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L’aspetto competitivo nel pensiero filosofico 2. La quaestio medievale Lezioni d'Autore.

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Presentazione sul tema: "L’aspetto competitivo nel pensiero filosofico 2. La quaestio medievale Lezioni d'Autore."— Transcript della presentazione:

1 L’aspetto competitivo nel pensiero filosofico 2. La quaestio medievale Lezioni d'Autore

2 Alto Medioevo: la Chiesa ha il monopolio della cultura tramite i monasteri. Opera di preservazione dei capolavori dell’età classica: forma di controllo su tale patrimonio e strumento per la formazione di una propria élite intellettuale. Basso Medioevo: nuovo ruolo delle città e sostituzione delle scuole cattedrali con le università  élite intellettuale appartenente al ceto borghese  nuova mentalità e cultura più mondana. La lotta per l’egemonia culturale

3 Una lezione all ’ universit à di Bologna. Illustrazione tratta da un manoscritto del XIV secolo, Berlino, Staatliche Museen, dal sito Una lezione all’università di Bologna. Illustrazione tratta da un manoscritto del XIV sec., Berlino, Staatliche Museen, dal sito

4 Indebolimento dei poteri universalistici – Papato e Impero – nelle lotte per le investiture e per le contese interne. Riconoscimento del ruolo sociale dell’università da parte delle comunità. La disputatio medievale è la rappresentazione ‘drammaturgica’ della supremazia culturale che l’Università rivendica agli occhi della sua comunità. Lo spettacolo della cultura

5 Avviene davanti alle autorità e al popolo. La contesa è su un argomento scelto dalle personalità eminenti tra il pubblico. Si svolge secondo il metodo della Scolastica. Viene posta la quaestio. L’opponens solleva obiezioni. Il respondens replica. Il magister scioglie tutti i dubbi nella lectio magistralis che chiarisce, sostenuta dalle auctoritates, come si debba interpretare correttamente la questione. Tra i grandi, Pietro Abelardo. La disputa quodlibetale

6 Si tratta di ergersi a campioni della propria fede. Verte sulla superiorità del Cristianesimo sull’Ebraismo. Sono contrapposti teologi cristiani (a volte scelti tra religiosi da poco convertiti) ed esperti rabbini. La disputa interreligiosa

7 Disputa tra studiosi ebrei e cristiani, xilografia di Johannes von Armssheim (1483), da Wikimedia.org

8 La partecipazione alla discussione pubblica consente di dare visibilità alla propria fede alimentando forme di proselitismo. Per i campioni dell’Ebraismo, vincere può comportare il pericolo di esporre la propria comunità a reazioni persecutorie; per quelli del Cristianesimo, la minaccia è quella di incappare in accuse di eresia. La disputa interreligiosa - Vantaggi e insidie

9 La disputa Parigi (1240) La disputa di Barcellona (1263) La disputa di Burgos (1375) Le più famose dispute interreligiose

10 Ritratti di Martin Lutero e di Filippo Melantone di Lucas Cranach il Vecchio, dal sito

11 Le dispute interreligiose riprendono durante il periodo della Riforma: ad Heidelberg (1518) interviene Lutero. La disputa di Dresda (1519) apre la strada del sostegno a Lutero da parte di Melantone. In quella di Regensburg (1541) partecipa Giovanni Calvino.  Naufraga il desiderio di Carlo V di comporre pacificamente il dissenso religioso nel Sacro Romano Impero. Da allora fino al termine della Guerra dei Trent’Anni, le dispute interreligiose si combattono sui campi di battaglia. Le dispute interreligiose e la Riforma

12 FINE Lezioni d'Autore


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