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PROBLEMATICHE IN MATERIA DI TUTELA AMBIENTALE Reparto Ambientale Marino 1° WORKSHOP a favore dei Capi Sezione Ambiente delle Capitanerie di Porto Pomezia.

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1 PROBLEMATICHE IN MATERIA DI TUTELA AMBIENTALE Reparto Ambientale Marino 1° WORKSHOP a favore dei Capi Sezione Ambiente delle Capitanerie di Porto Pomezia 26 maggio / 4 giugno 2009 Pomezia 26 maggio / 4 giugno 2009

2 Reparto Ambientale Marino LA GUARDIA COSTIERA E LA PROTEZIONE DELLAMBIENTE MARINO La volontà del legislatore di attribuire un ruolo primario al Corpo delle Capitanerie di Porto in materia di salvaguardia dellambiente marino si è estrinsecata con la Legge 349/86, istitutiva del Ministero dellAmbiente, che allArt. 8 prevede che il Ministero si avvalga, per la vigilanza, la prevenzione e la repressione di attività svolte a danno dellambiente marino, nellaccezione più ampia del termine, del Corpo delle Capitanerie di Porto. Successivamente, la legge 84/94, in materia di riordino della legislazione portuale, ha confermato allart. 3 il rapporto di collaborazione tra il Ministero dellAmbiente e le Capitanerie di Porto.. Ma già la Legge 979/1982 incentrava il sistema di prevenzione e di repressione sul Corpo delle Capitanerie di Porto. V Vengono previste nuove risorse per il potenziamento del naviglio e per la costituzione del settore aereo del Corpo. Viene attribuito alle Autorità Marittime il coordinamento delle operazioni in mare in caso dinquinamento (Redazione dei Piani Locali).

3 Reparto Ambientale Marino LE COMPETENZE ASSEGNATE AL CORPO: E ancora… Legge 394/ art – attribuisce alle Capitanerie di Porto la sorveglianza nelle aree marine protette Legge 239/ art. 7 – ribadisce che per la sorveglianza delle aree marine protette e per le attività di cui agli artt. 11 e 12 della L. 979/82 le Capitanerie di Porto operano sulla base di direttive del Ministero dellAmbiente L. 51/ art. 5 e D.P.R. 177/ art. 8 – istituzione e gestione del V.T.S. a cura del Corpo delle Capitanerie di Porto D. Lgs. 182/2003 (attuazione della Direttiva 2000/59/CE): assegna alle capitanerie di porto il potere di ispezione e polizia in materia di raccolta dei rifiuti delle navi e dei residui del carico, allo scopo di prevenirne limmissione in mare.

4 Da ultimo… D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – gli articoli 135 e 195 assegnano al Corpo funzioni di sorveglianza ed accertamento degli illeciti nella gestione degli scarichi idrici e dei rifiuti D. Lgs. 6 Novembre 2007, n. 202 (Attuazione della direttiva 2005/35/CE relativa all'inquinamento provocato dalle navi e conseguenti sanzioni. I controlli (…omissis…) nonche' l'accertamento delle violazioni (…omissis…) sono svolti dagli ufficiali, dagli agenti di polizia giudiziaria del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera (…omissis…) – articolo 12. D. Lgs. 9 Novembre 2007, n. 205 (Attuazione della direttiva 2005/33/CE che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo). Allaccertamento delle infrazioni (…omissis…) provvede il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera (…omissis…) Reparto Ambientale Marino

5 Reparto Ambientale Marino (R.A.M.) del Corpo delle Capitanerie di Porto Con la legge 31 luglio 2002, n 179 è stato istituito il Reparto Ambientale Marino (R.A.M.) del Corpo delle Capitanerie di Porto. Il Reparto è stato posto alle dipendenze funzionali del Ministro dellAmbiente e della Tutela del Territorio (ora e del Mare) per conseguire un più rapido ed efficace supporto per lo svolgimento di compiti istituzionali. Con la positiva conclusione delliter legislativo sfociato nellistituzione del R.A.M., si è articolato in modo più puntuale ed efficace il rapporto tra il Corpo delle Capitanerie di Porto ed il Ministero dellAmbiente. Con specifiche convenzioni tra lAmministrazione dellAmbiente ed il Corpo delle Capitanerie di Porto, queste ultime hanno potuto svolgere in favore dellambiente interventi mirati di vigilanza in mare a fini di tutela ambientale.

6 Reparto Ambientale Marino Sotto il profilo organizzativo il Reparto è un organismo di supporto di cui il Ministro dellAmbiente e della Tutela del Territorio si avvale per lesercizio delle funzioni istituzionali tese alla salvaguardia dellambiente marino costiero. Il R.A.M.,quindi, esegue gli incarichi attribuiti direttamente dal Ministro e collabora con lUfficio di Gabinetto e le Direzioni generali sia sotto un profilo tecnico – operativo che giuridico. Nel contempo sviluppa la necessaria azione di raccordo tra il dicastero dellambiente e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Per lassolvimento di tali competenze, esso è articolato in tre Uffici, ciascuno con compiti specifici:

7 Reparto Ambientale Marino Ufficio I: collabora con la competente Direzione Generale per i differenti aspetti tecnici, giuridici e operativi attinenti le Aree Marine Protette e cura il rapporto convenzionale tra il Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto. I II Ufficio II Ufficio II: ha funzioni di collegamento tra la Centrale Operativa del Comando Generale, gli Uffici Marittimi periferici e la Centrale del Ministero dellAmbiente per gli inquinamenti che interessano il mare e le coste. Inoltre coadiuva le pertinenti Direzioni Generali in materia di sicurezza portuale, rifiuti, dragaggi, bonifica dei siti inquinati e applicazione delle Direttive Comunitarie sui temi ambientali. III Ufficio III Ufficio III: ha lincarico di acquisire ed elaborare i dati collegati allattività eseguita a tutela dellambiente, a fini statistici, di studio e programmazione

8 Reparto Ambientale Marino Il Decreto Direttoriale 28 aprile 2008 ha rafforzato il ruolo del Reparto assegnando al R.A.M. nuovi compiti di: pianificazione e coordinamento, d'intesa con la Centrale Operativa del Comando Generale, degli interventi in caso di emergenza inquinamento pianificazione e coordinamento, d'intesa con la Centrale Operativa del Comando Generale, degli interventi in caso di emergenza inquinamento monitoraggio dei dati relativi agli adempimenti derivanti dall'applicazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78 e dalle altre convenzioni IMO per la tutela dell'ambiente marino attraverso la realizzazione del Centro di Osservazione dei potenziali inquinanti derivanti dalle navi monitoraggio dei dati relativi agli adempimenti derivanti dall'applicazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78 e dalle altre convenzioni IMO per la tutela dell'ambiente marino attraverso la realizzazione del Centro di Osservazione dei potenziali inquinanti derivanti dalle navi In relazione alle specifiche competenze attribuite al Corpo dal D. LGS. 152/06 (c.d. Testo Unico in materia Ambientale) con Decreto Ministeriale (Trasporti) del è stato istituito il NUCLEO SPECIALE INVESTIGATIVO (N.S.I.)

9 Reparto Ambientale Marino

10 Operazioni di dragaggio e scarichi in mare o in ambienti ad esso contigui dei materiali provenienti da escavo di fondali di ambienti marini o salmastri o di terreni litoranei emersi, nonché da ogni altra movimentazione di sedimenti in ambiente marino. dragaggio ripascimenti

11 Reparto Ambientale Marino NORMATIVA DI RIFERIMENTO L. 84/94 Art. 5 D.M (disciplina dellistruttoria) L.112/1998 (competenze in base allubicazione dellimmersione) L.179/2002 Art. 21 (competenze Regionali) ART. 109 D. Lgs. 152/2006 Circolare 03/RAM/2008 del D.M (Disciplina delle operazioni di dragaggio nei siti di bonifica di interesse nazionale) REGIME SANZIONATORIO Articolo 133 D. Lgs. 152/2006 e s.m.i. (sanzione amm.va)

12 Reparto Ambientale Marino La Gestione dei Materiali Derivanti da Attività di Dragaggio. Immissione in mare Autorità Competente: Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale Protezione Natura -Vasche di colmata -Ripascimento -Discariche Autorità Competente: Regione

13 Reparto Ambientale Marino D.M : ALLEGATO A Istruttoria per lo scarico in mare – Procedura ordinaria (vedasi anche Circolare 03/RAM/2008 del ) richiesta tramite la Capitaneria di Porto competente (che esprime il proprio parere ed esplica lattività di controllo); relazione tecnica delle operazioni, corredata da dichiarazione di impossibilità a praticare soluzioni alternative allo scarico in mare; caratterizzazione dei materiali di escavo (ASL, ARPA, Università) ; studio o parere di idoneità dellarea di scarico ( tenendo conto del piano operativo triennale di cui al Comma 10 Art. 5 Legge n.84); Verbale ex Commissione Consultiva Locale Pesca M.ma

14 Reparto Ambientale Marino Procedura di urgenza Presupposti necessari: 1)Ripristino del passo di accesso ad un porto; 2)Eventi meteomarini imprevedibili che hanno determinato lemergenza Istanza presentata dagli aventi titolo al mantenimento o ripristino delloperatività del porto o degli accosti; Parere e/o proposta della Capitaneria di Porto corredata da: Coordinate e planimetria della zona di scarico nellambito di aree idonee preventivamente individuate; Quantitativo dei materiali da scaricare; Tempi di esecuzione dellintervento; Planimetria della zona di escavo Dichiarazione attestante leffettivo sussistere delle ragioni di urgenza; Dichiarazione attestante che nellarea oggetto delle operazioni di dragaggio non sono occorsi incidenti che abbiano determinato inquinamento dei sedimenti;

15 Reparto Ambientale Marino Localizzazioni e mappatura degli scarichi esistenti. Controllo e repressione degli scarichi abusivi.

16 Reparto Ambientale Marino NORMATIVA DI RIFERIMENTO Parte III del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i. Titolo III: Tutela dei Corpi Idrici e degli Scarichi (artt ) Titolo IV: Strumenti di Tutela (artt ) REGIME SANZIONATORIO Parte III del D. Lgs. 152/2006 (c.d. Testo Unico Ambientale) e s.m.i. Titolo V: artt (illeciti amm.vi e penali) LAutorità competente al controllo è autorizzata ad effettuare le ispezioni, i controlli e i prelievi necessari alla verifica del rispetto dei valori limite di immissione. Il Corpo delle Capitanerie di Porto provvede alla sorveglianza e allaccertamento delle violazioni quando dalle stesse possono derivare danni o situazioni di pericolo per lambiente marino e costiero (art. 135 comma 2)

17 Reparto Ambientale Marino Scarico idrico Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione, effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega, senza soluzioni di continuità, il ciclo di produzione del reflusso con il corpo ricettore. (art. 74 lett. f e art. 183 lett. a del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.) Il Confine tra Scarichi e Riifiuti allo stato liquido Il Confine tra Scarichi e Riifiuti allo stato liquido Deve ritenersi che le acque reflue di cui il detentore si disfi senza versamento diretto nei corpi recettori, avviandole cioè allo smaltimento, trattamento o depurazione a mezzo di trasporto su strada o comunque non canalizzato, rientrino nella disciplina dei rifiuti [..omissis..] (Cassazione Sez.III sentenza del ) Qualsiasi recettore non naturale diverso dalla rete fognaria (vasche, autobotti, ecc.) non costituisce un corpo recettore in senso tecnico e pertanto non può ricevere uno scarico ma un rifiuto liquido.

18 Autorizzazione agli Scarichi (art. 12 e segg. D. L.vo 152/06 Reparto Ambientale Marino Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati; Lautorizzazione, ha validità quadriennale ed è rilasciata al titolare dellattività da cui ha origine lo scarico finale (qualora nello scarico vengano convogliate acque reflue provenienti da più attività); I valori limite delle immissioni sono fissati dallAll. 5 alla Parte III del D. L.vo 152/06; La richiesta di autorizzazione va presentata alla Provincia con le modalità di cui allart.125; La richiesta di rinnovo va presentata un anno prima della scadenza, e per scarichi contenenti sostanze pericolose il rinnovo deve avvenire entro 6 mesi dalla scadenza altrimenti lo scarico va interrotto immediatamente; Lo scarico può essere mantenuto in funzione nel rispetto della precedente autorizzazione sino al rilascio del rinnovo qualora listanza sia stata presentata nei termini.

19 NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI Reparto Ambientale Marino

20 NORMATIVA DI RIFERIMENTO Reparto Ambientale Marino Decreto Legislativo 152/2006 e s.m.i.* – Parte IV Decreto Legislativo 152/2006 e s.m.i.* – Parte IV Il concetto di Rifiuto e le modalità di Gestione Il concetto di Rifiuto e le modalità di Gestione (la classificazione, il produttore, la raccolta, il trasporto, il destinatario, la documentazione, i divieti): artt Autorizzazioni ed Iscrizioni: Autorizzazioni ed Iscrizioni: artt La Bonifica dei Siti Contaminati: La Bonifica dei Siti Contaminati: artt Regime sanzionatorio: Regime sanzionatorio: artt * D.lgs 4/ "Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale " In materia di trasporto marittimo di rifiuti solidi urbani in autocompattatori a bordo di navi traghetto e da passeggeri: In materia di trasporto marittimo di rifiuti solidi urbani in autocompattatori a bordo di navi traghetto e da passeggeri: -Circolare Maricogecap Titolo: Sicurezza della Navigazione Serie Merci Pericolose n. 19 in data Circolare Maricogecap Titolo: Sicurezza della Navigazione Serie Merci Pericolose n. 22 in data

21 TRASPORTO DEI RIFIUTI ( art.193 d.lgs 152/2006 ) TRASPORTO FERROVIARIO E regolato dal DPCM 07/06/1991 n. 308 e DPCM 17/01/1996 n Tale normativa faceva riferimento ancora al DPR n. 915/1982 e doveva pertanto essere sottoposta a revisione. Il T.U. ambientale rimanda per la regolamentazione ad un Decreto Ministeriale da emanare IL TRASPORTO SU GOMMA E regolato dal Decreto Ministeriale (Ministero Infrastrutture e Trasporti) del e dal Decreto Ministeriale (Ministero Infrastrutture e Trasporti) del pubblicato sulla G.U. n. 219 del (recepimento della direttiva 2004/111/CE dalla commissione del , che adotta per la 5° volta al progresso tecnico la direttiva 94/55/CE del Consiglio, concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada. IL TRASPORTO MARITTIMO Il DPR del 06/06/2005 n. 134 ha introdotto nella normativa nazionale il codice IMDG obbligatoriamente dal I rifiuti sono assimilati alle merci per quanti riguarda il trasporto su nave, i rifiuti pericolosi alle merci pericolose. Reparto Ambientale Marino

22 IL TRASPORTO VIA MARE DEI RIFIUTI REGIME TRANSITORIO ( art.265 comma 2 d.lgs 152/2006 ) In attesa delle specifiche norme regolamentari e tecniche in materia di trasporto dei rifiuti, di cui allart. 195, comma 2, lettera l), e fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182 in materia di rifiuti prodotti dalle navi e residui di carico, i rifiuti sono assimilati alle merci per quanto concerne il regime normativo in materia di trasporti via mare e la disciplina delle operazioni di carico, scarico, trasbordo, deposito e maneggio in aree portuali. In particolare i rifiuti pericolosi sono assimilati alle merci pericolose. Reparto Ambientale Marino

23 IL TRASPORTO VIA MARE DEI RIFIUTI RIFIUTO PERICOLOSO MERCE PERICOLOSA RIFIUTO NON PERICOLOSO MERCE NON PERICOLOSA CONVENZIONE MARPOL (SOLAS) codici IMDG - IBC - IGC D.P.R. 134/2005 D.M. 459/1991 (abrogat: artt. 1, 2, 3, 7 c.1, 9 c.2, 10, 13, 14, 15) D.M. 22/07/1991 (Norme di Sicurezza per il trasporto marittimo alla rinfusa di carichi solidi) D.M. 21/03/2006 n.278 Procedura per il rilascio dellautorizzazione allimbarco e trasporto marittimo e per il nulla osta allo sbarco e al reimbarco su altre navi delle merci pericolose. = = Reparto Ambientale Marino

24 TRASPORTO DEI RIFIUTI ( art.193 d.lgs 152/2006 ) SOGGETTO ( verifiche presso la sede della ditta ) MUD al catasto rifiuti ( art. 189 comma 3) iscrizione allalbo nazionale gestori ambientali da rinnovarsi ogni 5 anni (art. 212 comma 5 e 6) REGISTRO DI CARICO SCARICO (art.190) OGGETTO ( verifica allatto del trasporto ) FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE (art.193 comma 1 e 2) a ) nome ed indirizzo del produttore e del detentore; b ) origine, tipologia e quantità del rifiuto; c ) impianto di destinazione; d ) data e percorso dellistradamento; e ) nome e indirizzo del destinatario. non previsto per il trasporto di rifiuti urbani effettuato dal soggetto che gestisce il servizio pubblico né ai trasporti di rifiuti non pericolosi effettuati dal produttore dei rifiuti stessi, in modo saltuario e occasionale, che non eccedano le quantità di trenta chilogrammi o di trenta litri. controfirmato da produttore e/o produttore e destinatario numerato e vidimato da agenzia delle entrate o da CCIAA modello approvato con decreto Ministeriale 148/1998 del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio da aggiornarsi entro dieci giorni dal trasporto accompagnato,per ogni trasporto, da due copie del formulario Le imprese che esercitano la raccolta ed il trasporto dei propri rifiuti come attività ordinaria e regolare hanno lobbligo di iscriversi allAlbo Gestori Ambientali (da rinnovarsi ogni 5 anni) e, successivamente, essere autorizzate a svolgere la raccolta ed il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi, ovvero pericolosi se non eccedono i 30 Kg. o 30 litri al giorno (art. 212). Reparto Ambientale Marino

25 IL DESTINATARIO DEI RIFIUTI CENTRO DI RECUPERO/RICICLAGGIO Requisiti / Documenti CENTRO DI SMALTIMENTO MUD al catasto rifiuti ( art. 189 comma 3) REGISTRO DI CARICO SCARICO (art.190) iscrizione allalbo nazionale gestori ambientali da rinnovarsi ogni 5 anni (art. 212 comma 5 e 6) modello approvato con decreto del del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio (G.U. n. 107 del ) Da aggiornarsi entro due giorni dalla presa a carico del rifiuto Accompagnato da una copia del formulario firmata da produttore e trasportatore per ogni carico Reparto Ambientale Marino

26 GESTIONE ILLECITA DI RIFIUTI Presupposti: 1 - Unorganizzazione stabile con fini di lucro 2 - Documentazione falsificata/contraffatta/incompleta/inesatta Obiettivi : - Smaltire rifiuti pericolosi in discariche privi di requisiti idonei a riceverli; - occultare rifiuti pericolosi in luoghi non consentiti (mare, sottosuolo, cave); - guadagno economico. Modalità : - I rifiuti partono dal produttore con formulario di identificazione riportante indicazioni false circa la natura e la pericolosità; - i rifiuti partono dal produttore con formulario di identificazione riportante indicazioni incomplete e/o mancanti inerenti la natura ed il peso e compilato ad hoc una volta giunti alla destinazione (non idonea a riceverli); - i rifiuti vengono trasportati in uno o più centri di stoccaggio intermedi da dove ripartono ogni volta inalterati ma formalmente (formulario al seguito) declassificati per poter pervenire al centro finale di smaltimento in modo formalmente corretto sebbene in realtà non idoneo. Controlli : Il mezzo di trasporto fermato durante un trasporto che configura una gestione illecita di rifiuti va sempre sequestrato Mezzi : I rifiuti pericolosi vengono trasportati con mezzi che sono idonei solo sulla carta in base ai formulari di identificazione contraffatti. In realtà considerata la reale natura dei rifiuti non sarebbero autorizzati a tale trasporto. Reparto Ambientale Marino

27 Il Decreto Legislativo 182/2003 Controllo dei sistemi di raccolta dei rifiuti provenienti dalle navi, ispezioni sul conferimento delle acque di lavaggio e di sentina da parte delle navi (cisterne e non), nonché dei mezzi portuali adibiti al disinquinamento ed alla raccolta delle acque stesse, degli impianti destinatari dei carichi di idrocarburi, quali raffinerie e depositi costieri –. Reparto Ambientale Marino

28 Normativa di Riferimento Articolo 232 Decreto Legislativo 152/2006 Decreto Legislativo 182/2003 (la notifica del Comandante, il conferimento dei rifiuti, le deroghe e le esenzioni, le ispezioni) N.B. Ai rifiuti sanitari ed ai rifiuti alimentari prodotti a bordo di mezzi di trasporto che effettuano tragitti internazionali si applicano le disposizioni vigenti in materia (articolo 7, comma 4 D. Lgs. 182/2003) RIFIUTI ALIMENTARI: D.M (Ministero della Sanità) RIFIUTI SANITARI: D.P.R. 254/2003 Il D.Lgs n. 182 del è uno strumento normativo attraverso il quale il legislatore, su proposta del Ministro dellAmbiente, ha dato Attuazione alla Direttiva CE n. 59/2000 relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui di carico.

29 RIFIUTI PRODOTTI DALLA NAVE RIFIUTI (MARPOL 7378): ALL. 1 (inquinamento da idrocarburi) ALL. IV (inquinamento da liquami) ALL. V (inquinamento da rifiuti) RESIDUI DEL CARICO OBIETTIVI RIDURRE gli scarichi in mare (in particolare quelli illeciti) MIGLIORARE le disponibilità e lutilizzo degli impianti portuali IMPIANTI PORTUALI DI RACCOLTA PRIMA Struttura fissa, galleggiante o mobile dove vengono conferiti i rifiuti e i residui del carico PRIMA del loro avvio al recupero o allo smaltimento Reparto Ambientale Marino

30 I rifiuti prodotti dalla nave ed i residui del carico sono considerati RIFIUTI ai sensi del D. Lgs 152/2006 T.U. Ambientale Parte IV AMBITO DI APPLICAZIONE AMBITO DI APPLICAZIONE: navi; pescherecci; imbarcazioni da diporto. SONO ESCLUSE SONO ESCLUSE: navi militari da guerra ed ausiliarie; navi impiegate per servizi statali a fini NON commerciali. Reparto Ambientale Marino

31 MODULO ALL. 3 MUD Art. 189.C.3 D. Lgs. 152/2006 Reg. Carico/Scarico Art. 190 D.Lgs. 152/2006 Formulario di identificazione Art. 193 D.Lgs. 152/2006 ESENTATI Sono ESENTATI: I mezzi che svolgono attività di RACCOLTA e TRASPORTO di rifiuti nellambito e per conto del proprio impianto portuale Dichiarazione/Notifica del Comandante ex art.6 Reparto Ambientale Marino

32 CONFERIMENTO DEI RIFIUTI E DEI RESIDUI DEL CARICO PRODOTTI DALLA NAVE – PRIORITA DELLE ATTIVITA DI RICICLAGGIO E RECUPERO SU QUELLA DELLO SMALTIMENTO Il Comandante della nave, prima di lasciare il porto di approdo, conferisce i rifiuti prodotti dalla nave allimpianto portuale di raccolta. In deroga, la nave può proseguire verso il successivo porto di scalo, previa autorizzazione dellAutorità Marittima che, avvalendosi dellAutorità sanitaria marittima e del Chimico del porto, ove presenti, accerterà la capacità di carico dei rifiuti fino al successivo porto di conferimento. Qualora il porto di destinazione non fosse attrezzato per il recepimento di tali rifiuti, dovranno essere obbligatoriamente scaricati prima della partenza. Reparto Ambientale Marino

33 DICHIARAZIONE/NOTIFICA DEL COMANDANTE EX ART. 6 (eventuale ispezione ex art. 11) Conferimento dei Rifiuti Pagamento delle tariffe SANZIONI (art. 13) Richiesta di deroga Capacità casse di stoccaggio di bordo (registro idrocarburi…) Confronto con precedente notifica Durata del viaggio Presenza impianti di raccolta nel successivo approdo (dichiarazione ag. m.ma x.asp. - GISIS ) x.asp Reparto Ambientale Marino

34 ISPEZIONI (vedasi anche Circolare 01/RAM/2008 del ) Nella scelta delle navi da ispezionare, lAutorità marittima si interesserà in particolare: delle navi che non hanno ottemperato allobbligo di notifica; delle navi sulla cui notifica vi è qualche dubbio di veridicità. Accertata la violazione, la nave non lascerà il porto fino ad avvenuto conferimento dei rifiuti. Qualora la nave avesse già lasciato il porto, verrà contatto il porto di destinazione, dove verrà bloccata ed indotta allosservanza delle disposizioni di legge. In ogni caso valgono le sanzioni di cui allart. 13 del Decreto in esame. LAutorità Marittima definisce le procedure di controllo atte a verificare il rispetto delle disposizioni definite per i pescherecci e le imbarcazioni da diporto omologate per un massimo di 12 passeggeri. Le ispezioni sono eseguite ex Decreto Min. Trasp. e Nav. di concerto con Ministero dellAmbiente, 2/02/2006 N.113 (25% delle navi approdate nel corso dellanno solare) Reparto Ambientale Marino

35 SANZIONI (Art. 13) GESTORE IMPIANTO E DEL SERVIZIO PORTUALE DI RACCOLTA MANCATO ADEMPIMENTO: MUD (art. 189 D.Lgs 152/2006) Reg. CARICO/SCARICO (art. 190 D.Lgs 152/2006) Art. 258, commi 1e 2 D.Lgs 152/2006 SANZIONE AMM.VA COMANDANTE DELLA NAVE OBBLIGO DI NOTIFICA Art. 6, comma 1 SANZ. AMM.VA da a E COMANDANTE DELLA NAVE MANCATO CONFERIMENTO RIFIUTI E RESIDUI DEL CARICO (art. 7, comma 1 e art. 10 comma 1) SANZ. AMM.VA da a E COMANDANTE PESCHERECCIO IMB. DIPORTO MANCATO CONFERIMENTO DI RIFIUTI AD UN SISTEMA DI RACCOLTA SANZ. AMM.VA da 103 a 500 E - Autorità competente a ricevere il rapporto ex art.17 L.689/81, art.13 comma 2,3 e 4 Autorità Marittima, comma 1 – Provincia - CIRC. MATT. Prot. UL/2005/6394 del 16/9/2005 Reparto Ambientale Marino

36 La Bonifica dei Siti Contaminati ( Parte IV – Titolo V D.Lvo 152/06 e s.m.i.) I Siti di bonifica di Interesse Nazionale sono individuati con Decreto del Ministero dellAmbiente per il quale La Direzione Generale Qualità della Vita rappresenta lAutorità competente a gestire gli interventi attraverso la convocazione di specifiche Conferenze di servizi Gli interventi e le procedure di bonifica e ripristino ambientale sono disciplinate dalle Regioni attraverso specifici Piani

37 Reparto Ambientale Marino I Rifiuti abbandonati e le discariche abusive non seguono la disciplina di bonifica dei siti contaminati. Le Pubbliche Amministrazioni e gli Organi di polizia che individuano siti in cui i livelli di contaminazione sono superiori alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC), informano la Regione, la Provincia ed il Comune La Provincia diffida con ordinanza il responsabile, qualora noto, ad eseguire le attività di bonifica previste. Gli interventi possono essere eseguiti anche dal proprietario del sito contaminato o da altri soggetti interessati che non siano responsabili della contaminazione; qualora nessuno provveda, gli interventi previsti sono realizzati dal Comune o dalla Regione

38 Reparto Ambientale Marino Lattività di verifica sulle modalità di gestione e smaltimento degli oli, batterie, filtri e lampade esauste in ambito portuale Esempi di isole ecologiche

39 LA RACCOLTA E LO SMALTIMENTO DEGLI OLI ESAUSTI E DELLE BATTERIE NEGLI AMBITI PORTUALI (ISOLE ECOLOGICHE) Reparto Ambientale Marino Normativa di Riferimento Decreto Legislativo 95/1992 Decreto Legislativo 95/1992 D.M. 392/1996 D.M. 392/1996 Regime Sanzionatorio Articoli D. Lgs. 152/2006 e s.m.i. Articoli D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.


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