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Le aree monetarie ottimali e lesperienza europea.

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Presentazione sul tema: "Le aree monetarie ottimali e lesperienza europea."— Transcript della presentazione:

1 Le aree monetarie ottimali e lesperienza europea

2 Slide 10-2 Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Organizzazione della lezione Levoluzione della moneta unica europea Leuro e la politica economica dellarea delleuro La teoria delle aree monetarie ottimali Il futuro dellUME Sommario

3 Slide 10-3 Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Introduzione I paesi dellUnione Europea hanno progressivamente ristretto le fluttuazioni reciproche delle loro valute. Tale processo è culminato con la nascita delleuro avvenuta il primo Gennaio Questa lezione è incentrata sulle questioni seguenti: Come e perché lEuropa ha introdotto la moneta unica? Leuro porterà benefici alle economie dei suoi stati membri? In che modo leuro influenzerà i paesi esterni allUnione Monetaria Europea (UME)? Quali insegnamenti fornisce lesperienza europea in relazione ad altri possibili programmi di unificazione delle monete?

4 Slide 10-4 Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Introduzione Figura 10-1: paesi membri dellarea delleuro a partire dal 1° Gennaio 2001

5 Slide 10-5 Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Introduzione Participating countries: 15 Member States of the European Union are participating in the single currency: Austria Belgio Cipro (2008) Finlandia Francia Germania Grecia (2001) Irlanda Italia Lussemburgo Malta (2008) Olanda Portogallo Slovenia (2008) Spagna Non-participants: Bulgaria, Czech Republic, Denmark, Estonia, Latvia, Lithuania, Hungary, Poland, Romania, Slovakia, Sweden and the United Kingdom are EU Member States but are not currently participating in the single currency. Denmark, Estonia, Cyprus, Latvia, Lithuania, Malta and Slovakia are members of the exchange rate mechanism II (ERM II). This means that the Danish krone, the Estonian kroon, the Cyprus pound, the Latvian lats, the Lithuanian litas, the Maltese lira and the Slovak koruna are linked to the euro. It is expected that in the future more countries will join ERM II.

6 Slide 10-6 Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Tabella 10-1: un breve glossario Levoluzione della moneta unica europea

7 Slide 10-7 Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Levoluzione della moneta unica europea Iniziative di riforma monetaria in Europa, Il rapporto Werner (1969) adottato dalla CEE nel 71: –Ha delineato un programma in tre fasi per la costituzione dellUnione Economica e Monetaria: –tassi di cambio fissi tra paesi europei –centralizzazione delle decisione europee di politica monetaria –riduzione delle barriere commerciali ancora esistenti in Europa Le due ragioni fondamentali alla base delladozione delleuro sono: –la promozione del ruolo dellEuropa nel sistema monetario mondiale (difesa degli interessi economici vs USA); –la trasformazione dellUnione Europea in un vero mercato unificato. Nel 57 Trattato di Roma: nasce la CEE ma permangono barriere.

8 Slide 10-8 Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Il sistema monetario europeo, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Francia, Italia e Gran Bretagna parteciparono ad un sistema comune di cambi flessibili, noto come Serpente. –La maggior parte dei tassi di cambio poteva fluttuare verso il basso o verso lalto al massimo del 2.25% rispetto ad una data una parità centrale. –Il Serpente rappresentò un passaggio intermedio verso il più generale Sistema Monetario Europeo (SME). I primi otto paesi partecipanti allo SME costruirono una rete formale di tassi di cambio bilaterali, fissati nel marzo Levoluzione della moneta unica europea

9 Slide 10-9 Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. I controlli valutari ed i frequenti riallineamenti furono elementi essenziali per il mantenimento del sistema fino alla metà degli anni ottanta. –Dopo la metà degli anni ottanta, tali controlli vennero aboliti nellambito del più vasto programma 1992 dellUE finalizzato allunificazione del mercato. Nel corso delle crisi valutarie che ebbero luogo nel settembre 1992, Italia e Gran Bretagna consentirono alle loro valute di fluttuare. Nellagosto 1993, la maggior parte delle bande di oscillazione venne ampliata del ± 15% (inizialmente ± 2,25% ) come reazione ai continui attacchi speculativi. Levoluzione della moneta unica europea

10 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Levoluzione della moneta unica europea Valvole di sicurezza: Bande di oscillazione; Estensioni di credito da membri a moneta forte a membri a moneta debole; Controlli valutari che limitavano la compravendita di valute, eliminati definitivamente nel 1995.

11 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Il predominio monetario tedesco e la teoria della credibilità dello SME La Germania aveva uninflazione ridotta ed una banca centrale indipendente. –Si era inoltre guadagnata la reputazione di attuare politiche anti-inflazionistiche rigorose. La teoria della credibilità dello SME –Con la fissazione della parità nei confronti del marco tedesco, in effetti gli altri paesi dello SME importarono la credibilità della Bundesbank, ben nota per la sua volontà di combattere linflazione. –Linflazione nei paesi dello SME andò a convergere con il basso tasso di inflazione tedesco. Levoluzione della moneta unica europea

12 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Levoluzione della moneta unica europea Figura 10-2: convergenza dei tassi di inflazione nei primi sei paesi membri dello SME,

13 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Liniziativa europea del 1992 I paesi europei avevano cercato di conseguire una maggiore unità economica tramite: –la fissazione dei tassi di cambio reciproci –misure dirette ad incoraggiare la libera circolazione dei beni, dei servizi e dei fattori di produzione (efficienza microeconomica perseguita tramite scelte macroeconomiche) Il processo di unificazione dei mercati ebbe inizio quando nel 1957 i primi membri della CEE formarono ununione doganale. LAtto Unico Europeo del 1986 fornì gli strumenti necessari ad assicurare la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei capitali e introdusse numerose altre politiche di integrazione. Levoluzione della moneta unica europea

14 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. LUnione Economica e Monetaria Nel 1989, il rapporto Delors pose le fondamenta per la costruzione di una moneta unica, leuro. LUnione Economica e Monetaria (UME) –UnUnione Europea in cui le singole monete vengono sostituite da una moneta unica europea soggetta al controllo di ununica banca centrale che opera a nome di tutti i paesi membri. –Rispetto allo SME quindi perdita totale della politica monetaria nazionale. Levoluzione della moneta unica europea

15 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. I tre stadi del piano Delors: –adesione di tutti i paesi membri dellUE al sistema di cambi dello SME (ERM) –restrizione dei margini di oscillazione dei tassi di cambio e collocazione di certe decisioni di politica monetaria sotto il controllo più centralizzato dellUE –sostituzione delle singole monete con una moneta unica europea e investitura di una banca centrale europea per tutte le decisioni di politica monetaria. Levoluzione della moneta unica europea

16 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Il Trattato di Maastricht (1991) –Stabiliva un programma per la transizione dallo SME allUME. –Specificava una serie di criteri di convergenza macroeconomica che i paesi dellUE dovevano soddisfare per essere ammessi allUME. –Includeva regole per larmonizzazione delle politiche sociali in Europa e per la centralizzazione delle decisioni in materia di politica estera e di difesa. Levoluzione della moneta unica europea

17 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. I paesi dellUE abbandonarono lo SME per entrare nellUnione Monetaria per quattro ragioni: –maggior grado di integrazione dei mercati –opportunità di partecipare alle decisioni nellambito del sistema monetario mondiale al pari della Germania –completa liberalizzazione dei movimenti di capitale –stabilità politica dellEuropa Levoluzione della moneta unica europea

18 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Leuro e la politica economica dellarea delleuro I criteri di convergenza di Maastricht ed il Patto di Stabilità e Crescita Il Trattato di Maastricht stabilisce che i paesi dellUE devono soddisfare una serie di criteri di convergenza: –stabilità dei prezzi –Inflazione al massimo superiore del 1.5% a quella media dei tre membri dellUE con il tasso di inflazione più contenuto –stabilità dei tassi di cambio –Tassi di cambio stabili allinterno dellarea senza ricorrere di propria iniziativa a svalutazioni –disciplina dei conti pubblici –Deficit massimo del settore pubblico pari al 3% del PIL –Debito pubblico massimo pari al 60% del PIL

19 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Leuro e la politica economica dellarea delleuro Figura 10-3: tasso di cambio delleuro nei confronti delle principali altre valute

20 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) del 1997 riduce ulteriormente gli obiettivi di politica fiscale, stabilendo: –obiettivo di bilancio di medio-lungo periodo vicino al pareggio o in avanzo –uno schema per limposizione di sanzioni finanziarie a carico di quei paesi che non correggono abbastanza rapidamente situazioni di disavanzo o debito eccessivi. Leuro e la politica economica dellarea delleuro

21 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Il Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC) E costituito dalla Banca Centrale Europea di Francoforte e da altre quindici banche centrali nazionali. Guida la politica monetaria dellarea delleuro. Dipende dal potere politico sotto due aspetti: –i membri dellSECB sono di nomina politica –il Trattato di Maastricht lascia la politica dei tassi di cambio sostanzialmente nelle mani delle autorità politiche. Leuro e la politica economica dellarea delleuro

22 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Il meccanismo dei tassi di cambio rivisto Per i paesi dellUE che non fanno ancora parte dellUME, definisce ampie aree obiettivo per i tassi di cambio con leuro. –Specifica accordi di intervento reciproco per mantenere queste zone obiettivo. –E chiamato SME (ERM) 2. E stato considerato necessario al fine di: –scoraggiare svalutazioni competitive nei confronti delleuro da parte dei paesi dellUE esterni allarea delleuro –offrire ai potenziali entranti nellUME un modo per soddisfare i criteri di stabilità dei tassi di cambio stabiliti dal Trattato di Maastricht. Leuro e la politica economica dellarea delleuro

23 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. La teoria delle aree monetarie ottimali –Afferma che un regime a cambi fissi è più appropriato per aree strettamente integrate in termini di commercio internazionale e di movimenti dei fattori.

24 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Integrazione economica e benefici di unarea a cambi fissi: la curva GG Il guadagno di efficienza monetaria –I risparmi ottenuti in termini di assenza di incertezza, di confusione, di costi di calcolo e transazione che derivano dalla fluttuazione del cambio. –E maggiore, tanto maggiore è il grado di integrazione economica esistente tra il paese entrante e larea a cambi fissi. La curva GG –Mostra in che modo i guadagni potenziali dallingresso in unarea a cambi fissi dipendano dal grado di integrazione economica nei confronti di tale area. –E crescente. La teoria delle aree monetarie ottimali

25 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. La teoria delle aree monetarie ottimali Figura 10-4: la curva GG Grado di integrazione economica fra il paese aderente e larea a cambi fissi Guadagno di efficienza monetaria per il paese aderente GG

26 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Integrazione economica e costi di unarea a cambi fissi : la curva LL La perdita di stabilità economica –La perdita di stabilità economica che emerge in quanto un paese, aderendo ad unarea a cambi fissi, rinuncia alla sua capacità di impiegare il tasso di cambio e la politica monetaria per gli scopi di stabilizzazione della produzione e delloccupazione. –E minore, maggiore è il grado di integrazione economica tra il paese entrante e larea a cambi fissi. La curva LL –Mostra in che modo la perdita di stabilità economica derivante dallingresso in unarea a cambi fissi dipenda dal grado di integrazione economica nei confronti di tale area. –E decrescente. La teoria delle aree monetarie ottimali

27 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. La teoria della aree monetarie ottimali Figura 10-5: la curva LL Grado di integrazione economica fra il paese aderente e larea a cambi fissi Perdita di stabilità economica per il paese aderente LL

28 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. La decisione di aderire ad unarea monetaria: mettiamo insieme le curve GG e LL Lintersezione tra la GG e la LL –Determina la soglia critica di integrazione tra un paese e una determinata area a cambi fissi –Mostra come un paese dovrebbe ragionare nel decidere se aderire o meno ad unarea a cambi fissi La teoria delle aree monetarie ottimali

29 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. La teoria della aree monetarie ottimali Figura 10-6: quando fissare il tasso di cambio Grado di integrazione economica fra il paese aderente e larea a cambi fissi Guadagno e perdita per il paese aderente LL GG Il guadagno eccede la perdita La perdita eccede il guadagno 1 1

30 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Il modello GG-LL può essere impiegato per esaminare il modo in cui il mutamento delle condizioni economiche di un paese influenza la sua convenienza ad aderire ad un area a cambi fissi. La figura 10-7 illustra gli effetti di un incremento nellampiezza e nella frequenza degli spostamenti della domanda delle esportazioni di un paese. La teoria delle aree monetarie ottimali

31 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. La teoria delle aree monetarie ottimali Figura 10-7: un incremento nella variabilità della domanda di mercato LL 1 GG LL Grado di integrazione economica fra il paese aderente e larea a cambi fissi Guadagno e perdita per il paese aderente 1 1

32 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Che cosè unarea valutaria ottimale? E una regione in cui è ottimale avere ununica moneta. La desiderabilità dipende dal grado di integrazione economica in termini di: –commercio in beni e servizi –mobilità dei fattori Unarea a cambi fissi servirà al meglio gli interessi economici di tutti i suoi membri se esiste tra loro un intenso commercio di beni e fattori. La teoria delle aree monetarie ottimali

33 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. La teoria delle aree monetarie ottimali Figura 10-8: commercio intra-UE in percentuale del PILdellUE

34 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. La teoria delle aree monetarie ottimali Tabella 10-2: persone che hanno cambiato il paese di residenza nel 1986 (percentuale della popolazione totale)

35 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Applicazione: lEuropa è unarea valutaria ottimale? LEuropa non è unarea valutaria ottimale: –la maggior parte dei membri dellUE esporta dal 10 al 20% della produzione verso altri paesi dellUnione –il commercio tra UE e Stati Uniti rappresenta solo il 2% del PIL statunitense –il lavoro è molto più mobile allinterno degli Stati Uniti che non in Europa –negli Stati Uniti, i trasferimenti e le imposte federali offrono una protezione nei confronti degli shock subiti a livello di singole regioni maggiore di quella offerta dallUE in ragione della sua limitata capacità impositiva. La teoria delle aree monetarie ottimali

36 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. La teoria delle aree monetarie ottimali Figura 10-9: divergenza nel tasso dinflazione allinterno dellarea delleuro

37 Slide Copyright © 1003 ULRICO HOEPLI EDITORE. Il futuro dellUME Se lUME ha successo, promuoverà lintegrazione politica ed economica dellEuropa. Se lUME fallisce, ciò costituirà un passo indietro rispetto allobiettivo di unificazione politica dellEuropa. Problemi che lUME dovrà affrontare nei prossimi anni: lEuropa non è unarea monetaria ottimale lunione economica ha progredito molto di più dellunione politica il mercato del lavoro europeo è molto rigido vincoli di politica fiscale imposti dal Patto di Stabilità e Crescita.


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