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Torino, 19 ottobre 2009 ALCUNI CONCETTI DI BASE Il Mercato del Lavoro Strategia Europea per l’Occupazione I Fondi strutturali Dott. Giorgio Risso – Responsabile.

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1 Torino, 19 ottobre 2009 ALCUNI CONCETTI DI BASE Il Mercato del Lavoro Strategia Europea per l’Occupazione I Fondi strutturali Dott. Giorgio Risso – Responsabile CPI Settimo Torinese

2 Torino, 19 ottobre 2009 Il Mercato del Lavoro L’analisi del MdL richiede un approccio interdisciplinare: l’economia politica, la storia economica, l’antropologia, la sociologia, la scienza della politica, la psicologia, la statistica ed altre discipline forniscono indispensabili apporti alla comprensione di questo fenomeno complesso.

3 Torino, 19 ottobre 2009 La Domanda di Lavoro Il MdL vede le variabili in giuoco (quantità e prezzo, cioè occupazione e salario) determinate dall’azione della domanda e dell’offerta. La Domanda di Lavoro proviene dai datori di lavoro (imprese e PA), ed è spiegata in termini di teoria della produzione.

4 Torino, 19 ottobre 2009 L’Offerta di Lavoro L’Offerta di Lavoro deriva dal comportamento psico- socio-economico dei lavoratori. L’offerta intesa quale numero di lavoratori disponibili per essere occupati in un particolare tipo di prestazione Lavorativa. Comunemente per offerte di lavoro si intendo le richieste delle aziende nella ricerca di personale.

5 Torino, 19 ottobre 2009 Modelli di regolazione del MdL Economico Il salario (prezzo) regola il rapporto tra domanda e offerta Capitalismo delle origini Pubblico Lo Stato interviene nel regolare il rapporto D/O Stato imprenditore – legislatore - redistributore

6 Torino, 19 ottobre 2009 Modelli di regolazione del MdL Negoziato Accordo tra le parti – contrattazione Accordi tra parti sociali e Stato – concertazione Informale Accordi locali tra soggetti - Economia informale, sviluppo locale - Clientelismo, economia illegale

7 Torino, 19 ottobre 2009 Alcune definizioni Popolazione attiva (forza lavoro) E’ data dalla somma degli occupati e delle persone in cerca di occupazione Popolazione non attiva (non forza lavoro) -Popolazione in età non attiva (inferiore 15 anni e superiore a 65) - Popolazione non attiva, benchè in età attiva (studenti, casalinghe, pensionati, inabili)

8 Torino, 19 ottobre 2009 Alcune definizioni Tasso di attività E’ dato dal rapporto tra forze di lavoro e popolazione totale (tasso lordo) o soltanto in età attiva (tasso netto) Tasso di occupazione E’ dato dal rapporto tra occupati e popolazione totale (tasso lordo) o soltanto in età attiva (tasso netto) Tasso di disoccupazione E’ dato dal rapporto tra le persone in cerca di occupazione e la popolazione attiva

9 Torino, 19 ottobre 2009 La popolazione residente in età lavorativa ovvero tra i 15 e i 74 anni (P) viene suddivisa in forze di lavoro (FL) e inattivi o non appartenenti alle forze lavoro (NFL). Le forze di lavoro (FL) comprendono le persone occupate (O) e quelle disoccupate o in cerca di occupazione (D). Gli occupati comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento:  hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura;  hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente;  sono assenti dal lavoro (ad esempio per ferie o malattia). I dipendenti assenti dal lavoro sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi, oppure se durante l’assenza continuano a percepire almeno il 50% della retribuzione. Gli indipendenti assenti dal lavoro, ad eccezione dei coadiuvanti familiari, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, mantengono l’attività. I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l’assenza non supera 3 mesi. I disoccupati comprendono le persone non occupate tra i 15 e i 74 anni che:  hanno effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nei trenta giorni che precedono l’intervista e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive all’intervista;  oppure inizieranno un lavoro entro tre mesi dalla data dell’intervista e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive all’intervista, qualora fosse possibile anticipare l’inizio del lavoro; Gli inattivi o non appartenenti alle forze lavoro (NFL) comprendono le persone che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione come ad esempio lo studente a tempo pieno, la casalinga o il pensionato. Il percorso utilizzato dall’Istat per la classificazione delle persone in cerca di occupazione è illustrato dallo schema che segue. La rilevazione della disoccupazione ISTAT

10 Torino, 19 ottobre 2009 Strategia Europea per l’Occupazione La strategia di Lisbona rinnovata La programmazione Orientamenti strategici comunitari (OSC) Quadri di riferimento strategici nazionali (QSRN) A livello regionale l’attuazione dei Programmi Operativi Regionali (POR) che definiscono i piani di azione delle politiche locali e al livello provinciale il potenziamento della rete dei servizi per l’impiego e l’attuazione delle politiche del lavoro proprie e delegate

11 Torino, 19 ottobre 2009 I Fondi Strutturali FESR Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale Promuovere gli investimenti e intervenire per la riduzione degli squilibri regionali dell’Unione, indirizzato ai settori della ricerca, innovazione,questioni ambientali, prevenzione rischi. FSE Fondo Sociale Europeo Si basa sulla strategia europea per l’occupazione. Gli obiettivi sono la promozione e il miglioramento dell’occupazione, il miglioramento di qualità e produttività sul lavoro, la promozione dell’integrazione e della coesione sociale. Fondo di Coesione Si rivolge agli Stati membri con un RNL pro capite inferiore al 90% della media comunitaria, obiettivi sono trasporti, ambiente ed energie rinnovabili.

12 Torino, 19 ottobre 2009 I Fondi Strutturali FSE Fondo Sociale Europeo In particolare gli assi prioritari del FSE sono: a)Adattabilità dei lavoratori, imprese, imprenditori b) Miglioramento dell’accesso all’occupazione c) Inclusione sociale delle persone svantaggiate e lotta alla discriminazione d) Potenziare il capitale umano (istruzione e formazione) e) Partenariati e patti per la promozione dell’occupazione Rispetto alla Convergenza a) Espandere e migliorare gli investimenti di capitale umano b) Rafforzamento della capacitò istituzionale e l’efficienza della PA e dei servizi pubblici.

13 Torino, 19 ottobre 2009 I Fondi Strutturali Gli obiettivi della nuova programmazione sono: Obiettivo Convergenza (Ob.1) Questo obiettivo mira ad accelerare la convergenza economica delle Regioni meno avanzate attraverso un adeguamento strutturale con la promozione: investimenti su risorse umane e fisiche, al fine di creare condizioni più favorevoli per l’occupazione, l’innovazione, l’efficienza amministrativa e la tutela ambientale. Le risorse vengono trasferite alle Regioni il cui PIL pro capite è inferiore al 75% della media comunitaria (no il Piemonte ma Campania, Puglia, Calabria e Sicilia)

14 Torino, 19 ottobre 2009 I Fondi Strutturali Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione (Ob.2) Questo obiettivo è finalizzato al rafforzamento della competitività e dell’attrattività delle Regioni, attraverso programmi di sviluppo che prevedono la promozione dell’inclusione sociale per mezzo del potenziamento del mercato del lavoro e dell’adattabilità dei lavoratori. Promuove anche l’interazione del sistema innovativo regionale, l’internazionalizzazione delle imprese, innovazione finanziaria, la diffusioni delle tecnologie sostenibili e lo sviluppo territoriale. Per quanto concerne l’occupazione gli obiettivi si traducono nella promozione ed una maggior partecipazione al lavoro, alla riqualificazione del sistema formativo e il sostegno alla mobilità lavorativa

15 Torino, 19 ottobre 2009 I Fondi Strutturali Obiettivo Cooperazione Internazionale (Ob.3) Questo obiettivo, ispirato all’esperienza INTERREG, mira alla promozione della cooperazione tra Regioni appartenenti a Stati diversi, al fine di sostenere uno sviluppo equilibrato nel territorio comunitario. La cooperazione verrà svolta a tre livelli: -Trasfrontaliero (Regioni confinanti) -Trasnazionale - Interregionale (tra “macro-regioni”)


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