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1 GUIDA UIL AL PIANO AZIONE E COESIONE, REGOLAMENTI POLITICHE DI COESIONE 2014-2020 PRESENTE E FUTURO DELLE POLITICHE DI COESIONE. COMMENTI E RIFLESSIONI.

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1 1 GUIDA UIL AL PIANO AZIONE E COESIONE, REGOLAMENTI POLITICHE DI COESIONE PRESENTE E FUTURO DELLE POLITICHE DI COESIONE. COMMENTI E RIFLESSIONI UIL Roma Dicembre 2011 A cura della UIL Servizio Politiche Territoriali

2 2 Le politiche di coesione , sono strettamente connesse con la riforma del Budget Europeo, Europa 2020 ed i relativi Piani Nazionali di Riforma, la PAC. Tutti questi temi risentono degli effetti delle misure contenute nel Patto Europeo per la Stabilità e la Crescita. La Commissione Europea ha già definito la proposta per la revisione del budget, i regolamenti per le politiche di coesione, e proprio laltro giorno la revisione della PAC. Su questi temi partirà una consultazione pubblica entro gennaio 2012 e successivamente si aprirà il negoziato. Ovviamente il negoziato sarà fortemente influenzato dallattuale ciclo di programmazione dei fondi strutturali.

3 3 Budget Europeo La proposta di revisione del budget europeo prevede un mix tra contribuzione diretta degli Stati Membri e la novità di una imposta europea sulle transazioni finanziarie (FTT). La proposta è di una previsione di spesa che ammonta miliardi di euro. Sulla proposta è in atto un dibattito tra gli Sati membri tra chi vorrebbe ridurre le risorse e tra chi ritiene che andrebbero aumentate.

4 4 EUROPA 2020 Gli obiettivi principali di Europa 2020 sono: – il 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni deve avere un lavoro; – il 3% del PIL dell'UE deve essere investito in R&S; – i traguardi "20/20/20" in materia di clima/energia devono essere raggiunti (compreso un incremento del 30% della riduzione delle emissioni se le condizioni lo permettono); – il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% dei giovani deve essere laureato; – 20 milioni di persone in meno devono essere a rischio di povertà.

5 5 Tali obiettivi che devono essere perseguiti attraverso i Piani di Riforma Nazionali, devono seguire 10 linee guida: 1. qualità e sostenibilità delle finanze pubbliche 2. affrontare gli squilibri macroeconomici 3. ridurre gli squilibri nella zona euro, 4. ottimizzare il sostegno alla ricerca e sviluppo e innovazione, il rafforzamento della società della conoscenza e liberare il potenziale dell'economia digitale, 5. incoraggiare un uso più efficiente delle risorse e ridurre le emissioni di gas serra 6. migliorare il contesto imprenditoriale e dei consumatori e la modernizzazione della base industriale per garantire il corretto funzionamento del mercato interno; 7. accrescere la partecipazione al mercato del lavoro, ridurre la disoccupazione strutturale e promuovere la qualità del lavoro 8. sviluppare una forza lavoro qualificata in grado di soddisfare le esigenze del mercato del lavoro, e promuovere l'istruzione e la formazione per tutta la vita; 9. rendere più efficienti i sistemi di istruzione e di formazione a tutti i livelli e aumentare la partecipazione all'istruzione superiore 10. promuovere l'inclusione sociale e la lotta contro la povertà.

6 6 Ad Aprile di questanno gli Stati Membri hanno presentato i loro Piani di Riforma ed a Giugno la Commissione, su tali piani ha fatto delle raccomandazioni ai singoli Stati. Per il nostro Paese sono stati fatti 6 rilievi: risanamento finanziario e pareggio di bilancio; combattere leccessiva segmentazione del mercato del lavoro; misure volte ad una maggiore produttività; maggiore concorrenza nel settore dei servizi in particolare nellambito delle professioni; migliorare gli investimenti in ricerca ed innovazione; misure per accelerare la spesa dei fondi strutturali europei per il

7 7 LA RIPROGRAMMAZIONE DEI FONDI STRUTTURALI EUROPEI La Commissione Europea ha invitato il Governo italiano ad una revisione dei Programmi Operativi per consentire unaccelerazione dellutilizzo dei Fondi. Laccelerazione della spesa si attua su due provvedimenti: una delibera CIPE del gennaio 2011 ed un protocollo di intesa, che riguarda le Regioni del Mezzogiorno, sulla rimodulazione del cofinanziamento nazionale.

8 8 DELIBERA CIPE 1/2011 Indica degli obiettivi di spesa per entrambi e Fondi (FSE, FESR), che prevedono: entro il 31 Maggio un livello di impegni pari alle risorse d spendere entro fine anno; entro il 31 Ottobre il livello di spesa da certificare è fissato al 70% delle risorse da spendere entro fine anno; entro il 31 Dicembre il livello degli impegni deve essere pari all80% delle risorse da spendere entro il 31 Dicembre Leventuale mancato raggiungimento degli obiettivi dei singoli Programmi, fermo restando il vincolo di destinazione territoriale delle risorse, comporterà la quantificazione da riprogrammare destinando gli importi in favore di altri Programmi.

9 9 Limporto oggetto della riprogrammazione sarà definito, in percentuale sul totale della dotazione del Programma e graduato a seconda del mancato raggiungimento dei risultati: fino al 10% di distanza degli obiettivi la quota da riprogrammare sarà pari allo 0,25% del totale della dotazione; superiore al 10%, ma inferiore al 20% dagli obiettivi la quota da riprogrammare sarà pari allo 0,50% del totale della dotazione; superiore al 20%, ma inferiore al 30% dagli obiettivi la quota da riprogrammare sarà pari allo 1% del totale della dotazione; oltre il 30% dagli obiettivi la quota da riprogrammare sarà pari allo 1,50% del totale della dotazione.

10 10 I RIMEDI PER RIMUOVERE GLI OSTACALI CONCORDATI CON LA COMMISSIONE lutilizzo più esteso a livello regionale di strumenti di modifiche al Patto di stabilità interno; ingegneria finanziaria, che consentono un rapido utilizzo delle risorse; la definizione, sempre a livello regionale, di bandi per il sostegno alle imprese; il miglioramento del tiraggio del FSE, in particolare per le misure relative alla occupabilità e di sostegno al reddito; la tendenza delle Regioni, già riscontrata negli scorsi anni, a concentrare le richieste di pagamento verso i mesi finali dellanno, quando sono più chiari gli spazi di manovra consentiti dal Patto di stabilità interno.

11 11 IL PIANO DI AZIONE E COESIONE A tal fine è stato predisposto il Piano di Azione e Coesione per la riprogrammazione e accelerazione della spesa di Fondi Strutturali Europei. Si tratta della riprogrammazione la revisione dei programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali Europei, concentrando le risorse, in coerenza con le raccomandazioni del Consiglio Europeo al Piano Nazionale di Riforma, e sui nuovi obiettivi della programmazione Per il momento la riprogrammazione fatta con il Piano di Azione e coesione avviene su: istruzione; occupazione; agenda digitale; reti ferroviarie. Pertanto nulla vieta che nellambito della riprogrammazione vengano previste azioni anche su altri obiettivi. Per quanto riguarda la riprogrammazione si tratta di modificare gli interventi previsti nei vari assi dei POR a favore dei suddetti temi, oppure nel caso dellistruzione di riprogrammare le risorse dei POR a favore del PON Istruzione.

12 12 RISORSE PER LATTUAZIONE DEL PIANO DI AZIONE E COESIONE IN MILIONI DI EURO OBIETTIVI CONTRIBUTI DELLE REGIONI A VALERE SUI PORTOTAL E RISORS E CALBR IA CAMPA NIA PUGLI A SICI LIA BASILI CATA SARDE GNA MOLI SE ABRU ZZO ISTRUZION E 102,8350,0162,4359, ,3 AGENDA DIGITALE 131,9018,260,059,7135,15,00 OCCUPAZI ONE 20,0 10,065,02,020,01,04,0142,0 FERROVIE80,0600,0100,0500,00340, ,0 TOTALE334,7970,0290,6984,161,7495,16,04,03.146,2 Per le Ferrovie le risorse provengono dalla riduzione del cofinanziamento nazionale. Per la Sardegna il capitolo infrastrutture ferroviarie include interventi sulle strade. Per la Sicilia allimporto totale si aggiungono ulteriori 595,5 milioni di euro derivanti dalla riduzione del cofinanziamento del POR FSE, destinati agli interventi ferroviari.

13 13 ISTRUZIONE Specificatamente per quanto riguarda listruzione si tratta di riprogrammare, entro il 31 Gennaio 2012, le risorse dei POR delle Regioni in Convergenza (Campania, Sicilia, Puglia e Calabria), per un totale di 974 milioni di euro (663 milioni di FESR e 311 milioni di FSE), in favore del PON Istruzione, rispettando il vincolo della territorialità. I finanziamenti sono destinati alla riqualificazione e allefficientamento degli edifici scolastici; acquisto attrezzature tecnologiche; potenziamento laboratori; competenze degli studenti; dispersione scolastica.

14 14 Le azioni da mettere in campo sono: sviluppare azioni di raccordo scuola-lavoro, con lobiettivo di permettere agli studenti di realizzare esperienze in azienda; realizzare periodi di residenza e studio in scuole allestero; realizzare azioni educative in aree a forte esclusione sociale, ad iniziare dalla scuola dellinfanzia; acquisto di attrezzature didattiche e digitali; opere di ristrutturazione e riqualificazione degli edifici scolastici; innalzare le conoscenze e competenze di base; iniziative costanti di orientamento e bilancio delle competenze nellordinaria attività scolastica.

15 15 RIPROGRAMMAZIONE ISTRUZIONE: LA TABELLA. RegioniFESRFSETotale Calabria Campania Puglia Sicilia Totale

16 16 AGENDA DIGITALE Per quanto riguarda lagenda digitale si tratta di riprogrammare i POR nellambito dei progetti strategici nazionali in sinergia con le operazioni già in atto nelle diverse Regioni. Si tratta di una riprogrammazione di 410 milioni di euro per: piano nazionale Banda Larga (internet da 2 mpbs per tutti entro il 2013; realizzazione di data center per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

17 17 Per la Calabria a tali finanziamenti si aggiungono 1 milione di euro del FEASR; mentre la Campania, pur aderendo al Piano Agenda Digitale Italiana, sono in corso le valutazioni congiunte con il Ministero dello sviluppo economico che porteranno alla determinazione delle risorse da destinare a questi interventi. La Puglia attiverà gli interventi di banda larga con lazzeramento del digital divide, mentre per la banda ultralarga e il data center la quantificazione delle risorse a carico del POR FESR, sarà subordinata a verifiche quadrimestrali con il DPS.

18 18 AGENDA DIGITALE: LA TABELLA REGIONIPiano Naz. Banda larga Banda ultralarga Data CenterTOTALE Calabria Campania0000 Puglia Sicilia Basilicata Sardegna Molise Abruzzo0000 TOTALE

19 19 CREDITO IMPOSTA OCCUPAZIONE Promuovere nuova occupazione attraverso il finanziamento, a valere sui POR regionali, del credito di imposta occupazione, (art. 2 della L.106/2011), così come concordato in via definitiva con la Commissione europea (DG EMPL). Si tratta di un credito di imposta automatico per le imprese, che assumono ed incrementano la base occupazionale, attraverso lassunzione di lavoratori e lavoratrici che rientrano nelle cosiddette fasce svantaggiate o molto svantaggiate. Le stime indicano una capienza per nuove assunzioni di lavoratori svantaggiati e di molto svantaggiati. Lincentivo ammonta al 50% del costo del lavoro per un anno, per quanto riguarda le fasce svantaggiate e per 24 mesi per le fasce molto svantaggiate.

20 20 Vengono definiti lavoratori o lavoratrici svantaggiati: chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale; lavoratori over 50; adulti che vivono soli con una o più persone a carico; lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 % la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici; membri di una minoranza nazionale all'interno di uno Stato membro; Sono definiti lavoratori o lavoratrici molto svantaggiati: disoccupato di lunga durata (24 mesi); lavoratori disabili.

21 21 CREDITO IMPOSTA OCCUPAZIONE: LA TABELLA REGIONIIMPORTO Calabria Campania Puglia Sicilia Basilicata Sardegna Molise Abruzzo Totale

22 22 INFRASTRUTTURE Per il potenziamento delle infrastrutture e per le reti ferroviarie del Sud, si tratta di riprogrammare le risorse sulle infrastrutture ferroviarie in modo di realizzare 290 Km di nuova rete ferroviaria (per la Sardegna sono previste opere stradali). In questo caso gli interventi saranno finanziati procedendo alla riduzione del cofinanziamento nazionale, con una modifica dei POR che sarà avviata nel mese di Gennaio. Per il potenziamento della rete ferroviaria, si lavorerà in una prospettiva di più lungo periodo, garantendo al tempo stesso certezze finanziarie agli interventi sulla rete ferroviaria meridionale che, per la lunghezza dei tempi di attuazione, non potranno essere completati entro il 2015.

23 23 La quantificazione di tale riduzione sarà effettuata una volta individuati gli interventi ferroviari definiti come prioritari e quantificato il relativo fabbisogno, sulla base di una istruttoria da completare entro il 15 dicembre Le risorse provenienti dalla riduzione del cofinanziamento restano nella disponibilità del Fondo Nazionale di Rotazione per il cofinanziamento dei fondi europei, per essere destinati, con vincolo territoriale ad interventi in attuazione del Piano di Azione e Coesione.

24 24 INFRASTRUTTURE: LE TABELLE DEI PROGETTI: CAMPANIA ASSE FERROVIARIO AV/AC NAPOLI-BARI- LECCE TARANTO INFRASTRUTTURANUOVA INFRASTRUTTURA FEROVIARIA IN KM Variante Cancello-Napoli15 Raddoppio Cancello-Frasso Telesino20 Raddoppio Frasso Telesino-Vitulano30 Raddopio in variante Apice-Corsara47 Totale Regione112

25 25 INFRASTRUTTURE: LE TABELLE DEI PROGETTI: PUGLIA ASSE FERROVIARIO AV/AC NAPOLI-BARI-LECCE TARANTO (KM 45) E ASSE BOLOGNA-BARI-LECCE-TARANTO (KM 8) INFRASTRUTTURANUOVA INFRASTRUTTURA FEROVIARIA IN KM Ripristino itinerario merci NA-BA (a Foggia)2 Tratta Cervara-Bovino23 Bari Sud (bari centrale-Bari Torre a Mare)10 Raddoppio Bari S. Andrea-Bitetto10 Tratta Termoli-Lesina8 Totale Regione53

26 26 INFRASTRUTTURE: LE TABELLE DEI PROGETTI: SICILIA LINEA CATANIA-PALERMO E NODI, SISTEMI URBANI E METROPOLITANI INFRASTRUTTURANUOVA INFRASTRUTTURA FEROVIARIA IN KM Nodo di Palermo32 Tratta Bicocca-Motta11 Tratta Catenuova-Enna49 Tratta Motta-Catenuova28 Tratto Catania Ognina-Catania Centrale4 Raddoppio bivio Zurria-Catania Acquicella1 Totale Regione125

27 27 ASSI INFRASTRUTTURALI E PRINCIPALI INTERVENTI FINANZIATI: LE RISORSE REGIONE CALABRIA INFRASTRUTTURAASSEGNAZIONE CIPE (62/2011) ALTRE RISORSE DISPONIBILI DA FINANZIARE CON RIDUZIONE TASSO DI COFINANZIAMENTO TOTALE Velocizzazione Battipaglia- Paola – Reggio Calabria Velocizzazione principali linee Velocizzazione principali- interventi accessori TOTALE ASSE FERROVIARIO SA-RC Elettrificazione del collegamento – primo lotto funzionale TOTALE COLLEGAMENTO LAMEZIA-CATANZARO- DORSALE IONICA Metaponto-Sibari-bivio S. Antonello TOTALE TARANTO- SIBARI-GIOIA TAURO TOTALE REGIONE

28 28 ASSI INFRASTRUTTURALI E PRINCIPALI INTERVENTI FINANZIATI: LE RISORSE REGIONE CAMPANIA INFRASTRUTTURA ASSEGNAZIONE CIPE (62/2011)ALTRE RISORSE DISPONIBILIDA FINANZIARE CON RIDUZIONE TASSO DI COFINANZIAMENTO TOTALE Nodo di Napoli: ACC Napoli Centrale Nodo di Napoli: potenziamento capacità Nodo di Napoli: potenziamento tecnologico Variante Cancello-Napoli Raddoppio Cancello-Frasso Telesino Raddoppio Frasso Telesino-Vitulano Raddoppio in varinate Apice-Orsara Riqualificazione urbana area portuale Napoli Est-progetto Traccia Napoli Acquisto materiale rotabile TOTALE ASSE FERROVIARIO AV/AC NAPOLI-BARI-LECCE TARANTO

29 29 ASSI INFRASTRUTTURALI E PRINCIPALI INTERVENTI FINANZIATI: LE RISORSE REGIONE PUGLIA INFRASTRUTT URA ASSEGNAZION E CIPE (62/2011) ALTRE RISORSE DISPONIBILI DA FINANZIARE CON RIDUZIONE TASSO DI COFINANZIAM ENTO TOTALE Ripristino itinerario merci Na - Ba (a Foggia Tratta Cervaro- Bovino Velocizzazione Napoli-Bari Bari Sud (Bari centrale-Bari Torre a Mare) Nodo di Bari (ACC Bari P.N.) PRG e ACC Bari centrale PRG e ACC Lecce Velocizzazione Bari-Lecce SCC Bari-Lecce INFRASTRUTTURA ASSEG NAZI ONE CIPE (62/201 1) ALTRE RISOR SE DISPO NIBILI DA FINANZI ARE CON RIDUZIO NE TASSO DI COFINAN ZIAMENT O TOTALE SCC Bari-Taranto Raddoppio Bari S. Andrea- Bitetto Completamento attrezzaggio Bari- Taranto Totale Asse ferroviario AV/AC Napoli-Bari - Lecce Taranto Completamento SCC Adriatica Tratta Termoli - Lesina (tratto Lesina-Ripalta) Totale Asse Bologna- Bari-Lecce-Taranto TOTALE REGIONE

30 30 ASSI INFRASTRUTTURALI E PRINCIPALI INTERVENTI FINANZIATI: LE RISORSE REGIONE SARDEGNA INFRASTRUTTURA ASSEGNAZIONE CIPE (62/2011) ALTRE RISORSE DISPONIBILI DA FINANZIARE CON RIDUZIONE TASSO DI COFINANZIAMEN TO TOTALE Ammodernamento e velocizzazione Rete Sarda Acquisto materiale rotabile Totale Ammodernamento e velocizzazione Rete Sarda In considerazione delle condizioni di isolamento della Regione Sardegna, il Piano di Azione prevede anche un finanziamento a favore dellammodernamento della rete Stradale: Alghero - Sassari per 25 milioni di euro e Sassari - Olbia per 150 milioni di euro (che si aggiungono ai 406,5 milioni di euro della delibera CIPE 3/8/2011 e 443,5 milioni di euro di altre risorse)

31 31 ASSI INFRASTRUTTURALI E PRINCIPALI INTERVENTI FINANZIATI: LE RISORSE REGIONE SICILIA INFRASTRUTTUR A ASSEGNAZIO NE CIPE (62/2011) ALTRE RISORSE DISPONIBILI DA FINANZIARE CON RIDUZIONE TASSO DI COFINANZIAM ENTO TOTALE SCC Palermo- Messina e Messina- Catania-Siracusa Totale Asse ferroviario Messina Palermo-Catania Nodo di Palermo Potenziamento e velocizzazione itinerario Palermo- Catania Potenziamento e velocizzazione Messina-Palermo e Messina-Siracusa Tratta Bicocca- Motta Tratta Catenanuova-Enna INFRASTRUTTURA ASSEG NAZI ONE CIPE (62/201 1) ALTRE RISOR SE DISPO NIBILI DA FINANZI ARE CON RIDUZIO NE TASSO DI COFINAN ZIAMENT O TOTALE Tratta Motta- Catenanuova Tratto Catania Ognina-Catania Centrale Velocizzazione PA- CT - tratta Roccapalumba- Marianopoli Totale Linea Catania-Palermo Raddoppio bivio Zurria-Catania Acquicella Totale Nodi, sistemi urbani e metropolitani TOTALE REGIONE

32 32 LA MANOVRA SALVA ITALIA E I FONDI STRUTTURALI Al fine di accelerare la spesa dei Programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali Europei per il triennio , la parte delle risorse per il cofinanziamento nazionale, nel limite di 1 miliardo per ciascun anno, non si calcola ai fini dei parametri del Patto di Stabilità interno. A tal fine è istituito il Fondo di compensazione per gli interventi volti a favorire lo sviluppo ripartito tra le singole Regioni sulla base della chiave di riparto dei fondi strutturali , tra Programmi Operativi Regionali, così come stabilita dal Quadro Strategico Nazionale Per le Regioni ricomprese nellObiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) e nel regime di phasing in (Basilicata), Competitività, tale esclusione è subordinata allAccordo sullattuazione del Piano di Azione Coesione.

33 33 LA MANOVRA SALVA ITALIA E I GIOVANI E LE DONNE Dal 2012 per le lavoratrici donne e per gli under 35, con contratto a tempo indeterminato, le deduzioni dalla base imponibile IRAP sono aumentate da 5 mila euro a euro, mentre tali deduzioni per le Regioni del Mezzogiorno sono aumentate da 10 mila euro a

34 34 LE RIFLESSIONI DELLA UIL SUL PIANO DI AZIONE E COESIONE E SULLA MANOVRA SALVA ITALIA Per quanto riguarda il Decreto salva Italia, è senzaltro positiva lesclusione dal patto di stabilità per 1 miliardo lanno, della parte di cofinanziamento nazionale e va nella direzione da tre anni sostenuta dalla UIL. Sarebbe, però, importante che tale esclusione, a livello nazionale riguardi anche i Bilanci di Comuni e Province, che spesso sono gli Enti appaltanti della Regione per la spesa dei Fondi Europei. In alternativa sarebbe importante, che le Regioni nella loro regionalizzazione del patto di stabilità diano priorità a tali risorse che sono le uniche veramente spendibili nei prossimi anni. Ciò darebbe certezze per i prossimi tre anni ai bilanci delle Autonomie Locali e potrebbe generare una spesa ulteriore di oltre 2 miliardi di euro lanno. Sempre nel Decreto salva Italia va nella giusta direzione di far aumentare il costo del lavoro instabile, la norma, che innalza lesenzione del cosiddetto cuneo fiscale per giovani under 35 e donne.

35 35 In generale si tratta di un Piano (che riprende la delibera CIPE del gennaio 2011 e in larga parte il Piano Eurosud, in cui è prevista, da una parte una rimodulazione dei POR e dallaltra un accentramento delle risorse. Ciò serve tra tecnicismi vari, compreso un tiraggio maggiore dei Grandi Progetti, che hanno una regola diversa per la regola N più 2 (regola dei disimpegni), ad evitare di perdere risorse a fine anno. Ovviamente tale rimodulazione generale vale a partire dal Le considerazioni che si possono fare sono tante, la prima, per la UIL, è che, in questo modo si certifica, ancora una volta, la scarsa efficienza di tutta la pubblica amministrazione (centrale e periferica) di programmare e di spendere bene le risorse. Una cosa è certa se avessero fatto questo tale operazione quando lo abbiamo sollecitato noi da almeno due anni, probabilmente anche la destinazione delle risorse sarebbe stata diversa e più selettiva.

36 36 In ogni caso ormai, pur di non perdere le risorse può andar bene tutto, per cui occorre superare gli egoismi delle pubbliche amministrazioni e incamminarsi su una strada che da una parte serve per spendere e dallaltra eviti lo spendere tanto per spendere. A questo proposito va bene la filosofia di fondo del Piano, ma come UIL riteniamo che, partire dal prossimo anno, necessiti un vero approfondimento sulla quantità e qualità della spesa sia delle risorse ordinarie, sia delle risorse aggiuntive, per capire se tale rimodulazione mantenga la finalità addizionale della programmazione dei fondi europei e, soprattutto, per capire quanto e come si spende nel Mezzogiorno. Perché capire quanto, come e dove si spendono le risorse non è indifferente per le politiche di sviluppo del Mezzogiorno, anche in previsione dellattuazione del federalismo fiscale (perequazione e rimozione degli squilibri territoriali), soprattutto, per quanto riguarda i futuri contratti istituzionali di sviluppo.

37 37 Nel merito, sul Piano di Azione e Coesione è positiva la riprogrammazione verso il piano agenda digitale, che tra laltro anticipa anche gli obiettivi di Europa 2020, altrettanto la concentrazione delle risorse sul piano infrastrutture, anche se occorre chiarire bene il piano ferrovie, sia per quanto riguarda le modalità di finanziamento delle opere (rimodulazione del cofinanziamento), sia per le modalità operative, sia per i tempi (certezza che si finanzino lotti già cantierabili). Sul versante Istruzione, in linea generale gli interventi sembrerebbero positivi, anche se permangono tutte le perplessità della UIL, che si tratti di interventi a pioggia, e, soprattutto, di finanziare attività e progetti che non hanno nulla di addizionale, ma che servono per far fronte ai tagli del bilancio ordinario della scuola. Perché, a nostro avviso, si tratta della stessa operazione fatta a Settembre scorso con la rimodulazione dei Piano Nazionale della Ricerca, dove è previsto di dirottare al Centro Nord tutte le risorse ordinarie del Bilancio del Ministero e al Sud far fronte a Ricerca ed Università con le risorse dei fondi comunitari.

38 38 Assume importanza, in questo caso, a maggior ragione, la richiesta di verifica della spesa ordinaria e aggiuntiva. Inoltre è positivo, che finalmente sia reso operativo il credito di imposta occupazione, ma anche da questo punto di vista cè la perplessità dellesiguo importo del suo finanziamento. Perché i 142 milioni di euro messi a disposizione, coprono appena 11 mila nuovi posti di lavoro. Ed allora le cose sono due: o le risorse stanziate sono insufficienti ed allora andrebbero aumentate, oppure che le previsioni sono di poche nuove assunzioni, ed allora la situazione sarebbe di vero allarme rosso. Andrebbe chiarito, a tale proposito, se lo stanziamento riguardi soltanto il 2012, o se è una prima tranche annuale, per poi essere rifinanziato per i prossimi anni con le stesse modalità.

39 39 Sempre sul versante del credito occupazione il Governo dovrebbe richiedere un confronto in sede europea per lestensione del periodo e lallargamento della platea dei beneficiari. Inoltre nel Piano non si fa nessun accenno circa lipotesi di destinare risorse del FSE al riforma dellapprendistato e al contratto di inserimento. Sarebbe opportuno, da questo punto lapertura di un tavolo, tra laltro previsto dallaccordo sullapprendistato, sulle risorse da destinare alla formazione, sia per lapprendistato che per i contratti di inserimento, utilizzando in tal senso le risorse del FSE. A nostro parere, inoltre, il Piano, se si esclude la lotta alla dispersione scolastica e lagenda digitale, è abbastanza carente circa il finanziamento delle cosiddette infrastrutture immateriali. Sarebbe opportuno rimodulare i programmi sugli Obiettivi di Servizio (acqua, rifiuti, assistenza domiciliare integrata, asili nido), concentrando su di essi una parte delle risorse.

40 40 Infine rimane irrisolto il problema del FAS o Fondo di Coesione come si chiama dopo il decreto del federalismo fiscale sulla rimozione degli squilibri territoriali. E vero che nel salva Italia è stato salvato il FAS regionale, mentre ancora è in atto il monitoraggio delle risorse rimanenti del FAS nazionale, ma sarebbe importante che già a partire dal 2012 le Regioni possano contare sulla certezza dei finanziamenti di tale fondo in modo tale che da questa data si possano prendere impegni vincolanti di spesa.

41 41 LE POLITICHE DI COESIONE Le politiche di coesione , che per il prossimo ciclo di programmazione possono contare su una disponibilità economica di 336 miliardi di euro, in linea con EU 2020, dovranno seguire una politica di investimento basata su: attenzione ai risultati concentrazione tematica incentivi e condizionamenti.

42 42 68,7 miliardi di euro sono destinati al Fondo di Coesione; 162,6 miliardi di euro alle Regioni in ritardo di sviluppo (Convergenza); 38,9 miliardi di euro alle Regioni in transizione; 53,1 miliardi di euro alle Regioni a maggiore sviluppo (competitività ed occupazione); 11,7 miliardi di euro alla Cooperazione Territoriale; 0,9 miliardi di euro alle Regioni ultraperiferiche e le zone scarsamente popolate. Viene previsto un nuovo fondo chiamato "Collegamento Fondo Europa" (CEF), con una dotazione di 50 miliardi euro, che ha per scopo quello di accelerare lo sviluppo di infrastrutture prioritarie, di mobilità, energia e le tecnologie dellinformazione. Il tasso di cofinanziamento prevede: 75-85% nelle Regioni a ritardo di sviluppo e ultraperiferiche; 60% nelle Regioni in transizione; 50% nelle regioni più sviluppate.

43 43 I FONDI PER LE POLITICHE DI COESIONE I principi cardini della futura politica di coesione sono 4: 1.Aumentare il valore aggiunto dellUE e rafforzare la Governance; 2. Introdurre la nuova dimensione della coesione territoriale; 3.Razionalizzare lattuazione sulla base delle lezioni del passato; 4.Architettura della politica di coesione.

44 44 VALORE AGGIUNTO DELLUE E GOVERNANCE E' previsto un unico Quadro Strategico (QSC) per tutti i Fondi (FESR, FSE, FEG, FEASR, FEP) che tradurrà gli obiettivi UE2020 in priorità di investimento. Il documento sostituirà gli Orientamenti Strategici della presente programmazione e sarà adottato dalla Commissione. Sarà adottato un Contratto di partnership sullo sviluppo e gli investimenti che, basandosi sul Quadro Strategico Comune, stabilirà le priorità di investimento, l'allocazione delle risorse nazionali e dell'Unione europea tra i settori e i programmi prioritari, le condizioni concordate e gli obiettivi da raggiungere. Il contratto sarà il risultato delle discussioni tra gli Stati membri, le Regioni e la Commissione sulla strategia di sviluppo presentata nei Programmi nazionali di riforma.

45 45 Verranno definiti i Programmi Operativi che costituiranno lo strumento di gestione e tradurranno i documenti strategici in concrete priorità d'investimento corredate di obiettivi chiari e misurabili. Si introdurranno maggiori incentivi e condizioni necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati (ad es. processo di snellimento della burocrazia). Migliorerà il funzionamento degli strumenti di valutazione della performance dei risultati per verificare landamento dei programmi. Si promuoverà un maggiore ricorso a strumenti di ingegneria finanziaria messi a punto dalla CE insieme alla Banca Europea per gli investimenti (BEI), e Banca di sviluppo del Consiglio dEuropa CEB.

46 46 COESIONE TERRITORIALE Viene introdotta la nuova dimensione della coesione territoriale che darà particolare risalto al ruolo delle città, alle aree geografiche funzionali ed a quelle che affrontano specifici problemi geografici o demografici e infine alle strategie macroregionali, ciò verrà attuato attraverso: Rafforzamento della cooperazione territoriale tra regioni allinterno di uno stesso Paese; Pianificazione di azioni ad hoc in aree con caratteristiche specifiche (ad es. montagna e aree ultraperiferiche, le cui caratteristiche geografiche o demografiche potrebbero aumentarne i problemi dello sviluppo).

47 47 LATTUAZIONE SULLA BASE DELLE LEZIONI DEL PASSATO Le intenzioni sono una semplificazione delle procedure amministrative attraverso: la riduzione dei carichi amministrativi e semplificazione della gestione; una maggiore responsabilizzazione delle istanze nazionali (ad es. previsione di una dichiarazione annuale rilasciata dalle AdG in luogo del processo di certificazione delle spese).

48 48 ARCHITETTURA DELLA POLITICA DI COESIONE La politica di coesione continuerà per tutte le Regioni dEuropa con tre distinti obiettivi o zone: Regioni meno sviluppate, ovvero con un PIL pro capite minore del 75% della media UE); Regioni più sviluppate, ovvero con un PIL maggiore del 90% della media UE); Regioni in transizione o terza area, ovvero con un IL pro capite compreso tra il 75% ed il 90% della media UE, con modalità semplificate rispetto allattuale phasing in e phasing out.

49 49 PROPOSTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI REGOLAMENTI PER LA POLITICA DI COESIONE La Commissione Europea ha approvato il 6 ottobre 2011 un pacchetto legislativo relativo alla politica di coesione per il periodo Il pacchetto comprende: una regolamentazione di portata globale che istituisce una serie di norme comuni per gestire il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). In questo modo sarà possibile ottenere la migliore combinazione di fondi per incrementare limpatto dellazione dellUE.

50 50 Tre regolamenti specifici per il FESR, il FSE e il Fondo di coesione. Due regolamenti concernenti lobiettivo cooperazione territoriale europea e il gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT). Due regolamenti sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) e sul Programma per il cambiamento sociale e linnovazione. Una comunicazione sul Fondo di solidarietà dellUnione europea (FSUE).

51 51 Tale pacchetto è volto a rilanciare la crescita e l'occupazione in Europa destinando gli investimenti dell'UE all'agenda per la crescita e l'occupazione dell'Europa "EU 2020, attraverso la concentrazione tematica delle risorse dei Fondi Strutturali Europei. La concentrazione tematica prevede investimenti in: ricerca e innovazione; tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC); competitività delle piccole e medie imprese (PMI);

52 52 spostamento verso un'economia a basse emissioni di carbonio; l'adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione dei rischi e gestione; tutela ambientale e l'efficienza delle risorse; trasporto sostenibile e infrastrutture di rete strategiche; lavoro e sostegno alla mobilità del lavoro; l'inclusione sociale e lotta alla povertà; istruzione, competenze e apprendimento permanente; rafforzamento delle capacità istituzionali ed efficienza delle pubbliche amministrazioni.

53 53 Tutti i programmi dovranno contenere: traguardi chiari e misurabili e reali e Focus sui risultati; indicatori, valutazione e rendicontazione pre-condizioni per il successo; conformità con la nuova governance economica; assicurare tutte le condizioni per un efficace investimento delle risorse.

54 54 Per un approccio integrato delle azioni a livello nazionale e regionale è prevista la possibilità di programmare le risorse con il metodo del plurifondo al posto dellattuale programmazione basata sul cosiddetto approccio monofondo. Inoltre sulla base di strategie territoriali sono previsti "Investimenti integrati territoriali urbani o altre strategie territoriali.

55 55 FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE (FESR) Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) è la principale fonte di finanziamenti dell'UE a tal fine. L'obiettivo è riequilibrare le principali disparità fra le regioni finanziando lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle economie regionali, compresa la conversione delle regioni industriali in declino e di quelle in ritardo di sviluppo. Tutte le regioni europee riceveranno finanziamenti a titolo del FESR. Le autorità nazionali e regionali stabiliscono i loro programmi di sviluppo e selezionano i progetti da finanziare.

56 56 I Regolamenti prevedono, che per il periodo il FESR ha una dotazione economica di 183,3 miliardi di euro. Il FESR concentra la sua azione verso obiettivi volti agli "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e "Cooperazione territoriale europea". In particolare Il FESR sostiene lo sviluppo regionale e locale cofinanziando investimenti nei seguenti campi: R&S e innovazione, cambiamento climatico e ambiente, sostegno alle PMI, servizi di interesse economico generale, infrastrutture per le telecomunicazioni, l'energia e i trasporti, sanità, istruzione e infrastrutture.

57 57 Il regolamento proposto prevede che sia data particolare attenzione allo sviluppo urbano sostenibile. A questo scopo, almeno il 5% delle risorse del FESR dovrà essere destinato allo sviluppo urbano sostenibile, sarà creata una piattaforma per lo sviluppo urbano per promuovere lo sviluppo di capacità e lo scambio di esperienze e sarà stabilito un elenco di città in cui saranno realizzate azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile. Le regioni in transizione e le regioni più sviluppate dovranno destinare la maggior parte della loro dotazione (eccetto per il FSE) all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili, alla competitività delle PMI e all'innovazione. Le regioni meno sviluppate potranno utilizzare la loro dotazione per un maggior numero di obiettivi che riflettano la maggiore varietà delle loro necessità di sviluppo.

58 58 A tal fine il FESR deve destinare: almeno l'80% delle risorse sia destinato all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili, alla ricerca e all'innovazione e al sostegno delle PMI nelle regioni più sviluppate e in transizione, di cui il 20% destinato all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili; dato il persistere di necessità di ristrutturazioni nelle regioni gradualmente escluse dall'obiettivo "Convergenza", l'importo minimo sarà ridotto al 60%; almeno il 50% delle risorse sia destinato all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili, alla ricerca e all'innovazione e al sostegno delle PMI nelle regioni meno sviluppate, di cui il 6% destinato all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili.

59 59 CAMPI DI INTERVENTO Il FESR sostiene: investimenti produttivi che contribuiscono alla creazione e al mantenimento di posti di lavoro sostenibili, tramite aiuti diretti a investimenti in piccole e medie imprese (PMI); investimenti in infrastrutture che forniscono servizi di base ai cittadini nei settori dell'energia, dell'ambiente, dei trasporti e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC); investimenti in infrastrutture sociali, sanitarie ed educative; lo sviluppo del potenziale endogeno promuovendo lo sviluppo regionale e locale, la ricerca e l'innovazione; l'assistenza tecnica.

60 60 Nelle regioni più sviluppate il FESR non sostiene investimenti in infrastrutture che forniscono servizi di base ai cittadini nei settori dell'ambiente, dei trasporti e delle TIC. Il FESR non sostiene: la disattivazione delle centrali nucleari; la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in impianti cui si applica la direttiva 2003/87/CE; la fabbricazione, la trasformazione e la commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco; le imprese in difficoltà, come definite secondo le regole dell'Unione in materia di aiuti di Stato.

61 61 PRIORITÀ D'INVESTIMENTO Il FESR sostiene 11 priorità di investimento: 1 rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione; 2 migliorare l'accesso alle TIC, il loro utilizzo e la loro qualità; 3 accrescere la competitività delle PMI; 4 sostenere il passaggio a un'economia a bassa emissione di carbonio in tutti i settori; 5 promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi; 6 proteggere l'ambiente e promuovere l'efficienza delle risorse; 7 promuovere il trasporto sostenibile ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete; 8 promuovere l'occupazione e la mobilità dei lavoratori; 9 promuovere l'inclusione sociale e lottare contro la povertà; 10 investire nell'istruzione, nella qualificazione professionale e nella formazione permanente, sviluppando l'infrastruttura scolastica e formativa; 11 potenziare la capacità istituzionale e l'efficienza delle pubbliche amministrazioni e dei servizi pubblici interessati dagli interventi del FESR, affiancando le azioni svolte a questo fine con il sostegno del FSE.

62 62 Priorità 1: RAFFORZARE LA RICERCA, LO SVILUPPO TECNOLOGICO E L'INNOVAZIONE potenziare l'infrastruttura per la ricerca e l'innovazione (R&I) e le capacità di sviluppare l'eccellenza nella R&I e promuovere centri di competenza, in particolare quelli di interesse europeo; promuovere gli investimenti delle imprese in R&I, lo sviluppo di prodotti e servizi, il trasferimento di tecnologie, l'innovazione sociale e le applicazioni nei servizi pubblici, la stimolazione della domanda, le reti, i cluster e l'innovazione aperta attraverso la specializzazione intelligente; sostenere la ricerca tecnologica e applicata, le linee pilota, le azioni di validazione precoce dei prodotti, le capacità di fabbricazione avanzate e la prima produzione in tecnologie chiave abilitanti e la diffusione di tecnologie con finalità generali.

63 63 Priorità 2: MIGLIORARE L'ACCESSO ALLE TIC, IL LORO UTILIZZO E LA LORO QUALITÀ estendere la diffusione della banda larga e delle reti ad alta velocità; sviluppare i prodotti e i servizi delle TIC, il commercio elettronico e la domanda di TIC; rafforzare le applicazioni delle TIC per l'e-government, l'e-learning, l'einclusion e l'e-health. Priorità 3: ACCRESCERE LA COMPETITIVITÀ DELLE PMI promuovere l'imprenditorialità, in particolare facilitando lo sfruttamento economico di nuove idee e promuovendo la creazione di nuove aziende; sviluppare nuovi modelli di attività per le PMI, in particolare per l'internazionalizzazione.

64 64 Priorità 4: SOSTENERE IL PASSAGGIO A UN'ECONOMIA A BASSA EMISSIONE DI CARBONIO IN TUTTI I SETTORI promuovere la produzione e la distribuzione di fonti di energia rinnovabili; promuovere l'efficienza energetica e l'uso dell'energia rinnovabile nelle PMI; sostenere l'efficienza energetica e l'uso dell'energia rinnovabile nelle infrastrutture pubbliche e nel settore dell'edilizia abitativa; sviluppare sistemi di distribuzione intelligenti a bassa tensione; promuovere strategie per basse emissioni di carbonio per le zone urbane.

65 65 Priorità 5: PROMUOVERE L'ADATTAMENTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO, LA PREVENZIONE E LA GESTIONE DEI RISCHI sostenere investimenti riguardanti in modo specifico l'adattamento al cambiamento climatico; promuovere investimenti destinati a far fronte a rischi specifici, garantire la capacità di reagire alle catastrofi e sviluppare sistemi di gestione delle catastrofi.

66 66 Priorità 6: PROTEGGERE L'AMBIENTE E PROMUOVERE L'EFFICIENZA DELLE RISORSE contribuire a soddisfare le notevoli necessità di investimenti nel settore dei rifiuti per rispondere agli obblighi imposti dalla normativa dell'Unione in materia ambientale; contribuire a soddisfare le notevoli necessità di investimenti nel settore dell'acqua per rispondere agli obblighi imposti dalla normativa dell'Unione in materia ambientale; proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio culturale; proteggere la biodiversità, i suoli e promuovere i servizi per gli ecosistemi, compreso NATURA 2000 e le infrastrutture verdi; migliorare l'ambiente urbano, in particolare con la riqualificazione delle aree industriali dismesse e la riduzione dell'inquinamento atmosferico.

67 67 Priorità 7: PROMUOVERE IL TRASPORTO SOSTENIBILE ED ELIMINARE LE STROZZATURE NELLE PRINCIPALI INFRASTRUTTURE DI RETE favorire la creazione di uno spazio unico europeo dei trasporti multimodale con investimenti nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T); migliorare la mobilità regionale, per mezzo del collegamento dei nodi secondari e terziari all'infrastruttura della TEN-T; sviluppare sistemi di trasporto ecologici e a bassa emissione di carbonio e favorire la mobilità urbana sostenibile; sviluppare sistemi di trasporto ferroviario globali, di elevata qualità e interoperabili.

68 68 Priorità 8: PROMUOVERE L'OCCUPAZIONE E LA MOBILITÀ DEI LAVORATORI MEDIANTE: lo sviluppo di incubatrici di imprese e il sostegno a investimenti per i lavoratori autonomi e la reazione di imprese; iniziative per lo sviluppo locale e aiuti a strutture che forniscono servizi di zona per creare nuovi posti di lavoro, se tali azioni non rientrano nel campo d'applicazione del FSE; investimenti in infrastrutture per i servizi pubblici per l'impiego.

69 69 Priorità 9: PROMUOVERE L'INCLUSIONE SOCIALE E LOTTARE CONTRO LA POVERTÀ MEDIANTE: investimenti nell'infrastruttura sanitaria e sociale che contribuiscano allo sviluppo nazionale, regionale e locale, la riduzione delle disparità nelle condizioni sanitarie e il passaggio dai servizi istituzionali ai servizi locali; il sostegno alla rigenerazione fisica ed economica delle comunità urbane e rurali sfavorite; il sostegno a imprese sociali.

70 70 Priorità 10: investire nell'istruzione, nella qualificazione professionale e nella formazione permanente, sviluppando l'infrastruttura scolastica e formativa. Priorità 11: potenziare la capacità istituzionale e l'efficienza delle pubbliche amministrazioni e dei servizi pubblici interessati dagli interventi del FESR, affiancando le azioni svolte a questo fine con il sostegno del FSE.

71 71 IL FONDO SOCIALE EUROPEO (FSE) Per quanto riguarda il FSE esso sarà articolato intorno a 4 obiettivi tematici allinterno dellUnione Europea: promuovere loccupazione e la mobilità professionale; investire nellinsegnamento, nelle competenze, e nella formazione permanente; promuovere linclusione sociale e lottare contro la povertà; rafforzare la capacità istituzionale ed unefficiente amministrazione pubblica. Il FSE dovrebbe contribuire ad altri obiettivi tematici: sostenere anche la transizione verso un'economia più verde, un migliore utilizzo delle tecnologie digitali, imprenditorialità, ricerca e innovazione.

72 72 A tal fine è necessario: dedicare almeno il 20% degli stanziamenti del FSE alla promozione dellinclusione sociale e alla lotta alla povertà; concentrare il finanziamento nel quadro dei programmi operativi su un numero limitato di priorità di investimento. Anche per il il FSE deve rafforzare linnovazione sociale e la cooperazione transnazionale mediante un tasso di cofinanziamento più elevato. Il Regolamento attribuisce grande importanza alla partecipazione delle parti sociali e delle ONG nella programmazione ed attuazione. A tal fine è previsto un importo adeguato delle risorse del FSE alle azioni di rafforzamento delle capacità delle parti sociali e delle ONG.

73 73 Per quanto riguarda i sistemi di monitoraggio e di valutazione il regolamento propone norme di qualità minime e un insieme di indicatori comuni obbligatori. Per garantire la semplificazione è previsto di estendere lutilizzazione delle opzioni semplificate in materia di costi a diretto vantaggio dei beneficiari. Vengono introdotte disposizioni specifiche per gli strumenti finanziari al fine di incoraggiare gli Stati membri e le Regioni a far ricorso al FSE, cercando di far aumentare le capacità finanziarie a favore delloccupazione, dellistruzione, e dellinclusione sociale.

74 74 LINCIDENZA DEL FSE SUL BILANCIO DELLE POLITICHE DI COESIONE BILANCIO PROPOSTO MILIARDI DI EURO PER LA COESIONE PERCENTUALE MINIMA FSE IMPORTO MINIMO CORRISPOND NETE PER FSE IN MLD REGIONI IN RITARDO DI SVILUPPO 162,625%40,7 REGIONI IN TRANSIZIONE 38,940%15,6 REGIONI PIU SVILUPPATE 53,152%27,6

75 75 PRIORITA PROMOZIONE DELLOCCUPAZIONE E SOSTEGNO ALLA MOBILITA PROFESSIONALE Tale priorità si esplica attraverso: laccesso alloccupazione per le persone in cerca di lavoro e per le persone inattive, comprese le iniziative locali per loccupazione e il sostegno alla mobilità professionale; l'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani che non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazioni; l'attività autonoma, lo spirito imprenditoriale e la creazione di imprese; l'uguaglianza tra uomini e donne e la conciliazione tra vita professionale e vita privata; l'adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti; l'invecchiamento attivo e in buona salute; la modernizzazione e il rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro, comprese azioni volte a migliorare la mobilità professionale transnazionale.

76 76 PRIORITA INVESTIMENTO NELLISTRUZIONE, NELLE COMPETENZE E NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE Tale priorità si esplica attraverso: riducendo l'abbandono scolastico precoce e promuovendo l'uguaglianza di accesso all'istruzione prescolare, primaria e secondaria di buona qualità; migliorando la qualità, l'efficacia e l'apertura dell'istruzione superiore e di livello equivalente al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di riuscita; migliorando l'uguaglianza di accesso alla formazione permanente, aggiornando le attitudini e le competenze della manodopera e migliorando l'utilità dei sistemi d'insegnamento e di formazione per il mercato del lavoro.

77 77 PRIORITA PROMOZIONE DELLINCLUSIONE SOCIALE E LOTTA CONTRO LA POVERTA Tale priorità si esplica attraverso: inclusione attiva; integrazione delle comunità emarginate quali i rom; lotta contro la discriminazione basata sul sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale; miglioramento dell'accesso a servizi abbordabili, sostenibili e di qualità, compresi i servizi sociali e cure sanitarie d'interesse generale; promozione dell'economia sociale e delle imprese sociali; strategie di sviluppo locale realizzate dalla collettività.

78 78 PRIORITA RAFFORZAMENTO DELLA CAPACITA ISTITUZIONALE E DI UNA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA EFFICACE Tale priorità si esplica attraverso: Investimento nella capacità istituzionale e nell'efficacia delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici nell'ottica delle riforme, di una migliore regolamentazione e di una buona governance (questa priorità d'investimento si applica solo sull'insieme del territorio degli Stati membri che possiedono almeno una regione in Convergenza o negli Stati membri ammissibili al sostegno del Fondo di coesione; rafforzamento delle capacità delle parti interessate che operano nei settori dell'occupazione, dell'istruzione e delle politiche sociali, patti settoriali e territoriali di mobilitazione per una riforma a livello nazionale, regionale e locale.

79 79 CONCENTRAZIONE TEMATICA Per la realizzazione degli obiettivi di Europa 2020: In ciascuno Stato membro, almeno il 20% delle risorse totali dell'FSE sono attribuite all'obiettivo tematico "promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà. Gli Stati membri devono garantire la concentrazione tematica secondo le seguenti modalità: Per quanto riguarda le Regioni più sviluppate, gli Stati membri concentrano l'80% dei fondi destinati a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità d'investimento. Per quanto riguarda le Regioni in transizione, gli Stati membri concentrano il 70% dei fondi destinati a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità d'investimento. Per quanto riguarda le regioni in ritardo di sviluppo, gli Stati membri concentrano il 60% dei fondi destinati a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità d'investimento.

80 80 INDICATORI Gli indicatori comuni espressi in numero per quanto riguarda i partecipanti sono: i disoccupati, compresi i disoccupati di lunga durata; i disoccupati di lungo periodo; le persone inattive; le persone inattive che non seguono un corso di insegnamento o una formazione; i lavoratori, compresi i lavoratori autonomi; le persone di età inferiore a 25 anni; le persone di età superiore a 54 anni; i titolari di un diploma di istruzione primaria o di istruzione secondaria inferiore; i titolari di un diploma di insegnamento secondario superiore o di un diploma di istruzione post secondaria; i titolari di un diploma di istruzione terziaria; i migranti, le persone di origine straniera, le minoranze (comprese le comunità emarginate come i rom); le persone con disabilità; le altre persone svantaggiate.

81 81 INDICATORI COMUNI DI REALIZZAZIONE PER GLI ENTI numero di progetti attuati completamente o parzialmente dalle parti sociali o da organizzazioni non governative numero di progetti destinati alle pubbliche amministrazioni o ai servizi pubblici numero di micro, piccole e medie imprese finanziate INDICATORI COMUNI DI RISULTATO CONCERNENTI I PARTECIPANTI partecipanti inattivi che hanno recentemente trovato un lavoro e sono in punto di lasciarlo partecipanti sul punto di terminare studi/corsi di formazione partecipanti sul punto di ottenere una qualifica partecipanti sul punto di abbandonare il lavoro INDICATORI COMUNI DI RISULTATO A PIÙ LUNGO TERMINE CONCERNENTI I PARTECIPANTI partecipanti che hanno un lavoro 6 mesi dopo aver abbandonato il precedente partecipanti che esercitano un'attività autonoma 6 mesi dopo aver abbandonato l'attività precedente partecipanti che godono di una migliore situazione sul mercato del lavoro 6 mesi dopo aver abbandonato l'attività precedente

82 82 COINVOLGIMENTO DEI PARTNER Per sostenere la partecipazione delle parti sociali all'azione occorre garantire che un adeguato volume delle risorse dell'FSE sia destinato alle attività di sviluppo delle capacità delle stesse, quali la formazione e le azioni di collegamento in rete, nonché al rafforzamento del dialogo sociale e attività intraprese congiuntamente dalle parti sociali. Per sostenere la partecipazione delle ONG, in particolare nei settori dell'inclusione sociale, dell'uguaglianza tra uomini e donne e dell'uguaglianza delle opportunità, occorre garantire, che un volume adeguato delle risorse dell'FSE sia destinato alle attività di sviluppo delle capacità per le organizzazioni non governative.

83 83 Inoltre nella programmazione ed attuazione dei programmi cofinanziati dal FSE occorre: promuovere politiche per le pari opportunità; promuovere luguaglianza delle opportunità e della non discriminazione; la cooperazione transnazionale.

84 84 Inoltre nella programmazione ed attuazione dei programmi cofinanziati dal FSE occorre: promuovere politiche per le pari opportunità; promuovere luguaglianza delle opportunità e della non discriminazione; la cooperazione transnazionale.

85 85 Il FSE può sostenere azioni di sviluppo locale attuate dalla collettività quali: i patti territoriali; le iniziative locali per loccupazione; listruzione e linclusione sociale; investimenti territoriali integrati. IL FSE può sostenere, integrando gli interventi con il FESR, lo sviluppo urbano sostenibile, con azioni mirate ad affrontare i problemi economici, ambientali e sociali nelle Città elencate nei contratti di partenariato.

86 86 SEMPLIFICAZIONE DEI COSTI Il regolamento generale dei Fondi Strutturali regola la semplificazione amministrativa. L'intento è quello di armonizzare, per quanto possibile, le norme di base per gli strumenti attuativi. Le opzioni per i costi semplificati possono essere i tassi e gli importi forfettari che gli Stati Membri offrono come possibilità di introdurre per una gestione orientata ai risultati a livello dei singoli interventi. Per il FSE in particolare: la Commissione può rimborsare le spese sostenute dagli Stati membri sulla base di tabelle standard di costi unitari e di importi forfettari stabiliti dalla Commissione. A tale scopo la Commissione ha la facoltà di adottare, atti delegati concernenti il tipo di operazioni coperto, le definizioni delle tabelle standard di costi unitari, gli importi forfettari e i loro massimali, che possono essere adeguati conformemente ai metodi applicabili comunemente utilizzati.

87 87 IL FONDO EUROPEO PER LA GLOBALIZZAZIONE (FEG) Anche per il con il FEG si vuole continuare ad aiutare i lavoratori licenziati con una dotazione di 3 miliardi di euro. Chi ne beneficerà e come? I lavoratori che hanno perso il lavoro a causa della globalizzazione o di una crisi improvvisa. La proposta estende l'assistenza del FEG per includere i lavoratori temporanei e proprietario-manager di micro-imprese e PMI (compresi gli agricoltori). Come regola generale, il FEG pagherà il 50%, per un massimo di 24 mesi, dei costi delle misure per aiutare i lavoratori a trovare un altro lavoro (formazione, assistenza nella ricerca, imprese start-up).

88 88 Tale contributo potrà salire fino al 65% in risposta ad alcune circostanze particolari. Il FEG aiuterà ulteriori categorie di lavoratori che sono attualmente esclusi in pratica (per esempio lavoratori interinali, dai proprietari gestori delle micro-imprese, agricoltori). Diventerà permanente come strumento di "supporto crisi, che può aiutare i lavoratori licenziati a causa di una crisi inaspettata.

89 89 LE RIFLESSIONI DELLA UIL SUL FUTURO DELLE POLITICHE DI COESIONE Revisione del budget europeo, politiche di coesione, Europa 2020, Politica Agricola Comune (PAC), Patto di stabilità sono tutti temi connessi tra loro che non possono essere assolutamente essere trattati in modo disgiunto. La crisi del debito pubblico, che sta colpendo, chi più e chi meno, tutti i paesi dellUnione Europea, pone gli Stati membri, ad avviso della UIL, di fronte ad una sfida: la necessità da una parte di azioni di risanamento dei conti pubblici e nel contempo impegnarsi in programmi di crescita economica. Ciò, oltre che per ridare una opportunità di speranza a milioni di persone, anche e, soprattutto, perché se non cè crescita economica, tutti gli sforzi di rigore nei conti pubblici rischia di non essere sufficiente. E chiaro che le regole del patto di stabilità devono essere rispettate, ma lUnione Europea non può limitare la sua azione a prescrivere vincoli abbastanza rigidi ai Paesi in eccesso di deficit.

90 90 LUE deve guardare al benessere delle persone, soprattutto a quelle della nuova generazione, per questo deve contribuire alla grande emergenza: il lavoro. Sono, quindi, necessarie politiche mirate alla crescita e alloccupazione, declinando interventi volti a rimuovere gli squilibri sociali e rispettosi dellambiente. In attesa di capire quali saranno i risvolti e le implicazioni legate al cambio del Trattato e la nuova unione fiscale europea è importante come si costruisce il nuovo quadro pluriennale finanziario Perché il bilancio europeo deve essere prima di tutto uno strumento di solidarietà e di crescita, sia nella parte delle entrate che dalla parte della spesa, e non solo per la quantità delle risorse stanziate ma anche per la qualità del loro impiego. Per quanto riguarda la parte entrate la UIL condivide il concetto che lUE si doti si entrate proprie autonome. Da questo punto di vista è positiva lintroduzione della nuova tassa europea sulle transazioni finanziarie, a patto che essa coniughi due obiettivi: da un lato aumentare la dotazione del bilancio europeo e dallaltro venendo incontro alle richieste di alcuni Stati di ridurre il loro contributo.

91 91 Per questo è importante che essa venga confermata nel quadro finanziario definitivo, ma se ciò non accadesse è necessario, comunque, assicurare le attuali risorse previste aumentando il contributo degli Stati membri. Resta comunque aperto il quesito se lattuale proposta di bilancio sarà in grado di consentire allEuropa di uscire dallattuale crisi economica e finanziaria e nel contempo di affrontare le sfide di carattere competitivo contenute in Europa Purtroppo, a nostro avviso, siamo di fronte ad una proposta della Commissione nella sua parte quantitativa che non è in grado di supportare le sfide a cui lEuropa è chiamata, con il risultato che gli obiettivi di EU 2020, peraltro ambiziosi e condivisibili rischiano di non essere raggiunti, come già accaduto nel passato con lAgenda di Lisbona per le scarse risorse a disposizione. Per quanto riguarda la parte spesa, nella proposta della Commissione non sono state messe in discussione i tradizionali assi di spesa (politica di coesione e PAC), anche se entrambe nella proposta della Commissione risultano ridimensionate in termini percentuali delle quote di loro pertinenza.

92 92 Ad essere maggiormente penalizzate da questa diminuzione sono le politiche di coesione, in quanto, dovranno sostenere con il loro budget anche politiche che sono tradizionalmente a carico del Bilancio dellagricoltura, quali ad esempio i 2,5 miliardi di euro che il Fondo Sociale Europeo dovrà destinare agli aiuti alimentari. In ogni caso sosteniamo come UIL che il prossimo Bilancio debba contribuire maggiormente alle politiche per la crescita, ma soprattutto essere da volano per creare nuovi e buoni posti di lavoro indirizzando le risorse alla crescita del capitale umano, ai servizi di conciliazione vita- lavoro e agli investimenti infrastrutturali per la mobilità di interesse comune e per i servizi immateriali. Da questo punto di vista è essenziale impegnare quanto prima i 50 miliardi di euro previsti dal programma Collegamento Fondo Europa" (CEF), che ha per scopo quello di accelerare lo sviluppo di infrastrutture prioritarie, di mobilità, energia e le tecnologie dellinformazione.

93 93 Al contempo è necessario che lUE, insieme agli Eurobond, da destinare al risanamento dei conti pubblici, si impegni, in questo caso, con la Banca Europea di Investimenti (BEI), attraverso lemissione di Euro project, destinati a supportare e rafforzare gli investimenti infrastrutturali, in modo tale liberare risorse delle politiche di coesione verso obiettivi più mirati ai servizi alla persona e al lavoro. Parliamo in questo caso del Fondo di Sviluppo Regionale (FESR), che al luogo di investimenti infrastrutturali materiali, potrebbe rispondere meglio alle sfide di EU 2020 riguardo al potenziamento dei servizi immateriali alla persona (sevizi sociali, sanità, dispersione scolastica ecc.), del Fondo Sociale Europeo, destinando le risorse di questultimo fondo per favorire loccupazione. Per quanto riguarda specificatamente le politiche di coesione esse devono essere concepite come politiche fondamentali per creare lUnione Europea Sociale. Le proposte della Commissione sul bilancio ed i nuovi regolamenti per i Fondi Strutturali non rispondono appieno a tali esigenze, in quanto se ci sono cose molto positive nei nuovi regolamenti, altrettante sono le cose che non sono condivisibili.

94 94 E positiva la concentrazione tematica delle risorse, così come il tentativo di semplificare le procedure per limpiego dei fondi, adottando per esempio per il FSE i costi standardizzati, pur se su questo punto ci vorrebbe una direttiva più stringente e non lasciare tale semplificazione alle pressi dei singoli Stati membri. Va nella direzione auspicata dalla UIL, la possibilità di adottare la programmazione multi fondo al posto dellattuale mono fondo, così come è condivisibile la nuova impostazione territoriale incentrata a progetti territoriali legati alla riqualificazione urbana, al finanziamento dei patti locali per loccupazione, integrando le risorse dei vari fondi strutturali per tali azioni. Ci sono poi tutta una serie di temi che non appaiono del tutto condivisibili. Innanzitutto, le politiche di coesione dovrebbero essere potenziate se è vero come è vero che esse devono contribuire con le risorse a disposizione a raggiungere gli obiettivi di EU E questa la prima contraddizione che notiamo nella proposta della Commissione in quanto, secondo noi, le risorse sono insufficienti a raggiungere gli obiettivi con il rischio di non raggiungere gli obiettivi.

95 95 Tra laltro il raggiungimento degli obiettivi prefissi nel nuovo contratto di partenariato che saranno la base per la nuova programmazione, in cui la Commissione e gli Stati membri fissano appunto gli obiettivi e i finanziamenti sono tra le condizionalità previste dai nuovi regolamenti. Insieme allaltro preoccupante e perverso meccanismo che lega lerogazione dei Fondi Strutturali in rapporto allandamento della Governance macro economica (rispetto nuovo patto di stabilità). E comprensibile che si vogliano introdurre delle condizionalità per migliorare limpiego dei fondi strutturali e accrescerne lefficacia, ma sarebbe meglio legare le condizionalità a forti parametri di precondizioni legati al successo degli interventi e orientate a qualificare la spesa ed ad accrescere le capacità di attuazione. Non convince appieno sia la creazione della cosiddetta terza area (Regioni in transizione), sia lentità delle risorse ad essa destinate, in quanto il rischio è quello drenare risorse per le Regioni a ritardo di sviluppo.

96 96 Un ulteriore preoccupazione è legata al tema della scarsa flessibilità nellutilizzo delle risorse, in quanto i nuovi regolamenti prevedono percentuali prefissate sia per quanto riguarda la ripartizione generale delle risorse tra i diversi Fondi Strutturali, sia allinterno dei singoli fondi per quanto riguarda la concentrazione tematica. La preoccupazione è legata al fatto che i problemi e le conseguenti risposte sono differenti tra i singoli Stati, così come allinterno dei singoli Stati i problemi e le risposte sono differenti tra Regione e Regione. Per quanto riguarda il FSE non è assolutamente condivisibile la nuova declinazione prevista dal nuovo regolamento, in quanto sempre più tale Fondo finanzierà politiche passive anziché politiche attive del lavoro. Ci riferiamo alla previsione di destinare almeno il 20% della dotazione del FSE a politiche legate allinclusione sociale, con la possibilità di finanziare i servizi sociali, la sanità, linvecchiamento attivo ed in buona salute delle persone, servizi per le minoranze e gli immigrati.

97 97 Sono tutte tematiche, condivisibili, che devono essere al centro delle politiche di coesione, ma che dovrebbero essere previste come priorità da affrontare con risorse del FESR, che tra laltro ha una dotazione maggiore del FSE che ha una dotazione del 15% del totale delle risorse destinate alla coesione. Inoltre è preoccupante che il FSE debba contribuire con ulteriori 2,5 miliardi di euro, rispetto al 20% nella lotta alla povertà, per gli aiuti alimentari alle persone in difficoltà. In sintesi chiediamo che le risorse del FSE siano orientate per qualificare e favorire loccupazione, in particolare delle donne e dei giovani, mentre le risorse del FESR siano orientate ad una politica dinvestimento ed il rafforzamento del sistema delle imprese e dei servizi, anche alle persone ivi compresa la coesione ed inclusione sociale.

98 98 Ultimo, ma non meno importante è il tema legato alla partecipazione e consultazione delle forze economiche e sociali nei processi di programmazione, monitoraggio e controllo della spesa dei fondi destinati alle politiche di coesione. Così come si pone il tema, nel FSE, di una equiparazione sostanziale del ruolo delle ONG con quello delle forze sociali. Ciò è assolutamente inaccettabile in quanto, tale equiparazione non solo è giustificata dal fatto, che sempre più il FSE sarà dedicato al potenziamento delle politiche sociali, ma non si tiene neanche conto del sistema della rappresentanza e rappresentatività. Si pone però lesigenza di rivedere il ruolo e la consultazione delle parti sociali in merito alla programmazione e al controllo della spesa dei fondi destinati alla coesione. Dobbiamo, in tale direzione, assumere sempre più un ruolo di controllori sociali, in quanto rappresentanti del numero più alto dei beneficiari di tali politiche ed essere pertanto coinvolti a livello politico nei processi di programmazione annuale.

99 99 Per questo chiediamo di istituire un Comitato Europeo per la Coesione, analogamente al Comitato FSE, per seguire landamento di tutti i fondi strutturali, caratterizzato da un piena partecipazione delle parti sociali. Così come chiediamo che i nuovi regolamenti europei dei fondi strutturali debbano definire con chiarezza il ruolo delle parti economiche e sociali. A tal fine proponiamo, che nei nuovi regolamenti venga espressamente previsto, che le forze sociali partecipano con diritto di voto in tutti i Comitati di Sorveglianza dei programmi operativi. Infine chiediamo listituzione del Consiglio Europeo per la Coesione, allargato alla consultazione delle parti sociali, in modo tale da dare una maggiore visibilità politica allandamento dei processi della coesione economica e sociale a livello comunitario.


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