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Corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche corso di POLITICA ECONOMICA Docente SAVERIA CAPELLARI Gorizia, a.a. 2006-2007.

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1 Corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche corso di POLITICA ECONOMICA Docente SAVERIA CAPELLARI Gorizia, a.a

2 Lezione12 e 13 Riepilogo: incoerenza temporale e strumenti per contrastarla Ladozione di una regola:la politica monetaria della BCE Una Banca centrale indipendente Il disegno istituzionale della BCE Obiettivi e strumenti della politica monetaria Patto di stabilità e crescita Riepilogo degli effetti della politica fiscale nei diversi modelli Equivalenza ricardiana Dinamica e stabilizzazione del debito pubblico

3 Riepilogo: incoerenza temporale Verificare le condizioni necessarie perché si realizzi lincoerenza temporale: --Aspettative razionali --Politica monetaria annunciata --Incentivo della BC a raggiungere il tasso di inflazione e di disoccupazione più basso possibile, date le condizioni esterne(curva di Phillips)

4 Possibili rimedi Adozione di una regola vincolante di monetaria politica Modificare le preferenze della BC Dando più peso allinflazione nelle forme istituzionali adottate e/o scegliendo governatori più conservatori Creando una BC indipendente Le scelte operate nella costruzione della BCE (fonti: Trattato di Maastricht e Statuto della BCE, risoluzioni del Consiglio direttivo)

5 Una regola per la politica monetaria: il mandato della BCE Lobiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo lobiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nellarticolo 2. (Articolo 105Trattato) Ai fini enunciati allarticolo 2, lazione degli Stati membri e della Comunità comprende (…) la definizione e la conduzione di una politica monetaria e di una politica del cambio uniche, che abbiano lobiettivo principale di mantenere la stabilità dei prezzi e, fatto salvo questo obiettivo, di sostenere le politiche economiche generali nella Comunità. (Art. 3A Trattato)

6 Una regola precisa prevede una definizione quantitativa dellobiettivo primario della politica monetaria unica, la stabilità dei prezzi: come un aumento sui 12 mesi dellindice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) per larea delleuro inferiore al 2 per cento. Secondo questa definizione, la stabilità dei prezzi deve essere mantenuta in un orizzonte di medio termine.

7 Una strategia a due pilastri Primo pilastro: un ruolo di primo piano per la moneta,come segnalato dallannuncio di un valore di riferimento per la crescita di M3 pari al 4,5% annuo (1° dicembre 1998, Consiglio Direttivo); Secondo pilastro: una valutazione di ampio respiro delle prospettive per i prezzi nellintera area delleuro, riguardante –andamento dellattività economica; –domanda e offerta sul mercato del lavoro; –mercati e prezzi delle attività finanziarie; –proiezioni macroecnomiche – indicatori dell output gap –indicatori dellandamento della produzione e della domanda

8 Le ipotesi sottostanti la scelta della regola Il calcolo del valore di riferimento è stato basato sulle seguenti ipotesi di medio periodo: -che la stabilità dei prezzi debba essere mantenuta in modo tale che laumento sui 12 mesi dello IAPC per larea delleuro si mantenga al di sotto del 2% -che il trend di crescita del prodotto interno lordo reale (PIL) si collochi nella fascia del 2- 2,5% - che nel medio periodo la diminuzione della velocità di circolazione di M3 sia approssimativamente compresa nella fascia dello 0,5-1%

9 La BCE: il disegno istituzionale indipendenza Nellesercizio dei poteri e nellassolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente Trattato d dallo statuto del SEBC, né la BCE, né le BCN, né i membri dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri o da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i governi degli Stati membri sono tenuti a rispettare tale principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE (articolo 107 del Trattato).

10 La BCE: il disegno istituzionale Indipendenza E vietata la concessione di scoperti di conto o di qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia da parte della BCE o delle BCN, a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, locali o altri Enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come lacquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle Banche centrali nazionali (art. 104 Trattato) E vietata qualsiasi misura, non basta su considerazioni prudenziali che offra a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, locali o altri Enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, un accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie (art. 104A Trattato)

11 Indipendenza Lo Statuto (del SEBC e della BCE) prevede un mandato di lunga durata per i membri del Consiglio direttivo. Inoltre, il mandato dei membri del Comitato esecutivo non può essere rinnovato. - mandato di almeno cinque anni per i governatori di otto anni per i membri del Comitato esecutivo non rinnovabile - rimozion e dallincarico dei governatori e dei membri del Comitato esecutivo solo nei casi di incapacità ad assolvere il proprio mandato o di colpe gravi

12 Perché una BC indipendente: signoraggio e bilancio pubblico Il signoraggio è il reddito (le entrate) derivante dalla possibilità di stampare moneta In termini di flusso sono tre le definizioni utilizzate (dove BM è la base monetaria e gli altri simboli hanno il significato consueto) : –Costo opportunità= iBM/P –Signoraggio monetario BM/P= P –Imposta da inflazione P

13 Il vincolo di bilancio del Governo Il disavanzo di bilancio è dato dalla differenza tra entrate T e e la spesa che comprende G e il servizio sul debito ( il pagamento degli interessi sui titoli del debito) dove D è il disavanzo, e B i titoli del debito G-T Disavanzo primario

14 Il finanziamento del disavanzo pubblico Il disavanzo di bilancio può essere finanziato o con emissione di titoli o con moneta Lindipendenza della BCE spezza il legame tra disavanzi di bilancio e espansione monetaria. Il vincolo diviene D= G-T+iB= B Tuttavia si può creare un incentivo per i governi degli Stati membri a indebitarsi eccessivamente perché il comportamento del singolo paese influenza solo parzialmente il tasso di interesse dellarea

15 Una regola per la politica fiscale Il Trattato impone agli Stati membri, nella terza fase dellUEM, lobbligo di evitare disavanzi eccessivi Patto di Stabilità e crescita ( Trattato, Cons. Europeo di Dublino,96 e Amsterdam) Ogni Stato membro si impegnerà a conseguire una situazione di bilancio a medio termine che preveda un saldo vicino al pareggio o positivo. Questo consentirà agli stabilizzatori automatici di agire, se del caso, allinterno del ciclo economico senza superare il valore di riferimento del 3% del disavanzo

16 Patto di Stabilità e crescita Inoltre Un disavanzo pubblico che supera il 3% è considerato eccezionale ( e giustificato solo da ) una recessione economica con riduzione del pil reale di almeno il 2% Si prevede una procedura sanzionatoria per i paesi che non ottemperino allimpegno I Governi sono tenuti a rendere note le valutazioni della commissione

17 Ciclo economico e deficit pubblico Il deficit pubblico risponde endogenamente alle fasi espansive e recessive quando ci sono dei meccanismi tributari ( imposte, alcune poste di spesa come i sussidi di disoccupazione..)che dipendono dal reddito Il deficit aumenta durante le recessioni e cala nelle fasi espansive. Questi meccanismi tributari sono definiti stabilizzatori automatici Queste variazioni automatiche rendono più difficile linterpretazione della politica fiscale perché il deficit cambia anche in assenza di interventi del governo. Si ricorre allora alla stima del Deficit di bilancio corretto per il ciclo, strutturale, di pieno impiego..: Il deficit che si verificherebbe nel caso di piena occupazione

18 Alcune critiche e possibili riforme del Patto di stabilità - sensibilità dei saldi al ciclo saldo corretto per il ciclo -non permette deroghe per finanziare gli Investimenti depurare il deficit dalla spesa per gli investimenti -non tiene conto dei costi delle riforme strutturali tenere conto delle riforme strutturali messe in atto Riforma del Patto di Stabilità

19 Effetti della politica fiscale nei modelli analizzati: riepilogo Grafici di riferimento: 1)nel modello Keynesiano: ISLM; domanda e offerta aggregata 2)Modello di lungo periodo: fondi mutuabili e tasso di interesse (algebra equilibrio domanda e offerta di lungo periodo 3)Crescita: Solow, con cambiamenti di s(y) e quindi degli investimenti 4) Crescita endogena per il diverso ruolo di s e di certe tipologie di investimento (solo discorsivo)

20 Una impostazione alternativa: lequivalenza ricardiana Ipotesi di base della teoria tradizionale: Una variazione delle imposte cambia il reddito disponibile e la spesa per consumi. Teoria ricardiana: Il reddito/ricchezza dei consumatori sta veramente crescendo?

21 Equivalenza ricardiana Di fonte ad una riduzione delle imposte finanziata con deficit La ricchezza e il reddito in valore scontato NON aumentano a fronte di un taglio delle imposte finanziato con debito perché il maggiore reddito odierno viene compensato da un minor reddito futuro (più imposte) Finanziare spesa pubblica con debito o imposte è equivalente.

22 Ipotesi di base dellER Lequivalenza ricardiana non funziona nei casi in cui: I consumatori sono MIOPI e non perfettamente razionali Esistono vincoli allindebitamento Il debito verrà ripagato dalle generazioni future e non esiste perfetto altruismo intergenerazionale.

23 Dinamica del debito Il debito va rapportato al Pil perché questultimo dà una misura delle capacità dello Stato di ripagarlo. Perciò il vincolo di bilancio dello Stato può essere scritto: Se indichiamo : -(G-T) /PY, il disavanzo primario rapportato al PIL, con a -e B/PY, il rapporto debito PIL, con b, possiamo scrivere: (2)

24 Dinamica del debito Differenziando rispetto al tempo il termine B/PY, e chiamando y il tasso di crescita del reddito e, come di consueto linflazione otteniamo e quindi sostituendo nella (2) riscrivendo

25 Dinamica del debito Poi ricordando ricordando lequazione di Fisher i =r+ E semplificando Lequazione dice che il rapporto debito /PIL, b, tende a crescere se a, il disavanzo primario (generato dalla politica fiscale del Governo) è positivo e se r è maggiore di y

26 La stabilizzazione del rapporto debito/pil La condizione per stabilizzare il debito - fare sì cioè che il debito non cresca ulteriormente si trova ponendo b =0 Si ottiene: -a è il saldo primario stabilizzante : il disavanzo primario (in rapporto al pil) che non fa crescere il debito

27 Stabilizzazione del debito y r condizione favorevole alla riduzione del rapporto debito/PIL: se da un certo punto in poi il governo attua una politica di bilancio in pareggio il debito alla lunga si azzera y r condizione sfavorevole alla riduzione del rapporto debito/PIL che tende anzi a crescere autonomamente. Perciò, per giungere ad una stabilizzazione del rapporto debito/PIL, bisogna generare un avanzo primario proporzionale allo stock di debito accumulato


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