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Le tappe del processo di integrazione europea e della politica sociale: Da Roma a Lisbona.

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Presentazione sul tema: "Le tappe del processo di integrazione europea e della politica sociale: Da Roma a Lisbona."— Transcript della presentazione:

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2 Le tappe del processo di integrazione europea e della politica sociale: Da Roma a Lisbona

3 Le tappe dellallargamento Trattato di Roma istitutivo della CEE (firma di 6 Stati: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi) : Gran Bretagna, Danimarca, Irlanda : Grecia : Spagna, Portogallo 1992 accordo tra CEE e Paesi della cd. EFTA (European Free Trade Association) 5: Austria, Finlandia, Svezia Norvegia, Islanda : Svezia, Finlandia, Austria : Cipro, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria : Bulgaria, Romania Oggi lUnione europea, costituita a partire dal 1° novembre 1993 con la firma del Trattato di Maastricht (febbraio 1992), vede ladesione di 27 STATI MEMBRI. Paesi candidati all'adesione UE: Croazia - Ex Repubblica jugoslava della Macedonia - Turchia CroaziaEx Repubblica jugoslava della Macedonia Turchia

4 Le principali tappe di revisione dei Trattati istitutivi dal punto di vista della politica sociale (dopo il Trattato di Roma del 1957/58) Atto Unico Europeo 1986/87 Maastricht (1992/93) Trattato ed APS Amsterdam 1997/99 Incorporazione dellAPS nel Trattato Nizza 2000/03 Trattato di Lisbona 2007/09

5 La CECA Il primo mercato unificato – quello Ceca - si costituisce con il Trattato di Parigi del 1951 nei settori del carbone e dellacciaio (settori, allora, di decisiva rilevanza economica) la matrice dellavvio del processo di integrazione deve essere ricercata non tanto in una inclinazione europea verso la riduzione delle sovranità politiche, quanto in una pluralità di comprensibili inclinazioni nazionali verso la realizzazione delle rispettive aspirazioni economiche, mediante la costituzione di istituzioni sopranazionali

6 Il Trattato di Roma (1957) La genesi economica del Trattato: mercato comune, espansione economica, incremento spontaneo delloccupazione e del tenore di vita. Il modello originario punta sulla c.d. integrazione negativa, tralasciando il modello della integrazione positiva.

7 La Comunità (Unione) europea: gli scopi originari e quelli attuali Il TCE – nelle versione originaria del 1957 la Comunità perseguiva lo scopo di promuovere (…) uno sviluppo armonioso delle attività economiche (art. 2 TCE) obiettivi attuali (art. 3 TUE): crescita economica equilibrata; economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale; lotta allesclusione sociale; coesione economica e sociale originaria asimmetria tra politica economica e sociale della Comunità

8 Due concetti chiave Integrazione negativa La logica iniziale è quella della cd. integrazione negativa: labolizione di tutti gli ostacoli che potevano frapporsi allo sviluppo di un mercato transnazionale Integrazione positiva costruzione di un assetto regolativo comune per evitare distorsioni della concorrenza (armonizzazione di tipo funzionalista tipica delle direttive degli anni 70) o interventi volti alla correzione del mercato comune (armonizzazione di tipo coesivo). le quattro fondamentali libertà di circolazione previste dal TCE [persone, merci, capitali e servizi: art. 3 c)].

9 Larticolo 117 del Trattato istitutivo e la parificazione nel progresso Integrazione negativa La regolazione sovranazionale come market making e non come market correcting Gli stati membri ritengono che una tale evoluzione risulterà dal funzionamento del mercato comune, che favorirà larmonizzazione dei sistemi sociali sarà il funzionamento del mercato comune che favorirà l armonizzazione dei sistemi sociali

10 Le 4 aree originarie di competenza della Comunità (1957) a)libera circolazione dei lavoratori (art. 39 TCE, ora art. 45 TFUE) b) Fondo sociale Europeo (art. 146 TCE, ora art. 162 TFUE) c) formazione professionale (art. 150 TCE; ora 166 TFUE) d) parità di trattamento (soltanto in campo) retributivo tra uomini e donne (art.141 TCE; ora art. 157 TFUE) Le competenze attribuite alla Comunità in materia sociale sono allinizio molto limitate; verranno ampliate e precisate con lAPS allegato al Trattato di Maastricht

11 Lart. 141 (ex 119) TCE sulla parità di trattamento retributivo fra uomo e donna è lunica norma che incide direttamente sulla materia sociale La norma è figlia della principale ispirazione di fondo del Trattato di Roma che è quella economica ed, in particolare, quella di parificare le condizioni di concorrenza ed è voluta dalla Francia (che aveva già introdotto il principio nel proprio ordinamento) più per evitare effetti di dumping sociale che per autentiche ragioni di progresso sociale art. 120 TCE sui congedi retribuiti

12 La limitatezza delle basi giuridiche per ladozione di direttive in materia sociale solo in materia di libera circolazione dei lavoratori si provvede mediante regolamenti o direttive. Per il resto, si utilizzano le BASI GIURIDICHE GENERALI. art. 100 TCE attuale 115 TFUE: le direttive sociali in funzione di raddrizzamento delle distorsioni del mercato… ….e lart. 235 TCE, ora art. 352 TFUE

13 Originario art. 235: Quando unazione della Comunità risulti necessaria per raggiungere, nel funzionamento del mercato comune, uno degli scopi della Comunità, senza che il presente Trattato abbia previsto i poteri di azione a tal uopo richiesti, il Consiglio, deliberando allunanimità su proposta della Commissione e dopo aver consultato il Parlamento europeo, prende le disposizioni del caso. cd. clausola di flessibilità

14 La fase dell ottimismo liberale Forte prudenza nel processo di produzione della normativa sociale. Lattenzione verso la dimensione sociale dellEuropa riceve significativi stimoli dal clima di forte tensione sociale della fine degli anni 60 Vengono così impiantati gli embrioni dei futuri sviluppi della politica sociale (prime prassi di consultazione sistematica degli attori sociali)

15 nella quale i governi nazionali concordavano sul fatto che occorresse unazione vigorosa in ambito sociale … Dalla Conferenza intergovernativa di Parigi (1972) nella quale i governi nazionali concordavano sul fatto che occorresse unazione vigorosa in ambito sociale … …al Programma dazione sociale del 1974, adottato dal Consiglio su proposta della Commissione

16 Il Programma indicava tre obiettivi prioritari: a) pieno e migliore impiego; b) miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro; c) partecipazione delle parti sociali. Comincia a farsi strada lidea della integrazione positiva come modalità di armonizzazione nel progresso. Liniziativa viene bollata come senza precedenti e senza avvenire.

17 Anni Il ruolo dellart. 100 del TCE Il Consiglio, deliberando allunanimità, stabilisce direttive volte al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative che abbiano una incidenza diretta sulla instaurazione ed il funzionamento del mercato interno. Vengono approvate alcune direttive in materia sociale, sulla base dellart. 100 TCE (unanimità), e 119 TCE (maggioranza): si tratta delle 2 direttive in materia di parità di trattamento fra uomo e donna e delle 2 direttive sulla tutela dei lavoratori in caso di crisi aziendale (dir. 75/117 sulla parità retributiva; 76/207 sulla parità nellaccesso, la formazione e le condizioni di lavoro; 79/7 sulla parità in materia previdenziale; dir. 77/187 sul trasferimento di impresa e 75/129 sui licenz. collettivi)

18 LEUROSCLEROSI DEGLI ANNI 80 … Lo stallo decisionale comunitario in materia sociale: il ruolo decisivo dei governi conservatori inglesi …E LE CONSEGUENTI INNOVAZIONI nel TCE LAtto Unico del 1987: tre importanti novità: 1. si introduce il concetto di coesione economica e sociale (art. 130A); 2. si prevede, con riferimento al miglioramento dellambiente di lavoro per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori, il potere del consiglio di approvare direttive a maggioranza qualificata (art. 118A); 3. si introduce il dialogo sociale (art. 118B impegna la Commissione a sviluppare il dialogo fra le parti sociali a livello europeo).

19 La previsione delle decisioni a maggioranza qualificata «per promuovere il miglioramento in particolare dellambiente di lavoro per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori» (art. 118 A) Una escamotage volta a sbloccare la trappola del voto allunanimità, innescata in ambito comunitario dal ricorrente veto britannico sulle iniziative di politica sociale direttive sulla salute e sicurezza dei lavoratori interinali (91/383/CE) e sullorario di lavoro (93/104/CE)

20 La direttiva quadro sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro (n. 391/89) simbolo del modello armonizzazione – alternativo al (più recente) metodo del coordinamento attuato attraverso la promozione della convergenza delle politiche sociali (metodo utilizzato, per es., in materia occupazionale ed ulteriormente rafforzato dal Trattato di Lisbona: a. 153, § 2)

21 La Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori (1989) Adottata come dichiarazione solenne, rimane priva di effetti giuridici per lopposizione, principalmente, della Gran Bretagna. Esercita comunque una considerevole influenza sugli sviluppi futuri dellintervento normativo: quasi tutte le direttive degli anni 90 faranno riferimento, nei preamboli, alle dichiarazioni solenni della Carta comunitaria. La Carta, esempio tipico di fonte giuridicamente non vincolante, diventa «trampolino di lancio» per un ricco programma di azione legislativa in materia sociale (Sciarra, 2009)

22 I problemi di fondo dellarmonizzazione legislativa in materia giuslavoristica, al di la delle contingenze politiche degli anni 80 –Diversità storica, culturale e sociale dei sistemi sociali come dato forse insuperabile –Difficoltà di trapianto di istituti (legal transplant) da un paese allaltro come esito della comparazione – Difficoltà di tenuta del metodo armonizzazione

23 Il Trattato di Maastricht la c.d. politica sociale a due vie: ladozione dellAccordo (o Protocollo) sulla politica sociale (APS) limitato ad undici Stati.

24 Il Trattato di Maastricht e l escamotage del Protocollo sociale LAccordo sulla Politica sociale a 11 I nnovazioni principali Riformulazione art. 117 TCE Allargamento delle basi giuridiche della legislazione sociale comunitaria; Estensione della procedura a maggioranza qualificata Riconoscimento di un ruolo istituzionale per la contrattazione collettiva

25 Ex art. 118 e 137 (attuale 153) 1) Competenze sociali più ampie – ampliamento delle materie in cui è possibile la decisione a maggioranza qualificata (già ambiente di lavoro +): condizioni di lavoro (formula ampia: intero trattamento normativo del lavoratore) informazione e consultazione dei lavoratori integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro parità tra uomini e donne. Rimangono ferme alcune materie su cui deliberare allunanimità nonché certe esclusioni: diritto di sciopero, serrata, diritto di associazione sindacale 2) Pieno riconoscimento della contrattazione collettiva europea : artt. 3 e 4 APS (attuali artt TFUE)

26 sicurezza sociale e protezione sociale dei lavoratori, protezione dei lavoratori in caso di cessazione del rapporto di lavoro rappresentanza e difesa collettiva degli interessi dei lavoratori e dei datori di lavoro, inclusa la codeterminazione; condizione di impiego dei cittadini di paesi terzi residenti legalmente nella comunità; contributi finanziari per la promozione dellimpiego e della job creation. Restano affidate al principio della unanimità le materie relative a:

27 Maggioranza qualificata a decorrere dal 2014… …approvazione del 55 per cento degli Stati che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione

28 Le novità del Trattato di Nizza (2000/03) Vengono aggiunte due nuove lettere (j; k) allelenco delle materie: j) lotta contro lesclusione sociale; k) modernizzazione dei regimi di protezione sociale

29 Le novità del Trattato di Nizza (2000/03) Più che materie si tratta di obiettivi Perché? non è possibile adottare in queste materie direttive, ma solo «misure destinate a incoraggiare la cooperazione tra Stati»: misure di coordinamento piuttosto che di armonizzazione.

30 si può parlare di un definitivo declassamento dello strumento dellarmonizzazione tramite direttive a vantaggio del cd. metodo aperto di coordinamento (MAC)? anche nelle materie sociali in cui è possibile l adozione di direttive (per es. condizioni di lavoro, misure di protezione contro i licenziamenti), è possibile adottare misure di coordinamento (alle quali larticolo fa riferimento prioritario nella lett. a del § 2)….

31 Le competenze dellUnione I precedenti trattati istitutivi non contenevano disposizioni specifiche sulle competenze, tanto è vero che nei lavori della Convenzione sul Trattato costituzionale il tema era stato al centro di importanti riflessioni e proposte. Nel Trattato costituzionale era stata, così, inserita una serie di disposizioni sulle competenze dellUnione e degli Stati che distinguevano le prime in competenze esclusive, concorrenti, di coordinamento e di sostegno

32 Le competenze dellUnione nel Trattato di Lisbona competenzeesclusive, concorrenti, di coordinamento/ sostegno/completa- mento dellazione degli Stati membri Artt. 2-6 Trattato sul funzionamento dellUE La politica sociale è materia di competenza concorrente

33 sia l'UE che gli Stati membri possono adottare atti giuridicamente vincolanti. Gli Stati membri, però, non possono più esercitare le loro competenze a partire dal momento in cui I'U.E. abbia esercitato le proprie Cosa significa competenza concorrente?

34 Da Maastricht ad Amsterdam Come cambiano la politica e il diritto sociale comunitario

35 Il trattato di Amsterdam (1997/99) 1° Incorporazione dellAPS nel TCE (titolo XI, Capo I sulle disposizioni sociali) con conseguente estensione della politica a 14 alla Gran Bretagna 2° introduzione, nel TCE, del titolo VIII sulloccupazione (ora IX) 3° il nuovo art. 136 (attuale 151): il richiamo ai diritti sociali fondamentali contenuti nella Carta sociale del 1961 e nella Carta comunitaria del 1989 Quali novità?

36 Art. 136 TCE (post Trattato Amsterdam) La Comunità e gli Stati membri, tenuti presenti i diritti sociali fondamentali, quali quelli definiti nella Carta sociale europea firmata a Torino il 18 ottobre 1961 e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989, hanno come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione. A tal fine, la Comunità e gli Stati membri mettono in atto misure che tengono conto della diversità delle prassi nazionali, in particolare nelle relazioni contrattuali, e della necessità di mantenere la competitività dell'economia della Comunità Essi ritengono che una tale evoluzione risulterà sia dal funzionamento del mercato comune, che favorirà l'armonizzarsi dei sistemi sociali, sia dalle procedure previste dal presente trattato e dal ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative

37 Una breve digressione in tema di diritti sociali fondamentali

38 Le due Carte: la Carta sociale europea e la Carta comunitaria dei diritti fondamentali dei lavoratori La Comunità e gli Stati membri, tenuti presenti i diritti sociali fondamentali, quali quelli definiti nella Carta sociale europea firmata a Torino il 18 ottobre 1961 e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989, hanno come obiettivi… I diritti sociali nellart. 136 TCE (attuale 151 TFUE)

39 Le due Carte… Pur essendo documenti non vincolanti hanno assunto, nel tempo, un rilievo giuridico (sia pure limitato) attraverso linterpretazione della Corte di giustizia … …e sono finalmente entrate, dopo il Consiglio europeo di Amsterdam, nel TCE, pur con la debole formulazione dellart. 136 TCE Si è, in tal modo, introdotta «una novità di notevole significato simbolico e di indubbio rilievo pratico»

40 LUnione rispetta i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e quali risultano dalle tradizioni costituzionali comuni degli stati membri, in quanto principi generali del diritto comunitario Sino al Trattato di Lisbona, che ha conferito alla Carta di Nizza, lo stesso valore giuridico del trattati, tali diritti non sono mai stati direttamente riconosciuti e proclamati nei Trattati istitutivi I diritti sociali fondamentali già venivano richiamati dallart. 6, § 2, TUE

41 I diritti sociali nei Trattati dopo Lisbona Lart. 136 non viene modificato (ora art. 151) Cambia, significativamente, il testo dellart. 6 TUE

42 1.La Carta di Nizza ha lo stesso valore giuridico del trattati; 2.LUnione aderisce alla CEDU 3.I diritti fondamentali garantiti dalla CEDU e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri fanno parte del diritto dellUnione in quanto principi generali (come nel precedente testo) Il nuovo art. 6 TUE (lettura)

43 CEDU e tradizioni costituzionali comuni CEDU e tradizioni costituzionali comuni sono fonti esterne dalle quali devono essere tratti i principi generali del diritto comunitario relativi ai diritti fondamentali, si evita di attribuire a queste fonti una propria valenza giuridica allinterno dell'ordinamento dellUnione come si fa, invece, con la Carta

44 La Carta di Nizza Anche la Carta è una fonte esterna Tuttavia, lart. 6, § 2, attribuisce il valore di norme di treaty law a norme contenute in un atto che non fa parte dei trattati

45 le Corti d'Europa ad ogni livello potranno attingere alla Carta per valutare la legittimità dei provvedimenti dellUnione e di quelli degli Stati Le vie privilegiate per l'imposizione delle fonti comunitarie all'interno degli Stati - applicazione conforme e disapplicazione - sono quindi aperte per le norme della Carta.

46 PROTOCOLLO SULL'APPLICAZIONE DELLA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA ALLA POLONIA E AL REGNO UNITO Articolo 1 1. La Carta non estende la competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea o di qualunque altro organo giurisdizionale della Polonia o del Regno Unito a ritenere che le leggi, i regolamenti o le disposizioni, le pratiche o l'azione amministrativa della Polonia o del Regno Unito non siano conformi ai diritti, alle libertà e ai principi fondamentali che essa riafferma. 2. In particolare e per evitare dubbi, nulla nel titolo IV della Carta crea diritti azionabili dinanzi a un organo giurisdizionale applicabili alla Polonia o al Regno Unito, salvo nella misura in cui la Polonia o il Regno Unito abbiano previsto tali diritti nel rispettivo diritto interno. Articolo 2 Ove una disposizione della Carta faccia riferimento a leggi e pratiche nazionali, detta disposizione si applica alla Polonia o al Regno Unito soltanto nella misura in cui i diritti o i principi ivi contenuti sono riconosciuti nel diritto o nelle pratiche della Polonia o del RegnoUnito.

47 Il trattato di Amsterdam (1997/99) Introduzione di una clausola generale di non discriminazione (non più solo basata sul sesso e sulla nazionalità): razza, origini etniche, religione, convinzioni personali, handicap, età, tendenze sessuali

48 2. Il Consiglio elabora annualmente degli orientamenti di cui devono tener conto gli Stati membri nelle rispettive politiche in materia di occupazione. 3. Ciascuno Stato membro una relazione annuale sulle principali misure adottate per l'attuazione della propria politica in materia di occupazione, alla luce degli orientamenti di cui al paragrafo Il Consiglio, sulla base delle relazioni di cui al paragrafo 3 procede annualmente ad un esame dell'attuazione delle politiche degli Stati membri. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su raccomandazione della Commissione, può, se lo considera opportuno, rivolgere raccomandazioni agli Stati membri. 5. Sulla base dei risultati di detto esame, il Consiglio e la Commissione trasmettono al Consiglio europeo una relazione annuale comune in merito alla situazione dell'occupazione nella Comunità

49 2004: il Trattato costituzionale Europeo (firmato nellottobre 2004) Il dibattito: una Costituzione senza Stato? La Parte II del Trattato costituzionale del 2004 recepiva la Carta di Nizza –libertà professionale e diritto di lavorare; –parità di trattamento e uguaglianza; –solidarietà (Titolo IV, interamente dedicato ai diritti individuali e collettivi dei lavoratori); –diritto di cittadinanza europea, libertà di circolazione e soggiorno; –rapporti fra le disposizioni costituzionali europee e le Costituzioni nazionali

50 2004: il Trattato costituzionale Europeo (firmato nellottobre 2004) Lesito negativo della consultazione referendaria in Francia e nei Paesi Bassi voto contrario (2005) Dopo due ani di riflessione, il progetto costituzionale viene abbandonato e viene dato mandato ad una conferenza intergovernativa per la riforma dei Trattati istitutivi Il 19 ottobre 2007 il Consiglio europeo informale di Lisbona ha adottato il testo definitivo del trattato elaborato nellambito della conferenza intergovernativa. Il 13 dicembre 2007 i capi di Stato e di governo dei 27 Stati membri dell'Unione europea hanno firmato il trattato di Lisbona. Il termine Costituzione scompare dal lessico dei nuovi Trattati

51 Dalla Costituzione alla riforma dei Trattati del 2007 (Lisbona)

52 LEuropa sociale oggi 1. Il Libro Verde della Commissione "Modernizzare il diritto del lavoro per affrontare le sfide del XXI secolo" [COM(2006) 708] (consigliata lettura)COM(2006) 708 Il Libro verde è importante, al di là delle obiezioni di metodo e di merito che possono essere mosse, perché, per la prima volta nella storia delle iniziative e attività di studio e consultive delle istituzioni comunitarie, la Commissione ha invitato una ampia platea, che va oltre gli esperti, a riflettere sul ruolo sociale ma anche culturale che il diritto del lavoro potrebbe svolgere nella società europea. Il diritto del lavoro in Europa, grazie al Libro verde, è stato, dunque, rimesso allordine del giorno dellagenda dellUnione 2.La flexicurity [Com (2007) 359 def]

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54 Cos'è la flessicurezza? La flessicurezza può essere definita quale strategia integrata volta a promuovere contemporaneamente la flessibilità e la sicurezza sul mercato del lavoro. La flessibilità, da un lato, ha a che fare con i momenti di passaggio ("transizioni") che contrassegnano la vita di un individuo: dal mondo della scuola a quello del lavoro, da un'occupazione a un'altra, tra la disoccupazione o l'inattività e il lavoro e dal lavoro al pensionamento. Essa non comporta soltanto una maggiore libertà per le imprese di assumere o licenziare e non implica che i contratti a tempo indeterminato siano un fenomeno obsoleto. La flessibilità significa assicurare ai lavoratori posti di lavoro migliori, la "mobilità ascendente", lo sviluppo ottimale dei talenti. La flessibilità riguarda anche organizzazioni del lavoro flessibili, capaci di rispondere con efficacia ai nuovi bisogni e alle nuove competenze richieste dalla produzione; riguarda anche una migliore conciliazione tra lavoro e responsabilità private.

55 La sicurezza, d'altro canto, è qualcosa di più che la semplice sicurezza di mantenere il proprio posto di lavoro: essa significa dotare le persone delle competenze che consentano loro di progredire durante la loro vita lavorativa e le aiutino a trovare un nuovo posto di lavoro. Essa ha anche a che fare con adeguate indennità di disoccupazione per agevolare le transizioni. Essa comprende inoltre opportunità di formazione per tutti i lavoratori, soprattutto per quelli scarsamente qualificati e per i lavoratori anziani.

56 Il Dossier sulla Flexicurity del Dott. Clemente Massimiani (sul sito di Facoltà – sezione Labour Web - Ricerca - Dossier)


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