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1 PROGRAMMARE SIGNIFICA COORDINARE LINTERVENTO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE AL FINE DI CONSEGUIRE GLI OBIETTIVI STABILITI NELLA FASE DI DEFINIZIONE.

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Presentazione sul tema: "1 PROGRAMMARE SIGNIFICA COORDINARE LINTERVENTO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE AL FINE DI CONSEGUIRE GLI OBIETTIVI STABILITI NELLA FASE DI DEFINIZIONE."— Transcript della presentazione:

1 1 PROGRAMMARE SIGNIFICA COORDINARE LINTERVENTO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE AL FINE DI CONSEGUIRE GLI OBIETTIVI STABILITI NELLA FASE DI DEFINIZIONE DELLE STRATEGIE

2 2 LA PROGRAMMAZIONE OBIETTIVI POLITICISTRATEGIE VALUTAZIONE EX ANTE VALUTAZIONE IN ITINERE VALUTAZIONE EX POST PROGRAMMAZIONE ATTUAZIONE

3 3 LE RAGIONI TEORICHE PER CUI UN CORRETTO SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE APPARE NECESSARIO, SONO FIGLIE DI ANTICHE ESIGENZE SEMPRE ATTUALI (COME LE INCERTEZZE SUI LIVELLI DI CRESCITA E I RISCHI POTENZIALI DI DISECONOMIE ESTERNE) E NUOVE ESIGENZE STRETTAMENTE CORRELATE ALLA NUOVA ARCHITETTURA ISTITUZIONALE (COORDINAMENTO TRA I DIVERSI LIVELLI ISTITUZIONALI,VALUTAZIONE DEI COSTI, COINVOLGIMENTO DI CAPITALI PRIVATI)

4 4 ELIMINARE GLI EFFETTI CHE LINCERTEZZA PUÒ AVERE SUI LIVELLI DI CRESCITA DI UN PAESE O DI UN SINGOLO TERRITORIO, FAVORENDO UN MAGGIORE E QUALITATIVAMENTE MIGLIOR COORDINAMENTO TRA I VARI PROGRAMMI PRODUTTIVI INCERTEZZE SUI LIVELLI DI CRESCITA

5 5 FORNIRE UNA FORMULAZIONE EFFICIENTE DELLE DECISIONI PIÙ OPPORTUNE IN RELAZIONE ALLE DISECONOMIE ESTERNE CHE PROVOCANO NUOVE E IMPREVISTE DECISIONI DI OPERATORI PRIVATI E PUBBLICI; UN CASO CLASSICO DI QUESTA ESIGENZA È RAPPRESENTATO DAI PROBLEMI ECOLOGICI RISCHI RELATIVI A DISECONOMIE ESTERNE

6 6 IL COORDINAMENTO TRA I DIVERSI LIVELLI (UNIONE EUROPEA, STATO CENTRALE, REGIONI, PROVINCE E COMUNI) NEI SISTEMI DI PROGRAMMAZIONE INFLUISCE POSITIVAMENTE NELLA DEFINIZIONE DI COMUNI LINEE DI SVILUPPO E NELLADOZIONE DI STRUMENTI OMOGENEI COORDINAMENTO TRA I LIVELLI ISTITUZIONALI

7 7 VALUTARE I COSTI CHE IL PERSEGUIMENTO DEI SINGOLI OBIETTIVI COMPORTA AL FINE DI PROGRAMMARE PER TEMPO LA CAPACITÀ DI SPESA E LA GESTIONE DELLE POLITICHE DI SVILUPPO VALUTAZIONE DEI COSTI

8 8 E QUESTO INFINE IL PUNTO DAPPRODO DELLA NUOVA PROGRAMMAZIONE. IL COORDINAMENTO SULLE DIVERSE SCALE (ISTITUZIONALI E TERRITORIALI) DEVE CONSENTIRE UN MAGGIOR COINVOLGIMENTO DEI CAPITALI PRIVATI NEI PROGETTI DI SVILUPPO COINVOLGIMENTO DEI CAPITALI PRIVATI

9 9 LE FINALITA 1. PIENA ED EFFICIENTE OCCUPAZIONE 2. IL MIGLIOR ASSETTO TERRITORIALE DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE AL FINE DI EVITARE DESERTIFICAZIONI O SPOPOLAMENTI DI ALCUNE AREE E CONGESTIONI DI ALTRE 3. UN PIÙ RAPIDO SVILUPPO DI ALCUNI CONSUMI E SERVIZI ESSENZIALI, FINO AL RAGGIUNGIMENTO DI STANDARD CONSIDERATI ADEGUATI CON LA MEDIA COMUNITARIA 4. UNA PIÙ CORRETTA DISTRIBUZIONE DEI REDDITI AL FINE DI RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE

10 10 ORIZZONTE TEMPORALE DELLA PROGRAMMAZIONE PIANO A LUNGO TERMINE …………… ANNI PIANO A MEDIO TERMINE ……………. 3-5 ANNI PIANO A BREVE TERMINE ……………… 1 ANNO

11 11 LA PROGRAMMAZIONE CONOSCENZE DEL TERRITORIO DIFFUSA RAPPRESENTANZA DISPONIBILITA STATISTICHE MENTALITA DELLA CLASSE DIRIGENTE IMPEGNO POLITICO DELLA MAGGIORANZA ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA CAPACITA TECNICHE ADEGUATE

12 12 SINTENDE LA CAPACITÀ DEL GRUPPO DOMINANTE DI ADOTTARE METODI MODERNI DI ANALISI DELLE PRIORITÀ DI SVILUPPO. LIMPEGNO MAGGIORE CONSISTE NEL MANTENERE COERENTE LAZIONE POLITICA RISPETTO AGLI OBIETTIVI PROGRAMMATI IMPEGNO POLITICO DELLA MAGGIORANZA

13 13 SI RIFERISCE A TUTTE LE CATEGORIE ECONOMICHE E SOCIALI CHE CONTRIBUISCONO AL PROCESSO DI SVILUPPO, OSSIA, CLASSE POLITICA, CLASSE INTELLETTUALE E PARTI SOCIALI MENTALITA DELLA CLASSE DIRIGENTE

14 14 NELLE DINAMICHE QUOTIDIANE DI FUNZIONAMENTO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE SONO SEMPRE SCARSAMENTE CONSIDERATE; LA PROGRAMMAZIONE SENZA SOLIDE BASI STATISTICHE NON È ATTUABILE DISPONIBILITA STATISTICHE

15 15 È UNA VARIABILE DECISIVA NELLA FORMULAZIONE DI UN PIANO. CONOSCERE IL TERRITORIO SU DIVERSE SCALE (DA QUELLA NAZIONALE A QUELLE REGIONALI, PROVINCIALI E LOCALI) E SU DIFFERENTI VARIABILI, CONSENTE LA FORMULAZIONE DI UN SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE PIÙ COERENTE CON LE REALI ESIGENZE ENDOGENE DELLAREA A CUI SI FA RIFERIMENTO. E OGGI IMPENSABILE LINTERVENTO SU UN TERRITORIO SENZA CONOSCERE A FONDO CHI FA CHE COSA SUL TERRITORIO STESSO CONOSCENZA DEL TERRITORIO

16 16 LUTILIZZO DI TECNICHE DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E PIANIFICAZIONE ECONOMICA, È LEGATO A CONOSCENZE TRASVERSALI CHE POSSONO ESSERE GARANTITE, PER UNA BUONA PROGRAMMAZIONE, DA GRUPPI ETEROGENEI CHE COMPONGONO IL NUCLEO CENTRALE DI PROGRAMMAZIONE. GRUPPI DI LAVORO COSTITUITI DA ECONOMISTI, GIURISTI, AZIENDALISTI, INGEGNERI, GEOGRAFI, POLITOLOGI E SOCIOLOGI CAPACITA TECNICHE ADEGUATE

17 17 IN MOLTI PAESI È STATA CARATTERIZZATA PER NUMEROSI DECENNI DA STRUTTURE CENTRALIZZATE COME GLI UFFICI DI PIANIFICAZIONE (NEL REGNO UNITO), LE PREFETTURE (IN FRANCIA), I MINISTERI (IN ITALIA). OGGI, A PIÙ LIVELLI E SU DIVERSE SCALE TERRITORIALI, CÈ LA FORTE NECESSITÀ DI UNORGANIZZAZIONE TECNICO-AMMINISTRATIVA IN GRADO DI TRADURRE GLI OBIETTIVI DELLA PROGRAMMAZIONE IN AZIONI GESTIONALI COERENTI ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA SPECIFICA PER LA PROGRAMMAZIONE

18 18 QUANTO PIÙ VASTA È LA RAPPRESENTANZA CHE PARTECIPA ALLA DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI E ALLA SCELTA DELLE AZIONI NECESSARIE, TANTO PIÙ ROBUSTO SARÀ IL PROGRAMMA NELLA FASE ESECUTIVA. PER DIFFUSA RAPPRESENTANZA SINTENDE LA PARTECIPAZIONE EX ANTE ALLA DEFINIZIONE DEI PROGRAMMI DELLE RAPPRESENTANZE ECONOMICHE E SOCIALI ORGANIZZATE E DEL COINVOLGIMENTO, SUI TEMI DI SPECIFICO INTERESSE DELLE STESSE AUTONOMIE FUNZIONALI DIFFUSA RAPPRESENTANZA

19 19 PRINCIPI DI BASE NELLA PROGRAMMAZIONE, IL PASSAGGIO DALLE STRATEGIE GENERALI AGLI OBIETTIVI SPECIFICI AVVIENE SULLA BASE DI ALCUNI PRINCIPI DI BASE. I PRINCIPI ESSENZIALI SONO: CONCENTRAZIONE, INTEGRAZIONE, SUSSIDIARIETÀ, VALUTAZIONE E VERIFICA

20 20 CONCENTRAZIONE DEI PROGRAMMI ARTICOLATI PREVALENTEMENTE IN LINEE DI INTERVENTO FINALIZZATE AL CONSEGUIMENTO DI UN NUMERO LIMITATO DI OBIETTIVI SPECIFICI DICHIARATI, VISIBILI, QUANTIFICATI E COERENTI

21 21 INTEGRAZIONE: OSSIA LA SCELTA DI PROGRAMMARE GLI INTERVENTI ASSICURANDONE LA CONVERGENZA VERSO UN NUMERO LIMITATO DI OBIETTIVI PRIORITARI DI VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE (GLI ASSI PRIORITARI) E CON RIFERIMENTO AD AREE TERRITORIALI SPECIFICHE

22 22 DECENTRAMENTO: COME ESPRESSIONE PIÙ DIRETTA DI UNAPPLICAZIONE OPERATIVA DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ

23 23 VERIFICABILITA DEI RISULTATI: È CONDIZIONE QUALIFICANTE DELLA PROGRAMMAZIONE EX ANTE ED È LA FINALITÀ DEL PROCESSO DI VALUTAZIONE IN ITINERE, DIRETTO A MIGLIORARE, IN CORSO DI ATTUAZIONE, IL PROGRAMMA


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