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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA Facoltà di Economia Diritto del Contenzioso dellImpresa Anno Accademico 2012-2013 Ermenegildo Costabile 1Diritto del contenzioso.

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1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA Facoltà di Economia Diritto del Contenzioso dellImpresa Anno Accademico Ermenegildo Costabile 1Diritto del contenzioso d'impresa

2 PARTE PRIMA DIRITTO PENALE Parte Generale Diritto del contenzioso d'impresa2

3 COSE IL DIRITTO PENALE Settore dellordinamento giuridico che disciplina i fatti costituenti reato, cioè quei comportamenti umani puniti con una sanzione penale (detentiva o pecuniaria – delitti e contravvenzioni). Art. 13 co.1 Cost.: «La libertà personale è inviolabile». La funzione del diritto penale: tra retribuzione e utilitarismo. Il principio di extrema ratio. Il diritto penale presiede la tutela di beni costituzionalmente rilevanti. 3Diritto del contenzioso d'impresa

4 LE SANZIONI PENALI Art. 17 c.p. – Pene principali: specie. [1] Le pene principali stabilite per i delitti sono: 1)[la morte]; 2)lergastolo; 3)la reclusione; 4)la multa. [2] Le pene principali stabilite per le contravvenzioni sono: 1)larresto; 2)lammenda. 4Diritto del contenzioso d'impresa

5 I PRINCIPI COSTITUZIONALI Art. 27 co.1 Cost: «La responsabilità penale è personale». Art. 25 co.2 Cost.: «Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso». Diritto del contenzioso d'impresa5

6 riserva di legge (o principio di stretta legalità) che sancisce il monopolio della legge ordinaria in materia penale; tassatività (o principio di determinatezza), il quale esige che la descrizione del fatto di reato sia sufficientemente chiara ed univoca; principio di irretroattività, in base al quale la norma incriminatrice non può essere applicata a fatti commessi prima della sua entrata in vigore; principio di colpevolezza, secondo il quale il rimprovero penale può essere mosso solo nei confronti di un soggetto che abbia agito con un particolare elemento soggettivo (dolo o colpa); 6Diritto del contenzioso d'impresa

7 STRUTTURA DEL REATO Il reato è un fatto umano tipico, antigiuridico e colpevole. 7Diritto del contenzioso d'impresa

8 TIPICITA 8Diritto del contenzioso d'impresa

9 LA CONDOTTA Reati commissivi il comportamento umano si manifesta in una condotta attiva Reati omissivi il comportamento umano si manifesta in una condotta omissiva Non impedire un evento che si ha lobbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo (art. 40 comma 2 c.p.) 9Diritto del contenzioso d'impresa

10 Reati comuni Non è richiesta una particolare qualifica soggettiva per lintegrazione del reato; di solito il precetto normativo esordisce col lemma chiunque…; Reati propri E richiesta una specifica qualifica soggettiva (ad es. art. 317 c.p. Concussione è integrabile esclusivamente dal pubblico ufficiale o dallincaricato di pubblico servizio; oppure i reati fallimentari, integrabili solo dal soggetto attivo imprenditore). Diritto del contenzioso d'impresa10

11 Reati monosoggettivi possono essere commessi da un singolo individuo; Reati plurisoggettivi o a concorso necessario Necessitano della partecipazione attiva di più persone (ad es. art. 416 c.p. associazione per delinquere: occorre che vi siano almeno tre persone che si associno); Diritto del contenzioso d'impresa11

12 LEVENTO Reati di danno materiale materiale causazione di un danno ad un bene giuridico (ad es. art. 575 c.p. omicidio, prevede levento dannoso morte; art c.c. false comunicazioni sociali, prevede levento danno patrimoniale per la società); Reati di pericolo lesione potenziale o la messa in pericolo di un bene giuridico (ad es. art. 185 TUF manipolazione del mercato: pericolo concreto; art. 588 c.p. rissa: pericolo astratto). (segue…) Diritto del contenzioso d'impresa12

13 (… segue) Reati di pericolo astratto o presunto è il legislatore stesso che attribuisce ad una determinata condotta pericolosa un disvalore tale da giustificare la sanzione penale: il giudice non è tenuto a verificare se il pericolo previsto dalla norma si sia effettivamente concretizzato; ad es. art. 440 c.p. adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari: non è necessario che ladulterazione abbia causato un danno alla salute pubblica, né che la condotta sia stata idonea a mettere in pericolo il bene giuridico. E sufficiente che sia stata posta in essere quella condotta descritta dalla norma; Reati di pericolo concreto spetta al giudice di valutare in concreto se la condotta posta in essere sia idonea a ledere il bene giuridico protetto (ad es. art. 185 TUF manipolazione del mercato, dove lidoneità delle notizie false, delle operazioni simulate o degli altri artifici ad alterare il prezzo degli strumenti finanziari sul mercato costituisce oggetto di accertamento giudiziale. Diritto del contenzioso d'impresa13

14 IL NESSO DI CAUSALITA Art. 40 c.p. Rapporto di causalità: Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se levento dannoso o pericoloso, da cui dipende lesistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione. Il nesso causale richiede che levento sia conseguenza della condotta. Teoria condizionalistica: lazione umana deve essere condicio sine qua non dellevento: è antecedente la causa senza la quale levento non si sarebbe verificato; Diritto del contenzioso d'impresa14

15 Lomissione ha rilevanza solo se vi è un obbligo di impedire levento (art. 40 cpv c.p. non impedire un evento che si ha lobbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo); Nel nostro ordinamento vige il principio di equivalenza delle cause, principio secondo il quale sono responsabili solidalmente tutti coloro che abbiano concorso nellillecito (art. 41 c.p. e 2055 c.c.). Si può parlare di concorso solo se il comportamento è stato una necessaria condizione dellillecito (condicio sine qua non). Per stabilire se un comportamento omissivo è stato condicio sine qua non dellevento, occorre ipotizzare che cosa sarebbe accaduto se fosse stato realizzato il comportamento doveroso omesso. E questa una valutazione o giudizio ipotetico (chiamato giudizio controfattuale) che consiste nel verificare se, mentalmente eliminato il mancato compimento dellazione doverosa e sostituito un ipotetico processo dinamico corrispondente al comportamento doveroso, supposto come realizzato, il singolo evento lesivo verificatosi sarebbe venuto meno. Diritto del contenzioso d'impresa15

16 STRUTTURA DEL REATO Il reato è un fatto umano tipico, antigiuridico e colpevole. 16Diritto del contenzioso d'impresa

17 LANTIGIURIDICITA La realizzazione di una condotta tipica devessere antigiuridica, cioè commessa in assenza di cause di giustificazione; Le cause di giustificazione consistono in quelle situazioni normativamente previste, in presenza delle quali viene meno il contrasto tra un fatto conforme ad una fattispecie incriminatrice e lordinamento giuridico. Diritto del contenzioso d'impresa17

18 18Diritto del contenzioso d'impresa

19 STRUTTURA DEL REATO Il reato è un fatto umano tipico, antigiuridico e colpevole. 19Diritto del contenzioso d'impresa

20 COLPEVOLEZZA La responsabilità penale è personale (art. 27 comma 1 Cost.). Limputazione di un fatto-reato in capo ad un soggetto è costituzionalmente legittima solo quando è possibile muovere un rimprovero quantomeno a titolo di colpa (Art. 27 Cost.). 20Diritto del contenzioso d'impresa

21 COLPEVOLEZZA Diritto del contenzioso d'impresa21

22 IMPUTABILITA Rappresenta la capacità del soggetto agente di autodeterminarsi nella commissione del reato: lart. 85 c.p. parla di capacità di intendere e di volere: – La capacità di intendere è lattitudine ad orientarsi nel mondo esterno secondo una percezione non distorta della realtà, comprendendo il significato dei propri comportamenti; – La capacità di volere si sostanzia nel potere di controllare gli impulsi ad agire e di determinarsi secondo il motivo che appare più ragionevole o preferibile in base ad una concezione di valore; Diritto del contenzioso d'impresa22

23 ELEMENTO SOGGETTIVO DEL REATO Art. 42 c.p. – Responsabilità per dolo o per colpa o per delitto preterintenzionale. Responsabilità obiettiva. [1] Nessuno può essere punito per una azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non lha commessa con coscienza e volontà. [2] Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come delitto, se non lha commesso con dolo, salvi i casi di delitto preterintenzionale o colposo espressamente preveduti dalla legge. [3] La legge determina i casi nei quali levento è posto altrimenti a carico dellagente come conseguenza della sua azione od omissione. [4] Nelle contravvenzioni ciascuno risponde della propria azione od omissione cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa. 23Diritto del contenzioso d'impresa

24 IL DOLO Art. 43 c.p. – Elemento psicologico del reato. [1] Il delitto: è doloso, o secondo lintenzione, quando levento dannoso o pericoloso, che è il risultato dellazione od omissione e da cui la legge fa dipendere lesistenza del delitto, è dallagente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione; é preterintenzionale, o oltre lintenzione, quando[…]; é colposo, o contro lintenzione, quando[…]; [2] La distinzione tra reato doloso e reato colposo, stabilita da questo articolo per i delitti, si applica altresì alle contravvenzioni, ogni qualvolta per queste la legge penale faccia dipendere da tale distinzione un qualsiasi effetto giuridico. 24Diritto del contenzioso d'impresa

25 Caratteristiche del dolo sono la previsione (rappresentazione) e la volizione dellevento dannoso o pericoloso. Il dolo costituisce il criterio standard adoperato dal legislatore per limputazione soggettiva dellillecito penale. Loggetto del dolo si desume dallart. 47 comma 1 c.p. Errore di fatto: lerrore sul fatto che costituisce reato esclude la punibilità dellagente. Quindi il dolo deve investire tutti gli elementi materiali del fatto tipico. Diritto del contenzioso d'impresa25

26 dolo specifico consiste in una finalità dellagente che la norma incriminatrice richiede sussista ma che non è necessario si realizzi perché il reato sia integrato (ad es. il fine di trarre profitto per sé o per altri in numerose fattispecie di parte speciale; la finalità di evasione nei reati fiscali). Diritto del contenzioso d'impresa26

27 LA COLPA Art. 43 c.p. – Elemento psicologico del reato. [1] Il delitto: è doloso[…]; è preterintenzionale […]; è colposo, o contro lintenzione, quando levento, anche se preveduto, non è voluto dallagente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline. [2] La distinzione tra reato doloso e reato colposo, stabilita da questo articolo per i delitti, si applica altresì alle contravvenzioni, ogni qualvolta per queste la legge penale faccia dipendere da tale distinzione un qualsiasi effetto giuridico. 27Diritto del contenzioso d'impresa

28 COLPA SPECIFICA Consegue alla violazione di una regola precauzionale precedentemente scritta. COLPA GENERICA Consegue alla violazione di una regola precauzionale non scritta. Tale regola va formulata in base ad un giudizio di prevedibilità che tenga conto delle conoscenze dellagente modello e delle circostanze presenti nel caso concreto.. Diritto del contenzioso d'impresa28 Lessenza della colpa è costituita dalla violazione di una norma precauzionale:

29 CIRCOSTANZE DEL REATO Il reato può presentarsi in forma semplice o in forma circostanziata. Le circostanze sono situazioni o fattori che non rappresentano elementi costitutivi del reato, ma che concorrono a definirne il disvalore sociale, graduandone lentità: secondo una definizione tradizionale, sono elementi che accedono ad un reato già perfetto nella sua struttura, la cui presenza determina soltanto una modificazione della pena. Diritto del contenzioso d'impresa29

30 Diritto del contenzioso d'impresa30

31 DELITTO TENTATO Art. 56 comma 1 c.p. delitto tentato: Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se lazione non si compite o levento non si verifica. Elementi caratteristici del delitto tentato sono: – Lidoneità degli atti: il parametro di accertamento dellidoneità consiste in un giudizio ex ante e in concreto (c.d. criterio della prognosi postuma); – Lunivocità degli atti: gli atti posti in essere devono possedere in sé stessi, rispetto al contesto in cui sono inseriti, lattitudine a denotare il proposito criminoso perseguito. Diritto del contenzioso d'impresa31

32 CONCORSO DI PERSONE Diritto del contenzioso d'impresa32 Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita (art. 110 c.p.) Il reato si manifesta in forma concorsuale quando più persone concorrono alla realizzazione dello stesso fatto illecito.

33 CONCORSO DI PERSONE Diritto del contenzioso d'impresa33


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