stabilire se e a quale livello di esposizione e concentrazione essa risulti dannosa per la salute della popolazione. La V.R. è articolata in 4 fasi 1.Identificazione del rischio, si stabilisce se l’esposizione degli essere umani o dell’ambiente a un determinato agente risulta dannosa per la popolazione in esame, considerando la natura e la rilevanza delle prove e degli effetti osservati.

18 18 La valutazione dell’ambiente 2. Valutazione della risposta alla dose, ovvero intensità e durata dell’esposizione all’agente e il manifestarsi degli effetti negativi sulla salute. Si considerano l’età le modalità di esposizione, il sesso e lo stile di vita degli individui esposti alla sostanza in esame, e dopo vengono una gamma di livelli alti e bassi di esposizione. 3. Valutazione dell’esposizione, si stima il grado d’intensità dell’esposizione all’agente in esame da parte delle popolazioni, tenendo presente la durata e la frequenza con essa ha luogo

19 19 La valutazione dell’ambiente 4. Caratterizzazione del rischio: si procede a stimare l’effetto complessivo prodotto da un agente su una determinata popolazione, basandosi sulla valutazione della risposta alla dose e dell’esposizione. - E’ importante premettere che le stime dei danni non vengono utilizzati solo al momento di formulare le politiche, ma rivestono importanza anche nelle aule di tribunale, quindi occorre esporre alcuni parametri in base ai quali stabilire l’entità del risarcimento. A tal proposito gli economisti hanno scomposto il valore economico totale delle risorse in tre categorie:

20 20 La valutazione dell’ambiente 1.Il valore d’uso, si riferisce all’utilizzo diretto del bene ambientale, esempio il pesce pescato a mare,il legno ricavato dalla foresta. L’inquinamento può provocare la perdita del valore d’uso, come per esempio la fuoriuscita di petrolio provoca danni in una zona di pesca. 1.Il valore d’opzione, si riferisce al valore che gli individui assegnano alla possibilità di un utilizzo futuro all’ambiente. Questo valore esprime le disponibilità delle persone a conservare l’opzione di utilizzare l’ambiente in futuro, anche se al momento non ne fanno uso. Mentre il valore d’uso è legato a un effettivo utilizzo corrente,il valore d’opzione riflette il desiderio di mantenere la possibilità di un eventuale uso in un momento successivo. 3. Il valore d’esistenza, consiste da parte degli individui la disponibilità a pagare per migliorare e conservare risorse di cui non faranno mai ricorso.

21 21 La valutazione dell’ambiente Le tre categorie di valore possono essere riunite in modo da ottenere la disponibilità a pagare totale per la fruizione di un bene ambientale. DAP= Valore d’uso + valore d’opzione + valore d’esistenza

22 22 La valutazione dell’ambiente Classificazione dei metodi di valutazione. I metodi di valutazione economica usati per misurare valori dell’ambiente e delle risorse naturali sono : MetodiPreferenze rivelatePreferenze dichiarate DirettoPrezzo di mercatoValutazione contingente Mercati simulati IndirettoCosto del viaggioClassificazione, contingente Valore endonico degli immobili Valore endonico delle retribuzioni Spese difensive

23 23 La valutazione dell’ambiente I metodi diretti basati sulle preferenze rilevate consentono di dedurre l’effettivo valore delle risorse in questione dalle scelte reali e osservabili degli individui. Esempio, la perdita subita da parte dei pescatori a seguito di una fuoriuscita di petrolio in una determinata zona, questo metodo può calcolare di quanto si sia ridotto il quantitativo di pesce pescato è quale è la perdita del surplus del consumatore che ne deriva. In questo caso i prezzi sono rilevabili in maniera indiretta e consentono di calcolare direttamente la perdita di valore.

24 24 La valutazione dell’ambiente Il metodo diretto basato sulle preferenze dichiarate, è utilizzato quando il valore non è immediatamente osservabile. Questo approccio è chiamato Valutazione Contingente, consente di ricavare dati che non possono essere ottenuti con modalità tradizionali. Elimina la necessità di fare riferimento ai prezzi di mercato chiedendo esplicitamente ai singoli individui di attribuire un valore di beni ambientali, ecco perché esso viene definito come metodo di preferenza espressa.

25 25 La valutazione dell’ambiente L’approccio più comunemente utilizzato è quello di chiedere alle famiglie quanto sono disposte a pagare per la salvaguardia di quel bene. Gli studiosi calcolano la DAP media degli individui che hanno risposto e moltiplicano questa cifra per il numero totale di persone che si avvantaggiano della risorsa ambientale, ottenendo una stima del valore totale che gli individui attribuiscono a quel bene.

26 26 La valutazione dell’ambiente Le perplessità della VCG sono ricondotte alla possibilità che le risposte fornite nei questionari proposti dagli studiosi siano distorti. Quattro possibili tipi di distorsioni possono esistere e cioè: 1.Distorsione strategica, si ha quando un individuo fornisce una risposta falsata allo scopo di esercitare una influenza verso un determinato esito. 1.La distorsione d’informazione può presentarsi ogni volta che gli intervistati sono costretti ad esprimersi un valore in relazione a elementi di cui hanno esperienza modesta o nulla. 1.La distorsione da punto iniziale può manifestarsi quando viene chiesto di scegliere le risposte fra una gamma di risposte predefinite di possibilità. Il modo in cui il ricercatore stabilisce le possibili opzione può influire sulle risposte ottenute.

27 27 La valutazione dell’ambiente 4. La distorsione del contesto ipotetico, si può presentare perché agli intervistati viene proposta una rosa di opzioni selezionati ad Hoc, non basata sulla realtà effettiva. Visto il fatto che non dovrà realmente pagare l’importo corrispondente al valore stimato, chi partecipa alla inchiesta potrebbe farlo con un atteggiamento di leggerezza, fornendo risposte poco ponderate. - Questo metodo non sempre può essere attendibile, anche se poi rimane l’unico visto lo scarso numero di tecniche alternative, perché il mancato utilizzo della VC può portare a ottenere di conseguenza, valori di esistenza pari a zero e nemmeno questo è corretto.

28 28 La valutazione dell’ambiente La terza categoria è costituita dai metodi diretti basati su dati osservabili, perché viene preso il comportamento effettivo dei soggetti, e indiretti, perché si procede a dedurre un valore, anziché stimarlo direttamente. Il metodo del costo del viaggio rappresenta un metodo di rivelazione delle preferenze, può essere utilizzato per misurare curve di domanda di luoghi di ricreazione e perciò per attribuire un valore a quei luoghi. In sintesi il MCV è consiste nel considerare i costi che si affrontano per visitare un certo luogo come una misura che riflette il valore ricreativo di quel luogo. E’ possibile ricorrere a dei questionari per richiedere ai visitatori dei luoghi di ricreazione la località di provenienza.

29 29 La valutazione dell’ambiente Il MCV è una tecnica diretta basata sull’assunto plausibile che il valore ricreativo debba essere messo in relazione al costo del viaggio, tuttavia tale approccio presenta dei problemi:  I costi del tempo, oltre ai costi del carburante non viene considerato il tempo trascorso durante il viaggio che potrebbe essere impiegato in qualcosa altro e quindi dovrebbe aggiungere al costo del carburante, ma diversi studi sono stati effettuati e non esiste un consenso generale per uno studio specifico.

30 30 La valutazione dell’ambiente  I viaggi con visite multiple, se un individuo visita diversi posti in una giornata, gli studiosi hanno tentato di usare una percentuale dei costi totali del viaggio di una giornata chiedendo a volte al visitatore di fissare questa percentuale.  I luoghi sostitutivi  La decisione di acquisto di una abitazione.  I visitatori non paganti, sono quelli che non hanno affrontato costi di viaggio in quanto abitano vicino, essi tuttavia attribuiscono al luogo un valore molto elevato.

31 31 La valutazione dell’ambiente I metodi del valore endonico degli immobili e delle retribuzioni utilizzano una tecnica statistica, detta analisi della regressione multipla, per estrapolare la componente ambientale del valore di mercato correlato, esso tenta di valutare i servizi ambientali la cui presenza influisce direttamente su determinati prezzi di mercato. Si riferisce ai mercati immobiliari, nel senso che prezzi degli immobili dipendono oltre che dalle diverse componenti dell’appartamento anche dalla componente ambientale. Es. il mare in caso positivo o la discarica in senso negativo Per utilizzare questo metodo gli studiosi devono tener conto di tutte le informazioni relative ai fattori che concordano a determinare il prezzo delle case, oggi ciò e semplificato dal sistema informativo geografico.

32 32 La valutazione dell’ambiente L’applicazione di questo metodo pone alcuni problemi: 1.La sua implementazione non è facile. La stima fra il prezzo dell’abitazione e la qualità dell’ambiente circostante richiede la conoscenza approfondita di tecniche statistiche. 2. Il mercato immobiliare, può essere condizionato da fattori esterni, come il mutamento delle agevolazioni fiscali il livello dei tassi d’interesse da parte dello stato può avere una grande influenza.

33 33 La valutazione dell’ambiente Il metodo Spese a carattere preventivo o difensivo, considera le spese sostenute quando si ricorre a qualche azione di tipo preventivo o difensivo per ridurre l’inquinamento. Es. chi decide di istallare in casa un depuratore dell’aria per difendersi da un elevato inquinamento atmosferico. O chi compra l’acqua in bottiglia perché quella del acquedotto locale è inquinata. Poiché normalmente le persone non spenderanno di più nella prevenzione di un problema che nelle misure nell’affrontare i danni da questo causati, le spese a carattere preventivo possono fornire un limite inferiore della stima del danno provocata dall’ inquinamento.

34 34 La valutazione dell’ambiente Il metodo della classificazione contingente è basato su contesti ipotetici. Viene proposta una gamma di situazioni ipotetiche che differiscono fra di loro per quanto concerne le attrattive ambientali disponibili e altre caratteristiche che si suppone stiano a cuore agli intervistati e viene chiesto di classificare tali situazioni in temimi di appetibilità. Le graduatoria così ottenute vengono messe a confronto per stimare quali siano i trade-off impliciti tra un incremento del livello attrattive ambientali e una riduzione delle altre caratteristiche.

35 35 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa Per capire la Gestione ambientale d’impresa è conveniente rispondere a tre domande:  Cos’è E’ la parte della gestione generale, che si occupa delle attività ambientali, che comportano l’interazione dell’impresa con l’ambiente. Es il processo produttivo Che consuma materie prime ed energie e produce rifiuti.  Come si fa Per facilitare la comprensione della gestione ambientale, si può paragonare le salute umana alla “salute ambientale” dell’impresa. Una persona che vuole godere una buon salute deve avere:

36 36 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa -Uno stile di vita sano -Andare da un medico -Seguire i consigli di un medico La nostra salute deve essere garantita da uno stile di vita sano che abbia diversi requisiti:una corretta alimentazione, abitare in un luogo ove l’aria non sia inquinata, non fumare, svolgere una attività fisica, dormire a sufficienza, avere degli affetti.

37 37 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa  La “salute ambientale” di una impresa è il risultato della gestione ambientale e si chiama prestazione ambientale. per avere una buona prestazione ambientale, l’impresa deve avere un sistema di gestione ambientale, che permetta di svolgere correttamente le seguenti funzioni:  la formazione ambientale del personale  la comunicazione ambientale interna ed esterna all’impresa  la documentazione delle attività ambientali  il controllo delle attività ambientali  la gestione delle non conformità ambientali

38 38 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa La diagnosi è la cura -Nel caso della salute umana, vengono misurate, per mezzo di appositi strumenti, alcune grandezze fisiologiche come la pressione la temperatura ed in base ai valori trovati viene fatta una cura. -Nel caso dell’impresa, vengono misurate alcune grandezze, detti indicatori ambientali, perché danno indicazioni sull’interazione tra l’impresa e l’ambiente. In base al confronto tra i valori trovati e quelli di riferimento, viene fatta una valutazione della prestazione ambientale ( VPA) e stabiliti gli interventi ambientali per migliorala.

39 39 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa Cosa si ottiene -Nel caso dell’impresa una corretta gestione ambientale permette di ottenere un miglioramento continuo della prestazione ambientale, che consiste principalmente nel rendere sempre minore: - il consumo delle materie prime e dell’energie - la produzione dei rifiuti - il rischio ambientale

40 40 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa Un sistema di gestione ambientale è la parte del sistema di gestione generale preposta alla gestione ambientale dell’impresa che ha lo scopo di attuare la politica ambientale, stabilita dalla direzione. La politica ambientale consiste principalmente nel seguire: 1.La conformità normativa 2.Un basso consumo di materie prime e di energie per unità di prodotto 3.Una piccola produzione di rifiuti per unità di prodotto 4.Un basso rischio ambientale Un sistema di gestione ambientale necessita di risorse: -Umane -Finanziarie -Strumentali

41 41 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa - Una struttura organizzativa, costituita da un responsabile a da gli altri addetti alla gestione ambientale; -Un budget stabilito per la gestione ambientale; - Una serie di strumenti e apparecchiature da utilizzare per la gestione ambientale (pc, strumenti di misura);

42 42 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa Le funzioni del SGA 1.La formazione 2.La comunicazione 3.La documentazione 4.Il controllo 5.La gestione della non conformità

43 43 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa 1.La formazione, è necessario avere personale competente nella materia ambientale, per cui i corsi di formazione sono utili ad acquisire la competenza. 2.La comunicazione, si deve predisporre un adeguato sistema di comunicazione, capace di far giungere ai responsabili delle attività ambientali tutte le informazioni, necessarie per un corretto svolgimento dei propri compiti. 3.La documentazione, è indispensabile che ci sia un sistema di documentazione, in grado di: - descrivere - far funzionare - controllare e correggere il sistema di gestione ambientale.

44 44 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa 4.Il controllo, tutte le attività delle imprese, che hanno una interazione con l’ambiente, devono essere sottoposte a controllo, per poter verificare: -che siano effettuate correttamente -non ci siano delle conformità 5. La gestione delle non conformità, si può verificare che esistono delle differenze tra quanto è stato pianificato e quello che è stato attuato, si parla di non conformità. Pertanto è necessario adottare dei provvedimenti per eliminare le cause delle non conformità.

45 45 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa Paragone tra impresa industriale e impresa familiare. Per impresa familiare si tratta di una impresa di servizi, nella quale i membri sono contemporaneamente produttori e fruitori, la quale deve avere come obiettivi: -l’osservanza delle leggi -la riduzione dell’impatto ambientale delle attività produttive e dei prodotti -la diminuzione del consumo di energia e delle materie prime -la diminuzione dei rischi ambientale

46 46 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa Lo scopo di ogni impresa è quello di rispettare le leggi e minimizzare i costi. Le principali problematiche dell’impresa di sevizi “ famiglia” sono relative a: -La casa, il riscaldamento e a refrigerazione, gli elettrodomestici, i rifiuti - I trasporti, le automobili, i motorini i mezzi pubblici.

47 47 Sistema di Gestione Ambientale dell’impresa Le principali funzioni del SGA nell'impresa industriale in quella familiare Impresa Industriale Imprese familiare Formazione Per l'acquisizione delle competenzePer saper com'è uno stile di vita salutare Comunicazione Per consentire la diffusione dell'informazionePerchè lo sappiamo i familiari, per es. chi cucina Documentazione Per avere memoria e prova di quanto viene fattoPer sapere veramente come si vive Controllo Per l'individuazione degli errori commessiPer verificare se si ha un corretto stile di vita Gestione delle non conformità Per l'eliminazione degli errori rilevatiper migliorare lo stile di vita

48 48 Il manuale del sistema di gestione ambientale Il SGA è un insieme di regole da seguire. Il manuale del SGA è il documento che descrive il SGA dell’impresa. E’ costituito dalle seguenti parti: - l’introduzione - SGA - la valutazione del SGA - gli allegati al manuale SGA L’introduzione, da informazioni sull’ attività dell’impresa e sulla sua politica ambientale, ovvero l’insieme dei principi su cui si basano tutte le scelte dell’impresa in campo ambientale; descrive inoltre la struttura organizzativa, formata dal responsabile del SGA e dai suo collaboratori.

49 49 Il manuale del sistema di gestione ambientale La valutazione del SGA, ogni strumento deve essere continuamente valutato e migliorato. Si tratta di una verifica che ha lo scopo di migliorare l’efficacia del SGA nel raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla politica ambientale dell’impresa. Negli allegati al manuale del SGA viene descritto il modo come si deve operare.

50 50 La certificazione ambientale Per una corretta gestione ambientale l’impresa utilizza il Manuale di Gestione Ambientale. La validità della Gestione Ambientale di una impresa può essere riconosciuta “ “ufficialmente” in due modi: - con la certificazione secondo la norma UNI EN ISO con la registrazione EMAS In entrambi casi si deve effettuare un SGA, che abbia i requisiti stabiliti dalla Norma UNI EN ISO Pertanto un’azienda che sia dotata del SGA proposto in questo testo, deve perfezionarlo in modo che abbia i requisiti stabiliti dalla suddetta norma.

51 51 La certificazione ambientale Un SGA può essere certificato secondo la norma UNI EN ISO se ha tutti i requisiti stabiliti da questa norma. L’impresa che desidera ottenere questa certificazione deve fare quanto segue: 1.Presentare la domanda di certificazione ad un organismo di certificazione accreditato; 2.Essere sottoposta ad una visita di valutazione da parte di un gruppo di verifica ispettiva dell’organismo di certificazione; 3.Se l’istruttoria e la visita di valutazione hanno esito positivo, ossia viene accertato il soddisfacimento di tutte le condizioni per la concessione del certificato, viene rilasciato il certificato.

52 52 La certificazione ambientale La registrazione EMAS (Environmental Mangement an Audit Schema) è il sistema di ecogestione ed audit introdotto con il Regolamento comunitario n.1836/93 e successivamente modificato con il nuovo Regolamento comunitario n.761/2001. Obiettivi principali di questo Regolamento comunitario sono:  l’adozione di un SGA, che abbia in requisiti dalla norma UNI EN ISO e permetta di conseguire il miglioramento continuo della presentazione ambientale dell’impresa;  l’informazione al pubblico sulla gestione ambientale dell’impresa, mediante un documento, chiamato “ Dichiarazione Ambientale”.

53 53 La certificazione ambientale Per ottenere la registrazione EMAS un’organizzazione deve: 1.Fare una analisi ambientale, (una esauriente analisi iniziale dei problemi dell’impatto e delle prestazioni ambientali connessi all’attività dell’organizzazione) mediante l’esame di tutti gli impianti ambientali delle attività svolte: processi produttivi, prodotti e servizi, metodi di valutazione, quadro normativo, prassi e procedure di gestione ambientale. 2.Dotarsi di un sistema di gestione ambientale creando, sulla base dei risultati dell’analisi ambientale, un efficace sistema di gestione ambientale che punti a realizzare la politica ambientale dell’organizzazione e delle conseguire gli obiettivi del miglioramento definiti dal vertice aziendale.

54 54 La certificazione ambientale 3.Effettuare un Audit ambientale per valutare l’efficacia del sistema di gestione e le prestazioni ambientali a fronte della politica, degli obiettivi e del miglioramento, dei programmi ambientali dell’organizzazioni e delle norme 4.Predisporre una dichiarazione Ambientale, che descriva i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi fissati ed indicare in che modo e con quali programmi l’organizzazione prevede di migliorare continuatamene le proprie prestazioni in campo ambientali.

55 55 La certificazione ambientale 5.Ottenere la verifica indipendente da un verificatore EMAS, accreditato da un organismo di accreditamento EMAS di uno Stato membro, che deve esaminare e verificare l’analisi ambientale, il sistema di gestione ambientale, al procedura e le attività di Audit, la dichiarazione ambientale. 6.Registrare la dichiarazione presso l’organismo di controllo competente dello Stato membro. La dichiarazione ambientale convalidata dal verificatore deve essere inviata all’Organismo competente dello Stato membro per registrazione, ottenuta la registrazione, l’organizzatore riceve un numero che identifica nel registro europeo.

56 56 La certificazione ambientale L’impresa che ottiene la registrazione EMAS nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE) deve inviare la dichiarazione ambientale alle autorità locali. Pertanto migliora la sua immagine nei confronti del mercato, della collettività, delle autorità e dei dipendenti.

57 57 La certificazione ambientale L’impresa che ottiene il riconoscimento ufficiale della validità della propria gestione ambientale, in quanto la certificazione secondo la norma UNI EN ISO oppure la registrazione EMAS, consegue alcuni importanti vantaggi. -Perfeziona il sistema di gestione ambientale e migliora la prestazione ambientale; -Migliora la propria immagine, perché dimostra il rispetto per l’ambiente; -Paga minori premi assicurativi, in quanto ha un minor rischio ambientale; -Può accedere a particolari finanziamenti pubblici, atti a promuovere la certificazione ambientale.

58 58 ECONOMIA ESTESA La natura multifunzionale delle risorse ambientali; I sistemi naturali sono patrimoni multifunzionali, l’ambiente fornisce diverse funzioni e servizi: 1.Una base di risorse naturali 2.Un insieme di beni naturali 3.Una capacità di assimilazioni di rifiuti 4.Un sistema di sostegno della vita. I principi di costo di scarsità e di costo di opportunità, quindi allocazione di risorse scarse, in questo caso l’analisi economica può svolgere un ruolo nell’individuazione di strategie dirette a mitigare alcune conseguenze del processo di funzionamento dell’economia.

59 59 ECONOMIA ESTESA Esternalità e beni pubblici L’esternalità = effetti esterni e collaterali e non intenzionali della produzione del consumo che influiscono positivamente o negativamente su terzi. -Ci si trova in presenza di esternalità quando coesistono due condizioni: 1.Un attività economica di produzione o di consumo influenza i livelli di produzione e d’utilità di altri produttori (condizioni d’interdipendenza). 2.Quando gli effetti di cui sopra non sono ne valutati e neocompensati. -Le esternalità possono essere negative e positive: - positive: determinano un aumento dell’utilità di soggetti terzi senza che questi indennizzano coloro che hanno provocato l’aumento d’utilità. - negative: determinano una diminuzione d’utilità di un soggetto terzo senza alcun risarcimento. -

60 60 ECONOMIA ESTESA Le esternalità possono essere suddivise in esternalità di produzione e di consumo. -Esternalità di produzione positive (costruzione di una di una tangenziale) -Esternalità di produzione negative (la distruzione del paesaggi per la costruzione di una autostarda) -Esternalità di consumo positive (la cura dei parchi dei giardini privati che provoca un aumento del grado di soddisfazione dell’intera collettività. -Esternalità di consumo negative (i fumatori)

61 61 ECONOMIA ESTESA -L’identificazione e la valutazione dell’ esternalità dell’inquinamento è una pratica molto difficile. -Gran parte dei beni ambientali rientra nella categoria dei beni pubblici che non hanno prezzi di mercato. Le caratteristiche di beni pubblici sono il consumo congiunto e di non esclusione -Ciò significa che se il bene viene consumato da una persona ciò non diminuisce la quantità consumata da un’altra persona, la non esclusione significa che una persona non può impedire ad un’altra persona il consumo di quella risorsa. -Esistono dei beni pubblici puri, misti (common goods e club goods)

62 62 Crescita economica Crescita economica L’attività economica può essere considerata come un processo di trasformazione di materiali e di energia. - l’ambiente ha delle capacità limitanti ciò provoca il limite dell’espansione economica. L’espansione dell’economia viene misurata in termini di aumento del suo prodotto nazionale, detto Prodotto Nazionale Lordo, se aumenta il PNL esiste crescita economica. Con il crescere dello sviluppo cresce il volume di rifiuti in rapporto alle limitate capacità di assorbimento degli ambienti naturali, quando si superano i limiti si hanno danni severi all’ambiente.

63 63 Crescita economica I limiti dello sviluppo economico potrebbero essere: 1.Limite allo sviluppo determinato dalla disponibilità di risorse esauribili. 2.Limitate capacità degli ambienti naturali di ricevere i rifiuti generati dai sistemi economici. 3. La crescita della popolazione L’interelazione fra l’aumento della popolazione, la crescita economica, la disponibilità di risorse naturali e la capacità di assorbimento dei rifiuti è ancora da molti ambientalisti la ragione per la quale è necessario arrestare lo sviluppo economico.

64 64 Crescita economica Tali limiti criticati in quanto possono non esistere più per diversi ragioni: -I mutamenti della tecnologia ci permettono di sviluppare da una determinata quantità delle risorse naturali una attività economica sempre elevata; -Nuovi giacimenti di risorse vengono scoperti di continuo; -E’ possibile tenere sotto controllo il quantitativo di scorie rimesse nell’ambiente riciclando i materiali e prelevando i gas prima che questi abbandonano il sistema economico; -Si possono sostituire le tecnologie inquinanti con altre meno nocive.

65 65 Crescita economica -La teoria della domanda e dell’offerta mette in evidenza la scarsità delle risorse e ciò provoca aumento di prezzo e quindi induce gli individui a conservare e sostituire le risorse. -La crescita della popolazione in molti stati tende a diminuire a mano a mano che gli individui comprendono i benefici di un nucleo famigliare ridotto.

66 66 Lo sviluppo sostenibile Definizione = Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che soddisfa le esigenze del presente senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni. (Commissione Mondiale dell’ambiente). - Lo sviluppo sociale e economico deve compiersi in modo tale da minimizzare gli effetti dell’attività economica ogni qualvolta che i costi debbono essere sopportati dalle generazioni future. Se le attività vitali di una certa epoca impongono costi per il futuro sarà necessario prevedere una compensazione totale. -La Commissione è d’accordo ad una separazione tra attività economica e impatto ambientale, però si è schierata verso la sostenibilità debole. Lo SS corrisponde allo sviluppo economico che dura nel lungo periodo. Lo sviluppo economico può essere misurato in termini di prodotto nazionale lordo pro-capite cioè il consumo reale pro capite di beni e di servizi.

67 67 LO SVILUPPO SOSTENIBILE Le condizioni dello sviluppo sostenibile. Domanda. Come compensare le generazioni future per i danni che le nostre attività di oggi potrebbero provocare? Risposta. Attraverso il trasferimento di lasciti di capitale. (questa generazione deve lasciare alla prossima uno stock capitale non inferire di quello che possiede ora).

68 68 La sostenibilità debole. Nella sostenibilità debole l’ambiente rappresenta un’altra forma di capitale (capitale naturale). Per lo sviluppo sostenibile è richiesto il trasferimento di uno stock di capitale aggregato non inferiore a quello che esiste ora. Es. E’ possibile compensare una quantità di ambiente inferiore con l’aumento di strade e macchinari (-alberi +strade): La sostenibilità debole si basa sulla sostituibilità perfetta fra le diverse forme di capitale.

69 69 La sostenibilità forte Non esiste la sostituibilità perfetta, certi stock di capitale naturale non possono essere sostituiti da capitale costruiti dall’uomo. Alcune delle funzioni e dei servizi degli ecosistemi sono essenziali per la sopravvivenza umana in quanto servizi di sostegno alla vita, e non possono essere rimpiazzati. Altri sono denominati capitali naturale critici poichè non sono facilmente sostenibili. (Il paesaggio,lo spazio, la tranquillità).

70 70 Lo sviluppo sostenibile Lo sviluppo sostenibile Misurazione dello sviluppo sostenibile. La misura dello sviluppo sostenibile potrebbe derivare da flusso di rendito disponibile, cioè il livello di renditi che un paese può permettersi di ricevere senza svalutare lo stock complessivo di capitale nazionale. Ma nell’attuale contabilità nazionale il capitale nazionale non comprende esplicitamente il capitale naturale fra i beni che svolgono un ruolo importante nel fornire flusso di produzione e di reddito nel tempo.

71 71 Lo sviluppo sostenibile Lo sviluppo sostenibile Indicatore dello sviluppo sostenibile. Una regola dello sviluppo sostenibile stabilisce che una economia deve risparmiare abbastanza per poter compensare perlomeno il deprezzamento del capitale fabbricato dall’uomo e del capitale naturale. Criterio di sostenibilità= Z>Tasso di risparmio lordo -Deprezzamento del capitale d’origine umano-Deprezzamento del capitale naturale (esempio)

72 72 Lo sviluppo sostenibile I principi operativi dello sviluppo sostenibile Di seguito sono elencate una serie di norme per utilizzazione sostenibile dello stock del capitale naturale. 1.Correzioni per sopperire all’ineguatezza del mercato e quella degli interventi che si riferiscono alla valutazione delle risorse e ai diritti di proprietà. 2. E’ fondamentale il mantenimento della capacità rigenerativa del capitale naturale rinnovabile (CNR).

73 73 Lo sviluppo sostenibile 4. I mutamenti attraverso un sistema indicativo di pianificazione. 5.Si dovrebbe sfruttare il CNR, ma un tasso di pari alla creazione di sostituti del CNR stesso. 6. La portata complessiva dell’attività economica deve essere limitata affinché resti all’interno della capacità di sopportazione del capitale naturale rimanente.

74 74 L’economia delle risorse naturali Tassonomia delle risorse naturali  Il concetto di risorse esauribile indica una risorsa per la quale il processo di ricostruzione naturale è talmente lento da poter essere ignorato. Esempio: il carbone, il petrolio, tutte le risorse di origine minerale.  Per classificare lo stock delle risorse esauribili si fa riferimento a tre concetti distinti 1.Riserve correnti 2.Riserve potenziali 3.Dotazione di risorse

75 75 L’economia delle risorse naturali Si definiscono riserve correnti, le riserve note che possono essere estratte in modo redditizio a prezzi correnti, l’entità di queste riserve può essere espressa in termini numerici. Le riserve potenziali, esse si definiscono più precisamente come una funzione anziché con un numero. La dotazione di riserve rappresenta l’insieme di risorse naturali presenti sotto la crosta terrestre, tale nozione appartiene al campo delle geologia più che a quella dell’economia, ciò è provato dal fatto che i prezzi non influenzano minimamente le dotazioni.

76 76 L’economia delle risorse naturali Con risorsa riciclabile si indica una risorsa che benché venga utilizzata per qualche scopo particolare, si presenta in una forma per cui, quando tale uso non è più necessario ne desiderabile, può essere in parte recuperata. Esempio un automobile che viene destinata alla discarica, i suoi fili di rame possono essere utilizzati. Le risorse correnti di una risorsa esauribile e riciclabile possono essere incrementate oltre che ricorrendo al riciclaggio, tramite interventi economici di ricostituzione. Questi ultimi assumono varie forme, tutte caratterizzate dal fatto che rendono economicamente sfruttabili risorse che in precedenza non lo erano. Un ovvio incentivo di questa operazione è il prezzo, via via che il prezzo aumenta, per i produttori risulta redditizio ampliare le aree di esplorazione, aumentare le aree di scavo.

77 77 L’economia delle risorse naturali Le risorse esauribili e riciclabili hanno come rischio l’esaurimento, sulla rapidità dell’esaurimento di una risorsa incidono: -la domanda -la durabilità -l’abilità nell’utilizzare i prodotti I prodotti maggiormente durevoli hanno una vita utile più lunga, per cui la necessità di ricorrere a beni nuovi diminuisce. Infine, i prodotti riutilizzabili costituiscono beni sostitutivi nuovi: 1.Le bottiglie utilizzabili delle bibite 2.Il mercato delle pulci

78 78 L’economia delle risorse naturali Non tutte le risorse esauribili possono essere riciclate o riutilizzate. Le risorse energetiche come il carbone, il petrolio e il gas si consumano via via che vengono utilizzate; una volta sottoposta a combustione e trasformate in energia termica, il calore prodotto si dissipa nell’atmosfera e diviene irrecuperabile. La dotazione di risorse esauribili è limitata, se le risorse esauribili vengono utilizzate oggi non possono essere utilizzate nel futuro; di conseguenza esiste il problema di come ripartirle fra le varie generazioni e tale problema si pone in tutta la sua gravità e drammaticità.

79 79 L’economia delle risorse naturali Le risorse rinnovabili si distinguono da quelle rinnovabili per il fatto che, grazie al processo di ricostituzione naturale, il loro flusso aumenta a un ritmo non trascurabile. L’energia solare, l’acqua, i cereali, i pesci, le foreste gli animali sono tutti esempi di risorse rinnovabili. E’ pertanto possibile,benché inevitabile, che un flusso di risorse di questo tipo si mantenga in via permanente..

80 80 L’economia delle risorse naturali Nel caso delle risorse generabili, il loro mantenimento e il volume del loro flusso dipende purtroppo dall’uomo: -l’erosione del suolo e l’impoverimento delle sostanze nutritive ridicono l’entità di cibo nella terra; -L’eccessiva entità di pesca determina una contrazione delle riserve del pesce, che a sua volta fa scendere il tasso di crescita naturale della popolazione ittica. Nel caso di altre risorse rinnovabili, come l’energia solare, il loro flusso è indipendente dall’uomo, in altre parole, l’ammontare consumato da una generazione non riduce quello utilizzabile dalle generazione future.

81 81 L’economia delle risorse naturali Alcune risorse rinnovabili possono essere immagazzinate, altre no. Quando le risorse possono essere immaginate per l’uomo ciò risulta un prezioso mezzo per gestire l’allocazione di una risorsa nel tempo e consente all’uomo di non essere in balia delle fluttuazioni naturali che caratterizzano la fonte in esame. Per esempio l’energia solare non immagazzinata “ rimbalza” sulla superficie terrestre e si dissipa nell’atmosfera; benché le sue possibili forme di conservazione siano numerose, quella naturale comune e la conversione in biomassa attraverso la fotosintesi.

82 82 L’economia delle risorse naturali La pratica dello stoccaggio, se riferita alle risorse rinnovabili, ha una funzione diversa da quella svolta quando viene applicata alle risorse esauribili. Il riciclaggio nelle risorse esauribili, consente di estendere la vita economica delle risorse Il riciclaggio per le risorse rinnovabili funge da strumento per con cui appianare gli squilibri ciclici fra domanda e offerte,l’eccedenze vengono invece conservate per un uso futuro qualora si presentassero momenti di difficoltà: 1.Le scorte di cibo 2.Le dighe utilizzate per conservare l’energia idrica

83 83 L’economia delle risorse naturali Le gestione delle risorse esauribili e non esauribili viene perseguita in modo diversa:  Risorse esauribili bisogna allocare fra le diverse generazioni riserve che sono in diminuzione, guidando al contempo la transizione verso le risorse rinnovabili.  Risorse rinnovabili, la sfida consiste la capacità di mantenere il flusso di risorse efficiente e sostenibile.

84 84 Intervento pubblico Perchè i Governi Intervengono? 1) Le esternalità, cioè le azioni che un singolo individuo o una singola impresa svolgono, incidono sul benessere degli altri, ma non c’è alcun incentivo, per colui che lo provoca, a prendere in considerazione questo effetto nel proprio processo decisionale. In questo caso dovrebbe intervenire lo Stato sul mercato per proteggere coloro che sono stati danneggiati da queste esternalità. Esempio: lo Stato stabilisce le norme sulle emissione acustiche, poiché è molto improbabile che le compagnie aree offrono spontaneamente l’isolamento acustico alle famiglie residenti in prossimità di aeroporti.

85 85 Intervento pubblico 2) Un Intervento pubblico si ha quando nessuno è proprietario della risorsa. Se si pensa all’atmosfera come risorsa, essa agisce come discarica per le emissioni di gas, come il biossido di carbonio, in questo caso nessuno è proprietario e nessuno ha incentivo di ridurre le proprie emissioni di agenti inquinanti nell’atmosfera. In questo caso i vari Stati devono intervenire congiuntamente a gestire la risorsa, con delle norme che stabiliscono che determinati agenti non possono essere immessi oltre ad un certo livello. L’atmosfera è un a risorsa libero accesso.

86 86 Intervento pubblico Le ragione del fallimento pubblico 1.L’interesse dello Stato dovrebbe essere quello della comunità e non dell’individuo (forze di polizie, il sistema giudiziario). - Gli Stati spesse vote sono indirizzati a favorire gli interessi di una parte della comunità, piuttosto della comunità intera. Un esempio, la legislazione ambientale tende a provocare dei costi per l’agricoltura e sull’industria e sul normale cittadino, spesso essa trova questioni da parte di molti coalizioni d’interessi.

87 87 Intervento pubblico 2 Gli Stati non sempre sono efficienti nel raccogliere le giuste informazioni che permettono d’individuare tutte le conseguenze di una particolare azione. - Gli uomini politici fino a qualche tempo fa tendevano a distinguere i problemi per compartimenti. Ma non è possibile avere una politica ambientale distinta tra politica energetica, o da una politica di sviluppo regionale tutti questi problemi interagiscono fra loro.

88 88 Intervento pubblico 3. Lo Stato formula una buona legislazione ambientale, ma in pratica ci vorrebbero degli esperti che fanno parte della burocrazia governativa, essi sono molto importanti in quanto influenzano il tipo di regolamentazione, ma più volte essendo retrubuiti non in funzione dei risultati pervenuti hanno scarso incentivo ad agire con gli interessi più profondi della comunità.

89 89 Intervento pubblico Il fallimento dell’intervento pubblico: La PAC ha avuto come scopo nel 1958 quello di aumentare il reddito della comunità rurale,di stabilizzare i mercati agricoli, di garantire una costante disponibilità di prodotti alimentari e di assicurare prezzi al consumo ragionevoli, ma tale politica rifletteva il potere delle lobby agricole che avevano conquistato all’interno dei singoli Stati un alto livello di protezione. Invece di consentire alla domanda e all’offerta di operare in un libero mercato si è stabilito un prezzo d’intervento concordato superiore al livello che si sarebbe determinato sul mercato in assenza di intervento. L’effetto del prezzo d’intervento è quello di ostacolare le importazioni a prezzo ridotto e di garantire agli agricoltori i prezzi dei loro prodotti.

90 90 Intervento pubblico La PAC è un caso di fallimento pubblico perché protegge un gruppo; gli agricoltori alle spese di un gruppo molto più ampio che sono i consumatori e i contribuenti con un costo netto complessivo per la società. I consumatori finiscono con il pagare i prezzi più alti di quelli che avrebbero pagato se il mercato fosse un libero mercato Qual è la relazione tra la PAC e l’ambiente? La PAC ha stimolato la sovrapproduzione in due modi; con l’espansione della superficie coltivata con le coltivazioni più intense.

91 91 Intervento pubblico Per coltivazione più intense significa un uso dismisurato di fertilizzanti e di pesticidi, e l’esistenza di prezzi garantiti per la produzione è uno degli strumenti con cui si incoraggia un uso eccessivo.

92 92 Intervento pubblico Il fallimento nei Paesi in via di Sviluppo Nei Paesi in via di sviluppo viene impedito il funzionamento dei mercati liberi, gli Stati intervengono e controllano i prezzi, mantenendoli ad un livello più basso al di sotto del loro livello di mercato. Ciò provocano il più delle volte effetti negativi: 1) Gli Stati impiegano una parte importante del gettito fiscale e di altri redditi in sussidi che hanno come obiettivo il controllo dei prezzi, anche se entrate pubbliche sono preziose data la necessità di utilizzarle per il sostenere lo sviluppo dell’economia;

93 93 Intervento pubblico 2) Le sovvenzione incoraggiano un uso eccessivo delle risorse sovvenzionate (l’effetto di mantenere i prezzi bassi consiste nell’incoraggiare un spreco dispendioso); 3) I sussidi fanno sembrare interessante l’attività economica in questione, ma in modo artificioso, ciò tende ad attirare più individui in quella attività o in quel settore dato che i profitti, detti anche rendite, sono elevate.

94 94 Energie rinnovabili Le fonti energetiche nel mondo Bimossa 9,5 Idraulica2,2 Nucleare6,5 Gas21,1 Nuove rinnovabile2,2 Petrolio35,3 Carbone23,2

95 95 Energie rinnovabili Le fonti di energia non rinnovabili: combustibili fossili. -I combustibili fossili,vengono detti “ fonti energetiche non rinnovabili” poiché si trovano in natura in quantità limitata e hanno bisogno di tempi estremamente lunghi per, intere ere geologiche, per riformarsi. -Petrolio, carbone e gas naturale soddisfano oltre 80% del fabbisogno energetico mondiale, se considera che la domanda globale di energia sta aumentando a un ritmo di circa il 2% l’anno, si pone il problema di far fronte ad una loro eventuale scarsità.

96 96 Energie rinnovabili -Molti problemi, conflitti locali e internazionali che coinvolgono i Paesi produttori rendono incetrata disponibilità di greggio e la stabilità del prezzo. Per questo in paesi acquirenti si stanno orientando verso una politica di diversificazione delle zone di approvvigionamento e diversificazione delle forze energetiche.

97 97 Energie rinnovabili Le fonti di energie rinnovabili : “Sono quelle fonti sono considerati virtualmente inesauribili” -Energia Solare -Energia Idraulica -Energia Eolica -Energie delle biomasse -Energie Geotermica -Energia da Idrogeno

98 98 Energie rinnovabili Energia Solare -Per energia solare s’intende quella energia utilizzabile direttamente dalla radiazione sole. La radiazione solare può essere convertita sia in energia termica (energia termo-solare) e sia energia elettrica (energia solare fotovoltaica). 1) L’energia termo-solare può essere sequestrata in molti modi e successivamente utilizzata come semplice energia termica utile alla produzione di acqua calda per usi sanitari o per riscaldamento. - Le tecnologie termo-solare oggi sono molto diffuse anche se però non sono autonome, non c’è sole a sufficienza, ma possono essere integrate nel sistema termico preesistente.

99 99 Energie rinnovabili 2) Energia solare fotovoltaica, l’effetto fotovoltaico consiste nella trasformazione della luce in energia elettrica tramite una cella elettrolitica senza passare processi termodinamici.  Vantaggi - Produzione decentarlizzata e di semplice attuazione - Possibilità di sviluppo  Svantaggi - In funzione della disponibilità insolazione giornaliera giornaliera - Energia elettrica fotovoltaica relativamente costosa

100 100 Energie rinnovabili Energia Idraulica: energia che si ricava dall’energia potenziale e cinetica contenuta nell’acqua.  L’acqua muovendosi per effetto della gravità, cede energia in particolare in quei tratti chiamati cascate dove l’acqua compie un salto più o meno alto da una quota all’altra.  L’energia dell’acqua viene cosi trasformata in energia meccanica attraverso macchine idrauliche poste alla base delle cascate, che poi sarà trasformata in energia elettrica.

101 101 Energie rinnovabili Vantaggi  Rinnovabile  La produzione di corrente non comporta emissione di CO2  Applicabile in aree isolate purché in presenza di torrenti e fiumi con una portata adeguata. Svantaggi  Alterazione del bilancio idrico naturale  Impatto ambientale legati alla costruzione di bacini artificiali, dighe sbarramenti dell’alveo.

102 102 Energie rinnovabili Energia eolioca, è l’energia del vento che deriva dallo spostamento di massa d’aria dovute alla variazione della pressione atmosferica.  L’energia del vento può essere recuperata attraverso macchine eoliche che convertono l’energia del vento in energia meccanica di rotazione.  Il rotore, costituito da un certo numero di pale fissate su un mozzo, è quella componente della macchina eolica che sottrae l’energia al vento e l’energia meccanica ottenuta è cosi utilizzabile per l’azionamento di macchine operatrici o per la produzione di energia elettrica.

103 103 Energie rinnovabili Vantaggi  Energia inesauribile  Impianti semplici, silenziosi.  Ideale per aree isolate e prive di altre risorse  Costi contenuti. Svantaggi  Irregolarità del vento.  Impianti con elevato impatto paesaggistico.  Il vento presenta una limitata intensità energetica, per tale motivo gli impianti si presentano ingombranti.  Presenza di accumulatori per permettere una costante.  Fornitura di energia durante il periodo in cui il vento soffia.

104 104 Energie rinnovabili Energie delle Biomasse  La biomassa rappresenta una forma di accumulo di energia solare ampliamente distribuita sulla terra che può essere usata direttamente o indirettamente attraverso alcuni processi di trasformazione come biocombustibile, per la produzione di energia termica o elettrica.  Che cosa è la Biomassa? La biomassa è una sostanza organica che deriva direttamente dalla fotosintesi clorofilliana. Secondo il Decreto legislativo 387/03 s’intende materiale biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse.

105 105 Energie rinnovabili Perché sono importanti le biomasse ?  La loro combustione o degradazione presenta emissioni neutrali nei confronti dell’aumento di anidride carbonica in atmosfera.  Presentano una distribuzione omogenea su tutto il pianeta.  Possono essere raccolte in prossimità dei centri di conversione energetica.  Hanno un elevato potenziale per la produzione di energia pulita e conveniente.  Contribuiscono allo sviluppo delle zone rurali.  I biocombustibili derivabili possono essere economici rispetto allo sfruttamento di combustibili fossili.

106 106 Energie rinnovabili Le principali fonti di biomassa a fini energetici.  Biomasse di origine forestale e residui delle industrie di prima trasformazione del legno: residui provenienti dalle utilizzazioni delle foreste, residui della lavorazione del legno non trattato, potature del verde urbano.  Biomasse di origine agricole e residui delle industrie agro- alimentari: produzione legnose (salice, pioppo, robinia, eucalipto) o erbacee (sorgo, cardo, canna) da coltivazioni dedicate, produzione di piante oleogenose (girasole colza) produzione di piante zuccherine, residui delle potature, residui delle industrie agro-alimentari.  Biomasse da rifiuti urbani: componente biodegradabile dei rifiuti urbani industriali opportunamente selezionati.

107 107 Energie rinnovabili Conversione in energia -Processi di conversione in energia delle biomasse possono essere condotte in due principali categorie. 1.Processi termochimici, l’azione del calore permette le reazioni chimiche necessarie a trasformare la materia in energia (biomasse forestali e residui delle lavorazioni in legno). - Combustione diretta:consiste nel bruciare la biomassa in presenza di aria; - Carbonizzazione:consente la trasformazione di materiale legno- cellulosico, per azione del calore in carbone; - Gasicazione: processo in cui il materiale ligno-cellulosico è termochiomicamente convertito in gas a basso o medio potere calorifico; - Pirolisi decomposizione dei materiali organici per mezzo di calore in completa assenza di ossigeno.

108 108 Energie rinnovabili 2. Processi biochimici, ricavano energia per reazioni chimiche derivate dalla presenza di enzimi, microrganismi, funghi che si diffondono nelle biomasse in particolari condizioni d’ambiente, le biomasse che più si adattano sono le piante oleaginose, i reflui zootecnici, scarti delle lavorazioni agro- industriali o agro-alimentari. - digestione aerobica: consiste nella metabolizazione delle sostanze organiche per opera dei microrganismi. - fermentazione alcolica: avviene a mezzo della presenza di lieviti in condizioni di ambiente privo di ossigeno. - esterificazione: processo nel quale un olio vegetale e fatto reagire in eccesso di alcol metilico e in presenza di un catalizzatore.

109 109 Energie rinnovabili Trattamenti per uso diretto nella produzione di energia. -Con semplici pre-trattamenti alcune biomasse, in particolare quello ligno-cellulosiche, possono essere trattati direttamente in biocombustibili. -essiccazione: trattamento rivolto a diminuire il contenuto d’acqua fino ad incrementare il potere calorifero del legno. - cippatura: consiste nella riduzione in scaglie del materiale legno. -pellettizzazione: consiste nell’essiccazione del materiale legnoso seguito da una sminuzzatura in piccole scaglie.

110 110 Energie rinnovabili Tipologie di biocombustibili; i processi di trattamento e di trasformazioni portano alla produzione di tre tipologie di combustibili: 1.Biocombustibili solidi: cippato, brichette, pellets, carbone vegetale. 2.Biocombustibili gassosi: biogas, gas discarica, gas gasogeno. 3. Biocombustibili liquidi: oli vegetali(olio di colza, olio di girasole) biodisel, etanolo.

111 111 Energie rinnovabili Vantaggi  Ampiamente disponibile.  Rappresenta una risorsa locale, pulita e rinnovabile.  Non contribuisce all’effetto serra.  E’ facilmente convertibile in combustibili ad alto potere energetico.  Può sfruttare le zone inutilizzate dell’agricoltura e creare occupazione nelle comunità rurali.  Quantità limitata di zolfo, riducendo cosi la produzione di piogge acide.

112 112 Energie rinnovabili Svantaggi  La combustione della biomassa può essere efficiente e pulita se si fa uso di tecnologie moderne e adatte per ottenere alta qualità e buon rendimento è necessario l’utilizzo di caldaie moderne.  Ancora poca programmazione a livello nazionale e regionale.  Mercato ancora non adeguato allo sviluppo del settore.  L’opinione pubblica non è ancora informata correttamente.

113 113 Energie rinnovabili Energia geotermica E ‘ l’energia sottoforma di calore contenuta nel sottosuolo, esistono diversi sistemi di recupero del calore del sottosuolo, dai grandi impianti di sfruttamento delle acque calde e dei vapori alle semplici sonde geotermiche istallate per uso domestico. Sistemi di conversione e sfruttamento del calore del sottosuolo per uso familiare. - Per le utenze familiari sono diffuse sonde geotermiche (verticali o orizzontali) che sono degli scambiarori di calore, istallati per perforazioni eseguite nel terreno, di lunghezza compresa tra metri.

114 114 Energie rinnovabili Vantaggi  Nessun utilizzo di combustibili.  Molto sicuro (nessun tipo di combustione e stoccaggio di combustibili infiammabili).  Ridotto consumo delle risorse naturali. Svantaggi  Costo d’istallazione elevato.

115 115 Energie rinnovabili Energia da idrogeno  L’idrogeno è l’elemento più leggero, più semplice e più diffuso in natura, per ottenerlo si deve estrarre dalle molecole che lo contengono.  Per sintetizzarlo si richiede l’utilizzo di una certa quantità di energia necessaria a rompere i legami molecolari e ottenere il singolo H.  Oggi la ricerca si sta indirizzando a delle tecniche di estrazione dell’idrogeno in modo da rendere conveniente la produzione di questo bio-combustibile, che in forma gassosa può essere utilizzato in motore a combustione o turbine a gas.  L’estrazione dell’H può avvenire dalla stessa acqua, tramite elettrolisi o fotolisi.

116 116 Energie rinnovabili Il quadro europeo -L’Unione Europea Contribuisce solo con il 6,4% all’uso mondiale delle fonti rinnovabili. -L’energia prodotta nell’Unione Europea nel 1999 da fonti rinnovabili è stata apri a 87Mtep.(87 milioni tonnellate equivalenti petrolio). Ciò significa che il 6,1% dei consumi energetici dell’Unione deriva da energie rinnovabili. -I Paesi che ne fanno maggior uso delle energie rinnovabili sono la Svezia con il 27%, l’Austria con il 23% dei consumi interni, la Finlandia con il 22%.

117 117 Energie rinnovabili -Anche il Portogallo e la Daniamarca utilizzano per il 13% e 8,6% fonti rinnovabili derivanti dalle biomasse, l’Italia con l’8,2%,e la Spagna il 5,8%. -L’uso di fonti rinnovabili da altre Nazioni risulta è considerato residuale in termini quantitativi. La situazione in Italia La forte dipendenza dalla importazione del pestrolio e gas dell’Italia e la decisone di chiudere le centrali nicleari avrebbero concentrare l’attenzione del nostro Paese sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma ciò è venuto solo in parte, i quanto i consumi che derivano da questa energia sono molto limitati.

118 118 Energie rinnovabili Più della metà della produzione da fonti rinnovabili in Italia viene ottenuta con l’utilizzo delle biomasse, il 30% da centrali idroelettriche e circa il 20% dalla geotermica. Il contributo delle altre fonti e irrilevanti. Nonostante ciò l’Italia viene considerata all’avanguardia per quanto riguarda le tecnologie e il loro potenziale, specie nel settore come l’eolico e il solare.

119 119 Inquinamento atmosferico Negli impianti che utilizzano combustibili fossili oltre generare energia vengono liberate nell’area anche vapore acqueo e anidride carbonica, gas inquinanti come l’ossido di carbonio, il metano e altri idrocarburi, oltre che ossidi di azoto e di zolfo. Ciò provoca nell’atmosfera lo smog fotochimico, le piogge acide ed è responsabile dell’effetto serra del pianeta.

120 120 Inquinamento atmosferico Le piogge acide L’impiego di combustibili fossili provoca l’emissione di diversi gas che hanno effetti negativi sulla terra, sono sottoprodotti tipici delle centrali termoelettriche, di alcune attività industriali, degli scarichi delle automobili, degli impianti di riscaldamento domestico. Questi gas una volta raggiunta l’atmosfera reagiscono con l’umidità dell’aria dando origine a composti acidi che vengono portati a terra dalla pioggia. Esse dannegghino la salute umana, la vegetazione, gli edifici, i monumenti e avvelenano le acque dei laghi e dei fiumi con grave conseguenze alla fauna.

121 121 Inquinamento atmosferico Lo smog fotochimico -S’intende le presenza nell’aria di alte concentrazioni di ozono e altre sostanze inquinanti. -La formazione dello smog fotochimico è dovuta a reazioni solari sulle molecole degli ossidi di azoto di carbonio e sui composti organici volatili. -Gli inquinanti fotochimici e l’ozono in particolare producono danni alla vegetazione, sono all’origine del deterioramenti dei monumenti, sono nocivi alla salute umana.

122 122 Inquinamento atmosferico L’effetto serra. La terra è circondata da un involucro gassoso, l’atmosfera, costituita da una miscela di gas. Grazie alla presenza di questi gas è stata possibile l’origine della forme viventi. L’effetto serra è quel fenomeno che garantisce che sulla superficie della terra la temperatura mantenga i valori ottimali per l’evoluzione della vita. Una parte di queste energia termica è assorbita dalle molecole di vapore acqueo e anidride carbonica che intrappolano il calore del sole. Questi gas, detti appunto gas serra, garantiscono un equilibrio termico tale da consentire la vita sulla terra.

123 123 Inquinamento atmosferico L’anidride carbonica, oltre ad intervenire in numerosi processi biologici, contribuisce a regolare il naturale effetto serra del pianeta. La quantità di anidride carbonica è garantita dalla presenza delle piante verdi, in particolare delle grandi foreste, e attraverso l’assorbimento da parte degli oceani. Un aumento di anidride carbonica provocato nell’atmosfera, provoca un graduale aumento dell’effetto serra con conseguente riscaldamento del pianeta e dei possibili mutamenti del clima, con effetti quali la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai e l’aumento del livello del mare.

124 124 Inquinamento atmosferico Ozono L’ozono è un gas normalmente presente nell’atmosfera, sia in prossimità del suolo che negli strati più alti tra 15 e 60 chilometri di quota. Nella troposfera l’ozono si forma per effetto delle radiazione solari sulle molecole di ossigeno. Nella stratosfera invece l’ozono si forma continuamente, per effetto delle radiazioni ultraviolette solare sulle molecole d’ossigeno creando uno schermo che assorbe le radiazioni ultraviolette che arrivano dal sole. Le attività umane possono alterare questi equilibri

125 125 Inquinamento atmosferico Infatti, attraverso complesse reazione fotochimiche in cui intervengono gli ossidi di azoto e gli idrocarburi provenienti dagli scarichi delle automobili, si produce un aumento delle a concentrazione dell’ozono troposferico. Un eccesso di ozono al suolo danneggia la vegetazione ma anche manufatti quali tessuti e gomme e contribuisce alla formazione delle piogge acide e delle foschie calde che determinano cappe di smog sulle città. L’ozono stratosferico viene danneggiato dagli ossidi di azoto e di alcuni composti del cloro, contenute nelle bombolette spray e nei vecchi modelli di frigoriferi.

126 126 Inquinamento atmosferico Questi gas una volta raggiunta l’atmosfera, distruggono le molecole di ozono provocando una preoccupante assottigliamento dello strato protettivo, soprattutto in corrispondenza dei poli terrestri. Questo è il fenomeno chiamato buco dello OZONO. L’assottigliamento dello strato di ozono fa si che aumenti l’intensità al suolo delle radiazioni ultraviolette emesse dal sole che possono essere nocive per l’essere umano.

127 127 L’inquinamento Idrico Introduzione Il controllo Dell’I.I presenta delle caratteristiche uniche che consentano di attuare delle strategie d’azione. 1.Le perdite dei benefici di natura ricreativa sono molto più importanti nel caso d’inquinamento idrico che quello atmosferico. 1.Grazie alla presenza di grandi economie di scala nella depurazione dei liquami e di altri tipi di rifiuto è possibile una strategia di controllo mediante l’utilizzo di impianti di trattamento centralizzati in grandi dimensioni.

128 128 L’inquinamento Idrico Tipologia di risorse idriche in cui vengono scaricati rifiuti. Esistono due categorie di risorse idriche soggette a contaminazione. 1.Le acque superficiali, che sono rappresentati da fiumi, dai laghi e dai mari che coprono la maggior parte della superficie terrestre. Esse sono destinate ad usi ricreativi ma a un gran numero di altri usi. 1.Le acque sotterranee, un tempo considerate una risorsa inalterabile dall’uomo, è stato dimostrato che esse sono oggetto di forte contaminazione da sostanze chimiche tossiche. Esse forniscono il 23% dell’acqua dolce destinata a vari usi possibili, esse sono utilizzate per l’irrigazione e l’uso umano.

129 129 L’inquinamento Idrico Fonti di contaminazione La contaminazione delle risorse idriche sotterranee si verifica quando alcune sostanze inquinanti percolano in una regione satura d’acqua. -Ai fini delle politiche in materia d’inquinamento di laghi o e di fiumi si possono distinguere due fonti di contaminazione. 1.Le fonti puntuali, che scaricano in acque superficiali e in punti specifici attraverso un buco, una bocca, uno scarico o un canale. 2.Le fonti diffuse, che contaminano l’acqua con una azione più indiretta ed estesa.

130 130 L’inquinamento Idrico Inquinamento dei fiumi e i laghi Le principali fonti diffuse d’inquinamento di fiumi e laghi sono le attività agricole, la silvicoltura, il deflusso urbano di acque piovane e i sistemi di smaltimento individuali. - la contaminazione derivante dell’agricoltura provoca l’erosione dello strato superficiale del suolo, dai pesticidi dai fertilizzanti; - la contaminazione della silvicoltura contribuisce all’erosione del suolo e distruggendo la copertura degli alberi, provoca un forte impatto sulla temperatura dei corsi d’acqua che normalmente scorrono all’ombra;

131 131 L’inquinamento Idrico -La contaminazione delle acque meteoriche contengono numerosi inquinanti, fra i quali grande quantità di piombo. -I centri urbani costituiscono anche, insieme alle attività di produzione industriale una parte significativa dell’inquinamento idrico proveniente da fonti puntuali. Per le risorse sotterranee la contaminazione è dovuta alla migrazione delle sostanze dannose da luoghi in cui vi sono concentrazioni elevate di agenti chimici, come i sistemi di stoccaggio di rifiuti industriale, le discariche, le aziende agricole.

132 132 L’inquinamento Idrico Inquinamento dei mari Le principali fonti d’inquinamento sono le fuoriuscite di petrolio e la contaminazione legata allo scarico di rifiuti nell’ambiente. Infatti una grande quantità di petrolio viene trasporta tramite mare e proviene da piattaforme che sfruttano giacimenti situati nei fondali, negli ultimi decenni ci sono stati frequenti casi di fuoriuscite di greggio.

133 133 L’inquinamento Idrico Tipi di inquinanti 1.Inquinanti di flusso 1.Inquinamenti di stock Gli inquinanti di flusso sono quelli per i quali l’ambiente ha una certa capacità d’assimilazione. - Un tipo d’inquinante idrici incluso in questa categoria è detto biodegradabile, perché una volta in acqua, si degrada, ovvero si scompone nelle parti che lo costituiscono. - I rifiuti biodegradabili sono rappresentati normalmente da residui organici che vengono attaccati e decomposti dai batteri presente nell’acqua.

134 134 L’inquinamento Idrico Il processo di decomposizione comporta un consumo di ossigeno, il cui ammontare dipende dal carico dei rifiuti. Per sottoporre a controllo il carico dei rifiuti e necessario: 1.Monitorare le condizioni ambientali del corso d’acqua 2.Monitorare l’entità delle emissioni. Il parametro comunemente utilizzato per tenere sottocontrollo le condizioni ambientali in riferimento degli inquinamento di flusso di tipo convenzionale è l’ossigeno sciolto..

135 135 L’inquinamento Idrico La quantità di ossigeno disciolto in un corpo idrico dipende dalle condizioni dell’ambiente, quali la temperatura, il flusso dell’acqua e il carico dei rifiuti. La misura della domanda di ossigeno che si determina in un corso d’acqua in corrispondenza di qualsiasi particolare volume d di emissione è detta domanda biochimica d’ossigeni. Un secondo inquinante di flusso è l’inquinamento termico, legato all’emissione di calore in un corso d’acqua, innalzando la temperatura dell’acqua vicino alla bocca di scarico, riducendo il contenuto di ossigeno disciolto e può determinare sensibili mutamenti dell’equilibrio ecologico della zona interessata.

136 136 L’inquinamento Idrico Un’altra classe d’inquinante è l’ Azoto e il Fosforo, che stimolano la crescita della vegetazione acquatica, come le alghe e la mucillagine, ma se in presenti in quantità eccessiva, possono generare alterazione all’odore, al gusto all’aspetto. Altro inquinante di flusso, chiamati inquinanti persistenti, così denominati per la loro complessa struttura molecolare, queste sostanze non si decompongono del tutto nel corso dell’acqua, in parte vengono degradate, ma il processo è cosi lento che possono percorrere lunghe distanze d’acque mantenendo pressoché una forma inalterata. Gli inquinanti persistenti si accumulano non solo nei corsi d’acqua, ma anche nelle catene alimentari.

137 137 L’inquinamento Idrico Inquinanti di stock Le sostanze chimiche inorganiche e i minerali sono i principali esempi di inquinanti di stock tra questi i metalli pesanti, come piombo, cadmio e mercurio. Nessun processo naturale rimuove o trasforma gli inquinanti di stock. Per cui corsi d’acqua, i laghi o i mari non sono in grado di liberarsene. Alcuni esempi - Malattia Minatia - Malattia Ita Itai

138 138 L’inquinamento Idrico Cenni sulle politiche di controllo  In Italia nel 1976, la Legge Merli del 10 Maggio 319 in tema di tutela delle acque dall’inquinamento.  La legge disciplinava gli scarichi di qualsiasi tipo, pubblici e privati diretti e indiretti, in tutte le acque superficiali e sotterranee, interne e marine, pubbliche e private, nonché le fognature, sul suolo e nel sottosuolo, formulava inoltre criteri generali per l’uso e lo scarico delle acque.  Secondo la legge Merli, la gestione delle politica di controllo era demandata:

139 139 L’inquinamento Idrico oAllo Stato, che ha compiti di indirizzo, promozione e coordinamento e di elaborare un piano nazionale di risanamento delle acque. oAlle regioni, che redigono i piani di risanamento delle acque e rilevano le caratteristiche dei corpi idrici. oAlle province, che hanno compiti di controllo sugli scarichi ed elaborano il catasto degli scariche stessi. oAi comuni, che curano i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione delle acque urbane e gli scarichi nelle fognature pubbliche.

140 140 L’inquinamento Idrico La legge inoltre impone il pagamento di un canone in base a formule predisposte dal Ministero dell’Ambiente a seconda della tipologia di inquinante e composto da due parti. Si tratta di una innovazione di notevole portata che accomuna l’Italia ad altre realtà europee dello stesso periodo come la Germania occidentale e la Cecoslovacchia che mostrano come un approccio al controllo dell’inquinamento idrico basato sugli incentivi sia in realtà fattibile. Il D.Lgs 152/199, ha sostituito parte della legge Merli, sono stati fissati obiettivi minimi di qualità del corpo ricettore per alcuni corpi idrici e obiettivi di qualità per altri cono specifica destinazione.

141 141 L’inquinamento Idrico Il decreto legislativo prevede la predisposizione di un nuovo piano: il Piano Regionale di tutela dell’acque, che contiene l’elenco dei corpi idrici a specifica destinazione e fissa le relative soglie di carico.

142 142 Gli impegni Internazionali La necessità di dover garantire un più equo sviluppo sociale ed economico, si è tradotta in un impegno politico anche a livello internazionale. I percorsi della sviluppo sostenibile. Vedere schema del percorso legislativo La tappa fondamentale è stata il “Vertice della Terra” tenutesi a Rio de Jeneiro nel 1992, dove il programma dello sviluppo sostenibile viene assunto, anche a livello governativo, come percorso obbligato per la sopravvivenza del pianeta.

143 143 Gli impegni Internazionali La conferenza di Rio  Nel Giugno del 1992 a Rio de Janeiro si è tenuta la conferenza Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo a cui hanno partecipato i rappresentanti dei governi dei paesi di tutto il mondo e delle Organizzazioni Non governative.  Cosa ha prodotto la conferenza di Rio? - H a approvato la “Dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo Sviluppo, - Ha firmato le Convenzioni sul Cambiamenti Climatici e sulla Biodiversità, - Bozza delle Convenzioni sulla Desertificazione. - Tra i documenti prodotti l’agenda 21.

144 144 Gli impegni Internazionali Agenda 21 locali: il ruolo delle città. -L’agenda 21 locali è uno sforzo comune, all’interno di una città, per raggiungere il consenso tra tutti gli attori sociali, riguardo la definizione e l’attuazione di un Piano di azione ambientale che guardi al 21 secolo. -Nell’agenda 21 vengono considerate le esigenze dei cittadini e la loro partecipazione nelle scelte di politica ambientale locale, per poter formulare particolari strategie per poter riqualificare da un punto di vista ambientale e sociali le aree urbane.

145 145 Gli impegni Internazionali La conferenza di Kyoto. -La conferenza di Kyoto è un importante appuntamento avvenuto nel 1997 in cui è stato definito un protocollo, che impegna i paesi firmatari a ridurre entro il 2012, il 5,2 % rispetto ai livelli del 1990, le principali emissioni di gas capaci di alterare il naturale effetto serra del pianeta. -Nessun tipo di limitazione per i paesi in via di sviluppo -Impegna i Paesi firmatari alla protezione ed estensione di foreste per favorire l’assorbimento dell’emissione di anidride carbonica.

146 146 Gli impegni Internazionali Percentuale di riduzione di gas serra entro il 2012 rispetto ai livelli del  Mondo 5,2%  Unione Europea 8%  Russia 0%  Stati Uniti 7%  Giappone 6%  Italia 6,5%  Paesi in via di Sviluppo Nessuna limitazione I gas di cui bisogna ridurre l’emissione L’anidride carbonica, il protossido di azoto, gli idrofluorocarburi, i perfluorocarburi e l’esafloruro, il metano etc.

147 147 Gli impegni Internazionali Le politiche e le azioni operative che si dovranno sviluppare per ridurre l’emissioni:  Migliorare l’efficienza tecnologica e ridurre i consumi energetici nel settore termoelettrico, nel settore dei trasporti e in quello abitativo;  Promuovere azioni di riforestazzioni per incrementare le capacità del pianeta di assorbimento dei gas serra;  Promuovere forme di gestione sostenibile di produzione agricola;  Incentivare la ricerca, lo sviluppo l’uso di nuove fonte energetiche rinnovabili;  Applicare misure fiscali appropriate per disincentivare le emissioni di gas serra.

148 148 Gli impegni Internazionali 2002 Johannesburg: a 10 anni da Rio A 10 anni da Rio si è tenuto a Johannesburg il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile. In tale occasione è emerso che nonostante i progressi riscontrabili, l’effettivo grado di attuazione degli impegni di Rio è insoddisfacente. Gli obiettivi dell’Agenda 21 non sono stati pienamente realizzati, le condizioni dell’ambiente risultano peggiorate e non vi è stata l’auspicata inversione di tendenza sui modelli di produzione e consumo.

149 149 Gli impegni Internazionali Il summit di Johannesburg si è concluso con l’adozione di tre importanti documenti. 1.Dichiarazione dello sviluppo sostenibile; 1.Un piano di implementazione di Agenda 21; 1.Una lista di azione per azione specifiche.


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