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Il signor Giambattista Vico egli è nato in Napoli lanno 1670 da onesti parenti, i quali lasciarono assai buona fama di sé. Il padre fu di umore.

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7 Il signor Giambattista Vico egli è nato in Napoli lanno 1670 da onesti parenti, i quali lasciarono assai buona fama di sé. Il padre fu di umore allegro, la madre di tempra assai malinconica; e così entrambi concorsero alla naturalezza di questo lor figliuolo Egli nelle sue orazioni fatte nellaperture degli studi nella regia università usò sempre la pratica di proporre universali argomenti, scesi dalla metafisica in uso civile VITA DI GIAMBATTISTA VICO SCRITTA DA SE MEDESIMO ( ) Di che il monsignore restò così soddisfatto che il tentò a volerla andare ad insegnare [la giurisprudenza] a suoi nipoti in un castello del Cilento di bellissimo sito e di perfettissima aria … Così egli avvenne, perché quivi avendo dimorato ben nove anni, fece il maggior corso degli studi suoi …

8 Le orazioni inaugurali ( ) La prima, recitata li diciotto di ottobre 1699, propone che coltiviamo la forza della nostra mente divina in tutte le sue facoltà, su questo argomento: suam ipsius cognitionem ad omnem doctrinarium orbem brevi absolvendum maximo cuique esse incitamento La seconda orazione, recitata lanno 1700, contiene che informiamo lanimo delle virtù in conseguenza delle verità della mente (…) e fa vedere questo universo una gran città, nella quale con una legge eterna Iddio condanna gli stolti a fare una guerra contro di se medesimi Lorazion terza, recitata lanno 1701, è una come appendice pratica delle due innanzi (…) e dimostra che nella repubblica letteraria bisogna vivere con giustizia La quarta orazione, recitata lanno 1704 (…) è contra i falsi dotti che studiano per la sola utilità Nella quinta orazione, recitata lanno 1705, proponsi: Respublicas tum maxime belli gloria inclytas et rerum imperio potentes, quum maxime litteris floruerunt Nella orazion sesta, recitata lanno 1707, pruova che la pena della nostra corruzione si debba emendare con la virtù, con la scienza, con leloquenza, per le quali tre cose unicamente luomo sente lo stesso che altruomo. E ciò, per quello sattiene al fine degli studi

9 Sul metodo degli studi del nostro tempo (1708) Egli si raggira dintorno a vantaggi e disvantaggi della maniera di studiare nostra, messa al confronto di quella degli antichi in tutte le spezie del sapere

10 Sullantichissima sapienza degli italiani (1710) Il Vico (…) si destò a ricercarne più in là i princìpi che nelle favole de poeti (…) e, promuovendolo la disposizione, nella quale era già entrato, che lincominciavano a dispiacere letimologie de gramatici, sapplicò a rintracciargli dentro le origini delle voci latine

11 Diritto universale ( ) E perché il Vico sempre aveva la mira a farsi merito con luniversità nella giurisprudenza per altra via che di leggerla a giovinetti, vi trattò molto dellarcano delle leggi degli antichi giurisprudenti romani, e diede un saggio di un sistema di giurisprudenza dinterpretare le leggi, quantunque private, con laspetto della ragione del governo romano

12 Fino a questi tempi il Vico ammirava due soli sopra tutti gli altri dotti, che furono Platone e Tacito; perché con una mente metafisica incomparabile Tacito contempla luomo qual è, Platone qual dee essere; e come Platone con quella scienza universale si diffonde in tutte le parti dellonestà che compiono luom sapiente didea, così Tacito discende a tutti i consigli dellutilità, perché tra glinfiniti irregolari eventi della malizia e della fortuna si conduca a bene luom sapiente di pratica I SUOI QUATTRO AUTTORI

13 Quando finalmente venne a lui in notizia Francesco Bacone signor di Verulamio, uomo ugualmente dincomparabile sapienza e volgare e riposta, siccome quello che fu insieme insieme un uomo universale in dottrina e in pratica, come raro filosofo e gran ministro di stato dellInghilterra I SUOI QUATTRO AUTTORI

14 Nellapparecchiarsi a scrivere questa vita, il Vico si vide in obbligo di leggere Ugon Grozio, De iure belli et pacis. E qui vide il quarto auttore da aggiungersi agli tre altri che egli si aveva proposti. Perché Platone adorna più tosto che ferma la sua sapienza riposta con la volgare di Omero; Tacito sparge la sua metafisica, morale e politica per gli fatti, come da tempi ad essolui vengono innanzi sparsi e confusi senza sistema; Bacone vede tutto il saper umano e divino, che vi era, doversi supplire in ciò che non ha ed emendare in ciò che ha, ma, intorno alle leggi, egli co suoi canoni non sinnalzò troppo alluniverso delle città ed alla scorsa di tutti i tempi né alla distesa di tutte le nazioni. Ma Ugon Grozio pone in sistema di un dritto universale tutta la filosofia e la filologia I SUOI QUATTRO AUTTORI

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16 La donna con le tempie alate che sovrasta al globo mondano, o sia al mondo della natura, è la metafisica, ché tanto suona il suo nome Il triangolo luminoso con ivi dentro un occhio veggente egli è Iddio con laspetto della sua provvidenza, per lo qual aspetto la metafisica in atto di estatica il contempla sopra lordine delle cose naturali, per lo quale finora lhanno contemplato i filosofi Il globo, o sia il mondo fisico ovvero naturale, in una sola parte egli dallaltare vien sostenuto; perché i filosofi, infin ad ora, avendo contemplato la divina provvedenza per lo sol ordine naturale, ne hanno solamente dimostrato una parte (…); ma nol contemplarono già per la parte chera più propia degli uomini, la natura de quali ha questa principale propietà: dessere socievoli La Dipintura

17 Nella fascia del zodiaco che cinge il globo mondano, più che gli altri, compariscono in maestà o, come dicono, in prospettiva i soli due segni di Lione e di Vergine Lo stesso raggio si risparge da petto della metafisica nella statua dOmero, primo autore della gentilità che ci sia pervenuto, perché, in forza della metafisica (la quale si è fatta da capo sopra una storia dellidee umane, da che cominciaron taluomini a umanamente pensare), si è da noi finalmente disceso nelle menti balorde de primi fondatori delle nazioni gentili, tutti robustissimi sensi e vastissime fantasie Tra questi la maggior comparsa vi fa un altare, perché l mondo civile cominciò appo tutti i popoli con le religioni La Dipintura

18 Si vede al lato destro del medesimo altare un timone, il qual significa lorigine della trasmigrazione de popoli fatta per mezzo della navigazione Dalle selve ovè riposta lurna savvanza in fuori un aratro, il qual divisa chi padri delle prime genti furono i primi forti della storia

19 PRINCIPJ DI SCIENZA NUOVA (1744) La filosofia, per giovar al gener umano, dee sollevar e reggere luomo caduto e debole, non convellergli la natura né abbandonarlo nella sua corrozione (Degnità V) La filosofia considera luomo quale devessere, e sì non può fruttare cha pochissimi, che vogliono vivere nella repubblica di Platone, non rovesciarsi nella feccia di Romolo (Degnità VI) La legislazione considera luomo qual è, per farne buoni usi nellumana società; come della ferocia, dellavarizia, dellambizione, che sono gli tre vizi che portano a travverso tutto il gener umano, ne fa la milizia, la mercatanzia e la corte, e sì la fortezza, lopulenza e la sapienza delle repubbliche; e di questi tre grandi vizi, i quali certamente distruggerebbero lumana generazione sopra la testa, ne fa la civile felicità (Degnità VII)


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