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I Presofisti.

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Presentazione sul tema: "I Presofisti."— Transcript della presentazione:

1 I Presofisti

2 ARISTOTELE, Metafisica, A, 2, 982a-983a
… infatti gli uomini, sia nel nostro tempo sia dapprincipio, hanno preso dalla meraviglia lo spunto per filosofare, poiche dapprincipio essi si stupivano dei fenomeni che erano a portata di mano e di cui essi non sapevano rendersi conto, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, si trovarono di fronte a maggiori difficoltà, quali i fenomeni della luna e del sole e delle stelle e l'origine dell'universo. Chi è nell'incertezza e nella meraviglia crede di essere nell'ignoranza (perciò anche chi ha propensione per le leggende è, in un certo qual modo, filosofo, giacche il mito è un insieme di cose meravigliose); e quindi, se è vero che gli uomini si diedero a filosofare con lo scopo di sfuggire all'ignoranza, è evidente che essi perseguivano la scienza col puro scopo di sapere e non per qualche bisogno pratico …

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6 La scuola Ionica di Mileto - TALETE
esistenza di un principio unico che è causa di tutte le cose, l’acqua: principio/arché: fonte e scaturigine foce o termine ultimo permanente sostegno (diremmo, con termine successivo, sostanza di tutte le cose; uno solo è l’argomento di Talete: la terra sta sopra l’acqua = l’acqua è sostanza nel senso primario che sta sotto e sostiene; tale principio detto physis = non natura nel senso moderno ma realtà prima, originaria e fondamentale (in opposizione a ciò che è secondario derivato e transitorio)

7 La scuola Ionica di Mileto - Anassimandro
Tutte le cose sono o principio o dal principio: e dell'infinito non c'è principio, perché avrebbe un limite. Poi, come principio, è ingenerato e imperituro: che ciò che è generato deve avere una fine, e la fine è propria di ogni dissolvimento. Perciò, noi diciamo, di esso non può esserci principio, ma esso sembra essere principio delle altre cose, e abbracciarle tutte e tutte reggerle, come dicono tutti coloro che non pongono altre cause oltre l'infinito [ ...]. E [l'infinito] appare come il divino, perché è immortale e indistruttibile, come dicono Anassimandro e la gran parte dei fisiologi. [ARISTOTELE, Fisica,  4, 203b 6 (= Diels-Kranz, 12 A 15)]

8 La scuola Ionica di Mileto - Anassimandro
àpeiron privo di limiti esterni = infinito spaziale, quantitativo privo di limiti interni = qualitativamente indeterminato

9 La scuola Ionica di Mileto - Anassimandro
Immagine della terra come cilindro = sostenuto da nulla perché trovandosi equidistante tra tutte le parti non è sollecitato e muoversi da nessuna di esse; (immagine ardita di un reggersi per equilibrio di forze)

10 La scuola Ionica di Mileto - Anassimandro
derivazione delle cose = eterno movimento per il quale si separano da essa i contrari (caldo/secco; freddo/umido);

11 La scuola Ionica di Mileto - Anassimandro
L’apeiron originale genera il mondo a partire dalla separazione del caldo e del freddo; il caldo divenne una sfera di fuoco che circondò l'aria che circonda la Terra; a sua volta la sfera di fuoco si ruppe in modo tale da originare gli astri che consistono in anelli di fuoco disposti intorno all'aria, dappertutto occultati da un involucro opaco che li contiene meno che nei punti da dove vediamo provenire luce (fori nell'involucro opaco che, quando si chiudono, originano le eclissi); il freddo rimase invece in basso dove risiedono la terra, l'acqua e l'aria…

12 La scuola Ionica di Mileto - Anassimandro
Collega la nascita ad una colpa ed alla necessità di espiarla = sembrano innegabili influenze orfiche

13 La scuola Ionica di Mileto - Anassimene
“come la nostra anima, che è aria, ci sostiene e ci governa, così il soffio e l’aria abbracciano il cosmo intero”

14 Pitagora e i pitagorici
Il numero principio di tutte le cose “… poiché vedevano che le note e gli accordi musicali consistevano nei numeri; e, infine, poiché tutte le altre cose, in tutta la realtà, pareva a loro che fossero fatte a immagine dei numeri e che i numeri fossero ciò che è primo in tutta la realtà, pensarono che gli elementi del numero fossero elementi di tutte le cose e che tutto l’universo fosse armonia e numero” (Aristotele)

15 Pitagora e i pitagorici
realtà e fenomeni naturali traducibili in rapporti numerici e rappresentabili in modo matematico primi cultori delle matematiche

16 Pitagora e i pitagorici
il numero è cosa reale e come tale può essere principio costitutivo delle cose; Rappresentato come un insieme di sassolini, o disegnato come insieme di punti, quindi visto anche come figura solida / numero come spazialmente esteso. I numeri sono raggruppabili in due specie: pari e dispari (tranne l’uno che è capace di generare entrambi)

17 Pitagora e i pitagorici
Illimitato e limitante sono i principi primi; da essi hanno origine i numeri che sono sintesi dell’uno e dell’altro; sintesi che vede nel pari un prevalere dell’illimitato e nel dispari un prevalere dell’elemento limitante

18 Pitagora e i pitagorici
Introdussero termine e nozione di cosmo = ordine; universo in cui gli elementi contrastanti sono pacificati in armonia; universo costituito dal numero, col numero e secondo il numero.

19 Pitagora e i pitagorici
cosmo = ordine; L’ordine dice numero e il numero dice razionalità, conoscibilità e permeabilità al pensiero.

20 Pitagora e i pitagorici
… pensavano che i cieli, ruotando secondo numero e armonia, producessero bellissimi concerti, una celeste musica di sfere che noi non udiamo

21 Pitagora e i pitagorici
Astronomia = sfericità della terra e dei corpi celesti (sfera più perfetta tra le figure solide perché tutti suoi punti equidistanti dal centro, è l’immagine stessa dell’armonia. Filolao (V secolo) abbandonò l’ipotesi che la terra sia il centro fisso del mondo; la terra e altri corpi celesti si muovono intorno ad un fuoco centrale, detto Hestia, focolare o altare dell’Universo.

22 Pitagora e i pitagorici
con Aristarco di Samo (fil peripatetico del III sec.) l’ipotesi pitagorica del movimento della terra si trasformò i ipotesi eliocentrica poiché egli al posto del fuoco centrale pose il Sole, anticipando Copernico. Ma la sua voce fu sommersa dall’imperante teoria geocentrica di tipo aristotelico-tolemaica.

23 Pitagora e i pitagorici
Uomo (antropologia) L’anima è immortale, preesiste al corpo e sussiste dopo; la sua unione al corpo è contraria alla sua natura la natura dell’anima è divina ed eterna metempsicosi = anima costretta a reincarnarsi per espiare una originaria colpa (> dall’orfismo)

24 Pitagora e i pitagorici
Uomo (antropologia) vivere una vita che sia capace di purificare l’anima = “bios theoretikòs” = vita contemplativa indicarono nella scienza la via della purificazione

25 Pitagora e i pitagorici
Uomo (antropologia) le regole di purgazione e le regole ascetiche di astinenza miravano a purificare il corpo per renderlo docile all’anima vivere una vita che sia capace di purificare l’anima, ossia scioglierla dai suoi legami col corpo (carcere, prigione), che essa aveva contratto a causa della colpa

26 giustizia come un numero quadrato = uguali colpe, uguali pene;
Pitagora e i pitagorici Etica Morale = armonia giustizia come un numero quadrato = uguali colpe, uguali pene;

27 Visse ad Efeso tra il VI e il V secolo
Eraclito Visse ad Efeso tra il VI e il V secolo poche notizie: nobili natali / tendenze aristocratiche

28 Eraclito Uomo i dormienti – “i più” che vivono come in un sogno incapaci di comprendere le autentiche leggi del mondo “gli svegli” i filosofi = cogliere il nocciolo segreto delle cose / che abbandona il mondo ingannevole delle idee comuni, delle false evidenze

29 Filosofo è chi sa elevarsi ad una veduta complessiva dell’essere,
Eraclito Uomo Filosofo è chi sa elevarsi ad una veduta complessiva dell’essere, in antitesi ai cultori delle tecniche e discipline particolari prigionieri di un’ottica parziale

30 Eraclito Etica condotta di vita indipendente dai gusti e dalle predilezioni degli hs volgari “Se la felicità s’identifica con i piaceri del corpo, diremo felici i buoi quando trovano piante leguminose da mangiare”

31 Eraclito Il principio “Panta rei” “Non è possibile discendere due volte nello stesso fiume … per la velocità del movimento, tutto si disperde e si ricompone di nuovo, tutto viene e va” = principio delle cose è il fuoco, elemento mobile e distruttore che simboleggia una visione del cosmo come energia in perpetua trasformazione, in cui tutto proviene dal fuoco e ritorna al fuoco

32 Eraclito LOGOS Pensiero umano in generale cioè la ragione che è comune a tutti Verità che la ragione deve comprendere, cioè quella legge universale secondo cui accadono tute le cose legge della interdipendenza e inscindibilità degli opposti = Logos = legge universale che governa il cosmo di cui il Fuoco è principio fisico

33 Eraclito Cosmologia Visione cosmologica sfocia in una identificazione panteistica dell’Universo con Dio, inteso come Unità di tutti i contrari, mutamento continuo e Fuoco generatore

34 Scuola di Elea fondatore = Parmenide di Elea (costa della Campania a sud di Paestum (Velia) visse tra il 550 e 450 a.C. Opera in versi “Intorno alla natura” di cui restano 154 versi

35 Senofane di Elea critica dell’antropomorfismo religioso = … anche i buoi, i cavalli e i leoni, se potessero, immaginerebbero la divinità a loro somiglianza Omero ed Esiodo hanno attribuitop agli dei furti, adulteri e reciproci inganni.

36 Parmenide di Elea L’essere
Nel poema parmenideo si parla dell’essere come soggetto, trattando questo termine come un sostantivo, a cui si attribuiscono una serie di caratteri: ingenerato (se nascesse o perisse implicherebbe il non essere) eterno (se fosse nel tempo implicherebbe il non essere del passato e del futuro) immutabile e immobile (altrimenti si troverebbe in condizioni in cui prima non era) unico e omogeneo (se fosse molteplice o differenziato implicherebbe degli intervalli di non essere) finito (per la mentalità greca il finito è sinonimo di compiutezza e perfezione – immagine della sfera

37 Parmenide di Elea … si è accorto che il crescere e il diminuire della luna (le fasi lunari) sono solo delle apparenze, inganni che si rinnovano nel tempo. La luna è una sfera perfettamente rotonda e immutabile. Infatti, durante il suo periodo di rivoluzione, essa, mostrando alla terra la stessa faccia, ha fasi calanti e crescenti. Anche se è presente in tuta la sua metà sferica, viene illuminata solo in parte dal sole, e nell'altra adombrata. L'ombra, che fa credere che l'altra parte del satellite non ci sia, è quindi irreale. L'inganno si rinnova nel tempo e, dunque, anche il tempo deve essere a sua volta illusorio.

38 Parmenide di Elea Parmenide è un razionalista radicale, che trova la verità solo percorrendo la via della dimostrazione logica, ripudiando l'osservazione empirica.

39 Parmenide di Elea la sua scoperta deve essere argomentata a priori, con una dimostrazione coerente e conseguente: solamente ciò che è, è; il nulla non esiste, perché dal nulla non può nascere nulla; non esiste lo spazio vuoto; il mondo (l'Essere) è pieno; il movimento e il mutamento sono impossibili; se il mondo è pieno non c'è spazio né per il movimento, né per il mutamento.

40 Parmenide di Elea se il non essere non è, non può inframmezzarsi all'essere e dividerlo in parti; né può essere qualcosa da cui l'essere sorga o in cui si dissolva.

41 Parmenide di Elea Parmenide fa notare che è logicamente contraddittorio affermare che il non essere ci sia, che il nulla esista, perché il non essere è il contrario dell'essere e affermare della stessa realtà un carattere e il carattere contrario è un errore logico: un nonsenso.

42 Parmenide di Elea In questa argomentazione di Parmenide, viene utilizzato un fondamentale principio logico detto di "non contraddizione", secondo il quale non vengono accettati contemporaneamente di una stessa realtà un carattere ed il suo contrario

43 Parmenide di Elea Il divenire dell'essere è quindi un'opinione senza verità, un'apparenza illusoria di cui si convincono i "mortali", che invece di prestare ascolto ad essa seguono il percorso della non-verità , ovvero ciò che è apparenza

44 Parmenide di Elea il nulla non può esistere come tale e nessuna cosa può derivare dal nulla o nel nulla terminare la sua esistenza, per la semplice ragione che il nulla non c’è. Parmenide sostiene che il nulla non è neppure pensabile, perché se lo fosse penseremmo qualcosa; dunque pensare e pensare l’essere e non il nulla significa dire la stessa cosa. Quindi ogni proposizione che implichi l’esistenza del non-essere non può essere vera, e anzi non può neppure essere pensata.

45 Parmenide di Elea pensare = essere
la nostra mente può riferirsi solo all’essere mentre il non essere risulta impensabile ed inesprimibile “non mai questo può venir imposto, che le cose che non sono siano…” “è la stessa cosa pensare ed essere”

46 Parmenide di Elea La conoscenza
Alétheia = “ciò che non è nascosto”, e fa riferimento alla realtà dell’essere. Gli esseri umani sono, però, limitati nella loro conoscenza dai sensi, quindi non sono in grado di cogliere la verità e rimangono relegati alla sfera dell’opinione (dóxa).

47 Parmenide di Elea La conoscenza
dóxa = indicare qualsiasi conoscenza umana e quindi qualsiasi proposizione che la esprime, che implica l’esistenza del non-essere. Tutto il mondo della esperienza ricade sotto questa definizione, perché i nostri sensi ci mostrano un mondo diviso in realtà diverse in movimento.

48 Il vedere è un vedere oggettivo … ??

49 Il vedere è un vedere oggettivo … ??

50 Il vedere è un vedere oggettivo … ??

51 Il vedere è un vedere oggettivo … ??

52 Paradossi di Zenone di Elea
Amico e scolaro di P. nacque intorno al 489 a.C. / Zenone vuole ridurre all’assurdo le teorie che ammettono la molteplicità e il mutamento e così portare conferma alle tesi di P. / metodo della dialettica = ammettere in via ipotetica l’affermazione dell’avversario per ricavarne le conseguenze che la confutano

53 Paradossi di Zenone di Elea
se le cose sono molte il loro numero è insieme finito (perché non possono essere né più né meno di quante sono) e infinito (perché tra 2 cose ce ne sarà sempre una terza e così all’infinito) 2. se si ammette che ogni cosa è costituita da molte unità a) se queste unità non hanno grandezza le cose da esse composte non avranno grandezza – b) se le unità hanno grandezza le cose composte da infinite unità avranno infinita grandezza

54 Paradossi di Zenone di Elea
il paradosso di Achille egli, pur essendo il “piè veloce”, non raggiungerà mai una tartaruga partita prima di lui. Questo accade poiché lui dovrà, innanzi tutto, giungere sempre al punto in cui questa si trovava prima, mentre questa, nel frattempo, è già avanzata (la raggiunge, perciò, solo in apparenza)

55 Paradossi di Zenone di Elea
paradosso dello stadio, una serie di masse che si muovono in uno stadio impiega un certo tempo ad incrociare una serie di masse ferme ed un tempo dimezzato ad incrociare una serie di masse che si muove in senso contrario. In questo modo, un certo tempo viene a coincidere con la sua metà, il che è contraddittorio, perciò il moto è solo apparente.

56 Fisici pluralisti Eraclito e scuola ionica: idea del divenire incessante delle cose Parmenide: concetto dell’eternità e immutabilità dell’Essere “vero” = distinguono tra: composti (mutevoli) elementi (immutabili)

57 Empedocle n. ad Agrigento verso il 492 e morì a 60 anni circa / medico taumaturgo, scienziato / seguaci sostengono che fu levato in cielo la notte <--> avversari sostengono che si sia gettato nell’Etna per essere creduto un dio / due poemi in versi “Sulla natura” e “Purificazioni”

58 Empedocle come Parmenide ritiene che l’essere non possa nascere nè perire; spiega l’apparenza della nascita (=unione) e morte (disunione) ricorrendo al combinarsi degli elementi che compongono la cosa; 4 sono le radici di tutte le cose (fuoco, aria, acqua, terra) forze cosmiche opposte animano le cose: Amore che unisce; la Contesa che disunisce.

59 Empedocle Conoscenza Principio: il simile si conosce col simile
= avviene mediante l’incontro tra l’elemento che è nell’uomo e lo stesso elemento al di fuori dell’uomo. Gli efflussi che provengono dalle cose producono la sensazione quando si adattano ai pori degli organi di senso per la loro grandezza; altrimenti rimangono inavvertiti; = non distingue tra conoscenza dei sensi e dell’intelletto: anche questa avviene per incontro di elementi esterni ed interni

60 Anassagora Nativo di Clazomene,
introdusse la filosofia nell’Atene di Pericle; nato fra il 500 e il 496. Restano pochi frammenti di un’opera “Sulla natura”

61 Anassagora Gli elementi che si separano e uniscono sono i semi particelle piccolissime e invisibili di materia di diverse qualità (pietra, carne, ossa ecc.)  da osservazioni biologiche: mangiamo un nutrimento di una sola specie e da questo si formano tutte le parti del nostro corpo (ossa, sangue, carne, ecc.)

62 Anassagora Da quelle particelle si generano tutte le cose (come dai semi...) Aristotele le chiamò omeomerie = cioè parti simili; “Tutte le cose sono in ogni cosa”; semi sono infinitamente divisibili

63 Anassagora Forza che muove e ordina i semi: intelligenza divina Noûs

64 Anassagora Conoscenza
= sensazione prodotta non già da cose simili (come Empedocle) ma da cose dissimili (sentiamo il freddo con il caldo, il dolce con l’amaro)

65 Anassagora Antropologia “L’uomo è il più intelligente degli animali in virtù del possesso delle mani” Inportanza delle tecniche, in cui si concretizza il sapere, e che consente all’uomo di di distinguersi dagli animali e dare origine alla civiltà

66 Atomismo di Leucippo e Democrito
Scarse sono le notizie del fondatore Leucippo di Mileto / suo discepolo fu Democrito di Abdera n. ca. 460/459 a.C.

67 Atomismo di Leucippo e Democrito
Assume la distinzione eleatica apparenza/realtà = occhio del filosofo deve andare oltre la variopinta scena del mondo per raggiungere la “realtà” autentica delle cose.

68 Atomismo di Leucippo e Democrito
antitesi: a) conoscenza sensibile “oscura” b) conoscenza razionale detta “genuina”

69 Atomismo di Leucippo e Democrito
Conoscenza parte dalla constatazione delle cose attraverso i sensi; 2. si sviluppa mediante una elaborazione intellettuale o logica dei dati 3. perviene ad una teoria in grado di “spiegare” ciò che i sensi si limitano a “mostrare”

70 Atomismo di Leucippo e Democrito
Conoscenza diversamente dal razionalismo estremo degli Eleati (= la ragione, senza tener conto dei dati, anzi ignorandoli, può raggiungere la verità) l’atomismo ritiene che il compito dell’intelletto consista nel “dar ragione” di ciò che i sensi si limitano ad attestare.

71 Essere/pieno <--> non essere/vuoto
Atomismo di Leucippo e Democrito Sistema della natura Essere/pieno <--> non essere/vuoto = pieno è la materia / vuoto è lo spazio in cui essa si muove.

72 Atomismo di Leucippo e Democrito
capovolto razionalismo di Parmenide. C'è il movimento, quindi il mondo non è pieno; c'è lo spazio vuoto: il nulla, dunque, esiste; il mondo consiste così del pieno impenetrabile e del vuoto: degli atomi e del vuoto

73 Atomismo di Leucippo e Democrito
Sistema della natura Materia = costituita da particelle indecomponibili (a-tomo)  deduzione razionale = deriva da una riflessione sulla divisibilità all’infinito sollevata da Zenone (divisibilità vale solo nel campo logico; non è pensabile dividere all’infinito la realtà perché si dissolverebbe nel nulla)

74 non differenze qualitative
Atomismo di Leucippo e Democrito Sistema della natura Atomi (come l’essere parmenideo) = pieni, immutabili, ingenerati ed eterni non differenze qualitative

75 Atomismo di Leucippo e Democrito
Sistema della natura con unione/separazione rapporti d’ordine e di posizione determinano la molteplicità delle cose come le lettere dell’alfabeto: NA – AN per ordine Z/N per posizione

76 Atomismo di Leucippo e Democrito
Sistema della natura Se c’è il movimento deve esserci il vuoto Materia = movimento (postulato del movimento originario / materia ha in sè stessa la sua causa motrice)

77 Atomismo di Leucippo e Democrito
Sistema della natura vortici atomici : particelle + grandi al centro e + piccole in periferia infinite possibilità di combinazione infiniti mondi che perpetuamente nascono e muoiono.

78 Materialismo  ateismo = non c’è alcuna Intelligenza ordinatrice
Atomismo di Leucippo e Democrito MATERIALISMIO RADICALE Postulato eleatico = nulla viene dal nulla e nulla ritorna al nulla = sostanza materiale eterna = Materialismo  ateismo = non c’è alcuna Intelligenza ordinatrice

79 Atomismo di Leucippo e Democrito
Meccanicismo meccanicismo finalistico o teleologico = spiega la realtà mediante la nozione di “fine” “scopo”, “progetto divino” comprendere significa chiedersi: per quale scopo?

80 Atomismo di Leucippo e Democrito
Meccanicismo di Democrito meccanicismo naturalistico = spiega le cose in virtù di cause efficienti naturali che le producono indipendentemente dal concetto di scopo / comprendere significa chiedersi: in virtù di quale causa?

81 Atomismo di Leucippo e Democrito
Meccanicismo di Democrito necessità meccanica = la natura spiegata con la sola natura senza ricorrere ai concetti popolari di “volontà degli dei” o alle nozioni semimitiche di “Amore Discordia” come in Empedocle

82 Atomismo di Leucippo e Democrito
Anima – conoscenza Modello materialistico dell’uomo = anima corporea ma composta di atomi “psichici” di natura ignea, mobile e sottile

83 Atomismo di Leucippo e Democrito
Anima – conoscenza Sensazione = prodotta nell’anima dagli effluvi di atomi che provengono dagli oggetti, penetrano nel corpo umano e vengono a contatto con gli atomi dell’anima

84 Atomismo di Leucippo e Democrito
Contro ogni ingenuità gnoseologica sostiene che non tutte le proprietà che attribuiamo alle cose esistono veramente negli oggetti ma distingue: proprietà oggettive = figura, numero, movimento appartengono agli oggetti in quanto tali; proprietà soggettive = altre caratteristiche esistono solo in relazione ai nostri organi percettivi (es. sapori, odori) – esistono solo in relazione al soggetto conoscente.

85 Atomismo di Leucippo e Democrito
Etica razionalismo etico di D. = elegge la ragione a giudice e guida dell’esistenza e fa dell’equilibrio e della misura l’ideale di condotta / Il bene più alto è nella felicità che risiede non nei bene ma nell’interiorità dell’anima (--> dove la mente difetta non si sa godere la vita e si è preda di turbamenti irrazionali, di smodate paure, di desideri irrealizzabili)

86 Atomismo di Leucippo e Democrito
Etica fondata sul rispetto verso se stessi. Massime di D.: “Colui che fa ingiustizia è più infelice di chi soffre” “Non devi aver rispetto per gli altri hs più che per te stesso, né agir male quando nessuno lo sappia più che quando lo sappiano; ma devi avere per te stesso il massimo rispetto e imporre alla tua anima questa legge: non fare ciò che non si deve fare”.

87 Atomismo di Leucippo e Democrito
Cosmopolitismo = “Per l’uomo saggio tutta la terra è praticabile, perché la patria dell’anima eccellente è tutto il mondo” Valore dello stato = Niente è preferibile al buon governo /dice che è meglio vivere povero in una democrazia piuttosto che ricco e servo in un’oligarchia.

88 Atomismo di Leucippo e Democrito
= fondata la morale sull’interiorità della persona anziché sui costumi della polis (= autonomia critica del singolo nei confronti della società) --> incipiente crisi delle città stato che si radicalizzerà nell’età ellenistica rottura con un mondo basato sui valori del corpo, del potere, della ricchezza, della violenza: aneddoto per cui si sarebbe accecato = esasperata fedeltà alla propria missione conoscitiva, per meglio concentrarsi su se stesso.

89 Atomismo di Leucippo e Democrito
Origine della civiltà originariamente gli hs vivevano senza leggi come gli animali; spinti dall’utilità e dal timore si riunirono in società nacque il linguaggio (= convenzione per cui si fa corrispondere ad un oggetto, un nome) nascono arti e tecniche con cui l’h. si difende dagli animali feroci e dagli elementi naturali nascita della religione: deriva dallo sbigottimento di fronte alle forze della natura --> preghiere e doni per ottenere grazie e protezioni = uomo soggetto della storia = civiltà non conseguenza di una decadenza da una felice età dell’oro mitica ma il risultato di una conquista a partire dalla ferinità


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