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TERMODINAMICA Peccioli Stefano Brogli Pietro Trepiccione Giuseppe Fagotti Massimiliano Menichini Giulio.

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Presentazione sul tema: "TERMODINAMICA Peccioli Stefano Brogli Pietro Trepiccione Giuseppe Fagotti Massimiliano Menichini Giulio."— Transcript della presentazione:

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2 TERMODINAMICA Peccioli Stefano Brogli Pietro Trepiccione Giuseppe Fagotti Massimiliano Menichini Giulio

3 TERMODINAMICA I principi, le formule, le conseguenze.

4 La Storia

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6 L'origine della termodinamica si fa risalire a S. Carnot ( ) che nel libro Réflexions sur la puissance motrice du feu, e in alcune note postume comunicate dal fratello nel 1878 allAcadémie des Sciences di Parigi, espose il primo studio sui cicli reversibili e dedusse il cosiddetto teorema di Carnot, adombrando anche il principio di conservazione dellenergia.

7 La Storia I concetti di Carnot rimasero a lungo ignorati o non capiti: W.Thomson ebbe grandi difficoltà per procurarsi, a Parigi, una copia del volumetto di Carnot.; si può solo indicare che E. Clapeyron, nel Journal del l'Ecole Polytechnique (1834), applicò il teorema di Carnot per dedurne la formula relativa alle condizioni di equilibrio tra le fasi liquido e vapore. La questione dell'equivalenza fra lavoro e calore venne studiata da R. Mayer nel 1840 e, con paziente sperimentazione da J. Joule dal 1840 al 1845.

8 1° principio Il primo principio della termodinamica è basato sulla conservazione dellenergia, infatti esso afferma che: se in una trasformazione fisico chimica scompare una certa quantità denergia, questa deve necessariamente ricomparire sotto unaltra forma di energia e in quantità equivalente a quella persa in precedenza. Il principio di conservazione dellenergia meccanica cessa di valore quando sono presenti forze non conservative. Infine la non conservazione dellenergia meccanica può essere messa in relazione con la creazione del calore proprio a causa dellavvento delle forze non conservative: un esempio molto frequente è la forza dattrito.

9 2° Principio Il secondo principio della termodinamica afferma che il calore non può passare da un corpo caldo a un corpo freddo senza che, contemporaneamente, non si abbia la scomparsa di qualche altra forma di energia. Esso accetta come formula naturale il fatto che non si sia mai riusciti a costruire un motore perpetuo di seconda specie. Il secondo principio stabilisce che nessun motore può trasformare completamente calore in lavoro, infatti una parte di lavoro viene sempre dispersa.

10 Le notizie riguardanti la storia sono state tratte da Il primo e il secondo principio è stato tratto da UTED p.s. (Lasinello è il simbolo del nostro gruppo).


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