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Romanizzazione E Globalizzazione. “Memorie d’Adriano”(Yourcenar) “la guerra appartiene alla realtà di tutti i tempi” -La civiltà romana era conosciuta.

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Presentazione sul tema: "Romanizzazione E Globalizzazione. “Memorie d’Adriano”(Yourcenar) “la guerra appartiene alla realtà di tutti i tempi” -La civiltà romana era conosciuta."— Transcript della presentazione:

1 Romanizzazione E Globalizzazione

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3 “Memorie d’Adriano”(Yourcenar) “la guerra appartiene alla realtà di tutti i tempi” -La civiltà romana era conosciuta nel mondo per l’uso della forza e le conquiste militari -Il popolo romano era diventato il simbolo dell’essere “bellicosus” -I Romani possiedono reperti archeologici grandiosi -Con Adriano si è giunti ad un profondo cambiamento culturale nel mondo romano -Adriano fu conquistato dalle diverse civiltà con cui venne in contatto -Egli non prediligeva l’uso della forza ed era totalmente diverso dai suoi predecessori -aveva amore per l’arte ed elevata cultura

4 L’indirizzo di Adriano era un’apertura dell’Italia verso le province Roma non era più un impero in guerra,ma un impero umanistico in cui tutte le parti concorrevano a creare una compenetrazione con la cultura e la civiltà romana L’imperatore fu divinizzato grazie alla costruzione del tempio a lui dedicato Quando Adriano era governatore della Pannonia represse nel sangue le incursioni dei Sarmati nel territorio dei Daci Durante il suo regno attuò un regime pacifico Estirpò l’Assiria e la Mesopotamia Il “Vallum Hadriani” divenne l’emblema della rinuncia adrianea alla politica di conquista con opera di difesa Egli proclamava il rispetto dell’altro e la generosità verso tutti perché avrebbero evitato a Roma il destino degli altri imperi maestosi

5 Tutte le strade portano a Roma

6 La Strada Via AppiaVia EmiliaVia Latina Via Flaminia Via Sacra Via Domiziana Via Traiana

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8 Le strade erano pensate per durare a lungo: prima di tutto veniva scavata una trincea profonda circa cm che veniva riempita con successivi strati di terra, pietra e sabbia fino a raggiungere il livello del terreno. Il tutto veniva cementato con la calcina. Poi venivano rivestite di grosse lastre poligonali di basalto o calcare incastrate perfettamente tra loro; gli interstizi erano riempiti da brecciolina. Questi profondi letti di pietre sbriciolate servono anche per far si che le strade rimanessero asciutte, in quanto terreni argillosi in fango. Erano larghe dai 4 ai 6 metri. Le strade erano dotate di pietre miliari, che indicavano la distanza in miglia dal miliario aureo posto nel Foro romano. Si ritiene che i romani abbiano ereditato l'arte di costruire le strade dagli Etruschi, e il metodo andò via via migliorando all'acquisire idee di altre culture. Dopo un sopralluogo dell'architetto, che stabiliva dove doveva passare all'incirca la strada, era il turno degli agrimensori, che individuavano il punto preciso per la costruzione. Essi usavano dei pali e uno strumento chiamato groma, per tracciare angoli retti. I gromatici piazzavano i pali e stabilivano una linea, chiamata rigor. L'architetto cercava di mantenere il tracciato dritto spostando i pali. Poi con la groma si tracciava una griglia sul piano stradale. A questo punto erano di scena i libratores che, con aratri e aiutati dai legionari con le spade, scavavano il terreno fino allo strato di roccia, o fino a uno strato solido. La profondità di questa fossa variava da terreno a terreno.

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11 Controllo dell’impero Tramite il sistema stradale romano fu possibile far giungere la pax romana in ogni angolo dell’Impero Le strade permettevano un’efficace riscossione delle tasse Aumentavano la rapidità di spostamenti e dei commerci Garantivano un’ottima diffusione di notizie Servivano all’esercito per raggiungere in tempi brevissimi luoghi di guerra Costituivano un timore per i popoli barbari che temevano la velocità di spostamento delle legioni romane (ciò era possibile solo grazie alle vie romane)

12 Strade come unione Uniscono le Province e fanno cadere le barriere tra nazioni, città, razze Permettono l’uguaglianza tra Province - ogni stato è facilmente raggiungibile - ad ogni provincia è affidato il compito di badare al mantenimento del sistema stradale - chiunque si trovi all’interno dell’orbe romano è cittadino romano

13 Potere e sicurezza Grazie alle numerose vie romane il principe vigila da Roma su ogni angolo del dominio, come il direttore sul coro. “Chi insidia la pax romana merita i più aspri rigori.” La rapidità di intervento dell’esercito di Roma rassicura i provinciali esposti alle continue incursioni

14 Urbe Roma Il centro di tutte le strade

15 L’idea di città nel mondo romano Prima della cristianizzazione Centro di vita economico e culturale Riferimento politico e organizzativo Città come simbolo nel “cursus” del cittadino

16 Dopo la cristianizzazione Centro di culto ( incontro di più culture) Punto di svolta nella vita del cittadino Percorso di pellegrinaggio Conclusione Roma  Urbe ad excelsio (per eccellenza) : schema sociale morale e materiale

17 La viabilità a Roma

18 Viabilità concepita come strumento militare e come efficace attrezzatura per il commercio Le vie silice stratae costituiscono il più noto e caratteristico esempio della via romana e del nome strada Costruzione di terrapieni,adoperati generalmente per superare i terreni paludosi Il ponte è il principale manufatto stradale I trasporti di persone erano fatti da carrozza leggere(readae),quelli di merci da carri pesanti tirati da buoi(clabularia) Durante i viaggi era possibile trovare una rete di stationes e mansiones,provviste di veterinari(mulomedici) e personale di polizia(stationarii) Codex Theodosianus:codice che stabilisce il peso massimo trasportabile dai carri

19 La navigazione a Roma

20 La navigazione antica disponeva di mezzi navali di tonnellaggio modesto Alle “traversate” si ricorreva soltanto quando fosse indispensabile Gli antichi non possedevano carte nautiche,ma possedevano scritti riportanti notizie ritenute utili alla navigazione,che dal medioevo in poi prendono il nome di Portolani La Sicilia rappresentava il punto di sosta per la navigazione verso l’Africa La navigazione antica appare dominata dalla diffidenza,causa di ciò sono le leggende passate La velocità delle navi ruotava intorno alle miglia

21 Industria e Commercio nella Roma antica (Ferdinando Stirati)

22 Industria Cause dello sviluppo industriale e dell’arricchimento: influenza politica e conquista militare →molti centri di produzione ricadono sotto Roma →Roma amplia continuamente il proprio orizzonte culturale e istituzionale →stimolo produttivo proveniente dal sorgere di nuove esigenze Roma primitiva: nei villaggi primitivi non vi è industria, ma solo produzione di manufatti tramite l’attività familiare. Apporto e influenza etrusca (periodo dei Tarquini): l’Etruria eccelle nell’estrazione e lavorazione dei metalli; presenza dei primi imprenditori e industrie nelle botteghe artigiane. Magna Grecia e Sicilia. Nord Italia: prevale la vita agricola e pastorale; l’unico centro industriale e di traffici lungo l’asse Roma-Europa centrale-Adriatico è Aquileia.

23 Grecia: grande centro industriale che vede presto il suo declino, famoso per le costruzioni navali (  comunicazioni marittime). Cartagine e Nord Africa. Gallia, Europa Centrale: considerate terre di approvvigionamento, per cui sviluppano una forma industriale destinata al consumo e all’esportazione che fa concorrenza ai prodotti italiani. Penisola Iberica. Egitto e Siria (Alessandria, Tiro, Sidone, Damasco): produzione di articoli di lusso (tessuti per la “moda”, carta da papiro, vetri, unguenti e profumi, orefizi, avorio…) Anatolia e Isole greche: tessuti e tintorie, costruzioni navali, profumi e pelli conciate per la scrittura (Pergamo)

24  A Roma nasce l’”Industria Moderna” che supera lo stadio iniziale dell’artigianato: a)molta mano d’opera impiegata; b)specializzazione della manifattura; c)intervento del commercio per la diffusione dei prodotti;  l’unico deficit sta nell’inesistenza della macchina

25 Commercio I romani appaiono schivi dal commercio (predatori) e di gran lunga inferiori a Fenici, Cartaginesi, Elleni, Etruschi; in verità amavano il mercato, tanto che i patrizi, esclusi dal commercio (Legge Flaminia), si servivano di “insitores”. Primo commercio laziale: più antico dell’industria, perché serve anche alla vita agricola e pastorale; inizialmente gli artigiani svolgevano direttamente l’attività di commerciante. Ampliamento del traffico: → le prime ostilità nascono dalla volontà di Roma di espandere i propri commerci (primato laziale, italico e conflitto con Cartagine per il “mare internum”) → classe degli equites che si lancia nel mercato (banche e appalti) Oriente: i contatti favoriscono lo spirito commerciale romano; → “corsa agli affari” → oltre a creare nuovi traffici, si riutilizzano e potenziano quelli già esistenti nelle regioni conquistate

26 Aumento di popolazione a Roma  maggiori importazioni Commercio estero (Medio/Estremo Oriente): → spedizioni militari  nuove relazioni commerciali → si utilizzano le antiche vie commerciali per importare spezie e pietre preziose → l’aumentare delle invasioni barbariche sgretola questi rapporti Africa equatoriale: si utilizzano le vie degli antichi traffici di Egitto e Siria con il sud, per importate merci tropicali e preziose Nord Europa (territorio polacco e Gallia): forte rapporto commerciale che interessa ferro e metalli, ceramiche, statuette e vetri, cavalli, pelli e pellicce, cera, grano.

27 Unità commerciale del Mondo Antico Libertà dei commerci in tutto il mondo romano: → unità delle regioni → caduta delle barriere doganali CONGEGNO UNITARIO → contatti diretti fra regioni lontane DI COMMERCIO  WTO? → possibilità di traffico esterno Vincoli tra i popoli e accostamento tra le varie economie Si potenzia la classe commerciale Attenzione da parte dell’amministrazione imperiale (A. lotta contro i pirati; B. rete per la viabilità; C. unificazione monetaria; D. leggi e diritto commerciale) ROMA: enorme mercato di consumo e assorbimento delle merci (e bottini di guerra)  aumento del tenore di vita

28 I Romani e la globalizzazione Attraverso una migliorata viabilità e un’amministrazione unificata era stato possibile attuare un’uniformità di costumi, di leggi, di lingua, di istituzioni su territori vastissimi. Da Roma si irradiano strade che conducono in tutti i Paesi sottoposti e tutte partono dal Campidoglio, simbolo del potere centrale, e da li si diramano ordini e lì vi affluiscono attributi.

29 Limiti di Roma E’ evidente l’impossibilità del governo di provvedere alla manutenzione di fortificazioni, strade, ponti (che veniva imposta agli amministratori locali) e di far funzionare un sistema fiscale sempre più intollerabile. Il distacco dei sudditi dalla capitale, che li opprime senza offrire più alcuna protezione aumenta sempre più. Insicurezza nelle frontiere, disordini sociali, piraterie lungo le coste rallentano o interrompono le comunicazioni e gli scambi, rendendo impossibile il controllo di Roma sul territorio.

30 Stati Uniti, la Roma del 21° secolo? Usa Garanzia di benessere; stabilità economica ai paesi alleati Predominanza dell’inglese e poi dello spagnolo Miglioramento tecnologico militare e mantenimento continuo dell’efficienza bellica “Colonizzazione mediatica globale” (cinema, moda, TV, sport…) Roma Promessa di pace, stabilità politico- sociale e libertà religiosa ai popoli conquistati Predominanza del latino e poi del greco Politica di conquista e mantenimento dei confini Giochi e spettacoli (distacco dei cittadini dalla politica a favore del lucro) Unipolarità Uniformità linguistica Imperialismo militare Importanza politica dell’intrattenimento “Sindrome implosiva” anche nell’”Impero Americano”? CRISI ECONOMICA

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32 In questa nostra epoca di globalizzazione l'impero romano, esteso per migliaia di chilometri con pi ù fusi orari, è stato un grande esempio non solo di "romanizzazione" ma anche di globalizzazione, non solo perch è tutti parlavano la stessa lingua ma soprattutto perch è tutti avevano accettato il modello di vita romano. Dall'Ingliterra alla Siria, dalla Tunisia alla Baviera e alla Romania il modello romano si era esteso ovunque realizzando l'auspicio espresso da Plinio il Vecchio: "tante nazioni, una sola patria". Gli elementi della civitas romana erano presenti in ogni provincia: in primo luogo la lingua, poi l'urbanistica. Un ipotetico viaggiatore dell'epoca attraversando l'impero non solo poteva comunicare in latino con le popolazioni locali ma trovava ovunque i fori, il teatro l'anfiteatro e le terme, luoghi che in provincia come nella capitale svolgevano anche una funzione sociale dove i cittadini si riunivano per chiacchierare o concludere affari, affari che ovviamente dovevano svolgersi nel rispetto di un'unica legge, la lex, imposta da Roma, a cui tutti i cittadini e non dovevano sottostare. Ma, oltre al diritto, le popolazioni annesse all'Impero, dai Galli ai Cartaginesi, dai Daci agli Egiziani, acquisivano un nuovo culto con l'obbligo di offrire sacrifici all'imperatore e a Roma imperiale. A questo proposito tuttavia sarebbe sbagliato dire che i romani imponessero la loro religione: uno degli aspetti pi ù intelligenti della colonizzazione romana era il sottile l'approccio ai culti e alle credenze locali. Le popolazioni conquistate potevano mantenere tutte le loro antiche pratiche religiose purch è non mancassero di offrire sacrifici anche all'imperatore e alle divinit à ufficiali dello stato. Cos ì avveniva che gli dei locali, col tempo, spesso finissero per assumere il nome di una divinit à romana. In Nord Africa, ad esempio, dove le popolazioni adoravano gli antichi dei punici, Saturno impersonava il dio Bal; allo stesso modo Tanit, la crudele dea della fertilit à moglie di Bal, divenne la dea Giunione. In genere le popolazioni accettavano di buon grado la dominazione romana anche perch è chi si sottometteva all'impero godeva di grandi vantaggi. Una caratteristica dell'impero romano era l'accondiscendenza a introdurre le popolazioni delle province nelle strutture del potere. Al contrario di questo accadeva nei sistemi imperialisti dell'era moderna, come l'impero britannico o il colonialismo francese, dalla periferia dell'impero romano le elites locali convergevano a Roma dove diventavano soldati, funzionari, magistrati, senatori, persino imperatori. IMPERO ROMANO & GLOBALIZZAZIONE

33 Un esempio della progressiva assimilazione culturale delle province è data dalle iscrizioni sulle rovine di Dugan, nell'odierna Tunisia, che mostrano come le grandi famiglie locali gradualmente abbandonassero i nomi africani in favore dei nomi romani. E dove non può il potere può il denaro: la strategia di Roma per conquistarsi il favore delle popolazioni consisteva essenzialmente nel creare nuova ricchezza. La rete stradale costruita all'inizio prevalentemente per ragioni militari si rivelava poi preziosa per lo sviluppo economico dei territori conquistati favorendo gli scambi commerciali e dando origine ad una nuova classe di mercanti che arrivavano ad accumulare anche grandi ricchezze. L'ottimo sistema viario e la presenza dell'esercito che garantiva la sicurezza dei trasporti, resero possibile la diffusione in tutte le province, anche le più lontane, degli elementi base dell'alimentazione romana; per cui il nostro ipotetico viaggiatore, ovunque andasse, oltre alla statua dell'imperatore trovava altri simboli di Roma imperiale: il grano dell'Egitto, il vino della Grecia e della Gallia, l'olio di oliva di Spagna e d'Italia. Naturalmente tutte queste merci si acquistavano in sesterzi in ogni punto dell'impero e talvolta perfino anche oltre i suoi confini: in India o nelle lontane steppe russe, i mercanti di ogni paese o etnia mercanti di ogni paese usavano per i loro scambi le monete romane. La moneta romana circolava ovunque nell'impero ed era per così dire l'euro del tempo. Ma siamo davvero sicuri che questa epoca romana si sia completamente estinta? In fondo i romani non ci hanno solo lasciato solo degli archi, delle statue, dei bellissimi monumenti ma anche un vero e proprio software che regola la nostra vita di tutti i giorni: 1. l'alfabeto che utilizziamo per scrivere, anche su internet, è romano; 2. la nostra lingua deriva dal latino come buona parte del francese, dell'inglese, del portoghese, dello spagnolo; il sistema giuridico occidentale deriva da quello romano; 3. il sistema stradale, dell'arte,dell'architettura non sarebbero gli stessi senza i romani; 4. il nostro sistema di vita occidentale è in buona parte l'evoluzione moderna del sistema di vita romano. passo tratto dalla trasmissione televisiva "Ulisse" andata in onda su Rai 3 il 13/04/2002


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