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DIRITTO INTERNAZIONALE Università degli Studi di Parma Prof. Marco Scarpati – Prof. Gabriele Catalini.

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Presentazione sul tema: "DIRITTO INTERNAZIONALE Università degli Studi di Parma Prof. Marco Scarpati – Prof. Gabriele Catalini."— Transcript della presentazione:

1 DIRITTO INTERNAZIONALE Università degli Studi di Parma Prof. Marco Scarpati – Prof. Gabriele Catalini

2 LE GUERRE IRAKENE

3 La Prima Guerra del Golfo La Guerra del Golfo (2 agosto 1990 – 28 febbraio detta anche Prima Guerra del Golfo in relazione alla cosiddetta Secomda Guerra del Golfo) è il conflitto che oppose l‘Iraq ad una coalizione composta da 35 stati formatasi sotto l'egida dell‘ONU e guidata dagli Stato Uniti, che si proponeva di restaurare la sovranità del piccolo Emirato del Kawait, dopo che questo era stato invaso dall'Iraq.

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5 Il 2 agosto del 1990 il ra‘īs (Presidente) iracheno Saddam Husayn invase il vicino Stato del Kuwait in nome di un'antica ma infondata pretesa di Baghdad di recuperare un territorio che sarebbe stato iracheno. In effetti prima della nascita dell'Iraq sia l'Iraq, sia il Kuwait erano stati parte dei più vasti domini del Sultanato Ottomano. In ogni caso l’Iraq aveva precedentemente riconosciuto l'indipendenza del piccolo Emirato del Golfo Persico allorché questi chiese ed ottenne di essere ammesso nella Lega Araba.

6 IRAQ

7 L'invasione provocò l’immediata reazione delle Nazioni Unite che lanciarono un ultimatum all’Iraq, imponendo il ritiro delle truppe dai territori del Kuwait. La richiesta non conseguì risultati e il 17 gennaio 1991 iniziò la Guerra nel Golfo. Le operazioni di aria e di terra furono chiamate, dalle forze armate statunitensi, Operation Desert Storm motivo per cui spesso ci si riferisce alla guerra usando la locuzione "Tempesta nel deserto".

8 Cronologia Il 17 luglio 1990 – Saddam Hussein pronuncia in televisione un discorso che accusa gli Emirati Arabi e il Kuwait di superare deliberatamente i tetti di estrazione del greggio al fine di danneggiare economicamente l'Iraq. Il 18 luglio ’90 il ministro degli esteri iracheno Tereq Aziz invia un messaggio ufficiale alla Lega Araba accusando il Kuwait di aver rubato petrolio all'Iraq estraendolo lungo i 120 chilometri di frontiera comune, e di aver così inflazionato il mercato petrolifero per far cadere il prezzo del greggio. Per questo, esige l'annullamento di un credito di 10 miliardi di dollari, che il Kuwait vanta nei suoi confronti. I toni si inaspriscono e l'Iraq decide di dispiegare delle forze di terra lungo la frontiera.

9 Il 27 luglio 1990 in seguito alle richieste irachene, l’OPEC decide, per la prima volta dal dicembre 1986, di aumentare il prezzo del barile da 18 a 21 dollari al barile. Il guadagno di 4 miliardi di dollari in un anno non sarà comunque sufficiente a coprire i fabbisogni dell'Iraq. IL 29 luglio 1990 Saddam Hussein chiede al Kuwait, a titolo di risarcimento dei danni subiti, le isole di Bubyan e Warbah, che si trovano in posizione strategica rispetto al Golfo Persico.

10 Il 2 agosto 1990 l'esercito iracheno invade il Kuwait con 100 mila uomini e 300 carri armati, vincendo in quattro ore la resistenza dell'Emirato. Lo sceicco Jaber Al- Ahmed Al Sabah, sovrano dello stato, ripara con la famiglia in Arabia Saudita, mentre suo fratello Fahd rimane ucciso, fra altre 200 persone, negli scontri di Kuwait City. Il CdS con una la risoluzione 660 condanna immediatamente l'invasione. Saddām Husayn

11 Negli Stati Uniti, il presidente George H. W. Bush convoca un'unità di crisi composta fra gli altri da James Baker, segretario di Stato, Colin POwell, capo dell'esercito USA, Norman Schwarzkopf, generale delle forze armate nel Golfo, Richerd Chaney, segretario alla Difesa. Intanto telefona personalmente a più di sessanta capi di stato per mettere insieme un fronte comune al fine di schierare contro Saddam, in caso di confronto, non solo gli Stati Uniti ma il mondo intero.

12 Richard Chaney Norman Schwarzkopf

13 Il 4 agosto 1990 gli Stati Uniti intimano all'Iraq di ritirarsi dal Kuwait. Il 6 agosto dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite votano a favore di dure sanzioni economiche e commerciali contro l'Iraq (si astengono Yemen e Cuba). Il 7 agosto 1990 Saddam proclama, in un discorso televisivo, che il 2 agosto si è verificato «il naturale sbocco della vittoria di Baghdad sull'Iran», e che «l'annessione dell'Emirato del Kuwait al territorio iracheno è totale e irreversibile». Gli Stati Uniti annunciano intanto l'invio di forze militari nel Golfo Persico, dando il via all’Operazione Desert Shield(scudo nel deserto).

14 Il 9 agosto 1990 l'Iraq chiude le frontiere, impedendo a circa diecimila stranieri provenienti da paesi occidentali di tornare in patria. Il 10 agosto 1990 la Lega Araba, in un summit al Cairo si divide sulla questione irachena: una risicata maggioranza si impegna a dislocare unità militari lungo la frontiera tra Iraq e Arabia Saudita, al fine di evitare l'intervento degli Stati Uniti. Favorevoli a Saddam sono Gheddafi e Arafat, mentre si astengono Algeria, Tunisia e Yemen. Il 18 agosto 1990 Saddam "invita" i cittadini occidentali bloccati a rimanere in Iraq e annuncia che saranno "ospitati" in dei siti speciali. La sua intenzione è quella di utilizzarli come scudi umani. Gli stranieri provenienti da Asia e paesi arabi possono invece lasciare l'Iraq, senza però la possibilità di portare con sé i propri averi.

15 Il 20 agosto 1990 Vengono chiuse le ambasciate straniere a Kuwait City e il personale diplomatico viene fatto rimpatriare. Rimangono aperte solo le ambasciate di Francia, UK, Italia e USA, e il personale fa scorta di viveri per sopravvivere senza acqua, energia elettrica e servizi all'interno degli edifici. Il 23 agosto 1990 viene diffuso un video di Saddam circondato da ostaggi britannici: tutto il mondo è indignato nel vederlo accarezzare la testa di un bambino. Il 25 agosto 1990 nelle acque del Mediterraneo, del Golfo Persico e del Mar Rosso sono presenti unità navali di sette paesi occidentali, tra cui l'Italia, che ha deliberato l'invio delle fregate Orsa e Libeccio, della nave-appoggio Stromboli, e di due corvette della classe Minerva.

16 La Fregata “Libeccio”

17 IL 14 settembre 1990 alle unità già presenti nel Golfo, l'Italia aggiunge 8 cacciabombardieri Tornado e la fregata Zeffiro. A Kuwait City vengono prese d'assalto le ambasciate di Canada, Olanda e Francia. Tre addetti di quest'ultima vengono sequestrati. Il 15 settembre Francois Mitterand si impegna a rispondere all'azione del regime di Baghdad e fa espellere gli iracheni presenti sul territorio francese. Il 23 settembre Saddam Hussein minaccia di colpire i pozzi petroliferi del Medio Oriente. IL 24 settembre alla minaccia di Saddam il prezzo del barile oltrepassa la barriera dei 40 dollari e i mercati borsistici sperimentano una giornata nera, con crolli in tutte le piazze da Tokyo a Wall Street.

18 Tornado in rifornimento in volo

19 Il 23 ottobre vengono rilasciati gli ultimi 300 ostaggi francesi trattenuti in Iraq. Gli altri occidentali saranno rilasciati a poco a poco, con l'interessamento di personalità di governo dei vari paesi. Il 19 novembre altri 250 mila uomini sono inviati da Baghdad in Kuwait. Appare chiaro che l'Iraq dispone ancora di larghe risorse prima che si facciano sentire gli effetti dell’embargo, e il Pentagono ha accertato che gli iracheni stanno preparando linee difensive sotterranee e hanno intenzione di sabotare i pozzi petroliferi del Kuwait. Il 30 novembre in un ultimo tentativo di risolvere la crisi in maniera diplomatica, Bush invita Tareq Aziz alla Casa Bianca e decide di inviare Baker a Baghdad, ma l'unico incontro che si realizza sarà quello tra Baker e Aziz a Ginevra il 9 gennaio Il 6 dicembre Saddam libera gli ultimi 300 ostaggi occidentali trattenuti e afferma: «Siamo abbastanza forti da poter fare a meno degli scudi umani».

20 Il 3 gennaio a Washington viene messa ai voti la decisione di Bush di usare la forza contro l'Iraq: camera e senato la approvano, ma un sondaggio rivela che solo il 47% degli americani è favorevole alla guerra (ad agosto era il 73%). Il 16 gennaio, 19 ore dopo la scadenza dell‘ultimatum dell'ONU, ha inizio l'operazione Desert Storm, la più potente azione militare alleata dal 1945 in poi.

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22 Le perdite in combattimento degli Stati Uniti, secondo l'US Department of Veteran Affairs ammontano in tutto a soldati. Quelle irachene invece sono più difficili da stimare: le valutazioni variano da circa ad oltre morti, fra cui diverse migliaia di civili. Il presidente americano Bush si attenne al mandato dell'ONU, evitando di penetrare in profondità in territorio iracheno e di rovesciare il regime di Saddām; questo anche per timore che un vuoto di potere portasse ad una situazione ancora peggiore (come una guerra civile in Iraq, o un allineamento fra Iraned Iraq).

23 George H. V. Bush

24 Le Risoluzioni ONU I La risoluzione 660 del due agosto del 1990 condanna l'invasione del Kuwait da parte delle truppe irachene, il giorno precedente. Ne chiede il ritiro ''immediato e senza condizioni'' e sollecita Iraq e Kuwait ad avviare ''immediatamente'' ''intensi colloqui'' per risolvere le loro divergenze, riservandosi di adottare ''ulteriori misure'' qualora Baghdad non rispetti il provvedimento. Nei quattro mesi successivi ben altre dieci risoluzioni ribadiscono la richiesta (le risoluzioni che Bush non ha considerato presentando il suo 'catalogo' di fronte all'Assemblea generale dell'Onu, un saldo contabile ribadito ieri nella prima conferenza stampa dopo il successo repubblicano alle elezioni di medio termine).

25 Risoluzioni ONU su IRAQ II La 678 del 29 novembre del 1990 ''autorizza tutti i paesi membri che cooperano con il governo del Kuwait'' a ''usare tutti i mezzi necessari per ripristinare la pace e la sicurezza nella regione'' se l'Iraq non rispettera' tutte le richieste contenute nella 660 e nelle successive risoluzioni ''entro o il 15 gennaio del 1991''. Paradossalmente, la comunita' internazionale non avrebbe avuto bisogno di questa risoluzione per lanciare l'operazione ''Desert Storm'', dato che Baghdad aveva violato la Carta delle Nazioni Unite invadendo il Kuwait. Una autorizzazione che invece, secondo i giuristi, e' necessaria adesso. Dato che la risoluzione 687 approvata alla fine della guerra funziona come ''trattato di pace'' e annulla quindi la precedente autorizzazione, la 678, all'uso della forza.

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27 Risoluzioni ONU su IRAQ III Il 3 aprile del 1991 entra in vigore la risoluzione 687 in cui si impone all'Iraq la ''distruzione, rimozione e disattivazione dei suoi armamenti di distruzione di massa, dei missili balistici con una gittata superiore ai 150 chilometri, e di tutti gli impianti e le componenti coinvolte con lo sviluppo di questi programmi''. Il tutto deve avvenire, si precisa, ''senza condizioni''. Il provvedimento istituisce un sistema di verifica e di controllo del rispetto del bando, dando vita alla missione UNSCOM (United Nations Special Commission), e impone a Baghdad l'accettazione, entro 15 giorni, della risoluzione e la descrizione completa e dettagliata dei suoi arsenali. L'Iraq si adegua solo tre giorni dopo circa il primo punto, temporeggia sul secondo, a lungo, sul terzo.

28 Risoluzioni ONU su IRAQ IV Il 17 giugno 1991, la risoluzione 699 conferma il mandato della missione UNSCOM, a cui viene affiancata l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), per le operazioni di monitoraggio della distruzione degli arsenali di armi di distruzione di massa in Iraq. Il 15 agosto 1991, la 707, sollecita Baghdad a fornire ''senza ulteriore ritardo'' l'elenco delle armi bandite dalla 687. L'11 ottobre 1991, la 715 approva il piano presentato da UNSCOM per le operazioni di verifica presentato al Segretario generale dell'Onu e al direttore generale dell'AIEA e sottolinea che Baghdad ''deve accettare senza condizioni gli ispettori e tutti gli altri inviati designati da UNSCOM. 15 ottobre 1994, viene approvata la risoluzione 949 in cui si sollecita Baghdad a ''cooperare pienamente'' con UNSCOM e a ritirare tutte le sue unità militari dislocate nel sud del paese, in direzione del Kuwait, un provvedimento questo a cui l'Iraq si adegua velocemente.

29 Il cappellano Dan Reardon benedice un bombardiere F18/A

30 Risoluzioni ONU su IRAQ V Il 27 marzo 1996, con la risoluzione 1051 entra in vigore un sistema di controllo delle esportazioni ed importazioni irachene, un provvedimento reso necessario dalla scoperta in Giordania, nel novembre dell'anno precedente, di un grande quantitativo di componenti missilistiche dirette in Iraq. Il 12 giugno 1996, la 1060 deplora la proibizione dell'accesso degli ispettori di UNSCOM a otto diversi siti, i cosiddetti ''siti presidenziali'', e sollecita Baghdad ad assicurare ''accesso immediato e senza restrizioni a tutti i siti designati da UNSCOM. La crisi sembrerà risolversi solo nel febbraio dell'anno successivo (1997) con la visita del segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, a Baghdad e la firma di un memorandum di intesa che offre ai siti di Saddam uno statuto speciale. 21 giugno 1997: il CdS approva la risoluzione 1115 in cui sostanzialmente si ribadisce il contenuto della precedente, rafforzandone il linguaggio (al posto di ''deplora'' viene utilizzato il termine ''condanna'') sospendendo tuttavia la periodica revisione delle sanzioni, come misura di ritorsione.

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32 Risoluzioni ONU su IRAQ VI Il 23 ottobre del 1997, la risoluzione 1134 rinnova la sospensione della periodica revisione delle sanzioni in programma al Palazzo di Vetro, preannunciando l'eventuale introduzione di nuove misure restrittive. il 12 novembre del 1997, con la risoluzione 1137, una nuova condanna per il mancato rispetto delle precedenti risoluzioni e bando alle missioni all'estero per funzionari del governo coinvolti con le restrizioni imposte agli ispettori di UNSCOM. il 2 marzo del 1998 con la Risoluzione 1154 si ribadiscono tutte le dichiarazioni contenute nel Memorandum di intenti firmato dal segretario generale, Kofi Annan, e dal vice premier iracheno, Tareq Aziz a Baghdad il 23 febbraio (dichiarazione in cui si assicura agli otto siti presidenziali uno ''status speciale'', e in cui Baghdad ribadisce la propria volonta' a concedere ''accesso immediato, senza limiti e restrizioni'' agli altri siti, secondo quanto previsto dalle precedenti risoluzioni).

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34 Risoluzioni ONU su IRAQ VII Il 13 ottobre 1998, nella 1194, la sospensione della collaborazione irachena viene definita ''del tutto inaccettabile''. Viene sospesa nuovamente la revisione del regime di sanzioni. 5 novembre 1998, risoluzione 1205: nuova condanna dell'Iraq e richiesta a Baghdad di riammettere gli ispettori ''immediatamente e senza condizioni''. L'Iraq aveva infatti formalmente rotto ogni rapporto con UNSCOM il 31 ottobre. Da allora nessuna verifica internazionale e' stata mai piu' compiuta in Iraq. L'espulsione degli ispettori sancisce la fine della missione UNSCOM, che viene sostituita da UNMOVIC (United Nations Monitoring, Verification and Inspection Commission) con la risoluzione 1284 del 17 dicembre del Tutti gli ispettori di UNMOVIC sono funzionari dell'Onu, per evitare il ripetersi delle accuse di Baghdad circa le presunte attivita' di spionaggio dei tecnici in favore degli Stati Uniti. Al vertice della missione viene nominato l'ex direttore generale dell'AIEA, il diplomatico svedese, Hans Blix.

35 Risoluzione 1441 (2002) 1441 Agendo sotto il capitolo Settimo della Carta dell'Onu il Consiglio: 1) - DECIDE che l'Iraq è stato e rimane in VIOLAZIONE SOSTANZIALE dei suoi obblighi conseguenti alla risoluzione 687 (1991), in particolare per la mancata collaborazione con gli ispettori dell'Onu e dell'Aiea, e per il non aver completato le azioni richieste nei paragrafi da 8 a 13 della risoluzione ) - DECIDE di offrire all'Iraq una OPPORTUNITÀ FINALE di collaborare con i suoi obblighi di disarmo in base alle rilevanti risoluzioni dell'Onu e DECIDE di conseguenza di istituire un regime rafforzato di ispezioni con lo scopo di portare a pieno e verificato completamento il processo di disarmo stabilito dalla risoluzione 687 del 1991 e delle successive risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.

36 3) - DECIDE che, per cominciare a porre in atto i suoi obblighi di disarmo, oltre a sottoporre le dichiarazioni biannuali richieste, il governo dell'Iraq fornisca all'Unmovic all'Aiea e al Consiglio di Sicurezza non oltre 30 giorni dalla data della risoluzione una AGGIORNATA ACCURATA, PIENA E COMPLETA DICHIARAZIONE di tutti gli aspetti dei suoi programmi di sviluppo di armi chimiche, biologiche, nucleari, missilistiche e altri sistemi di lancio tra cui veicoli aerei senza pilota... fornendo la precisa ubicazione di queste armi, componenti, sotto-componenti, riserve di agenti e materiali e attrezzature relative... 4) - DECIDE che false dichiarazioni o omissioni nelle dichiarazioni sottomesse dall'Iraq in seguito a questa risoluzione e la mancata collaborazione in qualsiasi momento con i dettati di questa risoluzione costituirà ulteriore VIOLAZIONE SOSTANZIALE dei suoi obblighi che dovrà essere riportata in Consiglio per VALUTAZIONE in accordo con i paragrafi 11 E 12.

37 5) - DECIDE che l'Iraq fornisca all'Unmovic e all'Aiea IMMEDIATO ACCESSO SENZA RESTRIZIONI O CONDIZIONI a tutti i siti anche sotterranei, edifici, attrezzature, documenti e mezzi di trasporto che gli ispettori decidano di visitare, assieme a immediato accesso privato e senza restrizioni a tutti i funzionari e altre persone che decidano di intervistare nel luogo di loro scelta. Decide inoltre che Unmovic e Aiea possano condurre le interviste dentro o fuori l'Iraq, possano facilitare a loro arbitrio il loro spostamento e quello delle loro famiglie fuori dall'Iraq e questo alla sola discxrezione dell';Unmovic e dell'Aiea. Queste interviste potranno svolgersi senza la presenza di osservatori iracheni. Istruisce inoltre l'Unmovic e richiede che l'Aiea riprendano le ispezioni non oltre 45 giorni dall'adozione della risoluzione e aggiornino il Consiglio 60 giorni dopo. 6) - AVVALLA la lettera 8 ottobre 2002 del presidente esecutivo dell'Unmovic e del direttore generale dell'Aiea al generale (Amir) al- Saadi del governo dell'Iraq e DECIDE che questa lettera sia vincolante per l'Iraq.

38 7) - DECIDE inoltre che, alla luce della prolungata interruzione delle ispezioni, il Consiglio di Sicurezza stabilisca le seguenti procedure riviste o addizionali che saranno vincolanti per l'Iraq nonostante accordi precedenti. -- Unmovic e Aiea determineranno il personale delle ispezioni a cui spetteranno privilegi e immunità del personale di esperti in missione. -- Il persona Unmovic e Aiea godranno dei privilegi dell'immunità previste dall'apposita convenzione dell'Onu. -- Unmovic e Aiea avranno diritto di entrare e uscire senza restrizioni dall'Iraq, il diritto di completi liberi movimenti dentro e fuori i siti di ispezione e il DIRITTO DI ISPEZIONARE QUALSIASI SITO O EDIFICIO compresi I SITI PRESIDENZIALI nonostante i termini della risoluzione 1154 del Unmovic e Aiea avranno il diritto di ricevere dall'Iraq i nomi di tutto il personale associato al presente o in passato con i programmi militari chimici, batteriologici, missilistici o nucleari e con le installlazioni di produzione. -- La sicurezza di Unmovic e Aiea sarà assicurata da sufficiente personale di sicurezza Onu. -- Unmovic e Aiea potranno dichiarare zone di 'non volò e di 'non transitò, zone di esclusione e corridoi di transito aereo e terrestre vigilate da forze di sicurezza Onu o da stati membri: lo scopo sarà 'congelarè un sito da ispezionare. -- Unmovic e Aiea avranno diritto di usare senza restrizioni aerei e elicotteri sia dotati di pilota che senza pilota. -- Unmovic e Aiea avranno il diritto di rimuovere, distruggere o rendere innocui armi proibite, sub-sistemi, componenti, documenti e il diritto di chiudere gli impianti per la produzione dei suddetti. Avranno il diritto di comunicare liberamente e senza restrizione anche in codice. -- Unmovic e Aiea avranno il dirito di importare e usare materiali per ispezioni e esportare materiali equipaggiamento e docuqmenti sequestrati nelle ispezioni senza perquisizioni del loro bagaglio personale o di servizio.

39 8) - DECIDE che l'Iraq non prenderà misure ostili contro personale Onu o stato membro che fa rispettare le risoluzioni dell'Onu. 9) - RICHIEDE che il Segretario generale notifichi immediatamente all'Iraq questa risoluzione e che l'Iraq dichiari la sua accettazione entro sette giorni. 10) - RICHIEDE che tutti gli stati membri collaborino in pieno con Unmovic e Aiea. 11) - INCARICA il presidente esecutivo di Unmovic e il direttore dell'Aiea di informare immediatamente il Consiglio di qualsiasi interferenza o mancata collaborazione dell'Iraq. 12) - DECIDE di convocarsi immediatamente in base ai paragrafi 4 o 11, una volta ricevuto un rapporto per considerare la situazione e il bisogno di piena attuazione con tutte le risoluzioni rilevanti del Consiglio di Sicurezza per RIPRISTINARE LA PACE E LA SICUREZZA INTERNAZIONALE. 13) - RICORDA in questo contesto che il Consiglio ha ripetutamente avvertito l'Iraq che andrà incontro a GRAVI CONSEGUENZE come risultato delle sue continue violazioni ai suoi obblighi. 14) - DECIDE di rimanere investito della questione.

40 La seconda Guerra del Golfo

41 La Seconda Guerra del Golfo inizia il 20 marzo 2003 con l'invasione dell'Iraq da parte di una coalizione formata da Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Polonia.

42 George W. Bush Saddam Hussein

43 Le truppe della coalizione prevalsero facilmente sull'esercito iracheno, tanto che il 1° maggio 2003 il presidente americano George W. Bush proclamò concluse le operazioni militari su larga scala. Tuttavia, nonostante numerosi paesi (fino al dicembre 2006 anche l‘Italia) si siano uniti alla coalizione inviando contingenti militari, il conflitto prosegue.

44 Il conflitto si è trasformato in una guerra civile che vede da una parte le forze internazionali e il nuovo governo iracheno (e le milizie curde e sciite che lo appoggiano) e dall'altra un movimento di resistenza forte soprattutto nelle province centrali a prevalenza sunnita, di cui fanno parte blocchi disparati che vanno da ex- membri del partito Bath e dell'esercito, a gruppi religiosi, etnici o tribali e a gruppi apertamente terroristici legati ad Al- Quaida.

45 Aerei della coalizione in volo sull’Iraq


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