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Fancello Monica & Manca Francesca A.A. 2006-20071 Università degli studi di Cagliari Facoltà di Scienze Politiche Sede di Nuoro Seminario di Economia Applicata.

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1 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Università degli studi di Cagliari Facoltà di Scienze Politiche Sede di Nuoro Seminario di Economia Applicata 2 La nuova Politica di coesione

2 Fancello Monica & Manca Francesca A.A La nuova politica di coesione:periodo di programmazione I tre Obiettivi Ripartizione tra Stati Ripartizione tra Regioni

3 Fancello Monica & Manca Francesca A.A LA NUOVA POLITICA DI COESIONE Quale futuro? Nel dicembre 2006 si concluderà lattuale periodo di programmazione dei Fondi e degli strumenti strutturali. In vista di questa scadenza la Commissione, gli Stati membri e le regioni stanno preparando il nuovo periodo di programmazione

4 Fancello Monica & Manca Francesca A.A La nuova politica di coesione (periodo di programmazione ) La politica di coesione europea favorisce uno sviluppo equilibrato e duraturo delle attività economiche attraverso la riduzione delle disparità tra le regioni, la tutela dellambiente, leliminazione delle ineguaglianze e la promozione delle pari opportunità. La nuova politica di coesione che sarà avviata a partire dal 2007 comporterà importanti cambiamenti rispetto al periodo Nel luglio 2004 la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte di regolamento per il nuovo periodo di programmazione che andrà a sostituire la normativa attuale. Il bilancio complessivo proposto (336 miliardi di euro), che rappresenta circa un terzo del bilancio comunitario, sarà destinato per il 48% ai 15 Stati membri che facevano già parte dellunione prima del 1° maggio 2004, mentre il restante 52% verrà destinato ai 10 nuovi membri.

5 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Per il periodo la Commissione propone di incentrare gli interventi su tre assi prioritari; convergenza, competitività regionale e occupazione, cooperazione territoriale europea che andranno a sostituire i tre assi prioritari dell'attuale periodo di programmazione, ossia l'obiettivo n°1 (regioni in ritardo di sviluppo), l'obiettivo n°2 (zone in fase di riconversione economica e sociale) e l'obiettivo n°3 (sistemi di promozione e formazione del lavoro). Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso tre fonti di finanziamento: fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), fondo sociale europeo (FSE), fondo di coesione.

6 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Il pacchetto di proposte presentato dalla Commissione per la politica di coesione 2007 – 2013 si compone di: Un regolamento generale che definisce norme e principi applicabili ai tre strumenti previsti (FESR, FSE e Fondo di coesione) e che dovrà essere approvato allunanimità dal Consiglio. Tre regolamenti specifici per il FESR, il FSE e per il Fondo di Coesione. FESR: avrà ancora il compito di promuovere gli investimenti e di intervenire per la riduzione degli squilibri regionali dellUnione e sarà indirizzato ai settori prioritari come ricerca, innovazione, questioni ambientali e prevenzione dei rischi. FSE: si basa sulle linee guida della Strategia europea per loccupazione. Gli obiettivi del FSE sono la promozione e il miglioramento delloccupazione, il miglioramento di qualità e produttività sul lavoro, la promozione dellintegrazione e della coesione sociale. Fondo di coesione: si applicherà agli Stati membri con un RNL (Reddito Nazionale Lordo) pro capite inferiore al 90% della media comunitaria e contribuirà insieme al FESR e allinterno dellobiettivo convergenza ai programmi di investimento pluriennale decentralizzato. Avrà come priorità trasporti, ambiente ed energie rinnovabili. Il pacchetto di proposte

7 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Un regolamento che istituisce il Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera (GECT), un nuovo strumento giuridico che fornisce un quadro facoltativo per la creazione di autorità europee dotate della personalità giuridica necessaria per attuare programmi di cooperazione transfrontaliera che si baserebbero su un accordo tra le autorità nazionali, regionali, locali e le altre autorità pubbliche interessate.

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9 9 1. Convergenza e competitività: sulla traccia dellobiettivo 1, questa priorità è mirata a dare impeto alla convergenza economica delle regioni meno avanzate, favorendo crescita e occupazione, innovazione e società della conoscenza, adattabilità ai cambiamenti economici e sociali, tutela ambientale ed efficienza amministrativa. Lobiettivo convergenza riguarderà, per le sue caratteristiche di ammissibilità, soprattutto i nuovi Stati membri, il cui sviluppo risulta ancora arretrato rispetto alla media europea. Criteri di ammissibilità: regioni con un PIL pro capite inferiore al 75% della media dell'UE allargata (la maggior parte dei nuovi aderenti); per le regioni che superano la soglia del 75% del PIL a causa dell'effetto statistico dell'allargamento, è previsto un sostegno transitorio al fine di consolidare i progressi già conseguiti con i precedenti programmi; le regioni ultraperiferiche fruiranno di un finanziamento specifico (fesr) volto a favorire l'integrazione nel mercato interno; Stati membri con un PIL inferiore al 90% della media comunitaria. 23,86% I tre obbiettivi

10 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Le risorse destinate all'obiettivo convergenza coprono il 78,54% della dotazione dei fondi pari a 264 Mld di ripartiti come segue: 67.34% per le regioni con un PIL pro capite inferiore al 75% della media comunitaria; 8.38% per le regioni interessate dal cosiddetto effetto statistico; 23.86% per i paesi beneficiari del Fondo di coesione; 0.42% per le regioni ultraperifieriche (RUP) Risorse obiettivo convergenza

11 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Competitività regionale e occupazione: mira a rafforzare la competitività e lattrattività delle regioni sostenendo e potenziando innovazione, società della conoscenza, imprenditorialità, protezione ambientale, prevenzione dei rischi, ladattabilità dei lavoratori e delle imprese Criteri di ammissibilità: le regioni non ammissibili ai programmi di convergenza, spetta agli Stati membri individuare tali regioni; 83,44% le regioni dell'attuale obiettivo 1 che dal 2007 non rientrano più nei programmi di "convergenza", fruiranno di un sostegno transitorio, erogato a titolo dell'obiettivo "competitività" sino al 2013, per consolidare gli obiettivi raggiunti. 16,56% Obiettivo: 2

12 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Le risorse destinate all'obiettivo "competitività e occupazione" sono pari al 17,22% dello stanziamento complessivo. Pari 57,9 Mld, cosi ripartiti: 83,44% per le regioni che continueranno a soddisfare i criteri di ammissibilità dellattuale obbiettivo 1; 16,56% per le regioni che fruiranno del sostegno transitorio Risorse obiettivo competitività e occupazione

13 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Cooperazione territoriale europea: lobiettivo trae spunto dal Programma diniziativa comunitaria Interreg III, e promuove attraverso la cooperazione interregionale unintegrazione armoniosa ed equilibrata a livello transfrontaliero e transnazionale. Criteri di ammissibilità: il finanziamento delle reti europee di cooperazione interesserà l'intero territorio UE; 4,54% quello destinato alla cooperazione transfrontaliera include le regioni situate lungo i confini terrestri interni, talune frontiere terrestri esterne e alcune regioni ai confini marittimi. 47,73% anche il finanziamento della cooperazione per le zone transnazionali ricopre il 47,73% dei fondi destinati all'obiettivo "cooperazione", che in totale costituisce la parte più esigua dello stanziamento complessivo, pari al 3,94%. Obiettivo:3

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16 Fancello Monica & Manca Francesca A.A PRIORITA' PER L'UNIONE EUROPEA ALLARGATA La strategia di Lisbona si pone lobiettivo di fare dellEuropa leconomia basata sulla conoscenza più competitiva dinamica al mondo. Göteborg inserisce in questo contesto la protezione dellambiente e lo sviluppo sostenibile. Sono tre le priorità per le prospettive finanziarie : Sviluppo sostenibile Dare concretezza alla cittadinanza europea UE quale partner globale

17 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Linee guide: A) Sviluppo sostenibile Obiettivo molto ampio che necessita anzitutto del completamento del mercato interno, promuovendo a tal fine specifiche misure di politica economica, sociale e ambientale, che mirano a rafforzare la competitività e la coesione quali fattori di crescita e occupazione, nonché a migliorare la gestione e la protezione delle risorse nazionali. Competitività per la crescita e l'occupazione: Una maggiore competitività industriale richiede un'Europa più dinamica e più strettamente collegata, ciò implica azioni che migliorino la ricerca, incoraggino le imprese e l'innovazione, che istituiscano reti a livello europeo, che accrescano il ruolo dell'istruzione e che in particolare valorizzino le potenzialità inutilizzate del mercato interno. Fondamentale è potenziare la ricerca e lo sviluppo tecnologico, infatti gli sforzi in tale ambito rimangono frammentati e poco connessi con la cooperazione internazionale.

18 Fancello Monica & Manca Francesca A.A realizzare uno "spazio europeo della ricerca", accrescere i finanziamenti destinati a questo settore; Interconnettere l'Europa mediante reti transeuropee essenziali per una mobilità sostenibile delle merci, dei cittadini e dell'energia. Migliorare la qualità dell'istruzione e formazione nell'UE perché il capitale umano è uno dei principali fattori che determinano la crescita. Rafforzare la politica sociale quale fattore produttivo. Obiettivi: per unEuropa più coesa

19 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Coesione per la crescita e l'occupazione: L'allargamento costituisce una sfida sul piano della competitività e della coesione interna dell'Unione. Finora la politica di coesione ha accresciuto la resa economica e allo stesso tempo ha ridotto le disparità socio- economiche; tale politica è ora più che mai auspicabile visto che nell'UE allargata il PIL medio pro capite è minore del 12% rispetto all'UE a quindici e ciò aumenta le disparità di reddito. La nuova politica di coesione a partire dal 2007 si articola su tre nuovi obiettivi prioritari: convergenza, competitività regionale e occupazione, cooperazione territoriale europea

20 Fancello Monica & Manca Francesca A.A B) Concretezza alla cittadinanza europea Tra gli obiettivi vi è anzitutto la creazione di uno "spazio di libertà, sicurezza e giustizia". L'Unione deve gestire le sue frontiere esterne in modo integrato per accogliere l'immigrazione legale in modo coordinato e proteggere dall'immigrazione clandestina (per es.: creazione di un corpo di guardie di frontiera europee);

21 Fancello Monica & Manca Francesca A.A C) L'UE quale partner globale L'Unione non è uno Stato ma la sua influenza esterna è ben più forte di quella che possono esercitare i singoli Stati membri. L'UE allargata conta 450 milioni di abitanti e un quarto della produzione mondiale e ciò dovrebbe esercitare una notevole influenza non solo sull'economia dei singoli Stati membri ma nel mondo in generale. Importante è poi la cooperazione e l'integrazione con i paesi vicini (Russia, Balcani e Mediterraneo fino al Golfo Persico). Cooperazione che non può limitarsi ai soli ambiti economico e politico, ma è necessario intervenire anche per garantire la stabilità, prevenire i conflitti e gestire eventuali crisi. La cooperazione con i paesi in via di sviluppo è diretta principalmente ad abbassare il livello di povertà, offrendo un contributo per raggiungere gli obiettivi di sviluppo stabiliti dall'ONU.

22 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Nel 2006 il tetto degli stanziamenti dimpegno per la prospettiva finanziaria corrente di un' Unione a 25 membri ammonterà a 1,11% del reddito nazionale lordo (RNL). Gli stanziamenti nellambito del Nono FES aggiungerebbero in media un altro 0,03 % dellRNL. il Consiglio Europeo ha fissato per quanto riguarda il sostegno allAgricoltura una durata fino al 2013 ancora essendo più basso il livello di sviluppo dei nuovi stati membri rispetto allEuropa dei 15 richiederà un aumento della spesa. Perciò un piano credibile per soddisfare i bisogni dellUnione può essere elaborato nel contesto delle attuali discipline di bilancio vale a dire del tetto di risorse proprie dell1,24% dellRNL. LEREDITA DEGLI ATTUALI STANZIAMENTI

23 Fancello Monica & Manca Francesca A.A Per quanto riguarda la semplificazione dei bilanci lUnione vuole adottare un sistema che consenta di evitare i doppioni di strumenti e fornire ai beneficiari e alle autorità partner la creazione di uno Sportello Unico. L'obiettivo della Commissione è quello di applicare i seguenti principi: un unico strumento per ambito politico, un unico fondo per programma. Gli strumenti di finanziamento dellUE saranno consolidati e razionalizzati in modo che ciascun ambito politico con responsabilità di spesa operativa abbia un unico strumento di finanziamento che copra lintera gamma dei suoi interventi. Semplificazione degli strumenti di gestione della spesa

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