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La statistica Elementi di statistica descrittiva per i ragazzi della V ITER a.s. 2009/2010 (e per tutti gli altri che vorranno leggerli ed usarli). Prof.

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1 La statistica Elementi di statistica descrittiva per i ragazzi della V ITER a.s. 2009/2010 (e per tutti gli altri che vorranno leggerli ed usarli). Prof. Claudio Scordari

2 STATISTICA Si definisce statistica la scienza cha ha per oggetto la raccolta, lanalisi e la descrizione di fenomeni collettivi. In generale si distingue tra: Statistica descrittiva Statistica induttiva o inferenza statistica

3 La statistica descrittiva ha lo scopo di raccogliere ed elaborare dati per descrivere fenomeni collettivi o di massa La statistica induttiva si occupa di stimare le caratteristiche di un fenomeno collettivo a partire dallanalisi delle caratteristiche di un campione.

4 Unità statistiche Definiamo unità statistica il più piccolo elemento su cui si operano le rilevazioni. A sua volta lunità statistica può essere suddivisa in : Unità statistica semplice se corrisponde ad un solo elemento (persone, automobili etc.) Unità statistica composta se corrisponde ad un insieme di elementi (famiglie, categorie sociali etc.)

5 Definiamo dato statistico il dato ottenuto da una rilevazione operata sulle unità statistiche. Allinsieme sul quale viene svolta lindagine si dà il nome di popolazione statistica. La popolazione statistica può essere un Universo statistico se costituita da tutti gli elementi oggetto di rilevazione Campione statistico se costituita da un certo numero di elementi estratti dalla popolazione. DATI E POPOLAZIONE

6 Caratteri Lindagine statistica si indirizza su una o più caratteristiche comuni di una popolazione. Tali caratteristiche prendono il nome di caratteri statistici. Gli aspetti secondo i quali i caratteri si manifestano si chiamano modalità. Esse possono essere: Qualitative se sono espresse da attributi (colore dei capelli, marche etc.) Quantitative se sono espresse da numeri (altezze, reddito, pesi etc.)

7 FASI DELLINDAGINE STATISTICA Pianificazione Raccolta dei dati Spoglio Rappresentazione Elaborazione Interpretazione

8 Sistemazione dei dati Tabella a semplice entrata: –È costituita da due colonne: nella prima sono riportate le modalità del carattere qualitativo o le varie intensità del carattere quantitativo. Nella seconda colonna sono riportate le frequenze (ossia il numero di unità statistiche che possiedono quella modalità del carattere). –Per esempio è una tabella a semplice entrata la seguente:

9 Indagine sul tipo di lettura preferita dagli alunni dellITC.Calasso Tipo di letturaN.di giovani Narrativa300 Fantascienza175 Giallo200 Storica150 Scientifica175 totale1000

10 Tabelle a doppia entrata: Le unità statistiche vengono classificate secondo due caratteri. Sulle righe si riportano le modalità di un carattere e sulle colonne le modalità dellaltro carattere. Nellultima colonna e nellultima riga si riportano i totali. Vediamo un esempio…..

11 Distribuzione di 100 abitazioni secondo il numero di vani e i componenti della famiglia N. vani Componenti famiglia Totali totali

12 Frequenza assoluta, relativa e percentuale Frequenza assoluta è il numero di individui il cui carattere assume una determinata modalità Frequenza relativa è il rapporto tra la frequenza assoluta e la totalità della popolazione statistica su cui si sta svolgendo lindagine. Pertanto è un numero positivo minore o uguale a uno. Frequenza percentuale è semplicemente la frequenza relativa moltiplicata per cento. Pertanto è un numero positivo minore o uguale a cento.

13 Indagine sul tipo di lettura preferita dagli alunni dellITC.Calasso Tipo di letturaFreq. AssoluteFreq. relative Percentuali Narrativa 3000,330% Fantascienza 1750,17517,5% Giallo 2000,220% Storica 1500,1515% Scientifica 1750,17517,5% totale %

14 Rappresentazione grafica di unindagine statistica Diagrammi cartesiani: si usano per rappresentare caratteri quantitativi:in ascissa si riportano i valori del carattere ed in ordinate le frequenze.

15 Istogrammi Si usano soprattutto nel caso di caratteri divisi in classi. Lasse del carattere viene suddiviso in intervalli adiacenti e su ogni intervallo si disegna un rettangolo la cui area è proporzionale alla frequenza assoluta o relativa. N.B. Con i dati divisi per classi la costruzione dellistogramma deve tener conto anche dellampiezza della classe. Nellesempio i rettangoli hanno tutti la stessa base e quindi sono le altezze ad essere proporzionali alle frequenze.

16 Diagrammi a torta Diagrammi a torta (o a settori circolari): si divide un cerchio in settori ciascuno dei quali ha unarea (ovvero langolo al centro) proporzionale alla frequenza corrispondente.

17 I valori di sintesi Spesso è utile descrivere una distribuzione di dati statistici mediante pochi valori sintetici che possono consentire di: Confrontare analisi effettuate in tempi e luoghi diversi Farci unidea della variabilità dei dati. Per quanto riguarda il primo punto distinguiamo tra: Medie di calcolo : sono quelle che dipendono da tutti i valori della distribuzione e si ottengono mediante una formula (con la condizione di lasciare invariato un risultato operato sui dati) Medie di posizione: si ottengono considerando solo alcuni valori della distribuzione.

18 Media aritmetica semplice e ponderata La media aritmetica è quel valore che sostituito ai dati lascia invariata la loro somma. Se i dati sono singoli si parla di media aritmetica semplice:

19 Esempio Se i tuoi voti sono: 5,7,8,3,5,6,7,7,7,5 Allora n=10

20 Se ad ogni valore è associata una frequenza allora si parla di : media aritmetica ponderata : Dove p i sono le frequenze associate al dato i- mo

21 Esempio di calcolo di una media aritmetica ponderata: DatoFrequenzaDato x freq. XpXp totali20118 M=118/20=5,9

22 ClasseValoreFrequenzaDato x freq. daacentralepXp 052, , ,5562, ,5352, totali20315 M=315/20=15,75 Calcolo di una media aritmetica con dati divisi per classi

23 Medie di posizione Mediana. Se i dati sono ordinati in senso non decrescente la mediana è il valore centrale ossia il valore che supera la prima metà dei valori ed è superato dallaltra metà. Moda E il valore al quale corrisponde la frequenza più alta. ….non ci addentriamo oltre nel calcolo delle medie di posizione

24 Indici di variabilità I valori medi non sono sufficienti a darci unidea della distribuzione dei dati attorno al valore medio. Distribuzioni diverse possono avere la stessa media ma dati molto diversi tra di loro e diversi dal valore medio. Per quantificare la variabilità di una distribuzione si utilizzano alcuni indici di variabilità. Ne vedremo solo alcuni….

25 Intervallo di variazione Non è altro che la differenza tra il valore massimo ed il valore minimo della distribuzione. Per esempio nella tabella riportata a lato lintervallo di variazione è pari a (10-3)=7 Dato X

26 Varianza a scarto quadratico medio Se definiamo scarto di un valore dalla media aritmetica la differenza di quel valore dalla media stessa, allora La Varianza è il valore medio degli scarti al quadrato Lo Scarto quadratico medio è la radice quadrata della varianza ….Vedremo nelle prossime diapositive due esempi di calcolo della varianza e dello s.q.m.

27 Calcolo della varianza e dello scarto quadratico medio nel caso di dati singoli VotiScartiScarti ^ somma42028 media=42/7=6 Varianza=28/7=4 S.q.m.= radq(4)=2

28 Calcolo della varianza e dello scarto quadratico medio nel caso di dati con frequenze diverse DatoFrequenza Dato x freq.ScartiScarti x pScarti^2 Scarti^2 x p XpXpvvpv^2v^2p 326-2,9-5,88,4116, ,9-7,63,6114, ,9-4,50,814, ,13,31,213, ,110,54,4122, ,1 16,81 totali201181,6035,2677,80 M=118/20= 5.9 Varianza = 77.80/20= 3.89 S.q.m.= radq(3.89)=1.97

29 Buon lavoro da parte del vostro prof. !!!


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