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TEMPERATURA La temperatura è una grandezza fisica fondamentale che deriva dalle nostre sensazioni di caldo e freddo e le rende oggettive.

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Presentazione sul tema: "TEMPERATURA La temperatura è una grandezza fisica fondamentale che deriva dalle nostre sensazioni di caldo e freddo e le rende oggettive."— Transcript della presentazione:

1 TEMPERATURA La temperatura è una grandezza fisica fondamentale che deriva dalle nostre sensazioni di caldo e freddo e le rende oggettive

2 TERMOMETRO Lo strumento che misura la temperatura si chiama TERMOMETRO. Esistono vari tipi di termometro: a mercurio ad alcool a termocoppia a resistenza…

3 TERMOMETRO I termometri più precisi sono detti TERMOMETRI A GAS RAREFATTO e si usano per misure particolari, come quelle dei punti di fusione o ebollizione delle sostanze

4 TERMOMETRO A MERCURIO Il termometro a mercurio è costituito da un piccolo serbatoio contenente mercurio e da un sottile tubo in cui il mercurio è libero di espandersi. La temperatura è indicata dal livello raggiunto dal mercurio nel tubo

5 TERMOMETRO A MASSIMA E quello che si usa per misurare la febbre. Nel tubo è presente una strozzatura che impedisce al mercurio di scendere quando si raffredda: in questo modo il livello rimane bloccato sulla temperatura minima raggiunta

6 SCALA TERMOMETRICA Linsieme di tutti i valori misurabili di temperatura prende il nome di scala termometrica Temperatura reale e percepita in funzione dellumidità

7 SCALA TERMOMETRICA Esistono diverse scale termometriche, ma quelle utilizzate oggi in fisica sono solo due SCALA CENTIGRADA (O CELSIUS) SCALA KELVIN, O SCALA ASSOLUTA

8 SCALA CELSIUS Celsius è un fisico svedese che stabilì una scala di temperature basata su due punti di riferimento: la temperatura di fusione del ghiaccio la temperatura di ebollizione dellacqua Entrambe alla pressione atmosferica a livello del mare

9 TARATURA DEL TERMOMETRO: PUNTO 0 Supponiamo che il termometro sia da tarare, ovvero sia privo di scala, e poniamo il bulbo col mercurio in una miscela di ghiaccio e acqua distillata

10 TARATURA DEL TERMOMETRO: PUNTO 0 Quando la colonna di mercurio ha smesso di scendere segniamo nel punto in cui arriva il PUNTO 0, ovvero gli zero gradi centigradi 0°C

11 TARATURA DEL TERMOMETRO: PUNTO 100 Poniamo il bulbo del termometro in un recipiete contenente acqua in ebollizione: quando la colonna di mercurio ha smesso di salire segniamo il PUNTO 100, ovvero 100 gradi centigradi

12 TARATURA DEL TERMOMETRO: PUNTO 100 Abbiamo così DUE PUNTI FISSI, 0 e °C 100°C

13 ESTENSIONE DELLA SCALA A questo punto è possibile estendere la scala al di sopra dei cento e al di sotto dello zero, semplicemente riportando tacche della stessa ampiezza. 0°C 100°C

14 PUNTO TRIPLO Per comodità oggi non si usa più il punto di fusione del ghiaccio per indicare lo zero, ma il PUNTO TRIPLO. La differenza è però minima, circa un decimo di grado

15 PUNTO TRIPLO Il punto triplo è il punto in cui coesistono i tre stati della materia: liquido, solido e aeriforme. Per ogni sostanza esiste un unico valore di temperatura e un unico valore di pressione in cui ciò può avvenire. Per lacqua la pressione è 610 Pa GHICCIO ACQUA VAPORE

16 CELLA A PUNTO TRIPLO Per riprodurlo si pone in una specie di provetta acqua e ghiaccio, poi si fa il vuoto e si sigilla: un po di acqua evapora riempiendo il vuoto e producendo la coesistenza dei tre stati. La cella a punto triplo è usata per tarare termometri di precisione GHICCIO ACQUA VAPORE ARIA

17 ZERO CENTIGRADO Il fatto che esistano temperature sotto zero dimostra che lo zero della scala Celsius è privo di significato fisico: è solo una convenzione aver posto il punto triplo dellacqua uguale a zero. Serbatoio per lazoto liquido

18 SCALA KELVIN E la scala definita dallo scienziato britannico William Thompson, Lord Kelvin.

19 ZERO ASSOLUTO Al contrario dello zero Celsius, lo zero della scala Kelvin NON è arbitrario: è davvero la temperatura più bassa possibile. Per questo prende anche il nome di ZERO ASSOLUTO.

20 SCALA ASSOLUTA Poiché lo zero è già fissato, la scala Kelvin è basata su un solo punto fisso arbitrario, che è il punto triplo dellacqua. A questo punto si assegna la tempertura di 273 gradi Kelvin

21 CONVERSIONE CELSIUS- KELVIN Con questa convenzione per passare da gradi Celsius (t) a Kelvin (T) la formula è semplice:

22 CONVERSIONE CELSIUS- KELVIN Applicando questa formula troviamo che lo zero assoluto corrisponde a -273 gradi centigradi

23 DILATAZIONE LINEARE La definizione della scala centigrada è basata sullipotesi che un corpo riscaldato (mercurio, alcool ecc.) si dilati uniformemente allaumentare della temperatura. Infatti le tacche su un termometro sono poste a distanza uniforme

24 DILATAZIONE LINEARE Questa ipotesi è vera con buona approssimazione, se gli sbalzi di temperatura non sono troppo ampli, e se il corpo non è troppo vicino al punto di fusione o di ebollizione

25 DILATAZIONE LINEARE Per DILATAZIONE LINEARE si intende la dilatazione, dovuta al riscaldamento, di un corpo molto lungo e sottile, come ad esempio un filo di ferro o una sbarra.

26 DILATAZIONE LINEARE Laumento di lunghezza ΔL di una sbarra è proporzionale a due fattori: la sua lunghezza iniziale, L o la variazione di temperatura, Δt LoLo L ΔLΔL

27 COEFFICIENTE DI DILATAZIONE LINEARE Poiché non tutti i corpi si dilatano allo stesso modo, esiste anche un fattore dipendente dal materiale, detto COEFFICIENTE DI DILATAZIONE LINEARE e indicato con la lettera λ

28 LEGGE DELLA DILATAZIONE LINEARE La legge della dilatazione lineare, tenendo conto di tutti questi fattori, diventa.

29 IL SIMBOLO Δ E bene ricordare che il simbolo Δ rappresenta sempre una variazione, quindi si calcola come differenza tra due valori. In questo caso: ΔL è la differenza tra lunghezza iniziale e lunghezza finale Δt è la differenza tra temperatura iniziale e temperatura finale

30 DILATOMETRO Per misurare la dilatazione di un corpo si usa uno strumento chiamato DILATOMETRO

31 DILATOMETRO Con dilatometri professionali è possibile non solo osservare la dilatazione, ma anche misurare il coefficiente di dilatazione

32 DILATOMETRO La legge della dilatazione è solo unapprossimazione della realtà: il grafico, relativo a un campione di ossido di alluminio, non è perfettamente rettilineo

33 DILATOMETRO Questo grafico, relativo al vetro, mostra che la legge, a un certo punto, cessa del tutto di essere valida

34 DILATAZIONE VOLUMETRICA Per DILATAZIONE VOLUMETRICA si intende la dilatazione, dovuta al riscaldamento, di un corpo che non ha una dimensione preponderante sulle altre, come un cubo, una sfera, un cilindro.

35 DILATAZIONE VOLUMETRICA Laumento di volume ΔV di un corpo è proporzionale a due fattori: il suo volume iniziale, V o la variazione di temperatura, Δt VoVo V ΔVΔV

36 COEFFICIENTE DI DILATAZIONE CUBICA Poiché non tutti i corpi si dilatano allo stesso modo, esiste anche un fattore dipendente dal materiale, detto COEFFICIENTE DI DILATAZIONE CUBICA e indicato con la letteraα

37 LEGGE DELLA DILATAZIONE CUBICA La legge della dilatazione volumetrica, o cubica, tenendo conto di tutti questi fattori, diventa.

38 ANOMALIA DELLACQUA Tra gli 0 e i 4 gradi centigradi lacqua ha un comportamento anomalo: infatti, se viene riscaldata anziché espandersi si contrae.

39 ANOMALIA DELLACQUA Questo fa sì che, vicino al punto di congelamento, lacqua più calda è anche più densa, contrariamente al normale, e quindi, in base alla legge di Archimede, affonda spingendo in alto lacqua più fredda.

40 ANOMALIA DELLACQUA Il risultato di questa inversione del ciclo convettivo è che i grandi specchi dacqua ghiacciano solo in superficie, perché sul fondo lacqua è più calda


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