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D. Hume L’identità personale Trattato sulla natura umana Libro I, IV, 6.

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1 D. Hume L’identità personale Trattato sulla natura umana Libro I, IV, 6

2 Critica al concetto di coscienza pensante Non possiamo essere intimamente coscienti in qualsiasi momento del nostro io. Non possiamo sentire l’esistenza dell’io Eppure siamo intimamente coscienti dell’idea, dell’esistenza, della continuità dell’io. Da dove deriva tale idea? Quale impressione la determina?

3 Non esiste alcuna impressione che produce una qualche idea stabile di “io” Dolori, piaceri, affanni e gioie, passioni e sensazioni si alternano continuamente. Le percezioni particolari come sono connesse all’io? Me stesso è sempre connesso a una qualche percezione di caldo, freddo, luce, oscurità, amore, odio, dolore e piacere

4 Trattato, I, IV, 6 Impossibilità di provare teoricamente la persistenza e la consistenza dell’io Fascio di percezioni, flusso continuo Il nostro sistema psichico sembra privo di nocciolo, di centro separato dal fluire delle esperienze, ma anche di un accertabile continuum temporale La coscienza è un teatro, identità fittizia

5 Dove nasce allora l’idea di identità? Analogia con le piante e gli animali Identità e diversità Identità e oggetti in relazione. Gioca a sfavore il concetto di somiglianza che rende gli oggetti differenti in sequenza come identici. Vi cadiamo senza accorgercene nella confusione fra identità e relazione

6 Anima, sostanza, io Concetti a cui ricorriamo per rendere stabili e connesse le nostre impressioni. L’errore sorge dalla somiglianza fra questo atto della mente e quello col quale contempliamo un oggetto unico e continuo. La relazione della parte con il tutto: reciproca proporzione. La sottrazione o l’addizione di parti modifica l’insieme, ne distrugge la configurazione, ma noi tendiamo a non accorgercene o a non sottolinearne la differenza. La continuità del pensiero (della percezione) prevale sulla discontinuità delle forme. Vi è una proiezione del pensiero sull’oggetto.

7 Il fine Di fronte alle modificazioni cerchiamo di attribuire all’oggetto una finalità Esempio della nave. Il lavorio dell’immaginazione. La relazione di causa ed effetto fra le parti tramite la simpatia per il fine comune. Fine comune, mutua dipendenza, reciproca connessione, come per le piante e gli animali.

8 Esempio della chiesa Le alterazioni devono essere lente e non improvvise per mantenere l’identità di un oggetto. L’intelletto non coglie mai nessuna connessione reale fra gli oggetti, e l’unione di causa ed effetto è un’associazione abituale fra le idee. Le relazioni fra le idee: rassomiglianza, contiguità, causa ed effetto. La mente corre veloce attraverso le connessioni e così si forma l’dea di identità. Importanza della rassomiglianza e della causa-effetto

9 La memoria Origine dell’identità


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