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Gli indicatori regionali per la valutazione

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Presentazione sul tema: "Gli indicatori regionali per la valutazione"— Transcript della presentazione:

1 Gli indicatori regionali per la valutazione
delle politiche di sviluppo “L’informazione statistica per la conoscenza del territorio e il supporto alle decisioni” Roma, 16 giugno 2010 Raffaella Chiocchini, Silvia Da Valle *, Luigi De Iaco, M. Rosaria Prisco Istat - Direzione Centrale “Esigenze informative, integrazione e territorio” * Istat – Ufficio regionale per la Toscana

2 Gli indicatori regionali per la valutazione delle politiche di sviluppo
Sono uno strumento per la quantificazione delle politiche pubbliche co-finanziate dai Fondi Strutturali nato nell’ambito della Convenzione Istat - Dps “Informazione statistica territoriale e settoriale per le politiche strutturali ” Sono un set di 162 indicatori di contesto chiave e variabili di rottura consultabili attraverso varie chiavi di lettura Sono disponibili per tutte le regioni italiane (più Trento e Bolzano), le quattro ripartizioni e gli aggregati funzionali “Obiettivo1” e non “Obiettivo1”, più le aree della programmazione “Convergenza” e “Competitività” La serie storica parte dal 1995 Sono disponibili per genere (20 indicatori) Sono diffusi sul sito Internet dell’Istat Sono aggiornati mensilmente Sono corredati da una ampia serie di meta-dati meta-informazione (modalità di calcolo e variabili associate, fonti, note a supporto di una corretta lettura e interpretazione dell’indicatore) e da dettagliate schede tecniche per ciascun indicatore.

3 Gli indicatori regionali per la valutazione delle politiche di sviluppo Le origini
La banca dati nasce nel 2000 in seguito agli accordi convenzionali tra Dps e Istat. Il contesto esterno è caratterizzato da un forte aumento della domanda di informazione statistica territoriale sia per: l’introduzione di un deciso approccio quantitativo nella programmazione dei Fondi strutturali l’introduzione della valutazione come elemento obbligatorio in tutte le fasi della programmazione, rigidamente disciplinato dagli artt del Regolamento CE 1260/99 recante disposizioni generali sui Fondi Strutturali Le istanze dei regolamenti comunitari vengono recepite in Italia attraverso un sistema di programmazione e valutazione degli interventi ancorate, nelle diverse fasi, ad un quadro quantitativo di riferimento.

4 RISULTATI DEL MODELLO ECONOMETRICO
IL SISTEMA DI INDICATORI PER LA QUANTIFICAZIONE E LA MISURAZIONE DEGLI OBIETTIVI DEL QUADRO COMUNITARIO DI SOSTEGNO  Il QCS si articola su tre livelli di obiettivi a cui corrisponde un livello di indicatori. OBIETTIVO INDICATORI OBIETTIVI GENERALI Crescita del Pil pro capite e del tasso di occupazione RISULTATI DEL MODELLO ECONOMETRICO OBIETTIVI GLOBALI Indurre la "rottura" nel sistema di relazioni economiche e sociali del Mezzogiorno VARIABILI DI "ROTTURA" Misurano il grado di realizzazione degli obiettivi per il complesso degli Assi OBIETTIVI SPECIFICI Grappoli di obiettivi settoriali articolati per settori e macro aree di intervento INDICATORI DI CONTESTO "CHIAVE" Misurano la realizzazione di un insieme di obiettivi aggregati per settore e macro aree

5 Gli indicatori regionali per la valutazione delle politiche di sviluppo Il processo di definizione degli indicatori Al momento della scelta degli indicatori si è posto il problema di tradurre gli obiettivi degli interventi in misure quantitative e verificabili attraverso dati affidabili e continui nel tempo e indicatori di lettura semplice, costruiti in modo trasparente Il problema è stato affrontato coinvolgendo tutti i soggetti interessati nella scelta degli indicatori e scegliendo più di un indicatore per lo stesso fenomeno (es. l’esclusione sociale misurata attraverso indicatori di povertà monetaria, di accesso ai servizi, ecc.), cercando un compromesso tra affidabilità, disponibilità dei dati e costi.

6 Gli indicatori regionali per la valutazione delle politiche di sviluppo Funzioni
Gli indicatori, attraverso la semplice osservazione delle serie storiche, non spiegano i nessi causali tra obiettivi-risultati e dinamiche degli indicatori Non permettono di distinguere tra effetti netti e fattori esogeni all’intervento Non forniscono informazioni sulla situazione contro-fattuale (cosa sarebbe successo in assenza dell’intervento) per cui non vanno intesi come una tecnica di valutazione delle politiche pubbliche Non misurano gli effetti di spiazzamento, gli effetti di sostituzione, gli effetti indiretti Gli indicatori sono uno strumento per la quantificazione degli obiettivi delle politiche regionali in specifici settori di intervento Supportano e orientano l’azione dei decisori politici e riducono il grado di indeterminatezza degli obiettivi delle politiche regionali, contribuendo alla misura dei risultati intermedi e finali Contribuiscono ad aumentare il grado di responsabilizzazione dei soggetti coinvolti nel processo decisionale anche attraverso un processo di “retroazione”: l’attore sociale attraverso le condotte degli altri, calcola e valuta le proprie azioni e decisioni. Supportano l’analisi regionale attraverso confronti settoriali temporali e spaziali

7 L’evoluzione del set di indicatori
2000 Circa 70 indicatori Disegnati per il QCS Sono strettamente legati alla programmazione Non sono diffusi su Internet I settori presenti sono soltanto quelli con disponibilità di dati regionali Sono strettamente legati al contesto italiano Uso “leggero” come strumento di supporto alle decisioni e di valutazione complessiva dell’efficacia dell’azione pubblica 2010 Circa 160 indicatori Sono agganciati anche alla programmazione dei Fondi strutturali Si aprono ad un utilizzo più ampio attraverso una chiave di accesso trasversale (temi) Sono diffusi su Internet con uno spazio dedicato agli utenti I settori presenti sono aumentati attraverso indagini ad hoc Sono provvisti di link agli obiettivi strutturali dell’Ue (sito Eurostat) Accanto ad un uso “leggero”, dal 2007 alcuni indicatori (Obiettivi di servizio) vengono utilizzati per un uso premiale dei risultati raggiunti con l’adozione di un sistema di premi-sanzioni per l’allocazione dei fondi

8 Gli indicatori regionali per la valutazione delle politiche di sviluppo Chiavi di accesso
ASSI del QCS Risorse naturali Risorse culturali Risorse umane Sistemi locali di sviluppo Città Reti e nodi di servizio Variabili di rottura AMBITI TEMATICI TRASVERSALI Acqua, Aria, Rifiuti, Ambiente (altro) Energia, Beni culturali, Lavoro, Istruzione e formazione Competitività, Dinamiche settoriali, Demografia d'impresa, Internazionalizzazione, Mercato dei capitali e finanza d'impresa, Ricerca e innovazione, Società dell'informazione, Esclusione sociale, Legalità e sicurezza, Capitale sociale, Servizi di cura, Città, Trasporti e mobilità, Turismo. PRIORITA’ del QSN Priorità 1 Miglioramento e valorizzazione delle risorse umane Priorità 2 Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell'innovazione Priorità 3 Energia e ambiente: uso sostenibile ed efficiente delle risorse per lo sviluppo Priorità 4 Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l'attrattività territoriale Priorità 5 Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l'attrattività e lo sviluppo Priorità 6 Reti e collegamenti per la mobilità Priorità 7 Competitività dei sistemi produttivi e occupazione Priorità 8 Competitività e attrattività delle città e dei sistemi urbani Priorità 9 Apertura internazionale e attrazione di investimenti, consumi e risorse Priorità 10 Governance, capacità istituzionali e mercati concorrenziali ed efficaci.

9 Gli indicatori regionali per la valutazione delle politiche di sviluppo Percorsi di evoluzione
Nuovi settori da indagare della programmazione : Servizi alle imprese Trasporti Ict nella PA Governance Ambiente, in particolare rischio sismico e idrogeologico, qualità dell’aria Progresso e benessere. Nuovi strumenti di diffusione agli utenti: i.stat e Dps-explorer.

10 Gli indicatori regionali per la valutazione delle politiche di sviluppo Alcuni spunti di riflessione
MULTISCALARITA’ La domanda di statistiche territoriali è sempre più orientata verso la disponibilità degli indicatori a diverse scale, per permettere analisi e confronti tra diversi territori, anche a livello internazionale. Oltre la scala regionale? Quali le implicazioni per l’Istat? INTEGRAZIONE La statistica ufficiale e pubblica non produce dati su tutto, in particolare a livello territoriale fine. Come conciliare l’”ufficialità” del dato con il ricorso ad altre fonti e le esigenze conoscitive degli utenti e in particolare dei decisori pubblici? TEMPESTIVITA’ I tempi delle statistiche non si conciliano con quelli delle politiche e delle analisi. Come conciliare qualità e tempestività? E garantire la produzione di dati territoriali disponibile per un arco temporale “lungo”, quello delle politiche? COORDINAMENTO In tempi di risorse limitate, è indispensabile garantire un maggior coordinamento delle indagini e delle fonti esistenti e dei soggetti responsabili della produzione di informazione statistica territoriale.


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