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Freud Post freudiani Attenzione alla teoria e clinica del bambino Psicologia del Sè Psicologia dellIo Psicologia delle relazioni oggettuali Melanie Klein.

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Presentazione sul tema: "Freud Post freudiani Attenzione alla teoria e clinica del bambino Psicologia del Sè Psicologia dellIo Psicologia delle relazioni oggettuali Melanie Klein."— Transcript della presentazione:

1 Freud Post freudiani Attenzione alla teoria e clinica del bambino Psicologia del Sè Psicologia dellIo Psicologia delle relazioni oggettuali Melanie Klein Scuola Britannica

2 Possiamo genericamente differenziare queste teorie attraverso il diverso modo di considerare alcuni aspetti teorici fondamentali della teoria psicoanalitica freudiana: Centralità della pulsione Teoria del conflitto (vs deficit) Teoria delle difese Teoria dello sviluppo Sè

3 Elementi della psicoanalisi freudiana: Ipnosi Ipnosi Interpretazione dei sogni e libere associazioni Interpretazione dei sogni e libere associazioni Transfert e resistenze Transfert e resistenze Interpretazione, setting e controtransfert Interpretazione, setting e controtransfert Sessualità infantile Sessualità infantile o Teoria delle pulsioni: pulsioni libidiche e aggressive o Teoria del conflitto psichico I e II topica I e II topica

4 Il modello topico A partire da questo problema clinico la psicoanalisi compie diversi progressi sia teorici che tecnici In termini teorici Freud immagina inizialmente un modello topico della mente suddiviso in tre aree: Inconscio: idee e sentimenti inaccettabili Preconscio: idee e sentimenti inaccettabili prossimi a divenire coscienti Conscio: idee e sentimenti coscienti in ogni momento La psicoanalisi nasce dal tentativo di trovare una tecnica, diversa dallipnosi che consentisse di aggirare le difese

5 La sessualità infantile Formazione del sintomo in due tempi: i conflitti attuali ed i sintomi erano invariabilmente legati ad eventi della prima infanzia, ad episodi traumatici avvenuti prima dei 6 anni, ed in particolare episodi traumatici di carattere sessuale Alla radice di ogni nevrosi cè lintroduzione prematura della sessualità nellesperienza del bambino; questa però acquista significato solo con la pubertà; le nuove intense sensazioni adolescenziali riaccendono i ricordi creando una forte pressione che produce sintomi nevrotici Teoria della seduzione infantile

6 Dalla teoria del trauma reale alla teoria della sessualità infantile(1897) Freud si accorge che trauma allorigine dei sintomi non doveva essere necessariamente avvenuto : gli impulsi, le fantasie ed i conflitti alla base dei sintomi nevrotici non derivavano da eventi reali e da influenze esterne, ma dalla mente del bambino stesso Nellinfanzia di tutti gli uomini e di tutte le donne domina una sessualità conflittuale; in quella dei futuri nevrotici la sessualità si avvicina molto alle perversioni Ma perché la sessualità costituisce una causa così importante di difficoltà?

7 La teoria delle pulsioni La teoria della sessualità infantile (Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905) si fonda sul concetto di pulsione La mente è concettualizzata come un apparato per scaricare gli stimoli che premono su di essa. Stimoli esterni (es. predatore minaccioso) Stimoli interni (es. fame e pulsioni sessuali)

8 Pulsione Fonte MetaOggetto Zona erogena Levoluzione della sessualità può essere descritta come una sequenza di fasi psicosessuali, attraverso le quali diverse parti del corpo e le attività libidiche ad esse associate diventano dominanti: fasi orale, anale, fallica e genitale

9 La sessualità adulta, matura, non inizia come genitalità, ma segue il percorso descritto ed appare inizialmente come sensualità diffusa, collocata in diverse parti del corpo, stimolata dalle molte, diverse attività dei primi anni di vita Gli impulsi, le forme della sessualità infantile, permangono anche in quella matura in forma camuffata (sintomi), non camuffata (perversioni), preliminari o, infine, in forme di gratificazione sublimate, inibite nella meta

10 Il complesso edipico Nucleo della teoria evolutiva freudiana: i vari elementi della sessualità pregenitale vengono assoggettati al primato della genitalità intorno ai 5-6 anni; la meta di tutti i desideri del bambino diventa il rapporto sessuale genitale con il genitore del sesso opposto, ed il genitore dello stesso sesso diventa un rivale Il superamento della fase edipica avviene in modo diverso nel bambino e nella bambina: Bambino: primo oggetto damore è la madre; il desiderio damore esclusivo porta a considerare il padre come un rivale; questo genera colpa e paura delle ritorsioni paterne sotto forma di castrazione; la paura della punizione porta il bambino ad identificarsi con il padre e dunque alla risoluzione del complesso edipico

11 1922: il Super-Io è lerede del complesso edipico I temi centrali della sessualità infantile si organizzano nel complesso edipico e tale organizzazione diventa la struttura portante per il resto della vita, tanto nello sviluppo normale che in quello patologico. Bambina: il primo oggetto damore è la madre; nelle fasi preedipiche la bambina si sente identica al bambino; la scoperta del pene porta a sperimentare un senso dinferiorità e ad accusare la madre di tale inferiorità; il padre diventa loggetto damore ed il desiderio di avere un bambino dal padre sostituisce quello di avere un pene. A questo punto sono possibili tre soluzioni: 1.Cessazione di qualunque sessualità (nevrosi) 2.Ipermascolinità 3.Femminilità definitiva

12 Il conflitto psichico Freud diede una fondamentale importanza nella strutturazione della personalità a tutto ciò che rimane escluso dalla coscienza: quella che consideriamo la nostra mente non è che una piccola parte di essa Il significato reale di gran parte di ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo è determinato in modo inconscio La sostanza della personalità è fatta di pulsioni e di difese contro queste; il nostro comportamento è il risultato del gioco dialettico tra impulsi e difese

13 La pulsione aggressiva Fino al 1920 Freud riconduce la fonte di tutti i conflitti e di tutte le psicopatologie alla pulsione sessuale Nei suoi primi scritti Freud presentò una concezione in cui le persone lottavano con impulsi e desideri che erano diventati proibiti soprattutto a causa delle convenzioni sociali relative alla sessualità, alcune delle quali erano a suo parere eccessivamente rigide e costrittive

14 Lesperienza clinica tuttavia gli pone continuamente il problema della collocazione dellaggressività allinterno della sua teoria (aggressività, potere, sadismo, transfert negativo, incubi…) Dal 1920 viene introdotta la teoria del dualismo pulsionale: laggressività, la pulsione di morte, occupa lo stesso posto della libido, come fonte dellenergia pulsionale che dirige i processi psichici Nel 1929, nel Disagio della civiltà, viene tracciato un quadro in cui luomo ha bisogno della cultura per sopravvivere ma, a causa della rinuncia pulsionale che questa implica, finisce con lessere sempre fondamentalmente insoddisfatto

15 Dal modello topico al modello strutturale Il primo modello elaborato da Freud per descrivere lapparato mentale è il modello topico: inconscio, preconscio e conscio Presto Freud si scontra con i limiti del modello topografico: alcuni ricordi non possono essere riportati alla coscienza a causa dellazione delle resistenze, determinate dallutilizzo di meccanismi di difesa inconsci e pertanto inaccessibili

16 Il modello topico risultò insufficiente a rappresentare il conflitto; i desideri e gli impulsi non sono in conflitto con il preconscio e il conscio, ma con le difese, inconsce anche loro Il modello strutturale (Es, Io e Super-Io) si rivela più efficace nella descrizione del conflitto psichico fondamentale, che risulta essere tutto inconscio tra difese e pulsioni Il conflitto è intrapsichico e tra istanze diverse, comunque inconsce

17 Modello Strutturale CONSCIO INCONSCIO ES S U PE R- I O IOIO LIo è composto allora sia da elementi consci che inconsci. Questo porta Freud ad elaborare il modello strutturale tripartito di Io, Es e Super-Io (LIo e lEs, 1922)

18 IO Conscio: organo esecutivo della psiche; prende decisioni ed integra i dati percettivi Inconscio: responsabile dei meccanismi di difesa, utilizzati per contrastare le pulsioni istintuali che albergano nellEs, quali sessualità e aggressività. ESInconscio: sede delle pulsioni istintuali tende esclusivamente alla scarica della tensione. E controllato sia dallIo che dal Super-Io SUPER-IO: sia conscio che inconscio Coscienza morale: proscrive (cosa non fare) Ideale dellIO: prescrive (cosa fare)

19 Melanie Klein

20 ( ) M. Klein entra in contatto con la psicoanalisi nel 1914 con S. Ferenczi, suo analista. Soffriva di gravi depressioni e si stava avviando ad essere uninvalida psichica quando venne a conoscenza dellopera di Freud Nel 1919 inizia a scrivere articoli sulle sue osservazioni e sul lavoro clinico con i bambini, inizialmente suoi figli Viene invitata a Berlino da Abraham, con cui farà una breve analisi fino al 1925 Nel 1926 si trasferisce in Inghilterra, dietro invito di Ernest Jones

21 La teoria kleiniana divide il mondo psicoanalitico Scuola di LondraScuola di Vienna (Anna Freud) I bambini sono analizzabili come gli adulti: interpretazione Il gioco è analogo alle libere associazioni adulte I bambini piccoli non sono analizzabili, lIo è troppo debole e non sa gestire linterpretazione del conflitto profondo Approccio pedagogico

22 Inizialmente la Klein voleva convalidare le ipotesi freudiane relative al dualismo pulsionale ed alla seconda topica attraverso losservazione diretta ed il lavoro clinico con i bambini Questi in realtà la porteranno a studiare processi più precoci di quelli originariamente descritti da Freud e consentiranno alla psicoanalisi di recuperare due ambiti sinora esclusi: la teoria dello sviluppo infantile e la clinica del bambino la teoria e la clinica dei pazienti non nevrotici

23 FreudKlein Il conflitto è legato alla fase edipica Le ipotesi freudiane possono essere applicate a fasi antecedenti (bambino 2-3 anni, neonato) Il conflitto si forma al culmine della vita sessuale infantile: fase edipica. Il bambino di 5-6 anni lotta con desideri incestuosi intensi e pericolosi Sia le fantasie di unione incestuosa (Edipo) sia quelle di terribili punizioni () sono presenti in tenerissima età Sia le fantasie di unione incestuosa (Edipo) sia quelle di terribili punizioni (Super-Io) sono presenti in tenerissima età Il conflitto nevrotico centrale riguarda contenuti segreti e autoinganni Il conflitto e le fantasie infantili assumono forme più primitive e terrificanti, molto diverse dal dramma edipico freudiano Pazienti adulti nevrotici: vita coerente anche se conflittuale Pazienti bambini psicotici, estremamente terrorizzati e disturbati Psicosi inaccessibile alla psicoanal Estensione alla psicosi adulta Psiche si costituisce in strutture stabili e coerenti La psiche rimane sempre instabile e fluida

24 La Klein elabora un modello della mente che da un lato recupera gran parte dei termini freudiani, dallaltro vi attribuisce un significato diverso. La mente del bambino molto piccolo (e dei soggetti psicotici) è governata da angosce primitive, da terrori profondi di marca psicotica, molto lontani dallangoscia di castrazione descritta da Freud e che hanno a che fare con la paura di annichilimento e di abbandono assoluto Lo sviluppo, pertanto, procede da modalità di funzionamento di tipo psicotico verso forme via via più nevrotiche ed infine verso una forma di normalità

25 Ciò che contraddistingue la modalità di funzionamento della mente non nevrotica, infantile e/o psicotica, è lesistenza di due posizioni che hanno anche una valenza evolutiva: Posizione schizo-paranoide Posizione depressiva Posizione: la posizione è diversa dalla fase; è un organizzazione universale dellesperienza piuttosto che una semplice fase evolutiva che deve essere attraversata e superata; dunque, benché sia specifica di una determinata fase evolutiva, la posizione rimane attiva per lintero corso della vita e crea uninterazione dialettica nella mente (Ogden, 1986); è una costellazione di angosce e difese che organizzano lesperienza individuale

26 La Klein deriva la sua comprensione dei modi in cui le esperienze vengono organizzate dalle formulazioni freudiane In particolare il concetto di pulsione e la teoria dualistica delle pulsioni sono alla base di tutte le formulazioni kleiniane Postulato freudiano: esistono energie libidiche e aggressive come carburante fondamentale della mente. La gratificazione e la difesa da queste pulsioni sono il dramma implicito in tutta la vita psichica Tuttavia, i concetti freudiani vengono ripresi ma formulati in modo assolutamente originale...

27 Freud: Pulsione Klein: Pulsione Distinta dalla mente dalla quale esige la gratificazione sia dalloggetto al quale viene casualmente associata Pulsioni libidiche e aggressive sono modalità assolute di vivere sé in termini di buono (amato e capace di amare) e cattivo (odiato e distruttivo) Meta: scarica Oggetto: mezzo casuale per la scarica Loggetto è intrinseco allesperienza della pulsione. La pulsione implica unidea vaga e imprecisa di un oggetto: P. libidica ad amare e proteggere immagine di un oggetto amorevole, da amare; P. aggressiva a odiare e distruggere oggetto da odiare e capace di odio Funzionamento del modello strutturale: Io coeso e integrato che fronteggia di volta in volta o pulsioni libidiche o aggressive specifiche Io discontinuo vacillante tra la tendenza ad amare persone in grado di amare a loro volta e la tendenza a odiare persone a loro volta in grado di odiare.

28 Analisi di un bambino Esperienza clinica del 1941, pubblicato nel 1961 Intenzione: mostrare dal vivo la tecnica psicoanalitica Questo libro intende illustrare il processo psicoanalitico, che consiste nello scegliere gli aspetti più pressanti del materiale e interpretarli esattamente. Le reazioni del paziente e le susseguenti associazioni portano del nuovo materiale, che va a sua volta analizzato in base agli stessi principi… Analisi rimasta incompiuta (93 sedute, 4 mesi), ma ha permesso il diventare conscio di alcune delle angosce e difese del bambino, benchè non sia stata possibile unelaborazione adeguata

29 Richard aveva 10 anni quando cominciai la sua analisi. I suoi sintomi si erano sviluppati a un punto tale che gli era diventato impossibile frequentare la scuola dalletà di otto anni, quando lo scoppio della guerra nel 1939 aveva aumentato le sue angosce. Aveva grande paura degli altri bambini, e questo lo aveva portato sempre più ad uscire da solo. Inoltre, fin da quando aveva quattro o cinque anni, uninibizione progressiva delle sue facoltà e dei suoi interessi aveva suscitato grandi preoccupazioni nei suoi genitori. Oltre a questi sintomi era molto ipocondriaco e andava spesso soggetto a stati depressivi. Queste difficoltà si mostravano anche nel suo aspetto, che era quello di un bambino tormentato e infelice.

30 XXIII seduta (oggetto persecutorio) M.K. osservò che Richard oggi aveva sostenuto con energia che sia la mamma che MK erano buone, ma che papà era cattivo. M.K. però pensava che lui stesse sforzandosi di mantenere buona la mamma e far apparire nero il papà, perché per lui era troppo penoso e spaventoso non fidarsi della mamma… Nei suoi tentativi di mantenere buona la mamma, negava il fatto che, oltre ad amarla, anche la odiava e trasferiva il suo odio per lei verso il padre XXIV seduta Richard ripeté che non era possibile che lui desiderasse attaccare e trattar male M.K. e la mamma; diventava infelice al solo pensiero…

31 XXVIII seduta Richard disse che le cose che M.K. diceva gli davano un senso di vomito. M.K. gli fece notare che aveva usato la parola vomito perché ora sentiva che le parole di M.K. erano come il cibo velenoso che la mamma avrebbe introdotto dentro di lui per punirlo perché laveva avvelenata… Richard dopo una pausa divenne meno irrequieto. Aprì le tende e domandò a M.K. se non soffendeva quando i pz pensavano e le dicevano cose così sgradevoli. M.K. interpretò che Richard aveva paura di farlo alla mamma, non solo con le sue parole ma anche con i suoi attacchi inconsci

32 XLIV seduta (fase maniacale) Richard presentava un quadro molto diverso. Era vivace, ma sovreccitato, con gli occhi che gli brillavano. Parlava in continuazione e incoerentemente, facendo molte domande senza aspettare una risposta. […] Sembrava assolutamente incapace di ascoltare le interpretazioni. Era evidentemente in stato di forte eccitazione maniacale ed era molto più apertamente aggressivo […]. Disse che si sentiva proprio molto bene, che non cera nessun motivo di preoccuparsi per lui. Recentemente Richard aveva espresso più apertamente la propria aggressività. La gelosia che provava per i suoi genitori suscitavano in continuazione il suo odio; e dato che aveva la sensazione daverli incorporati dentro di sé, non poteva fare a meno di sentire che la battaglia avveniva dentro di lui e non solo allesterno

33 Richard si era acquietato, e verso la fine della seduta, particolarmente dopo linterpretazione dellultimo disegno da parte di M.K., era diventato silenzioso e triste. Nota: Questa seduta contrastava in modo sorprendente con quella precedente e dimostrava come fossero poco stabili i sentimenti in essa espressi, cioè lamore per i genitori e la capacità di combattere apertamente un aggressore. È vero che questi sentimenti erano stati accompagnati da una buona dose di difese maniacali contro la depressione.

34 LIV seduta (Senso di colpa depressivo) Richard, con aria triste, annunciò che stava per fare un tema. Il tema era il seguente Che cosa farò quando sarò grande… Un uomo che portava una lastra di vetro bussò alla porta. Richard sera alzato e appariva pallido e angosciato. Sembrò molto sollevato quando luomo se ne andò. Disse con molta convinzione Era proprio un disturbo. Poi andò alla finestra e seguì con gli occhi luomo, dicendo come se stesse ragionando fra sé e sé: E proprio un uomo simpatico. Richard appariva distratto e infelice; sembrava che non ascoltasse quello che M.K. diceva.

35 Nota: La crescente simpatia per il nemico attaccato, che si mostrò nel materiale di quel giorno, è degna di nota. Amore e odio si erano avvicinati. Nel materiale era apparso ripetutamente che Richard era divenuto consapevole della propria ostilità. Insieme con il senso di colpa suscitato da questa intuizione di sé, e insieme con i passi avanti verso lintegrazione e la sintesi, aumentò la tolleranza verso loggetto cattivo e potè essere sperimentata la simpatia per il nemico reale. La sintesi saccompagnò a sentimenti depressivi più forti, e in qualche caso diede luogo alla disperazione ed a un vivo dolore. Lesperienza ha mostrato che, quando il senso di colpa e la depressione possono essere in una certa misura sopportati, e non vengono respinti alla PS, si verificano ulteriori passi in avanti verso lintegrazione dellIo e la sintesi degli oggetti

36 Benché venga utilizzata la terminologia freudiana, lidea che la pulsione implichi sempre la presenza di un oggetto è emblematica dello spostamento da una prospettiva intrapsichica ad una prospettiva relazionale La posizione schizo-paranoide (1946) Nella descrizione kleiniana lesperienza (preverbale!!) del bambino piccolo è composta da due stati nettamente polarizzati, drammaticamente contrastanti sia nella loro organizzazione concettuale sia nel tono emotivo

37 Nei primissimi stati mentali, langoscia persecutoria va incontro a processi che minacciano (e determinano) una frammentazione della mente. I processi di scissione conducono tipicamente alla proiezione di parti del Sé o dellIo negli oggetti, con leffetto di svuotare il Sé. (Hinshelwood, 1989) La posizione, ricordiamo, rappresenta una configurazione specifica di angosce e difese.

38 Prende il nome dai due principali meccanismi di difesa utilizzati dallIo Scissione dellIo e delloggetto (schizo) Proiezione (paranoide) Frammentazione (istinto di morte) Buono (narcisismo primario) Cattivo (aggressività innata)

39 Il bambino in questa fase è sopraffatto da un primitivo terrore di annientamento derivato dalla pulsione di morte contro il quale mette in atto meccanismi di difesa Langoscia di annientamento è stata trasformata nell angoscia persecutoria tipica di questa fase Scissione dellIo e delloggetto Introiezione: loggetto buono viene introiettato e inizia a costituire il centro dellIo, ancora fragile, e intorno al quale si inizia a costituire lintegrazione Proiezione: la parte aggressiva dellIo viene proiettata e si configura come oggetto persecutorio

40 Il bambino vive queste fantasie di amore e odio come se in realtà avessero uninfluenza netta sugli oggetti; la sua serenità emotiva dipende pertanto, in questa fase, dalla sua capacità di mantenere separati questi due mondi I due stati emotivi vengono esemplificati dalla relazione fondamentale del bambino col seno materno (ogg, parziale): seno buono: dà nutrimento, calore e verso il quale prova gratitudine; il seno cattivo: assente o pieno di odio, che lo avvelena dallinterno e dal quale si sente perseguitato

41 Il seno buono per dare nutrimento non può subire attacchi e non può essere contaminato da quello cattivo. Il seno cattivo viene attaccato e da questo si temono ritorsioni La con-fusione tra oggetto buono e cattivo in questa posizione potrebbe portare alla distruzione delloggetto buono, lasciando il bambino in una situazione di disperazione, privo di protezione e rifugio

42 Riassumendo… Caratteristiche della Posizione Schizoparanoide La frammentazione e listinto di morte: lesperienza di sentirsi frammentati, a pezzetti, deve avere a che fare con il lavorio della pulsione di morte LIo primitivo: LIo in principio oscilla tra stati dintegrazione e di disintegrazione Langoscia: lIo lotta per mantenere la propria integrità davanti alle sue dolorose esperienze di oggetti che minacciano di annichilirlo. Questa angoscia di annichilimento si trasforma presto in angoscia persecutoria.

43 Il problema dellambiente In una prospettiva relazionale diventa importante anche lambiente esterno, laltro che si costituisce come oggetto M. Klein rappresenta un momento di transizione dalla prospettiva intrapsichica a quella relazionale: Oggetti: ancora non appartengono alla realtà esterna Ambiente: benché secondario è importante: le cure genitoriali possono placare le angosce persecutorie, riducendo le paure paranoidi e rafforzando la relazione con gli oggetti buoni

44 La posizione depressiva (1935,1945) Posizione depressiva: sotto la spinta di una tendenza intrinseca allintegrazione il bambino inizia a rendersi conto che la madre cattiva e la madre buona non sono distinte Oggetto buono (parziale) Oggetto cattivo (parziale) Oggetto intero (buono/cattivo) Lintegrazione degli oggetti parziali in un oggetto intero genera langoscia depressiva (paura per loggetto amato) tipica di questa posizione: il bambino teme di aver distrutto loggetto damore con le proprie fantasie sadiche e distruttive

45 La preoccupazione per la madre come oggetto intero porta il bambino a sperimentare il senso di colpa (Super-Io precoce) che viene fronteggiato attraverso la riparazione, (pulsione libidica) ossia attraverso azioni rivolte alla madre nel tentativo di riparare al danno inflittole (reale o fantasticato che sia) La fiducia del bambino nella propria capacità di riparazione è fondamentale per poter sostenere la posizione depressiva; la Klein ritiene necessario per questo lequilibrio innato tra pulsioni libidiche e aggressive La riparazione in altri termini consiste nello sforzo di rendere prevalenti gli aspetti damore presenti nella relazione ambivalente con l oggetto totale danneggiato

46 Laspetto più problematico della posizione depressiva è linsostituibilità delloggetto intero, che produce quella che il bambino sente come una totale dipendenza La soluzione alternativa al dolore dellangoscia depressiva è la difesa maniacale: lunicità delloggetto damore e la conseguente dipendenza da esso vengono negate magicamente La posizione depressiva non è uno stato di relativa salute mentale da raggiungere e mantenere, ma qualcosa che viene continuamente perduto e riconquistato Poiché lamore e lodio vengono prodotti continuamente nellesperienza, langoscia depressiva è un tratto costante e centrale dellesistenza umana

47 La scissione in questi casi diventa lunica strategia per preservare loggetto amato e odiato contemporaneamente Solo la fiducia che il proprio amore è in grado di sopravvivere alla propria distruttività rende possibile lintegrazione di amore e odio in relazioni più ricche e complesse In alcuni momenti, di fronte alle frustrazioni, quando la distruttività diventa eccessiva, si può ritornare ad utilizzare meccanismi scissionali per preservare gli oggetti damore

48 Lidentificazione proiettiva Altro concetto chiave della teoria kleiniana, che poi sarà ripreso e ampliato da Bion, è quello di identificazione proiettiva E un meccanismo di difesa primitivo che implica la proiezione sia di impulsi sia delle parti del sé legate a questi impulsi; le parti cattive dunque vengono collocate in unaltra persona con lo scopo di allontanarle dal sé, ma contemporaneamente viene mantenuto un legame con la parte espulsa attraverso lidentificazione inconscia. In più questa diventa una strategia per mantenere un controllo sulla parte proiettata

49 Meccanismi Di Difesa La teoria delle relazioni oggettuali, occupandosi della clinica dei bambini e dei pazienti più gravemente disturbati, prende in esame meccanismi di difesa primitivi, caratteristici dei disturbi di personalità e delle psicosi: Scissione: processo inconscio che separa attivamente gli uni dagli altri i sentimenti contraddittori, le rappresentazioni di Sé e le rappresentazioni degli oggetti. Lindividuo considera se stesso o gli altri come completamente buoni o completamente cattivi, non riuscendo ad integrare le caratteristiche positive e negative di sé e degli altri in immagini coese; spesso lo stesso individuo sarà alternativamente idealizzato e svalutato

50 Identificazione proiettiva: il soggetto proietta su qualcun altro un affetto o impulso per lui inaccettabile come se fosse realmente laltro ad aver dato vita a tale affetto o impulso. Il soggetto non disconosce ciò che ha proiettato, ne rimane pienamente consapevole, semplicemente lo interpreta erroneamente come reazione giustificabile nei confronti dellaltro. Alla fina ammette il proprio affetto o impulso, ma lo crede una reazione a quegli stessi sentimenti e impulsi che ritiene presenti negli altri e misconosce il fatto di aver dato egli stesso origine al materiale proiettato Si tratta, dunque, di un processo inconscio trifasico attraverso il quale aspetti propri vengono disconosciuti e attribuiti a qualcun altro (Ogden, 1979)

51 Sé cattivo Sé buono Oggetto cattivo Oggetto buono Sé cattivo Sé buono Oggett o buono Oggetto cattivo 1. Il paziente disconosce e proietta nel terapeuta il proprio oggetto interno cattivo pazienteterapeuta 2. Il terapeuta inconsciamente inizia a sentirsi e/o comportarsi come loggetto cattivo proiettato, in risposta alla pressione interpersonale esercitata dal paziente (controidentificazione proiettiva)

52 Sé cattivo Sé buono Oggetto cattivo Oggetto buono pazienteterapeuta 3. Il terapeuta contiene e modifica loggetto cattivo proiettato, che viene successivamente reintroiettato e assimilato dal paziente (identificazione introiettiva)

53 Lidentificazione proiettiva, a causa della sua componente interpersonale non è solo un meccanismo di difesa, ma anche: un mezzo di comunicazione una modalità di relazione doggetto un percorso per il cambiamento psicologico Lidentificazione proiettiva, infine, è diversa dalla proiezione: la proiezione e un meccanismo difensivo più maturo, tipico dei pazienti nevrotici, che non comporta nessuna identificazione con il materiale proiettato, nessuna evocazione di un comportamento conforme a quanto proiettato e nessun processo di reintroiezione a causa della presenza di un confine Sé/altro più rigido; lidentificazione proiettiva è un processo primitivo perché implica la presenza di confini Sé/altro più labili

54 La sessualità E questo il campo in cui la teoria kleiniana si allontana di più dalle riflessioni freudiane, nelle quali la sessualità implica piacere, potere, paura La sessualità kleiniana Nelle relazioni damore e nei rapporti sessuali esiste infatti questa continua preoccupazione nel mantenere un equilibrio tra la propria capacità di amare e la propria capacità di odiare amore, distruttività, riparazione Sessualità freudiana Piacere, paura

55 Linvidia Aspetto centrale della teoria kleiniana e con importanti conseguenze sul piano clinico, linvidia è il più distruttivo di tutti i processi psichici primitivi. Paradossalmente però loggetto di tale sentimento, è loggetto damore, il seno buono Infatti non è una reazione di fronte alla frustrazione e al dolore, ma di fronte alla gratificazione ed al piacere. Il bambino si rende conto che il seno gli fornisce qualcosa di buono e di essenziale alla sua sopravvivenza, ma al di fuori del suo controllo Linvidia provata verso questo oggetto lo porta a preferire la sua distruzione che a riconoscerne la dipendenza

56 Alla luce di queste considerazioni Melanie Klein dà una spiegazione diversa della reazione terapeutica negativa, in cui il paziente non solo non migliora con lanalisi, ma addirittura peggiora I pazienti più gravi infatti spesso, proprio a causa della presenza di questa eccessiva invidia, non sono in grado di utilizzare ed accettare le cose buone che vengono dallanalista, perché non sono in grado di tollerare che qualcosa di buono ed indispensabile per loro venga da un altro che comunque sfugge al loro controllo Per questo sentono continuamente la necessità di distruggere il valore di ciò che lanalista ha da offrire, soprattutto il valore delle interpretazioni


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