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Aggiornamenti in materia di contrattazione integrativa distituto Massimo Spinelli marzo 2013.

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Presentazione sul tema: "Aggiornamenti in materia di contrattazione integrativa distituto Massimo Spinelli marzo 2013."— Transcript della presentazione:

1 Aggiornamenti in materia di contrattazione integrativa distituto Massimo Spinelli marzo 2013

2 Indice dei lavori I fondamenti del quadro normativo vigente Il contenzioso promosso dalle OO.SS. di comparto e la giurisprudenza che si è andata sedimentando negli ultimi tre anni Il diverso atteggiamento del MIUR e del DFP La centralità dello strumento dellinformazione preventiva Le modifiche introdotte dalla Legge 135/2012 La Circolare n. 25 del MEF relativa alla redazione della Relazione illustrativa e della Relazione tecnico-finanziaria Il CCNL del 12 dicembre 2012 e lIntesa del 30 gennaio 2013 tra MIUR e OO.SS. di comparto Come gestire lattuale fase contrattuale alla luce delle comunicazioni del MIUR Il rapporto con i revisori dei conti

3 I fondamenti del quadro normativo vigente

4 Cambiano le finalità della contrattazione Le pubbliche amministrazioni attivano autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa, (……) La contrattazione collettiva integrativa assicura adeguati livelli di efficienza e produttività dei servizi pubblici, incentivando l'impegno e la qualità della performance ai sensi dell'articolo 45, comma 3. A tale fine destina al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale una quota prevalente del trattamento accessorio complessivo comunque denominato (art. 40, comma 3-bis d.lgs 165/01)

5 Il recupero della gerarchia delle fonti linderogabilità della legge ad opera dei contratti collettivi di lavoro (legge 15/09 articolo 1, c.1) limperatività delle norme di legge (d.lgs. 165/01, articolo 2,c.2) la nullità automatica delle clausole contrattuali difformi dalla legge (d.lgs. 165/01 articolo 2, c. 3-bis e 3- quinquies) la decadenza automatica dei contratti difformi (d.lgs. 150/09 articolo 65)

6 Il dirigente è un cardine del sistema Le attribuzioni dei dirigenti sono derogabili soltanto da specifiche disposizioni legislative (art. 4, c. 3, d.lgs. 165/01) Il potere di organizzazione del dirigente quindi: è garantito dalla legge (imperativa e inderogabile) è attribuito in via esclusiva è assimilato ai poteri del privato datore di lavoro è sottoposto allobbligo dinformazione alla parte sindacale riguarda in particolare la gestione delle risorse umane, la direzione e lorganizzazione del lavoro è sottoposto a verifica da parte degli organismi di controllo (art. 5, cc. 2 e 3, d.lgs. 165/01)

7 La demarcazione tra legge e contratto Le prerogative del dirigente scolastico rientrano nellambito della legge (d.lgs. 165/01, articolo 5,c.2) In caso di mancato accordo con la parte sindacale la legge riserva alla parte pubblica il potere diniziativa (d.lgs. 165/01, articolo 40, comma 3-ter) Lambito privatistico della contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro e le relazioni sindacali (d.lgs. 165/01, articolo 40,c.1) Gli ambiti di competenza del dirigente sono esclusi dalla contrattazione collettiva e diventano oggetto di informazione sindacale (idem)

8 Una logica conseguenza Tre delle sei materie di contrattazione previste dallart. 6 del CCNL comparto scuola vanno derubricate ad informazione preventiva h) modalità di utilizzazione del personale docente in rapporto al piano dellofferta formativa e al piano delle attività e modalità di utilizzazione del personale ATA in relazione al relativo piano delle attività formulato dal DSGA, sentito il personale medesimo; i) criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente, educativo ed ATA alle sezioni staccate e ai plessi, ricadute sull'organizzazione del lavoro e del servizio derivanti dall'intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dellunità didattica. Ritorni pomeridiani; m) criteri e modalità relativi alla organizzazione del lavoro e allarticolazione dellorario del personale docente, educativo ed ATA, nonché i criteri per lindividuazione del personale docente, educativo ed ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto;

9 Il contenzioso promosso dalle OO.SS. di comparto

10 Una duplice lettura della riforma Brunetta La riforma è un grave passo indietro sottrae potere alla contrattazione collettiva ri-pubblicizza materie che dovevano restare in ambito privatistico compromette il sistema delle tutele dei dipendenti pubblici La riforma riafferma un utile sistema di regole pone rimedio alla progressiva invasione da parte contrattuale di materie che dovevano restare riserva di legge introduce una netta separazione tra materie che appartengono allambito di legge e materie demandate a norme pattizie restituisce alla funzione dirigenziale le prerogative affermate fin dal 1992

11 Lobiezione delle OO.SS. di comparto Il decreto Brunetta non è applicabile alla contrattazione integrativa distituto, che resta legata allart. 6 del CCNL 5. Le disposizioni relative alla contrattazione collettiva nazionale si applicano dalla tornata successiva a quella in corso. (d.lgs. 150/09 articolo 65 comma 5) Il D.L. 31 maggio 2010, convertito dalla legge 122/2010, art. 9, comma 1, introduce una moratoria contrattuale fino a tutto il 2013, per cui il CCNL comparto scuola 2007 resta la norma di riferimento della contrattazione integrativa Ogni ipotesi contrattuale difforme dallart. 6 del CCNL configura lantisindacalità del comportamento del dirigente, ex art. 28 della legge n. 300/70

12 Gli sviluppi della situazione Numerosi dirigenti espungono dal contratto integrativo le materie rientranti nelle prerogative dirigenziali: una parte di essi è denunciata per comportamento antisindacale Si sviluppa in pochi mesi la giurisprudenza nel settore: dopo le prime incertezze si contano 17 decreti + 6 sentenze in sede di appello di rigetto dellaccusa di comportamento antisindacale ad opera del giudice del lavoro (Venezia, Bologna, Napoli, Oristano, Nuoro, Catanzaro) Recentemente è stata registrata una sentenza di conferma del comportamento antisindacale da parte del giudice del lavoro di Lucca

13 Gli sviluppi della situazione Il d.lgs. 1 agosto 2011 n.141, reca modifiche e integrazioni al d.lgs. 150/09, le quali allart. 5, commi 1 e 2, confermano che: ai contratti sottoscritti successivamente (al ) si applicano immediatamente le disposizioni introdotte dal medesimo decreto le disposizioni che si applicano dalla tornata contrattuale successiva a quella in corso al momento dellentrata in vigore dello stesso decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono esclusivamente quelle relative al procedimento negoziale di approvazione dei contratti collettivi nazionali

14 Il diverso atteggiamento del MIUR e del DFP

15 Le ambiguità e gli errori del MIUR Il MIUR interferisce, con una CM del 2010, in una questione che riguarda esclusivamente le autonomie scolastiche sostenendo che nulla dovesse cambiare nella contrattazione distituto Nel 2011 e nel 2012 sottoscrive un CCNI sulle utilizzazioni e sulle assegnazioni provvisorie del personale in palese contraddizione con le norme di riferimento [entrambi bloccati dal DFP per non conformità] Nel luglio 2012 sottoscrive un CCNI sulla mobilità dei dirigenti in caso di dimensionamento scolastico, che lANP si rifiuta di firmare [respinto dal MEF in quanto la materia non è disponibile]

16 La coerenza degli organi di controllo Il DFP (e da ultimo anche il MEF) ha sempre coerentemente difeso il nuovo assetto normativo rifiutandosi di certificare ipotesi contrattuali illegittimi o non conformi a legge predisponendo il D.lgs. 141 del 1 agosto 2011, che conferma lapplicazione immediata delle nuove norme emanando la Circolare DFP 13 maggio 2010, n. 7, che precisa varie questioni applicative, ribadendo che la micro-organizzazione costituisce area elettiva di competenza del dirigente emanando la Circolare DFP 5 aprile 2011, n. 7, che precisa che il d.lgs.150/09 si applica a tutte le istituzioni scolastiche

17 La coerenza degli organi di controllo Il MEF, dintesa con il DFP, ha diramato la Circolare n. 25 del 19 luglio 2012 con la quale ha impartito istruzioni per la redazione della Relazione illustrativa e della Relazione tecnico-finanziaria, che accompagnano obbligatoriamente il Contratto integrativo distituto ha ribadito lobbligo di dichiarare nella Relazione illustrativa [di esclusiva competenza del dirigente] la conformità dellaccordo alle norme di legge

18 La centralità dello strumento dellinformazione preventiva

19 Gli strumenti delle relazioni sindacali Il CCNL del comparto scuola prevede che a livello distituto il sistema delle relazioni sindacali sia articolato in Informazione sindacale preventiva e successiva Contrattazione integrativa Interpretazione autentica La legge 135/2012 ha inserito un nuovo strumento Lesame congiunto [ma ci sono fondati dubbi che lesame congiunto interessi il livello distituto]

20 Il nuovo sistema delle relazioni sindacali La riforma del quadro normativo prodotta dalle modifiche apportate dal d.lgs. 150/09 al d.lgs. 165/01 restringe il campo delle materie disponibili per la contrattazione integrativa distituto, riducendole da sei a tre (ambito privatistico) potenzia di conseguenza le materie riservate allinformazione preventiva e successiva (ambito pubblicistico)

21 Il nuovo sistema delle relazioni sindacali Ne consegue che allo strumento dellinformazione, finora sottoutilizzato, va dora in avanti dedicata grande attenzione rispetto: alle materie alla correttezza delle procedure ai tempi

22 Le materie dellinformazione sindacale Le materie già previste dallarticolo 6 del CCNL sono: a) proposte di formazione delle classi e di determinazione degli organici della scuola; b) piano delle risorse complessive per il salario accessorio, ivi comprese quelle di fonte non contrattuale; c) criteri di attuazione dei progetti nazionali, europei e territoriali; d) criteri per la fruizione dei permessi per laggiornamento; e) utilizzazione dei servizi sociali; f) criteri di individuazione e modalità di utilizzazione del personale in progetti derivanti da specifiche disposizioni legislative, nonché da convenzioni, intese o accordi di programma stipulati dalla singola istituzione scolastica o dall'Amministrazione scolastica periferica con altri enti e istituzioni; g) tutte le materie oggetto di contrattazione;

23 Le materie dellinformazione sindacale Ad esse vanno aggiunte le 3 materie sottratte alla contrattazione integrativa dopo il d.lgs.150/09: h) modalità di utilizzazione del personale docente in rapporto al piano dellofferta formativa e al piano delle attività e modalità di utilizzazione del personale ATA in relazione al relativo piano delle attività formulato dal DSGA, sentito il personale medesimo; i) criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente, educativo ed ATA alle sezioni staccate e ai plessi, ricadute sull'organizzazione del lavoro e del servizio derivanti dall'intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dellunità didattica. Ritorni pomeridiani; m) criteri e modalità relativi alla organizzazione del lavoro e allarticolazione dellorario del personale docente, educativo ed ATA, nonché i criteri per lindividuazione del personale docente, educativo ed ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto;

24 I tempi dellinformazione Linformazione sindacale va fornita preventivamente su tutti gli aspetti gestionali; soprattutto su quelli sottratti alla contrattazione integrativa La parte sindacale è libera di esercitare il diritto di critica La parte pubblica: può tenere conto delle osservazioni sindacali e modificare le proprie decisioni può considerare non condivisibili le osservazioni sindacali e confermare le proprie decisioni È opportuno che le «determine» dirigenziali rechino sempre in premessa la dicitura: fornita alla parte sindacale la dovuta informazione

25 La procedura da rispettare Linformazione sindacale va fornita allintera parte sindacale (e non solo alla RSU) Gli incontri devono essere convocati formalmente, con lesplicitazione dellordine del giono Le informazioni sono fornite nel corso di appositi incontri, unitamente alla relativa documentazione (solo in casi durgenza è possibile utilizzare fax o ) Degli incontri deve restare traccia attraverso un verbale sintetico, redatto seduta stante da un assistente amministrativo e sottoscritto dalle parti

26 La procedura da rispettare Linformazione preventiva ha lo scopo di illustrare alla parte sindacale le motivazioni di interesse generale che sono alla base delle determinazioni che il dirigente è in procinto di assumere Linformazione successiva ha lo scopo di fornire gli esiti prodotti dalle determinazioni adottate anche in rapporto ai tabulati contenenti i compensi a carico del FIS, per i quali è stato eliminato ogni vincolo di riservatezza

27 Le modifiche introdotte dalla Legge 135/2012

28 La novità dellesame congiunto d.lgs. 165/2001, art. 5, c. 2 [modificato dalla legge 135/2012]: …… le determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, fatte salve la sola informazione ai sindacati per le determinazioni relative allorganizzazione degli uffici ovvero, limitatamente alle misure riguardanti i rapporti di lavoro, l'esame congiunto, ove previsti nei contratti di cui allarticolo 9. Rientrano, in particolare, nell'esercizio dei poteri dirigenziali le misure inerenti la gestione delle risorse umane nel rispetto del principio di pari opportunità, nonché la direzione, l'organizzazione del lavoro nell'ambito degli uffici.

29 La novità dellesame congiunto La Micro-organizzazione resta dunque un ambito riservato dalla legge al dirigente, anche per le materie che il CCNL attribuisce alla contrattazione o anche alla deliberazione degli organi collegiali assegnazione dei docenti alle classi assegnazione del personale ATA a sedi e plessi piano annuale delle attività del personale docente nomina dei collaboratori del dirigente e dello Staff piano annuale delle attività di servizio del personale ATA attribuzione delle funzioni strumentali al POF (sulla base delle aree dintervento individuate dal collegio docenti) attribuzione degli incarichi specifici al personale ATA attribuzione di tutti gli incarichi (da inquadrare opportunamente in un funzionigramma distituto)

30 La novità dellesame congiunto La nuova norma conferma la competenza datoriale esclusiva per lorganizzazione degli uffici mentre indica lesame congiunto come sede di confronto sulle misure riguardanti i rapporti di lavoro Ma, aggiunge, ove previsto dai contratti di cui allarticolo 9, cioè i CCNL dei diversi comparti e aree e il CCNL scuola tuttora vigente non prevede listituto dellesame congiunto La modifica quindi non restaura lart. 6 del CCNL, come sostengono le OO.SS. di comparto

31 La novità dellesame congiunto Laddove è previsto, lesame congiunto prevede la seguente procedura: la parte datoriale fornisce linformazione preventiva alla parte sindacale sulle materie previste entro un certo termine (di solito, molto breve: in alcuni casi, due giorni, mai più di cinque), e solo per le materie per le quali è previsto, la parte sindacale può chiedere un esame congiunto la parte datoriale deve convocare un tavolo entro pochi giorni (anche qui, di solito, non più di cinque) per discutere le materie in questione

32 La novità dellesame congiunto la discussione non può durare più di un tempo predefinito: per esempio, cinque giorni alla scadenza, se si è raggiunto un accordo, viene firmato un verbale di intesa, cui le parti si impegnano a conformarsi in mancanza di accordo, ciascuna parte recupera la propria libertà di iniziativa. in pratica la parte pubblica può procedere secondo quanto aveva comunicato in sede di informazione preventiva

33 La Circolare n. 25 del MEF relativa alla redazione della Relazione illustrativa e della Relazione tecnico-finanziaria

34 I documenti a corredo del contratto Il contratto integrativo è stato sempre corredato da una relazione accompagnatoria fino al 2009 era sufficiente una Relazione tecnico finanziaria, che dava evidenza della compatibilità del contratto con le risorse disponibili Con il D.lgs. 150/09 alla Relazione tecnico finanziaria (di competenza del Dsga) si aggiunge la Relazione illustrativa (di competenza del dirigente) per rendere conto della finalizzazione dellaccordo ad obiettivi di miglioramento della performance Il D.lgs. 150/09 prevede che entrambe le Relazioni vadano redatte sul modello del MEF

35 I documenti a corredo del contratto Per tre anni il modello non è stato approntato, pertanto le scuole hanno utilizzato modelli propri È solo con la Circolare MEF n. 25 del 19 luglio 2012 che i modelli sono stati diffusi e quindi sono diventati obbligatori La Circolare non è stata pensata per le scuole, ma soprattutto per le Amministrazioni centrali dello Stato, ed è quindi applicabile soltanto in parte, con esclusione dei riferimenti ai Titoli II e III del D.lgs. 150/09, al momento non operativi nel comparto

36 I documenti a corredo del contratto Le due Relazioni sono finalizzate a: supportare la delegazione di parte pubblica con uno strumento uniforme di esplicitazione dei contenuti supportare gli organi di controllo con un omogeneo piano di verifica di certificazione degli atti negoziali fornire al cittadino/utente la piena visibilità e confrontabilità dei contenuti degli accordi Viene raccomandato, pertanto, di utilizzare un linguaggio semplice, chiaro e con riferimenti oggettivi

37 La Relazione illustrativa Lo Schema del MEF prevede una ripartizione della Relazione in due Moduli Per quanto riguarda il Modulo 1 è possibile utilizzare i seguenti riquadri: Data di sottoscrizione Periodo temporale di vigenza Composizione della delegazione trattante Soggetti destinatari Materie trattate dal contratto integrativo (descrizione sintetica)

38 La Relazione illustrativa I riquadri che riguardano liter procedurale non possono invece essere compilati in quanto interessano procedure non attuate al momento allinterno delle istituzioni scolastiche Quindi in ogni riquadro va riportata la dicitura non applicabile al comparto scuola o se si preferisce quella suggerita dalla circolare parte non pertinente allo specifico accordo illustrato Unica eccezione può essere considerata lindicazione che è stato assolto lobbligo di pubblicazione di cui ai commi 6 e 8 dellart. 11 del D.lgs. 150/2009

39 La Relazione illustrativa Per quanto riguarda il Modulo 2 la circolare non offre riquadri predefiniti, ma richiede che contenga unanalisi dellarticolato dellaccordo, tale che dia evidenza di alcuni requisiti ritenuti essenziali Si suggerisce ai dirigenti di prestare particolare attenzione a questo secondo settore della Relazione illustrativa dal momento che sono chiamati ad assumersi la responsabilità della corretta conduzione del negoziato e del rispetto dei vincoli di contratto e di legge

40 La Relazione illustrativa I requisiti ritenuti essenziali: Esplicitare le norme di legge e contrattuali che legittimano la contrattazione integrativa della specifica materia trattata. Presentare un quadro di sintesi delle modalità di utilizzo del FIS. Gli effetti abrogativi espliciti dellaccordo (questo nel caso in cui nel contratto precedente fossero contenute materie non più disponibili per la contrattazione integrativa). Evidenziare quanto lattribuzione dei compensi risponda a criteri di meritocrazia e premialità.(Potrà essere fatto soltanto a livello generale e non in riferimento al Titolo III del D.lgs. 150/2009.) Attestare lapplicazione del principio di selettività nelle progressioni economiche. (anche in questo caso è necessario ricorrere alla formula non applicabile al comparto scuola) Illustrare i risultati attesi dalla sottoscrizione del contratto integrativo in correlazione con gli strumenti di pianificazione gestionale (Riferimento evidente al POF,al Piano annuale delle attività del personale docente e non docente e al Funzionigramma distituto) Fornire ogni ulteriore informazione utile alla migliore comprensione delle scelte contrattuali.

41 La Relazione tecnico-finanziaria Lo Schema del MEF prevede la suddivisione della Relazione in quattro Moduli Costituzione del Fondo per la contrattazione integrativa Definizione delle poste di destinazione del Fondo per la contrattazione integrativa Schema generale riassuntivo del Fondo per la contrattazione integrativa Compatibilità economico-finanziaria e modalità di copertura degli oneri del Fondo con riferimento agli strumenti annuali e pluriennali di bilancio

42 La Relazione tecnico-finanziaria Il Modulo 1 fa espresso riferimento allAtto di costituzione del Fondo (di competenza del Dsga), che deve tenere conto: delle risorse fisse aventi carattere di certezza delle risorse variabili delle (eventuali) decurtazioni del Fondo della sintesi della costituzione del Fondo sottoposto a certificazione delle risorse temporaneamente allocate allesterno del Fondo

43 La Relazione tecnico-finanziaria Il Modulo 2 è destinato a restituire la programmazione di utilizzo del Fondo concordata in sede di accordo e tiene conto: delle destinazioni non disponibili per la contrattazione integrativa delle destinazioni specificamente regolate dal Contratto integrativo delle (eventuali) destinazioni ancora da regolare della sintesi della definizione di destinazione delle poste del Fondo sottoposto a certificazione delle destinazioni temporaneamente allocate allesterno del Fondo dellAttestazione motivata del rispetto dei vincoli di carattere generale

44 La Relazione tecnico-finanziaria Il Modulo 3 è ricognitivo, per consentire allOrgano di controllo una sintesi quantitativa delle poste discusse nei due Moduli precedenti Il Modulo 4 serve a dar conto del rispetto dei limiti di spesa rappresentati dal Fondo e contiene: lesposizione finalizzata alla verifica che gli strumenti della contabilità presidiano correttamente i limiti di spesa del Fondo lesposizione finalizzata alla verifica a consuntivo che il limite di spesa del Fondo dellanno precedente risulta rispettato la verifica delle disponibilità finanziarie ai fini della copertura delle diverse voci di destinazione del Fondo

45 Lazione dei Revisori dei conti Costituiscono lOrgano di controllo della contrattazione integrativa distituto La loro azione di controllo viene esercitata: sullIpotesi di contratto integrativo sulla Relazione illustrativa sulla Relazione tecnico-finanziaria Eventuali rilievi possono riguardare qualsiasi dei tre documenti

46 Il CCNL del 12 dicembre 2012 e lIntesa del 30 gennaio 2013 tra MIUR e OO.SS. di comparto

47 La contesa sugli scatti di anzianità La pressione delle OO.SS. sul governo per recuperare gli scatti di anzianità del personale del comparto scuola (bloccati dal D.L 112/2008 (legge 133/2008) ha ottenuto: la sottoscrizione dellIpotesi di CCNL del 12 dicembre 2012 relativo al reperimento delle risorse da destinare al recupero degli scatti di anzianità 2011/12 la sottoscrizione dellIntesa del 30 gennaio 2013, relativa allassegnazione alle II.SS. di un acconto sulla risorsa finanziaria per il finanziamento del MOF 2012/13 la sottoscrizione dellIntesa del 6 febbraio 2013 sulla ripartizione dellacconto relativo al finanziamento dei progetti per le aree a rischio

48 LIpotesi di CCNL del 12 dicembre 2012 Il contratto è finalizzato a reperire le risorse necessarie a restituire al personale gli scatti di anzianità A tal fine si recuperano: 93 milioni di euro sul 2011 (economie + FIS) 381 milioni di euro sul 2012 (economie + FIS Si assume limpegno a recuperare altri 381 milioni di euro per il 2013 e 381 milioni di euro per tutti gli anni a seguire

49 LIpotesi di CCNL del 12 dicembre 2012 Il FIS è conseguentemente ridotto di: 7 milioni di euro per il ,91 milioni di euro per il ,41 milioni di euro per il 2013 e per gli anni a seguire Le ore eccedenti sono tagliate di: 11,65 milioni di euro per il ,50 milioni di euro a decorrere dal 2013 Le risorse per le funzioni strumentali sono ridotte di: 23,47 milioni di euro per il ,22 milioni di euro a decorrere dal 2013

50 LIpotesi di CCNL del 12 dicembre 2012 Le risorse gli incarichi specifici sono ridotte di: 10,34 milioni di euro per il ,75 milioni di euro a decorrere dal 2013 Le risorse per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio,… sono ridotte di: 10,14 milioni di euro per il ,48 milioni di euro a decorrere dal 2013 Le risorse destinate ai compensi accessori del personale comandato sono ridotti di: 0,49 milioni di euro per il ,64 milioni di euro a decorrere dal 2013

51 LIpotesi di CCNL del 12 dicembre 2012 Il punto 4 dellart. 2 del CCNL mette mano anche ai parametri per lattribuzione del FIS Parametri Punti di erogazione del servizio Addetti individuati quale organico di diritto personale docente e ATA Addetti individuati quale organico di diritto personale docente e ATA degli istituti secondari di secondo grado 857

52 LIpotesi di CCNL del 12 dicembre 2012 Il CCNL in realtà dà con una mano e toglie con laltra Lammontare complessivo del MOF (trattamento accessorio complessivo del personale della scuola) viene ridotto di circa il 33% (da 1.385,21 milioni di euro a 924,04 milioni di euro) Come se non bastasse sta girando in questi giorni la voce, sembra accreditata, che il consiglio dei ministri si appresti a deliberare un nuovo blocco degli scatti di anzianità

53 LIntesa del 30 gennaio 2013 Introduce una rimodulazione della disponibilità MOF per lanno 2013 Sostanzialmente si aumenta la quota per i primi 8 dodicesimi (da 690,24 milioni di euro a 741,42 milioni di euro) si riduce la quota dei restanti quattro dodicesimi (da 345,12 milioni di euro a 293,94 milioni di euro)

54 LIntesa del 30 gennaio 2013 In questo modo diventa possibile assegnare alle scuole: 668,57 milioni di euro per il FIS (ma i parametri diventano 3.058,90 x punto di erogazione; 445,88 x unità di personale in organico; 857,00 per unità di personale scuola secondaria di 2° grado per attività di recupero 83,88 milioni euro per le funzioni strumentali al POF 36,60 milioni di euro per gli incarichi specifici ATA 41,35 milioni di euro per attività complementari di E.F.

55 LIntesa del 30 gennaio ,00 milioni di euro per la copertura delle ore eccedenti per la sostituzione di colleghi assenti 42,06 milioni euro per il finanziamento dei progetti per le aree a rischio 1,58 milioni di euro per il personale comandato ai sensi della normativa sullautonomia scolastica

56 LIntesa del 30 gennaio 2013 LIntesa stabilisce inoltre di assegnare alle scuole: lintero importo del MOF per il periodo sett.-dic Il 50% dellimporto rimodulato per il periodo gen.-ago Lassegnazione assomma a 553,33 milioni di euro, di cui 410,51 milioni quale quota FIS 60,44 milioni per punti di erogazione del servizio (parametro 1.405,61) 176,00 milioni per addetto in organico (parametro 204,91) 174,07 milioni per addetto scuole 2° grado (parametro 857,00)

57 LIntesa del 30 gennaio 2013 LIntesa stabilisce inoltre di assegnare la somma complessiva di 20 milioni di euro (da ricavare sempre dai 553,33 milioni assegnabili), in proporzione allorganico di diritto: 6,3 milioni di euro alla scuola dellinfanzia e primaria 13,7 milioni di euro alla scuola secondaria di primo e secondo grado

58 LIntesa del 30 gennaio 2013 LIntesa stabilisce inoltre i valori unitari per la ripartizione dellacconto (gen.-ago. 2013): Funzioni strumentali: quota comune 1.418,00 quota aggiuntiva per complessità 747,00 quota posti organico docenti 47,00 Incarichi specifici personale ATA quota x posti in organico diritto (-Dsga) 119,00 Progetti di avviamento alla pratica sportiva quota per classe 131,00

59 LIntesa del 30 gennaio 2013 Scuole di titolarità dei coordinatori provinciali E.F. quota per scuola 5.940,00 Ore eccedenti quota scuola infanzia e primaria x docente 20,35 Quota scuola secondaria x docente 38,53

60 LIntesa del 6 febbraio 2013 LIntesa stabilisce la ripartizione dei 24,66 milioni di euro destinati al finanziamento dei progetti aree a rischio, a valere sullacconto (gen.-ago. 2013) La somma viene distribuita percentualmente su base regionale Viene stabilito il termine del 25 febbraio 2013 per l presentazione dei progetti Viene dato agli UU.SS.RR. il termine del 25 marzo 2013 per trasmettere al MIUR i progetti approvati, nei limiti delle disponibilità

61 61 Come gestire lattuale fase contrattuale alla luce delle comunicazioni del MIUR

62 Che cosa portare in contrattazione Abbiamo parlato di un CCNL e di Intese tra MIUR e OO.SS. di comparto che attendono di essere certificati dagli organi di controllo Una parte delle OO.SS. sta premendo perché si porti in contrattazione lintero budget assegnabile alla scuola (compreso il 50% previsto ma non accreditato) Daltra parte alcuni revisori dei conti interpellati hanno dichiarato limpossibilità di certificare accordi relativi a risorse non accertate

63 Che cosa portare in contrattazione Mancano inoltre alcuni elementi determinanti: non viene comunicato lesatto ammontare del fondo per lintero anno scolastico (Il Dsga non può certificare un budget non comunicato in termini definitivi) nel 50% dellacconto assegnato agli istituti secondari di 2° grado è compresa lintera quota destinata ai corsi di recupero. Quindi è molto improbabile che il futuro saldo di questi istituti corrisponda allacconto accreditato non viene ricordato lobbligo di accantonamento degli importi necessari a retribuire lIndennità di direzione parte variabile spettante al Dsga, o lIndennità di direzione parte fissa e variabile per il sostituto del Dsga

64 Che cosa portare in contrattazione Linsieme di questi elementi consiglia di adottare una soluzione prudente, cioè di portare in contrattazione integrativa soltanto le risorse accertate cioè la somma delle risorse accreditate dal MIUR allistituto con la Nota n e delle economie 2011/12 certificate dal MEF Questo comporta levidente difficoltà di non poter coprire la totalità degli impegni assunti in fase di adozione del Piano delle attività del personale docente e ATA e del Piano dellofferta formativa

65 Che cosa portare in contrattazione La procedura negoziale dovrà essere completata come da norma, compresa la certificazione dellipotesi, la stipula, linvio telematico ad ARAN e CNEL, la pubblicazione sul sito dellistituto La procedura dovrà essere replicata, con una nuova sequenza contrattuale, al momento in cui il MIUR comunicherà lesatto ammontare del saldo spettante allistituto Per evitare fastidiose recriminazioni, sarà opportuno stabilire lordine di priorità di attività e funzioni e inserire una clausola di salvaguardia

66 Il rapporto con i revisori dei conti

67 I revisori devono costituire una risorsa In una situazione così complessa e indeterminata è opportuno stabilire un rapporto di stretto coordinamento con i revisori dei conti, in modo d prevenire ogni ipotesi di dissenso e di rilievo Questo richiede unintesa preventiva tra il dirigente e i revisori (dintesa con il Dsga) su: modalità di redazione dellatto di costituzione del Fondo materie sottratte allambito della contrattazione integrativa modalità di applicazione dello Schema MEF per la redazione delle due Relazioni accompagnatorie

68 I revisori devono costituire una risorsa Un volta raggiunto laccordo necessario che la certificazione proceda celermente, in modo che il personale sia posto nelle condizioni di svolgere le funzioni assegnate e di realizzare i progetti finanziati Dovranno essere anche presi i necessari accordi in merito alla sequenza contrattuale che si dovrà aprire al momento dellassegnazione del saldo 2013 nel caso in cui le risorse siano inferiori a quelle previste nel caso in cui comunque si renda necessario applicare la clausola di salvaguardia

69 I revisori devono costituire una risorsa Spesso la parte sindacale teorizza che il compito dei revisori si deve limitare al visto di compatibilità finanziaria. Ma non è così Il controllo riguarda (art: 40-bis del D.lgs. 165/01) la compatibilità dei costi della contrattazione con i vincoli di bilancio la compatibilità con i vincoli derivanti dallapplicazione delle norme di legge, con particolare riferimento alle disposizioni inderogabili che incidono sulla misura e sulla corresponsione dei trattamenti accessori La Circolare MEF n. 25 amplia il raggio di azione

70 La legge 135/2012 (art. 6, comma 20) è intervenuta anche nel merito delle funzioni dei revisori dei conti «A decorrere dal 2013 gli ambiti territoriali scolastici sono limitati nel numero a non più di e comunque composti da almeno quattro istituzioni» «I revisori di cui al comma 616 sono tenuti allo svolgimento dei controlli ispettivi di secondo livello per i fondi europei, nonché a ogni altra verifica e controllo richiesti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dal Ministero dell'economia e delle finanze.». I revisori devono costituire una risorsa


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