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ILLECITI ESOFAMILIARI ED ENDOFAMILIARI. Tribunale di Venezia 3 luglio 2006.

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Presentazione sul tema: "ILLECITI ESOFAMILIARI ED ENDOFAMILIARI. Tribunale di Venezia 3 luglio 2006."— Transcript della presentazione:

1 ILLECITI ESOFAMILIARI ED ENDOFAMILIARI

2 Tribunale di Venezia 3 luglio 2006

3 Esponeva lattrice, dora in poi A, che la sera del insieme alle sorelle D ed E si trovava in Mestre, diretta alla fermata dellautobus, quando, avendo notato in un piazzale lauto del marito ed appoggiata a questa una coppia in atteggiamenti di estrema confidenza, decideva di scendere dallauto nella quale si trovava per verificare quanto stava accadendo.

4 Una volta avvicinatasi ai due scopriva che si trattava del marito, dora in poi B, e di una donna, poi identificata nella C. Il B con le mani la prendeva per il collo sollevandola da terra e provocandole un principio di strangolamento. Grazie allintervento della D, sorella della donna, la stessa riusciva a svincolarsi dal marito, tuttavia, inseguita dalla C, veniva da questa presa per i capelli e buttata in mezzo ad una strada, ove, per puro caso, la stessa evitò conseguenze più gravi.

5 A conviene dinanzi al Tribunale di Venezia B, suo marito, e C, amante di questi, per sentir pronunciare sentenza di condanna al risarcimento dei danni patrimoniali e non cagionati da questi ultimi (e dalla sola C per il reato di calunnia, avendo questa esposto querela, poi rimessa, nei confronti della A).

6 Oltre ad un pregiudizio di tipo biologico, lattrice assume di aver subito un danno morale ex art c.c. strettamente ricollegabile alla violazione dellassistenza morale e materiale da parte del marito, il quale ben avrebbe potuto spiegarle in modo leale ed aperto di essere innamorato di altra donna, piuttosto che reagire nel modo violento denunciato.

7 Ancora, per mantenersi al piano del danno non patrimoniale, lattrice lamenta un pregiudizio di tipo esistenziale per aver visto travolto un progetto di vita matrimoniale, rimanendo da sola e dovendo consolare un bambino di dieci anni, al quale aveva dovuto spiegare perché il padre fosse andato via.

8 Da ultimo la A si duole della perdita di collaborazione nella gestione domestica e conseguentemente della perdita di un apporto economico, su cui aveva diritto di contare.

9 Fallimento dellunione definito in modo consensuale, al solo fine di evitare lappesantimento della situazione.

10 Le questioni sottoposte dallattrice attengono ai rapporti tra responsabilità civile ed obblighi derivanti dal matrimonio. La netta barriera che separava i due ridetti ambiti normativi, è stata superata dalla giurisprudenza tanto di merito, quanto di legittimità.

11 Non ogni violazione degli obblighi derivanti dal matrimonio può essere fonte di un danno risarcibile in via aquiliana, né il mero addebito della separazione, ossia la consapevole violazione di tali obblighi, può essere sanzionato ex art cc., determinando, nel concorso delle altre circostanze specificamente previste dalla legge, solo il diritto del coniuge incolpevole al mantenimento. Vale anche la proposizione inversa: la mancanza di addebito della separazione di per sé non esclude il ricorso allo strumento risarcitorio.

12 Posta, dunque, la sicura applicabilità del disposto normativo ex art c.c. anche nellambito dei rapporti tra coniugi, occorre vagliare in concreto se la condotta assunta da uno di essi in violazione dei doveri nascenti dal matrimonio sia anzitutto soggettivamente imputabile al suo autore, in quanto sorretta da dolo o colpa, se essa sia in concreto lesiva di una posizione soggettiva giuridicamente tutelata dellaltro e produttiva di un danno perciò ingiusto e se fra la condotta stessa ed il danno accertato sussista in effetti un nesso di causalità giuridicamente apprezzabile.

13 Particolare importanza al riguardo riveste la dignità dei coniugi, intesa come diritto inviolabile la cui lesione da parte di altro componente della famiglia costituisce il presupposto logico della responsabilità civile.

14 È stato ritenuto che dallepisodio di causa è derivato allattrice un pregiudizio temporaneo di tipo biologico, di natura fisica, della durata di trenta giorni, e di natura psichica, della durata di dieci mesi. Con riguardo alla compromissione psico-fisica per il periodo di inabilità temporanea, sulla base dei consueti indici tabellari, va liquidato quale danno biologico limporto di euro

15 In ragione della rilevanza penalistica dei fatti in esame è possibile liquidare limporto di euro Nondimeno, per il carattere calunnioso della denuncia sporta, deve essere liquidato limporto di euro

16 Mette poi conto rilevare che la modalità con cui lattrice ha dovuto prendere atto del fallimento dellunione si connota come lesiva della dignità della medesima. È pertanto possibile liquidare limporto di euro a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale per la lesione della dignità dellattrice.

17 Non pare accordabile lulteriore pregiudizio di tipo esistenziale. La scarna allegazione attorea non permette di verificare il preteso danno esistenziale che al più poteva essere connotato in termini di appesantimento del ruolo genitoriale. Sennonchè qualsiasi separazione inevitabilmente genera tali complicazioni.

18 A titolo di danno patrimoniale, sulla scorta della documentazione esibita, può essere liquidata, per spese mediche e specialistiche, la somma di euro Sempre sul piano del danno patrimoniale si è fatto riferimento alla perdita della collaborazione nella gestione domestica ed al mancato apporto del reddito del marito. Una simile pretesa finisce per incidere sullassetto patrimoniale della separazione, rischiando di attribuire indirettamente al risarcimento del danno la funzione propria dellassegno ex art. 156 c.c. Nulla pertanto può essere riconosciuto per tale voce di danno.


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