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All’islam (religione/cultura) afferisce circa un miliardo e seicentomila persone, diffuse in quasi tutti i Paesi del mondo (l’Islam è religione predominante.

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2 All’islam (religione/cultura) afferisce circa un miliardo e seicentomila persone, diffuse in quasi tutti i Paesi del mondo (l’Islam è religione predominante della popolazione in circa 40 Stati). I primi Paesi per numero di fedeli musulmani sono l’Indonesia (205 milioni) e il Pakistan (179 milioni). Il mondo musulmano ha il tasso di crescita più alto (1,5% contro lo 0,7%) della media nel resto del mondo.

3 Le religioni nel mondo

4 Il mondo musulmano e le sue grandi aree geoculturali: Maghreb e Mashreq; Vicino e Medioriente; Africa sub-sahariana, Turchia, Balcani; Asia centrale; area indo-pakistana; Estremo Oriente.

5 Paesi con il maggior numero di musulmani (fonte Pew Research Center, 2010) Indonesia ,000 (88%) Pakistan ,000 (96%) India ,000 (15%) Bangladesh ,000 (90%) Egitto ,000 (95%) Nigeria ,000 (48%) Turchia ,000 (99%) Iran ,000 (99%) Algeria ,000 (99%) Marocco ,000 (99%) Cina ,000 (2%)

6 La umma e la dār al-islām La comunità musulmana è definita da un vincolo di lealtà transnazionale e interculturale, una comunità unica di fedeli, nonostante un forte pluralismo di lingue, etnie, interpretazioni e usanze. Questa comunità è la umma, la “matria” per tutti i musulmani. Affinché essa si costituisse sono stati necessari molti secoli (secc. VII-XIII, l’epoca considerata il periodo classico della storia dell’Islam). Oggi essa è suddivisa in decine di Stati e di comunità minoritarie in Stati non musulmani, oltre che in diverse confessioni (Sunniti, Sciiti*). * seguaci di ‘Ali, cugino e genero del Profeta, per cui rivendicano la legittimità del califfato subito dopo Muhammad. Oggi le comunità sciite più rilevanti (in totale 10% dei musulmani) sono in Iran e in Iraq, in Oman, in Libano, in Yemen, in Bahrein.

7 Per dār al-islām si intende la totalità dei territori in cui l’Islam si è espanso sia militarmente che con altre modalità (commerci, propaganda religiosa etc.) e in cui l’Islam è predominante (ovverosia dove la sharī‘a, la legge islamica derivata dal Corano, la parola di Dio, è alla base della legislazione e della vita dei fedeli). La ricostituzione della umma unitaria delle origini e quindi la conquista dei territori della dār al-islām dell’epoca dell’apogeo dell’Islam (secc. IX-XV), è l’obiettivo politico del fondamentalismo islamico, corrente ideologica sviluppatasi nel XX secolo.

8 Islam plurale Circa trecento gruppi etnici e/o linguistici sono completamente o in gran parte musulmani. L’arabo (la lingua della Rivelazione) è parlato da circa 350 milioni di persone, ma non è l’unica lingua del m.m. Le lingue più diffuse sono le lingue indoeuropee come il persiano, l’urdu, le lingue turche e turco-tartare. Il mondo arabo va dal Marocco all’Iraq incluso. Dall’Iran verso est e nel resto del m.m. le etnie, le lingue e le culture si differenziano, anche se la lingua araba rimane la lingua della pratica religiosa. Arabo, dunque, non significa necessariamente musulmano né musulmano significa arabo.

9 Il mondo arabo

10 Le grandi epoche della storia islamica Il profeta Muhammad ( ) I califfi benguidati/rashidūn ( ) I califfi ommayadi a Damasco ( ) I califfi abbasidi a Baghdad ( ) L’epoca post-abbaside e la nascita delle dinastie locali: L’epoca selgiuchide (XI-XIII secolo) L’epoca mongola ( ) L’epoca dei grandi imperi sovranazionali: Ottomani ( ) Safavidi ( ) Moghul ( ) L’epoca delle conquiste coloniali (dallo sbarco di Napoleone ad Alessandria d’Egitto nel 1798 alla seconda metà del XX secolo). Le indipendenze e la creazione degli Stati nazionali.

11 Islam plurale non solo geograficamente, ma anche perché è: “una concezione della vita, del mondo, della società, della natura, dell’uomo e di Dio, olistica e onnicomprensiva” (M. Campanini, Il pensiero islamico contemporaneo, 2005). Le differenziazioni interne dunque sono molto marcate e non si può parlare di un unico Islam. Il rapporto tra religione e politica è molto complesso. Cfr. il survey sul mondo musulmano del Pew Research Center all’indirizzo:


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