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Piccola storia di una grande Associazione Azione Cattolica Italiana.

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Presentazione sul tema: "Piccola storia di una grande Associazione Azione Cattolica Italiana."— Transcript della presentazione:

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2 Piccola storia di una grande Associazione Azione Cattolica Italiana

3 Serve ancora lAzione Cattolica? Si !!! Papa: La Chiesa ha bisogno dellAC e del suo carisma e non può farne a meno 2004 Vescovi: Da essa è lecito attendersi che continui essere quella scuola di santità laicale che ha sempre garantito presenze qualificate di laici per il mondo e per la Chiesa. Gente:Cè chi ha bisogno di un luogo aperto e accogliente, dove si sperimenti una fraternità contemplattiva e si guardi alla vita con gli occhi del Vangelo.

4 La Società della Gioventù Cattolica Italiana Mario Fani, di Viterbo e Giovanni Acquaderni, di Bologna danno vita alla Società della Gioventù Cattolica Italiana, primo nucleo dell'ACI; motto "Preghiera, Azione, Sacrificio", Quattro doveri principali: devozione alla S. Sede (ecclesialità) studio della religione (formazione e catechesi) vita cristiana (testimonianza) esercizio della carità (soccorso ai poveri) Pio IX approva con il breve pontificio Dum filii Belial la costituzione della nuova associazione nel Il primo Statuto

5 Nasce lOpera dei Congressi La Società della Gioventù Cattolica, convoca a Venezia il primo congresso dei cattolici italiani, iniziativa da cui nacque l'Opera dei Congressi e dei Comitati cattolici in Italia, organismo di collegamento delle molteplici organizzazioni cattoliche nel campo mutualistico, assistenziale, della stampa, delleducazione… 1874 Il secondo Congresso, nel 1875, auspica la costituzione di comitati parrocchiali e diocesani

6 Viene fondata la FUCI Nel XIV Congresso dei cattolici italiani, a Fiesole, viene ufficializzata l'idea, già emersa un paio d'anni prima all'interno del circolo universitario di Roma, di creare una federazione nazionale dei circoli universitari cattolici. Due finalità: il confronto con la cultura moderna, e l'impegno nell'ambito sociale. 1896

7 Ridefinizione dellAzione Cattolica Sciolta lOpera dei congressi, si ridefinisce lAC: Unione Popolare Cattolica Italiana Unione C.I. delle Associazioni Elettorali Unione C.I. delle Istituzioni Economiche e Sociali Società della Gioventù Cattolica Questultima recupera lo specifico ruolo formativo-religioso, da cui si ramificherà la vera e propria Azione Cattolica Italiana Nuovi Statuti

8 Nasce l'Unione fra le Donne Cattoliche Italiane Maria Cristina Giustiniani Bandini, con la collaborazione di Adelaide Coari, presentano al Papa l'Unione Donne: Finalità formativa e religiosa Differenzazione dal movimento femminista e laicista Diretta dipendenza dalla gerarchia ecclesiastica 1908 Cura dei fanciulli cattolici, 4-10 anni (fiamme bianche, rosse e verdi) Azione nel campo della catechesi, dell'istruzione, dell'assistenza, portando fervore e vitalità nuove per la presenza femminile nella Chiesa.

9 Nasce la Gioventù Femminile Armida Barelli, milanese, riceve lincarico da Benedetto XV di estendere lesperienza della GF in Italia. Compito della GF: prendersi cura della "formazione religiosa, intellettuale, morale e sociale della giovane". Motto: Eucaristia-apostolato-eroismo 1918

10 Nasce lUnione Uomini Cattolici Nel dopoguerra, con la nascita del Partito Popolare di don Sturzo (segretario della Giunta di AC) e la fine del non expedit, il laicato cattolico si riorganizza e si fa più netta la divisione di compiti tra l'Azione Cattolica propriamente detta, il partito, il sindacato. Nel 1922, al fine di raggruppare tutte le opere degli adulti nasce ad opera di Augusto Ciriaci e mons. Domenico Tardini l'Unione Uomini Cattolici, voluta da Pio XI. 1919

11 La riorganizzazione di Pio XI Durante i primi anni di pontificato di Pio XI si procede a ristrutturare complessivamente tutta l'Associazione. Con gli Statuti del 1923 l'AC viene costituita in 4 sezioni: Federazione Italiana Uomini Cattolici Società Gioventù Cattolica Italiana Federazione Universitari Cattolici Italiani Unione Femminile Cattolica Italiana 1923 Nuovi Statuti

12 Un progetto educativo Gli ideali di fede e la formazione cristiana delle giovani generazioni si fondano: su una spiritualità cristocentrica sullEucaristia sulla pietà mariana sulla devozione al Papa 1920 ( ) Il Beato Pier Giorgio Frassati è un esempio splendido di questo modello formativo

13 Un progetto educativo per le più giovani Le Gioventù Femminile porta alla creazione della: Sezione aspiranti (10 ai 16 anni) Sezione beniamine (6-10 anni) Sezione piccolissime (prima dei 6 anni) (anni 30) Dopo i 16 anni si diventava Effettive 1920 Le sezioni erano affidate alle Delegate (educatrici) per le quali si svolgevano scuole formative Ambiti: formazione liturgica e canto sacro, formazione catechistica (mediante giornalini e testi)

14 Un progetto educativo per i più giovani La Gioventù Cattolica maschile dà il via ad un metodo educativo per le sezioni aspiranti, fanciulli e ragazzi che vogliono diventare giovani di AC. Prima consapevolezza della soggettività apostolica dei ragazzi verso i coetanei Formazione catechistica (gare, gioco, regola) Maturazione delle scelte vocazionali 1923 Questa attenzione educativa è affidata ai Delegati (educatori) per i quali si svolgevano scuole formative

15 Lo scontro col fascismo Contravvenendo agli accordi sanciti con il Concordato del 1929, Mussolini invia ai prefetti l'ordine di chiudere i circoli dell'AC, perché l'attività formativa religiosa esercitata in essi viene considerata contraria al fascismo Pio XI risponde con l'enciclica "Non abbiamo bisogno" in cui afferma che il laicato e l'AC non hanno bisogno di garanzie diverse da quelle della Chiesa, della fede, e del rapporto con il pontefice. Dopo laccordo, la società della Gioventù cattolica diventa Gioventù Cattolica di Azione Cattolica (GIAC)

16 La dirigenza dellAC assunta dalla Gerarchia Le pressioni del regime contro la Chiesa e lAC inducono Pio XII a riformare gli Statuti inserendo gli Ecclesiastici nella dirigenza associativa 1939 Questa ingerenza non trova accoglienza nelle diocesi dove il clero non è zelante verso lAC Tuttavia lassociazione tiene numericamente e manifesta il suo impegno soprattutto nella dimensione caritativa ed assistenziale durante la II guerra mondiale. Nuovi Statuti

17 Torna ai laici la dirigenza associativa «lAC è lorganizzazione nazionale del laicato cattolico per una speciale e diretta colaborazione con lapostolato gerarchico» associazioni parrocchiali della GM associazioni parrocchiali della GF gruppi di Donne gruppi di Uomini Si sviluppano numerose opere collaterali: Unioni professionali, associazioni di categoria, GIOC, GS, CSI Nuovo Statuto

18 I Comitati Civici In vista delle prime elezioni politiche repubblicane nascono i cosiddetti Comitati Civici, un'organizzazione collaterale all'AC, con lo scopo di mobilitare tutte le forze cattoliche per la battaglia elettorale. Questo sforzo diretto di mobilitazione, esprime la radicalità dello scontro politico in atto. Successivamente, sembra manifestare scarsa sensibilità nel cogliere le profonde trasformazioni del Paese, avviandolo ad una secolarizzazione forse mai conosciuta. Anche lAC, tuttavia, comincia quella ricerca di rinnovamento che maturerà negli anni che ci avvicinano al Concilio. 1948

19 Massima espansione dellAC: soci Unione Uomini (sposati o da 30 anni in su) Unione donne (sposate o da 30 anni) cui sono affidati i Fanciulli (4-10 anni) Gioventù maschile (10-30 anni, aspiranti, juniores, seniores) Gioventù femminile (4-30 anni: piccolissime, beniamine, aspiranti, giovanissime, effettive) FUCI Movimento Laureati Movimento Maestri Metà anni 50

20 Il rinnovamento conciliare e la selta religiosa Nel 1962 si apre il Concilio Vaticano II. Nel 1964 viene nominato Presidente della Giunta Centrale di AC Vittorio Bachelet, che, nel clima di rinnovamento conciliare, conduce l'Associazione a compiere la cosiddetta "scelta religiosa". Non il disimpegno dal piano temporale della vita cristiana ma la priorità dell'annuncio della Parola "in quanto capace di creare uomini nuovi e portatrice di una profonda carica di trasformazione della vita e della storia" Statuto del 69 ( )

21 Quattro note caratteristiche dellAC Dopoconcilio Statuto del 69 Laicità (vocazione laicale) Collaborazione con la Gerarchia (servizio attento e reciproco ascolto) Organicità (non un movimento, ma un corpo organico) Ecclesialità (fine apostolico della Chiesa)

22 Nuova organizzazione Uomini di AC Donne di AC Dopoconcilio Statuto del 69 Settore Adulti Settore Giovani ACR Gioventù maschile Gioventù femminile Sezioni minori MSAC, MLAC, (interni) FUCI, MEIC, MIEAC(esterni) CSI, CTG (autonomi)

23 Stagione dei progetti Anni 80 LAC rinnova il suo progetto formativo unitario e dei settori È una formazione che dà per scontata la fede e ne approfondisce le sue dimensioni: catechesi, spiritualità, ecclesialità, ambito culturale, sociopolitico… LACR, definita prima dalla Metodologia dellACR, poi dal Progetto Rosso, si dà un nuovo progetto, attento allI.C. dei ragazzi

24 UnAC troppo pastorale Anni 90 LAC identifica la scelta religiosa con scelta pastorale La conseguenza è lesaurirsi tutta allinterno delle parrocchie, non dialogando più con la realtà esterna Quando la pastorale si dà strumenti autonomi (uffici, altre aggregazioni…) comincia la crisi di spazi per lAC Per la sua maturità lAC si interroga e si sperimenta nel ridisegnare il volto missionario

25 Un rinnovamento in atto, da interiorizzare 2003 Statuto rinnovato Diocesanità (localizzare lAc per renderla più fedele alla sua storia e alla sua geografia – Atto normativo) Missionarietà (far dialogare il vangelo con la vita, non dando più per scontata la fede, maturare un punto di vista cristiano sulle dimensioni della vita – nuovo progetto formativo) Unitarietà (non una composizione di settori ma una fraternità contemplattiva) Democraticità (ricerca dellaltro sulla base di scelte condivise e flessibili)


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