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Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli PROGETTARE PER COMPETENZE a cura della prof.ssa A. Orabona.

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1 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli PROGETTARE PER COMPETENZE a cura della prof.ssa A. Orabona

2 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Dubito che lingegnosità umana possa costruire un enigma che lingegnosità umana, con attenzione e pazienza, non possa risolvere. Edgar Allan Poe

3 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli DPR 275/99 Nuovo esame di stato (1997) L.53, DL 59/04 e circ. 85/04 CM 84/05 (Moratti) Circolare 28/07 sugli esami di terza sec 1° e la circolare 28 marzo 2008 sulle prove nazionali (Fioroni) Le Indicazioni Nazionali per il curricolo (sett. 07) (Fioroni) Il documento sullobbligo di istruzione (22/08/07) (Fioroni) Legge 169/08 Decreto Gelmini Regolamenti per il riordino dei Licei e degli Istituti tecnici e professionali

4 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Competenze e Regolamenti riordino secondo ciclo Schema Regolamento Licei (art. 10): I percorsi dei licei si riferiscono a risultati di apprendimento declinati in conoscenze, abilità e competenze in relazione alla raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 sulla costituzione del quadro europeo delle qualifiche per lapprendimento permanente…

5 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Il documento sullobbligo di istruzione inizio di costruzione di un sistema per competenze intese in senso non riduttivo al mero saper-fare (altrimenti sarebbero abilità)

6 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Asse dei linguaggi Asse matematico Asse scientifico-tecnnoogico Asse storico-sociale italiano Lingue straniere arte multimedialità matematica informatica scienze Teconologia/fisica storia economia tecnologia informatica ed. civica Competenze chiave Uguali x tutte le scuole

7 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Asse dei linguaggi Analogamente nei regolamenti del secondo ciclo

8 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli

9 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Elementi di forza dellesperienza Un compito in situazione reale Lattivazione di conoscenze e abilità in un contesto dotato di senso (parlare ai propri compagni; andare in gita…) La costruzione del progetto/percorso Lessere attivi, protagonisti in prima persona Il poter esplicitare il proprio compito a partire dai propri interessi e bisogni Questa è lapproccio per competenze

10 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Programmazione Finalità Prerequisiti Obiettivi formativi Obiettivi cognitivi Metodi Strumenti Tempi Attività Verifiche e valutazione

11 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Perché le competenze? Ormai tutta lEuropa le richiede anche a livello lavorativo: (fine estrinseco) perché sono strumento didattico efficace (fine intrinseco) da quali riflessioni pedagogiche nascono queste riflessioni ?

12 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Sapere situato (Bruner) Al di fuori dello scolastic view (Austin) Unità del sapere (Morin)

13 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riflessioni:Italiano e latino Nella parte introduttiva agli Assi culturali si fa riferimento alla necessità di stimolare atteggiamenti positivi verso lapprendimento: motivazione e curiosità stimolano la conoscenza. Al riguardo il documento invita a privilegiare la valorizzazione delle attività di laboratorio e lapprendimento centrato sullesperienza. … lesperienza richiede tempo.....

14 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riflessioni:Italiano e latino Per essere più chiari: una cosa è spiegare ad un alunno, ad esempio, che cosè lo Zibaldone di G. Leopardi, spiegare come è scritto, che si tratta di un diario intellettuale, che cosa questo significa, etc. etc…, altra cosa è LEGGERE lo Zibaldone: ovviamente leggendolo ed analizzandolo in classe lalunno capisce assai meglio e per esperienza diretta di che si tratta. infatti la teoria è molto più economica ma meno significativa

15 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riflessioni:Italiano e latino La nostra riflessione ci induce a ritenere imprescindibile la necessità di rivedere la mole dei contenuti, attraverso lindividuazione dei nuclei fondanti della disciplina, cioè conoscenze caratterizzanti, sia in funzione delle conoscenze che delle competenze. Solo riducendo e scegliendo in maniera intelligente il contenuto esso cessa di essere il fine del processo di apprendimento e diventa strumento per lacquisizione di capacità e di competenze.

16 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale; le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia (Raccomandazioni del parlamento Europeo e del Consiglio del 7 settembre 2006 – Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per lapprendimento permanente) Competenza: 1^ definizione

17 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli COMPETENZECONOSCENZE/ABILITA Imprescindibili dalla incorporazione di conoscenze/abilità Nozionismo, memorizzazione, tecnicismo Sapere e saper fare + emozione, sentimento, volontà, motricità, socialità, espressività, intuito apprezzamento estetico, azione, Sapere, sapere del fare, sapere come si fa e perché Testimoniabili, raccontabili, ammirabili, da altri più o meno esperti Insegnabili, trasferibili da una persona allaltra (con il linguaggio e lesercizio) Emergenti nella vita quotidiana in occasione della risoluzione di problemi Studiabili sui libri, imparabili, ripetibili quanto si vuole (nella memoria, nei laboratori, nelle esercitazioni) Senza rete, live, (dimostrabili dinanzi a e in problemi reali) Poggiate su reti di protezione (un oggetto non capito può essere ripreso)

18 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Dalle UD alle UA… Questo è il passaggio dalle unità didattiche Da un sapere ridotto a conoscenze /abilità o performances prevedibili, meccaniche, riproduttive, scolastiche (Es. Analisi di un testo poetico…) Agli apprendimenti unitari, che mobilitano tutta la persona e tutte le discipline (necessarie)…che sono personali, imprevedibili, sempre diversi…

19 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Dalle UD alle UA… Per fare questo passaggio Il compito in situazione, o il compito di realtà…(sapere situato)

20 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Partire dalle competenze Es. nel Profilo Licei, Italiano: possedere ed utilizzare, in modo ampio e sicuro, un patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nellambito dei vari contesti sociali e culturali; avere consapevolezza e conoscenza delle principali tappe dello sviluppo storico della lingua italiana e del suo rapporto con i dialetti interni…;

21 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Partire dalle competenze Conoscere le linee essenziali della nostra storia letteraria e orientarsi agevolmente tra i testi e autori fondamentali; Istituire rapporti significativi e storicamente contestualizzati con i movimenti e le opere più importanti delle letterature classiche e moderne… Individuare e comprendere le forme moderne di comunicazione, quali messaggi orali, scritti, visivi, digitali, multimediali, nei loro contenuti, nelle loro strategie espressive e negli strumenti tecnici utilizzati

22 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Classe Anno Docenti coinvolti Competenza attesa (contestualizzata) o Obiettivo formativo generale (ciò che voglio porti a casa..) Compito unitario in situazione Tempi Attività Verifiche e valutazione Una proposta …

23 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli CD su Petrarca pianificazione del lavoro tutti devono esporre (esposizione orale) però ad ognuno il suo: chi è bravo con computer: ppt e link chi più problemi: la biografia chi più acuto: cfr. con il presente poi apprendimento cooperativo (gruppi di 2) anche limiti ma si scoprono anche lati interessanti (abili al computer, a disegnare ecc.)

24 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli maturare e ricostruire un quadro complessivo della civiltà greca, con particolare riguardo agli aspetti economico - sociali - artistici e religiosi ecc. Il fine formativo è quello di far percepire il carattere unitario e di insieme della civiltà greca e il senso di quellesperienza complessiva per loggi Si tratta di evidenziare che cosa sopravvive ancora di quellesperienza nel concreto della nostra civiltà (e anche nella nostra esperienza quotidiana) e quali sono i valori che ancora sopravvivono

25 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riflessioni:matematica … una delle difficoltà più ricorrenti è nell'uso che gli studenti fanno della terminologia specifica. Molto spesso lo studente utilizza in modo improprio alcuni simboli matematici né attribuendo ad essi il giusto significato né applicando la regola di cui sono espressione. Spesso lo studente trova difficoltà nella comprensione e nell'analisi del testo del problema e, sebbene riescano a risolvere equazioni e sistemi algebrici, trovano difficoltà nella applicazione delle stesse per la soluzione dei problemi. interdisciplinarità Problema riutilizzo

26 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riflessioni:matematica L'aiuto per una maggiore comprensione della matematica viene dal frequente uso non solo nelle altre discipline scolastiche, quali la fisica, la chimica, la geografia, ma anche per il suo utilizzo più comune nella vita quotidiana. interdisciplinarità Giusto…COME? IN CHE SENSO?

27 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riflessioni:scienze Di contro, l'insegnamento teoretico delle scienze ha come punto di forza l'obiettivo di condurre lo studente ad una consapevole e razionale esplorazione del mondo circostante; fornisce all'alunno le conoscenze necessarie per osservare i fenomeni e comprendere il valore delle interazioni tra uomo ed ambiente. perché queste conoscenze non dovrebbero nascere anche dal laboratorio?

28 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riflessioni: fisica Un punto di forza dellinsegnamento della fisica è il lavoro in laboratorio, che motiva i ragazzi, accende entusiasmo e curiosità, permette di acquisire importanti competenze specifiche. Tuttavia se impostato solo su protocolli rigidi tende a impedire una reale assimilazione dei concetti, ma a ridurre lesperienza in laboratorio allabilità esecutiva e la motivazione dello studente solo alla riuscita e non alla comprensione e alla scoperta.

29 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riflessioni: fisica Un limite che si riscontra è una limitata capacità espositiva, comune anche ad altre discipline, che andrebbe affrontata in modo trasversale, attraverso una metodologia comune esempio dare il voto di italiano scritto sulla relazione di laboratorio di fisica… esempio dare il voto di italiano scritto sulla relazione di laboratorio di fisica…

30 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: definizioni La competenza è linsieme delle capacità sottese che permettono di agire in modo efficace su dati, informazioni, modelli e procedure rispetto a un contesto specifico. Le azioni possono essere poste a obiettivo dellapprendimento e in questo senso sono definibili in termini operativi verificabili, misurabili e certificabili (D. Bertocchi, 2000)

31 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: definizioni "Insiemi stabilizzati di saperi, di saper fare, di condotte-tipo, di procedure standardizzate, di tipologie di ragionamento, che possono essere messi in atto, senza bisogno di ulteriore formazione" (Montmollin)

32 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: definizioni E quella che Meghnagi definisce elemento per consentire un agire fondato su una comprensione del campo dazione e una possibile previsione degli esiti del proprio agire e che si può esplicitare come capacità di muoversi in più contesti capacità di organizzare le conoscenze flessibilità (di metodo, di soluzione, di strategie ecc.) ( Meghnagi S., Conoscenza e competenza,Loescher, Torino, 1992)

33 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: definizioni COMPETENZA capacità professionale, sociale, contestuale strategica e COMPETENZE linsieme delle prestazioni o microperformance che caratterizzano una competenza

34 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: definizioni Si parla anche di expertise e di competenza situazionale quando il profilo prevede il possesso di caratteristiche personali che consentono di applicare il sapere professionale alla soluzione di problemi anche imprevisti, fortemente legati alla capacità di adattamento di saperi, procedure, comportamenti alle necessità di una data situazione

35 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: definizioni Si può parlare di competenza professionale quando ci si riferisce: ad una comunità di pratiche individuate, espresse, esplicitate, condivise. alla qualità professionale di un individuo in termini di conoscenze, capacità e abilità, doti professionali e personali. (Quaglino) allelemento portante di unazione che si qualifica per la sua coerenza rispetto alle situazioni e per la sua efficacia rispetto alle questioni da affrontare (Meghnagi ad un insieme strutturato di conoscenze, capacità e atteggiamenti necessari per svolgere un compito (Pellerey) alla capacità di attivare e coordinare le proprie risorse interne (conoscenze, abilità e disposizioni interne stabili) e quelle esterne disponibili per portare a termine validamente ed efficacemente i compiti richiesti o le sfide da affrontare (Pellerey)

36 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: definizioni Sviluppo di una competenza (Pellerey) possedere in maniera significativa, stabile e fruibile concetti e quadri concettuali; aver raggiunto adeguate abilità intellettuali e pratiche sapendo come, quando e perché valorizzarle; disporre di adeguati significati, valori, motivazioni, atteggiamenti, concezioni di sé e forme di rapporto con il sapere da acquisire, capacità di concentrazione e di perseveranza nel portare a termine gli impegni, ecc..

37 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: definizioni Sarchielli propone la seguente classificazione: ( Si tratta di strategie cognitive e comportamentali) lapproccio tecnico e organizzativo: caratteristiche definite e formalizzate per le attività lavorative; lapproccio soggettivo: valorizzazione di quello che la persona sa, sa fare o potrebbe fare; lapproccio dellinterazione professionale: caratteristiche che nascono dallinterazione soggetto/organizzazione.

38 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: definizioni Lapproccio della partecipazione ad una comunità di pratiche professionali: superamento della visione individualistica della competenza professionale per approdare alla costruzione di un mondo di significati comuni, sia per quanto riguarda la visione della realtà lavorativa, che per quanto riguarda i tipi di azioni e le soluzioni che vengono progressivamente giudicate utili e pertinenti in quella specifica comunità professionale Sarchielli, Selvatici DAngelo, Bilancio di competenze

39 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per competenze nella scuola Le competenze cognitive disciplinari, professionali, Acquisire i concetti e gli strumenti di base di una disciplina (es. lettura di carte geografiche ) Acquisire e organizzare i contenuti secondo corrette impalcature concettuali Competenze metacognitive Consapevolezza e controllo dei propri processi di apprendimento Abilità di studio: imparare a imparare: Compilazione della conoscenza (dichiarativa e procedurale) Competenze trasversali Prendere decisioni, Diagnosticare, Relazionarsi Affrontare e risolvere problemi Sviluppare soluzioni creative, curare il proprio successo formativo Inserirsi nel mondo del lavoro, interessarsi alla società

40 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze: il versante dellistruzione Il documento Cresson[1] ".nellaffrontare il nuovo concetto della formazione lungo tutto larco della vita parla di[1] ambito dei saperi fondamentali o competenze di base demandato al sistema formale (scolastico, formativo, universitario ambito dei "saperi tecnici"e delle competenze professionali demandata al mondo del lavoro collegato al sistema formale con modalità di alternanza ambito delle "competenze relazionali che si potenziano nel lavoro e nella vita attiva [1] "Insegnare e apprendere. Verso la società cognitiva, cit. [1]

41 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli PROGETTARE PER COMPETENZE La complessità della società della conoscenza richiede progettazioni didattiche che favoriscono lo sviluppo di competenze attraverso: Apprendimenti significativi, valutazione autentica Personalizzazione dei percorsi Approcci multipli e pluriprospettici

42 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze:un esempio UN ESEMPIO Le Competenze di base IFTS Area L1 Per comprendere (leggere ed elaborare) testi scritti, anche complessi e strutturati, su argomenti concreti e astratti inerenti la vita quotidiana (dominio pubblico-sociale e privato-personale), distinguendo le diverse fonti informative e disponendo di un proprio vocabolario personale ampio e articolato Il soggetto ha bisogno di sapere come: Utilizzare efficacemente le proprie risorse cognitive linguistiche (ortografiche, sintattiche e lessicali), socio-linguistiche (convenzioni di scrittura, espressioni idiomatiche, registri e stili linguistici) e pragmatiche (organizzazione del discorso e funzioni comunicative) per percepire ed interpretare il testo Analizzare il contesto linguistico, riconoscendone le fonti informative, le finalità comunicative e gli strumenti espressivi linguistici e paralinguistici Distinguere le tipologie testuali (descrittivo, informativo, argomentativo e narrativo) Attivare tecniche diverse di lettura (skimming, scanning ecc.) in funzione delle specifiche finalità linguistiche Utilizzare le principali strategie linguistiche di: attivazione e setting di schemi mentali e aspettative ricettive, individuazione di segnali comunicativi, sviluppo e verifica di inferenze, revisione delle ipotesi interpretative

43 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli QUALE CURRICOLO PER LEDUCAZIONE DI DOMANI? CURRICOLO COME ACCUMULO DI UNITÀ DIDATTICHE Insegnamento come trasmissione descrittiva di tipo statico e oggettivo Produce CONOSCENZA CURRICOLO COME RETE DI MODULI Apprendimento come costruzione di reti di competenze, di basi di conoscenze Percorso di apprendimento dinamico e soggettivo Produce COMPETENZA

44 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli Il significato di educazione per MORIN Fornire una cultura che permetta di DISTINGUERE CONTESTUALIZZARE, GLOBALIZZARE AFFRONTARE i problemi multidimensionali, globali e fondamentali Preparare le menti……..alla complessità dei problemi Preparare ad affrontare lincertezza …… ……..favorendo lintelligenza strategica (E.Morin, La testa ben fatta, riforma dellinsegnamento, riforma del pensiero)

45 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La mission dell insegnante Fornire una cultura che permetta di distinguere, contestualizzare, globalizzare, affrontare i problemi multidimensionali, globali e fondamentali; Preparare le menti a rispondere alle sfide che pone alla conoscenza umana la crescente complessità dei problemi; Preparare le menti ad affrontare le incertezze, in continuo aumento, non solo facendo loro conoscere la storia incerta ed aleatoria delluniverso, della vita, dellumanità, ma anche favorendo lintelligenza strategica e la scommessa per un mondo migliore

46 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La mission dellinsegnante Educare alla comprensione umana fra vicini e lontani; Insegnare laffiliazione (allItalia, alla Francia, alla Germania…) alla sua storia, alla sua cultura, alla cittadinanza repubblicana e iniziare allaffiliazione allEuropa; Insegnare la cittadinanza terrestre, insegnando lumanità nella sua unità antropologica e nelle sue diversità individuali e culturali, così come nella sua comunità di destino caratteristica allera planetaria, nella quale tutti gli umani sono posti a confronto con gli stessi problemi vitali e mortali da La testa ben fatta Morin, 1999

47 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli MODULO Percorso formativo che collega esperienze e conoscenze a livelli diversi che stabilisce relazioni di senso, di procedure che mette in campo linguaggi, concetti, relazioni, percorsi e combinazioni di conoscenze E una mappa attrezzata di percorsi esperti basati su conoscenze e di esperienze E la creazione di reti di conoscenze

48 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli MODULO Parte di attività didattica che per contenuto, concetti, abilità cognitive, risulta costituita da un insieme di elementi articolati e strettamente connessi per il raggiungimento di un obiettivo didattico esplicitato e operazionalizzato (G. Domenici)

49 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli MODULO Il modulo rappresenta una unità formativa autosufficiente in grado di promuovere saperi modulari e competenze che per la loro alta rappresentatività culturale, e perciò anche tecnico-pratica, nel settore specifico di riferimento siano capaci di modificare significativamente la mappa cognitiva e la rete delle conoscenze precedentemente possedute…. (G. Domenici)

50 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli ASSI PORTANTI DELLA MODULARITA Autonomia, flessibilità curricolare, offerta formativa mirata, valutazione rigorosa e improntata a standard di istituto e di sistema Rilettura delle materie in termini di individuazione di saperi essenziali (analisi disciplinare) Individualizzazione dellinsegnamento Certficazione delle competenze Obiettivi trasversali di competenze orientati alla capacità di apprendimento autonomo

51 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Didattica tradizionaleorganizzazione lineare, sequenziale lettura, memorizzazione, padronanza delle discipline Organizzazione per UU. DD Linsieme compone il programma Didattica modulareOrganizzazione per unità tematiche, problemi Le unità di apprendimento sono in sé compiute e conducono a competenze certificabili Linsieme costituisce un curricolo Le discipline sono strumenti Lanalisi è di tipo sincronico e procede per associazioni Per lorganizzazione modulare E FONDAMENTALE LANALISI DISCIPLINARE La progettazione per moduli

52 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli Analisi disciplinare Trasformazione delle sequenze del manuale in mappe di conoscenze/competenze Scelta dei nodi essenziali per il raggiungimento degli standard

53 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettazione per moduli Modello di rappresentazione ModalitàDellapprendimentoStileDellinsegnamentoMetafora Del processo ListaAlbero Tabella (griglia) ReteAccumuloClassificazioneSintesiConnessioneLineareGerarchicoMulticomponenzialeIpertestuale Crescere, Gonfiarsi Salire Incrociare, frullare Navigare (Giuseppe Martini, Lanalisi disciplinare apre la programmazione in ANP Notizie,1994 Mappa disciplinare e processi di insegnamento/apprendimento

54 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli Per impostare la progettazione per moduli occorre Definire le finalità del processo formativo Analizzare la valenza formativa della disciplina Partire dalla struttura della disciplina (statuti e mappe concettuali) definire gli esiti in termini di competenze definire gli standard per la certificazione (di competenze, conoscenze, abilità ecc.)

55 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli La progettazione del curricolo per moduli Definizione delle competenze in uscita disciplinari e trasversali Analisi disciplinare e individuazione di ambiti di sovrapposizione, omogeneità, propedeuticità, possibilità di percorsi a spirale ecc Individuazione di aggregazioni pluridisciplinari, interdisciplinari, transdisciplinari Individuazione delle competenze trasversali Scomposizione della disciplina riorganizzandola in parti coerenti (a livello curricolare e a livello annuale) Individuazione dei moduli

56 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli Le caratteristiche di un modulo ogni modulo deve essere in sé concluso e avere come esiti di apprendimenti competenze che costituiscono crediti formativi. essere aggregabile in sequenza logica o cronologica in modo da formare un percorso curricolare

57 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli Fasi della progettazione Organizzazione dei concetti Definizione del percorso cognitivo Descrizione dei processi Definizione degli standard e modalità di certificazione Modalità di scansione dellintervento didattico Collocazione nel curricolo

58 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli Per impostare la progettazione per moduli occorre Organizzare i supporti didattici Obiettivi Discipline coinvolte Sequenza delle propedeuticità Interconnessioni trasversali Tavola delle tempificazioni (fasi e tempi) Determinazione della durata (+20%) Definizione di prerequisiti, obiettivi, tipologia delle connessioni tra moduli (sequenziali, trasversali ) Esplicitazione degli obiettivi in termini di competenze Formulare criteri oggettivi per la verifica

59 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli Si possono strutturare moduli per temi per problemi per tipologie, casi filoni ecc.

60 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli STRUTTURA DEL MODULO Titolo Breve descrizione (10-15 righe) Prerequisiti Obiettivi (competenze cognitive, disciplinari, trasversali, metacognitive) Collocazione nel curricolo, nella mappa ecc Durata Fasi di attuazione Verifiche (tempi, tipologia, criteri)

61 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli * METACOGNIZIONE …ogni processo di acquisizione del sapere è lesito di un processo di trasmissione, trasformazione ed elaborazione delle idee Il controllo attivo e deliberato sulle proprie attività cognitive dipende, tra laltro, dalla consapevolezza sviluppata relativamente ai processi di comprensione, di memorizzazione, e cognitivi in genere. Tale controllo, definibile come METACOGNIZIONE, appare inoltre guidato da una particolare sensibilità che orienta nella scelta delle strategie cognitive appropriate a determinati compiti, circostanze, contesti (Saul Meghnagi, Il sapere professionale. Competenze, diritti, democrazia,Milano2005

62 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli DEFINIZIONI DI COMPETENZA McClelland, insieme di caratteristiche misurabili di una persona che consentono di distinguere in modo attendibile gli outstanding dai tipical performer in un particolare lavoro Pellerey, 1983 linsieme strutturato di conoscenze, capacità e atteggiamenti necessari per svolgere un compito (COMPETENZA PROFESSIONALE) Quaglino, 1990 la qualità professionale di un individuo in termini di conoscenze capacità e abilità, doti professionali e personali

63 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La progettazione per moduli DEFINIZIONI DI COMPETENZA Meghnagi, 1992 elemento portante di unazione che si qualifica per la sua coerenza rispetto alla situazione e per la sua efficacia rispetto alla questioni da affrontare elemento per consentire un agire fondato su una comprensione del campo dazione e una possibile previsione degli esiti del proprio agire Re, 1990 expertise in azione, insieme di sapere professionale empirico e scientifico rivolto alla soluzione di problemi concreti

64 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze Valutazione autentica Forme di valutazione che complementano la valutazione di tipo tradizionale

65 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli

66 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli AUTOVALUTAZIONE

67 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze Tratti - dimensioni Caratteristiche che descrivono la prestazione La comprensione del testo scritto Criteri Strumenti di misurazione Selezionare le informazioni più pertinenti Indicatori Misurare la prestazione secondo azioni concrete di un compito Individuare punti di vista. Relazionare a un dato contesto Descrittori Che cosa si deve osservare Possesso di strategie (sottolineare, paragrafare ecc.) Scale Dimensioni quali quantitative combinate anche con indicatori di frequenza e continuità (sempre, talvolta…), in relazione a contesti, su standard ecc. Quadro degli elementi del processo di valutazione

68 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Progettare per competenze Il Modello Ogni persona partecipa attivamente alla costruzione della conoscenza, attraverso la propria struttura cognitiva di base, dando una determinata forma allesperienza che conduce; Epertanto, in assoluto, importantissimo conoscere per scegliere e, sperimentare (fare conoscenza diretta) per decidere ; Il modello che emerge dai documenti dell'Unione Europea e della Commissione è la progressiva costruzione di un sistema integrato di education, al quale concorrono non solo il sistema scolastico, ma anche i centri di formazione professionale e tutte le agenzie intenzionalmente formative, sia quelle formali, sia quelle non formali nel quadro di un progetto dagli obiettivi ben definiti e coerente nelle sue parti; Lapproccio alla realtà del lavoro e/o della professione è influenzato dal modo come ciascuno di noi si percepisce rispetto a se stesso e agli altri ; La realtà è influenzata dalle modalità e dalle motivazioni che spingono alla crescita della propria persona in relazione alle proprie aspettative e al contesto sociale in cui si è inseriti o, comunque, si tende a collocarci.

69 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Il Modello / 2 si devono sviluppare alcune dimensioni della personalità: Autostima nel senso dellimmagine che ciascuno ha di se stesso, della propria identità; Autoefficacia percepirsi competente ed efficace rispetto alla conquista di obiettivi specifici; Autovalutazione sviluppare capacità nel saper giudicare le situazioni di contesto e rapportarle alle proprie risorse -umana, culturale e professionale; Empowerment come azione finalizzata attraverso lautovalutazione a trovare ragioni per rimotivarsi; Un progetto formativo che induca ogni individuo a costruirsi una percezione coerente delle sue innumerevoli azioni, dellevoluzione che egli intravede nei loro effetti, onde sviluppare gradi di apprezzamenti dellesperienza effettuata; C'è bisogno, pertanto, di nuovi percorsi formativi/orientativi da esplorare e sperimentare capaci di sorreggere il confronto con le sfide della complessità e al contempo di sapere riconoscere e valorizzare le diversità, che promuovano le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo.

70 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Come progettare LUnità capitalizzabile costituisce un «modello»di riferimento per il raggiungimento, tramite formazione, di competenze e/o per il riconoscimento delle competenze comunque acquisite dagli individui nella prospettiva di acquisire crediti formativi. In questa prospettiva ogni unità formativa capitalizzabile si caratterizza per: 1. essere riferita allo sviluppo di una unità di competenza riconoscibile e spendibile; 2. essere aggregabile con altre in funzione della costruzione di risposte formative flessibili; 3. prevedere una serie di descrittori standard che, nel loro insieme, rendono chiaramente riconoscibili sia il prodotto dellazione formativa che le condizioni minime (gli standard formativi) per una sua realizzazione.

71 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Come progettare / 2 Un modulo può essere definito come un insieme strutturato di esperienze di apprendimento, ben identificato nelle condizioni di partenza e negli obiettivi di arrivo. Il concetto di modulo rimanda ad una specifica modalità di progettazione e programmazione dei percorsi formativi. In questa prospettiva un percorso formativo è inteso come un insieme di «segmenti», ciascuno finalizzato ad un «grappolo»di obiettivi omogenei e collegati da reciproci rapporti interfunzionali. La definizione di modulo, nella sua piena e completa accezione, appare a prima vista coerente e «sovrapponibile»a quella di Unità formativa capitalizzabile.

72 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LA PROGETTAZIONE MODULARE Comporta: 1. La definizione delle competenze dell' allievo all' inizio del modulo( prerequisiti ); 2. Gradualità dell' apprendimento in riferimento a contenuti ed abilità; 3. Durata del modulo; 4. Modalità formative per U. F. C. e standard di riferimento per competenze; 5. Acquisizione di competenze dimostrabili, documentabili, capitalizzabili; 6. Modalità di valutazione incentrate sull accertabilità delle competenze (….è in grado di … ); 7. Riconoscimento dei crediti formativi.

73 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Quadro di riferimento per la Progettazione 1. Gli standard Formativi minimi Decreto Interministeriale n. 436 del 31 Ottobre 2000 Regolamento recante norme di attuazione dell'articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, concernente l'istruzione e la formazione tecnica superiore (IFTS) Area dei Linguaggi; Area Scientifica; Area Tecnologica; Area Storico-Socio-Economica 2. Assi Culturali Decreto Ministeriale 22 agosto 2007 Regolamento recante norme in materia di adempimento dellobbligo di istruzione -basato sulla legge , n. 296, articolo 1, comma 622. Asse dei Linguaggi; Asse matematico; Asse Scientifico –Tecnologico; Asse Storico –Sociale 3. European Qualifications Framework Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2007 su proposta del Parlamento europeo e del Consiglio sulla costituzione del Quadroeuropeo delle Qualifiche e dei Titoli per l'apprendimento permanente (COM(2006)0479 –C6-0294/2006 – 2006/0163(COD)); 4. Riforma della scuola secondaria di secondo grado (4/2/2010)

74 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Uno sguardo sullEuropa Durante il meeting di Bruxelles svoltosi a marzo 2005, i Capi di Governo dellU.E. hanno richiesto la creazione di un European Qualification Framework (E.Q.F.) inteso come un meta-quadro di riferimento, volto ad incrementare la trasparenza delle qualifiche e o sostenere reciproca fiducia. Va subito sottolineato che a livello europeo si utilizza preferibilmente lespressione framework (quadro di riferimento) piuttosto che il termine standard. Tale strumento consentirebbe di mettere in relazione tra di loro quadri di riferimento e sistemi di qualifiche a livello nazionale e settoriale, facilitando così il trasferimento e il riconoscimento delle qualifiche dei singoli cittadini.

75 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Per dare vita a questo tipo di struttura è stata più volte esplicitata la necessità di rafforzare i collegamenti tra le strutture a livello nazionale e settoriale che siano in grado di supportare il concetto di apprendimento lungo tutto larco della vita. La proposta di un E.Q.F. è caratterizzata da tre principali elementi: - Definizione di 8 livelli progressivi di riferimento, correlabili ai titoli di studio, ai contesti di istituzione e formazione, ai risultati di apprendimento gradualmente più ampi e complessi. (Vedasi prospetti da allegare); - Set di strumenti che, associati ai livelli sopra ricordati, favoriscono la trasparenza e la spendibilità dei titoli (Bilancio delle competenze, Europass, ECVET,......); - insieme di principi e procedure che forniscono ai diversi Paesi le linee guida per lapplicazione e la condivisione dellEQF nel proprio sistema integrato.

76 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli COMPETENZE CHIAVE PER LAPPRENDIMENTO PERMANENTE PARLAMENTO EUROPEO (dicembre 2006) le competenze [come] una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, linclusione sociale e loccupazione COMUNICAZIONE NELLA MADRE LINGUA COMUNICAZIONE NELLE LINGUE STRANIERE COMPETENZA MATEMATICA E COMPETENZE DI BASE IN SCIENZA E TECNOLOGIA COMPETENZA DIGITALE IMPARARE AD IMPARARE COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE SPIRITO DI INIZIATIVA E IMPRENDITORIALITA CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE CULTURALE

77 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Quello che EQF NON è! EQF non sostituisce sistemi nazionali né settoriali EQF non sostituisce sistemi nazionali né settoriali EQF non richiede larmonizzazione EQF non richiede larmonizzazione EQF NON PUÒ definire/determinare nuove qualifiche EQF NON PUÒ definire/determinare nuove qualifiche

78 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli 8 Livelli Comuni di Riferimento I componenti principali del EQF

79 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli I tipi di Competenze secondo E. Q. F. Competenze cognitive, cioè quelle che coinvolgono luso della teoria e dei concetti, ma anche la conoscenza tacita informale guadagnata a livello esperienziale; Competenze funzionali(abilità o know-how), vale a dire quello che una persona dovrebbe essere in grado di fare una volta inserita in una determinata area di lavoro, apprendimento o attività sociale; Competenze personali che riguardano i comportamenti in una determinata situazione; Competenze etiche, che si riferiscono a determinati valori professionali e personali indispensabili o associati allesercizio di quei ruoli e funzioni.

80 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Secondo il modello nazionale condiviso Competenze di Base : conoscenze/abilità/risorse personali non specifiche indispensabili per la formazione e la preparazione professionalegenerale delle persone; Competenze Tecnico/Professionali (Professionalizzanti) : conoscenze/abilità/risorse personali specifiche di un contenutolavorativo, che possono avere una valenza teorico-tecnica o pratico- applicativa; Competenze Trasversali : conoscenze/abilità/risorse personali utili ai fini di un comportamento lavorativo, organizzativo e sociale efficace

81 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Programmare per Competenze Programmare in base al progetto di sviluppo delle competenze, significa : 1. Pianificare i processi da adottare; 2. Fissare i punti di partenza e di arrivo; 3. Scegliere le Strategie di cui servirsi; 4. Predisporre i moduli e la rete cognitiva modulare, selezionare le esperienze da proporre; 5. Individuare le metodologie da utilizzare; * J. Delors –E. Cresson –E. Moren -OCSE

82 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli I processi interessati Il processo dinsegnamento attraverso lorganizzazione della costruzione dei concetti, della mappa delle esperienze, attraverso la rilettura e riorganizzazione delle discipline; Il processo dapprendimento attraverso la selezione delle metodologie, la selezione dei concetti chiave, delle idee produttive, delle questioni essenzialiin una prospettiva dinamica e generativa (Gardner); Il processo di verifica in relazione alla scelta delle prove; Monitoraggio e regolazione dei processi Il processo di valutazione per una valutazione autentica; Attribuzione dei crediti per competenza e per UFC; Certificazione delle competenze e dei crediti.(Predisposizione della certificazione delle competenze esistenti in ingresso ed acquisite successivamente, ai sensi dellaccordo Stato – Regioni del e succ.)

83 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Le Strategie Usare il bilancio iniziale delle competenze; Individualizzare gli interventi formativi anche per il riallineamento; Personalizzare le esperienze formative; Agire nel gruppo per lo sviluppo motivazionale; Progettare con approccio sperimentale, esplicitato tradizionalmente nellapplicazione del metodo scientifico; Incrementare le-learning quale altro ambiente e forma dapprendimento; Privilegiare la comunicazione interattiva e circolare; Analizzare per Problem posinge avviare il Problem solving- esercizio del pensiero riflessivo; Sostenere lo sviluppo di Collegamenti, Relazioni e Correlazioni attraverso la didattica laboratoriale; Favorire la pratica del project work quale strumento di proiezione per il proprio progetto di vita e di lavoro.

84 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Le Metodologie Predisporre unofferta formativa flessibile(non può essere rigida né definita per sempre) secondo linee generali risultanti da un lavoro interistituzionale di rete tra settore scolastico, istituzione locale e i settori dellimpresa; Utilizzare nella prassi didattica quotidiana lapplicazione del metodo laboratoriale, della ricerca azione, del metodo scientifico; Garantire approcci formativi che evidenzino gli aspetti della complessità del mondo lavorativo ed i nuovi nessi che la complessità ha indotto nelle relazioni sociali; Selezionare esperienze formative in forma mirata per lacquisizione di competenze spendibili in più ambiti lavorativi; il ché implica scelte di ambiti formativi con valenza trasversale; Avviare ad esperienze in stage o tirocinio e comunque anche attraverso lo studio di casoper evidenziare aspetti specifici delle carriere lavorative, mirando a creare opportunità per gli studenti che potranno così misurare laderenza dell eventuale loro scelta al loro sentire rispetto ad un progetto personale di vita.

85 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli ACCEZIONI DI PROGETTAZIONE progettazioneproblema PROCESSO LINEARE RAZIONALITA TECNICACOMPLESSITA attuazione valutazione ipotesi ridefinizione ipotesi azione RAZIONALITA ASSOLUTA PREDETERMINAZIONE DEL PROCESSO REGOLAZIONE IN ITINERE COME REGOLAZIONE DEGLI SCARTI PROGRAMMAZIONE PER OBIETTIVI PROCESSO CIRCOLARE RAZIONALITA RELATIVA ORIENTAMENTO STRATEGICO DELLAZIONE REGOLAZIONE IN ITINERE COME RIELABORAZIONE DELLIPOTESI PROGRAMMAZIONE COME PROCESSO EURISTICO

86 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli STRUTTURA DEL CURRICOLO: LA MAPPA DI KERR CURRICOLO SCHOOLING VALUTAZIONEOBIETTIVI CONOSCENZA FONTI DI DERIVAZIONE VERIFICA DIDATTICA VERIFICA ORGANIZZATIVA CAMPI DI AZIONE DISCIPLINE DI INSEGNAMENTO METODOLOGIA DIDATTICA STRUTTURE STAFF METODOLOGIA ORGANIZZATIVA CONTENUTI DI ESPERIENZA

87 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli MODELLI CURRICOLARI TEMI OBIETTIVI PROGRAMMI TRADIZIONALI CRITERI DI ORGANIZZAZIONE DISCIPLINA COME SISTEMA PROBLEMI dal semplice al complesso evoluzione storica complessità delle conoscenze allargamento forbice cultura scolastica/cultura reale SVOLTA CURRICOLARE CRITERI DI ELABORAZIONE definizione risultati attesi percorsi funzionali ai risultati attesi TRAGUARDI FORMATIVI PROBLEMI eccessiva rigidità ed analiticità difficoltà nel grado di definizione dei risultati attesi

88 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LIVELLI DI ARTICOLAZIONE DEGLI OBIETTIVI FINALITAOBIETTIVIPRESTAZIONISTANDARD PROPOSITI METE VALORIALI TRAGUARDI RISULTATI ATTESI COMPORTAMENTI OSSERVABILI E MISURABILI SOGLIE DI ACCETTABILITA DELLE PRESTAZIONI Orientarsi nello spazio e nel tempo operando confronti costruttivi fra realtà geografiche e storiche diverse Riconoscere i tratti distintivi di alcuni paesaggi funzionali: agrario, urbano, turistico, industriale Individuare i fattori favorenti ed ostacolanti presenti in un territorio in rapporto ad una attività industriale Richiama almeno 3 fattori favorenti ed ostacolanti tra quelli sviluppati nel lavoro in classe

89 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riconoscere le principali caratteristiche linguistiche e comunicative di testi semplici Adoperare il linguaggio e i simboli della matematica per indagare con metodo le cause di fenomeni problematici, per spiegarli e rappresentarli Esplorare e comprendere gli elementi tipici di un ambiente naturale e umano inteso come sistema ecologico Comprendere testi che si avvalgono di più codici Dato un testo corredato di immagini e schemi, individuare le incongruenze tra codice verbale e codici iconici Risolvere problemi mediante luso di frazioni, percentuali e numeri decimali Calcolare la percentuale dei valori assunti da una variabile partendo dai valori assoluti Analizzare e valutare limpatto ambientale di determinate attività umane Riconoscere i rischi connessi alluso del petrolio come fonte di energia Distinguere tra i seguenti esempi di traguardi formativi relativi alla V primaria le finalità, gli obiettivi e le prestazioni

90 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Riconoscere le principali caratteristiche linguistiche e comunicative di testi semplici Comprendere testi che si avvalgono di più codici Dato un testo corredato di immagini e schemi, individuare le incongruenze tra codice verbale e codici iconici Orientarsi nello spazio e nel tempo operando confronti costruttivi fra realtà geografiche e storiche diverse Riconoscere i tratti distintivi di alcuni paesaggi funzionali: agrario, urbano, turistico, industriale Individuare i fattori favorenti ed ostacolanti presenti in un territorio in rapporto ad una attività industriale Adoperare il linguaggio e i simboli della matematica per indagare con metodo le cause di fenomeni problematici, per spiegarli e rappresentarli Risolvere problemi mediante luso di frazioni, percentuali e numeri decimali Calcolare la percentuale dei valori assunti da una variabile partendo dai valori assoluti Esplorare e comprendere gli elementi tipici di un ambiente naturale e umano inteso come sistema ecologico Analizzare e valutare limpatto ambientale di determinate attività umane Riconoscere i rischi connessi alluso del petrolio come fonte di energia

91 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli MODELLI CURRICOLARI OLISTICI SVOLTA ECOLOGICA CRITERI DI ELABORAZIONE globalità della persona naturalità dellesperienza ESPERIENZA DI APPRENDIMENTO PROBLEMI massima libertà dazione disattenzione ai contenuti CONCETTI INFLUSSO SCIENZE COGNITIVE CRITERI DI ANALISI EPISTEMOLOGICA individuazione nuclei fondanti sviluppo della conoscenza DISCIPLINA COME STRUTTURA PROBLEMI analisi matrice cognitiva preesistente eccessiva astrattezza

92 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli RIDEFINIZIONE DEI CURRICOLI: PASSAGGI CHIAVE INDIVIDUAZIONE CONTENUTI MINIMI IRRINUNCIABILI FONDANTI DEFINIZIONE STANDARD/ LIVELLI ESSENZIALI DI PRESTAZIONE INDICAZIONI METODOLOGICHE tensione complessità del sapere vs selezione patrimonio culturale tensione livello di analiticità vs ampiezza di osservazione tensione istanza di coerenza vs istanza di flessibilità

93 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LINEE EVOLUTIVE DEL CONCETTO DI COMPETENZA COMPETENZA = PRESTAZIONE OSSERVABILE dal SEMPLICE al COMPLESSO integrazione risorse personali dallESTERNO all INTERNO ruolo delle disposizioni interne dallASTRATTO al SITUATO sensibilità al contesto APPRENDERE PER COMPETENZE

94 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli COGNIZIONE METACOGNIZIONE MOTIVAZIONE ATTRIBUZIONE conoscenze dichiarative conoscenze procedurali conoscenze strategiche impegno riconoscimento di senso consapevolezza regolazione concetto di sé autostima capacità di far fronte ad un compito, o un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto ed a orchestrare le proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive, e a utilizzare quelle esterne disponibili in modo coerente e fecondo. [Pellerey, 2004] APPRENDERE PER COMPETENZE LA COMPETENZA COME CONCETTO CHIAVE

95 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli DAL SAPER FARE AL SAPER AGIRE la sensibilità al contesto Capacità di ricostruire lo spazio del problema Repertorio ricco di strategie di soluzione Principi chiave e quadri interpretativi sul dominio di conoscenza Uso funzionale delle variabili contestuali Attenzione alle condizioni duso della conoscenza INDICATORI DI UNA COMPETENZA ESPERTA Abilità di auto-regolazione APPRENDERE PER COMPETENZE

96 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli la capacità di rispondere a esigenze individuali e sociali, o di svolgere efficacemente un'attività o un compito (OCSE-DeSeCo, 2003) CONTESTO RESPONSABILITA INTEGRAZIONE REALIZZAZIONE COMPETENZA APPRENDERE PER COMPETENZE

97 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli APPRENDERE PER COMPETENZE CONOSCENZESAPERECONOSCENZE DICHIARATIVE (sapere cosa) CONOSCENZE PROCEDURALI (sapere come) CONOSCENZE CONDIZIONALI (sapere dove/quando/perché) ABILITASAPER FARE CONDOTTE PRATICHE PROCEDURE DAZIONE CONSAPEVOLEZZA DELLAZIONE DISPOSIZIONI AD AGIRE SAPER ESSERE FATTORI MOTIVAZIONALI FATTORI ATTRIBUZIONALI FATTORI METACOGNITIVI MODALITÀ DI RELAZIONE COMPETENZESAPER AGIRE USO DEL SAPERE IN FUNZIONE DEL COMPITO E DEL CONTESTO

98 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LA NATURA DELLINSEGNAMENTO SAPERE SCOLASTICO SAPERE REALE astratto concreto analitico globale sistematico intuitivo logico pratico generale particolare individuale sociale rigido flessibile

99 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LE QUATTRO DISCONTINUITA la scuola richiede prestazioni individuali, mentre il lavoro mentale allesterno è spesso condiviso socialmente; LA NATURA DELLINSEGNAMENTO la scuola richiede un pensiero privo di supporti, mentre fuori ci si avvale di strumenti cognitivi o artefatti; la scuola coltiva il pensiero simbolico, nel senso che lavora su simboli, mentre fuori della scuola la mente è sempre direttamente alle prese con oggetti e situazioni; a scuola si insegnano capacità e conoscenze generali, mentre nelle attività esterne dominano competenze specifiche, legate alla situazione. [Resnick, 1995]

100 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LA SFIDA PER IL SAPERE SCOLASTICO la scuola è un luogo dove si svolge un particolare tipo di lavoro intellettuale, che consiste nel ritrarsi dal mondo quotidiano, al fine di considerarlo e valutarlo, un lavoro intellettuale che resta coinvolto con quel mondo, in quanto oggetto di riflessione e di ragionamento Resnick, 1995 la differenza sta nella gestione della discontinuita centralità dellinsegnamento centralità dellapprendimento LA NATURA DELLINSEGNAMENTO

101 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli DUE LOGICHE DI INSEGNAMENTO A CONFRONTO IL MUROIL PONTE La conoscenza come prodotto predefinito, materia inerte La conoscenza come processo elaborativo, materia viva La conoscenza viene frammentata in parti per facilitare lassimilazione La conoscenza viene vista nelle sue reciproche relazioni Lo studente riproduce la conoscenzaLo studente produce la conoscenza Organizzato intorno a contenutiOrganizzato intorno a problemi Strutturato e uniformeDifferenziato e regolato sulla persona Prevede un percorso lineare insegnante- conoscenza-studente Prevede un percorso ricorsivo insegnante- conoscenza-studente Usa il libro come strumento principeUsa fonti e materiali diversi Procede in modo individualisticoProcede in modo cooperativo INSEGNAMENTO E APPRENDERE PER COMPETENZE

102 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LA NATURA DELLINSEGNAMENTO QUALI SFIDE PER LINSEGNAMENTO? CONSIDERARE I SAPERI COME RISORSE DA MOBILITARE LAVORARE PER SITUAZIONI-PROBLEMA NEGOZIARE PROGETTI FORMATIVI CON I PROPRI ALLIEVI ADOTTARE UNA PIANIFICAZIONE FLESSIBILE PRATICARE UNA VALUTAZIONE PER LAPPRENDIMENTO ANDARE VERSO UNA MINORE CHIUSURA DISCIPLINARE

103 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli APPRENDIMENTO determinato dal CONTESTO facilitato dalla COLLABORAZIONE acquisito attraverso la COSTRUZIONE COMPITI AUTENTICI APPRENDISTATO APPRENDIMENTO SITUATO PROBLEMI BASATI SU CASI PROSPETTIVE MULTIPLE PROCESSI DI MODELLAMENTO SIGNIFICATI SITUATI COACHING NEGOZIAZIONE SOCIALE NEGOZIAZIONE INTERNA INVENZIONE ESPLORAZIONE RIFLESSIONE ARTICOLAZIONE MODELLI MENTALI INTENZIONI ASPETTATIVE QUALE IDEA DI APPRENDIMENTO?

104 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli QUALE IDEA DI APPRENDIMENTO? Un ambiente di apprendimento dovrebbe offrire rappresentazioni multiple della realtà, non semplificandola ma rispettando la sua naturale complessità che prende forma nella molteplicità di percorsi e alternative (apprendimento come processo non lineare). Dovrebbe sostenere la costruzione attiva (apprendimento come processo costruttivo e intenzionale) e collaborativa della conoscenza, attraverso la negoziazione sociale (apprendimento come processo sociale), più che la sua semplice riproduzione. Dovrebbe poi alimentare pratiche riflessive (apprendimento come processo autoriflessivo), proponendo compiti autentici e contestualizzando gli apprendimenti (apprendimento come processo situato). [Johnassen, 1997]

105 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli ATTIVITA DELLALLIEVOPRINCIPI METODOLOGICI AFFRONTARE SITUAZIONI PROBLEMATICHE PROPORRE SITUAZIONI COMPLESSE, REALISTICHE, SFIDANTI GESTIRE RISORSE DIVERSIFICATE CONSIDERARE I SAPERI DISCIPLINARI COME RISORSE DA MOBILITARE PREDISPORRE AMBIENTI DI APPRENDIMENTO FAVORIRE LAPERTURA VERSO LESTERNO AIUTARE A GESTIRE LE INFORMAZIONI AGIRE STRUTTURARE I PERCORSI IN BASE ALLE ATTIVITA DEGI ALLIEVI TENDERE A PRODOTTI SIGNIFICATIVI ORGANIZZARE COMUNICAZIONI DA PARTE DEGLI ALLIEVI LASCIARE AGLI ALLIEVI SPAZI DI DECISIONE SULLA REALIZZAZIONE DEI COMPITI ADATTARE LE ATTIVITA AL GRADO DI COMPLESSITA ADEGUATO AGLI ALLIEVI QUALE IDEA DI INSEGNAMENTO?

106 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli ATTIVITA DELLALLIEVO PRINCIPI METODOLOGICI INTERAGIRE STIMOLARE LINTERAZIONE SOCIALE COME RISORSA PER LAPPRENDIMENTO PREVEDERE E DEFINIRE RUOLI NEL GRUPPO RIFLETTERE PROMUOVERE RIFLESSIONE E CONSAPEVOLEZZA SUI PROCESSI E SUI PRODOTTI DEL LAVORO DIDATTICO VALUTARE COINVOLGERE GLI ALLIEVI NELLA VALUTAZIONE DEL PROPRIO APPRENDIMENTO ADOTTARE UNA VALUTAZIONE DINAMICA E REGOLATIVA STRUTTURARE LE CONOSCENZE PREVEDERE MOMENTI DI LAVORO PERSONALE CONSOLIDARE NEGLI ALLIEVI LE STRATEGIE DI PROGETTAZIONE CONTROLLO DELLAPPRENDIMENTO PROPORRE ORGANIZZATORI ANTICIPATI DELLAPPREND. INTEGRARE PROPORRE COMPITI CHE AIUTINO A STABILIRE LEGAMI FRA LE CONOSCENZE FARE EMERGERE LE PRECONOSCENZE IN RELAZIONE AI NUOVI SAPERI QUALE IDEA DI INSEGNAMENTO?

107 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli ATTIVITA DELLALLIEVO PRINCIPI METODOLOGICI COSTRUIRE SIGNIFICATI AIUTARE LALLIEVO AD ATTRIBUIRE SENSO ALLAPPRENDIMENTO PROMUOVERE MOTIVAZIONI INTRINSECHE, DI APPRENDIMENTO E PRODUZIONE TRASFERIRE LE CONOSCENZE RICHIAMARE I CONTESTI DI VITA REALE IN CUI UTILIZZARE I PROPRI SAPERI AIUTARE GLI ALLIEVI A MOBILITARE I PROPRI SAPERI DI FRONTE A PROBLEMI METTERE ALLA PROVA LALLIEVO DI FRONTE A SITUAZIONI INEDITE PROPORRE MATERIALI CHE FAVORISCANO IL TRANSFERT ESSERE ACCOMPAGNATO SOSTENERE LALLIEVO SUL PIANO COGNITIVO ED EMOTIVO RITRARSI GRADUALMENTE PER SVILUPPARE LAUTONOMIA DELLALLIEVO QUALE IDEA DI INSEGNAMENTO?

108 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli STRUTTURA MOLECOLARE STRUTTURA MOLARE STRATEGIA DEDUTTIVA (TOP-DOWN) UNITA DIDATTICHE PROSPETTIVA DISCIPLINARE LOGICA CURRICOLARE APPROCCIO SISTEMATICO PERCORSO ELEMENTARE MODULI DIDATTICI PROSPETTIVA DISCIPLINARE LOGICA CURRICOLARE APPROCCIO SISTEMATICO PERCORSO COMPLESSO STRATEGIA INDUTTIVA (BOTTOM-UP) PROGETTI DIDATTICI PROSPETTIVA PLURIDISCIPLINARE LOGICA ESPERIENZIALE APPROCCIO EURISTICO PERCORSO COMPLESSO QUALE IDEA DI PROGETTAZIONE?

109 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli PROGETTARE UN PROGETTO DIDATTICO INTEGRATO DEFINIRE LA COMPETENZA ATTESA PRECISARE GLI APPRENDIMENTI CHE SI VOGLIONO INTEGRARE SCEGLIERE UNA SITUAZIONE-PROBLEMA (centrata sullallievo, basata sulla mobilitazione di un insieme integrato di risorse, implicante lesercizio diretto della competenza attesa, significativa, sfidante) STRUTTURARE LE MODALITA DI REALIZZAZIONE - ciò che fanno gli allievi - ciò che fa linsegnante - il materiale a disposizione degli allievi - la consegna data agli allievi - la modalità di lavoro -- le fasi di lavoro - gli ostacoli da evitare - …………… QUALE IDEA DI PROGETTAZIONE?

110 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli ATTIVITA FUNZIONALI ALLINTEGRAZIONE DEI SAPERI: UN REPERTORIO ATTIVITAESEMPI ATTIVITA A BASSA STRUTTURAZIONE Far inscenare un dialogo nel quale sia utilizzata una struttura linguistica appena presentata PROBLEMI A CARATTERE ESPLORATIVO Chiedere agli allievi di scrivere una lettera in lingua straniera (per rispondere ad un corrispondente) contenente parole/strutture linguistiche appena studiate PROBLEMI FINALIZZATI A FAR INTEGRARE APPRENDIMENTI GIA CONSOLIDATI Far progettare unuscita didattica per effettuare una ricerca di informazioni in un luogo dato, in un certo orario, con determinati mezzi a disposizione, un budget definito ATTIVITA COMUNICATIVE Chiedere agli allievi di descrivere una situazione rappresentata figurativamente, di terminare una striscia a fumetti, di scrivere una scenetta da rappresentare, di scrivere un biglietto dinvito ad una festa, di commentare o terminare una storia per loro significativa COMPITI COMPLESSI DA SVOLGERE IN UN CONTESTO DATO Chiedere agli allievi di scrivere un testo che deve essere pubblicato, di realizzare un progetto, di realizzare un plastico, di realizzare un montaggio audiovisivo, di preparare e realizzare uninchiesta, una campagna di sensibilizzazione, … QUALE IDEA DI PROGETTAZIONE?

111 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli ATTIVITA FUNZIONALI ALLINTEGRAZIONE DEI SAPERI: UN REPERTORIO ATTIVITAESEMPI PRODUZIONI A TEMA Chiedere agli studenti di preparare una comunicazione alla classe o una relazione su un argomento stabilito USCITE SUL TERRITORIO, ATTIVITA OSSERVATIVE Proporre visite al termine di un insieme di attività, con successivo trattamento dei dati raccolti, o allinizio di un percorso,nel quale verranno riprese o confermate le ipotesi generate ATTIVITA LABORATORIALI Nellambito del laboratorio scientifico, richiedere lelaborazione di ipotesi,la messa a punto o la selezione di strumenti per la raccolta dei dati, la loro elaborazione, … PRODUZIONI ARTISTICHE Produzione di un testo letterario, di un pezzo musicale, di una scultura, di un dipinto STAGE PRATICIStage di lingua straniera allestero; nella scuola superiore stage professionali, tirocini PROGETTI DI CLASSE Progetti volti ad una produzione o ad una realizzazione concreta, a carattere funzionale (ad es. video di presentazione della scuola, elaborazione di un progetto per ristrutturare il giardino, etc.) QUALE IDEA DI PROGETTAZIONE?

112 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LIVELLI DI ESERCIZIO DI UNA COMPETENZA RICEVERE PRESTARE ATTENZIONE INTEGRAREREPERIRE IN MEMORIA, IDENTIFICARE RIPRODURRE PRECISAREILLUSTRARE, DISCRIMINARE, ESPLICITARE TRASPORRE APPLICAREUTILIZZARE, SIMULARE PRODURRE ANALIZZAREDEDURRE, CLASSIFICARE, PREDIRE, DIAGNOSTICARE ADATTARE SINTETIZZAREINDURRE, PIANIFICARE, MODELLARE AUTOGESTIRSI VALUTARE AUTOCONTROLLARSIINFLUENZARE, ADATTARSI QUALE IDEA DI PROGETTAZIONE?

113 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli UNA VISIONE D INSIEME

114 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli IL GIOCO DELLE QUATTRO CARTE E M7 4 Devi verificare il rispetto della seguente regola se su un lato cè una vocale, sullaltro deve esserci un numero dispari voltando il minor numero di carte possibili. Quali carte volteresti? Hai le seguenti 4 carte:

115 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli GLI SCONTRINI DEL PUB BIRRA 15 ANNI PANINO 20 ANNI Sei un poliziotto e sei stato inviato in un pub per verificare che non sia servita birra a ragazzi che abbiano meno di 16 anni. Ti vengono mostrati quattro scontrini aventi su un lato il tipo di consumazione e sullaltro letà del cliente: Devi verificare che non ci siano state infrazioni alla regola di servire birra a ragazzi che abbiano meno di 16 anni voltando il minor numero di scontrini possibile. Quali scontrini volteresti?

116 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli IL GIOCO DELLE QUATTRO CARTE GLI SCONTRINI DEL PUB EM74 BIRRA 15 ANNI PANINO 20 ANNI

117 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Se p allora q pq Valore di verità VERA FALSA VERA FALSA VERA Es. p = oggi è domenica q = oggi è festa

118 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli La competenza CONOSCENZE ABILITA Caratteristiche personali e Risorse psico-sociali Caratteristiche personali e Risorse psico-sociali Generali Specifiche (es. di un contenuto professionale) di Contesto Generali Specifiche (es. di un contenuto professionale) di Contesto Specifiche (tecniche, operative, ecc.) Trasversali (diagnosi, relazionali, sociali, ecc.) Specifiche (tecniche, operative, ecc.) Trasversali (diagnosi, relazionali, sociali, ecc.) Motivazioni, atteggiamenti, Valori, rappresentazioni sociali, ecc. Autostima, fiducia in se stessi, Autovalutazione, ecc. Qualità personali, Predisposizioni, attitudini, Interessi, ecc. Motivazioni, atteggiamenti, Valori, rappresentazioni sociali, ecc. Autostima, fiducia in se stessi, Autovalutazione, ecc. Qualità personali, Predisposizioni, attitudini, Interessi, ecc. Gli elementi che compongono la Competenza

119 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli ABILITA CONOSCENZE IMMAGINE DI SE SENSIBILITA AL CONTESTO CONSAPEVOLEZZA MOTIVAZIONE STRATEGIE METACOGNITIVE RUOLO SOCIALE LA COMPETENZA: UN CONCETTO COMPLESSO IMPEGNO ACCERTARE LE COMPETENZE CHE COSA SI APPRENDE? COME SI APPRENDE?

120 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Abbiamo visto come, sia sul piano normativo sia sul piano della riflessione teorica, il focus del curricolo nella scuola dell'autonomia sia rappresentato dalle competenze. Un soggetto diventa competente, non nasce competente, e diventa competente in qualcosa, e in determinati situazioni, ambienti, contesti. Per crescere nelle competenze fa riferimento ai propri sistemi di padronanza, ossia alle personali potenzialità di elaborazione dei saperi. Perché gli obiettivi specifici devono essere formulati in termini di competenze?

121 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli

122 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli PRINCIPIO DI TRIANGOLAZIONE (più livelli di osservazione) SOGGETTIVO INTERSOGGETTIVO OGGETTIVO ISTANZA AUTOVALUTATIVA ISTANZA SOCIALE (docenti,famiglia, rapres. mondo del lavoro...) ISTANZA EMPIRICA significati personali alla sua esperienza di apprendimento evidenze osservabili sistema di attese ACCERTARE LE COMPETENZE IDEA DI COMPETENZA

123 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli UNO SGUARDO TRIFOCALE: REPERTORIO DI STRUMENTI AUTOVALUTAZIONEETEROVALUTAZIONE ANALISI PRESTAZIONI Diario di bordo Autobiografie Strategie autovalutative RUBRICA VALUTATIVA Compiti autentici Prove di verifica Selezione lavori Osservazioni in itinere (rubriche valutative) Commenti docenti e genitori ACCERTARE LE COMPETENZE Interazioni tra pari

124 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli problemi complessi e aperti posti agli studenti come mezzo per dimostrare la padronanza di qualcosa. (Glatthorn, 1999) I COMPITI DI PRESTAZIONE SONO… RIFERIMENTO A SITUAZIONI PROBLEMATICHE SIGNIFICATIVE DIMENSIONE DI SFIDA E PLURALITA DI SOLUZIONI ATTENZIONE ALLE DIVERSE DIMENSIONI DELLAPPRENDIMENTO CONTENUTI conoscenze dichiarative PROCESSI E ABILITA DISPOSIZIONI abiti mentali COMPITI DI PRESTAZIONE

125 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli IL SENSO DEI COMPITI DI PRESTAZIONE DALLA CONOSCENZA INERTE AI COMPITI AUTENTICI ALLA RIELABORAZIONE DAL SAPERE PARCELLIZZATO DALLA RIPRODUZIONE AL SAPERE COMPLESSO AI PERCORSI APERTI DAI PERCORSI CHIUSI COMPITI DI PRESTAZIONE

126 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Il Consiglio comunale ha deciso di mettere un lampione in un piccolo parco triangolare in modo che lintero parco sia illuminato. Dove dovrebbe essere collocato il lampione? 1.Partire da un problema reale Occorre localizzare il punto di un parco in cui mettere un lampione. 2. Strutturare il problema in base a concetti matematici Il parco può essere rappresentato con un triangolo e lilluminazione di un lampione come un cerchio con un lampione al centro. 3. Formalizzare il problema matematico Il problema viene riformulato in localizzare il centro del cerchio circoscritto al triangolo. 4. Risolvere il problema matematico Poiché il centro di un cerchio circoscritto a un triangolo giace nel punto di incontro degli assi dei lati del triangolo occorre costruire gli assi su due lati del triangolo. Il loro punto di intersezione è il centro del cerchio. 5. Tradurre la soluzione matematica in rapporto alla situazione reale Si tratta di applicare la soluzione alla situazione reale, considerando le caratteristiche degli angoli, lubicazione e la dimensione degli alberi, etc. COMPITI DI PRESTAZIONE

127 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli UNA PROPOSTA FATTIBILE AUTOVALUTAZIONE ETEROVALUTAZIONE ANALISI PRESTAZIONI Diario di bordo Autobiografie Strategie autovalutative Compiti autentici Prove di verifica Selezione lavori Osservazioni in itinere Commenti docenti e genitori ACCERTARE LE COMPETENZE Interazioni tra pari Strategie autovalutative Compiti autentici RUBRICA VALUTATIVA Commenti docenti e genitori

128 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli RUBRICS : RUBRICHE DI VALUTAZIONE strumento valutativo per la valutazione delle prestazioni in unottica di apprendimento autentico la rubrica è : uno strumento per identificare e chiarire le aspettative specifiche relative ad una prestazione e indicare il grado di raggiungimento degli obiettivi prestabiliti.

129 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli LE COMPONENTI DI UNA RUBRICA: le dimensioni, le quali indicano le caratteristiche peculiari che contraddistinguono una determinata prestazione e rispondono alla domanda quali aspetti considero nel valutare una certa prestazione?. Nel caso della comprensione di un racconto, ad esempio, le dimensioni potrebbero riguardale lorganizzazione testuale, il livello morfosintattico, la conoscenza lessicale, gli aspetti pragmatici, etc.; i criteri, i quali definiscono i traguardi formativi in base a cui si valuta la prestazione dello studente e rispondono alla domanda in base a cosa posso apprezzare la prestazione? Nellesempio precedente possiamo assumere come criteri il riconoscimento del messaggio principale, linferenza dei significati delle parole sconosciute dal contesto, la comprensione dei rapporti logici tra i diversi enunciati, lidentificazione degli scopi del testo, etc. (come si può osservare dagli esempi i criteri sono riferiti alle diverse dimensioni individuate);

130 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli gli indicatori, i quali precisano attraverso quali evidenze riconoscere la presenza o meno dei criteri considerati e rispondono alla domandaquali evidenze osservabili mi consentono di rilevare il grado di presenza del criterio di giudizio prescelto ?. Rimanendo sullesempio potremmo riconoscere come indicatori lattribuzione di un titolo al testo congruente con il suo significato generale, oppure la riutilizzazione corretta di termini impiegati nel testo in contesti linguistici differenti, etc.; le ancore, le quali forniscono esempi concreti di prestazione riferite agli indicatori prescelti e riconoscibili come rilevatori dei criteri considerati; la domanda a cui rispondono può essere così formulata:in rapporto allindicatore individuato qual è un esempio concreto di prestazione in cui riconoscere (o non riconoscere) la presenza del criterio considerato?;

131 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli i livelli, i quali precisano i gradi di raggiungimento dei criteri considerati sulla base di una scala ordinale che si dispone dal livello più elevato – indicante il pieno raggiungimento del criterio – a quello meno elevato – indicante il non raggiungimento del criterio -. Generalmente i livelli sono espressi con degli aggettivi (eccellente, buono, discreto, sufficiente, insufficiente o altro) o, eventualmente, con dei numeri (livello 1, livello 2, etc); le scale impiegate nelle rubriche prevedono normalmente da tre a cinque livelli.

132 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli RUBRICA: UTILITÀ PER LINSEGNANTE Ha una rappresentazione chiara e concordata del livello a cui dovrebbe portare la preparazione degli alunni È indotto a riflettere sulle abilità coinvolte nella specifica competenza esaminata Può monitorare i progressi degli allievi Ha un riferimento utile per personalizzare il piano di lavoro degli studenti, indicando su quali aspetti vanno indirizzati gli sforzi Ha una base condivisa e trasparente per la certificazione delle competenze Ha un riferimento oggettivo per linterazione con gli alunni e i genitori Ha a disposizione uno strumento per costruire percorsi di autovalutazione e di valutazione reciproca tra pari Ha una base di partenza per una progressiva ridefinizione degli aspetti di competenza: le rubriche sono sempre in divenire

133 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli RUBRICA: UTILITÀ PER LALUNNO Ha una rappresentazione chiara di ciò che bisogna saper fare Sa su che cosa sarà valutato: percezione di obiettività e trasparenza Può autovalutare il punto di partenza e comprendere i propri punti di forza e i propri punti deboli. Sa su che cosa deve indirizzare gli sforzi Può monitorare i propri progressi È orientato al compito e sfidato a migliorare; è autogratificato per i progressi (impatto motivazionale)

134 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli COSTRUIRE I CRITERI DI UNA RUBRICA Raccogliere esempi di prestazioni degli studenti rappresentative della competenza prescelta riferiti ad un livello alto,medio basso Classificare gli esempi in tre gruppi: eccellenti, medi, scarsi (quali possono essere le ragioni di tali divisione? Quali criteri si possono ricavare? Il prodotto atteso può consistere in un elenco ordinato di dimensioni, criteri ed (eventualmente) indicatori che caratterizzano la competenza messa a fuoco; evidentemente lorganizzazione degli elementi emergenti avverrà progressivamente, a partire da un elenco grezzo di risposte alla domanda: che cosa caratterizza queste prestazioni come eccellenti, medie, scadenti in rapporto alla competenza individuata?. E opportuno dedicare il tempo necessario a questa operazione, in modo da riconoscere le diverse sfumature di comportamento e di pervenire a una articolazione della competenza ritenuta adeguatamente comprensiva, strutturata e centrata sugli aspetti chiave. Può essere utile, a tale riguardo,consultare la letteratura sullargomento, in modo da disporre di categorie di analisi utili a classificare le prestazioni analizzate (dimensioni e criteri). Descrivere una prestazione eccellente, media, scarsa Reperire lavori che servano da esempio dei diversi livelli (ancore) Migliorare nel tempo quello che si è fatto

135 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli COSTRUZIONE DELLE RUBRICHE VALUTATIVE RACCOGLIERE ESEMPI DI PRESTAZIONI DEI PROPRI STUDENTI RAPPRESENTATIVI DELLA META EDUCATIVA PRESCELTA CLASSIFICARE GLI ESEMPI RICHIAMATI IN TRE GRUPPI (PIENO, ADEGUATO, PARZIALE) DESCRIVERE PER CIASCUNA DIMENSIONE LE CARATTERISTICHE SALIENTI IN RAPPORTO AI LIVELLI PRESCELTI REPERIRE EVENTUALI ESEMPI DI PRESTAZIONI PER LE DIVERSE DIMENSIONI E I RELATIVI LIVELLI SPERIMENTARE LA RUBRICA VALUTATIVA CON GLI STUDENTI IN MODO DA PERFEZIONARNE LA STRUTTURA RICONOSCERE DIMENSIONI E CRITERI SOTTESI A TALE CLASSIFICAZIONE

136 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli sono state esplorate le dimensioni più significative della meta educativa prescelta? la rubrica fornisce punti di riferimento che consentono valutazioni omogenee tra i docenti? i livelli di competenza proposti risultano chiari e precisi? i livelli di competenza previsti sono adeguati alle caratteristiche degli allievi? la rubrica fornisce punti di riferimento utili alla valutazione di studenti e genitori? i livelli di competenza proposti evidenziano i progressi e i punti di avanzamento (non solo le carenze)? i criteri e gli indicatori sviluppano gli aspetti salienti delle dimensioni? PROMOZIONALITA UTILITA ATTENDIBILITA CHIAREZZA ARTICOLAZIONE FATTIBILITA VALIDITA RUBRICHE VALUTATIVE: CRITERI DI QUALITA

137 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli APPRENDIMENTOINSEGNAMENTO VALUTAZIONE APPROCCIO PER COMPETENZE: UNA SFIDA A 360° VALENZA METACOGNITIVA DELLA VALUTAZIONE

138 Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Polo Qualità di Napoli Ciò evidentemente non può essere inscritto in un programma, ciò può essere animato solo da un entusiasmo educativo (E. MORIN, La testa ben fatta)


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