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SEMINARI DI BIOETICA Testamento di fine vita Dr.ssa A. Delle Ore - Prof. G. Corbellini Sala Conferenze del C.O.N.I. Formia, 13 aprile 2007 ore 19,00 Ordine.

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1 SEMINARI DI BIOETICA Testamento di fine vita Dr.ssa A. Delle Ore - Prof. G. Corbellini Sala Conferenze del C.O.N.I. Formia, 13 aprile 2007 ore 19,00 Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina

2 Testamento di fine vita Testamento Biologico Living Will Disposizioni per le cure di fine vita INTRODUZIONE Claudio Orezzi Palliativista, Responsabile Sanitario di Antea Cassino Associazione onlus Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina

3 L'uomo riuscirà certo ad affrontare la morte con più tranquillità se saprà di avere un ombrello protettivo espresso da una società che non abbia eccessiva fretta di liberarsi dei sofferenti.

4 Il Testamento Biologico significa decidere a tavolino, ora, mentre si è in buona salute, come dev'essere affrontata dal punto di vista medico una malattia incurabile qualora si sia nell'impossibilità di esprimere la propria volontà, e indicare i trattamenti sanitari che si vogliono o non si vogliono ricevere.

5 Ad oggi, la sola opzione realistica per il 50% dei pazienti oncologici sono le Cure palliative.

6 Eutanasia Un'azione o un'omissione che di natura sua, o nelle intenzioni, procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore. Accanimento terapeutico Messa in atto di provvedimenti assistenziali, strumentali e medicamentosi, tendenti a prolungare artificialmente la vita, anche in assenza di qualsiasi speranza di guarigione o sopravvivenza. La considerazione che la vita – a certe condizioni – non sia più degna di essere vissuta, e che sia preferibile la morte non ha nulla a che vedere con laccanimento terapeutico. Suicidio assistito Fornire al malato i mezzi, farmacologici e non, per porre fine alla propria vita.

7 Il Codice Deontologico Art. 34- Autonomia del cittadino - Il medico deve attenersi, nel rispetto della dignità, della libertà e dell'indipendenza professionale, alla volontà di curarsi, liberamente espressa dalla persona Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà in caso di grave pericolo di vita, non può non tenere conto di quanto precedentemente manifestato dallo stesso. Il medico ha l'obbligo di dare informazioni al minore e di tenere conto della sua volontà, compatibilmente con l'età e con la capacità di comprensione, fermo restando il rispetto dei diritti del legale rappresentante; analogamente deve comportarsi di fronte a un maggiorenne infermo di mente. Art Rifiuto d'opera professionale - Il medico al quale vengano richieste prestazioni che contrastino con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico, può rifiutare la propria opera, a meno che questo comportamento non sia di grave e immediato nocumento per la salute della persona assistita.

8 Art Rifiuto consapevole di nutrirsi - Quando una persona, sana di mente, rifiuta volontariamente e consapevolmente di nutrirsi, il medico ha il dovere di informarla sulle conseguenze che tale decisione può comportare sulle sue condizioni di salute. Se la persona è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale, ma deve continuare ad assisterla. Art. 36- Eutanasia - Il medico, anche su richiesta del malato, non deve effettuare né favorire trattamenti diretti a provocarne la morte. Art. 37- Assistenza al malato inguaribile - In caso di malattie a prognosi sicuramente infausta o pervenute alla fase terminale, il medico deve limitare la sua opera all'assistenza morale e alla terapia atta a risparmiare inutili sofferenze, fornendo al malato i trattamenti appropriati a tutela, per quanto possibile, della qualità di vita. In caso di compromissione dello stato di coscienza, il medico deve proseguire nella terapia di sostegno vitale finchè ritenuta ragionevolmente utile. Il Codice Deontologico

9 Ad un gruppo di anestesisti che gli avevano posto la seguente domanda: La soppressione del dolore e della coscienza per mezzo dei narcotici... è permessa dalla religione e dalla morale al medico e al paziente (anche allavvicinarsi della morte e se si prevede che luso dei narcotici abbrevierà la vita)?, Pio XII rispose: Se non esistono altri mezzi e se, nelle date circostanze, ciò non impedisce ladempimento di altri doveri religiosi e morali: Sì. (Allocutio, die 24 febr. 1957: AAS 49 [1957] 147)

10 Qualche domanda per me Come tenere conto dellaspetto psicologico della persona che, da sana, sottoscrive un documento dove indica come vuole concludere la vita nel caso in cui non possa più esercitare pienamente la sua volontà visto che, la proiezione sul dopo di solito indica un attaccamento anche al presente, alla vita, agli affetti, al desiderio di esserci fino in fondo con gli altri»? Claudio Mencacci, (Dir. Dipart. Salute Mentale Osp. Fatebenefratelli - Milano)

11 Come prestare attenzione ai testamenti facili affinché non siano la via di uscita finale per rinuncia o per odio?...e le scelte fatte in condizioni di depressione? Qualche domanda per me

12 Che ruolo hanno i medici nell'informare chi desidera sottoscrivere un Testamento biologico? Chi conosce il vero stato dell'arte della medicina in un determinato settore? Quali sono i vincoli per il medico, considerando anche il Codice deontologico? Qualche domanda per me

13 ...e se alcuni passaggi, anni dopo la prima stesura, non vengono più avvertiti come adeguati alla propria filosofia di vita?...e se alcuni passaggi sono superati dai progressi scientifici ed io non ne sono a conoscenza?...e se qualcosa incrina i rapporti con il fiduciario e...non faccio in tempo? Qualche domanda per me

14 Negli Usa, dov'è nato, il Testamento Biologico è stato sottoscritto solo dal 15 % dei cittadini.

15 Esiste nella nostra epoca(?) un'incapacità ad accettare il limite biologico ed esistenziale della vita umana, che fa particolarmente difficile il compito di rendere il più possibile serena la parte finale della vita.

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17 Meglio essere in due che uno solo. Infatti, se vengono a cadere, luno rialza laltro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi. (Ecclesiaste)

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