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Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 1 Il sistema sensorimotorio.

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1 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 1 Il sistema sensorimotorio

2 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 2 I tre principi del sistema sensorimotorio 1) Il sistema sensorimotorio è organizzato in modo gerarchico E un sistema gerarchico che opera in parallelo ed è composto da unità funzionali segregate (segregazione funzionale). La differenza principale tra i sistemi sensoriali e il sistema sensorimotorio consiste nella direzione prevalente nella quale si attua il flusso delle informazioni: nel sistema sensorimotorio linformazione procede prevalentemente verso il basso. Il vantaggio principale che deriva da questa organizzazione gerarchica consiste nella maggiore libertà di cui godono i livelli superiori per svolgere funzioni più complesse.

3 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 3 I tre principi del sistema sensorimotorio 2) Loutput motorio è guidato dallinput sensoriale Il continuo monitoraggio dellesecuzione delle nostre risposte corporee viene attuato col contributo degli occhi, degli organi dellequilibrio, insieme ai recettori che si trovano nella pelle, nei muscoli e nelle giunzioni articolari. Le informazioni raccolte vengono mandate nuovamente ai circuiti sensorimotori. Nella maggioranza dei casi, questo feedback sensoriale svolge un ruolo importante nel portare a termine le risposte che lhanno prodotto. Le sole risposte che non sono normalmente influenzate da un feedback sensoriale sono i movimenti balistici, cioè movimenti brevi, caratterizzati da unesecuzione tipo tutto-o-nulla, a elevata velocità.

4 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 4 I tre principi del sistema sensorimotorio 3) Lapprendimento modifica la natura e il «locus» del controllo sensorimotorio Durante gli stadi iniziali dellapprendimento motorio, ogni singola risposta è svolta con un controllo consapevole. Dopo molta pratica, queste risposte singole si organizzano in sequenze continue e integrate di azioni che si susseguono armoniosamente e che vengono modulate dal feedback sensoriale, senza la necessità di alcun controllo consapevole.

5 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 5 Modello generale del sistema sensorimotorio Notare la struttura gerarchica, la segregazione funzionale, le vie parallele discendenti e i circuiti di feedback.

6 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 6 Le vie afferenti ed efferenti principali della corteccia associativa parietale posteriore Sono raffigurate la superficie laterale dellemisfero sinistro e la superficie mediale dellemisfero destro.

7 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 7 La corteccia motoria associativa La corteccia associativa (C.A.) è in cima alla gerarchia sensorimotoria. Ci sono due aree principali nella C.A.: la corteccia associativa parietale posteriore e la corteccia associativa prefrontale dorsolaterale. Una lesione della corteccia parietale posteriore può produrre deficit sensorimotori, tra cui anche disturbi della percezione e della memoria delle relazioni spaziali, della precisione dei gesti di avvicinamento e di prensione, del controllo dei movimenti oculari e dellattenzione. Tuttavia le conseguenze più importanti sono laprassia e il neglect controlaterale.

8 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 8 Aprassia I pazienti affetti da aprassia hanno difficoltà a mettere in atto movimenti specifici quando viene richiesta la loro esecuzione, in particolare quando i movimenti sono staccati dal contesto; ma, durante lesecuzione spontanea, sono in grado di effettuare questi stessi movimenti senza difficoltà. Sebbene questi sintomi si manifestino bilateralmente, laprassia è di solito provocata da un danno unilaterale del lobo parietale posteriore sinistro o delle sue connessioni. Le lesioni del lobo parietale posteriore destro invece provocano aprassia costruttiva.

9 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 9 Nel neglect controlaterale il paziente è incapace di rispondere a stimoli visivi, uditivi e somatosensoriali somministrati nella parte del corpo controlaterale al lato della lesione cerebrale. Il disturbo è spesso associato a lesioni importanti del lobo parietale posteriore destro. Sistemi di riferimento egocentrici vs. allocentrici

10 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 10 Il neglect controlaterale si manifesta talvolta in termini di campo gravitazionale, a volte in termini di coordinate basate sulloggetto.

11 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 11 Le principali vie di input e output corticale della corteccia associativa prefrontale dorsolaterale. I segnali di input provengono dalla corteccia parietale posteriore; i segnali di output vengono inviati al campo oculare frontale e a diverse aree della corteccia motoria secondaria.

12 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 12 Ruolo e caratteristiche corteccia prefrontale dorsolaterale Valutazione degli stimoli e innesco della conseguente reazione volontaria. Lattività di alcuni neuroni dipende dalle caratteristiche degli oggetti oppure dalla loro posizione; lattività di altri neuroni ancora dipende dalla combinazione di attributi e posizione. In tutte le aree motorie corticali ci sono neuroni che cominciano ad attivarsi prima dellattività motoria, ma quelli della corteccia associativa prefrontale dorsolaterale si innescano per primi. Prende la decisione di iniziare un movimento volontario.

13 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 13 Le quattro aree della corteccia motoria secondaria: larea motoria supplementare, la corteccia premotoria e le due aree motorie cingolate.

14 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 14 Corteccia motoria secondaria Coinvolta nella programmazione di modelli specifici di movimento, dopo aver ricevuto le informazioni generali dalla corteccia prefrontale dorsolaterale. Molti neuroni della corteccia premotoria rispondono al tatto e ognuno di essi ha un campo recettivo sensorimotorio su una particolare parte del corpo. Molti di questi neuroni rispondono anche agli input visivi e si definiscono neuroni bimodali (neuroni che sono attivati dagli stimoli in due diverse modalità). Il campo recettivo visivo di un neurone bimodale è adiacente al suo campo recettivo somatosensoriale.

15 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 15 Lomuncolo motorio: la mappa somatotopica della corteccia motoria primaria delluomo La stimolazione di zone specifiche della corteccia motoria primaria evoca movimenti semplici nelle parti del corpo indicate.

16 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 16 Le risposte dei neuroni della corteccia motoria primaria sono correlate alla direzione del movimento risultante dallapplicazione delle forze esterne, piuttosto che alla direzione della forza generata per produrre il movimento. Ogni neurone risponde durante il movimento in una direzione prediletta, ma risponde anche ai movimenti in altre direzioni; più ci si avvicina alla direzione prediletta, più la risposta è intensa

17 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 17 Il cervelletto Un paziente con danno cerebellare perde labilità di controllare in maniera accurata la direzione, la forza, la velocità e lampiezza dei movimenti e labilità di adattare le risposte motorie al variare delle condizioni esterne. Vi sono anche gravi disturbi dellequilibrio, della deambulazione, dellarticolazione della parola e del controllo dei movimenti oculari. Lapprendimento di nuove sequenze motorie è molto difficoltoso. Il cervelletto ha inoltre una funzione nellelaborazione precisa e nellapprendimento delle risposte cognitive, come accade per le risposte motorie.

18 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 18 I due gruppi della via motoria dorsolaterale: il tratto corticospinale dorsolaterale e il tratto corticorubrospinale dorsolaterale. La figura illustra solo le proiezioni di un emisfero.

19 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 19 I gangli della base Coinvolti in molte funzioni cognitive che si aggiungono al ruolo classico di modulazione delloutput motorio. Questa nuova teoria sulla funzione dei gangli della base si accorda con losservazione che essi proiettano ad aree corticali note per avere funzioni cognitive (es. i lobi prefrontali).

20 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 20 I due gruppi della via motoria ventromediale: il tratto corticospinale ventromediale e il tratto cortico- tronco-spinale ventromediale. La figura illustra solo le proiezioni di un emisfero.

21 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 21 Tratto corticospinale dorsolaterale I neuroni più importanti che lo compongono sono le cellule di Betz – neuroni piramidali molto grandi della corteccia motoria primaria. I suoi assoni terminano nelle regioni inferiori del midollo spinale su motoneuroni, che proiettano ai muscoli delle gambe. Si pensa che questi neuroni siano il mezzo attraverso il quale è possibile esercitare un controllo volontario, rapido ed efficace delle gambe.

22 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 22 Come esistono due componenti principali della via motoria dorsolaterale, una diretta (il tratto corticospinale) e una indiretta (il tratto corticorubrospinale), anche la via motoria ventromediale è costituita da due componenti distinte, una delle quali è diretta, mentre laltra è indiretta. La via ventromediale diretta è denominata tratto ventromediale corticospinale e quella indiretta – è il tratto ventromediale cortico-tronco-spinale.

23 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 23 Vie dorsolaterali vs. vie ventromediali In comune: Due tratti principali, un primo i cui assoni terminano direttamente nel midollo spinale e un secondo in cui gli assoni fanno sinapsi su neuroni del tronco encefalico che proiettano al midollo spinale. Differenze: I due tratti ventromediali sono molto più diffusi. Molti dei loro assoni innervano bilateralmente gli interneuroni della sostanza grigia di diversi segmenti del midollo spinale. Gli assoni dei due tratti dorsolaterali hanno invece terminazioni controlaterali su di un solo segmento spinale, talvolta innervando direttamente un motoneurone. I motoneuroni che vengono attivati dai due tratti ventromediali proiettano ai muscoli prossimali del tronco e degli arti (per esempio, i muscoli delle spalle), mentre i motoneuroni attivati dai due tratti dorsolaterali proiettano a muscoli distali (per esempio, i muscoli delle dita).

24 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 24 Muscoli Un muscolo scheletrico è composto da centinaia di migliaia di fibre muscolari, raccolte tra loro in una membrana resistente e fissate allosso da un tendine. Lacetilcolina, che viene rilasciata dai motoneuroni nella giunzione neuromuscolare, attiva la placca motrice di ciascuna fibra muscolare e provoca la contrazione della fibra. Linsieme dei motoneuroni che innervano le fibre di un singolo muscolo è denominato pool motorio. Fibre muscolari rapide e lente

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26 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 26 Gli organi recettoriali dei tendini e dei muscoli

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28 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 28 Linduzione di un riflesso di stiramento. In un muscolo vengono attivati tutti i fusi neuromuscolari durante il riflesso di stiramento.

29 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 29 Il riflesso di stiramento Il modo tipico in cui il riflesso tendineo patellare viene provocato da un medico è concepito per rendere immediatamente visibile il riflesso. La funzione del riflesso di stiramento è quella di evitare che forze esterne alterino la posizione desiderata del corpo. Quando una forza esterna provoca uno stiramento imprevedibile del muscolo extrafusale, il circuito di feedback del fuso… (vedi immagine successiva)

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31 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 31 Altri circuiti sensorimotori spinali Il riflesso di ritrazione Linnervazione reciproca Inibizione collaterale ricorrente, tramite interneuroni inibitori detti cellule di Renshaw. La deambulazione: un riflesso sensorimotorio complesso

32 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 32 Linnervazione reciproca dei muscoli antagonisti del braccio. Durante il riflesso di ritrazione i flessori del gomito vengono eccitati, mentre gli estensori vengono inibiti.

33 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 33 I movimenti sono più veloci quando cè uneccitazione simultanea di tutti i muscoli agonisti e uninibizione completa di tutti gli antagonisti; questo non rappresenta il modo in cui i movimenti volontari vengono prodotti normalmente. La maggior parte dei muscoli ha sempre un certo grado di contrazione e i movimenti vengono effettuati correggendo il livello di cocontrazione relativa tra i muscoli antagonisti. I movimenti da cocontrazione sono armoniosi e possono essere interrotti con precisione da un leggero aumento della contrazione dei muscoli antagonisti.

34 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 34 Segnali eccitatori e inibitori che influenzano direttamente lattività di un motoneurone

35 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 35 Linformazione sensoriale che controlla i programmi sensorimotori centrali non è necessariamente consapevole (si veda lillusione di Ebbinghaus nella figura a fianco)

36 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 36 I programmi sensorimotori si possono sviluppare senza esercizio Lesercizio può creare programmi sensorimotori centrali secondo due processi: - combinazione delle risposte - spostamento del livello di controllo

37 Pinel, Psicobiologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VII. Il sistema sensorimotorio 37 Lattività registrata dalla Pet durante lesecuzione di sequenze di movimenti delle dita


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