La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Università degli Studi LAquila Dipartimento di Discipline Chirurgiche C.L.O.P.D. Dir.Prof.Claudia Maggiore Clinica Odontostomatologica Dir.Prof.Mario Giannoni.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Università degli Studi LAquila Dipartimento di Discipline Chirurgiche C.L.O.P.D. Dir.Prof.Claudia Maggiore Clinica Odontostomatologica Dir.Prof.Mario Giannoni."— Transcript della presentazione:

1 Università degli Studi LAquila Dipartimento di Discipline Chirurgiche C.L.O.P.D. Dir.Prof.Claudia Maggiore Clinica Odontostomatologica Dir.Prof.Mario Giannoni Biomateriali Dentari Tit.p.a.Dott.Mario Baldi Proprietà materiali Mario BALDI

2 Temperatura Temperatura di transizione Calore di fusione Conducibilità termica Calore specifico Diffusività termica Coefficiente di espansione termica Caratteristiche termiche

3 Calore specifico E la quantità di calore necessario per innalzare la temperatura di 1 grammo di sostanza di 1° C. Il calore necessario per innalzare la temperatura di 1 g di acqua da 15 a 16 °C è di 1 caloria e questa è utilizzata come standard nella definizione di unità di misura del calore

4 Calore di fusione E il calore espresso in calorie o Joule necessario per convertire 1 g. di una sostanza dallo stato solido allo stato liquido. Più grande è la massa della sostanza da fondere, maggiore è il calore richiesto per portare la massa allo stato liquido. Dal punto di fusione è necessario del calore aggiuntivo per provocare la liquefazione.

5 Conducibilità termica La conducibilità termica K è la quantità di calore espressa in calorie o joule di una sostanza che per secondo attraversa un corpo di 1 cm di spessore con una sezione di 1 cm2 quando la differenza di temperatura è 1 °C. La conducibilità di un materiale può essere condizionata dalla temperatura circostante.

6

7

8 Diffusività termica E la misura del passaggio di flusso del calore, dipende dal rapporto tra la conducibilità termica K ed il prodotto tra il calore specifico e la densità. La diffusività termica rappresenta la velocità con la quale un corpo di temperatura non uniforme raggiunge lequilibrio

9 Coefficiente di espansione termica La variazione di lunghezza (lunghezza finale – lunghezza iniziale) per lunità di lunghezza del materiale conseguente alla variazione di temperatura di 1 °C determina il coefficiente di espansione termica.

10 Proprietà ottiche Lottica è una branca della fisica che studia il complesso dei fenomeni riguardanti lemissione, la trasmissione e la ricezione delle radiazioni elettromagnetiche comprese tra le lunghezze donda di 380 – 760 nm - illuminazione studio -scelta del colore del materiale da ricostruzione - lampade fotopolimerizzatrici

11

12 Corpo luminoso invia luce propria in rapporto alla propria temperatura, sopra i 525°C un corpo, solido o liquido emette radiazioni visibili. Corpo illuminato non invia luce propria ma quella ricevuta da corpi luminosi. Sorgente luminosa un corpo che emette luce sia esso luminoso o illuminato. Corpo trasparente si lascia completamente attraversare dalla luce. Corpo opaco non si lascia attraversare dalla luce. Corpo translucido si lascia parzialmente attraversare dalla luce in maniera da distinguere gli oggetti situati dietro di esso.

13 Proprietà ottiche Quando un raggio luminoso colpisce un corpo in base alle caratteristiche di questultimo possono verificarsi differenti fenomeni -Se il corpo è nero si verifica lassorbimento della luce e la sua energia viene trasformata in calore. -Se il corpo è bianco o colorato ma non liscio si verifica la diffusione della luce per cui essa è rinviata almeno in parte in tutte le direzioni. -Se il corpo è perfettamente liscio si ha la riflessione della luce ed ogni raggio viene inviata in una determinata direzione. - Se il corpo è trasparente si ha la rifrazione della luce per cui i raggi luminosi attraversano il corpo e cambiano direzione.

14 Proprietà ottiche Riflessione Rifrazione Diffusione Interferenza Diffrazione

15 Proprietà ottiche Riflessione Rifrazione Diffusione Interferenza Diffrazione

16 Proprietà ottiche Riflessione Il raggio viene rinviato nel mezzo di provenienza in una direzione determinata dal raggio incidente e dallangolo dincidenza. Limmagine prodotta da uno specchio piano è virtuale, oggetto e la rispettiva immagine sono simmetrici rispetto al piano dello specchio

17 Proprietà ottiche Rifrazione E il fenomeno per cui un raggio luminoso viene deviato quando passa da un mezzo trasparente ad un altro. Lindice di rifrazione assoluto di una sostanza è lindice che si ha al passaggio della luce dal vuoto a tale mezzo. Diffrazione Fenomeno basato sulla capacità delle onde luminose di aggirare ostacoli molto piccoli.

18

19 Proprietà ottiche Diffusione Se una radiazione attraversa un corpo, una parte della sua energia viene assorbita e poi emessa di nuovo in varie direzioni dagli atomi e dalle molecole del corpo stesso Interferenza In un mezzo trasparente, radiazioni che provengano da sorgenti diverse ( o dalla stessa ma con percorsi diversi) possono sovrapporsi in un punto generando un rinforso o un indebolimento della radiazione stessa.

20

21 Visione Locchio possiede un potere di accomodazione che gli consente di formare esattamente sulla retina limmagine delloggetto che sta guardando per ottenere una visione distinta. 15 cm è la distanza minima di accomodamento con notevole sforzo dellocchio, mentre 25 cm. È la distanza più favorevole. Nellocchio si forma limmagine di un oggetto, essa permane impressa sulla retina per circa 1/10 di secondo dopo che looggetto è scomparso. Il potere di risoluzione dellocchi è di circa 75 micron. La percezione del rilievo è dipendente dalla visione bioculare mentre è falsata se effettuata con un singolo occhio.

22 Primari sono quelli che la visione umana utilizza per discernere tutti gli altri: blu,rosso e giallo. Principali sono quelli che formano lo spettro della luce bianca : rosso,arancione, giallo,verde,azzurro,indaco e violetto. Secondari sono quelli che nella visione umana risultano dalla combinazione di due o più colori primari. Visione - colori

23 Tinta – le radiazioni luminose producono differenti stimolazioni nei sistemi recettoriali dellocchio umano. A seconda delle diverse lunghezze donda delle radiazioni eccitano i recettori oculari dando luogo alla percezione dei tre colori primari, blu, verde e rosso. Il colore dei denti è collocato tra i 570 e i 580 nanometri tra il giallo ed il rosso. Croma – E la qualità di tinta presente nel colore, vale a dire la sua intensità pur trattandosi della stessa tinta. Valore – E la luminosità del colore. Tutti i colori possono venir rappresentati in una scala chiaroscurale cromatica che si ottiene mescolando i colori puri con il bianco ed il nero. Tinta – le radiazioni luminose producono differenti stimolazioni nei sistemi recettoriali dellocchio umano. A seconda delle diverse lunghezze donda delle radiazioni eccitano i recettori oculari dando luogo alla percezione dei tre colori primari, blu, verde e rosso. Il colore dei denti è collocato tra i 570 e i 580 nanometri tra il giallo ed il rosso. Croma – E la qualità di tinta presente nel colore, vale a dire la sua intensità pur trattandosi della stessa tinta. Valore – E la luminosità del colore. Tutti i colori possono venir rappresentati in una scala chiaroscurale cromatica che si ottiene mescolando i colori puri con il bianco ed il nero.

24 Tinta o Tonalità è determinata dalla lunghezza donda della luce, permette di distinguere i colori. Luminosita o Valore è la caratteristica che permette di discernere la chiarezza di un colore, se è più o meno brillante di uno della stessa tonalità. Può essere definito in base alla quantità di radiazione bianca presente nel colore. Croma o Saturazione E lindice di un colore più o meno sbiadito, può essere definito come la quantità di tinta di un colore. Colore Sensazione fisiologica che si prova sotto leffetto di radiazioni luminose di diversa qualità e composizione

25 Negli elementi dentari la Tinta, la fonte primaria del colore è la dentina e la sfumatura di un dente vivo e sano è nellarea da giallo a giallo-rosso. Il Cromatismo: nei denti naturali è dettato principalmente dalla dentina, ma influenzato dalla trasparenza e spessore dello smalto. Tanto più sottile è lo smalto, tanto minore leffetto sul cromatismo. Nellarea cervicale, con lo smalto sottile, il cromatismo appare densamente saturato. Tanto più spesso è lo smalto, tanto più mascherato è il cromatismo, dando luogo ad unapparenza cromatica diffusa. Nei denti naturali il Valore è influenzato fondamentalmente dalla qualità e spessore dello smalto. Tanto più spesso è lo smalto, tanto maggiori gli effetti ottici che danno un valore più elevato. Una dentina spessa, densa, opaca ha leffetto di abbassare il valore dello smalto.

26 La Fluorescenza: questo effetto si ha quando un corpo assorbe energia luminosa e la ridiffonde allo spettro visibile. In natura ciò è causato dalla luce ultravioletta che colpisce i pigmenti nellinterfaccia dentina-smalto col risultato di unemissione di luce che va dal bianco intenso al blu chiaro

27 In un dente naturale lOpalescenza è un effetto prodotto nello smalto ed è dovuto a differenti indici di rifrazione dei componenti organici e inorganici dello smalto e alla capacità del cristallo di idrossiapatite di diffondere la luce incidente. Il risultato è che le lunghezze donda lunghe vengono trasmesse attraverso il dente, mentre quelle corte vengono riflesse, producendo un luccichio bluastro. Gli effetti variano dalle aree del blu al grigio al bianco abbagliante.

28


Scaricare ppt "Università degli Studi LAquila Dipartimento di Discipline Chirurgiche C.L.O.P.D. Dir.Prof.Claudia Maggiore Clinica Odontostomatologica Dir.Prof.Mario Giannoni."

Presentazioni simili


Annunci Google