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1 Donne in medicina:una nuova sfida per la sanità del futuro Roma, 15 dicembre 2012 Isabella Mastrobuono Direttore Sanitario Aziendale Fondazione PTV Policlinico.

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1 1 Donne in medicina:una nuova sfida per la sanità del futuro Roma, 15 dicembre 2012 Isabella Mastrobuono Direttore Sanitario Aziendale Fondazione PTV Policlinico Tor Vergata

2 ASL Strutture di ricovero e cura pubbliche Di cui Aziende ospedaliere Di cui ospedali a gestione diretta presidio di ASl Di cui aziende ospedaliero-universitarie e policlinici Di cui aziende ospedaliere integrate con SSN Di cui aziende ospedaliere integrate con Università Di cui policlinici universitari privati Di cui strutture equiparate D cui IRCCS Di cui ospedali classificati Di cui istituti di cura privati qualificati presidio di ASL Di cui enti di ricerca 680 Case di cura e centri di riabilitazione privati accreditati (stime) Case di cura e centri privati non accreditati (stime) RSA ed ex ospedali psichiatrici (stime) Aziende aderenti associazioni elettromedicali Enti dellSSN (Min.salute, assessorati, ISS, Aifa, Ispel, etc.) Medici e pediatri di base Farmacie Industria farmaceutica Di cui ricrca farmaceutica Volontari nei presidi residenziali Cooperative sociali che svolgono attività finalizzate a offerta di servizi sociosanitari ed educativi STIMA totale occupati in sanità (6,7% dei lavoratori italiani) Fonte: Ceis 2011

3 Totale medici (36,7%)

4 4 Donne in Sanità pubblica Dati 2007 Nel SSN la presenza femminile è la maggioranza, pari al 60% di cui Il 33% sono medici Il 73% è personale infermieristico direttori di struttura complessa, di cui sono donne, pari al 12% - 941direttori generali di aziende sanitarie, di cui 132 sono donne, pari al 14% - 18 mila dirigenti di struttura semplice, di cui sono donne, pari al 27,2% La parità dei sessi si registra nella dirigenza sanitaria non medica (farmacisti, biologi, chimici, psicologi, dirigenti amministrativi), su 20 mila dirigenti 11 mila sono donne. Fonte: Ufficio di statistica del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali – settore Salute Conto annuale della Ragioneria dello Stato anni 2005/2007

5 Età del personale che opera nel SSN Dallindagine emerge che il 7% dei camici bianchi e il 6% dei dirigenti e personale non hanno un lavoro stabile Dallindagine emerge che il 7% dei camici bianchi e il 6% dei dirigenti e personale non hanno un lavoro stabile Il 75% dei primari sono over 55 e di questi il 66,67% sono donne Il 75% dei primari sono over 55 e di questi il 66,67% sono donne Conto annuale 2010 della Ragioneria Generale dello Stato

6 Spesa sanitaria – Benchmark Indicatori *GermaniaFranciaItaliaSpagnaRegno Unito Popolazione PIL PIL pro-capite Anziani over 65 anni (% della popolazione) 20,6%16,7%20,3%17,1%16,7% Spesa sanitaria totale (milioni Euro) Spesa sanitaria pro-capite (Dollari PPP) Spesa sanitaria pubblica pro-capite (Dollari PPP) Spesa sanitaria totale (% PIL) 11,6% 8,9%9,6%9,8% Spesa sanitaria pubblica (% PIL) 8,9% 7,1% 8,2% Spesa sanitaria privata (% PIL) 2,7% 1,8%2,5%1,6% *Dati riferiti al 2011 o allultimo anno disponibile.

7 Public expenditure on health, /capita, US$ purchasing power parity Italy vs.... ($ PPP) Italy vs.... (%) GDP real growth Public expenditure on health, /capita, US$ purchasing power parity Italy vs.... ($ PPP) Italy vs.... (%) France ,9%11,4% ,4% Germany ,2%10,7% ,7% Italy235900,0%2,1%240900,0% Spain ,1%5,5% ,8% United Kingdom ,3%15,1% ,7% Total expenditure on health, /capita, US$ purchasing power parity Italy vs.... ($ PPP) Italy vs.... (%) GDP real growth Total expenditure on health, /capita, US$ purchasing power parity Italy vs.... ($ PPP) Italy vs.... (%) France ,4%11,4% ,6% Germany ,7%10,7% ,0% Italy296400,0%2,1%302700,0% Spain ,6%5,5% ,7% United Kingdom ,7%15,1% ,4%

8 Legge 135 del 7 agosto 2012 Conversione in legge del decreto legge 95 del 6 luglio 2012 Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica ad invarianza dei servizi ai cittadini Art. 15 Razionalizzazione e riduzione della spesa sanitaria La riduzione del finanziamento pubblico; La riduzione del finanziamento pubblico; Il mantenimento del blocco del turn over del personale del SSN; Il mantenimento del blocco del turn over del personale del SSN; La riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati (pubblici e privati) ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e lungodegenza post acuzie, riduzione che dovrà avvenire nel settore pubblico, per una quota non inferiore al 50% del totale dei posti letto, esclusivamente attraverso la soppressione delle unità operative complesse il trasferimento dei 108 DRG inappropriati medici e chirurgici dal regime di ricovero a quello ambulatoriale; La riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri accreditati (pubblici e privati) ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e lungodegenza post acuzie, riduzione che dovrà avvenire nel settore pubblico, per una quota non inferiore al 50% del totale dei posti letto, esclusivamente attraverso la soppressione delle unità operative complesse il trasferimento dei 108 DRG inappropriati medici e chirurgici dal regime di ricovero a quello ambulatoriale; La riduzione del 5% fino a dicembre 2012 degli importi e delle connesse prestazioni delle forniture per beni e servizi in essere di aziende ed enti del servizio sanitario nazionale, che sale, secondo la legge di stabilità al 10% dal 2013 per tutta la durata dei contratti, e per i dispositivi medici al 4% nel 2013 e 3,9% nel 2014, con la possibilità per le pubbliche amministrazioni di rinegoziare i contratti ai prezzi unitari previsti dalla legge (2% secondo recente indagine FIASO); La riduzione del 5% fino a dicembre 2012 degli importi e delle connesse prestazioni delle forniture per beni e servizi in essere di aziende ed enti del servizio sanitario nazionale, che sale, secondo la legge di stabilità al 10% dal 2013 per tutta la durata dei contratti, e per i dispositivi medici al 4% nel 2013 e 3,9% nel 2014, con la possibilità per le pubbliche amministrazioni di rinegoziare i contratti ai prezzi unitari previsti dalla legge (2% secondo recente indagine FIASO); La riduzione dellimporto e dei rispettivi volumi dacquisto delle prestazioni da soggetti privati accreditati per un valore dello 0,5% nel 2012, dell1% nel 2013 e del 2% nel 2014, alla quale aggiungere la revisione delle tariffe massime da riconoscere alle strutture stesse; La riduzione dellimporto e dei rispettivi volumi dacquisto delle prestazioni da soggetti privati accreditati per un valore dello 0,5% nel 2012, dell1% nel 2013 e del 2% nel 2014, alla quale aggiungere la revisione delle tariffe massime da riconoscere alle strutture stesse; La prosecuzione dei Piani di rientro delle regioni in difficoltà per un altro triennio come già previsto dalla legge 122/2010, potendo le stesse applicare l aumento dellIrpef oltre i livelli massimi; La prosecuzione dei Piani di rientro delle regioni in difficoltà per un altro triennio come già previsto dalla legge 122/2010, potendo le stesse applicare l aumento dellIrpef oltre i livelli massimi; La riduzione del tetto della farmaceutica territoriale al 13,1% nel 2012 e all11,5% dal 2013 con ripiani a carico delle regioni e delle imprese farmaceutiche in caso di sfondamento, mentre si eleva al 3,25 la spesa ospedaliera. La riduzione del tetto della farmaceutica territoriale al 13,1% nel 2012 e all11,5% dal 2013 con ripiani a carico delle regioni e delle imprese farmaceutiche in caso di sfondamento, mentre si eleva al 3,25 la spesa ospedaliera. 8

9 Tagli al settore sanitario (valori in milioni di euro) Norme di riferimento Patto salute , ,00 Legge 122/ Art , ,00 Legge 122/ Art , ,00 Legge 11/ Ticket 834, ,00 Legge 11/ Tagli spesa , , ,00 D.L. 95/ , , , , ,00 Tagli DDl stabilità , , ,00 Totale tagli 3.932, , , , ,00

10 Standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi allassistenza ospedaliera in attuazione dellarticolo 1, comma 169, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e dellarticolo 15, comma 13, lettera c) della legge 7 agosto 2012 n.135 (spending review) La riduzione del fabbisogno di posti letto deriva sia dal percorso di appropriatezza che prevede una conversione di ricoveri ordinari in day hospital e prestazioni territoriali e di day hospital in territoriali, sia dal calcolo dei posti letto normalizzati nel caso di scarso utilizzo dei posti letto esistenti. Il numero di strutture complesse ospedaliere risultanti è anche perfettamente compatibile con lorientamento del ministero della salute (17,5 pl per struttura complessa previsto dal Comitato LEA, e lo declina per singola disciplina). Inoltre, lintroduzione di soglie di volumi minime comporterà unulteriore riduzione, in particolare per le strutture complesse delle discipline chirurgiche, che nelle regioni in Piano di rientro si aggira sul 25% mentre nelle restanti regioni su circa il 10%. Per larea medica la riduzione è minore ma significativa per la cardiologia. Su un totale di posti letto presenti debbono essere ridotti posti letto. 10

11 Numero di unità operative anno 2009 N unità operative complesse di cui ospedaliere e non ospedaliere N unità operative complesse di cui ospedaliere e non ospedaliere unità operative semplici di cui ospedaliere e non ospedaliere unità operative semplici di cui ospedaliere e non ospedaliere. La riduzione interessa strutture complesse e strutture semplici La riduzione interessa strutture complesse e strutture semplici 11 Comitato Lea marzo 2012

12 SPECIALITA CLINICHE E DISCIPLINE CHIRURGICHE 1.Cardiochirurgia pediatrica 2.Cardiochirurgia 3.Chirurgia generale 4.Chirurgia maxillo facciale 5.Chirurgia pediatrica 6.Chirurgica plastica 7.Chirurgia toracica 8.Chirurgia vascolare 9.Neurochirurgia 10.Neurochirurgia pediatrica 11.Oculistica 12.Ortopedia e traumatologia 13.Ostetricia e ginecologia 14.Otorinolaringoiatria 15.Urologia 16.Urologia pediatrica 17.Day Surgery

13 No. Procedures No. Procedures Specialty Performed Work RVUs Performed Work RVUs Cardiothoracic surgery 18% 19% 41% 42% General surgery 13% 13% 28% 31% Neurosurgery 14% 15% 27% 28% Ophtalmology 15% 15% 47% 47% Orthopedic surgery 13% 13% 25% 28% Otolaryngology 6% 8% 14% 14% Urology 14% 15% 33% 35% Forecasted Percent Increases in Number of Procedures and Work by Specialty D. Etzioni, J. Liy, M. A. Maggard, C. Y Ko, The aging population and its impact on the surgery workforce Annals of surgery, Volume 238, N. 2, August 2003

14 14 Le liste di attesa in regime di ricovero Le liste di attesa in regime di ricovero interessano quasi esclusivamente larea delle discipline chirurgiche, in particolare, lurologia. In Inghilterra, ad esempio, su pazienti in attesa di ricovero ben sono di chirurgia generale, di ortopedia, di ginecologia (tot. int. chir ). Percentuali simili si registrano per la maggior parte dei Paesi interessati dal fenomeno, come dimostra il documento dellOECD del 2003 relativo a 12 Paesi dal titolo: Tackling excessive waiting times for elective surgery: a comparison of policies in twelve ECD ountries. In Italia non sono note le liste di attesa e neppure lo stato di funzionamento delle sale operatorie!!!!!!

15 Iscritti per specializzazione Specializzazione Cardiochirurgia % Chirurgia generale % Chirurgia toracica % Neurochirurgia % Oftalmologia % Ortopedia e traumatologia % Otorinolaringoiatria % Urologia %

16 16 Prospettive di sviluppo della Day Surgery: evoluzione della domanda e dellofferta negli USA National Survey of Ambulatory Surgery; US Department of Health and Human Services. Centers for Disease control and prevention. National Center for Health Statistics, milioni di interventi e procedure invasive 96 milioni di interventi e procedure invasive 189 Ospedali e 398 Ambulatory Surgical Centers (ASC) 42,7 (40%) Inpatient 53,3 (60%) Outpatient 30.7 (57,2%) H 22,6 (42,8%) ASC 178 interventi/1000 ab. fino a /1000 ab. in pz aa.

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18 USA : se trasferissimo i 53,3 milioni di interventi chirurgici e procedure che attualmente si effettuano in regime di ambulatory surgery in regime di ricovero ordinario ne risulterebbero circa posti letto per acuti (al 90% di tasso di occupazione), aggiuntivi rispetto agli oltre esistenti, per un totale di circa di posti letto, pari a circa il 3,5 posti per mille abitanti. ITALIA: qualora la maggior parte delle procedure chirurgiche confluenti nei 42 DRG di tipologia chirurgica a rischio di inappropriatezza in regime di ricovero, che oggi ammontano in totale a ricoveri di cui in D.S. n (SDO 2009) per un totale di giornate di degenza n , fossero trasferiti in regime ambulatoriale si potrebbero ridurre i posti letto di unità circa (considerando un tasso di occupazione del 90%). Gli attuali posti letto per acuti (di cui dedicati alla day surgery) diventerebbero con un indice posti letto per mille abitanti inferiore al 4 per mille. Fonte: La chirurgia ambulatoriale in Italia:definizione e modelli organizzativi Mastrobuono I., Antonelli M. Organizzazione sanitaria 2011; n.2 Aprile-Settembre 2011

19 19 POPOLAZIONE ULTRASESSANTACINQUENNE IN ITALIA (ANNI E – VALORI ASSOLUTI E PERCENTUALI) * Stime Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Istat (Censimento della popolazione 2001). Pubblicato su ASI, , n

20 20 Confronto previsioni sul numero di non autosufficienti Fonte Var.% Isvap [2001] % Beltrametti [2006] % Scenari ECP-WGA Pure ageing, increase in formal care, unit cost % Constant disability % AWG Refence % Nellindagine si rileva che nel nostro Paese, in una famiglia su dieci vi è un componente affetto da disabilità. Solo il 20,9% delle famiglie riceve una qualche forma di assistenza domiciliare erogata dallo Stato ed il 12.5% si avvale di servizi privati. 20

21 Posti letto dedicati alla Long-Term Care negli istituti e negli ospedali, per abitanti con età pari o superiore ai 65 anni

22 Assistenza domiciliare in Europa (assisiti a domicilio su pazienti di età superiore ai 65 anni), 2005 Fonte: Rielaborazione The European House-Ambrosetti su dati Ministero della Salute e Società Italiana gerentologia e geriatria, 2012

23 23 Legge 14 settembre 2011 n.148 Conversione in legge del decreto legge 13 agosto 2011, n.138 recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo - Tagli agli enti locali per 6 miliardi nel 2012 e 3,2 miliardi nel Sommati alle misure precedenti gli enti locali avranno 6,5 miliardi in meno nel 2012, 9 nel 2013 e 11,4 nel Riforma dellassistenza (assegni di invalidità, pensioni di reversibilità) che dovrà portare ad un taglio della spesa di 4 miliardi nel 2012, 12 miliardi nel 2013 e 20 miliardi nel Se la riforma non dovesse raggiungere questo obiettivo, scatterà un taglio lineare di tutte le agevolazioni fiscali. 23

24 Stima dellimpatto finanziario per promuovere lassistenza primaria E stata condotta una stima per la creazione sul territorio nazionale di UCCP (unità di cure primarie) con 25 medici di medicina generale operanti h24, 7 gg. su 7, con una dimensione di abitanti (25 medici per mille assistiti ciascuno). La spesa per la medicina generale salirebbe da 4,8 miliardi di euro (stima 2005) a 6,4 miliardi di euro con un aumento del 24,8%. 24 (Gruppo Gisap. Lassistenza primaria in Italia 2009) E.Guzzanti

25 Fonte: elaborazione The European House-Ambrosetti su OECD Health data 2012 ANOMALIA ITALIANA La scomposizione della spesa privata sanitaria rivela come in Italia vi sia un forte squilibrio fra pagamenti out-of -pocket e pagamenti mediati da fondi e polizze assicurative. Breakdown spesa privata pro-capite in alcuni Paesi OECD (in $ PPP), 2009

26 Casse, Fondi e Società di mutuo soccorso Organizzazioni prevalentemente private, variamente denominate, che raccolgono, su base volontaria, risparmio dei singoli cittadini o di gruppi di cittadini o risparmio di tipo contrattuale a livello nazionale, regionale o locale, per fornire prestazioni sanitarie e sociosanitarie che prestazioni sanitarie e sociosanitarie che integrano quelle assicurate dal Servizio sanitario Nazionale e dal Sistema di protezione sociale, per finalità non orientate al profitto. Mastrobuono I, Guzzanti E., Cicchetti A., Mazzeo M.C. II finanziamento delle attività e delle prestazioni sanitarie. Il ruolo delle forme integrative di assistenza. Roma:Il Pensiero Scientifico Editore, 1999 Modificata maggio

27 STATO ATTUALE anni iscritti assistiti fonti indagine anni iscritti assistiti fonti indagine Mastrobuono Mastrobuono Pfizer Pfizer Università di Padova Università di Padova Labate-Tardiola Labate-Tardiola Labate Labate Lanagrafe dei fondi istituita presso il Ministero della salute nel 2010 ha rilevato 293 fondi a fine 2011, di cui 254 con attestato per accedere alle agevolazioni fiscali previste dalla normativa: dichiarate 3, adesioni. L83% dei 293 fondi iscritti ha esclusivo fine assistenziale, il 17% è costituito da fondi DOC. L11% è costituito da fondi aperti, l89% da fondi chiusi categoriali. Il numero degli iscritti è stato dichiarato solo dal 69% dei fondi (201 in tutto) per un totale di persone su una stima di 5 milioni di aderenti. Mancano allappello 23 fondi recenti. 27

28 Le proposte di meridiano sanità 2012 Rivisitare i LEA in funzione delle priorità dei pazienti e secondo i principi della medicina basate sulle evidenze scientifiche, secondo le logiche di Health Technology Assessment Rivisitare i LEA in funzione delle priorità dei pazienti e secondo i principi della medicina basate sulle evidenze scientifiche, secondo le logiche di Health Technology Assessment Accelerare il processo di deospedalizzazione già avviato, attraverso: lerogazione di prestazioni sanitarie nei setting assistenziali più adeguati, nuove forme di organizzazione dei servizi, riconversione dei posti letto per acuti in eccesso Accelerare il processo di deospedalizzazione già avviato, attraverso: lerogazione di prestazioni sanitarie nei setting assistenziali più adeguati, nuove forme di organizzazione dei servizi, riconversione dei posti letto per acuti in eccesso Proseguire nel riordino delle cure primarie secondo le migliori pratiche già implementate in alcune regioni e le linee guida della Legge Balduzzi Proseguire nel riordino delle cure primarie secondo le migliori pratiche già implementate in alcune regioni e le linee guida della Legge Balduzzi Favorire lo sviluppo di una rete nazionale di strutture di eccellenza nella ricerca e assistenza ospedaliera Favorire lo sviluppo di una rete nazionale di strutture di eccellenza nella ricerca e assistenza ospedaliera Garantire la sostenibilità del sistema sanitario negli anni futuri definendo, in modo coordinato e controllato dal SSN, le prestazioni da coprire attraverso forme di sanità integrativa, in coerenza con i fabbisogni socio-sanitari emergenti Garantire la sostenibilità del sistema sanitario negli anni futuri definendo, in modo coordinato e controllato dal SSN, le prestazioni da coprire attraverso forme di sanità integrativa, in coerenza con i fabbisogni socio-sanitari emergenti 28

29 Dalla politica del contenimento dei costi alletica del razionamento e della lotta agli sprechi 29 La politica del contenimento dei costi può a lungo andare iniqua e rappresentare una barriera allaccesso alle cure soprattutto dei pazienti più fragili. Quando le risorse finanziarie diminuiscono non è contraddittorio introdurre una etica del razionamento e la politica deve scegliere quali servizi e quali prestazioni sanitarie non possono essere più garantite, esplicitando i principi ed i criteri attraverso i quali ciò deve avvenire piuttosto che ricorrendo al razionamento implicito, non sempre equo e giusto. Accanto alletica del razionamento esplicito che spetta inequivocabilmente alla politica cè unetica della lotta agli sprechi (da non confondere con le frodi che incidono per il 10% sui costi della sanità e si verificano sporadicamente mentre linvecchiamento e le nuove tecnologie incidono sui costi in modo costante e continuo), sprechi da combattere con la maggiore responsabilizzazione dei medici verso la scelta delle terapie più appropriate che siano in grado davvero di dare risultati a lungo termine. Insomma è tempo di passare dal contenimento dei costi all'etica del razionamento e della riduzione degli sprechi. Howard Brody, M.D. The New England Journal of Medicine 2012, 366,

30 Decreto Ministeriale Sanità 13 settembre 1988: degli standards del personale ospedaliero. Art 2 Indirizzi organizzativi, comma 1, punto c Decreto Ministeriale Sanità 13 settembre 1988: Determinazione degli standards del personale ospedaliero. Art 2 Indirizzi organizzativi, comma 1, punto c La riorganizzazione dei presidi ospedalieri deve essere colta come loccasione per far compiere un deciso passo in avanti al processo delle aggregazioni funzionali di tipo dipartimentale, deve servire ad incrementare lintegrazione multidisciplinare nelle attività assistenziali e consentire lutilizzazione in comune di attrezzature di tecnologie avanzate e del personale tecnico ad esse preposto.Inoltre, lorganizzazione per aree omogenee, come prevista dalla legge 595 del 1985, e la sperimentazione dei dipartimenti possono agevolare un uso più flessibile delle disponibilità di ricovero e del personale di assistenza sanitaria ed accrescere lattitudine del personale al lavoro di gruppo.

31 CONCETTO DI DIPARTIMENTO Il Dipartimento è costituito dalla federazione di unità operative che mantengono la loro autonomia, indipendenza e responsabilità, così come quella di ciascuno dei membri che le costituiscono, ma che riconoscono la loro interdipendenza adottando un comune codice di comportamento clinico-assistenziale, didattico e di ricerca, dai profondi risvolti etici, medico-legali ed economici. Il Dipartimento è costituito dalla federazione di unità operative che mantengono la loro autonomia, indipendenza e responsabilità, così come quella di ciascuno dei membri che le costituiscono, ma che riconoscono la loro interdipendenza adottando un comune codice di comportamento clinico-assistenziale, didattico e di ricerca, dai profondi risvolti etici, medico-legali ed economici.

32 Per far entrare questo modello nella realtà italiana occorre, intanto, dare effettiva attuazione ai dipartimenti e, quindi, dotarsi degli strumenti su cui fondare la critica che conduce allapprendimento per un confronto tra come i problemi sono stati affrontati e risolti rispetto ad un modello ideale di riferimento. Questi strumenti possono oggi essere costituiti dalle linee guida e dai percorsi diagnostico- terapeutici, così che è lintero gruppo assistenziale, e non solamente i medici, che definisce le procedure ritenute le più adeguate per il paziente che appartiene ad una certa categoria diagnostica, nei riguardi del quale si pianifica lintero percorso assistenziale da seguire. I corsi di aggiornamento e le lezioni formali avranno sempre un ruolo rilevante, ma il modello della learning organisation è il proprio luogo di lavoro dove saranno stati attivati gli strumenti per seguire un vero percorso di apprendimento, fatto di problemi da risolvere, di difficoltà da superare, anche sul piano organizzativo e gestionale e di reciproche valutazioni di comportamenti umani e professionali. Fonte: Guzzanti E. La formazione continua. Organizzazione Sanitaria 2000;1:7-16.

33 È la responsabilità assunta dagli appartenenti alle professioni sanitarie, sia negli ospedali che nellassistenza primaria territoriale, al fine di garantire : il continuo miglioramento delle attività clinico-assistenziali, organizzative e gestionali; il continuo miglioramento delle attività clinico-assistenziali, organizzative e gestionali; la pratica dellaudit clinico, periodico e formalizzato, per la verifica delle attività svolte, dei risultati ottenuti, e delle eventuali misure da adottare per ladeguamento del gruppo, o dei singoli componenti, alle migliori prassi, professionali e comportamentali; la pratica dellaudit clinico, periodico e formalizzato, per la verifica delle attività svolte, dei risultati ottenuti, e delle eventuali misure da adottare per ladeguamento del gruppo, o dei singoli componenti, alle migliori prassi, professionali e comportamentali; lidentificazione delle possibili cause di rischi clinici e di eventi avversi, per evitarne il verificarsi e le relative conseguenze, e per renderli evidenti e rimediabili ove si manifestassero; lidentificazione delle possibili cause di rischi clinici e di eventi avversi, per evitarne il verificarsi e le relative conseguenze, e per renderli evidenti e rimediabili ove si manifestassero;Fonte: Guzzanti E., Governo clinico. Forum Sanità Futura, Cernobbio 5 Aprile Guzzanti E., Governo Clinico: dal Consiglio dei sanitari della riforma ospedaliera italiana del 1968 fino alle strategie di Tony Blair per lNHS. Il Sole 24 Ore Sanità maggio 2004, Governo clinico

34 la formazione continua attiva, multidisciplinare e interprofessionale, cosicché lECM sia fondata sulle modalità, la qualità e i risultati delle attività e delle prestazioni effettuate, poste a confronto con i paradigmi di riferimento ritenuti migliori; la formazione continua attiva, multidisciplinare e interprofessionale, cosicché lECM sia fondata sulle modalità, la qualità e i risultati delle attività e delle prestazioni effettuate, poste a confronto con i paradigmi di riferimento ritenuti migliori; ladozione di linee guida e di percorsi assistenziali integrati, concordati e appropriati rispetto alle singole circostanze, che favoriscano la comunicazione e la reciproca collaborazione tra gli ospedali e lassistenza primaria territoriale, per: ladozione di linee guida e di percorsi assistenziali integrati, concordati e appropriati rispetto alle singole circostanze, che favoriscano la comunicazione e la reciproca collaborazione tra gli ospedali e lassistenza primaria territoriale, per: 1. evitare i ricoveri ordinari non necessari; limitare la durata delle degenze necessarie; collaborare nella utilizzazione del D.H e della D.S, concordare le modalità clinico-assistenziali e organizzative della dimissione protetta; il rispetto e il sostegno alla persona assistita e ai familiari, per consentire loro di partecipare alle scelte clinico-assistenziali da adottare nei singoli casi con la consapevolezza dei problemi, delle possibili soluzioni e dei risultati prevedibili. il rispetto e il sostegno alla persona assistita e ai familiari, per consentire loro di partecipare alle scelte clinico-assistenziali da adottare nei singoli casi con la consapevolezza dei problemi, delle possibili soluzioni e dei risultati prevedibili. Fonte: Guzzanti E., Governo clinico. Forum Sanità Futura, Cernobbio 5 Aprile Guzzanti E., Governo Clinico: dal Consiglio dei sanitari della riforma ospedaliera italiana del 1968 fino alle strategie di Tony Blair per lNHS. Il Sole 24 Ore Sanità 11-17maggio 2004, Governo clinico (segue)

35 "Dagli occhi delle donne deriva la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo." (W. Shakespeare) 35


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