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Sociologia delle comunicazioni d massa 2012-13 Comunicazione e Consumi Multimediali dei Giovani in Calabria (PRIN 2005) Prof.ssa Giovannella Greco

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Presentazione sul tema: "Sociologia delle comunicazioni d massa 2012-13 Comunicazione e Consumi Multimediali dei Giovani in Calabria (PRIN 2005) Prof.ssa Giovannella Greco"— Transcript della presentazione:

1 Sociologia delle comunicazioni d massa Comunicazione e Consumi Multimediali dei Giovani in Calabria (PRIN 2005) Prof.ssa Giovannella Greco Università della Calabria Orario di ricevimento Lunedìdalle 10:00 alle 11:00 Cubo 18b IV piano

2 … nelle costruzioni e nei luoghi di insegnamento, nei miracoli e nel comfort di una tecnica che annulla le distanze, nelle formazioni della vita comunitaria e nelle istituzioni visibili dello Stato […] la vita è costituita sempre più di… contenuti e rappresentazioni impersonali, che tendono a eliminare le colorazioni e idiosincrasie più intimamente singolari; così lelemento più personale, per salvarsi, deve dar prova di una singolarità e una particolarità estreme: deve esagerare per farsi sentire, anche da se stesso. Georg Simmel, Le metropoli e la vita dello spirito (1903) Università della Calabria

3 Presentazione della ricerca La ricerca dal titolo Comunicazione e consumi multimediali dei giovani in Calabria è parte di un PRIN (Programma di Rilevante Interesse Nazionale) su Giovani e consumo culturale, cofinanziato dal MIUR nel Il Progetto, coordinato da Natale Ammaturo, ha coinvolto quattro Unità di Ricerca che fanno capo, rispettivamente, alle Università di Salerno, Napoli, Lecce e Arcavacata. Università della Calabria

4 LUnità di Ricerca dellUniversità della Calabria è costituita da: Giovannella Greco (Responsabile scientifico), Maria Francesca Amendola, Walter Belmonte, Enrico De Santo, Giuliana Esposito, Simona Perfetti, Rosario Ponziano. La ricerca calabrese, ipotizzando lemergere nelluniverso giovanile di unaccentuata tendenza verso forme di comunicazione mediata, ha esplorato – attraverso la lente dei consumi multimediali – le pratiche comunicative messe in atto da giovani di età compresa tra e anni. Università della Calabria

5 Privilegiando lesplorazione, la scoperta e lapprofondimento di nuovi nessi e significati, la ricerca si è avvalsa dellesclusivo uso di metodi qualitativi quali il focus group. Tra i criteri di selezione dei gruppi sono state tenute in considerazione le variabili: sesso, età, corso di studio, residenza. Ogni gruppo, composto da 6 partecipanti, è stato costituito in modo da rappresentare equamente le suddette variabili. Università della Calabria

6 Tra gli studenti della scuola media superiore, residenti nelle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, sono stati selezionati complessivamente 3 gruppi (1 per ogni provincia), ciascuno dei quali costituito da 2 studenti che frequentano i licei, 2 gli istituti tecnico-commerciali e 2 gli istituti professionali, di cui, per ogni tipologia, 1 M e 1 F residenti, rispettivamente, nellarea urbana e suburbana. Tra gli studenti della scuola media superiore, residenti nelle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, sono stati selezionati complessivamente 3 gruppi (1 per ogni provincia), ciascuno dei quali costituito da 2 studenti che frequentano i licei, 2 gli istituti tecnico-commerciali e 2 gli istituti professionali, di cui, per ogni tipologia, 1 M e 1 F residenti, rispettivamente, nellarea urbana e suburbana. Tra gli studenti dellUniversità della Calabria, provenienti dalle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, sono stati selezionati complessivamente 3 gruppi (1 per ogni provincia), ciascuno dei quali costituito da 2 studenti che frequentano corsi di studi umanistici, 2 corsi di studi sociali e 2 corsi di studi scientifici, di cui, per ogni tipologia, 1 M e 1 F che abitano, rispettivamente, in famiglia e in alloggio universitario. Tra gli studenti dellUniversità della Calabria, provenienti dalle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria, sono stati selezionati complessivamente 3 gruppi (1 per ogni provincia), ciascuno dei quali costituito da 2 studenti che frequentano corsi di studi umanistici, 2 corsi di studi sociali e 2 corsi di studi scientifici, di cui, per ogni tipologia, 1 M e 1 F che abitano, rispettivamente, in famiglia e in alloggio universitario. Università della Calabria

7 Ogni focus group è stato: condotto da un moderatore il quale si è servito di una griglia semistrutturata, composta da una lista di temi da trattare pensati come domande contenitori, il cui grado di esplicitazione era legato alla specifica situazione interattiva che si veniva a creare allinterno di ogni singolo gruppo; audioregistrato da un osservatore che aveva il compito di annotare gli aspetti più significativi emergenti nel corso dellinterazione. Nella fase di analisi dei dati, si è optato per la trascrizione integrale delle registrazioni effettuate durante lo svolgimento dei focus group, così da consentire al gruppo di ricerca una base di analisi il più possibile dettagliata ed esaustiva. Università della Calabria

8 Griglia di conduzione dei focus group 1. Avvio Spiegazione del compito che si svolgerà insieme Presentazione del tema della discussione Invito alla libera espressione delle proprie opinioni Consegna delle associazioni libere Presentazione di ciascun partecipante (incluso il moderatore) Durata della fase: 5 minuti Università della Calabria

9 2. Rapporto con i media La società contemporanea è caratterizzata dalla presenza di una molteplicità di media, tradizionali e nuovi (nominarli…), con i quali vi trovate ad interagire quotidianamente. Fra tutti questi strumenti, quali sono quelli che utilizzate abitualmente? Quali sono le motivazioni che vinducono al consumo? E quali le aspettative? Quali media percepite come a voi più vicini e quali come a voi più lontani? Qual è il medium che preferite più di tutti gli altri? Quali emozioni vi suscita lutilizzo di questo strumento? Durata della fase: 10 minuti Università della Calabria

10 3. Rapporto con la musica Nel corso di una giornata quanto tempo dedicate allascolto della musica? In quali momenti della giornata lascoltate abitualmente? Attraverso quali strumenti? E con quali modalità (da soli, in compagnia, in un luogo a voi familiare, in qualsiasi luogo…)? Nel corso di una giornata quanto tempo dedicate allascolto della musica? In quali momenti della giornata lascoltate abitualmente? Attraverso quali strumenti? E con quali modalità (da soli, in compagnia, in un luogo a voi familiare, in qualsiasi luogo…)? Cosa provate quando ascoltate musica? Se vi chiedessi di definire con una parola limportanza che ha per voi lascolto della musica, quale utilizzereste? Cosa provate quando ascoltate musica? Se vi chiedessi di definire con una parola limportanza che ha per voi lascolto della musica, quale utilizzereste? Quale genere musicale preferite? E qual è il vostro artista o gruppo preferito? Quale genere musicale preferite? E qual è il vostro artista o gruppo preferito? Università della Calabria

11 Lascolto della musica dal vivo è per voi una pratica abituale? Quali sono i luoghi in cui più frequentemente lascoltate (pub, teatro, piazza, stadio…)? Solitamente, frequentate questi luoghi da soli o in compagnia? Lascolto della musica dal vivo è per voi una pratica abituale? Quali sono i luoghi in cui più frequentemente lascoltate (pub, teatro, piazza, stadio…)? Solitamente, frequentate questi luoghi da soli o in compagnia? Cosa provate quando ascoltate musica dal vivo? Se vi chiedessi di definire con una parola limportanza che ha per voi lascolto della musica dal vivo, quale utilizzereste? Cosa provate quando ascoltate musica dal vivo? Se vi chiedessi di definire con una parola limportanza che ha per voi lascolto della musica dal vivo, quale utilizzereste? Frequentate corsi di musica? Cantate o suonate qualche strumento? Fate parte di una band? Vi esibite in pubblico? Frequentate corsi di musica? Cantate o suonate qualche strumento? Fate parte di una band? Vi esibite in pubblico? Cosa provate quando cantate o suonate? Se vi chiedessi di definire con una parola limportanza che ha per voi fare musica, quale utilizzereste? Cosa provate quando cantate o suonate? Se vi chiedessi di definire con una parola limportanza che ha per voi fare musica, quale utilizzereste? Durata della fase: 15 minuti Università della Calabria

12 4. Rapporto con gli altri Chi sono i vostri amici (amici dinfanzia, compagni di scuola, colleghi di università, vicini di casa, compaesani…)? Chi sono i vostri amici (amici dinfanzia, compagni di scuola, colleghi di università, vicini di casa, compaesani…)? Come trascorrete il tempo con loro? Di cosa parlate tra di voi? Come trascorrete il tempo con loro? Di cosa parlate tra di voi? Esistono motivi di contrasto con loro? Per quali motivi avvengono? Esistono motivi di contrasto con loro? Per quali motivi avvengono? Come definireste il rapporto con loro? Come definireste il rapporto con loro? Fate parte di qualche associazione? Di quale tipo (ludica, culturale, sociale, religiosa, sportiva, politica, di volontariato…)? Fate parte di qualche associazione? Di quale tipo (ludica, culturale, sociale, religiosa, sportiva, politica, di volontariato…)? Università della Calabria

13 Chi è il vostro partner (compagno/a di scuola, collega di università, vicino/a di casa, compaesano/a…)? Come trascorrete il tempo con lui/lei? Di cosa parlate tra di voi? Esistono motivi di contrasto con lui/lei? Per quali motivi avvengono? Come definireste il rapporto con lui/lei? Università della Calabria

14 Dialogate con i vostri genitori? Di quali argomenti? Come trascorrete il tempo con loro? Esistono motivi di contrasto con loro? Per quali motivi avvengono? Come definireste il rapporto con loro? Dialogate con i vostri insegnanti/docenti? Di quali argomenti? Esistono motivi di contrasto con loro? Per quali motivi avvengono? Come definireste il rapporto con loro? Durata della fase: 15 minuti Università della Calabria

15 5. Comunicazione Preferite comunicare faccia a faccia o mediante qualche strumento (cellulare, sms, , chat, blog…)? Per quali ragioni? Quali differenze riscontrate tra la comunicazione diretta e quella mediata? Quali vantaggi e quali difficoltà incontrate nelluna e nellaltra forma di comunicazione? Quali emozioni provate quando comunicate faccia a faccia? E quali quando comunicate attraverso i media? Durata della fase: 10 minuti Università della Calabria

16 6. Commiato Ringraziamenti Eventuali commenti da parte dei partecipanti Saluti Durata della fase: 5 minuti Università della Calabria

17 Risultati della ricerca Lidea che i giovani hanno della comunicazione è quella di un flusso discontinuo che si attiva solo nel momento in cui si realizza una connessione e i cui contenuti non sono predeterminati, ma generati nel corso della comunicazione dalle persone che interagiscono. In questa prospettiva, i media digitali (telefono cellulare e internet), che consentono di estendere la comunicazione faccia a faccia al di là dei limiti spazio-temporali connessi alla fisicità del proprio corpo, sono quelli che meglio rispondono alle loro esigenze di relazione senza, peraltro, sottrarre tempo, energie e risorse (cognitive ed emotive) a chi li impiega. Università della Calabria

18 Pur apprezzando i vantaggi della comunicazione mediata, i giovani dichiarano di preferire la comunicazione diretta, adducendo principalmente due ordini di motivazioni: presenza fisica si vede se… sta mentendo si è più sinceri si è più veri è più vero guardarsi negli occhi e rimanere anche senza parole… essere imbarazzato puoi vedere le reazioni dellaltro contatto diretto interagisci personalmente… non cè la distanza cè più contatto cè più interazione Università della Calabria

19 Consapevoli delle differenze che contraddistinguono le due forme di comunicazione (diretta e mediata): Consapevoli delle differenze che contraddistinguono le due forme di comunicazione (diretta e mediata): I giovani attribuiscono alla comunicazione diretta lopportunità di modificare tono e modo di relazionarsi allaltro a seconda del contesto e della situazione in cui si trovano coinvolti. I giovani attribuiscono alla comunicazione diretta lopportunità di modificare tono e modo di relazionarsi allaltro a seconda del contesto e della situazione in cui si trovano coinvolti. Ma non ritengono che essa sia sempre e comunque migliore e autentica. Ma non ritengono che essa sia sempre e comunque migliore e autentica. Al contrario, affermano che una persona può esprimersi di più e meglio nascondendosi dietro un mezzo di comunicazione. Al contrario, affermano che una persona può esprimersi di più e meglio nascondendosi dietro un mezzo di comunicazione. Università della Calabria

20 Svantaggi della comunicazione diretta lesposizione in prima persona, con tutte le conseguenze che ne derivano; la possibilità di sentirsi a disagio, di provare – a seconda dei casi – timore, imbarazzo, vergogna; il rischio di dire o fare qualcosa di spiacevole e, soprattutto, di essere feriti; la necessità di doversi trattenere o censurare e, dunque, sentirsi meno liberi. Università della Calabria

21 Vantaggi della comunicazione mediata le persone insicure possono mostrarsi per quello che non sono… se uno è timido, scrive ed è a posto; si ricorre ad uno strumento per esprimere qualcosa che faccia a faccia non si ha il coraggio di esprimere; se sei davanti a uno schermo, ti esce tutto quello che devi dire. Università della Calabria

22 Così, nel tentativo di evitare insicurezza, imbarazzo, timidezza, vergogna, timore, paura, i giovani tendono sempre più ad affidare la loro vita relazionale ed emotiva alla mediazione di uno schermo. In altre parole: Offrendo la possibilità di sottrarsi allo sguardo dellaltro, la comunicazione mediata consente di esprimere ciò che non si riesce a dire quando si è luno di fronte allaltro. Università della Calabria

23 Il ruolo cruciale dello sguardo nella comunicazione faccia a faccia è stato efficacemente messo in luce da Georg Simmel: tutti i rapporti tra gli uomini, il loro comprendersi e il loro respingersi, la loro intimità e la loro freddezza sarebbero mutati in maniera incalcolabile se non esistesse il guardarsi negli occhi… La prossimità di questa relazione è sorretta dal fatto singolare che lo sguardo rivolto allaltro e che lo percepisce è esso stesso espressivo... Nello sguardo che assume in sé laltro si manifesta se stesso; con il medesimo atto con cui il soggetto cerca di conoscere il suo oggetto, egli si offre qui alloggetto. Non si può prendere con locchio senza dare contemporaneamente: locchio svela allaltro lanima che cerca di svelarlo. G. Simmel, Excursus sulla sociologia dei sensi, in Sociologia (1908), Edizioni di Comunità, Milano 1998, p Università della Calabria

24 E, dal momento che il volto «si presenta sempre nella colorazione particolare di uno stato danimo», il guardarsi negli occhi rende reciprocamente visibile luno allaltro chi siamo, proprio attraverso la manifestazione di ciò che proviamo in quel dato momento. Lanalisi simmeliana può aiutarci a comprendere da dove provengano le difficoltà, esplicitamente ammesse dai giovani, di entrare in contatto con le proprie e le altrui emozioni, e dunque le motivazioni che li inducono ad affidare la comunicazione della propria vita emotiva ad uno schermo: Ivi, p Università della Calabria

25 per dire cose… per cui io mi emoziono e penso che laltro si possa emozionare… devo usare un telefono… no, nemmeno un telefono… un messaggio; una persona riesce a esprimersi di più nascondendosi dietro un mezzo di comunicazione… si ha meno paura; è molto più semplice comunicare a distanza... perché non cè limpatto emotivo, il guardarsi negli occhi; le emozioni… fanno paura perché ti fanno diventare unaltra persona. Università della Calabria

26 In realtà, le emozioni fanno paura perché svelano la persona che siamo. Esse rimandano a quel regno dellautentico e dellimprevedibile della vita personale che comprende affetti, sentimenti, passioni; ma questo regno – come afferma Gabriella Turnaturi – «non è una sfera del sé separata e incontaminata». Molteplici sono, infatti, i nessi fra ciò che sentiamo e il mondo che ci circonda. Daltro canto, la natura relazionale delle emozioni risulta evidente già nel significato originario del termine che, derivando dal verbo latino ex-moveo, allude ad un muovere-fuori. G. Turnaturi, Prefazione, in E. Illouz, Intimità fredde. Le emozioni nella società dei consumi (2004), Feltrinelli, Milano 2007, p. 10. Università della Calabria

27 La psicologia descrive lemozione come «una situazione al limite dellesistenziale» in cui la persona, sopraffatta dalla singolarità della situazione in cui si trova, non appartiene più a se stessa, perde il senso dei propri limiti e dei rapporti di mediazione che la caratterizzavano fino a quel momento e, non più sorretta da alcuna stabilità, vive la sua appartenenza a quanto la circonda. A. Delaunay, Emozione/motivazione, «Enciclopedia», 5, Einaudi, Torino 1978, pp Università della Calabria

28 In altre parole, le emozioni simpongono per levidenza della loro esistenza e, mostrando ciò che proviamo in quel dato momento, rendono visibile più di quanto vogliamo mostrare di noi stessi allaltro, poiché, irrompendo come una frattura allinterno della sfera delle nostre abituali certezze, ci destabilizzano, tingono dincertezza ogni nostra azione e ci rendono soltanto attuali. Università della Calabria

29 Non stupisce, pertanto, che i giovani – un po per letà, caratterizzata da una intrinseca «liminalità», che rende questa fase della vita, per definizione, mutevole; un po per lambiente in cui sono immersi, caratterizzato da una «costitutiva provvisorietà e revocabilità dei legami» – tendano a mettere in atto una sorta di disimpegno emotivo «che si connota sia nellatteggiamento di vita quotidiano sia nelle manifestazioni più intime della propria emotività». G. Levi, J.-C. Schmitt, Storia dei giovani, Laterza, Roma-Bari Z. Bauman, Voglia di comunità (2000), Laterza, Roma-Bari S. Fornari, Del perturbante. Simmel e le emozioni, Morlacchi Editore, Perugia 2005, p Università della Calabria

30 Le difficoltà di relazione e di comunicazione delle emozioni che i giovani incontrano nelle interazioni faccia a faccia danno conto di questa ritirata emotiva che, a sua volta, contribuisce a rendere sempre più problematico il contatto con le proprie e le altrui emozioni, almeno in situazioni di presenza. Al contrario, le tecnologie interattive, consentendo una più agevole espressione e condivisione delle emozioni, sollecitano i giovani a mettere a nudo, più che a preservare, gli aspetti più intimi di sé. C. Lasch, Lio minimo. La mentalità della sopravvivenza in unepoca di turbamenti (1984), Feltrinelli, Milano Università della Calabria

31 Un esempio emblematico è rappresentato dalle pratiche comunicative attivate dai siti di social network che, nel corso degli ultimi anni, hanno attirato milioni di utenti, per lo più giovani, che li utilizzano come parte integrante delle loro pratiche di vita quotidiana. D. Boyd, N.B. Ellison, Social Network Sites: Definition, History, and Scholarship, «Journal of Computer-Mediated Communication», 13 (1), 2007, pp M. Ito, Introduction, in K. Varnelis (ed.), Networked Publics, The MIT Press, Hardcover Università della Calabria

32 Le nuove pratiche di condivisione materiale e affettiva che i giovani mettono in atto nei siti di social network evidenziano una ridefinizione delle forme della relazione sociale che, se da una parte sembra poter fare a meno del contatto e della presenza fisica, dallaltra sembra aver bisogno di una pubblica sovraesposizione della propria intimità. Università della Calabria

33 Le ragioni di questo cambiamento risiedono nelle grandi trasformazioni, strutturali e culturali, che segnano il passaggio dalla prima alla tarda modernità, le quali intervengono a: mutare la cultura emozionale, ovvero «quellinsieme di norme, convenzioni, linguaggi che regolano la formazione e lespressione delle emozioni allinterno dei diversi contesti sociali» ristrutturare la distinzione fra pubblico e privato cui rimanda il neologismo publicy, forma contratta dei due termini inglesi public e privacy, che allude alla commistione tra una dimensione pubblica e una privata, propria di molte forme di comportamento del nostro tempo e tipica forma comunicativa riscontrabile nel web. G. Turnaturi, Lo spettacolo delle emozioni, in B. Cattarinussi (a cura di), Emozioni e sentimenti nella vita sociale, FrancoAngeli, Milano 2000, p D. Boyd, Taken Ouf of Context: American Teen Sociality in Networked Publics, University of California, Berkeley Università della Calabria

34 I siti di social network, grazie alla loro capacità di rendere vicino il lontano e lontano il vicino, consentono, infatti, non solo di comunicare senza incontrare le difficoltà e i rischi connessi alla comunicazione faccia a faccia ma, anche, di realizzare le désir dextimité di cui parla Serge Tisseron, ovvero il desiderio di mettere pubblicamente a nudo aspetti intimi di sé per farli riconoscere e convalidare dal proprio entourage. S. Tisseron, Lintimité surexposée, Editions Ramsay, Paris Università della Calabria

35 Dal momento che non esiste soggettività che si realizzi in sé, senza la necessaria relazione con laltro, le désir dextimité che oggi induce un numero in costante crescita di giovani a mettersi a nudo nel web muove dal bisogno essenziale dellessere umano di mostrarsi agli altri per ottenere un riconoscimento del proprio modo di vivere, pensare, sentire. Università della Calabria

36 Questa tendenza non è in contraddizione ma complementare a quel bisogno dintimità, altrettanto essenziale nel processo della formazione soggettiva, che induce invece a tenere al riparo dalla curiosità altrui gli aspetti più intimi di sé. Solo che la grande familiarità con limmagine, che caratterizza lesperienza del mondo delle giovani generazioni, rende oggi normale e desiderabile sovraesporre – piuttosto che celare o preservare – la propria intimità. Università della Calabria

37 Secondo Gabriella Turnaturi, la nuova cultura emozionale, fondata sullo straripamento delle emozioni e sulla loro spettacolarizzazione, è incoraggiata e legittimata dalla cultura dei media che, di fatto, non valorizza le emozioni ma le mortifica, riducendole a merci da consumare in silenzio e in solitudine. Università della Calabria

38 Secondo Anna Oliverio Ferraris, «sono sempre più numerosi coloro che aspirano a esibirsi di fronte a un pubblico, a raccontare vicende molto personali, a mettere in piazza i fatti della propria famiglia, a piangere, a denudarsi fisicamente o metaforicamente, a rivelare in diretta dettagli morbosi della propria vita sentimentale e sessuale». Questa tendenza è accentuata dai media che offrono lo spazio dove portare in scena il privato e dove chi ha il coraggio di mettersi a nudo viene premiato con la notorietà: A. Oliverio Ferraris, Intimità: una dimensione che scompare. Dallintimità allextimità, storia di una trasformazione epocale, «Prometeo», 100, 2007, p. 61. Università della Calabria

39 Oggi la nudità – sia essa fisica o psichica – è pubblicamente accettata, esibita, considerata un segno di libertà e di anticonformismo; ma è anche fortemente strumentalizzata, commercializzata, usata come arma di seduzione e strumento di potere. Intimità e senso del pudore sono ancora tra di noi o dobbiamo considerarli sentimenti obsoleti? Trattandosi di dimensioni importanti per lequilibrio psichico dellindividuo e la costruzione dellIo è impensabile che siano scomparse del tutto. Sono meno visibili e codificate di un tempo, ma da qualche parte continuano ad annidarsi. […] In un mondo poliedrico e mobile, «liquido» secondo alcuni, queste dimensioni della psiche non hanno più una rappresentazione universale, possono però emergere in forme diverse a seconda dei contesti e degli individui. Lintimità è là dove io voglio che sia e quando io voglio trovarla potrebbe essere uno slogan delle ultime generazioni. Ibidem. Università della Calabria

40 Considerazioni conclusive Le tendenze emergenti dalla nostra ricerca segnalano la presenza nelluniverso giovanile tanto di palesi difficoltà relazionali (peraltro, non del tutto inedite) quanto di molteplici opportunità comunicative (sconosciute alle generazioni precedenti). Università della Calabria

41 Le difficoltà Il timore di mostrarsi allaltro; La reticenza a palesare la propria fragilità: La discordanza tra immagine esteriore e interiore. Le opportunità Il gioco della simulazione; La libera espressione dei moti dellanimo; Lopportunità di scoprire inediti parti di sé. Università della Calabria

42 Si fanno strada nuove forme di relazione sociale e una nuova cultura dellintimità caratterizzata dalla tendenza a mettere a nudo, più che a celare o preservare, gli aspetti più intimi di sé. Università della Calabria

43 Di fronte a un cambiamento di tale portata, piuttosto che indulgere in quella «sindrome della disgrazia» che puntualmente si accompagna ad ogni nuova invenzione nel campo dei media, occorre un ripensamento radicale delleducazione nello scenario degli incessanti cambiamenti che il protagonismo della comunicazione e dei media producono in questo ambito. La «svolta comunicativa» in atto impone la costruzione nuove pratiche educative, consapevoli che la questione cruciale che si pone è come fare formazione, oggi, evitando il rischio di far gravare sulle giovani generazioni tutto il peso di cambiamenti non governati. G. Greco (a cura di), Mediamorfosi. Conversazioni su comunicazione e società, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000; Id. ComEducazione. Conversazioni su comunicazione e educazione, Rubbettino, Soveria Mannelli 2002; G. Greco, Lavvento della società mediale. Riflessioni su politica, sport, educazione, FrancoAngeli, Milano Università della Calabria


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