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Università di Pisa Corso di Laurea in Infermieristica Modulo di Infermieristica Generale ASPETTI GIURIDICI DELLA PROFESSIONE 1° semestre Docente: Luciana.

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2 Università di Pisa Corso di Laurea in Infermieristica Modulo di Infermieristica Generale ASPETTI GIURIDICI DELLA PROFESSIONE 1° semestre Docente: Luciana Traballoni UOP Formazione Permanente e Complementare del Personale Infermieristico Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

3 Programma A.A Linfermiere oggi: caratteristiche generali Profilo storico dellassistenza infermieristica Florence Nightingale: la nascita dellinfermieristica moderna Cenni sul D.P.R. 14 marzo 1974 n. 225 (Mansionario) D.M. 14 settembre 1994 n. 739 Profilo dellinfermiere D.M. 14 settembre 1994 n. 740 Profilo dellostetrica D.M. 17 gennaio 1997 n. 70 Profilo dellinfermiere pediatrico Patto Infermiere- Cittadino 1996 Codice Deontologico dellInfermiere (Febbraio 1999) Legge n. 42/99 (Disposizioni in materia di Professioni Sanitarie) Legge n. 251/00 (Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica) Legge n. 1/02 (Disposizioni urgenti in materia sanitaria) Legge n. 43/2006 La Federazione Europea Professioni Infermieristiche (FEPI), la Federazione Nazionale, il Coordinamento Regionale, il Collegio IPASVI provinciale.

4 Chi è linfermiere? È un professionista sanitario D.M. 739/94 Regolamento concernente lindividuazione della figura e relativo profilo professionale dellInfermiere Professione: esercizio abituale di unattività intellettuale contrapposta a quella artigiana o manuale per cui si usa il termine di mestiere (Gabrielli Grande Dizionario della lingua italiana Ed. Mondadori 1989)

5 Quali requisiti? Ha un titolo di studio universitario abilitante E iscritto allAlbo Professionale Albo elenco ufficiale in cui sono registrati i nomi delle persone abilitate a esercitare una data professione o costituenti un corpo accademico o un'associazione: es. Albo degli avvocati Albo degli infermieri, Albo delle ostetriche, etc Ordine/Collegio categoria di professionisti organizzata con propri organismi rappresentativi e un proprio albo professionale es. Ordine dei medici, ordine degli avvocati, etc.

6 Chi è linfermiere? È un professionista sanitario Ha un titolo di studio universitario abilitante E iscritto allAlbo Professionale È responsabile dellassistenza generale infermieristica. D.M. 739/94 Regolamento concernente lindividuazione della figura e relativo profilo professionale dellInfermiere

7 Che cosè lAssistenza Infermieristica? L'assistenza infermieristica può essere: Preventiva Curativa Palliativa Riabilitativa D.M. 739/94 Regolamento concernente lindividuazione della figura e relativo profilo professionale dellInfermiere

8 Che cosè lAssistenza Infermieristica? LAssistenza Infermieristica è di natura: tecnica relazionale educativa Museo dell Infermiere Istituti Ortopedici Rizzoli di Bolognai D.M. 739/94 Regolamento concernente lindividuazione della figura e relativo profilo professionale dellInfermiere

9 Quali sono le principali funzioni dellAssistenza Infermieristica? prevenzione delle malattie assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età educazione sanitaria. D.M. 739/94 Regolamento concernente lindividuazione della figura e relativo profilo professionale dellInfermiere

10 Evoluzione storica sviluppo sociale e culturale sviluppo della scienza e della pratica medica condizione della donna nelle varie epoche e società

11 Infermiera

12 Riferimenti storici Inghilterra: nascita della professione Stati Uniti: influenze culturali nella professione Italia: nostra realtà

13 Antichità/Epoca pre-cristiana Medicina

14 Epoca romana VALETUDINARIA: (Fino a 200 ricoverati) Vi operavano medici e servi

15 Primi secoli era cristiana Solidarietà Amore cristiano Aiuto verso chi soffre Diaconi e diaconesse Assistenza ai malati e ai poveri (sul territorio) Il primo ospedale romano fu fondato dalla nobildonna Fabiola (390 d.c.)

16 Diffusione e riconoscimento della religione cristiana Consolidamento della struttura gerarchica della Chiesa Distacco fra clero e laici Beneficenza (sostituisce la fraternità, solidarietà) Ospedali per la cura dei poveri Amore cristiano (ordini religiosi)

17 Alto Medio Evo Sviluppo ordini monastici Si cerca di garantire le elementari norme igieniche (bere e mangiare) La Medicina è poco sviluppata Viene fornita soprattutto unassistenza religiosa Accettazione della malattia

18 Secoli XI e XII Sviluppo delle Arti e delle Corporazioni Ospedale degli Innocenti (Firenze) Passaggio da carità a diritto per certe categorie di lavoratori Assistenza ancora appannaggio della Chiesa Pie associazioni laiche (Beghine, Oblate.. Monna Tessa)

19 Secoli XIII e XIV Aumenta la differenza di classi (brigantaggio, accattonaggio, vagabondaggio…) Affermazione del medico con formazione universitaria Morte alle streghe (spesso guaritrici…)

20 Secoli XVI - XVII Internamenti per vagabondaggi … Evoluzione della medicina Condizioni igieniche scadenti… Infermiere lavoro di poco valore..(reclutamento da classi inferiori) 1621 epidemia di tifo a Firenze

21 1570 ospedale romano di S. Spirito Venti letti pieni, qual vomita, qual grida, qual tosse, qual tira il fiato, qual esala lanima, qual farnetica che bisogna legarlo, qual si duole e si lamenta (…) il servizio è pessimo e abominevole (…) andrà uno di quelli poltroni a dare il pasto ad un infermo, troverà il meschino afflitto e svogliato, prostrato et debile che appena il letto sostiene, et li dirà: bevi su, manda giù, che ti possa strangolare A. Pazzini, LOspedale nei secoli, Orizzonte MedicoRoma 1958

22 Il Settecento Illuminismo (la carità cristiana tende ad essere sostituita da una solidarietà laica, fondata sulla ragione) Dichiarazione di principi: Uguaglianza degli uomini, Diritti dei bisognosi Nascita delle moderne Scienze Umane Nascono gli ospedali a padiglioni Si diffonde la pratica dellinsegnamento agli studenti di medicina Infermiere domestiche

23 1770 rivoluzione industriale Aumento attività produttive Impiego delle macchine Miglioramento dello stato di salute (durata di vita media, riduzione mortalità infantile) Maggiore disponibilità di mezzi di sussistenza, miglioramenti igienico- sanitari e diffusione dellistruzione Progressi della medicina (betteriologia, malattie infettive) Sviluppo degli ospedali (anche i benestanti vi si ricoverano)

24 Florence Nightingale ( ) Famiglia molto ricca ( alta società inglese) Vasta educazione Viaggia molto Contatti con il mondo della politica Profonda fede religiosa Vuole aiutare il prossimo Vuole lavorare in ospedale Opposizione della famiglia 1851 esperienza di Kaiserswerth

25 Guerra di Crimea (1853 – 1856) Ospedale Militare sul Bosforo La maniera con cui vengono trattati i malati e i feriti è degna solo dei selvaggi del Dahomey (…) Non ci sono né assistenti né infermiere per eseguire gli ordini dei medici e per assistere i malati negli intervalli tra le visite. Qui i Francesi ci superano di gran lunga: la loro attrezzatura medica è eccellente, i loro medici molto più numerosi ed essi hanno anche laiuto delle Suore di Carità (…) queste religiose sono delle ottime infermiere. (13 ottobre 1854 W.H. Russel corrispondente di guerra per il Times )

26 Alta mortalità dei soldati per: Tifo Colera Dissenteria Scorbuto Gangrena Altre malattie ….. Interventi : Vitto Corsie abitabili Servizi igienici Vestiario sufficiente e pulito Sostegno psicologico Locali ricreativi

27 1861 F.N. collabora con il governo di Washington. ( Guerra di secessione). Jean Henry Dunant filantropo ginevrino fonda la Croce Rossa. J. H. Dunant

28 Florence Nightingale ….. rinnovare profondamente il reclutamento, la formazione e la stessa pratica dellassistenza infermieristica …. Formare una professione laica, rispettabile e aperta alle giovani di buona famiglia 1860 Scuola per Infermiere annessa allOspedale londinese St. Tomas (15 allieve)

29 La scuola ha la durata di 1 anno. Caratteristiche: Zelo religioso Una disciplina di tipo militare Modelli culturali della famiglia ricca dellepoca Scuola convitto femminile Le origini della scuola sono strettamente collegate con listituzione ospedaliera, a differenza di quella dei medici svolta in università.

30 Considerazioni Attribuisce grande importanza allambiente (aria, temperatura, …) nel condizionare la salute. Losservazione accurata del paziente è indicata come essenziale per lesercizio dellassistenza Aspetti psicologici della persona assistita Notes on Nursing

31 Critiche: (…) linfermiera Nightingale era semplicemente la Signora ideale, trapiantata dalla casa allospedale e sollevata dalla responsabilità della riproduzione. Al medico essa portava la virtù, caratteristica di una moglie, dellobbedienza assoluta. Al paziente portava labnegazione devota di una madre. Ai lavoratori dellospedale di livello più basso essa portava la disciplina, rigorosa ma cortese, di chi governa una casa ed è abituato a trattare con persone di servizio

32 Il Novecento: lassistenza infermieristica in Gran Bretagna Prolungamento da uno a tre anni della formazione (scuola convitto) Motivazioni: Distinguersi dalle occupazioni di tipo domestico Donne di condizioni modeste che esercitavano nei piccoli ospedali Riconoscimento della professione (e quindi delle capacità della donna).

33 Continua … Istituzione dellAlbo delle Infermiere (1919) General Nursing Council rappresentato dalle Dirigenti Controllo della professione affidato ad unélite di Infermiere Dirigenti Carenza infermieri qualificati (nel ore sett.) Dopo la 2° guerra mondiale figure di assistenti infermieri (meno qualificati, tipo infermiere generico)

34 Il Novecento:lassistenza infermieristica negli Stati Uniti Lassistenza infermieristica in ospedale viene svolta da ex carcerate. Di notte non vi sono infermieri, ma soltanto tre custodi, che devono andare in giro a controllare circa ottocento pazienti. Gli ammalati dormono in tre per due letti o in cinque per tre letti. In condizioni del genere non è strano che la setticemia sia frequente, né che muoia un amputato su due e una partoriente ogni undici. (1873 Inchiesta effettuata da unAssociazione Femminile presso lOspedale Bellevue di New York)

35 Il Novecento:lassistenza infermieristica negli Stati Uniti 1870 prime scuole infermieristiche Viene accolta la proposta di corsi triennali Mary Adelaide Nutting 1° docente universitaria (1907) Costituzione dellANA (American Nurses Association) 1896 Istituzione dellAlbo professionale (1920) 1930 centomila iscritte allAssociazione 1923 Rapporto Goldmark (educazione sanitaria,) Figure di aiutanti infermieri Sviluppo dei corsi di formazione universitaria (anni 50 e 60) Formazione degli Specialisti Clinici Inf. Esp.(formazione univ.) Formazione del Nurse Practitioner generalista, di famiglia.. (formazione univ.) Sviluppo della ricerca e di una cultura professionale avanzata.

36 Il Novecento: lassistenza infermieristica in Italia Nazione povera, processo di industrializzazione in fase iniziale … Livello di istruzione basso Assistenza infermieristica negli ospedali scadente Movimenti femminili (Unione Femminile- Anna Celli) Anna Frantzel Celli ( )

37 Il Novecento: lassistenza infermieristica in Italia 1901 assistenza in ospedale: inservienti impreparati e mal pagati, spesso analfabeti … e suore (assistenza religiosa) Corsi di formazione interni negli ospedali con scarsi risultati Scuole preparatorie di almeno 6 mesi a cui si accede con la licenza elementare (sono solo proposte). Contributo di infermiere straniere. Emy Turton (scozzese), Grace Baxter (americana) Intorno al 1910 si apre la scuola convitto Regina Elena presso il Policlinico Umberto 1° a Roma (Autoritarismo, moralità, classe sociale elevata. Durata del corso due anni).

38 Comunque….. Arretrate condizioni sociali delle donne italiane Difficoltà di formare dirigenti e creare una cultura professionale autonoma. Corpo insegnante costituito soprattutto da medici Predominio della cultura medica su quella infermieristica. Infermeria dellAmb. Scarpetta Istituito dalla A. Celli

39 Qualità fondamentali dellinfermiere Educato, colto, intelligente Ma anche …. Possedere dolcezza di modi, prudenza e discrezione; Essere giusto, rispettoso, obbediente, previdente, calmo, pronto e pulito. Carattere di missione. (1906 1° Congresso Medici Ospitalieri diItalia)

40 Lepoca fascista (Forte discriminazione nei confronti delle donne) Nasce la Scuola-convitto professionale per infermiere. (Regio Decreto 15 agosto 1925 n Regolamento esecutivo n.2330/1929) Corso biennale per il conseguimento del Diploma di Stato per lesercizio della Professione di infermiera (solo femmine) E richiesto il titolo di Scuola Media di primo grado ( obbligatorio solo dal 1956) Con un successivo anno di corso si può conseguire il Certificato di abilitazione alle Funzioni Direttive dellAssistenza Infermieristica. Scuole di specializzazione per Assistente Sanitaria Visitatrice (corso annuale).

41 Criticità di queste scuole Statuti e regolamenti diversi per ogni scuola. Spesso la Direttrice è lunica figura infermieristica nel collegio degli insegnanti. Autonomia limitata e subordinata al Consiglio di Amministrazione e al Direttore Sanitario. Allieve utilizzate spesso nel lavoro vero e proprio. Nelle discipline mancano le materie umanistiche. Per lammissione deve essere attestata lindiscussa moralità. Deve essere pagata una retta mensile.

42 D.M. 30 settembre 1938 vengono stabiliti i programmi ministeriali (uniformità didattica). Corso preparatorio di due mesi (fini selettivi). Tra le materie (economia domestica e ospitaliera, cultura militare e religiosa, patologia tropicale). Insegnamento teorico: quasi esclusivamente medici. Direttrice e caposala insegnanti: insegnamento pratico nelle corsie, etica professionale ed economia domestica e ospedaliera. 13 anni dopo….

43 R.D. 2 maggio 1940 n R.D. 2 maggio 1940 n Determinazione delle mansioni delle infermiere professionali e degli infermieri generici Artt Alle infermiere professionali competono le seguenti attività (…) Art. 4 Lattività degli Infermieri generici deve essere limitata alle seguenti mansioni, per prescrizione del medico e, nellambito ospedaliero, sotto la responsabilità dellinfermiera professionale.

44 Il secondo dopoguerra 1948 Costituzione Repubblicana (salute diritto fondamentale di ogni cittadino) Indice di salute tra i più scadenti (infortuni sul lavoro, tifo,..). Difformità organizzative degli ospedali sul territorio nazionale (fino al 1968). Decreto Legge 13 settembre 1946 n. 233 stabilisce la disciplina relativa allAlbo professionale. Legge 29 ottobre 1954 n istituisce i Collegi IP.AS.VI. delle Infermiere Professionali, delle Assistenti Sanitarie Visitatrici e delle Vigilatrici dInfanzia. Legge 29 ottobre 1954 n regolamenta la formazione dellinfermiere generico. Scuole separate da quelle convitto, vi accedono uomini e donne con licenza elementare, durata di un anno) viene istituito il Ministero della Sanità Legge n.132 detta Legge Mariotti:Riforma Ospedaliera (Ospedali Regionali, Provinciali e Zonali)

45 Il secondo dopoguerra Legge 25 febbraio 1971 n. 124 accesso anche agli uomini alle scuole per infermiere e fine dellinternato. Dallanno scol viene richiesto il certificato di ammissione al 3° anno di Scuola Media Superiore. Legge 15 febbraio 1973 n. 795 Ratifica Accordo Europeo di Strasburgo: –Prolungamento del corso da due a tre anni –Programma di insegnamento pari a 4600 ore –Inserimento di materie come le scienze umane e la lingua straniera.

46 1965 Scuola Speciale per Dirigenti dellAssistenza Infermieristica (D.A.I.), presso lUniversità di Roma e successivamente anche presso lUniversità Cattolica di Roma e lUniversità di Milano.

47 D.P.R. n. 225/1974 (Mansionario) Le mansioni dellinfermiere sono descritte in due articoli: ART. 1 attribuzioni di carattere organizzativo e amministrativo ART. 2 attribuzioni assistenziali dirette e indirette

48 D.P.R. n. 225/1974 (Mansionario) ART. 1 Le attribuzioni di carattere organizzativo e amministrativo degli infermieri professionali sono le seguenti: a) programmazione di propri piani di lavoro e di quelli del personale alle proprie dipendenze, loro presentazione ai superiori e successiva attuazione; b) annotazione sulle schede cliniche degli abituali rilievi di competenza (temperatura, polso, respiro, pressione, secreti, escreti) e conservazione di tutta la documentazione clinica sino al momento della consegna agli archivi centrali; registrazione su apposito diario di prescrizioni mediche, delle consegne e delle osservazioni eseguite durante il servizio; c) richiesta ordinaria e urgente di interventi medici e di altro personale a seconda delle esigenze sanitarie, sociali e spirituali degli assistiti; d) compilazione dati sul movimento degli assistiti e collaborazione alla raccolta ed elaborazione di dati statistici relativi al servizio; e) tenuta e compilazione dei registri e dei moduli di uso corrente; f) registrazione del carico e scarico dei medicinali, dei disinfettanti, dei veleni e degli stupefacenti; loro custodia e sorveglianza sulla distruzione. Custodia delle apparecchiature e delle dotazioni di reparto;

49 g) controllo della pulizia, ventilazione, illuminazione e riscaldamento di tutti i locali del reparto; h) sorveglianza sulle attività dei malati affinché le stesse si attuino secondo le norme di convivenza prescritte dai regolamenti interni; Gli infermieri professionali sono inoltre tenuti: 1) a partecipare alle riunioni periodiche di gruppo ed alle ricerche sulle tecniche e sui tempi dell assistenza; 2) a promuovere tutte le iniziative di competenza per soddisfare le esigenze psicologiche del malato e per mantenere un clima di buone relazioni umane con i pazienti e le loro famiglie; 3) ad eseguire ogni altro compito inerente le loro funzioni.

50 ART. 2 Le attribuzioni assistenziali dirette ed indirette degli infermieri professionali sono le seguenti: 1) assistenza completa dellinfermo; 2) somministrazione dei medicinali prescritti ed esecuzione dei trattamenti speciali curativi ordinati dal medico; 3) sorveglianza e somministrazione delle diete; 4) assistenza al medico nelle varie attività di reparto e nella sala operatoria; 5) rilevamento delle condizioni generali del paziente, del polso, della temperatura, della pressione arteriosa e della frequenza respiratoria; 6) effettuazione degli esami di laboratorio più semplici; 7) raccolta, conservazione ed invio in laboratorio del materiale per le ricerche diagnostiche; 8) disinfezione e sterilizzazione del materiale per lassistenza diretta al malato; 9) opera di educazione sanitaria del paziente e dei suoi familiari; 10) opera di orientamento e di istruzione nei confronti del personale generico, degli allievi e del personale esecutivo; 11) interventi di urgenza (respirazione artificiale, ossigenoterapia, massaggio cardiaco esterno, manovre emostatiche) seguiti da immediata richiesta di intervento medico;

51 12) somministrazione dei medicinali prescritti ed esecuzione dei seguenti trattamenti diagnostici e curativi ordinati dal medico: a) prelievo capillare e venoso del sangue b) iniezioni ipodermiche, intramuscolari e test allergo-diagnostici; c) ipodermoclisi d) vaccinazioni per via orale, per via intramuscolare e percutanee e) rettoclisi f) frizioni impacchi, massaggi, ginnastica medica; g) Applicazioni elettriche più semplici, esecuzione di ECG, EEG, e similari h) Medicazioni e bendaggi i) Clisteri evacuanti, medicamentosi e nutritivi l) Lavande vaginali m)Cateterismo nella donna n) Cateterismo nelluomo con cateteri molli o) Sondaggio gastrico e duodenale a scopo diagnostico p) Lavanda gastrica q) Bagni terapeutici e medicati r) Prelevamento di secrezioni ed escrezioni a scopo diagnostico; prelevamento dei tamponi.

52 Le prestazioni di cui ai punti d, g, n, o, p, debbono essere eseguite su prescrizione e sotto controllo medico. E consentita agli infermieri professionali la pratica delle iniezioni endovenose. Tale attività potrà essere svolta dagli infermieri professionali soltanto nellambito di organizzazioni ospedaliere o clinico universitarie e sotto indicazione specifica del medico responsabile del reparto.

53 Infermiere Generico D.P.R. 14 marzo 1974 n. 225 Titolo V° Linfermiere generico coadiuva linfermiere professionale in tutte le sue attività e su prescrizione del medico provvede direttamente alle seguenti operazioni: 1) assistenza completa al malato, particolarmente in ordine alle operazioni di pulizia e di alimentazione, di riassetto del letto e del comodino del paziente e della disinfezione dellambiente e di altri eventuali compiti compatibili con la qualifica a giudizio della Direzione Sanitaria; 2) raccolta degli escreti 3) clisteri evacuanti, medicamentosi e nutritivi, rettoclisi; 4) bagni terapeutici e medicati, frizioni; 5) Medicazioni semplici e bendaggi; 6) Pulizia, preparazione ed eventuale disinfezione del materiale sanitario; 7) Rilevamento ed annotazione della temperatura, del polso e del respiro; 8) somministrazione dei medicinali prescritti; 9) Iniezioni ipodermiche e ed intramuscolari;

54 10) sorveglianza di fleboclisi; 11) respirazione artificiale, massaggio cardiaco esterno, manovre emostatiche di emergenza. Gli infermieri generici che operano presso istituzioni pubbliche e private sono inoltre tenuti: 1) a partecipare alle riunioni periodiche di gruppo per finalità di aggiornamento organizzazione professionale e organizzazione del lavoro. 2) a svolgere tutte le attività necessarie per soddisfare le esigenze psicologiche del malato e per mantenere un clima di buone relazioni umane con i pazienti e con le loro famiglie.

55 MINISTERO DELLA SANITA Decreto 14 SETTEMBRE 1994, N. 739 Regolamento concernente la individuazione della figura e relativo profilo professionale dellInfermiere. Si compone di 3 articoli.

56 Decreto 14 SETTEMBRE 1994, N. 739 (Profilo dellinfermiere) Articolo E' individuata la figura professionale dell'infermiere con il seguente profilo: l'infermiere è l'operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell'iscrizione all'albo professionale è responsabile dell'assistenza generale infermieristica. 2 - L'assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura tecnica, relazionale, educativa. Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l'assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l'educazione sanitaria.

57 Decreto 14 SETTEMBRE 1994, N. 739 (Profilo dellinfermiere) FUNZIONI DELLINFERMIERE: a) partecipa all'identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività; b) identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e formula i relativi obiettivi; c) pianifica, gestisce e valuta l'intervento assistenziale infermieristico; d) garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico- terapeutiche; e) agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali; f) per l'espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell'opera del personale di supporto; g) svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e nell'assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o libero-professionale.

58 Decreto 14 SETTEMBRE 1994, N. 739 (Profilo dellinfermiere) 4 - L'infermiere contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all'aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca. 5 - La formazione infermieristica post-base per la pratica specialistica è intesa a fornire agli infermieri di assistenza generale delle conoscenze cliniche avanzate e delle capacità che permettano loro di fornire specifiche prestazioni infermieristiche nelle seguenti aree: a) sanità pubblica: infermiere di sanità pubblica b) pediatria: infermiere pediatrico c) salute mentale-psichiatria: infermiere psichiatrico d) geriatria: infermiere geriatrico e) area critica: infermiere di area critica 6 - In relazione a motivate esigenze emergenti dal Servizio sanitario nazionale, potranno essere individuate, con decreto del ministero della Sanità, ulteriori aree richiedenti una formazione complementare specifica.

59 7 - Il percorso formativo viene definito con decreto del ministero della Sanità e si conclude con il rilascio di un attestato di formazione specialistica che costituisce titolo preferenziale per l'esercizio delle funzioni specifiche nelle diverse aree, dopo il superamento di apposite prove valutative. La natura preferenziale del titolo è strettamente legata alla sussistenza di obiettive necessità del servizio e recede in presenza di mutate condizioni di fatto. Articolo Il diploma universitario di infermiere, conseguito ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del Dlgs 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, abilita allesercizio della professione, previa iscrizione al relativo Albo professionale. Articolo Con decreto del ministro della Sanità di concerto con il ministro dell'Università e della Ricerca scientifica e tecnologica sono individuati i diplomi e gli attestati, conseguiti in base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al diploma universitario di cui all'articolo 2 ai fini dell'esercizio della relativa attività professionale e dell'accesso ai pubblici uffici. Decreto 14 SETTEMBRE 1994, N. 739 (Profilo dellinfermiere)

60 MINISTERO DELLA SANITA Decreto 17 GENNAIO 1997, N. 70 Regolamento concernente la individuazione della figura e relativo profilo professionale dellInfermiere PEDIATRICO. Si compone di 2 articoli.

61 Articolo 1 1.È individuata la figura professionale dell'infermiere pediatrico con il seguente profilo: l'infermiere pediatrico è l'operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell'iscrizione all'albo professionale, è responsabile dell'assistenza infermieristica pediatrica. 2. L'assistenza infermieristica pediatrica, preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura tecnica, relazionale, educativa. Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l'assistenza dei malati e dei disabili in età evolutiva e l'educazione sanitaria. Decreto 17 GENNAIO 1997, N. 70 (Profilo Infermiere Pediatrico)

62 3. L'infermiere pediatrico: a) partecipa all'identificazione dei bisogni di salute fisica e psichica del neonato, del bambino, dell'adolescente, della famiglia; b) identifica i bisogni di assistenza infermieristica pediatrica e formula i relativi obiettivi; c) pianifica, conduce e valuta l'intervento assistenziale infermieristico pediatrico; d) partecipa: 1) ad interventi di educazione sanitaria sia nell'ambito della famiglia e della comunità; 2) alla cura degli individui sani in età evolutiva nel quadro di programmi di promozione della salute e prevenzione delle malattie e degli incidenti; 3) all'assistenza ambulatoriale, domiciliare e ospedaliera dei neonati; 4) all'assistenza ambulatoriale, domiciliare e ospedaliera dei soggetti di età inferiore a 18 anni affetti da malattie acute e croniche; 5) alla cura degli individui in età adolescenziale nel quadro dei programmi di prevenzione e supporto socio-sanitario; e) garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche; f) agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli operatori sanitari e sociali; g) si avvale, ove necessario, dell'opera del personale di supporto per l'espletamento delle funzioni. Decreto 17 GENNAIO 1997, N. 70 (Profilo Infermiere Pediatrico)

63 4. L'infermiere pediatrico contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all'aggiornamento relativo al proprio profilo professionale. 5. L'infermiere pediatrico svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e nell'assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o libero-professionale. Articolo 2 1. Il diploma universitario di infermiere pediatrico, conseguito ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (2), e successive modificazioni, abilita all'esercizio della professione, previa iscrizione al relativo albo professionale. Decreto 17 GENNAIO 1997, N. 70 (Profilo Infermiere Pediatrico)

64 MINISTERO DELLA SANITA Decreto 14 settembre 1994, N. 740 Regolamento concernente la individuazione della figura e relativo profilo professionale dellOstetrica/o. Si compone di 4 articoli.

65 Decreto 14 settembre 1994, N. 740 (Profilo dellOstetrica) Articolo 1 È individuata la figura professionale ostetrica/o con il seguente profilo: lostetrica/o è loperatore sanitario che in possesso del diploma universitario abilitante e delliscrizione allalbo professionale, assiste e consiglia la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a termine parti e eutocici con propria responsabilità e presta assistenza al neonato. 2. Lostetrica/o per quanto di sua competenza, partecipa: a) ad interventi di educazione sanitaria e sessuale sia nellambito della famiglia che nella comunità; b) alla preparazione psicoprofilattica al parto; c) alla preparazione e allassistenza ad interventi ginecologici; d) alla prevenzione e allaccertamento dei tumori della sfera genitale femminile; e) ai programmi di assistenza materna e neonatale. 3. Lostetrica/o, nel rispetto delletica professionale, gestisce, come membro dellequipe sanitaria, lintervento assistenziale di propria competenza 4. Lostetrica/o contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente allaggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca 5. Lostetrica/o è in grado di individuare situazioni potenzialmente patologiche che richiedono intervento medico e di praticare, ove occorre, le relative misure di particolare emergenza 6. Lostetrica/o svolge la sua attività in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero – professionale

66 Decreto 14 settembre 1994, N. 740 (Profilo dellOstetrica) Articolo 2 1. Con decreto del Ministero della Sanità, è disciplinata la formazione complementare in relazione a specifiche esigenze del Servizio Sanitario Nazionale Articolo 3 1. Il diploma universitario di ostetrica/o, conseguito ai sensi dellarticolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.° 502 e successive modificazioni abilita allesercizio della professione previa iscrizione al relativo albo professionale Articolo 4 1. Con decreto del Ministero della Sanità di concerto con il Ministro della Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica sono individuati i diplomi e gli attestati, conseguiti in base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al diploma universitario di cui allarticolo 3 ai fini dellesercizio della relativa attività professionale e dellaccesso ai pubblici uffici. Il presente decreto, munito del sigillo di Stato sarà inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

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68 Il Patto Infermiere Cittadino 12 Maggio 1996 PRESENTARMI al nostro primo incontro, spiegarti chi sono e cosa posso fare per te SAPERE chi sei, riconoscerti, chiamarti per nome e cognome FARMI RICONOSCERE attraverso la divisa ed il cartellino di riconoscimento DARTI RISPOSTE chiare e comprensibili o indirizzarti alle persone e agli organi competenti FORNIRTI INFORMAZIONI utili a rendere più agevole il contatto con linsieme dei servizi sanitari GARANTIRTI le migliori condizioni igieniche e ambientali FAVORIRTI nel mantenere le tue relazioni sociali e familiari RISPETTARE il tuo tempo e le tue abitudini AIUTARTI ad affrontare in modo equilibrato e dignitoso la tua giornata supportandoti nei gesti quotidiani di mangiare, lavarsi,muoversi, dormire,quando non sei in grado di farlo da solo Io infermiere, mi impegno nei tuoi confronti a:

69 Il Patto Infermiere Cittadino 12 Maggio 1996 INDIVIDUARE i tuoi bisogni di assistenza, condividerli con te, proporti le possibili soluzioni, operare insieme per risolvere i problemi INSEGNARTI quali sono i comportamenti più adeguati per ottimizzare il tuo stato di salute nel rispetto delle tue scelte e stile di vita GARANTIRTI competenza, abilità ed umanità nello svolgimento delle tue prestazioni assistenziali RISPETTARE la tua dignità, le tue insicurezze e garantirti la riservatezza ASCOLTARTI con attenzione e disponibilità quando hai bisogno STARTI VICINO quando soffri, quando hai paura, quando la medicina e la tecnica non bastano PROMUOVERE e partecipare ad iniziative atte a migliorare le risposte assistenziali infermieristiche allinterno dellorganizzazione SEGNALARE agli organi e figure competenti le situazioni che ti possono causare danni e disagi.

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71 Legge 26 febbraio 1999, n. 42 Disposizioni in materia di professioni sanitarie pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo 1999 Art.1 Definizione delle professioni sanitarie 1. La denominazione "professione sanitaria ausiliaria" è sostituita dalla denominazione "professione sanitaria". 2. Viene abrogato il DPR 225/74 (mansionario)

72 Qual è il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie? Il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie è determinato da: 1. i contenuti dei decreti ministeriali istitutivi dei relativi profili professionali 2. gli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post-base 3. gli specifici codici deontologici, fatte salve le competenze previste per le professioni mediche e per le altre professioni del ruolo sanitario (…) Legge 26 febbraio 1999, n. 42

73 Legge 26 febbraio 1999, n. 42 Art.4 Diplomi conseguiti in base alla normativa anteriore a quella di attuazione dellarticolo 6, comma 3 del decreto legislativo 30/12/92 n. 502 e successive modificazioni i diplomi e gli attestati conseguiti in base alla precedente normativa, che abbiano permesso l'iscrizione ai relativi albi professionali o l'attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo (…) sono equipollenti ai diplomi universitari (…) ai fini dell'esercizio professionale e dell'accesso alla formazione post-base.

74 Da che cosa è delimitato il campo proprio di attività e di responsabilità dellinfermiere? Profilo (Decreti Ministeriali) Ordinamento Didattico Codice Deontologico

75 Ordinamento Didattico Lauree Triennali Decreto n. 509/1999 Regolamento recante norme concernenti lautonomia didattica degli atenei. Decreto MURST del 2 aprile 2001 Determinazione delle classi delle lauree universitarie delle professioni sanitarie. Tutte le professioni vengono raggruppate in 4 distinte classi di laurea: 1. Classe delle lauree in professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica 2. Classe delle lauree in professioni sanitarie della riabilitazione 3. Classe delle lauree in professioni sanitarie tecniche 4. Classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione

76 Decreto Ministeriale 2001 (1° Classe di Laurea) Professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica Infermiere Ostetrica/o Infermiere pediatrico

77 Professioni sanitarie riabilitative Decreto Ministeriale 2001 (2° Classe di Laurea) Professioni sanitarie riabilitative Podologo Fisioterapista Logopedista Ortottista – assistente di oftalmologia Terapista della neuro e psicomotricità delletà evolutiva Tecnico della riabilitazione psichiatrica Terapista occupazionale Educatore professionale

78 Professioni tecnico-sanitarie Decreto Ministeriale 2001 (3° Classe di Laurea) Professioni tecnico-sanitarie Area tecnico-diagnostica: Tecnico audiometrista Tecnico sanitario di laboratorio biomedico Tecnico sanitario di radiologia medica Tecnico di neurofisiopatologia Area tecnico-assistenziale: Tecnico ortopedico Tecnico audioprotesista Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare Igienista dentale dietista

79 Professioni tecniche della prevenzione Decreto Ministeriale 2001 (4° Classe di Laurea) Professioni tecniche della prevenzione Tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro Assistente sanitario

80 Decreto n. 509/1999 Regolamento recante norme concernenti lautonomia didattica degli atenei. Decreto MURST del 2 aprile 2001 Determinazione delle classi delle lauree universitarie delle professioni sanitarie. Lesatta numerazione e denominazione delle lauree magistrali (specialistiche) ricalca la classificazione data per le lauree triennali: 1. Classe delle lauree specialistiche nelle scienze delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche 2. Classe delle lauree specialistiche nelle scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione 3. Classe delle lauree specialistiche nelle scienze delle professioni sanitarie tecniche 4. Classe delle lauree specialistiche nelle scienze delle professioni sanitarie della prevenzione Rispetto alle lauree triennali qui compare la denominazione scienze Ordinamento Didattico Lauree Specialistiche (Magistrali)

81 Laurea specialistica (Magistrale) Decreto 9 luglio 2004 (Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea specialistica delle professioni sanitarie per lanno accademico ) Decreto 1 ottobre 2004 (Modifica delle modalità di ammissione ai corsi di laurea specialistica delle professioni sanitarie per lanno accademico )

82 3° Anno I° semestre Esempio

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86 Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica.

87 Legge 10 agosto 2000, n. 251 "Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica" Art. 1 Professioni sanitarie infermieristiche e professione ostetrica 1.Gli operatori delle professioni sanitarie dellarea delle scienze infermieristiche e della professione sanitaria ostetrica svolgono con autonomia professionale attività dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva, espletando le funzioni individuate dalle norme istitutive dei relativi profili professionali nonché dagli specifici codici deontologici ed utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dellassistenza.

88 Legge 10 agosto 2000, n. 251 "Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica" Art. 1 Professioni sanitarie infermieristiche e professione ostetrica 2. Lo Stato e le regioni promuovono, nellesercizio delle proprie funzioni legislative, di indirizzo, di programmazione ed amministrative, la valorizzazione e la responsabilizzazione delle funzioni e del ruolo delle professioni infermieristico- ostetriche al fine di contribuire alla realizzazione del diritto alla salute, al processo di aziendalizzazione nel Servizio sanitario nazionale, allintegrazione dellorganizzazione del lavoro della sanità in Italia con quelle degli altri Stati dellUnione europea.

89 Legge 10 agosto 2000, n. 251 "Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica" Art. 1 Professioni sanitarie infermieristiche e professione ostetrica 3. Il Ministero della sanità emana linee guida per: a) lattribuzione in tutte le aziende sanitarie della diretta responsabilità e gestione delle attività di assistenza infermieristica e delle connesse funzioni; b) la revisione dellorganizzazione del lavoro, incentivando modelli di assistenza personalizzata.

90 Art. 2 Professioni sanitarie riabilitative Art. 3 Professioni tecnico-sanitarie Art. 4 Professioni tecniche della prevenzione Art. 5 Formazione universitaria Il Ministro delluniversità e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro della sanità, ai sensi e per gli effetti di cui allarticolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, individua con uno o più decreti i criteri per la disciplina degli ordinamenti didattici di specifici corsi universitari ai quali possono accedere gli esercenti le professioni di cui agli articoli 1,2,3 e 4 della presente legge, in possesso di diploma universitario o di titolo equipollente per legge. 2. Le università nelle quali è attivata la scuola diretta a fini speciali per docenti e dirigenti di assistenza infermieristica sono autorizzate alla progressiva disattivazione della suddetta scuola contestualmente alla attivazione dei corsi universitari di cui al comma 1

91 Legge 10 agosto 2000, n. 251 "Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica" Art. 6 Definizione delle professioni e dei relativi livelli di inquadramento 2. Il Governo (…), definisce la disciplina concorsuale, riservata al personale in possesso degli specifici diplomi rilasciati al termine dei corsi universitari di cui allarticolo 5, comma 1, della presente legge, per laccesso ad una nuova qualifica unica di dirigente del ruolo sanitario, alla quale si accede con requisiti analoghi a quelli richiesti per laccesso alla dirigenza del Servizio sanitario nazionale (…)

92 Legge 10 agosto 2000, n. 251 "Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica" Art. 7 Disposizione transitorie 1. Al fine di migliorare lassistenza e per la qualificazione delle risorse, le aziende sanitarie possono istituire il servizio dellassistenza infermieristica ed ostetrica e possono attribuire lincarico di dirigente del medesimo servizio (…) lincarico, di durata triennale rinnovabile, è regolato da contratti a tempo determinato (…) 3. La legge regionale che disciplina lattività e la composizione del Collegio di direzione (…), prevede la partecipazione al medesimo Collegio dei dirigenti aziendali di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo.

93 Il processo di assistenza infermieristica (Processo di Nursing) Raccolta e Classificazione dei dati Identificazione dei bisogni Formulazione obiettivi assistenziali Scelta e attuazione Azioni di AI VALUTAZIONE

94 Legge 8 Gennaio 2002, n. 1 Conversione in legge con modificazioni del decreto - legge 12 novembre 2001, n. 402, recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario"

95 Legge 8 Gennaio 2002, n. 1 Conversione in legge con modificazioni, del decreto - legge 12 novembre 2001, n. 402, recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario" Art. 1 Prestazioni aggiuntive programmabili da parte degli infermieri dipendenti ed emergenza infermieristica 1. In caso di accertata impossibilità a coprire posti di infermiere e di tecnico sanitario di radiologia medica mediante il ricorso a procedure concorsuali, le Aziende (…), hanno facoltà, non oltre il 31 dicembre 2003: a.di riammettere in servizio infermieri e tecnici sanitari di radiologia medica che abbiano volontariamente risolto il rapporto di lavoro da non oltre cinque anni nel rispetto della procedura di cui all'articolo 24 del C.C.N.L. integrativo del 20 settembre 2001; b.di stipulare contratti di lavoro, a tempo determinato (…) per la durata massima di un anno, rinnovabile (…)

96 Legge 8 Gennaio 2002, n. 1 Conversione in legge con modificazioni, del decreto - legge 12 novembre 2001, n. 402, recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario" Art Fermo restando il vincolo finanziario (…) le Aziende (…) previa autorizzazione della regione, possono remunerare agli infermieri dipendenti, in forza di un contratto con l'azienda, prestazioni orarie aggiuntive rese al di fuori dell'impegno di servizio, rispetto a quelle proprie del rapporto di dipendenza; tali prestazioni sono rese in regime libero professionale (…) 3. Sono ammessi a svolgere prestazioni aggiuntive gli infermieri e i tecnici sanitari di radiologia medica dipendenti dalla stessa Amministrazione, in possesso dei seguenti requisiti: a.essere in servizio con rapporto di lavoro a tempo pieno da almeno sei mesi; b.essere esenti da limitazioni anche parziali o prescrizioni alle mansioni come certificate dal medico competente; c.non beneficiare, nel mese in cui è richiesta la prestazione aggiuntiva, di istituti normativi o contrattuali che comportino la riduzione, a qualsiasi titolo, dell'orario di servizio, comprese le assenze per malattia.

97 Legge 8 Gennaio 2002, n. 1 Conversione in legge con modificazioni, del decreto - legge 12 novembre 2001, n. 402, recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario" (…) per l'operatore socio-sanitario restano confermate le disposizioni di cui all'accordo intervenuto il 22 febbraio 2001 in sede di conferenza Stato-regioni (…) Con la stessa procedura è disciplinata, per l'operatore socio- sanitario la formazione complementare in assistenza sanitaria che consente a detto operatore di collaborare con l'infermiere o con l'ostetrica e di svolgere alcune attività assistenziali in base all'organizzazione dell'unità funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del responsabile dell'assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione.

98 Legge 8 Gennaio 2002, n. 1 Conversione in legge con modificazioni, del decreto - legge 12 novembre 2001, n. 402, recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario" 10. I diplomi, conseguiti in base alla normativa precedente, dalle professioni sanitarie (…) sono validi ai fini dell'accesso ai corsi di laurea specialistica, ai master ed agli altri corsi di formazione post-base (…) attivati dalle università.

99 LEGGE 43/2006 Disposizioni in materia di professioni sanitarie Infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per listituzione dei relativi ordini professionali

100 LEGGE 43/2006 Art. 2 comma 3 Liscrizione allalbo professionale è obbligatoria anche per i pubblici dipendenti ed è subordinata al conseguimento del titolo abilitante ….

101 LEGGE 43/2006 Art. 4 Il Governo è delegato ad adottare (…) uno o più decreti legislativi al fine di istituire per le professioni sanitarie (…) i relativi ordini professionali

102 LEGGE 43/2006 Art. 6 Istituzione della funzione di coordinamento a)Professionisti in possesso del Diploma di Laurea (…) b)Professionisti coordinatori in possesso del Master di primo livello in Management (…) c)Professionisti specialisti in possesso del master per le funzioni specialistiche d)Professionisti dirigenti in possesso della Laurea Specialistica (…) e che abbiano esercitato lattività professionale con rapporto di lavoro dipendente per almeno 5 anni (…)

103 LEGGE 43/2006 Art. 6 Istituzione della funzione di coordinamento (…) il personale laureato appartenente alle professioni sanitarie (…) è articolato come segue: 4. L'esercizio della funzione di coordinamento è espletato da coloro che siano in possesso dei seguenti requisiti: a) master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento nell'area di appartenenza, b) esperienza almeno triennale nel profilo di appartenenza.

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105 Codice Deontologico dellInfermiere Approvato dalla Federazione Nazionale Collegi IPASVI Febbraio 1999 Art. 1 - PREMESSA 1.1 Linfermiere è loperatore sanitario che, in possesso del diploma abilitante e delliscrizione allAlbo professionale, è responsabile dellassistenza infermieristica Lassistenza infermieristica è servizio alla persona e alla collettività. Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari, di natura tecnica, relazionale, ed educativa La responsabilità dellinfermiere consiste nel curare e prendersi cura della persona, nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dellindividuo Il Codice deontologico guida linfermiere nello sviluppo della identità professionale e nellassunzione di un comportamento eticamente responsabile. È uno strumento che informa il cittadino sui comportamenti che può attendersi dallinfermiere Linfermiere, con la partecipazione ai propri organismi di rappresentanza, manifesta la appartenenza al gruppo professionale, laccettazione dei valori contenuti nel Codice deontologico e limpegno a viverli nel quotidiano.

106 Codice Deontologico dellInfermiere Art. 2 - PRINCIPI ETICI DELLA PROFESSIONE 2.1. Il rispetto dei diritti fondamentali delluomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per lassunzione della responsabilità delle cure infermieristiche Linfermiere riconosce la salute come bene fondamentale dellindividuo e interesse della collettività e si impegna a tutelarlo con attività di prevenzione, cura e riabilitazione Linfermiere riconosce che tutte le persone hanno diritto ad uguale considerazione e le assiste indipendentemente dalletà, dalla condizione sociale ed economica, dalle cause di malattia Linfermiere agisce tenendo conto dei valori religiosi, ideologici ed etici, nonché della cultura, etnia e sesso dellindividuo Nel caso di conflitti determinati da profonde diversità etiche, linfermiere si impegna a trovare la soluzione attraverso il dialogo. In presenza di volontà profondamente in contrasto con i principi etici della professione e con la coscienza personale, si avvale del diritto allobiezione di coscienza Nellagire professionale, linfermiere si impegna a non nuocere, orienta la sua azione allautonomia e al bene dellassistito, di cui attiva le risorse anche quando questi si trova in condizioni di disabilità o svantaggio Linfermiere contribuisce a rendere eque le scelte allocative, anche attraverso luso ottimale delle risorse. In carenza delle stesse, individua le priorità sulla base di criteri condivisi dalla comunità professionale.

107 Codice Deontologico dellInfermiere Art. 3 - NORME GENERALI 3.1. Linfermiere aggiorna le proprie conoscenze attraverso la formazione permanente, la riflessione critica sullesperienza e la ricerca, al fine di migliorare la sua competenza. Linfermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiornate, così da garantire alla persona le cure e lassistenza più efficaci. Linfermiere partecipa alla formazione professionale, promuove ed attiva la ricerca, cura la diffusione dei risultati, al fine di migliorare lassistenza infermieristica Linfermiere assume responsabilità in base al livello di competenza raggiunto e ricorre, se necessario, allintervento o alla consulenza di esperti. Riconosce che lintegrazione è la migliore possibilità per far fronte ai problemi dellassistito; riconosce altresì limportanza di prestare consulenza, ponendo le proprie conoscenze ed abilità a disposizione della comunità professionale Linfermiere riconosce i limiti delle proprie conoscenze e competenze e declina la responsabilità quando ritenga di non poter agire con sicurezza. Ha il diritto ed il dovere di richiedere formazione e/o supervisione per pratiche nuove o sulle quali non ha esperienza; si astiene dal ricorrere a sperimentazioni prive di guida che possono costituire rischio per la persona.

108 Codice Deontologico dellInfermiere Art. 3 -NORME GENERALI (continua) 3.4. Linfermiere si attiva per lanalisi dei dilemmi etici vissuti nelloperatività quotidiana e ricorre, se necessario, alla consulenza professionale e istituzionale, contribuendo così al continuo divenire della riflessione etica Lagire professionale non deve essere condizionato da pressioni o interessi personali provenienti da persone assistite, altri operatori, imprese, associazioni, organismi. In caso di conflitto devono prevalere gli interessi dellassistito. Linfermiere non può avvalersi di cariche politiche o pubbliche per conseguire vantaggi per sé od altri. Linfermiere può svolgere forme di volontariato con modalità conformi alla normativa vigente: è libero di prestare gratuitamente la sua opera, sempre che questa avvenga occasionalmente Linfermiere, in situazioni di emergenza, è tenuto a prestare soccorso e ad attivarsi tempestivamente per garantire lassistenza necessaria. In caso di calamità, si mette a disposizione dellautorità competente.

109 Codice Deontologico dellInfermiere Art. 4 - RAPPORTI CON LA PERSONA ASSISTITA 4.1. Linfermiere promuove, attraverso leducazione, stili di vita sani e la diffusione di una cultura della salute; a tal fine attiva e mantiene la rete di rapporti tra servizi e operatori Linfermiere ascolta, informa, coinvolge la persona e valuta con la stessa i bisogni assistenziali, anche, al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito e consentire allassistito di esprimere le proprie scelte Linfermiere, rispettando le indicazioni espresse dallassistito, ne facilita i rapporti con la comunità e le persone per lui significative, che coinvolge nel piano di cura Linfermiere ha il dovere di essere informato sul progetto diagnostico terapeutico, per le influenze che questo ha sul piano di assistenza e la relazione con la persona Linfermiere nellaiutare e sostenere la persona nelle scelte terapeutiche, garantisce le informazioni relative al piano di assistenza ed adegua il livello di comunicazione alla capacità del paziente di comprendere. Si adopera affinché la persona disponga di informazioni globali e non solo cliniche e ne riconosce il diritto alla scelta di non essere informato Linfermiere assicura e tutela la riservatezza delle informazioni relative alla persona. Nella raccolta, nella gestione e nel passaggio di dati, si limita a ciò che è pertinente allassistenza Linfermiere garantisce la continuità assistenziale anche attraverso lefficace gestione degli strumenti informativi.

110 Codice Deontologico dellInfermiere Art. 4 - RAPPORTI CON LA PERSONA ASSISTITA (continua) 4.8. Linfermiere rispetta il segreto professionale non solo per obbligo giuridico, ma per intima convinzione e come risposta concreta alla fiducia che lassistito ripone in lui Linfermiere promuove in ogni contesto assistenziale le migliori condizioni possibili di sicurezza psicofisica dellassistito e dei familiari Linfermiere si adopera affinché il ricorso alla contenzione fisica e farmacologica sia evento straordinario e motivato, e non metodica abituale di accudimento. Considera la contenzione una scelta condivisibile quando vi si configuri linteresse della persona e inaccettabile quando sia una implicita risposta alle necessità istituzionali Linfermiere si adopera affinché sia presa in considerazione lopinione del minore rispetto alle scelte terapeutiche, in relazione alletà ed al suo grado di maturità Linfermiere si impegna a promuovere la tutela delle persone in condizioni che ne limitano lo sviluppo o lespressione di sé, quando la famiglia e il contesto non siano adeguati ai loro bisogni Linfermiere che rilevi maltrattamenti o privazioni a carico della persona, deve mettere in opera tutti i mezzi per proteggerla ed allertare, ove necessario, lautorità competente..

111 Codice Deontologico dellInfermiere Art. 4 - RAPPORTI CON LA PERSONA ASSISTITA (continua) Linfermiere si attiva per alleviare i sintomi, in particolare quelli prevenibili. Si impegna a ricorrere alluso di placebo solo per casi attentamente valutati e su specifica indicazione medica Linfermiere assiste la persona, qualunque sia la sua condizione clinica e fino al termine della vita, riconoscendo limportanza del conforto ambientale fisico, psicologico, relazionale, spirituale. Linfermiere tutela il diritto a porre dei limiti ad eccessi diagnostici e terapeutici non coerenti con la concezione di qualità della vita dellassistito Linfermiere sostiene i familiari dellassistito, in particolare nel momento della perdita e nella elaborazione del lutto Linfermiere non partecipa a trattamenti finalizzati a provocare la morte dellassistito, sia che la richiesta provenga dallinteressato, dai familiari o da altri Linfermiere considera la donazione di sangue, tessuti ed organi unespressione di solidarietà. Si adopera per favorire informazione e sostegno alle persone coinvolte nel donare e nel ricevere.

112 Codice Deontologico dellInfermiere Art. 5 - RAPPORTI PROFESSIONALI CON I COLLEGHI E GLI ALTRI OPERATORI Linfermiere collabora con i colleghi e gli altri operatori, di cui riconosce e rispetta lo specifico apporto allinterno delléquipe. Nellambito delle proprie conoscenze, esperienze e ruolo professionale contribuisce allo sviluppo delle competenze assistenziali Linfermiere tutela la dignità propria e dei colleghi, attraverso comportamenti ispirati al rispetto e alla solidarietà. Si adopera affinché la diversità di opinione non ostacoli il progetto di cura Linfermiere ha il dovere di autovalutarsi, e di sottoporre il proprio operato a verifica, anche al fini dello sviluppo professionale Nellesercizio autonomo della professione linfermiere si attiene alle nonne di comportamento emanate dai Collegi Ipasvi nella definizione del proprio onorario rispetta il vigente Nomenclatore Tariffario Linfermiere tutela il decoro del proprio nome e qualifica professionale anche attraverso il rispetto delle norme che regolano la pubblicità sanitaria Linfermiere è tenuto a segnalare al Collegio ogni abuso o comportamento contrario alla deontologia, attuato dal colleghi..

113 Codice Deontologico dellInfermiere Art. 6 - RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI 6.1. Linfermiere ai diversi livelli di responsabilità, contribuisce ad orientare le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli assistiti, lequo utilizzo delle risorse e la valorizzazione del ruolo professionale Linfermiere compensa le carenze della struttura attraverso un comportamento ispirato alla cooperazione, nellinteresse dei cittadini e dellistituzione. Linfermiere ha il dovere di opporsi alla compensazione quando vengano a mancare i caratteri della eccezionalità o venga pregiudicato il suo prioritario mandato professionale Linfermiere, ai diversi livelli di responsabilità, di fronte a carenze o disservizi provvede a darne comunicazione e per quanto possibile, a ricreare la situazione più favorevole Linfermiere riferisce a persona competente e allautorità professionale qualsiasi circostanza che possa pregiudicare lassistenza infermieristica o la qualità delle cure, con particolare riguardo agli effetti sulla persona Linfermiere ha il diritto e il dovere di segnalare al Collegio le situazioni in cui sussistono circostanze o persistono condizioni che limitano la qualità delle cure o il decoro dellesercizio professionale.

114 Codice Deontologico dellInfermiere Art. 7 -DISPOSIZIONI FINALI 7.1. Le norme deontologiche contenute nel presente codice sono vincolanti: la loro inosservanza è punibile con sanzioni da parte del Collegio professionale I Collegi Ipasvi si rendono garanti, nei confronti della persona e della collettività, della qualificazione dei singoli professionisti e della competenza acquisita e mantenuta.

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