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La formazione del reddito nazionale. Un cenno ai classici La teoria neoclassica è fondata sulla legge degli sbocchi o legge di Say ogni offerta crea la.

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Presentazione sul tema: "La formazione del reddito nazionale. Un cenno ai classici La teoria neoclassica è fondata sulla legge degli sbocchi o legge di Say ogni offerta crea la."— Transcript della presentazione:

1 La formazione del reddito nazionale

2 Un cenno ai classici La teoria neoclassica è fondata sulla legge degli sbocchi o legge di Say ogni offerta crea la propria domanda Secondo tale teoria nel sistema economico sussiste una situazione di equilibrio permanente tra domanda globale dei beni e offerta globale

3 Legge del Say Tutto ciò che viene prodotto sarà comunque venduto Qualunque sia il livello della produzione Ogni imprenditore avrà interesse a produrre al massimo della capacità del sistema economico Unico limite la forza lavoro disponibile La produzione globale (o reddito) sarà Y=f(L) REDDITO FUNZIONE LAVORATORI OCCUPATI

4 Perchè per i neoclassici rispamio e investimenti dipendono dal tasso dinteresse? Perché le famiglie sceglieranno di risparmiare una quota del proprio reddito e di prestarla alle imprese a condizione che abbiano in cambio un tasso di interesse ritenuto congruo La loro offerta di capitali (risparmio) È direttamente proporzionale al tasso di interesse Le imprese richiederanno capitali x investimenti Se tasso di interesse sarà conveniente La domanda di capitali è inversamente proporzionale al tasso di interesse

5 La teoria keynesiana dell'occupazione Il livello del reddito, secondo Keynes, dipende dalle decisioni delle imprese su quanto produrre. Le imprese, infatti, possono decidere di utilizzare solo in parte la capacità produttiva disponibile, impiegando un numero di lavoratori inferiore a quello corrispondente al pieno utilizzo degli impianti e dei macchinari. Dalle scelte delle imprese quindi dipende anche il numero dei lavoratori occupati, e di quelli che restano disoccupati.

6 domanda effettiva la quantità che gli imprenditori decidono di produrre è pari a quella che Keynes chiama domanda effettiva, definita come la quantità di prodotto che gli imprenditori si aspettano di poter vendere a un prezzo sufficiente a recuperare i costi di produzione e a fornire un profitto normale.

7 domanda aggregata Quando il flusso circolare del reddito è in equilibrio, le aspettative degli imprenditori corrispondono alla domanda aggregata, cioè al flusso di denaro che effettivamente si dirige verso le imprese in cambio dei beni e servizi che esse producono Nulla assicura che il livello del reddito così determinato sia tale da garantire la piena occupazione dei lavoratori disponibili nel sistema. Anzi, secondo Keynes è improbabile che ciò accada.

8 La necessità dell'intervento pubblico nell'economia Keynes considera il ristagno produttivo e la disoccupazione come una minaccia per l'organizzazione civile della società. Di conseguenza, è necessario che lo Stato intervenga per stimolare la domanda di beni e servizi rivolta alle imprese.

9 lo Stato deve intervenire direttamente nella lotta alla disoccupazione). Infatti i lavoratori pagati dallo Stato utilizzeranno i loro salari per acquistare beni di consumo (pane, vestiti, ecc.); se nel sistema economico ci sono sia disoccupati, sia capacità produttiva inutilizzata, la domanda che viene dagli ex- disoccupati assunti dallo Stato provocherà un aumento della produzione (di pane, di vestiti, ecc.), e quindi un aumento di reddito dei produttori (fornai, sarti, ecc.). Ciò provocherà un aumento dei lavoratori

10 In scritti successivi, durante la seconda guerra mondiale e subito dopo la sua conclusione, quando la Grande Crisi è ormai superata, Keynes considera con maggiore diffidenza la spesa pubblica improduttiva e inutile.

11 la teoria di Keynes il reddito nazionale Y (che in assenza di settore pubblico, e quindi di tasse, coincide con il reddito personale disponibile) è pari alla somma dei consumi C e dei risparmi S. Infatti il risparmio S è per definizione la parte del reddito che non viene consumata: S= Y - C.

12 Keynes chiama propensione media al consumo il rapporto fra l'ammontare dei consumi C e il reddito Y. La propensione marginale al consumo c è invece data dal rapporto fra l'incremento del consumo, AC, e l'incremento del reddito, AY.

13 L'imprenditore decide di investire se i ricavi netti futuri attesi compensano il costo iniziale dell'investimento e permettono di ottenere un profitto sufficiente (cioè almeno pari al reddito ricavabile da un investimento finanziario di equivalente rischiosità

14 Il moltiplicatore Il moltiplicatore è un concetto fondamentale per la teoria keynesiana. A sviluppare questo concetto non fu Keynes, ma il suo allievo Richard Kahn in un articolo del L'importanza del moltiplicatore sta nel fatto che esso si applica a qualsiasi tipo di domanda autonoma (cioè indipendente dal reddito, e quindi proveniente dall'esterno del flusso circolare del reddito): alla spesa pubblica e alla domanda estera (che si manifesta attraverso le esportazioni) oltre che agli investimenti. Come un aumento degli investimenti, anche un aumento della spesa pubblica mette in moto un processo moltiplicativo del reddito.

15 un sistema economico che ha rapporti commerciali con il resto del mondo

16 La condizione di equilibrio per il circuito del reddito non è più costituita dall'eguaglianza tra risparmi e investimenti. 11 circuito del reddito è in equilibrio se la somma dei flussi in entrata è eguale alla somma dei flussi in uscita (come per l'acqua in una vasca che ha tre rubinetti e tre tubi di scarico). Ciò può accadere anche se i risparmi sono diversi dagli investimenti, a patto che questa differenza sia compensata da una differenza di segno contrario nei saldi tra importazioni ed esportazioni (che descrivono la posizione del resto del mondo nei confronti del sistema economico considerato) e lo tra tasse e spesa

17 Come si vede, tutte le detrazioni dal flusso circolare del reddito (e quindi non solo i risparmi, ma anche le importazioni e il prelievo fiscale) hanno un effetto negativo sul livello del reddito, riducendo il valore del moltiplicatore. Viceversa, tutte le immissioni nel flusso circolare del reddito (e quindi non solo gli investimenti, ma anche le esportazioni e la spesa pubblica) hanno un effetto positivo sul livello del reddito, aumentando il valore del moltiplicando.

18 la condizione di equilibrio per il flusso circolare del reddito m Y+ t Y+s (1- t) Y=.J+ G+ E In altri termini, la condizione di equilibrio per il flusso circolare del reddito è la seguente: cioè S+T+M=I+G+E

19 Rispettivamente, gli investimenti I dipendono dalle decisioni degli imprenditori; le esportazioni E dipendono dalle scelte (in particolare, dal reddito) del resto del mondo; la spesa pubblica G è determinata dalle decisioni delle autorità di politica economica. Viceversa, le importazioni M e le tasse T dipendono dal reddito, mentre i consumi e quindi i risparmi S dipendono dal reddito personale disponibile (Ydi.sP = Y - 7). Perciò, scegliendo le relazioni più semplici possibili, e indicando con una barretta sopra il simbolo le variabili esogene, possiamo scrivere: 1=1 E=É G=G M = m Y T=tY S=sni,,=s(Y-T)=s(Y-tY)=s(1

20 Lo schema IS-LM Nel 1937, un anno dopo la pubblicazione della Teoria generale di Keynes, l'economista inglese John Hicks ( , premio Nobel nel 1972) pubblica un articolo in cui propone un'interpretazione della teoria keynesiana come caso particolare della teoria marginalista dell'equilibrio economico generale. L'interpretazione di Hicks, nota come schema IS-LM, è molto diffusa nei libri di testo di tutto il mondo.

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